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ⓘ Nicola II di Russia



Nicola II di Russia
                                     

ⓘ Nicola II di Russia

Nicola II Romanov è stato lultimo imperatore di Russia.

Conosciuto dalla Chiesa Ortodossa russa come San Nicola II imperatore martire e grande portatore della Passione, il suo titolo ufficiale era "Per Grazia di Dio, Imperatore e Autocrate di tutte le Russie", zar di Polonia, di Mosca, di Kiev, di Vladimir, di Novgorod, di Kazan, di Astrachan e della Siberia; granduca di Finlandia e di Lituania; erede di Norvegia; signore e sovrano di Iberia, dellArmenia e del Turkestan; duca dello Schleswig-Holstein, dello Stormarn, di Dithmarschen e dellOldenburg".

Appartenente alla dinastia dei Romanov, alto 1.73 m, castano con occhi azzurri, considerato attraente in gioventù, sposò, con un iniziale contrasto con i genitori, Alice dAssia e del Reno, sua cugina di secondo grado, figlia del granduca Luigi IV dAssia e del Reno e della principessa Alice del Regno Unito, a sua volta figlia della regina Vittoria. Fu, de facto, lultimo Imperatore dellImpero russo. Viene considerato il quinto uomo più ricco e il secondo capo di Stato più ricco della storia, in quanto ebbe a sua disposizione un capitale stimato in 900 milioni di dollari 1918 234 miliardi di euro del 2012. Ha conosciuto numerosi appellativi: Nicola il Pacifico durante gli anni di regno, mentre la letteratura sovietica comunista lo ha dipinto con scopi denigratori come "Nicola il Sanguinario" e/o come "Nicola il Vile"; la tradizione popolare russa lo conosce invece come Nicola, il santo, grande portatore della Passione ".

                                     

1. Giovinezza

Nikolaj Aleksandrovič Romanov nacque il 6 maggio 1868 secondo il calendario giuliano, figlio dello zar di Russia Alessandro III e di Marija Fedorovna. È il primo dei sei figli della coppia imperiale che ebbe anche Aleksandr 1869–1870, Georgij 1871-1899, Ksenija 1875-1960, Michail 1878-1918 e Olga 1882-1960. Il 13 marzo 1881 assiste in prima persona allagonia del nonno, lo zar Alessandro II, ucciso a San Pietroburgo in un attentato dellorganizzazione rivoluzionaria Narodnaja Volja.

Fin dallinfanzia dimostra un carattere serio e riservato, prono alle indicazioni dei precettori e alle imposizioni del forte carattere del padre. Alessandro III affida leducazione del ragazzo a uomini di spicco del suo governo, tra cui il procuratore del Santo Sinodo, Konstantin Petrovič Pobedonoscev, il generale Danilovič, il ministro delle finanze Nikolaj Bunge.

Nel 1884, a sedici anni, incontra per la prima volta la futura moglie, oltre che cugina di secondo grado, la principessina tedesca Alice dAssia e del Reno, alla quale sarà idealmente legato per tutta ladolescenza, non facendone segreto nemmeno ai suoi familiari. Tuttavia la prospettiva di un possibile matrimonio con una principessa tedesca contraria tanto lo Zar quanto la Zarina, e Alessandro III preme su Nikolaj Aleksandrovič perché abbandoni qualsiasi speranza di ununione con Alice; incoraggia quindi la vita mondana del figlio nellintento di concentrare la sua attenzione altrove: per questo motivo favorisce una relazione dellerede con la prima ballerina del Teatro Marinskij di San Pietroburgo, Mathilde Kšesinskaja. Nikolaj Aleksandrovič, nonostante il suo legame con la ballerina, non dimentica la principessa Alice, e nei suoi diari scrive che il suo sogno è, un giorno, di sposarla.

Dal 1885 al 1890 lerede frequenta la facoltà di scienze politiche ed economiche presso listituto di giurisprudenza dellUniversità di San Pietroburgo, accompagnando a tali studi il servizio nella guardia imperiale dove guadagna il titolo di colonnello e i corsi dellAccademia di stato maggiore. Dai diari del giovane Nikolaj Aleksandrovič si desume un forte entusiasmo per la vita da caserma, per le parate, gli addestramenti e la vita dei giovani soldati nella capitale. Lo Zar però non fa nulla per avvicinarlo ai problemi di Stato o di governo: insiste sulla sua educazione giuridica e militare, sui ruoli di rappresentanza dello zarevic presso le grandi corti europee, ma allo stesso tempo tralascia completamente di prepararlo al trono.

