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ⓘ Antislamismo



Antislamismo
                                     

ⓘ Antislamismo

Il neologismo antislamismo denota lopposizione e critica allislamismo, cioè allIslam politico, un insieme di ideologie che ritengono che lIslam debba guidare la vita sociale e politica così come la vita personale.

Lantislamismo non va confuso con lislamofobia, che indica pregiudizio e discriminazione verso lIslam come religione e verso i musulmani come credenti.

                                     

1. La critica allIslam politico nella Storia

La critica allorganizzazione delle società islamiche prende corpo dopo la Rivoluzione francese e la codificazione della distinzione tra Chiesa e Stato in occidente. Tale dottrina secolarismo viene utilizzata come metro di giudizio rispetto alle società extra-europee tradizionali, incluse quelle in cui il diritto le istituzioni politiche sono basate sulle norme religiose. Secondo Alexis de Tocqueville, "Maometto ha inserito nel Corano non solo un corpo di dottrine religiose, ma anche massime politiche, norme civili e penali e teorie scientifiche. Il vangelo, al contrario, parla solo di relazioni generali fra uomo e Dio e fra uomo e uomo, oltre alle quali non inculca e impone alcun obbligo.

Mustafa Kemal Atatürk, fondatore della Turchia moderna, abolì la religione di Stato nel suo paese. Il suo pensiero verso lIslam può essere rappresentato dalla seguente citazione che pronunciò in qualità di Capo di Stato:

Lanticlericalismo turco verrà imitato in seguito dallo scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi negli anni Sessanta, con alterni risultati fino alla sua deposizione e allavvento della repubblica islamica nel 1979. LIslam politico ha guadagnato particolare attenzione dal 1979, quando si affermò in Iran la Repubblica Islamica propugnata dallAyatollah Khomeini come modello politico contemporaneo di Stato e società guidata dai principi islamici, interpretati dai giurisperiti velayat e faqih, in particolare a riguardo della mancanza di democrazia e diritti umani in tale paese si veda la questione della Fatwā contro Salman Rushdie e della pena di morte in Iran.

Il dibattito sullIslam politico ha ripreso vigore dopo lattentato al WTC, fino a sfociare nellantislamismo e nellislamofobia. Il modello sociopolitico del fondamentalismo salafita-wahhabita è stato oggetto di critiche di molteplici commentatori occidentali, che lhanno variamente indicato come "nuovo totalitarismo". Tra questi il politologo francese Alexandre Del Valle nel libro Il totalitarismo islamista allassalto delle democrazie, o lappello "Insieme contro il nuovo totalitarismo" dopo le violente manifestazioni scoppiate allindomani della pubblicazione delle caricature di Maometto sul Jyllands-Posten. In Italia tali tesi sono state portate avanti dalla scrittrice fiorentina Oriana Fallaci, rifacendosi anche alle tesi di Bat Yeor sullEurabia, oltre che dal giornalista italo-egiziano Magdi Allam. Altri famosi esponenti del movimento antislamista negli Stati Uniti includono i giornalisti e saggisti Claire Berlinski, George Weigel, Tony Blankley, Bruce Bawer, Christopher Hitchens, Daniel Pipes e Mark Steyn.

                                     

2. Critiche allIslam politico

Lantislamismo si oppone allidea che uno Stato sia regolato sui precetti dellIslam per due principali motivi, uno teorico ed uno empirico. In primo luogo lantislamismo, richiamandosi anche allanti-religiosità degli illuministi e alla laicità dello Stato, si oppone allidea, propugnata dallIslam politico, che lo Stato debba essere guidato dai principi religiosi. Infatti una teocrazia o anche uno Stato fondato su una qualsivoglia religione, si basa su leggi divine non soggette a critica o discussione. In secondo luogo lantislamismo si basa sullanalisi delle conseguenze sulla società dellapplicazione della sharīʿa, che valuta decisamente negative.

                                     

2.1. Critiche allIslam politico Forma di Stato

Una critica allislamismo deriva dal rifiuto da parte del mondo occidentale del modello "integralistico" islamico che è accusato di voler estendere i propri principi etico-religiosi anche al campo della politica, la critica nei confronti dellislamismo ripropone il sempre vivace confronto tra ideali laici e ideali religiosi. Il fatto che, nellultimo secolo, il mondo islamico sia stato caratterizzato da un gran numero di guerre, di violenti rivolgimenti sociali e politici, da una diffusa intolleranza verso le minoranze culturali - etniche e religiose che siano - e dallostilità nei confronti dei processi emancipazionistici femminili, ha fatto bollare il mondo islamico come arretrato e "medievale". Questultimo reagisce ricordando che colonialismo, stalinismo, fascismo, nazismo o franchismo, con le loro numerose decine di milioni di morti, sono stati fenomeni tipicamente occidentali. Inoltre, agli occhi dei paesi musulmani, il mondo nato dopo la seconda guerra mondiale appare sempre più preda di egoismi e di irreversibile decadenza morale. Il mondo islamico giudica spesso, per i motivi sopra riportati, lOccidente più prepotente che potente, non in condizione di ergersi a giudice dellaltrui moralità e illiberalità, preda comè di un crescente "relativismo etico" che è giudicato del tutto carente di valori di fondo. LOccidente, a sua volta, qualifica questo atteggiamento come marca di tolleranza e di libertà di pensiero.



                                     

2.2. Critiche allIslam politico Diritti umani e civili

Gli antislamisti accusano gli stati musulmani di non rispettare i diritti umani e quelli civili. Una forte critica è inoltre espressa verso la mancata sottoscrizione della Dichiarazione universale dei diritti delluomo che "stabilisce una intesa comune fra i popoli del mondo riguardo ai diritti inalienabili ed inviolabili di tutti i membri della famiglia umana e costituisce un obbligo per i membri della comunità internazionale" Secondo comma della Proclamazione di Teheran da parte degli Stati islamici che hanno preferito formulare una propria Dichiarazione islamica dei diritti delluomo che sancisce differenze di diritti e di doveri tra uomo e donna, musulmano e non musulmano secondo i dettami coranici. Questa diversa sensibilità verso di diritti delluomo fa sì che dei 57 paesi membri dellOCI, 6 sono classificati come liberi, 25 parzialmente liberi e 26 non liberi da parte del centro studi americano Freedom House. Alcuni di questi paesi musulmani non liberi sono alleati dellOccidente come il Pakistan, altri sono ad esso ostili come la Siria.

                                     

2.3. Critiche allIslam politico Libertà religiosa

Sebbene il Corano reciti

per cui vi è esplicitamente riconosciuto il diritto alla libertà di fede, in alcuni stati a maggioranza musulmana, i non musulmani sono soggetti a forti discriminazioni anche in ossequio a questaltro dettame coranico:

Nonostante secondo la tradizione musulmana questo versetto fu rivelato per autorizzare la guerra contro i bizantini, dopo che questi ultimi, dopo aver occupato Tabuk, minacciavano la stessa Medina, non autorizzava quindi la guerra indiscriminata contro tutti i non musulmani, dopo la morte di Maometto i musulmani lo utilizzarono come pretesto per avviare lespansione islamica e conquistare vaste aree dellimpero bizantino e persiano. I popoli conquistati che non si convertivano allislam prendevano lo status di dhimmi.

Alcuni storici moderni come Bernard Lewis, pur riconoscendo lo status dinferiorità cui i dhimmi erano sottoposti nei territori musulmani notano che sotto molti aspetti la loro posizione era "molto più facile di quella dei non cristiani o anche dei cristiani eretici nellEuropa medievale"

In alcuni stati musulmani, come ad esempio in Arabia Saudita, esiste una polizia religiosa che agisce con ampi margini di discrezionalità. Nel 2005 ha la polizia religiosa saudita arrestato Fawza Falih perché accusata di stregoneria da un uomo che dichiarava di essere divenuto impotente a causa sua. Riconosciuta colpevole anche grazie ad una confessione estorta con la violenza, è stata condannata a morte nellaprile 2006. I media occidentali riportano che in Arabia Saudita lintolleranza verso le altre religioni arriva al punto di boicottare o vietare feste non islamiche come quella di san Valentino. I media Arabi al contrario, affermano che in Arabia Saudita la festa di San Valentino è molto sentita anche se controversa, e non è soggetta a particolari divieti.

