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ⓘ Itala Mela



Itala Mela
                                     

ⓘ Itala Mela

Itala Mela è stata una mistica, teologa e religiosa italiana.

Educata cristianamente, attraversò una grave crisi spirituale a seguito della morte del fratello, giungendo a dichiararsi atea, ma tornò alla fede nel 1922. Successivamente assunse i voti come Oblata Benedettina, col nome di "Maria della Trinità".

Fu autrice di una serie di scritti teologici sul tema della Presenza e Inabitazione trinitaria nelluomo durante la vita terrena, che per lei viene a coincidere totalmente con la fede cristiana. Itala Mela è una delle mistiche più note della Chiesa cattolica.

                                     

1. Biografia

Nata da Pasquino e Luigia Bianchini, entrambi maestri elementari atei poco sensibili alla vita religiosa cristiana.

Itala Mela trascorse gli anni dal 1905 al 1915 insieme ai nonni materni, di fede cattolica, che la prepararono spiritualmente alla Prima Comunione e alla Cresima. Nella Cappella della Pia Casa di Misericordia, il 9 maggio 1915 ricevette la Prima Comunione, e il 27 maggio la Cresima.

Scoppiata la Prima Guerra Mondiale, padre e fratello furono inviati al fronte italiano.

Il 27 febbraio 1920 morì il fratello Enrico, di nove anni, al termine di una lunga malattia. Il dolore e il trauma di questo episodio portarono Itala ad un distacco dalla religione.

Dopo questo vissuto famigliare travagliato, Itala Mela si iscrisse al locale liceo classico locale. Il Costa" era una delle scuole più rinomate e selettive del luogo, meritocratica, in modesta misura elitaria.

Uniche ragazze in classi prettamente maschili, Angela Gotelli fu compagna di scuola di Itala e poi amica per tutta la vita.

Itala Mela si distinse subito per limpegno profuso nello studio e per i brillanti risultati scolastici, legata ad un disinteresse personale verso piani futuri e ambizioni particolari di successo. Il contesto di quegli anni furono una famiglia ed un ambiente scolastico culturalmente e moralmente elevati. Il liceo fu per lei il punto di incontro con persone di opposta estrazione confessionale e politica, prima della conversione che indirizzò le sue frequentazione nellambito cattolico.

L11 novembre 1922 iniziò gli studi allUniversità di Genova, dimorando presso lIstituto delle Suore di Nostra Signora della Purificazione. Frequentò la facoltà di Lettere Classiche, dove si laureò nel 1928. Dopo unadolescenza tenacemente atea, durante gli anni delluniversità si convertì radicalmente, grazie allaiuto di due sacerdoti genovesi della FUCI. Questi nuovi elementi biografici emersero durante il IV Convegno Ecclesiale Italiano Verona, 2006. Tema del convegno era il ruolo dei cristiani quali testimoni del Cristo risorto e "motore politico" di una società divinamente ordinata e giusta.

Nel 1922 Itala visse una profonda crisi spirituale, che la riavvicinò alla fede. Alla Vigilia dellImmacolata Concezione si confessò dai cappuccini con Padre P. B. Marchisio. Nella Messa del giorno seguente partecipò al sacramento eucaristico.

Nel 1923 entrò a far parte della FUCI, che tra la fine degli anni 20 e l’inizio dei 30 si stava riorganizzando sotto la guida di monsignor Giovanni Battista Montini, il futuro Papa Paolo VI. Qui ritrovò Angela Gotelli che della FUCI diventerà presidente nazionale, mentre Itala Mela assumerà responsabilità gradualmente più importanti, fino ad essere nominata dirigente nazionale. Erano membri del direttivo della FUCI, fra gli altri, i beati Moscati e Pampuri, il servo di Dio Ludovico Necchi ed il beato Pier Giorgio Frassati.

Gli anni dellassociazionismo "fucino" furono critici nella formazione di eminenti personalità del mondo cattolico italiano, e perciò anche la conferma ecclesiale di un valore storico dei movimenti sorti nel solco dell’Azione Cattolica, come punto di riferimento degli universitari e i laureati italiani. Alla FUCI, Itala Mela ebbe contatti con Aldo Moro, Giulio Andreotti, padre Agostino Gemelli, fece conoscenza del cardinale Ildefonso Schuster, di mons. Adriano Bernareggi, e di Giovanni Battista Montini, assistente ecclesiastico nazionale dellassociazione.

