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ⓘ Lev Trockij



Lev Trockij
                                     

ⓘ Lev Trockij

Lev Trockij, Lev Trotsky o Leon Trotsky nella traslitterazione anglosassone, pseudonimo di Lev Davidovič Bronštejn è stato un politico, rivoluzionario, politologo e militare russo naturalizzato sovietico, nativo dellodierna Ucraina.

Bolscevico e protagonista di primo piano della rivoluzione russa nonché presidente del soviet di Pietrogrado durante le rivoluzioni del 1905 e del 1917, fu tra le personalità più influenti della Russia post-rivoluzionaria e della neonata Unione Sovietica, dapprima come commissario del popolo agli affari esteri e in seguito come organizzatore e comandante dellArmata Rossa alla guida della quale sconfisse lArmata Bianca degli zaristi e trattò la pace di Brest-Litovsk con gli Imperi centrali, commissario del popolo alla guerra e membro del Politburo. Fu anche scrittore di notevoli capacità, soprannominato "Penna" dai compagni di partito.

Dopo la morte di Lenin fu espulso dal Partito Comunista Sovietico ed esiliato a seguito della sua lotta politica e del duro contrasto con Iosif Stalin negli anni venti, mentre lopposizione di sinistra veniva smantellata dal gruppo stalinista, favorevole alla burocratizzazione totalitaria dellUnione Sovietica e al concetto di socialismo in un solo Paese.

Dopo molte peregrinazioni si stabilì nel 1937 in Messico sotto la protezione del governo di Lázaro Cárdenas del Río, dove fu accolto da una cerchia di sostenitori locali, tra cui gli artisti Diego Rivera e Frida Kahlo. Ricevette anche numerose visite di ammiratori come André Breton. Nel 1938 fondò la Quarta Internazionale. Fu assassinato nel 1940 nella sua casa di Città del Messico da un agente sovietico di origine spagnola, Ramón Mercader. Le idee di Trockij, improntate allinternazionalismo proletario e alla rivoluzione permanente, formano la base del trotskismo.

                                     

1.1. Biografia La famiglia e gli studi

Lev Davidovič Bronštejn nacque in una benestante famiglia ebraica a Bereslavka nella fattoria Janovka, nel governatorato di Cherson, il 7 novembre 1879 il 26 ottobre secondo il vecchio calendario, ossia lo stesso giorno della Rivoluzione russa del 1917 e nello stesso periodo in cui veniva fondata lorganizzazione rivoluzionaria Narodnaja volja.

Gli antenati di Trockij erano originari di Poltava, da dove ai primi dellOttocento si erano stabiliti a Bobrinec, paese a una ventina di chilometri da Janovka. Il nome Janovka deriva dalla grande proprietà terriera che il colonnello Janovskij aveva in parte venduto e in parte affittato al padre di Lev, David Leontevič Bronštejn 1847-1922, che qui si era trasferito nel 1879 per dedicarsi, caso raro per un ebreo, allagricoltura. Gran lavoratore e ambizioso, portò la sua famiglia a un livello di vita molto confortevole: servitori e braccianti coltivavano i suoi 300 ettari di terreno e curavano le sue stalle, il suo mulino era utilizzato dai contadini del distretto, il suo grano veniva venduto al mercato di Nikolaev.

In casa non si parlava lo yiddish, ma un russo misto allucraino. Se David Bronštejn era analfabeta e indifferente alla religione, sua moglie Anna Lvovna Životovskaja m. 1910, cresciuta in città, osservava le pratiche del culto e leggeva a fatica qualche romanzo russo. Ebbero otto figli: Aleksandr, Elizaveta, Rozalija, che morì in tenera età, Lev, dal nome del nonno materno, Olga 1883-1941 e altri tre bambini deceduti nella prima infanzia.

Nel 1886 Lev fu mandato a studiare nella scuola ebraica del vicino villaggio di Gromoklej, dove fu ospite di parenti, gli zii Abraam e Rejčel Bronštejn. Vi sinsegnava il russo, laritmetica e soprattutto a leggere e tradurre la Bibbia dallebraico allo yiddish. Non parlando questa lingua, non fece amicizia con nessuno dei suoi compagni. La scuola durò pochi mesi, ma Lev vimparò a leggere e a scrivere il russo.

Lanno dopo un cugino per parte di madre, Moisej Spencer, venne in visita a Janovka e si offrì di ospitare Lev nella propria casa di Odessa per frequentarvi la scuola secondaria. Spencer, sposato con Fanni Somolovna, direttrice dellIstituto ebraico femminile di Odessa, era un intellettuale progressista, già espulso dallUniversità a causa delle sue idee politiche. Dieci anni dopo, la casa editrice da lui fondata divenne la più importante di tutta la Russia meridionale. Così, nellautunno del 1888, Lev Bronštejn si trasferì a Odessa ed entrò nellIstituto tecnico San Paolo, una scuola parificata fondata dalla locale comunità luterana.

I sette anni trascorsi a Odessa furono positivi. A casa Spencer imparò le "buone maniere", assistette a conversazioni di giornalisti e scrittori, lesse buoni libri e arricchì il proprio bagaglio culturale; a scuola si fece degli amici e divenne presto il primo della sua classe. Ebbe una sola disavventura disciplinare: durante il secondo anno fu denunciato da alcuni compagni per aver partecipato a una protesta contro un professore e fu così espulso, pur venendo riammesso alla terza classe lanno dopo. Molti anni dopo Trockij commentò: "I gruppi sorti in quelloccasione - gli invidiosi e i delatori da una parte, i giovani franchi e valorosi dallaltra, e la massa neutrale, incerta, amorfa nel mezzo - questo raggruppamento lho incontrato anche più tardi, nelle più svariate circostanze".

Poiché nella scuola San Paolo non esisteva la settima e ultima classe, nel 1896 Lev Bronštejn si trasferì a Nikolaev per concludervi gli studi e lì si diplomò a pieni voti nella sessione estiva del 1897, pur avendo studiato poco e marinato spesso la scuola. Infatti, da quasi un anno i suoi interessi si erano indirizzati pressoché esclusivamente alla politica.

                                     

1.2. Biografia Il primo impegno politico

Alla fine del 1896 aveva conosciuto Franz Švigovskij, un giardiniere piuttosto colto che leggeva libri proibiti e opuscoli clandestini, nella cui capanna alla periferia della città si riuniva un gruppo di socialisti, in gran parte populisti, con leccezione della giovane Aleksandra Sokolovskaja, una marxista con la quale il diciassettenne Bronštejn entrò subito in conflitto, definendo il marxismo "una dottrina da bottegai e commercianti". A causa del suo comportamento spesso sgradevolmente polemico, la Sokolovskaja abbandonò per qualche tempo il gruppo. In realtà egli non aveva mai letto Marx le sue disordinate conoscenze di cultura politica non andavano ancora oltre qualche libro di John Stuart Mill, di Bentham, di Černyševskij, di Mignet e la lettura della gazzetta liberale Russkie Vedomosti.