Andrebbe tuttavia sottolineato il fatto che le polemiche sul jihād e lassoggettamento etico, giuridico e sociale dei non-musulmani Ahl al-Kitāb allIslam sembrano accettare anche da parte occidentale il principio astorico sostenuto da una parte consistente dellIslam, che pretenderebbe che tali assunti siano eterni e immodificabili. Tutto ciò mostra un difetto metodologico di storicizzazione e ignora il fatto che una parte ancora minoritaria del mondo intellettuale islamico considera sempre più il Corano un testo risalente al VII secolo d.C. in cui, a fianco di alcuni principi assoluti e immodificabili per lo più rivelati nel primo periodo meccano se ne sono poi aggiunti altri al momento della necessaria e impellente organizzazione socio-politica della Umma. Tali principi, variamente modificati dalla ineffabile volontà di Allāh, in base al principio accettato del "versetto abrogante e versetto abrogato" al-nāsikh wa al-mansūkh, si riferiscono, nel caso del jihād e della superiorità etica, giuridica e sociale fra i musulmani al periodo in cui la Umma affrontava militarmente le soverchianti società politeistiche della Penisola Araba, ferocemente avverse al modello islamico che si andava costituendo e che rischiava concretamente di sostituirsi del tutto ad esse.

                                     

2.4. Critiche allIslam politico Trattamento contemporaneo degli apostati

Oggi, dei 57 paesi a prevalenza musulmana che fanno parte della Organizzazione della Conferenza Islamica, cinque rendono lapostasia dallIslam un crimine punibile con la morte, tra cui Afghanistan, Arabia Saudita, Iran, Sudan, e Yemen. Ciò nonostante, secondo il Dipartimento di Stato statunitense, non vi sono stati rapporti di tali esecuzioni da questi governi in diversi anni. Daltra parte, in Pakistan, gli attacchi da parte di vigilantes nei confronti di sospetti convertiti sono diffusi, inoltre nello stesso Pakistan ed Iran sono in discussione leggi che prevedono la pena capitale. Sulla questione dellapostasia è chiarificatrice una fatwā emessa dal Consiglio Europeo per la pronuncia di Fatwa le Ricerche المجلس الأوروبي للإفتاء والبحوث, al-Majlis al-Ūrūbī li-l-Iftāʾ wa l-Bahūth, secondo cui:

Questo punto di vista ha trovato conferma nel 2008 con il caso dellegiziano Mohammad Ahmad Hegazi che, convertitosi al Cristianesimo, aveva chiesto che questa sua decisione fosse ufficialmente riconosciuta trascrivendola sulla propria carta di identità. In Egitto, infatti, questa è una delle informazioni presenti sul documento di identità. La richiesta è stata però rigettata in quanto un tribunale ha sentenziato che:

mentre Suad Saleh, preside della Facoltà di studi islamici e arabi dellUniversità al-Azhar uno dei principali centri dinsegnamento religioso dellIslam sunnita ha emesso una fatwa di condanna a morte in quanto Hegazi ha reso pubblica la sua conversione e si è fatto fotografare con il Vangelo, opinione condivisa da molti altri ʿulamāʾ secondo il quotidiano governativo al-Misri al-Yawm LEgiziano oggi. La pena è stata poi comunque sospesa nella primavera del 2010.

Nel 1993, il matrimonio del noto studioso e professore egiziano Nasr Hāmid Abū Zayd fu ufficialmente annullato da una corte egiziana, in quanto egli era stato giudicato apostata sulla base dei suoi scritti scientifici riguardanti il rapporto fra Corano e storia e la rivisitazione critica dellimpatto sulla cultura islamica dellantico Mutazilismo. Zayd dovette rifugiarsi in Europa con sua moglie studiosa anchessa di vaglia che non aveva alcuna intenzione di separarsi da lui fonte. Nasr Hāmid Abū Zayd trovò quindi ospitalità nei Paesi Bassi, ricevendo per i suoi incontestabili meriti scientifici una cattedra dinsegnamento nella prestigiosa università di Utrecht, allinterno della quale ha potuto proseguire nelle sue ricerche e nellapprofondimento delle sue riflessioni filosofico-teologiche che gli valgono la stima degli studiosi del settore e linvito a svolgere conferenze nei principali atenei - specializzati nelle discipline "orientalistiche" e non - del mondo intero.

Un altro professore egiziano, Farag Foda, era stato ucciso nel 1992 da uomini mascherati dopo aver criticato i fondamentalisti musulmani ed aver preannunciato un progetto per formare un nuovo movimento, aperto agli egiziani appartenenti a tutte le religioni.



                                     

2.5. Critiche allIslam politico Il caso Abdul Rahman

Allinizio del 2006 lafghano Abdul Rahman fu arrestato e trattenuto dalle autorità del suo paese dopo essere stato denunciato da alcuni suoi familiari e trovato in possesso di una bibbia. Gli inquirenti ne chiesero sulle prime la pena di morte, ma in seguito venne rilasciato e gli fu offerto il diritto di asilo in Italia a causa di numerose pressioni internazionali tra le quali una dichiarazione pubblica del Segretario di Stato statunitense, Condoleezza Rice e di unazione diplomatica riservata condotta dallAmbasciata italiana a Kabul e del ministro degli esteri italiano, allepoca Gianfranco Fini. Lasilo fu concesso anche per la lunga e persistente tradizione afghana di concedere ufficiosamente alla famiglia delloffeso in questo caso allex-moglie di Abdul Rahman il diritto di eseguire la pena capitale in prima persona. Il governo filo-occidentale di Karzai non poté opporsi a questa norma non scritta come pure non poté impedire lindagine sulla perseguibilità o meno di Abdul Rahman senza il gravissimo rischio di inimicarsi tutto lambiente religioso afghano che avrebbe avuto gioco facile nelladditare il governo di Kabul come un agente passivo della volontà dellOccidente cristiano, minandone concretamente le già fragili basi di consenso.

                                     

2.6. Critiche allIslam politico Pena di morte

La Sharīʿa consente la pena di morte in quattro casi:

  • bestemmia contro Allah da parte di persone di qualunque fede
  • omicidio di un musulmano,
  • apostasia.
  • adulterio di donne o uomini musulmani sposati Zina, sanzionabile con la lapidazione,

Ciò che è esplicitato nel Corano riguarda tuttavia solo lomicidio ingiusto di un musulmano e si basa sul disposto di Cor., II:178 che afferma: "O voi che credete! In materia domicidio vè prescritta la legge del taglione: ": segno evidente delletà estremamente precoce in cui si tendeva a consumare il matrimonio.

Accuse analoghe sono anche rivolte a San Giuseppe.

                                     

3. Il dibattito interno allIslam

La proposizione di un modello di stato totalitario trae origine dalla interpretazione letterale dei singoli versi del Corano, giudicati dai musulmani come eterni ed immodificabili, e dallorganizzazione e la cultura della società islamica originaria che era, come tutte le società del VII secolo), totalitaria.

Questa lettura, definibile come fondamentalista, è criticata da alcuni intellettuali musulmani contemporanei che ne propongono, invece, una reinterpretazione complessiva contestualizzata al periodo storico in cui i testi sacri furono composti, così da cercarvi insegnamenti fedeli allo spirito piuttosto che alla lettera delle scritture. Questa nuova impostazione ha interessanti risvolti anche dal punto di vista politico per quanto attiene la forma di stato poiché consente di superare il fondamentalismo e portare la società ad un nuovo livello di sviluppo: il postislamismo.