Mons. Montini e mons. Bernareggi definirono Itala Mela rispettivamente "una ribelle anarchica" e ignara della mistica cristiana. Itala Mela era ancora una giovane studentessa di Lettere a Genova, quando furono espressi questi giudizi, cui nei decenni successivi seguirono alcune dichiarazioni pubbliche di elogio.

Durante lestate 1924 iniziò a manifestarsi la vocazione religiosa di Itala, osteggiata da alcuni esponenti del clero, ed, in seconda istanza, dalla famiglia.

Itala Mela proseguì comunque nel suo cammino spirituale. Nel 1925 prese a comporre una tesi dal titolo "Lepistolografia cristiana e S. Cipriano". Le ricerche bibliografiche avevano luogo contestualmente alle letture bibliche, ai ritiri e agli esercizi spirituali, di cui era assistente locale il genovese mons. Giacomo Moglia 1881-1941, fondatore della Congregazione Figlie della Chiesa.

Nellautunno del 1925, Padre Marchisio si ammalò e mons. Moglia divenne il direttore spirituale di Itala. Il primo di Maggio la mistica fece voto di obbedienza, e il primo venerdì di giugno voto di verginità. Mons. Bernareggi seguì personalmente la sua vocazione monastica e lingresso, presso i benedettini.

Nel 1928 Giuseppe Siri fu nominato professore di teologia dogmatica a Genova, fra i massimi esperti mondiali di tomismo.

Nella primavera del 1928, Itala Mela discusse con labate Schuster un progetto di rinascita della vita monastica femminile in Italia, che avrebbe dovuto dare origine a Civitella, una comunità di sorelle, che avrebbero preventivamente condotto il periodo di noviziato ad Amélie, per concluderlo nellAbbazia di Santa Scolastica a Dourgne.

Il 3 agosto 1928, a Pontremoli, mentre era raccolta in preghiera nella chiesa del seminario diocesano, visse la più importante esperienza mistica della sua vita terrena. Nei suoi manoscritti, raccontò di essere stata colta da una luce abbagliante che proveniva dal Tabernacolo, e di aver udito la voce di Dio che la chiamava a diffondere nel mondo il Divino Mistero della partecipazione umana alla vita trinitaria e dellInabitazione, in onore del quale scelse il nome di Maria della Trinità.

Questo fondamentale momento della sua vita fu la sorgente di una radicale riflessione e ispirazione teologica, intrisa dalla lettura e personale rielaborazione teologica degli scritti allesperienza di Paolo di Tarso. Con la biografia dellapostolo dei Gentili, condivideva un radicale rifiuto della fede cristiana, seguito dalla conversione secondo modalità similari unitamente al tema dellInabitazione trinitaria, come descritta in Atti degli Apostoli 22.6-30.

Letture e meditazioni segnarono linizio nutrirono la sua vocazione religiosa le sue esperienze mistiche.

Partita per Milano, le fu assegnato mons. Adriano Bernareggi quale direttore spirituale. Il giorno di Pentecoste promise a Dio di consacrare la propria esistenza "allamore misericordioso", offrendo il proprio impegno e la propria penitenza in segno di sacrificio riparatore. La domenica seguente, festa della Santissima Trinità, assunse il nome di Maria della Trinità. Questa particolare devozione animava le religiose che intendevano vivere ad imitazione, immagine e somiglianza di Gesù Cristo in quanto Agnello di Dio crocifisso e risorto, condividere la sua Passione, offrendo la propria penitenza, pur senza colpa, per procurare la misericordia a favore dei peccatori impenitenti.

A settembre terminò una concertazione con labate Vandeur e mons. Bernareggi per accedere alla vita monastica. Dom Eugene Vandeur 1875-1968, monaco a Maredsous e dal 1909 priore di Mont César Keizersberg, a nord di Lovanio, fu il fondatore di una comunità femminile a Bruxelles, cui cinque anni dopo seguì laffidamento del monastero benedettino "Ancilla Domini".

Durante un ritiro della FUCI, presentò i sintomi di una particolare forma di febbre che la condusse in punto di morte.

Il 2 marzo 1929 i medici le diagnosticano pleurite ed endocardite. La malattia costrinse Itala ad abbandonare anche limpegno fucino.

Schuster era intanto divenuto cardinale di Milano: per suo desiderio, e su consiglio di Bernareggi e Moglia, Itala prese alloggio presso il monastero benedettino di Via Bellotti.

Il 20 giugno 1930 rinnovò davanti a mons. Bernareggi i voti di verginità, povertà e obbedienza e, secondo la formula benedettina, di conversio morum.