Il 23 ottobre 1890, lerede intraprende un viaggio, per ordine dello Zar, sullincrociatore Pamjat Azova alla volta dellEgitto, delle Indie Orientali, della Cina e del Giappone. Lo accompagnano tra gli altri il fratello Giorgio e il principe Giorgio di Grecia. Durante la permanenza in Giappone, il futuro zar subisce un attentato da parte di un samurai, che gli procura una ferita alla testa e che lo costringe a interrompere il viaggio e a far ritorno a casa, attraverso la Siberia. Tornato dal viaggio, decide di interrompere definitivamente la relazione con la Kšesinskaja.

Durante i primi anni 1890, le condizioni di salute dello zar Alessandro III peggiorano ed egli, pronosticando forse una vicina successione di Nikolaj Aleksandrovič al trono, dà il consenso al figlio di fidanzarsi con Alice. L8 aprile 1894 Nikolaj Aleksandrovič e Alice dAssia si fidanzano ufficialmente al castello di Ehrenburg a Coburgo, alla presenza del loro vasto reale parentado europeo tra cui il kaiser Guglielmo II e la regina Vittoria, riunitosi in occasione del matrimonio del fratello di lei, Ernesto Luigi dAssia.

                                     

2. Primi anni di regno

Il 1º novembre 1894, giorno della morte di Alessandro III, Nikolaj Aleksandrovič Romanov ottiene formalmente il trono di Russia; tuttavia il cugino e amico dinfanzia Aleksandr Michajlovič Romanov riferisce che quel giorno lo vide scosso e disperato. Infatti fino ad allora non aveva mai ricoperto posizioni di responsabilità e lui stesso disse in lacrime al cugino:

Questa inesperienza sarebbe stata determinante per la grande influenzabilità da lui dimostrata nei primi anni del suo regno, e per comprendere la priorità più volte manifestata da Nicola II verso problemi di carattere familiare e privato di fronte agli affari di Stato come la fiducia data a Rasputin anche in questioni di primario carattere governativo, derivata dal fatto che questultimo avrebbe avuto straordinario potere riguardo alla salute dello zarevic Aleksej.

Il 14 novembre Nikolaj Aleksandrovič sposa la principessa Alice dAssia nella cappella del Palazzo dInverno. Pochi giorni prima, la futura Zarina ha abbandonato la fede protestante per essere battezzata nellortodossia, assumendo il nome russo di Aleksandra Fedorovna. I primi giorni di matrimonio, che coincidono anche con i primi del suo regno, vedono il giovane Nicola II molto combattuto tra una vita famigliare che lo appaga e gli impegni istituzionali che gravano su di lui. La sua pagina di diario del 17 novembre è emblematica:

La coppia ebbe 5 figli

  • Aleksej 12 agosto 1904 - 17 luglio 1918
  • Maria 26 giugno 1899 - 17 luglio 1918
  • Tatiana 10 giugno 1897 - 17 luglio 1918
  • Olga 15 novembre 1895 - 17 luglio 1918
  • Anastasia 18 giugno 1901 - 17 luglio 1918

Il 26 maggio 1896 è incoronato con una fastosa cerimonia col nome di Nicola II, zar di tutte le Russie e basileus della Chiesa Ortodossa russa. Sin dai primi giorni di regno i contemporanei vedono in alcuni avvenimenti i presagi di future disgrazie. Il più citato di questi avvenimenti è la tragedia del campo di Chodynka presso Mosca, nel corso dei festeggiamenti per lincoronazione: a causa della cattiva organizzazione di argini e impalcature atte a contenere la folla, 1 400 persone muoiono schiacciate. Ancora sotto la forte influenza degli zii Vladimir, Pavel e Sergej, il nuovo zar annulla le sue intenzioni iniziali di sospendere i festeggiamenti di fronte alla tragedia e suscita così le prime e feroci critiche, nonostante abbia predisposto un forte indennizzo per ciascuna delle famiglie delle vittime.