Ad esempio liraniano Mohammad Mojtahed Shabestari mette in gioco tutta la sua autorevolezza di esponente del regime della prima ora per affermare la necessità di distinguere i valori religiosi eterni dai fatti contingenti, interpretando le scritture in una dimensione più alta ed ampia in cui i valori religiosi sono separati dalle realtà secolari. In questo modo, sebbene incompatibili con la lettera del Corano, in seno allIslam sarebbe ammissibile concepire anche democrazia e diritti umani in quanto conquiste moderne dellumanità che riguardano solo la sfera secolare delluomo e non incidono in alcun modo su quella religiosa. Direttamente di forme di stato parla, invece, Mohsen Kadivar, un religioso iraniano perseguitato dal regime degli ayatollah per le sue idee, che nel saggio La teoria dello stato nella giurisprudenza sciita dimostra, analizzando le opinioni di autorevoli giuristi islamici sciiti, che proprio lo sciismo ammette almeno nove diverse forme di governo, facendo cadere lidea di una sua supposta teologia politica monolitica e denunciandone, nel contempo, lappiattimento sullassolutista "Velayat-e faqih" enunciata da Khomeini.

La posizione di questi e di altri pensatori islamici è, però, decisamente elitaria, spesso espressione delle sole società iraniana e turca e con uno scarso seguito popolare da parte dei fedeli musulmani, oltre un miliardo di persone.

                                     

4.1. Le reazioni in Occidente Libertà di espressione ed autocensura

Occasione di contesa antislamista sono le periodiche frizioni tra Islam e media non solo occidentali quando il tema "Islam" è trattato con articoli, libri, discorsi o programmi televisivi informativi, comici o satirici. Non di rado, infatti, queste manifestazioni del pensiero provocano proteste violente e scatenano anche vere persecuzioni contro gli autori che, se occidentali, sono costretti a vivere nascosti o sotto protezione, se provenienti da paesi islamici, a fuggire in esilio o affrontare il carcere. A volte sono anche uccisi.

A questo proposito è utile ricordare il primo comma dellArt. 12 della dichiarazione islamica dei diritti delluomo:

Il comprensibile timore di ritorsioni di fanatici, gruppi terroristici o degli stessi governi islamisti, si traduce, secondo gli antislamisti, in una quotidiana e generalizzata autocensura del tema.

Questo è tanto più evidente quando si nota, anche nelle democrazie laiche e secolari, una pressoché totale assenza del tema "Islam" nella satira o tra i comici, nella pubblicità ed anche nelle inchieste giornalistiche che, quando in incognito, hanno messo in luce un aspetto violento e retrogrado dellIslam, dagli antislamisti creduto quello "vero".

Esempio emblematico è il notissimo caso delle caricature di Maometto sul Jyllands-Posten, nato dalla lamentela dello scrittore danese Kare Bluitgen di non riuscire a trovare disegnatori disposti ad illustrare un suo libro per bambini che raccontava la vita di Maometto. Il direttore del Jillands Posten, a mo di sfida, indisse quindi un concorso per delle vignette satiriche sul Profeta islamico che dovevano accompagnare uninchiesta sullautocensura e la libertà di espressione. La loro pubblicazione 30 settembre 2005 suscitò proteste violentissime e durature. In Italia, fra i pochi esempi recenti di satira o comici verso esponenti politici musulmani si ricorda il programma Le Iene di Italia Uno, con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu che nel 2003 interpretavano Osama bin Laden e il suo interprete personaggi che proposero anche in teatro, Crozza Italia su La7 con Maurizio Crozza che nel 2006 prendeva di mira il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ed il Bagaglino su Canale 5 con Oreste Lionello che imitava ancora bin Laden.

Nellottobre del 2008 il direttore generale della BBC rispondendo ad una domanda del comico Ben Elton che criticava il fatto che sulla BBC fosse permessa la satira nei confronti del Cristianesimo ma bloccata quella nei confronti dellIslam ha giustificato tale autocensura sostenendo la necessità di usare maggiore cautela nei confronti di una minoranza suscettibile come quella musulmana. Il comico Ben Elton ha in seguito sostenuto che le reali motivazioni di queste censure siano in realtà il timore di ritorsioni.

  • Farag Foda, Mahmoud Mohamed Taha, Theo van Gogh, i vignettisti di Charlie Hebdo assassinati, con altre vittime, il 7 gennaio 2015
  • Sono stati uccisi da fanatici musulmani
  • Accademici: Hashem Aghajari, Nasr Hamid Abu Zayd
  • Religiosi: Jerry Falwell, papa Benedetto XVI dopo il cosiddetto discorso di Ratisbona
  • Sono stati minacciati o perseguitati
  • Politici: Ayaan Hirsi Ali, Samira Munir, Geert Wilders, Pim Fortuyn poi ucciso da un estremista di sinistra olandese, Daniela Santanchè
  • Scrittori e giornalisti: Magdi Allam, Isioma Daniel, Oriana Fallaci, Sayed Mir Hussein Mahdavi, Naguib Mahfouz, Taslima Nasreen, Robert Redeker, Salman Rushdie, Nawal al-Sadawi, Samir Sadagatoglu, Ali Reza Payam Sistany, Rafiq Tağı, Michel Houellebecq

Alcuni famosi casi legati a trasmissioni televisive sono:

  • 22 novembre 1986: il Trio comico Lopez-Marchesini-Solenghi in Fantastico 7 Raiuno, condotto da Pippo Baudo in uno sketch prende di mira lAyatollah Khomeini interpretato da Solenghi mentre Marchesini e Lopez sono la madre e un cugino, rispettivamente. Per ritorsione lIran Air sospende i voli con lItalia mentre il governo Iraniano richiama lambasciatore a Roma e chiude lIstituto italiano di cultura di Teheran. Nei giorni successivi intorno allambasciata italiana a Teheran si registrano disordini e tre diplomatici sono espulsi. La partecipazione del trio al programma è sospesa per qualche tempo e solo lintervento della diplomazia italiana retta da Giulio Andreotti riesce a far rientrare lincidente dopo due mesi.
  • 22 febbraio 2006: gli autori del programma La fattoria reality show trasmesso su Canale 5 chiedono ai concorrenti di cantare la canzone Caravan petrol di Renato Carosone con un verso alterato: Pascià, pascià, pascià invece di Allah, Allah, Allah. Alcuni vi intravidero unautocensura per timore di reazioni islamiste la location del programma era in Marocco, la produzione rispose che invece si trattava di una scelta artistica in quanto il Pasha è il concorrente che per una settimana decide le sorti di tutti gli altri ".
  • 29 marzo 2007: inchiesta su una moschea di Torino di Maria Grazia Mazzola per Annozero di Rai 2 che mostra lImam Mohamed Kohaila che incita ad uccidere gli atei. In questo caso le polemiche approdano anche in Parlamento e nel gennaio 2008 il ministro dellInterno Giuliano Amato firmerà il decreto di espulsione dello stesso Mohamed Kohaila.
  • 15 gennaio 2007: Undercover Mosque, un documentario del programma Dispatches trasmesso nel Regno Unito da Channel 4 che mostra Imam di diverse moschee britanniche che incitano alla violenza ed al fondamentalismo. Inevitabili sono le polemiche pro e contro lIslam.
  • 31 gennaio 2007: Un velo tra noi di Corrado Formigli, documentario del programma Controcorrente di Sky TG 24 che mostra Imam di diverse moschee italiane che si esprimono a favore di niqab, poligamia e dei governi di sinistra, auspicando lintroduzione della sharia in Italia quando i musulmani saranno maggioranza. Anche in questo caso non mancano le polemiche.
  • 1985: Andy Luotto interpreta in Quelli della notte programma per Rai 2 ideato e condotto da Renzo Arbore la caricatura di uno sceicco arabo, suscitando le proteste ufficiali di varie ambasciate mediorientali e lo stesso attore è fatto oggetto di minacce personali. Gli autori allora sostituiscono il personaggio dello sceicco con la caricatura di un ricco italo-americano di Brooklyn interpretato sempre da Luotto.


                                     

4.2. Le reazioni in Occidente Integrazione degli immigrati musulmani

Nelle moderne società europee sempre più multietniche è molto dibattuto il tema dellaccoglienza dei migranti che legalmente o illegalmente vi giungono in sempre maggior numero e che, a livello politico, si dovrebbero integrare attraverso pratiche politiche quali il multiculturalismo, lInterculturalismo Italia, lAssimilazionismo Francia e così via. Queste politiche hanno in comune il riconoscimento di una sfera privata in cui gli individui siano essi immigrati o autoctoni sono liberi di scegliersi uno stile di vita nellambito del quadro normativo stabilito dalle leggi in vigore nello Stato ospite.

