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ⓘ Oddone Eugenio Maria di Savoia



Oddone Eugenio Maria di Savoia
                                     

ⓘ Oddone Eugenio Maria di Savoia

Il principe Oddone Eugenio Maria di Savoia duca di Monferrato era il figlio quartogenito del primo re dItalia, Vittorio Emanuele II di Savoia, e di Maria Adelaide dAsburgo-Lorena.

                                     

1. Biografia

Nato con una grave malattia genetica, dalletà di due anni ne mostrò i sintomi gravemente invalidanti nanismo e deformità nello sviluppo; venne perciò posto ai margini dalla vita di corte di casa Savoia per le precarie condizioni di salute. Dotato di intelligenza non comune, intraprendenza e vivacità intellettuale, si dedicò quindi allo studio, interessandosi nella sua breve esistenza a varie materie, scientifiche e artistiche.

Trascorse lestate 1861 a Pegli allora comune autonomo poco distante da Genova, dove elesse a sua dimora Villa Lomellini Rostan; oltre che per il clima mite, che giovava alle sue precarie condizioni fisiche, la scelta fu dettata dalla grande passione per il mare, nata in lui già negli anni della primissima infanzia, quando la famiglia reale trascorreva periodi di vacanza a Spezia. Breve fu il ritorno a corte nellautunno, dato che ben presto, notato leffetto positivo che il periodo trascorso in riviera aveva portato sia al fisico che allo spirito, gli fu accordato dal padre il permesso di trasferirsi definitivamente a Genova, prendendo dimora a Palazzo Reale.

Il periodo genovese fu caratterizzato da un lieto e profondo studio delle discipline tecniche e artistiche: dalla geografia alla musica, dalle lingue alla nautica per questo suo interesse fu aggregato per volere del padre alla Regia Marina e nominato capitano di vascello.

Protettore e promotore delle arti e delle opere dellintelletto, istituì quattro premi annuali per gli studenti dellAccademia ligustica di belle arti, di cui fu acclamato presidente ad honorem, così come della Società Ligure di Storia Patria. La sua casa, ricca di una biblioteca di oltre mille volumi, divenne presto luogo di convegno e dibattito culturale per le più illustri personalità cittadine dellarte e della scienza: autorità civili e militari, docenti universitari, accademici, artisti, fra cui lo scultore Santo Varni, che gli fu consigliere e amico, Tammar Luxoro e Domenico Pasquale Cambiaso.

Il 5 giugno 1862 partì con i fratelli alla volta dellOriente per un viaggio distruzione a bordo della pirofregata Governolo: visitò Cagliari, Palermo, Catania, Messina, Napoli, Pompei, sino a giungere il 16 agosto a Costantinopoli, dove il viaggio si concluse. I reali viaggiatori fecero ritorno a Genova il 15 settembre. Il viaggio influenzò profondamente lo spirito del giovane Oddone, accendendone linteresse per le antichità e larte classica e consentendogli di dare inizio a una ricca collezione di oggetti darte.

Nellestate 1863 poté compiere un nuovo viaggio in Sardegna e a Napoli, dove si interessò allarcheologia, finanziando scavi diretti dallillustre archeologo Giuseppe Fiorelli.

Tornato a Genova, si dedicò allo studio della storia naturale sotto la direzione di Michele Lessona, in particolare alla malacologia, mettendo insieme una ricca collezione di conchiglie, alghe e colibrì collezione oggi esposta al Museo di storia naturale Giacomo Doria.

Nellestate 1864 i medici non gli consentirono di intraprendere un nuovo viaggio, ma consigliarono piuttosto i bagni di mare, per cui il giovane Oddone andò ospite del marchese Ala Ponzone nellelegante Villa Durazzo Bombrini, nella cittadina rivierasca di Cornigliano oggi quartiere della periferia occidentale di Genova. Ritornatovi lanno successivo, Oddone concepì lidea di eleggerla a propria dimora definitiva, centro delle sue collezioni e dei suoi studi, e grazie allintercessione del padrino, il principe Eugenio di Carignano, Vittorio Emanuele acconsentì allacquisto.

Morì a neppure ventanni al Palazzo Reale di Genova, nella notte tra il 21 e il 22 gennaio 1866.

Lasciò in testamento alla città un patrimonio rilevante di vasi greci, bronzi, ceramiche, vetri e gemme romane, oggi custodito al Museo di archeologia ligure. Altri pezzi sono custoditi alla Galleria dArte Moderna di Genova a lui intitolata.

La città di Genova gli aveva intitolato un tratto dellappena realizzata prestigiosa circonvallazione a mare precisamente tra piazza Cavour e corso Aurelio Saffi. Nel 1944 il governo repubblichino fascista, deciso a punire i Savoia dopo l8 settembre cancellando anche la toponomastica ad essi dedicata, cambiò il nome della strada, scegliendo al posto di Oddone il mazziniano Maurizio Quadrio; la nuova denominazione è rimasta immutata fino a oggi.

La città di Torino gli ha intitolato un importante corso di collegamento tra piazza Statuto e piazza Baldissera, al confine del quartiere San Donato.

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