                                     

2.1. Primi anni di regno La compagine conservatrice

Dal carattere mite e influenzabile, dedica i primi anni di regno a mantenere – seguendo la linea del padre – lassetto accentrato del potere, che aveva permesso fino ad allora di conservare la stabilità governativa. Tra i suoi principali collaboratori figurano uomini di spicco del regno di Alessandro III come il procuratore del Santo Sinodo Pobedonostsev, i Ministri degli Interni Ivan Logginovič Goremykin dal 1895 al 1899 e Vjačeslav Konstantinovič Pleve dal 1902 al 1904, il capo della polizia di San Pietroburgo Dimitrij Fedorovič Trepov dal 1896 al 1905. La scelta del suo gabinetto connota lorientamento che avranno i primi anni del regno del giovane Nicola II.

Totalmente alieno, in gioventù, dalla realtà dello Stato, Nicola è giunto al trono portando a propria legge le dottrine conservatrici apprese da Pobedonostsev e la politica fortemente autoritaria del padre a sua volta influenzata dallesito tragico della politica liberale del precedente zar.

Accanto ai suddetti pregiudizi politici, accompagna una concezione fortemente idealizzata della tradizione e della realtà russa, influenzato dalle biografie dei santi ortodossi e dello zar Alessio I, conosciuto nella storia russa come "lo zar buono"; e come questultimo vorrebbe diventare un vero "padre del popolo" titolo culturale degli zar nelle campagne russe. Allo stesso tempo, accondiscendendo alle richieste della timida e puritana moglie, allontana sé e la sua famiglia dalla vita mondana dellaristocrazia russa, scegliendo come residenza il piccolo palazzo Aleksandrovskij situato nel parco di Carskoe Selo.

Ciò renderà lui – e soprattutto Aleksandra Fedorovna – alieni alle simpatie di gran parte della Grande nobiltà di Mosca e San Pietroburgo, che non si riconosce in questo zar che privilegia uno stile di vita sobrio e distaccato dal mondo della corte. Sotto limpulso del reazionario conte Pleve, ministro dellInterno, sottomette gli Zemstvo assemblee provinciali aperte al popolo a dei funzionari statali, e accondiscende a una "russificazione" delle gubernije, in particolare del Regno del Congresso, nellattuale Polonia, del Granducato di Finlandia e del Caucaso.



                                     

2.2. Primi anni di regno Il ministero di Vitte

In seguito Nicola II nomina nuove personalità che, al contrario della compagine conservatrice, comprendono la necessità di numerosi cambiamenti di cui la Russia abbisogna. Più di tutti eserciterà la sua influenza sul sovrano Sergej Julievič Vitte, ministro delle Finanze dal 1892 al 1903, poi Primo ministro dal 1905 al 1906. Durante il primo incarico, Vitte esercita di fatto anche la posizione di primo ministro ed esercita un notevole influsso sulla politica estera; gli obiettivi principali sono di portare il paese al ruolo di grande potenza europea e a una posizione di vantaggio nella corsa imperialistica.

Vitte si rende conto meglio di altri che, per rendere attuabili le riforme e lo sviluppo industriale ed economico, sono necessari presupposti sociali, culturali e politici, che permettano al paese di abbandonare gradualmente limpianto ideologico di stampo autocratico e classista e avviare la liberalizzazione e la democratizzazione. I suoi tentativi sono però ostacolati dal fronte unito degli aristocratici latifondisti e dei grandi proprietari terrieri. Nicola II, inoltre, non tenendo in conto simpatie e antipatie personali nella scelta dei ministri di fronte alle necessità di politica interna, ha non pochi problemi di incomunicabilità con questi ultimi, soprattutto se si tratta di politici dalla forte personalità come Vitte; a causa di ciò si hanno numerosi contrasti tra il sovrano e il suo primo ministro.

Nonostante tutto, Nicola II è consapevole del valore di Vitte, che ha mano libera per tutta la durata dei suoi ministeri: il grado di industrializzazione raggiunto negli anni Novanta rappresenterà lultimo tentativo di modernizzare il paese e di adeguarlo alla nuova realtà imperialistica.