Secondo gli antislamisti questi modelli di accoglienza sono falliti nel caso dei migranti musulmani perché, come mostrano alcuni sondaggi di opinione, lIslam li fa portatori di una identità religiosa esclusiva lappartenenza alla umma, la comunità dei fedeli al di là della loro nazionalità di origine per cui tenderebbero a riunirsi in comunità autonome in seno al paese ospite, rifiutando da un lato lintegrazione piena nel suo tessuto sociale, politico ed economico e richiedendo dallaltro il riconoscimento di leggi che recepiscono i propri usi e costumi nel campo del diritto, portando così a differenziarsi non solo nella sfera privata ma anche in quella pubblica. Questo starebbe facendo degenerare le società europee verso il comunitarismo, cioè la suddivisione dei cittadini su base etnico-religiosa con proprie regole di comportamento, anche quando tali comunità non condividono valori liberali. Tale atteggiamento trova un precedente nella politica adottata dallImpero ottomano che divideva i sudditi su basi etnico-religiose in millet: ciascun millet, o "nazione", raggruppava le varie comunità di credenti non musulmane, guidate dai loro rappresentanti tradizionali, che divenivano anche funzionari ottomani. A causa della funzione soprattutto sociale e politica piuttosto che religiosa delle moschee esistono altri luoghi di raduno islamici totalmente addetti alla preghiera, ovvero le musallā alcuni paesi musulmani esercitano su queste uno stringente controllo per evitare che diventino come nel corso della storia di alcuni paesi è in effetti successo centri di potere politico, tanto che gli imam sono funzionari statali ed il testo dei loro sermoni del venerdì deve essere preventivamente autorizzato. Proprio la presenza o la costruzione di nuove moschee è occasione di frequenti polemiche perché, sebbene possano svolgere un ruolo positivo nel facilitare lintegrazione dei musulmani, indagini giornalistiche, giudiziarie e latteggiamento dei fedeli percepito come aggressivo tende ad alimentare in varie occasioni una forte opposizione in chi vive nei loro paraggi.

Sempre secondo gli antislamisti, le tendenza a fare corpo separato starebbe trovando unimportante sponda a livello istituzionale, attraverso la definizione di regole e leggi specifiche per categorie di cittadini individuate su base etnico-religiosa, avviando un processo di tribalizzazione che altrove è stato chiamato pillarisation. Ad esempio, secondo alcuni "la poligamia deve essere riconosciuta se previsto nel diritto familiare del paese di origine delle persone in questione", ma non al resto della popolazione. A tal proposito altri mettono, però, in evidenza che questa politica viola i valori guida delle democrazie liberali occidentali, che affondano le loro origini negli ideali laici di libertà, uguaglianza e fraternità della rivoluzione francese per cui non "cè ragione perché una ragazza musulmana sia trattata differentemente da una cristiana o da unebrea rispetto alla legge, comunque la pensino i suoi parenti".

A volte, infine, si accusa le comunità musulmane di strumentalizzare alcuni episodi per fare pressione sulla società civile europea. Caso emblematico è costituito dalla Caricature di Maometto sul Jyllands-Posten: il significativo ritardo tra la loro pubblicazione 30 settembre 2005 le prime reazioni diplomatiche ufficiali del mondo arabo 12 ottobre 2005 le prime proteste di piazza gennaio-febbraio 2006 è dovuto al tempo occorso ad alcuni imam danesi immigrati che, insoddisfatti dalla sostanziale neutralità del governo danese rispettoso dei valori libertari propri delloccidente, hanno costruito un dossier che conteneva insieme alle vignette originali ed altre create ad hoc, diverso altro materiale ed anche informazioni false ad es. che il Jyllands-Posten fosse una rivista governativa con cui si sono poi recati in Egitto, Siria e Libano per mostrarlo ai ministri della Lega Araba, agli shaykh ed agli imam così da mobilitare il mondo musulmano contro lo stesso paese che li aveva accolti. Vale la pena ricordare che le raffigurazioni di Maometto non sono vietate esplicitamente dal Corano, tantè che in diverse epoche sono state prodotte da artisti islamici vedi la galleria di immagini su Maometto in Commons Wikimedia e che solo uninterpretazione rigidamente fondamentalista di alcuni hadīth le vieterebbe. Per molti, inoltre, questo divieto sarebbe valido solo per i musulmani, ciononostante è stata lanciata una petizione per chiedere anche a Wikipedia di eliminare le immagini di Maometto.

Per tutte queste ragioni cè chi propone di condizionare la concessione della cittadinanza alla piena adesione ai valori della Costituzione magari puntualizzandone i principi in una Carta di Valori condivisi o ridare lustro ai simboli laici dello Stato bandiera, inno nazionale come valori unificanti e neutrali per immigrati e non.

Unimportante critica portata alle comunità musulmane in Europa è relativa alla mancata condivisione dei valori occidentali quali democrazia o il rispetto per laltro.

Questo atteggiamento, che secondo alcuni troverebbe la sua origine direttamente nei precetti coranici, traspare dai risultati di sondaggi di opinione svolti nelle comunità islamiche, dall analisi dei testi adottati nelle scuole islamiche, da alcune fatwā e da quanto rivelato da numerose inchieste giornalistiche condotte nelle moschee di diversi Stati europei.

                                     

4.3. Le reazioni in Occidente Il Corano

Si ricorda che la vita dei musulmani praticanti riflette linsegnamento coranico che non è solo modello religioso ma è anche un modello esistenziale e politico. Il vero credente dellIslam parola che significa etimologicamente "sottomissione a Dio" deve, cioè, seguire pedissequamente i dettami della sua religione che, tralasciando quelli che incitano esplicitamente alla violenza, per quanto riguarda il rapporto con i non musulmani e quindi attinenti al tema dellintegrazione recitano:

Oltre a ciò esistono numerose tradizioni attribuite a Maometto, non meno impegnative dei versetti del Corano stesso, che vietano ai musulmani di associarsi a miscredenti, ebrei e cristiani nelle loro manifestazioni pubbliche, siano esse religiose che non religiose.

I versetti tralasciati del Corano includono: - Nisā 4: 89 - "Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate." - Nisā 4: 91 - "Altri ne troverete che vogliono essere in buoni rapporti con voi e con la loro gente. Ogni volta che hanno occasione di sedizione, vi si precipitano. Se non si mantengono neutrali, se non vi offrono la pace e non abbassano le armi, afferrateli e uccideteli ovunque li incontriate. Vi abbiamo dato su di loro evidente potere." - al-Tawba 9: 5 - "Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati. Se poi si pentono, eseguono lorazione e pagano la decima, lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso."

                                     

4.4. Le reazioni in Occidente Sondaggi

I sondaggi sono uno strumento molto amato dai mass media, in quanto sono un modo sintetico con basi scientifiche per presentare dati e tendenze ed offrire spunti di discussione. Luniverso musulmano in Occidente è quindi spesso oggetto di indagini giornalistiche.

Tenendo presente che la validità scientifica dei sondaggi di opinione dipende molto dal campione prescelto, dallintervallo di tolleranza e dal modo di porre le domande che ha una qualche influenza sulle risposte, è comunque interessante riportare qualche recente indagine.

I sociologi specializzati negli studi subalterni, tra cui Edward Said, puntualizzano quanto i sondaggi non solo diano una qualche idea sulle dinamiche dopinione allinterno delluniverso musulmano in Occidente, ma anche offrano indicazioni su quali siano le fobie e i motivi di sospetto da parte degli occidentali nei confronti dei musulmani.

Secondo un sondaggio del 2017 svolto in Italia, i musulmani maggiori di 54 anni sono conservatori e non vogliono integrarsi. La metà dei giovani musulmani invece si sente integrata, un quarto vorrebbe integrarsi ma non ci riesce ed un quarto non vuole integrarsi. Musulmani in Italia: il sondaggio di Ipr Marketing, su Analisi Difesa. URL consultato il 23 ottobre 2017.