Con gli scioperi operai del 1896, le proteste studentesche, il suicidio in carcere di Marija Vetrova nel febbraio del 1897, si fece strada lidea di organizzare un gruppo clandestino. Con lelettricista Muchin, il tipografo Poljak, lo studente Ziv, i fratelli Sokolovskij e pochi altri, Bronštejn, che ora si faceva chiamare Lvov, fondò lUnione degli operai della Russia meridionale, riprendendo il nome di una storica società illegale attiva negli anni Ottanta. Vi aderì anche Aleksandra Sokolovskaja, dal momento che il gruppo, agendo tra gli operai di Nikolaev e Odessa, aveva assunto uno spirito socialdemocratico.

Lattività di propaganda dellUnione, svolta stampando il giornale Naše delo Наше дело, La nostra causa e preparando volantini ciclostilati diffusi nelle fabbriche insieme con opuscoli stampati allestero, ebbe un discreto successo, riuscendo a far presa su alcune centinaia di persone. Vi sinfiltrarono però agenti provocatori e il 28 gennaio 1898 vi fu unondata di arresti. Bronštejn fu preso con Švigovskij in una fattoria dei dintorni di Nikolaev. Qui fu dapprima detenuto, poi fu condotto a Cherson e dopo ancora a Odessa dove, alla fine del 1899, senza che si fosse tenuto alcun processo, gli fu comunicata lavvenuta condanna a quattro anni di esilio in Siberia e fu trasferito nelle carceri di Mosca.

Bronštejn si avvicinò al marxismo durante la detenzione, pur senza conoscere ancora gli scritti più importanti di Marx, di Engels o di Plechanov. Nel carcere di Odessa lesse "con entusiasmo" Labriola e in quello di Mosca Lo sviluppo del capitalismo in Russia di Lenin; scrisse anche, secondo presupposti materialistici, un voluminoso quaderno sulla storia della massoneria, andato perduto, e un opuscolo sul movimento rivoluzionario di Nikolaev, che riuscì a uscire dal carcere e fu pubblicato a Ginevra.

                                     

1.3. Biografia La prima deportazione

Nel carcere di Mosca sposò Aleksandra Sokolovskaja, un altro segno delle sue mutate idee politiche. Anche lei condannata allesilio, si sposarono per rimanere uniti e insieme furono condotti, nellestate del 1900, a Ust-Kut, nella lontana Siberia centrale. Qui Bronštejn cominciò a studiare Marx leggendo i due primi volumi del Capitale e collaborò a un giornale di Irkutsk, la Vostočnoe obozrenie Восточное обозрение, Rassegna orientale scrivendo articoli di critica letteraria. Fu allora che si scoprì scrittore.

A Ust-Kut nacque, il 27 marzo 1901, la figlia Zinaida 1901-1933. Per qualche mese si trasferirono a 230 chilometri a oriente del fiume Ilim, dove lavorò come contabile di un commerciante milionario e analfabeta: quando commise un errore, fu licenziato. Tornarono a Ust-Kut e da lì si trasferirono a Vercholensk, dove nacque la seconda figlia Nina 1902-1928.

La deportazione fu "un periodo di chiarificazione politica". Entrò a far parte dellUnione siberiana, unorganizzazione socialdemocratica creata fra i deportati e gli operai della ferrovia transiberiana, si confrontò con i socialrivoluzionari, rifiutando la loro strategia terroristica, e conobbe gli scritti dellanarchico polacco Jan Wacław Machajski, allora deportato a Viljujsk, che per lui furono "una vaccinazione efficace contro lanarchia, roboante nella negazione a parole, ma senza vita e persino vile nelle conclusioni pratiche". Scrisse anche un saggio in cui concepiva il partito rivoluzionario come unorganizzazione fortemente centralizzata e disciplinata, al modo di Lenin ma indipendentemente da lui, come verificò nellestate del 1902, quando lesse il suo Che fare?

In quel periodo, daccordo con la moglie, decise di tentare da solo la fuga dal confino. Una notte, nascosto in un carro di contadini, raggiunse Irkutsk da dove, munito di un falso passaporto a nome di Trockij, lo stesso del capo-carceriere di Odessa, partì in treno per Samara. Qui fu accolto dal gruppo di socialdemocratici responsabili in Russia dell Iskra, uno dei quali, Gleb Kržižanovskij, lo battezzò "Penna" Перо, Pero per il suo talento di scrittore. Finalmente, superò indenne la frontiera e via Vienna, Zurigo e Parigi, in ottobre arrivò a Londra.



                                     

1.4. Biografia Allestero e il secondo congresso del POSDR

Appena a Londra, andò in casa di Lenin, allepoca redattore del giornale Iskra, organo del Partito Operaio Socialdemocratico Russo, insieme con Plechanov, Akselrod, Potresov, Martov e Vera Zasulič. Fu poi alloggiato nel vicino appartamento di Martov e Zasulič e a novembre il nuovo numero dell Iskra pubblicò il suo primo articolo. Lenin avrebbe voluto che Trockij entrasse a far parte della redazione, ma la sua proposta trovò lunica ma decisiva opposizione di Plechanov, che provò subito per il giovane collaboratore una forte antipatia che divenne presto una radicale avversione.

Meno di due mesi dopo fu mandato a prendere contatto con il gruppo dell Iskra di Parigi. Ne facevano parte, tra gli altri, lex populista Ekaterina Aleksandrova e Natalja Sedova 1882-1963, giovane studentessa darte, che divenne la sua nuova compagna, e da cui ebbe il figlio Lev. Dalla Russia richiedevano il ritorno di Trockij, ma il centro estero si oppose, rimandando la sua partenza alla conclusione del secondo congresso del POSDR.

Il congresso si aprì il 30 luglio 1903 a Bruxelles e proseguì a Londra, con Trockij delegato dellUnione siberiana. Vi emersero i contrasti tra chi, come Lenin, identificava il partito con lorganizzazione illegale e chi, come Martov, voleva considerare membri del partito anche coloro che lavoravano sotto la guida dellorganizzazione illegale pur senza farne parte: "Lenin voleva una forma serrata e grande chiarezza nelle relazioni di partito" - scrisse Trockij molti anni dopo - "mentre Martov tendeva più alla nebulosità".

Tuttavia, al congresso si schierò con Martov, e tanto più si oppose alla richiesta di escludere dalla redazione dell Iskra Potresov, Akselrod e Vera Zasulič, il cui apporto al giornale era quasi nullo. Lenin "aveva capito che essi erano sempre più un impedimento sulle vie del futuro e la conclusione era stata: levarli dalla loro posizione direttiva. E questo non mi andava giù", scrisse Trockij, che era molto amico di Zasulič e Akselrod, "e dalla mia indignazione venne la rottura con Lenin al II Congresso".