Prima della fine del secolo, la bilancia commerciale russa dà già i primi progressi e questo consente di arrivare alla copertura aurea del rublo, che diviene così convertibile e affidabile, risvegliando gli interessi degli operatori stranieri in Russia. Queste e altre misure economiche rendono possibile uno sviluppo del 50% delle ferrovie in tutto il paese e la realizzazione della ferrovia Transiberiana, terminata nel 1901.

Al completamento del progetto fa seguito un forte impulso alla produzione di ferro e acciaio in numerosi siti dellUcraina e allestrazione del carbone in particolare nel bacino del Donec e del petrolio. La politica agraria, al contrario, si dimostra fallimentare e inadeguata sebbene segua un forte ripopolamento della Siberia e dei territori in Estremo Oriente. Lattenzione per lo sfruttamento delle risorse orientali tuttavia genera un conflitto amministrativo di competenze tra i ministeri delle Finanze e degli Esteri. Intorno al 1899 la politica di Vitte ha portato al successo i primi anni del regno di Nicola II, e si arriva a paragonarlo a Colbert e Turgot. Tuttavia, nello stesso anno, a due cattivi raccolti segue una terribile carestia in sedici governatorati; il consecutivo crollo industriale causa la chiusura di molte imprese appena costituite. Nel 1900, in piena crisi mondiale della moneta, queste catastrofi si acuiscono causando la chiusura di industrie e banche: gli oppositori latifondisti di Vitte approfittano della situazione per rinnovare gli attacchi contro di lui, definendolo il "padre della socialdemocrazia". Solo nel 1903 la Russia riprende lascesa economica.

                                     

2.3. Primi anni di regno Lappello al disarmo e la conferenza dellAja

Nel 1898 Nicola II, ispirato dalle teorie di Jan Gotlib Bloch, il quale aveva pubblicato unapprofondita ricerca sulle possibili conseguenze di una guerra mondiale – su consiglio del ministro Vitte – lancia a tutti i paesi un appello al "disarmo e alla pace mondiale", riferendosi alle "conseguenze commerciali, finanziarie e morali della corsa agli armamenti". Nel 1899 lo zar sceglie la città dellAja per una conferenza internazionale tesa a discutere questo problema.

Le altre potenze imperiali e imperialistiche come il Regno Unito e la Germania accolgono freddamente linvito; venti nazioni europee, tuttavia, partecipano allincontro accanto a Stati Uniti dAmerica, Messico, Giappone, Cina, Siam e Persia alla presenza di esperti di diritto internazionale di vari Paesi. La proposta di disarmo è respinta, ma si ottiene una convenzione sulle regole belliche che prevede la tutela di persone e strutture civili e la proibizione delluso di gas venefici. Il risultato più importante ottenuto dallo zar e i suoi collaboratori è però la creazione della convenzione dellAia, per la mediazione e composizione dei conflitti tra gli Stati.

In questa iniziativa, Nicola II è sostenuto principalmente da Bertha von Suttner, fondatrice del movimento pacifista tedesco, e da Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa.

                                     

2.4. Primi anni di regno La guerra con il Giappone

In seguito allespansione russa in Manciuria, aumentano le tensioni tra limpero di Nicola II e il Giappone; lo zar tuttavia mostra di dar poco peso al degenerare dei rapporti diplomatici con il paese asiatico giacché, come del resto tutte le altre potenze europee, non lo considera una minaccia degna di nota. Tuttavia, in seguito al cattivo andamento nella guerra che ne segue 1904–1905, la situazione politica interna, che sembrava essere divenuta meno precaria a cavallo del secolo, peggiora spaventosamente.

È proprio a causa dei disordini politici interni, e in seguito a imponenti sconfitte come la perdita della piazzaforte di Port Arthur e il disastro navale di Tsushima, che la Russia decide di concludere per via diplomatica la guerra con il trattato di Portsmouth 5 settembre 1905 firmato attraverso la mediazione del presidente statunitense Theodore Roosevelt. Il 24 dicembre 1904 il presidente Vitte sollecitò lo zar a concedere qualche riforma. Nicola II rifiutò: "Non darò mai il mio consenso a una forma di governo rappresentativo, perché lo considero nocivo alla carica che Dio mi ha dato verso il popolo".