                                     

4.5. Le reazioni in Occidente Il curriculum scolastico islamico

Uno strumento per inquadrare e valutare la propensione allintegrazione degli immigrati musulmani è offerto da studi ed inchieste sui sistemi scolastici di provenienza e sugli istituti di istruzione islamici di diversi paesi occidentali. In particolare, ne sono stati analizzati i libri di testo concludendo che gli studenti sono generalmente cresciuti nel culto della supremazia islamica ed educati allodio verso gli infedeli in particolar modo cristiani ed ebrei additati come nemici, disumanizzati definendoli maiali e scimmie per poi incitare al Jihād armato contro di loro. Sullargomento è da segnalare anche lo studio della Banca Mondiale che giudica come arretrato il sistema educativo di quei paesi.

                                     

4.6. Le reazioni in Occidente Arabia Saudita

Il sistema scolastico dellArabia Saudita è tra i più pubblicizzati nei paesi islamici. Il motivo di tanto interesse è addebitabile a diverse ragioni:

  • il paese è la patria del wahhabismo che si fonda sul concetto di tawhīd monoteismo in lotta con lo shirk politeismo, incluso il Cristianesimo a causa del dogma della trinità. Per quanto attiene specificatamente il problema dellintegrazione, è da sottolineare che il wahhabismo chiede ai credenti di combattere coloro che non agiscono conformemente alle regole del tawhid.
  • governo e privati sauditi investono annualmente somme ingenti per finanziare istituzione e mantenimento non solo di luoghi di culto ma anche di oltre 2000 scuole in tutto il mondo occidentale dove poi si insegna il wahhabismo adottando libri di testo sauditi
  • numerosi terroristi islamisti da Osama bin Laden a 15 dei 19 partecipanti agli attentati dell11 settembre 2001 sono di origine saudita e quindi educati in quel paese

Tutti gli studi finora condotti concordano su diversi punti:

  • Lo Stato di Israele non è riconosciuto come sovrano le cartine lo ignorano o sono palesemente sbagliate. Il problema palestinese è, inoltre, presentato come la principale preoccupazione del mondo islamico tanto da rendere necessario limpegno di tutti i musulmani per la sconfitta di Israele ed leradicazione del sionismo.
  • Si disumanizzano cristiani ed ebrei definendoli maiali e scimmie rispettivamente oltre che infedeli e nemici dei musulmani ed è perciò fatto divieto assoluto fraternizzare con loro. Si nega, inoltre, la possibilità di instaurare rapporti pacifici con gli infedeli e contro di loro si esalta anche negli esempi dei testi di grammatica il Jihād ed il martirio: il termine Fidà parola araba che può essere resa in italiano con chi è pronto a sacrificare la propria vita è sempre impiegato in termini positivi. Si condannano terrore e violenza, ma non quando si tratta di jihad e martirio, cioè atti contro gli infedeli.
  • Nelle scuole di ogni ordine e grado si insegna la supremazia dellIslam in quanto unica vera religione tutte le altre sarebbero false, da cui deriverebbe anche la superiorità dei musulmani sugli infedeli ed i diversi risarcimenti previsti in caso di assassinio premeditato: nulla è dovuto se lassassino è un musulmano e la vittima un infedele; se lassassino è un infedele e la vittima un musulmano, allora deve risarcirne la famiglia con 100 cammelli, 50 se la vittima è una musulmana o un infedele e 25 se è una infedele.
  • LOccidente descritto sempre come decadente e lo Stato di Israele sarebbero allorigine di tutti i mali passati e presenti dei musulmani. Si mettono, inoltre, in guardia gli studenti dal secolarismo e dalle mode occidentali, dagli studi condotti in occidente sullIslam ed anche dagli aiuti umanitari. Per quanto attiene il sistema democratico occidentale, si chiede di rifiutarlo in toto e preferirgli invece il sistema statale saudita in quanto aderente allIslam, invitando nel contempo a rimanervi fedele sempre ed ovunque.
Contro gli ebrei, infine, sono avvalorate tutte le teorie complottistiche: massoneria e associazioni a cooptazione considerate dai complottisti come legate alle logge, quali lions club e rotary club sarebbero strumenti del sionismo e dellimperialismo americano guidato dalla lobby ebraica, mentre i Protocolli dei Savi di Sion sono studiati come veri e si asserisce la responsabilità degli ebrei negli attentati dell11/9/01.

Questi insegnamenti sono stati denunciati da tempo dalla comunità internazionale tanto che il governo saudita si è visto costretto ad intraprendere un processo di revisione del proprio sistema scolastico che però ancora non soddisfa gli osservatori, soprattutto considerando le ingenti risorse economiche che potrebbe mettere in campo per dare effettivo seguito a tale intendimento.

Sempre per quanto riguarda lArabia Saudita, di interesse è considerare anche i contenuti delle khutba, gli importanti sermoni del venerdì, tenuti nelle principali moschee del paese e resi disponibili sul sito alminbar: frequenti sono le accuse rivolte a cristiani ed ebrei di essere nemici di Allah le esortazioni ad educare allodio contro di loro i bambini, spronandoli anche alla Jihād. Incitamenti alla Jihād sono proclamati anche sulle televisioni di stato.

                                     

4.7. Le reazioni in Occidente Autorità Nazionale Palestinese

LAutorità palestinese ha cominciato a compilare propri libri di testo a partire dal 1994. In precedenza erano adottati quelli egiziani per i bambini di Gaza e giordani per la Cisgiordania.

Accusati di insegnare lantisemitismo e di incitare i bambini alla violenza ed al terrorismo, sono stati oggetti di diverse analisi e ricerche da parte di:

  • il Center for Monitoring the Impact of Peace
  • il Georg Eckert Institute
  • l Harry S. Truman Research Institute for the Advancement of Peace della Università Ebraica di Gerusalemme
  • lIsrael/Palestine Center for Research and Information IPCRI su richiesta del consolato generale statunitense di Gerusalemme
  • un sottocommissione del Senato degli Stati Uniti ed una commissione politica del Parlamento europeo hanno svolto delle audizioni sui libri di testo palestinesi
  • lIntegrated Regional Information Networks delle Nazioni Unite

Gli studi condotti sui libri di testo palestinesi riferiscono che:

  • gli ebrei sono raramente menzionati nei libri di storia e sempre associati al sionismo, accreditando anche falsi storici come i Protocolli dei savi di Sion. Si ignorano, inoltre, i luoghi santi dellebraismo ed i legami storici tra palestinesi ed ebrei, presentando i popoli della regione come di ceppo arabo. Gerusalemme è dichiarata integralmente capitale della Palestina, tacendone anche limportanza che ha per ebrei e cristiani fin da epoche storiche.
  • nelle scuole di ogni ordine e grado si insegna la supremazia dellIslam in quanto unica vera religione tutte le altre sono dichiarate false, da cui consegue anche la superiorità dei musulmani sugli infedeli
  • lOccidente è descritto come un rischio per lislam e si afferma che il Rinascimento è figlio della civiltà medioevale islamica
la presenza ebraica in Palestina è avvalorata solo fino ai romani ed il successivo ritorno è definito uninfiltrazione.
  • Israele non è riconosciuto come stato sovrano e spesso non è neppure citato sulle mappe che, quando utilizzate, sono palesemente errate. Lo si accusa inoltre di cagionare deliberatamente tutti i mali dei palestinesi.
i conflitti arabo-israeliani sono presentati in modo distorto, non si menzionano i trattati di pace e la pace stessa con Israele non è mai promossa incitando, invece, gli allievi alla vittoria finale. Si descrive, infine, positivamente il jihad e il martirio, sia in passato sia al giorno doggi. In generale non si invoca mai un futuro di pace con Israele.

Al riguardo occorre ricordare anche le polemiche suscitate dal programma televisivo per ragazzi Pionieri di domani, più volte denunciato per incitare al jihad.