Il congresso sancì lesistenza di due correnti, i bolscevichi di Lenin e i menscevichi di Martov, che nel successivo congresso della Lega estera della socialdemocrazia rivoluzionaria russa Ginevra, 26-31 ottobre 1903 ribaltarono i risultati del II congresso e presero il controllo dell Iskra, da cui Lenin si dimise. Allineato con i menscevichi, nellagosto del 1904 Trockij pubblicò a Ginevra I nostri compiti politici Наши политические задачи, Naši političeskie zadači, un violento attacco a Lenin, al quale non risparmiò insulti e lo accusò di essere non tanto un socialdemocratico quanto un giacobino che guardava più all intelligencija che ai lavoratori: "I metodi di Lenin conducono a questo: prima lorganizzazione del partito si sostituisce al partito nel suo complesso, poi il comitato centrale si sostituisce allorganizzazione, e infine un unico dittatore si sostituisce al comitato centrale".

Si consumò così la sua rottura con Lenin. "Io ritornai da Lenin più tardi di molti altri, ma vi ritornai per la mia strada" - scrisse nelle memorie - "dopo aver vissuta ed esaminata lesperienza della rivoluzione, della controrivoluzione e della guerra imperialista". Emarginato Lenin, Trockij propose uneffettiva riunificazione delle due correnti, ma i menscevichi respinsero la proposta. Minacciò le dimissioni, ma poi le ritirò e riprese la collaborazione con l Iskra.

All Iskra collaborava saltuariamente anche il marxista russo, naturalizzato tedesco, Aleksandr Gelfand, detto Parvus. Dal febbraio del 1904 vi venivano pubblicati i suoi articoli su Guerra e rivoluzione, nei quali prospettava, a partire dalla guerra russo-giapponese in corso e da lui prevista già nove anni prima, linizio di una serie di guerre europee che avrebbero segnato, in un lontano futuro, la fine degli stati nazionali. Per il momento, giudicava prossima una rivoluzione in Russia che avrebbe avuto "una ripercussione sullo sviluppo politico di tutti i paesi capitalisti. La rivoluzione russa scuoterà la società borghese" innescando una rivoluzione mondiale.

                                     

1.5. Biografia La rivoluzione permanente

Sono idee che influenzeranno profondamente Trockij ispirandogli la teoria della rivoluzione permanente. Tale teoria sinseriva quale terza via tra le due diverse tattiche delle correnti bolsceviche e mensceviche. Convinte entrambe che la prossima rivoluzione russa sarebbe stata democratica-borghese, la frazione menscevica sosteneva che i socialdemocratici, dopo essersi uniti ai liberali nellopera di liquidazione dellautocrazia e la sua trasformazione in una monarchia costituzionale, avrebbero dovuto mantenere una posizione di opposizione parlamentare al governo provvisorio liberale, rinunciando alla preparazione di unulteriore rivoluzione proletaria, definita un"idea complottistica", per stabilire accordi politici con i partiti borghesi e ottenere "garanzie democratiche".

Per Lenin, invece, i socialdemocratici dovevano partecipare al governo provvisorio sorto dalla rivoluzione, assumendone legemonia mediante unalleanza tra operai e i contadini. Sarebbe stata una "dittatura democratica del proletariato e dei contadini", perché fondata sullarmamento del popolo che avrebbe dovuto respingere gli inevitabili tentativi contro-rivoluzionari e avviare tutte le riforme democratiche – non ancora socialiste – dalla proclamazione della repubblica alla riforma agraria e al miglioramento della condizione degli operai, "ed infine – last but not least – a estendere lincendio rivoluzionario allEuropa".

Trockij criticava tanto la tattica menscevica, definita opportunista, quanto lidea di Lenin di una dittatura di operai e contadini, in quanto prevedeva che la loro alleanza sarebbe entrata rapidamente in crisi. In una società rimasta a economia capitalistica, il padronato si sarebbe opposto alle riforme a favore degli operai, avrebbe risposto agli scioperi con le serrate e avrebbe avuto lappoggio dei contadini, che non avrebbero accettato che le fabbriche chiuse venissero nazionalizzate o i disoccupati fossero impiegati a spese dello Stato. Alla fine, lalleanza tra operai e contadini avrebbe scontentato entrambe le classi, che sarebbero venute a conflitto.

Secondo Trockij, la via duscita, per il governo operaio, doveva consistere nell "unire tutte le sue forze con quelle del proletariato socialista dellEuropa occidentale. Solo in questo modo la sua dominazione rivoluzionaria temporanea diverrà il prologo della dittatura socialista. La rivoluzione permanente sarà dunque unesigenza per il proletariato russo Se il partito operaio non avesse sufficiente energia per effettuare unoffensiva rivoluzionaria, se esso credesse di doversi limitare a una dittatura semplicemente nazionale e semplicemente democratica, le forze unite della reazione europea non tarderebbero a fargli comprendere che la classe operaia, detenendo il potere, deve mettere tutto il peso sulla bilancia, sul piatto della rivoluzione socialista".

                                     

1.6. Biografia Il ritorno in Russia e la rivoluzione del 1905

Trockij era già stato ospite di Parvus a Monaco nel settembre del 1904, e tornò da lui nel gennaio del 1905, allindomani della Domenica di sangue, sottoponendogli un suo opuscolo. Scritto prima della manifestazione operaia guidata da Gapon ma ora intitolato Fino al 9 gennaio До 9 января, Do 9 janvarja vi aveva teorizzato lo sciopero generale quale scintilla della rivoluzione, nella quale gli operai socialisti avrebbero dovuto assumersi la parte dirigente per rovesciare lo zarismo. Diversamente dai menscevichi, egli riteneva che non si dovesse contare sui liberali, sempre pronti a venire a patti col dispotismo.

In febbraio partì da Monaco con Natalja Sedova, che proseguì per Kiev, mentre Trockij si fermava da Victor Adler a Vienna. Poi, munito di falsi documenti, raggiunse Kiev, dove conobbe lingegnere Leonid Krasin, un importante dirigente bolscevico che fece ospitare lui e la Sedova in un alloggio di Pietroburgo. Natalja Sedova fu arrestata durante una manifestazione per il 1º maggio e confinata a Tver, mentre Trockij dovette fuggire in Finlandia.

Vi rimase a leggere e a scrivere finché a ottobre non giunse la notizia che a Pietroburgo era in corso uno sciopero generale. Rientrò clandestinamente nella capitale e il 15 ottobre fece la sua comparsa nel soviet di Pietroburgo.

Il suo coinvolgimento nello sciopero generale di ottobre, con la presidenza del Soviet di San Pietroburgo e il suo appoggio alla rivoluzione armata del 1905, lo portarono allarresto e a una sentenza di esilio a vita. Nel gennaio del 1907 fuggì sulla strada per lesilio e ancora una volta trovò la via di Londra, dove partecipò al quinto congresso del partito. In ottobre si spostò a Vienna.

Nel 1912 era stato inviato dal diffuso quotidiano radical-democratico Kievskaja Mysl nei Balcani, dove fu testimone della guerra del 1912-1913, tragico prologo della Prima guerra mondiale. In quel periodo fu corrispondente di guerra per diversi giornali.

Le sue corrispondenze furono successivamente raccolte nel volume Le guerre balcaniche 1912-1913 1926.