                                     

3. La domenica di sangue e i tumulti del 1905

Il 22 gennaio 1905 detta in seguito la "domenica di sangue" sfila per le strade di San Pietroburgo una manifestazione di protesta, formata in particolare da operai e contadini guidati dal Pope Gapon. Lo scopo è di marciare verso il Palazzo dInverno per chiedere allo Zar riforme. Nicola II, che si trova nella sua abitazione di Carskoe Selo, non ne è avvertito in tempo. I funzionari di palazzo reprimono quindi la manifestazione nel sangue con limpiego dellesercito: muoiono oltre 100 persone e altre 1000 sono ferite.

Allo Zar viene riferito che è sfuggito a un pericolo mortale e che le truppe sono state costrette a sparare per difendere il palazzo, causando duecento morti. Sul diario il sovrano annota:

Nei giorni successivi lo Zar riceve quindi una delegazione di venti operai a Carskoe Selo, deprecando ciò che è avvenuto e ascoltando le richieste le petizioni che sono state raccolte per essergli sottoposte. La domenica di sangue segna la fine della popolarità di Nicola II, fa seguire unondata di rivolte e manifestazioni in tutto il paese, tra cui le sommosse a Varsavia e a Riga e lammutinamento della corazzata Potemkin della Flotta del Mar Nero. Si rasenta il rischio di una rivoluzione, e in questo momento allo zar si offrono due prospettive: instaurare una dittatura militare, o cedere alle richieste e ascoltare il consiglio di Vitte, quindi la convocazione di un parlamento con funzione legislativa, lestensione del diritto di voto a tutti gli strati della popolazione e il riconoscimento di libertà civili.

                                     

3.1. La domenica di sangue e i tumulti del 1905 Il manifesto dottobre

La stampa internazionale annuncia lo scoppio della rivoluzione russa e si prepara a proclamare la caduta dello zarismo. Il kaiser Guglielmo II, su richiesta della famiglia imperiale, manda due cacciatorpediniere nel mar Baltico, pronti a intervenire per uneventuale evacuazione della famiglia. Il 12 ottobre 1905, lo zar redige un resoconto della situazione in una lettera alla madre:

Lo zar è persuaso a cedere alle richieste, tuttavia, deciso a vagliare qualsiasi possibilità, convoca lo zio granduca Nikolaj Nikolaevič per sondare la sua opinione in merito. Il motivo di questa convocazione risiede nel fatto che le frange più a destra dellesercito avevano proposto questultimo come dittatore, e Nicola II – in concomitanza con lo spirito accentratore che fino ad allora ha caratterizzato la sua politica – non vuole cedere senza lappoggio della figura centrale della reazione conservatrice. Vitte viene a conoscenza solo mentre il colloquio è in corso; tuttavia, anche il granduca Nikolaj Nikolaevič, contrariamente alle aspettative, dà il suo completo assenso allo zar riguardo alla firma del manifesto.

                                     

4.1. Riforme La legge fondamentale dello Stato

Il 30 ottobre 1905 lo zar è costretto a concedere, con il cosiddetto Manifesto dottobre, un parlamento a suffragio universale, la Duma. Dal diario dello zar di quel giorno:

Il 27 aprile 1906 lo zar emana la legge fondamentale dello Stato, sorta di costituzione che trasforma la Russia in una monarchia costituzionale: in particolare, viene confermata la concessione della Duma eletta a suffragio universale ed è istituita formalmente la figura di Primo Ministro.

Ben presto però, essendo la Duma in completo disaccordo con lo zar, questi cambia la legge elettorale concedendo il diritto di voto alle sole classi più abbienti.

Il 3 maggio 1906 Nicola II accetta le dimissioni di Vitte e del suo governo; ottiene la presidenza del consiglio il conservatore Ivan Goremykin ed è nominato Ministro degli Interni Petr Arkadevič Stolypin, già governatore di Saratov.