                                     

4.8. Le reazioni in Occidente Egitto

Gli studi condotti sui libri di testo egiziani riferiscono che:

  • La civiltà occidentale non è raccontata in modo obiettivo ed i conflitti del passato che lhanno contrapposta al mondo musulmano essenzialmente crociate ed imperialismo sono descritti in modo ostile. In particolare, allImperialismo sono addebitati tutti i mali del mondo arabo attuale: dalla povertà causata dallo sfruttamento coloniale alla frammentazione politica del mondo islamico alla creazione dello Stato di Israele.
  • Il terrorismo è criticato, ma solo in Egitto mentre è ammesso altrove ad es. in Israele in quanto considerato jihad, si invita a sostenere i palestinesi nella loro lotta e si esaltano gli attacchi terroristici contro civili di Israele.
  • Quando si tratta il tema del jihād, questa è descritta quasi esclusivamente come lotta militare ed intesa dal punto di vista religioso come lotta contro i nemici di Dio gli infedeli, dal punto di vista politico come lotta contro i nemici dellIslam per rafforzare gli Stati musulmani. In entrambi i casi è sollecitata, stigmatizzando coloro che si sottraggono a questo dovere. Jihād sono definiti i conflitti mediorientali e si afferma che con il jihad si libererà Gerusalemme.
  • Al pari del jihad, anche il martirio è descritto in termini positivi, sottolineando la grande importanza che avrebbero agli occhi di Allah. In particolare sono fatti studiare figure storiche e moderne di jihadisti e martiri.
  • Si chiede di trattare la pace solo quando si è costretti perché più deboli del nemico, ma si insegna ricusarla non appena i rapporti di forza dovessero cambiare.
  • Cristiani ed ebrei sono rispettati perché monoteisti ma disprezzati in quanto infedeli, i loro credi descritti in modo parziale e sempre in termini negativi perché lIslam sarebbe lunica vera religione. Torah e Vangelo sono riconosciuti come libri sacri, ma si afferma anche che sono stati falsificati da ebrei e cristiani.

Per quanto riguarda specificatamente il problema palestinese, questo è raccontato in un modo che dagli antislamisti e considerato distorto. Ad esempio:

  • Il sionismo è sempre descritto in modo negativo: un movimento espansionista con inclinazioni terroristiche che mirerebbe a controllare tutto il Vicino Oriente sito fra Nilo ed Eufrate.
  • si dice da parte islamica che la guerra dello Yom Kippur fu una vittoria araba che si concluse con la liberazione del Sinai, malgrado sia difficilmente obiettabile che lesercito egiziano abbia superato la linea Bar-Lev, abbia ripreso possesso di gran parte del Sinai e che abbia ripreso il controllo di entrambe le sponde del Canale di Suez.
  • si omette di dire che lattuale conflitto arabo-israeliano iniziò nel 1948 con un attacco arabo contro gli ebrei allindomani della autoproclamazione dindipendenza dello Stato israeliano.
  • Gli antichi ebrei sono descritti come nomadi stranieri in cerca di territori da conquistare, che furono sconfitti prima dagli Egizi, poi dai Babilonesi, quindi dai Persiani e infine dai Romani per essere infine piegati dagli arabi musulmani che liberarono la Palestina della loro presenza.

Tutto questo nonostante i regimi laici militari da sempre imperanti in Egitto, con la breve parentesi islamista di Mohamed Morsi.

                                     

4.9. Le reazioni in Occidente Italia

In Italia alcune indagini giornalistiche hanno analizzato i libri di testo adottati in alcune scuole islamiche del paese rivelando ladozione di libri di testo provenienti da stati musulmani Arabia Saudita e la riproposizione di insegnamenti intolleranti riscontrati in quei paesi.

                                     

4.10. Le reazioni in Occidente Nord America

Uninchiesta del The New York Daily News nel 2003 ha rivelato che tipicamente i libri di elementari e medie delle scuole private musulmane dellarea di New York non solo proclamano la supremazia dellIslam ma insegnano anche che i cristiani "adorano statue", che gli ebrei sono obbligati dalla loro religione "a maledire i luoghi di culto altrui quando vi passano davanti" e che "molti" cristiani ed ebrei "conducono vite decadenti ed immorali tanto che bugie, alcool, nudo, pornografia, razzismo, turpiloquio, sesso prematrimoniale, omosessualità e molto sono tollerati dalla loro società, nelle chiese cristiane e nelle sinagoghe ebraiche", peccati intollerabili nellIslam. Riporta inoltre le affermazioni di un editore di questi libri di testo che afferma di ricevere finanziamenti direttamente dallArabia Saudita e quella di due autori: uno riconosce che i testi dovrebbero essere cambiati un altro che invece li difende così come sono. Racconta, infine, della lezione di un docente un ebreo convertito allIslam che fa risalire linimicizia dei musulmani verso gli ebrei ed il dovere dei musulmani a combatterli allaffermazione di Maometto secondo il quale gli ebrei avrebbero alterato a loro vantaggio la Torah.

Daniel Pipes riferisce di una scuola islamica in Canada che "pretende la totale segregazione dallambiente canadese ed esige unassoluta separazione dei sessi".

                                     

4.11. Le reazioni in Occidente Le moschee

Le moschee svolgono nellIslam un ruolo molto ampio: i musulmani non solo vi si riuniscono per pregare ma anche per esaminare questioni sociali e politiche e decidere sulla vita della comunità. Levento più importante è costituito dal sermone del venerdì khutba in cui lImam fornisce le indicazioni più importante ed impegnative ai suoi fedeli. Per questa ragione numerosi paesi musulmani esercitano uno stretto controllo sulle attività che vi si svolgono tanto che gli Imam sono spesso dei funzionari pubblici ed i loro sermoni devono essere preventivamente approvati dalle autorità preposte. LIslam affianca le moschee con le musallā, spesso dei semplici locali a pian terreno, dove una cinquantina di fedeli possono riunirsi in tranquillità per la preghiera del mezzogiorno.

Oltre che questo ruolo pratico, le moschee, così come le chiese, nella storia hanno svolto anche la funzione simbolica e politica di palesare lappartenenza del territorio circostante allIslam, soprattutto quando hanno un minareto utilizzato dal muezzin per invitare i fedeli alla preghiera che, come i campanili, svetta sugli edifici circostanti ed i progetti di nuove costruzioni sono sempre accompagnati da forti polemiche, in Italia ad es. a Bologna come allestero.

In occidente la costruzione di gran parte delle moschee e centri islamici è da tempo finanziato da paesi musulmani, soprattutto dalla ricca Arabia Saudita, paese sunnita dovè maggioritario il rigido wahhabismo. Tra queste anche la Moschea di Roma per 50 milioni di dollari statunitensi a cui si aggiunge una donazione annuale per 1.5 milioni di dollari. In qualità di finanziatori, i sauditi impongono poi imam di loro gradimento e sono quindi in grado di influenzare gli orientamenti delle comunità che vi fanno riferimento. Una raccolta di sermoni pronunciati nelle più importanti moschee saudite sono messe a disposizione dal sito alminbar e molto criticati per le frequenti accuse rivolte a cristiani ed ebrei di essere nemici di Allah le esortazioni ad educare allodio contro di loro i bambini, spronandoli anche al jihad. Proprio per questo alcuni hanno declinato le offerte e cè chi ha denunciato che sono proprio "le organizzazioni più estremiste, finanziate dai regimi dittatoriali arabi, quelle che si possono permettere di pagare persone che, a tempo pieno, si occupano degli immigrati. In occidente, nel 90% dei casi, le moschee dipendono dalle organizzazioni ideologicamente contigue al terrorismo, che hanno fondi illimitati".

Anche a seguito del clamore suscitato da alcune inchieste giornalistiche ed accertamenti investigativi, diverse sono le proposte relative alla gestione dei luoghi di culto per i musulmani, ma tutte vanno nella direzione di un maggior controllo sulla scia di quanto già avviene nei paesi islamici:

  • sottoporre le moschee al controllo di comitati di garanzia che ne sorveglino le attività
  • prevedere corsi di formazione per Imam gestiti dallo Stato, così da effettuare una scrematura a monte dei candidati;
  • evitare la costruzione di moschee, autorizzando solo ledificazione di musallā, così da rispettare la libertà di culto scongiurando nel contempo una delle cause del comunitarismo.
  • rendere obbligatorio luso della lingua del paese ospite per poter verificare "se si prega Allah o si semina odio" senza dover conoscere larabo;
                                     

4.12. Le reazioni in Occidente Inchieste giornalistiche

Listigazione a non aderire ai valori fondanti delle democrazie occidentali è stata ripetutamente evidenziate da indagini giornaliste in incognito svolte nelle moschee europee.