Con lavvicinarsi della guerra si spostò nella neutrale Svizzera, e quindi in Francia. Fu espulso dalla Francia e viveva a New York quando scoppiò la rivoluzione russa e la cosiddetta rivoluzione di febbraio rimosse lo Zar. Fece ritorno in Russia nel maggio 1917 dove infine si unì ai Bolscevichi e divenne attivamente coinvolto nei loro sforzi per rovesciare il governo provvisorio guidato da Aleksandr Kerenskij, e anzi ne fu tra i massimi dirigenti.



                                     

1.7. Biografia La rivoluzione russa

Dopo la presa del potere da parte dei Bolscevichi durante la rivoluzione dottobre, divenne Commissario del popolo per gli Affari Esteri, con lo scopo principale di negoziare la pace con la Germania e i suoi alleati; nella speranza che i soldati tedeschi si ribellassero ai loro ufficiali, Trockij si ritirò dai colloqui 10 febbraio 1918.

Tale speranza fu però delusa e i tedeschi invasero il territorio russo 18 febbraio, costringendo lUnione Sovietica a firmare laltamente penalizzante Trattato di Brest-Litovsk il 3 marzo. Trockij successivamente rassegnò le dimissioni dalla sua posizione diplomatica e divenne Commissario del Popolo alla Guerra. Come fondatore e comandante dellArmata Rossa, fu ampiamente artefice del successo contro lArmata Bianca e della vittoria nella Guerra Civile Russa.

Trockij avrebbe, in seguito, voluto processare pubblicamente Nicola II e la moglie a Mosca, mentre i figli sarebbero stati esiliati, ma il soviet di Ekaterinburg con lavallo di Lenin e Sverdlov decise invece unesecuzione sommaria per la famiglia reale nel 1918.

Trockij lo saprà solo dopo una settimana ne rimase assai sorpreso, ma non protestò, ritenendo la fine dei Romanov come parte dei massacri avvenuti durante la guerra su entrambi i fronti. Tuttavia espresse qualche apparente perplessità per il fatto che furono uccisi senza processo anche i figli dello zar fatto negato dallURSS fino al 1979, comprese le quattro figlie che non avevano diritti sul trono, come riporta nei suoi diari.

La decisione di abbandonare le trattative, oltre a rispecchiare il programma propagandato dai bolscevichi dal febbraio del 1917, avrebbe garantito, secondo Lenin e Trockij, maggiori possibilità di estendere la rivoluzione comunista nel cuore dellEuropa in particolare in Germania e di garantire più tempo al giovane potere comunista allinterno del paese, ma non fu così.

Il trattato, insieme con lo scioglimento dellAssemblea costituente regolarmente eletta nel 1918, ebbe tuttavia anche leffetto di galvanizzare un numero di gruppi anticomunisti, sia allinterno sia allesterno della Russia, che intrapresero azioni contro il nuovo regime.

                                     

1.8. Biografia Stalin al potere

Nel 1923, sconfitti i Bianchi, venne proclamato il nuovo stato federale, lUnione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche abbreviato in URSS o Unione Sovietica, con a capo Lenin. Con la malattia e la morte di Lenin nel 1924, Stalin e il gruppo attorno a lui furono in grado di consolidare il proprio controllo sul Partito e sullo Stato. Il 1924 è lanno della lotta contro il trotskismo, un feroce scontro formalmente ideologico in cui, senza risparmio di colpi bassi con accuse reciproche molto dure sul ruolo avuto dai vari dirigenti nellOttobre, negli anni precedenti e negli anni successivi, viene portata avanti lemarginazione dellala trotskista che comincia a farsi chiamare "Opposizione di sinistra", fino allottenimento delle dimissioni di Trockij dal posto di Commissario del Popolo alla Guerra e agli Affari della Marina gennaio 1925.

Trockij aveva infatti approfondito la sua teoria della Rivoluzione Permanente che aveva peraltro già preso le mosse subito dopo la fallita rivoluzione del 1905, che si poneva in netto contrasto con la politica stalinista di costruire il "socialismo in un solo paese". I punti decisivi della polemica dellOpposizione di sinistra in quegli anni sono la critica al regime autoritario vigente nel Partito, la critica allo sviluppo di deformazioni burocratiche nellapparato statale sovietico, lopposizione allo sviluppo di una nuova borghesia in seguito al prolungamento eccessivo delle misure di mercato NEP; sul piano delle rivendicazioni, il gruppo di Trockij chiede una politica di forte industrializzazione, un piano di collettivizzazione volontaria nelle campagne da realizzarsi in tempi lunghi e, soprattutto, la promozione su scala mondiale di nuove rivoluzioni proletarie Cina, Germania, viste come unica soluzione ai pericoli di involuzione del regime interno dellURSS.

Dopo la brusca rottura della trojka e la costituzione di un nuovo blocco Stalin-Bucharin che allontana da ogni posizione di potere le frazioni Kamenev e Zinovev forti soprattutto a Leningrado, queste ultime formano nel 1926, insieme con altri gruppi minori, unalleanza con il gruppo di Trockij che sarà conosciuta come Opposizione Unificata. Si apre una fase di scontri sempre più violenti tra il gruppo al potere e i gruppi oppositori, che contavano su decine se non centinaia di migliaia di sostenitori nel Partito e nel sindacato.

Nellautunno 1927 lOpposizione di sinistra decide di organizzare in forma autonoma la celebrazione del decimo anniversario della Rivoluzione dOttobre; è da parte di Trockij e dei suoi alleati un tentativo di una prova di forza nei confronti del regime staliniano in formazione. In piazza nelle principali città del Paese e specialmente a Mosca e Leningrado scendono migliaia di persone sotto le bandiere dellOpposizione Unificata, che si scontrano con sostenitori di Stalin e con le milizie statali: le dimostrazioni degli oppositori sono disperse con la forza. Pochi giorni dopo, il 12 novembre, Trockij e Zinovev sono espulsi dal partito Comunista Sovietico, lasciando Stalin alla guida indiscussa dellUnione Sovietica Kamenev sarà espulso poche settimane dopo e in seguito sarà liquidato anche lalleato Bucharin.

                                     

1.9. Biografia Lesilio

Piegata lOpposizione e cominciata la persecuzione sistematica dei suoi militanti, Trockij venne esiliato ad Alma Ata oggi nel Kazakistan il 17 gennaio 1929. Fu poi espulso e dovette cominciare per lui il periodo dellesilio, un lungo vagabondaggio in diversi paesi. Nonostante questo, il suo ottimismo rivoluzionario utopico, quasi transumanista, non viene meno ed egli continua la propaganda in ogni luogo, auspicando una rinascita dellURSS e del comunismo:

Nel 1932 venne accolto dal regime fascista in Italia. Nel 1933 si spostò in Turchia, poi in Francia e in Norvegia, tentando anche di stabilirsi negli Stati Uniti ma Roosevelt gli negherà il visto dingresso. Poco prima di lasciare la Turchia, venne intervistato dallo scrittore belga Georges Simenon.