Il 4 gennaio 1933 concluse il noviziato benedettino con la professione come Oblata dellAbbazia di San Paolo fuori le Mura di Roma. In privato, davanti a mons. Bernareggi, assunse anche i voti di verginità, povertà, obbedienza e conversione di vita. Il 9 giugno dello stesso anno assunse un quinto voto di consacrazione alla Santissima Trinità. Da quel momento in poi considererà centro della sua vita e della sua missione nella Chiesa far conoscere e proclamare il mistero dellInabitazione della Trinità nel cristiano. Il 27 luglio Itala fece ritorno alla Spezia.

Nel 1936 affermò di avere frequenti visioni della Trinità, nonché di essere oggetto di persecuzioni di Satana, anche a causa dei suoi scritti e della sua notevole attività ecclesiale, principalmente svolta nel riserbo monastico, privo di visibilità e di pubblico protagonismo. Lanno successivo soffrì la perdita della madre, e fra varie difficoltà economiche, fu obbligata ad abbandonare linsegnamento.

Il 21 aprile 1941 mons. Bernareggi, suo padre spirituale, presentò a Pio XII, che lo approvò, il Memoriale di Maria della Trinità, nel quale Itala aveva presentato la sua vocazione. Dal 5 al 15 ottobre 1946 partecipò a Genova agli Esercizi spirituali, concependo il progetto di creare una famiglia sacerdotale.

Dieci anni dopo, il 29 aprile 1957, morì alla Spezia, sua città natale: ivi, le sue spoglie sono state traslate nella cripta della Cattedrale di Cristo Re. Nel luogo in cui sono custodite le sue spoglie, è raffigurato la mano destra con le prime tre dita aperte, simbolo frequente nelliconografia cristiana dei Dottori della Chiesa.

Parte dei suoi manoscritti originali sono conservati presso l Istituto di Scienze Religiose Niccolò V della Spezia, che sorge presso la sede della FUCI locale, nella quale Itala Mela aveva prestato il suo servizio.

In occasione della festa della Santissima Trinità, il Pontefice ha ricordato lesempio mistico di Itala Mela le parole del cardinal Amato" "Cresciuta in una famiglia lontana dalla fede, nella giovinezza si professò atea, ma si convertì in seguito ad una intensa esperienza spirituale: si impegnò tra gli universitari cattolici; divenne poi Oblata benedettina e compì un percorso mistico centrato sul mistero della Santissima Trinità, che oggi in modo speciale celebriamo", afferma. E aggiunge: "La testimonianza della nuova Beata ci incoraggi, durante le nostre giornate, a rivolgere spesso il pensiero a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che abita nella cella del nostro cuore".

                                     

2. Opere

Epistolario

Nel corposo epistolario di Itala Mela raccolto nei suoi volumi dattiloscritti, erano presenti solo sette delle circa cento lettere inviate dal 1931, alla vigilia della sua vestizione di oblata, sino al 1956, pochi mesi prima della morte nella casa in via del Torretto.

La maggior parte delle lettere furono indirizzate agli abati di San Paolo fuori le Mura (Ildefonso Schuster, Ildebrando Vannucci dal 1929, Cesario D’Amato dal 1955, lo stesso monastero al quale Itala Mela era unita dal 1929 con nome di Maria della Trinità, e dove viveva. I temi vertevano sulla riforma liturgica e del ritorno al canto gregoriano rilanciato da Prosper Guéranger -argomento affrontato anche dal cardinale Siri-, e la costruzione del monastero di Santa Scolastica presso Civitella San Paolo, a nord di Roma, su proposta avanzata da Schuster.

                                     

3. Dopo la morte

Il 21 novembre 1976 fu dichiarata serva di Dio, e iniziò per lei il processo di beatificazione: il 12 giugno 2014 fu dichiarata Venerabile. Il vice-postulatore della causa di beatificazione fu don Gian Luigi Bagnasco, sacerdote diocesano a Levanto.

In occasione del Convegno delle Chiesa italiane di Verona del 2006, le chiese della Liguria lhanno scelta come testimone significativo del loro patrimonio di fede e spiritualità.

Il 14 dicembre 2015, papa Francesco ha ricevuto in udienza privata il cardinal Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, autorizzando la promulgazione di alcuni decreti, tra i quali che riconosceva la virtu eroica e la natura vera e di miracolo della resurrezione dai morti, per il caso di morte cerebrale accertata per alcuni minuti da personale medico su una neonata spezzina.

Tale fatto fu attribuito allintercessione di Itala Mela, tappa necessaria alla futura beatificazione.

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