Linchiesta Undercover Mosque trasmessa il 15 gennaio 2007 sul canale Channel 4 britannico ha registrato Imam che affermavano:

Linchiesta di Annozero su una moschea di Torino trasmessa il 29 marzo 2007 ha registrato lImam di Torino-Porta Palazzo Mohamed Kohail che affermava

e poi espulso nel gennaio 2008 dopo circa un anno di indagini della DIGOS.

Un video sul IX Congresso del Centro culturale islamico di viale Jenner a Milano, sequestrato dallantiterrorismo nel 2002 nellabitazione di Murad Trabelsi, membro di unorganizzazione terroristica che reclutava kamikaze per lIraq e trasmesso durante Studio Aperto Live Italia 1 dell11 febbraio 2006 documenta Muhammad al-Fizazi noto anche come "limam itinerante" affermare durante il IX Congresso del Centro culturale islamico di viale Jenner a Milano tenutosi a Modena l11 settembre 2000 esattamente un anno prima dellattacco alle Torri Gemelle di New York:

                                     

4.13. Le reazioni in Occidente Via legale allIslam

Secondo gli antislamisti, la legislazione e la giurisprudenza di diversi paesi europei sta mostrando la tendenza a legittimare atteggiamenti e comportamenti inaccettabili, considerando unattenuante la loro matrice religiosa, col risultato di relativizzare i diritti individuali, mostrando uneccessiva tolleranza, giustificata come rispetto per le tradizioni islamiche, ed assecondando unevoluzione in senso "comunitarista" delle società europee.

                                     

4.14. Le reazioni in Occidente Germania

Nel 1999 tre curdi, che avevano soffocato una ragazza di 18 anni e barbaramente ucciso il suo ragazzo di 23 anni per punirli perché vivevano insieme contro il volere dei genitori, sono stati condannati solo per omicidio colposo, in considerazione dei "valori del proprio paese di origine fortemente intimizzati".

Nel 2002 un libanese che aveva stuprato, picchiato e quasi strangolato sua moglie, nonché un pastore di origine turca che aveva ucciso la moglie con 48 coltellate, si sono visti riconoscere forti sconti di pena, sempre per la loro specifica appartenenza etnico-religiosa.

Nel 2005 un curdo, che per gelosia aveva ferito gravemente la moglie, ha avuto forti sconti di pena per i suoi "livelli di inibizione inferiori nei confronti delle donne".

Tutte queste sentenze sono state comunque annullate nei gradi superiori di giudizio

Nel 2007 una donna si è vista respingere la richiesta di divorzio per direttissima dal marito violento perché entrambi i coniugi erano musulmani di origine marocchina e quindi, in ottemperanza alla versetto 4:34 del Corano in cui si invita a battere le mogli di cui si teme linsubordinazione, secondo il giudice "non è strano che un uomo eserciti il diritto di punizione corporale nei confronti della moglie".

                                     

4.15. Le reazioni in Occidente Regno Unito

Michael Nazir-Ali, vescovo anglicano di Rochester, ha inoltre denunciato lesistenza di aree ove i non musulmani sono sgraditi e anche a rischio mentre Rowan Williams, arcivescovo di Canterbury e primate anglicano, ritiene ormai inevitabile il recepimento di alcuni aspetti della sharia nella legislazione britannica.

Sebbene la bigamia sia un reato, il ministero del Lavoro e Pensioni ha concesso ai poligami assegni familiari per ogni moglie "aggiuntiva" a semplice domanda del marito e purché i matrimoni siano stati celebrati in Paesi nei quali il rito è legale.

                                     

4.16. Le reazioni in Occidente Velo islamico

Alcuni episodi hanno accreditato nellordinamento giuridico italiano pratiche relative alluso del velo islamico che sono controverse tra gli stessi musulmani:

  • nel 2007 il Ministro degli Interni Giuliano Amato ha anche affermato che vietare il velo "a priori significa imporre la propria ideologia imperialista".
  • nel dicembre 2004 una circolare del Dipartimento della Polizia di Stato ha definito il burqa indossato da alcune donne musulmane un "segno esteriore di una tipica fede religiosa" e una "pratica devozionale", escludendolo da quanto previsto dallarticolo 5 della legge 152/1975 che vieta in luogo pubblico di nascondere il proprio volto impedendone il riconoscimento da parte delle forze dellordine. La circolare ammonisce, inoltre, che "identificare reiteratamente ogni persona che circoli con il burqa, prima che lautorità giudiziaria si sia pronunciata sulla sussistenza o meno di un giustificato motivo che escluda il reato, o senza un rilevante interesse pubblico, potrebbe costituire un eccesso non consentito e verrebbe percepito come una inutile vessazione".
  • nel corso degli anni la legislazione italiana ha sviluppato una normativa specifica relativa allabbigliamento in funzione delle esigenze di ordine pubblico, con particolare riferimento allidentificazione delle persone. Durante gli anni di piombo in particolare si è vietato il mascheramento
  • il 30 luglio 2005 è approvato il Pacchetto Pisanu per migliorare lazione di contrasto al terrorismo internazionale che includeva "pene severe per chi circola in pubblico con il volto coperto, che si tratti di casco o di burka", il successivo 15 agosto il tribunale di Treviso ha emesso una sentenza secondo cui se il burqa è indossato per motivi religiosi non è vietato e quindi non è reato, posizione peraltro confermata dallo stesso governo nel dicembre dello stesso anno
  • nellaprile 2006 la terza sezione penale della Corte di Cassazione di Roma con la sentenza 11919 ha deliberato la legittimità del hijab in quanto "la religione musulmana impone alle credenti" di indossarlo.

A questo proposito si ricorda che, diversamente da quanto affermato nella sentenza della Corte di Cassazione e da quanto presuppone la circolare della Polizia di Stato, il Corano chiede il velo ma non ne stabilisce in modo chiaro il tipo. Il riferimento sarebbe, infatti, la Sūra XXXIII:59 che chiede alle credenti di indossare il velo per poterle distinguere dalle altre così da non essere molestate dai musulmani e XXIV:31, variamente interpretata e tradotta: per alcuni il passaggio essenziale dovrebbe essere reso come "coprire i seni con il velo" per altri come "lasciar scendere il loro velo fin sul petto" ma comunque non si fa cenno alcuno alla necessità di coprire testa e volto o quantaltro se non indirettamente attraverso linvito a mortificarsi e svelare i propri gioielli solo ai familiari. Assodato che il velo è un simbolo distintivo che le musulmane devono indossare cosicché i musulmani non le molestino contrariamente a quanto possono fare con le altre donne, relativamente a cosa indossare cè chi affermano che alle musulmane non è richiesto di coprirsi la testa ma è sufficiente nascondere il petto, altri invece impongono loro, a seconda dellideologia, di coprire testa e collo, tutto il corpo o anche il viso.

Daltra parte in diversi paesi arabi indossare il velo è di ostacolo nella ricerca di un lavoro e si sta anche vietando il suo uso per arginare lassenteismo negli uffici pubblici di molte dipendenti che approfittano dellanonimato per lasciare il posto di lavoro. Al riguardo è da segnalare lesperimento di una giornalista italiana che nel 2006 ha passato una giornata intera indossando un burqa senza che alcuno la identificasse "Fino a lasciar passare una donna velata dalla testa ai piedi dove a un uomo con il passamontagna non sarebbe permesso mai", neppure in un aeroporto.