Il 31 dicembre 1933, a Parigi, incontrò Simone Weil, mistica e filosofa anarco-cristiana, di cui già aveva commentato alcuni articoli contro lo stalinismo. A tali critiche rispose nel pamphlet La Quarta Internazionale e lURSS, ammettendo i pericoli del burocratismo, ma incolpando la Weil di "esaltazione anarchica a buon mercato" e di essere vittima "dei pregiudizi piccoloborghesi più reazionari".

La Weil aveva già conosciuto suo figlio, Lev Sedov, in Germania. Trockij, che viaggia in incognito con a fianco due guardie armate, ne approfitta per organizzare una riunione clandestina, che si conclude con uno scontro verbale fra lui e la giovane, la quale ritiene che ogni Stato rappresenti, in quanto tale, un apparato oppressivo. Ella gli chiede come può giustificare la spietata repressione della rivolta di Kronštadt del 1921 da parte dellArmata Rossa, e accusa lui e Lenin di avere un ruolo paragonabile a quello dei capitalisti che prosperano grazie a grandi carneficine. Da una stanza vicina i genitori della Weil sentono le urla di Trockij ella aveva chiesto il loro permesso per ospitarlo e lui, osserverà il critico Thomas Nevin, "dovette essere preso alla sprovvista da questa novellina di ventiquattro anni, sua supposta padrona di casa. La apostrofò con una valanga di epiteti". Al termine della concitata discussione, Trockij le domandò: "Dato che non è daccordo con nessuna delle mie idee, perché mi ha ospitato in casa sua? Appartiene forse allEsercito della Salvezza?".

Alla fine Trockij lasciò quasi subito lappartamento della Weil e dei suoi genitori. La moglie di Trockij rimase sorpresa che una giovane ragazza avesse tenuto testa al marito in una discussione politica. Della Weil Trockij parlò poi anche in La natura di classe dello stato sovietico

Nel 1934 Trockij scrisse larticolo La guerra e la Quarta Internazionale in cui sollecitava la formazione di una nuova internazionale. Nel 1936 Trockij scrisse il libro La rivoluzione tradita, nel quale denuncia i crimini della burocrazia staliniana; il saggio diverrà il testo fondamentale dei comunisti internazionalisti e di tutti i socialisti anti-stalinisti.

Alla fine si stabilì in Messico, sempre con la moglie, nel 1937, su invito del pittore Diego Rivera che aveva convinto il governo del presidente Lázaro Cárdenas del Río ad accoglierlo ufficialmente: visse a un certo punto nella casa di Rivera, e in un altro momento in quella della moglie del pittore, lartista Frida Kahlo, che aveva accolto i coniugi Bronstein allarrivo in nave a Tampico, e con cui Trockij ebbe una breve relazione sentimentale.

Nel 1938 morì in Francia il figlio Lev, in circostanze poco chiare, forse avvelenato. Anche gli altri figli erano morti giovani: Nina di tubercolosi nel 1928; Zinaida, esiliata dallURSS e anchella malata, finì suicida nel 1933; Sergej venne fucilato o assassinato in prigione dagli stalinisti nel 1937, con la sola colpa di essere figlio di Trockij. Gli sopravviveranno solo i nipoti; queste e altre tragedie anche la prima moglie Aleksandra era morta in Siberia nel 1938 non lo abbatteranno mai moralmente: secondo il nipote, Esteban Volkov figlio di Zinaida, Trockij "era sempre pieno di vita e di energia, aveva una fiducia del tutto straordinaria e contagiosa: lavvento del socialismo era inevitabile, inevitabile e assoluto".

Sempre nel 1938, Trockij fondò una nuova organizzazione marxista internazionalista, denominata Quarta Internazionale, la quale intendeva essere unalternativa alla Terza Internazionale stalinista. Trenta delegati formarono una conferenza fondante nel settembre 1938 nella casa di Alfred Rosmer, appena fuori Parigi. Allincontro furono presenti delegati dalle maggiori potenze Europee e del Nord America, ma per ragioni di costi e distanza pochi rappresentanti dallAsia e dallAmerica Latina. Un segretariato fu stabilito con molti degli allora capi trockijsti e molte delle nazioni dove i trockijsti erano attivi rappresentate. Trockij era assente, rimasto in Messico per motivi di sicurezza. Tra le risoluzioni adottate dalla conferenza vi fu Programma di Transizione.

Nella casa messicana, sorvegliata da guardie personali e militari messicani, incontrava ferventi ammiratori come André Breton, lavorava ai suoi scritti, progettava la rivoluzione internazionale contro Stalin e il capitalismo, passeggiava nella campagna con gli amici e si occupava con Natalja dei numerosi animali presenti nei giardini delle ville coloniali.

Dopo una discussione con Rivera, al termine di un periodo di contrasti, nel 1939 lasciò la Casa Azul la residenza della famiglia Kahlo e si spostò in una villetta sua, situata a poca distanza. Rivera, ex stalinista divenuto trotskista, tornò ad avvicinarsi ai vecchi compagni.

                                     

1.10. Biografia Lassassinio

Il 24 maggio 1940, Trockij sopravvisse a un raid nella sua casa da parte di sicari stalinisti capitanati dal pittore David Alfaro Siqueiros, fervente sostenitore dellURSS. La polizia messicana sospettò anche Rivera, che risultò innocente.

Mentre era a casa sua, a Coyoacán, il 20 agosto 1940, venne aggredito alle spalle da Ramón Mercader, rivelatosi un agente stalinista, incaricato da Stalin in persona, sotto falso nome si era spacciato per un comunista trockijsta canadese di nome Frank Jackson, per avvicinarsi a Trockij e conquistarne la fiducia, che gli sfondò il cranio usando una piccozza. Inaspettatamente Trockij si rialzò nonostante il colpo subito, reagì allaggressione e si difese, chiamando poi le guardie del corpo e la moglie, che costrinsero Mercader a una breve fuga. Poco dopo si accasciò: trasportato in ospedale e operato, dopo aver ripreso brevemente conoscenza entrò in coma e morì il giorno seguente, alle ore 18:48. Il governo messicano si occupò dei funerali, e diverse migliaia di persone gli resero omaggio durante la cerimonia civile.

Mercader in seguito testimoniò al suo processo, nel quale sarà condannato a 20 anni di carcere:

Dopo il rilascio Jackson/Mercader finì per rifugiarsi a Cuba, dove Fidel Castro, avvicinatosi allURSS, accettò di dargli ospitalità. Trockij è stato riabilitato post-mortem dallUnione Sovietica soltanto durante lera Gorbaciov. La tomba di Trockij e della moglie si trova nel terreno attorno alla casa a Coyoacán. Un altro museo intitolato a Trockij fu aperto nel 1990 a Città del Messico. La casa è stata preservata più o meno nelle stesse condizioni in cui si trovava il giorno del suo assassinio ed è oggi un museo.