                                     

4.17. Le reazioni in Occidente Matrimonio e poligamia

Nel novembre 2006 ha iniziato il suo iter legislativo presso la Camera dei deputati una proposta legislativa per definire le "norme sulla libertà religiosa e abrogazione della legislazione sui culti ammessi". Tra laltro è stata proposta una modifica dellarticolo 11 che consentirebbe al ministro di culto di non pronunciare durante il rito gli articoli del codice civile sulla parità dei doveri fra mogli e marito 143, 144 e 147 del codice civile "qualora la confessione abbia optato per la lettura al momento della pubblicazione", a tutto vantaggio del rito musulmano i cui principi religiosi privilegiano luomo e sono contrari alla parità dei diritti e dei doveri fra marito e moglie. Si ricorda, inoltre, che una indagine giornalistica ha rivelato che la poligamia, sebbene illegale, è già avallata da Imam in Italia e secondo la Caritas Italiana estesamente praticata. Sempre a proposito di matrimonio, vale la pena ricordare che proprio la poligamia comincia ad essere vietato nel diritto di famiglia di diversi paesi islamici. Alcuni casi di cronaca hanno portato alla luce la realtà dei matrimoni combinati e lintolleranza allinterno delle famiglie per chi non si sottomette alle usanze, come il citato caso della pakistana Hina Saleem, uccisa dal padre e da alcuni parenti perché voleva sposare un italiano e vivere alloccidentale, che rappresenta il fatto che più ha avuto risonanza mediatica.

                                     

4.18. Le reazioni in Occidente Macellazione islamica

Nel dicembre 2007 Reggio Emilia ha concesso ai fedeli musulmani della città di macellare in casa gli animali per la festa del sacrificio, sebbene nella stessa ordinanza si riconosca che questa pratica sia in contrasto con le leggi sanitarie nazionali:

                                     

4.19. Le reazioni in Occidente Condanne di Guolo ed Allievi per diffamazione contro Adel Smith

Un altro episodio che ha suscitato non poche polemiche è stata la condanna di due noti studiosi italiani dellIslam che si sono sempre distinti nel campo della ricerca accademica. I fatti partono dalla querela di Adel Smith, controverso personaggio del mondo islamico italiano, nei confronti dei sociologi Stefano Allievi, dellUniversità degli Studi di Padova, per il suo saggio Islam italiano. Viaggio nella seconda religione del paese Einaudi, 2003 e Renzo Guolo, dellUniversità di Torino, per il suo saggio Xenofobi e xenofili: gli italiani e lislam Laterza, 2003:

  • Stefano Allievi è stato condannato, in primo grado, a sei mesi di reclusione e 3000 € di multa per "diffamazione aggravata a mezzo stampa" per aver bollato Adel Smith come polemista e provocatore,
  • Renzo Guolo è accusato di aver vilipeso la religione islamica per aver offeso la reputazione di Adel Smith dichiarando che questi non ha alcun seguito e che si legittima solo grazie alle sue apparizioni video.

Questi episodi, secondo gli antislamisti, sono indizi molto significativi sullorientamento della giurisprudenza a favorire una deriva comunitarista della società, facendosi strumento di pressione contro il mondo accademico affinché temi come lIslam non siano liberamente analizzati ed affrontati, creando un precedente pericoloso tale da scoraggiare altri studiosi dal manifestare pubblicamente la loro opinione. Va peraltro detto che, in contrasto palese con quanto afferma Magdi Allam circa la contiguità "morale" del mondo dellOrientalismo accademico italiano, gran parte dei docenti universitari italiani ha solidarizzato, anche per iscritto, con Allievi e Guolo.

                                     

4.20. Le reazioni in Occidente Paesi Bassi

Nei Paesi Bassi allassassinio di Theo van Gogh lartista Chris Ripke ha reagito dipingendo un murale sul muro esterno del suo studio: un angelo, la data di morte del suo assassinio e la scritta "Gij zult niet doden" non uccidere, uno dei dieci comandamenti. I musulmani di una moschea vicina hanno denunciato il fatto al sindaco come offensivo e questi ha subito inviato la polizia a cancellarlo. Il reporter Wim Nottroth che ne ha documentato la distruzione e tentato di ostacolare lesecuzione dellordinanza è stato poi arrestato

Sempre nei Paesi Bassi, la bandiera nazionale è stata vietata in molte scuole perché considerata discriminatoria dagli immigranti musulmani. Stessa sorte è toccata a gagliardetti ed adesivi sulle automobili dato che chi li esponeva era affrontato dai musulmani ed accusato di fascismo.

Sooreh Hera, artista iraniana dal 2000 rifugiata nei Paesi Bassi, per "ragioni di opportunità" si è vista ritirare un video ed unimmagine della sua esposizione Allah o gay-bar de LAia perché ritraevano Maometto e il genero Ali come una coppia omosessuale. Stessa sorte è toccata al filmato su YouTube, ritirato dal gestore che ne giudicava il "contenuto inappropriato". L8 dicembre 2007 il quotidiano francese Le Figaro ha raccolto la seguente dichiarazione di Hera sulla vicenda: "Credevo che avrei trovato la libertà di espressione nei Paesi Bassi. Ma questo non è un paese libero. Questa è una nuova dittatura islamista".

                                     

4.21. Le reazioni in Occidente Svezia

In Svezia unorganizzazione islamica ha chiesto leggi separate per i musulmani, limpegno del governo a costruire una moschea in ogni città, paese, sobborgo e la presenza degli imam nelle scuole pubbliche.

                                     

5. Taqiyya e Kitmān

Nella tradizione islamica, la taqiyya indica la possibilità di rinnegare esteriormente la fede, di dissimulare ladesione ad un gruppo religioso e praticarne i riti di nascosto per sfuggire ad una persecuzione. Prossimo al concetto di taqiyya è quello di kitmān che consiste nel dire solo una parte della verità riconoscendosi la riserva mentale di omettere il resto celando magari le proprie reali intenzioni.

Secondo alcuni, taqiyya e kitmān sono oggi ampiamente utilizzati dagli islamisti come strumento di lotta politica per diffondere ed affermare le loro idee nei paesi occidentali. Partendo dal comandamento coranico che impone ai musulmani di perseguire sempre e comunque lallargamento dellIslam, gli islamisti si riterrebbero, infatti, autorizzati/obbligati ad utilizzare a fini propagandistici taqiyya e kitmān per vincere lostilità dellOccidente verso la loro fede, se questa fosse rivelata fino in fondo. Questo concederebbe loro un notevole vantaggio competitivo negli scontri dialettici, sia approfittando della scarsa conoscenza degli interlocutori dei principi dellIslam a partire dagli stessi concetti di taqiyya e kitmān sia sfruttando la presunzione di onestà intellettuale loro accordata.

Un esempio di taqiyya è offerto da Caroline Fourest sul suo saggio dedicato a Tāriq Ramadān dove riferisce che questi in un suo manuale ridefinisce il

                                     

6. Espansionismo islamista

Secondo diversi studiosi, ed in particolari i sostenitori della teoria geopolitica nota come Eurabia, coniata dalla storica britannica Bat Yeor e divulgata in Italia soprattutto dalla scrittrice Oriana Fallaci, allislamismo viene attribuito un intento strategico di penetrazione nelle società occidentali con lobiettivo di islamizzarle. I fautori di questa teoria accusano in particolare il movimento dei Fratelli musulmani di essere il principale attore di questa strategia.

Diversi autori tra i quali la scrittrice femminista Caroline Fourest hanno studiato libri, articoli, interviste e soprattutto le trascrizioni dei discorsi tenuti alle comunità islamiche europee da Tāriq Ramadān, intellettuale svizzero. Ad esempio, nel suo libro pubblicato in Francia e inedito in Italia, intitolato Frère Tariq, lautrice cerca di dimostrare come, quando Tariq Ramadan si rivolge allopinione pubblica occidentale, egli si proponga come un moderato, mentre quando si rivolge ai musulmani usi toni ed argomenti fondamentalisti. Inoltre molti antislamisti accusano i governi delle monarchie del golfo persico e dellArabia, specialmente quella saudita, di essere segretamente tra i finanziatori di organizzazioni terroristiche sunnite come al-Qāʿida nella Penisola Arabica e lo Stato Islamico ISIS. È risaputo che il gruppo abbia ricevuto fondi da donatori privati dagli Stati del Golfo, ma sia il primo ministro iraniano sia quello iracheno Nuri al-Maliki entrambi sciiti hanno accusato lArabia Saudita e il Qatar di finanziare lISIS, senza però fornire prove.

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