                                     

1.11. Biografia Giudizio storico

Giudizi storici abbastanza positivi sono stati espressi su Trockij, anche nel mondo anglosassone e soprattutto da personalità non comuniste, in cui il rivoluzionario - anche in un contesto semplicemente storico e non politico - viene contrapposto spesso a Stalin e alla degenerazione dittatoriale subita dallURSS, anche se molto criticato, specie dagli anarchici e dai libertari, è stato lintervento militare contro la rivolta di Kronštadt e oggetto di discussione il suo effettivo ruolo in tale occasione; taluni gli rimproverarono di non essersi opposto alliniziale autoritarismo di matrice leninista, che sarebbe sfociato infine nella messa al bando anche degli oppositori comunisti al PCUS di Stalin, compreso lui stesso; altri lo accusarono di essere velleitario e settario.

                                     

2. Pensiero

Il pensiero di Trockij o trotskismo rappresenta uno dei principali rami del movimento comunista, in opposizione allo stalinismo e al marxismo-leninismo ortodosso come definito dalla dottrina ufficiale dellURSS a partire dal 1924 non alla dottrina leninista originale; esso "non è un movimento nuovo, una nuova dottrina, ma il restauro, la rinascita di un autentico marxismo come è stato esposto e praticato nella rivoluzione russa e nei primi giorni della Internazionale comunista". Tuttavia, il trotskismo può essere distinto da altre teorie marxiste da quattro elementi chiave:

  • il sostegno allinternazionalismo proletario.
  • il supporto alla strategia della rivoluzione permanente, in opposizione alla teoria delle due fasi dei suoi avversari;
  • la critica alla leadership post-1924 dellUnione Sovietica, lanalisi delle sue caratteristiche e dopo il 1933, il supporto per una rivoluzione politica in Unione Sovietica, considerata dai trotskisti stato operaio degenerato o stato operaio deformato;
  • il supporto alla rivoluzione sociale nei paesi capitalisti avanzati attraverso lazione di massa della classe operaia;

La teoria della rivoluzione permanente può essere considerata una delle caratteristiche distintive del trotskismo. Fino al 1905, i marxisti avevano solo teorizzato come una rivoluzione in una società capitalista europea potrebbe portare a una socialista, ma da questa teoria erano esclusi i paesi non sviluppati, come la Russia. La Russia nel 1905 non aveva ancora stabilito una società capitalista, era invece in gran parte feudale con una piccola classe borghese. La teoria della rivoluzione permanente ha affrontato la questione di come tali regimi feudali dovessero essere rovesciati, e di come sia possibile raggiungere il socialismo in mancanza di prerequisiti economici. Trockij ha affermato che in Russia solo la classe operaia poteva rovesciare il feudalesimo e ottenere il sostegno dei contadini. Inoltre, egli ha sostenuto che la classe operaia russa non debba fermarsi qui: una volta vinta la sua rivoluzione contro la debole classe borghese, avrebbe dovuto stabilire uno stato operaio in Russia e aiutare la classe operaia nei paesi capitalisti avanzati di tutto il mondo. Come risultato, la classe operaia internazionale sarebbe venuta in aiuto della Russia, e il socialismo avrebbe potuto svilupparsi in tutto il mondo.

Trockij sosteneva che in Russia non si sarebbero ripetute rivoluzioni come quelle che in Gran Bretagna nel XVII secolo e in Francia nel 1789 abolirono il feudalesimo e stabilirono i requisiti di base per lo sviluppo del capitalismo.

Nella teoria della rivoluzione permanente si sostiene che in molti paesi che non hanno ancora completato la loro rivoluzione democratica borghese, la classe capitalista si opponga alla creazione di una situazione rivoluzionaria, in quanto temono la classe operaia che lotta per le sue aspirazioni rivoluzionarie contro il loro sfruttamento da parte del capitalismo. In Russia, la classe operaia, anche se è una piccola minoranza in una società prevalentemente contadina si è organizzata in fabbriche e in grandi quartieri. Durante la Rivoluzione russa del 1905, la classe capitalista ha ritenuto necessario allearsi con elementi reazionari, come i proprietari terrieri feudali le forze dello stato zarista russo, per proteggere la loro proprietà di fabbriche, banche, ecc. dallesproprio da parte della classe lavoratrice rivoluzionaria. Pertanto, secondo la teoria della rivoluzione permanente, la classe capitalista dei paesi arretrati economicamente è debole e incapace di portare a un cambiamento rivoluzionario, quindi collegata ai feudatari, alla classe dirigente e al capitale europeo.

Soltanto il proletariato o la classe operaia erano in grado di realizzare quegli obiettivi altrove raggiunti con la rivoluzione borghese, formando consigli operai soviet:

Secondo il marxismo "classico", la riforma agraria portato della rivoluzione democratico-borghese nei paesi arretrati, come la Russia, preparerebbe il terreno in ultima analisi soltanto per uno sviluppo del capitalismo, in quanto i contadini liberati diventano piccoli proprietari, produttori e commercianti che portano alla crescita dei mercati delle materie prime, da cui una nuova classe capitalista sarebbe emersa. Solo il pieno sviluppo capitalista, secondo questo schema, prepara le basi per il socialismo.

Trockij riteneva che un nuovo Stato socialista e leconomia in un Paese come la Russia non sarebbero stati in grado di resistere alle pressioni di un mondo ostile capitalista, così come alle pressioni interne. La rivoluzione secondo Trockij avrebbe dovuto diffondersi rapidamente nei principali Paesi capitalistici e in tutto il mondo. Questa posizione, in contrasto rispetto al "marxismo classico", difeso per esempio dai menscevichi, era condivisa da Trockij, in parte da Lenin e dai bolscevichi fino al 1924, quando Stalin, dopo la morte di Lenin, cercando di consolidare il suo controllo sempre più burocratico e autoritario sul partito bolscevico ha cominciato a presentare lo slogan del socialismo in un solo paese, sostituendo linternazionalismo proletario col nazionalismo di sinistra.

Tuttavia la prospettiva internazionalista della rivoluzione permanente si trova già nelle opere di Karl Marx. Il termine "rivoluzione permanente" è difatti tratto da una frase di Marx del marzo 1850. Un altro importante tema affrontato da Trotzky fu quello del lavoro, oltre che contrario alla Nep con le sue moderate aperture richieste dei contadini, sostenne la necessità della "militarizzazione del lavoro". In Terrorismo e Comunismo del 1920 lautore scrisse:" i sindacati diventano lapparato di repressione rivoluzionaria contro indisciplinati, anarchici, elementi parassiti della classe operaia. interessi economici, costrizioni legali, la influenza di una organizzazione economica internamente coordinata, il potere della repressione, nonché influenza morale, agitazione, propaganda, e l’innalzamento del livello culturale. Soltanto attraverso la combinazione di tutti questi metodi possiamo ottenere un alto livello di economia socialista”.

Con il tempo, il trotskismo ha finito per influenzare anche altre parti del movimento comunista e socialista, e perfino ideologie esterne e opposte al marxismo.

                                     

3.1. Nella cultura di massa Cinema

  • Lassassinio di Trotsky, di Joseph Losey, 1972
  • Marx Reloaded di Jason Barker, 2011 - documentario; nella locandina Trockij è rappresentato in panni simili a quelli di Morpheus di Matrix e appare così, assieme ad altri marxisti, anche in un breve cortometraggio animato allinterno del documentario, in cui libera Marx-Neo dalla realtà fittizia in stile Matrix simbolo dello stalinismo o del capitalismo.
  • Frida di Julie Taymor, 2002
  • Il prescelto El elegido, regia di Antonio Chavarrías 2016

Il titolo del film di Roberto Benigni La vita è bella deriva da una frase del testamento politico di Trockij.

                                     

3.2. Nella cultura di massa Fumetto

  • Viva Trotsky 1974 di Guido Crepax, della serie Valentina.
                                     

3.3. Nella cultura di massa Teatro

  • Le mani sporche di Jean-Paul Sartre 1948, vagamente ispirato allassassinio di Trockij.
                                     

3.4. Nella cultura di massa Televisione

  • Trockij Tроцкий, serie storico-biografica russa realizzata per il centenario della Rivoluzione dottobre, diretta da Aleksandr Kott e Konstantin Statskij, andata in onda il 6 novembre 2017.
  • Le mani sporche, sceneggiato italiano in tre puntate, trasmesso per la prima volta dalla RAI nel 1978, per la regia di Elio Petri, basato sullomonimo dramma teatrale di Jean-Paul Sartre.
  • La sconfitta di Trotsky, film tv diretto da Marco Leto 1967
                                     

4.1. Opere Edizioni italiane degli scritti di Trockij

  • Letteratura, arte, libertà, Milano, A. Schwarz, 1958.
  • Per conoscere Trotskij, Milano, A. Mondadori, 1972.
  • Lettere coniugali. 1933-1938, con Natalja Sedova, Milano, La Pietra, 1981.
  • Stalin, Milano, Garzanti, 1947.
  • La piattaforma dellopposizione nellUrss, Roma, Samonà e Savelli, 1969.
  • 1905, Firenze, La Nuova Italia, 1971.
  • I crimini di Stalin, Roma, G. Casini, 1966.
  • Programma di transizione. Lagonia mortale del capitalismo e i compiti della Quarta internazionale, Bolsena, Massari, 2008.
  • Il fallimento della Seconda Internazionale, Città di Castello, Il solco, 1921.
  • La rivoluzione permanente, Torino, Einaudi, 1967.
  • Lesercito rosso della Russia, con H. Bergmann e J. Smilga, Milano, Avanti!, 1921.
  • Scritti militari, Milano, Feltrinelli, 1971.
  • Lesercito rosso. Discorso su Il potere dei Consigli e limperialismo internazionale, tenuto a Mosca il 21 aprile 1918, Città di Castello, Il Solco, 1921.
  • Europa e America, Milano, Celuc libri, 1980.
  • Storia della rivoluzione russa, 3 voll., Milano, F.lli Treves, 1936-1938.
  • Prima del nove gennaio, Milano, Celuc libri, 1982.
  • Scritti 1929-1936, Torino, G. Einaudi, 1962.
  • Premesse oggettive della rivoluzione socialista, s.l., Ennesse indicazioni, 1970.
  • La rivoluzione tradita, Milano, Schwarz, 1956.
  • Terrorismo e comunismo, Milano, Sugar, 1964.
  • La Quarta Internazionale e la guerra 10 giugno 1934, Foligno, Centro studi Pietro Tresso, 1989.
  • Marxismo e scienza, Roma, Samonà e Savelli, 1969.
  • I problemi della rivoluzione cinese e altri scritti su questioni internazionali 1924-1940, Torino, Einaudi, 1970.
  • Nuovo corso. Lo scritto che iniziò la guerra aperta con Stalin, Roma, Samonà e Savelli, 1965.
  • Carlo Marx, Milano, Mondadori, 1949.
  • La rivoluzione permanente, Milano, AC Editoriale, 2004.
  • Scritti sullItalia, Roma, Controcorrente, 1979.
  • Lev Sedov. Figlio amico combattente. Dedicato alla gioventù proletaria. 20 febbraio 1938, Firenze, BI-Elle, 1998.
  • La Terza Internazionale dopo Lenin, Roma, Samonà e Savelli, 1969.
  • La loro morale e la nostra, Bari, De Donato, 1967.
  • Letteratura e rivoluzione. Seguito da altri scritti letterari, dagli atti della riunione sulla politica del Partito comunista russo nella letteratura, 9 maggio 1924, e dal testo della risoluzione del Comitato Centrale del PCR b sulla politica nel campo letterario, 1º luglio 1925, Torino, Einaudi, 1973.
  • Problemi della rivoluzione in Europa. I primi anni dellInternazionale comunista, Milano, Mondadori, 1979.
  • Rivoluzione e vita quotidiana, Roma, Samonà e Savelli, 1971.
  • Burocrati e saltimbanchi siete il veleno della sinistra. Libro rosso di Lev Davidovic Trotzky, Napoli, Pironti, 1999.
  • Rapporto della delegazione siberiana. La concezione del partito proletario in una polemica di Trotsky contro Lenin al II Congresso del P.O.S.D.R., Roma, La vecchia Talpa, 1970.
  • Il giovane Lenin. La giovinezza di Lenin raccontata da un compagno di lotta, Milano, A. Mondadori, 1971.
  • I nostri compiti politici, Roma, Samonà e Savelli, 1972.
  • Scelta di scritti. 1905-1940, Roma, Samonà e Savelli, 1968.
  • Lenin, Milano, Rinascita, 1924.
  • Classi sociali e rivoluzione, Milano, Ottaviano, 1976.
  • Le guerre balcaniche 1912-1913, Fizzonasco, Pieve Emanuele, Lotta comunista, 1999.
  • La natura di classe dello stato sovietico 10 ottobre 1933, Foligno, Centro studi Pietro Tresso, 1992.
  • Come si arma la rivoluzione. Scritti militari, 1921-1924, Roma, Newton Compton, 1977.
  • I sindacati nella fase della decadenza imperialista, Napoli, Laboratorio politico, 1994.
  • Terrorismo e comunismo, Milano, Mimesis, 2011.
  • La rivoluzione tradita, Milano, Rizzoli, BUR, 1982.
  • Opere scelte, 11 voll., Roma, Prospettiva, 1994-2013.
  • Dalla Rivoluzione dottobre al trattato di pace di Brest-Litowsk, Milano, Avanti!, 1919.
  • Terrorismo e comunismo anti-Kautsky, Milano, Avanti!, 1921.
  • Un dramma giudiziario. Il processo Beilis, Milano, Avanti!, 1918.
  • Crisi del capitalismo e movimento operaio. Scritti sul "terzo periodo" dellInternazionale comunista, Roma, Samonà e Savelli, 1975.
  • Scritti e discorsi sulla rivoluzione in Cina. 1927, Milano, Iskra, 1977.
  • Stalinismo e bolscevismo, Roma, Alegre, 2005.
  • Il bolscevismo dinnanzi alla guerra e alla pace del mondo, Milano, Avanti!, 1920.
  • Storia della rivoluzione russa, 2 voll., Roma, Newton & Compton Editori, 1994
  • La rivoluzione tradita, Milano, AC Editoriale, 2000.
  • La mia prima evasione, Roma, Accademia, 1929.
  • 1917. Insegnamenti dellOttobre, Milano, Avanti!, 1925.
  • Il Terzo periodo degli errori dellInternazionale comunista ; A proposito del fronte unico, Milano, AC Editoriale, 1992.
  • Compagni di strada, Bari, De Donato, 1968.
  • Scritti contro il nazismo 1930-1933, Milano, AC Editoriale, 2010.
  • In difesa del marxismo, Roma, Samonà e Savelli, 1969.
  • Rosa Luxemburg. Difesa e critica di una rivoluzionaria. Due articoli e un discorso, Fontenay aux Roses, Centro Studi Pietro Tresso, 1996.
  • Scritti letterari, Roma, Samonà e Savelli, 1968.
  • Il programma di transizione, Roma, Bandiera rossa, 1972.
  • Terrorismo e comunismo, Milano, Sugar, 1977.
  • Diario desilio 1935, Milano, Il Saggiatore, 1960.
  • La mia vita. Tentativo di autobiografia, Milano, A. Mondadori, 1930.
  • Gli insegnamenti di ottobre ; Lettera di Trozkii a Olminski sulle sue divergenze di vedute col Partito bolscevico ; Come non si deve scrivere la storia della Rivoluzione di ottobre, Milano, Tip. Lazzari, 1925.
  • Ottobre 1917. Dalla dittatura dellimperialismo alla dittatura del proletariato, con N. Bucharin, Milano, Iskra, 1980.
                                     

5. Fonti

  • Leone Trozkij, La mia vita, Milano, Mondadori, 1961
  • Nadežda Krupskaja, La mia vita con Lenin, Roma, Editori Riuniti, 1956
  • Isaac Deutscher, Il profeta esiliato: Trotskij 1933-1940, Roma, Pgreco, 2011
  • Isaac Deutscher, Il profeta disarmato: Trotskij 1922-1932, Roma, Pgreco, 2011
  • Max Eastman, Leon Trotsky. The Portrait of a Youth, New York, Greenberg, 1925
  • Léon Trotsky, 1905, Paris, Les Éditions de minuit, 1969
  • Grigorij A. Ziv, Trockij, Charakeristika Po lichnym vospominanjam, New York, Knigoizdatelstvo Narodopravstvo, 1921
  • Isaac Deutscher, Il profeta armato: Trotskij 1879-1921, Roma, Pgreco, 2011
                                     

6. Bibliografia italiana

  • Heinz Abosch, Trockij e il bolscevismo, Milano, Feltrinelli, 1977.
  • Isaac Deutscher, Il profeta armato. Trotsky 1879-1921, Milano, Longanesi, 1956.
  • Giancarlo Mura, Lev Trockij. La rivoluzione fallita, Roma, Aracne, 2000.
  • Alberto Giordano, Trotski. La vita, il pensiero, i testi esemplari, Milano, Accademia, 1972.
  • Aa. Vv., Storia del marxismo contemporaneo, VI, Trockij e Bucharin, Milano, Feltrinelli economica, 1979.
  • Livio Maitan, Trotsky, oggi, Torino, Einaudi, 1959.
  • Dario Renzi, La lunga marcia del trotskismo 1. Dalle sconfitte delle rivoluzioni al dopoguerra, Roma, Prospettiva, 1992.
  • Isaac Deutscher, Il profeta esiliato. Trotsky 1929-1940, Milano, Longanesi, 1965.
  • Salvatore Aponte, Il "Corriere" tra Stalin e Trockij, 1926-1929, Milano, Fondazione Corriere della sera, 2010.
  • Thomas R. Nevin, Simone Weil. Ritratto di unebrea che si volle esiliare, traduzione di Giulia Boringhieri, Torino, Bollati Boringhieri, 1997, ISBN 88-339-1056-3. le mani sporche
  • Isaac Deutscher, Il profeta armato. Trotskij 1879-1921, Milano, Longanesi, 1979.
  • Anna Di Biagio, Lev D. Trockij, Firenze, Giunti & Lisciani, 1995.
  • Wolf Giusti, Il pensiero di Trotzky, Firenze, Le Monnier, 1949.
  • Bertram David Wolfe, I tre artefici della rivoluzione dottobre. Lenin, Trotzki, Stalin, Firenze, La Nuova Italia, 1953.
  • Guglielmo Pannunzio, Ciò che ho visto nella Russia bolscevica. Giugno-settembre 1920. Il secondo congresso della Terza Internazionale, colloqui ed interviste con Lenin, Trotsky, Krassin, Cicerin, Rikoff., Torino, Libreria editrice dellAlleanza Coop. torinese, 1921.
  • Isaac Deutscher, Il profeta disarmato: Trotskij 1922-1932, Roma, Pgreco, 2011.
  • Richard B. Day, Trotskij e Stalin. Lo scontro sulleconomia, Roma, Editori Riuniti, 1979.
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  • Marisa Forcina, Rivoluzione permanente e populismo. Ipotesi su Trockij, Lecce, Messapica, 1976.
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  • Pierre Broué, La rivoluzione perduta. Vita di Trockij, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.
  • Martin Konitzer, Wilhelm Reich, Roma, Erre Emme, 1992.
  • Jean-Jacques Marie, Il trotskismo, Milano, Mursia Gruppo Editoriale, 1971.
  • Ernest Mandel, Ottobre 1917. Storia e significato di una rivoluzione, Roma, Datanews, 1993.
  • Leandro A. Sanchez Salazar, con Julian Gorkin, Così fu assassinato Trotzky, Milano, Garzanti, 1949.
  • Nicholas Mosley, Lassassinio di Trockij, Milano, Longanesi, 1972.
  • Victor Serge, Vita e morte di Trotskij, Roma-Bari, Laterza, 1973.
  • Roberto Massari a cura di, Allopposizione nel PCI con Trotsky e Gramsci. Bollettino dellOpposizione comunista italiana, 1931-1933, Roma, Controcorrente, 1977; Bolsena, Massari, 2004.
  • Isaac Deutscher, Il profeta disarmato. Trotsky 1921-1929, Milano, Longanesi, 1961.
  • Arturo Schwarz, Breton e Trotsky. Storia di unamicizia, Bolsena, Erre emme, 1997.
  • Leonardo Rapone, Trotskij e il fascismo, Roma-Bari, Laterza, 1978.
  • Isaac Deutscher, Il profeta armato: Trotskij 1879-1921, Roma, Pgreco, 2011.
  • Max Eastman, Il giovane Trotsky, Bolsena, Massari, 2006.
  • Antonio Moscato, Trockij e la pace necessaria. 1918: la socialdemocrazia e la tragedia russa, Lecce, Argo, 2007.
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