                                     

4.2. Riforme La Duma

La Duma non avrà mai, dunque, un effettivo potere, anche per la possibilità che ha lo zar di porre il veto sulle leggi e di sciogliere la camera. Si susseguiranno quattro Dume:

  • la prima Duma 1905–1906, i cui punti fondamentali saranno il suffragio universale, radicali riforme agrarie, liberazione di tutti i prigionieri politici e sostituzione dei ministri con veto del parlamento. Verrà sciolta dopo pochi mesi perché in contrasto con lo zar.
  • La seconda Duma 1906–1907, formata da un numero maggiore di deputati, anchessa sciolta dopo poco tempo perché in contrasto con il governo.
  • La quarta Duma 1912–1917, sciolta in seguito alla rivoluzione di febbraio.
  • La terza Duma 1907–1912 sarà lunica a non essere sciolta; in questa occasione entrano per la prima volta in parlamento i bolscevichi, tuttavia con maggioranza ai conservatori radicali. Sarà il voto di questi ultimi ad approvare larticolo 87, il quale sancisce leggi fondamentali che permettono allo zar di emettere decreti demergenza "urgenti e eccezionali durante i periodi di aggiornamento della Duma di Stato".


                                     

4.3. Riforme Il ministero di Stolypin

Nel 1906, alle dimissioni di Goremykin, lo zar nomina primo ministro Petr Arkadevič Stolypin, nel quale ripone la più completa fiducia. Nicola II, allo stesso modo di quanto aveva fatto con Vitte, sceglie ancora un politico di forte personalità alla guida del suo gabinetto; in particolare gli è giunta notizia del contegno osservato da Stolipyn quando era governatore di Saratov durante la rivoluzione: in molti casi egli stesso si era recato nei villaggi ribelli a parlamentare coi capi della rivolta, persuadendoli alla resa e creandosi una reputazione tale da giungere ai sentori dello zar. La sera del 7 luglio 1906 Stolipyn viene ricevuto da Nicola II che lo nomina Primo Ministro. In una lettera alla madre Nicola II scrive riguardo al nuovo premier:

Stolipyn rileva che Nicola II, passati i torbidi del 1905, ha assunto un atteggiamento di mistico fatalismo, il quale senza dubbio è derivato dalla spiccata religiosità ma che sarà determinante per gli eventi futuri, che lo zar definirà laconicamente "volontà di Dio". Stolipyn riferisce che nel 1909 udì il sovrano affermare seriamente che il suo destino fosse governato dal giorno della sua nascita, il 6 maggio, nella tradizione ortodossa il giorno di "Giobbe molto sofferente". Gli confida lo zar:

Stolypin avvia unimportante riforma agraria: essa comporta lo scioglimento dell obščina la comune contadina dalla quale dipende la distribuzione delle terre e la creazione di numerose piccole fattorie cui assegnare la proprietà definitiva ai contadini. Si premiano così gli sforzi individuali nonostante la dispersione produttiva che deriva dal lavoro di comunità: i contadini che riescono in tal modo ad arricchirsi, i kulaki, potrebbero essere, nelle previsioni del ministro, degli ideali sostenitori della monarchia. La riforma non riesce tuttavia a portare gli effetti sperati. Egli inoltre ammoderna alcune leggi, tra cui labolizione dellesilio, ma i suoi progetti sono stroncati dalla morte: il 18 settembre 1911, mentre presenzia in platea a unopera al teatro di Kiev, è assassinato a colpi di pistola da Dmitrij Bogrov. Viene sostituito dal ministro delle Finanze, Vladimir Nikolaevič Kokovcov.

                                     

5.1. La famiglia imperiale e il legame con Rasputin I figli dello zar

Nicola II ha da Aleksandra Fedorovna quattro figlie: le granduchesse Olga, Tatjana, Marija e Anastasija conosciute anche con lacronimo OTMA. Solo nel 1904 nasce lerede maschio, lo zarevic Aleksej, cui Nicola dedica il nome dello zar moscovita al quale più si ispira, Alessio I.

I figli dello zar crescono, per volontà dei genitori, diversamente dagli altri ragazzi appartenenti allaristocrazia. Nicola II impartisce ai figli uneducazione molto simile a quella che suo padre aveva voluto per lui: rigoroso studio quotidiano, camere comuni con brandine da campo, assenza di alterigia nei rapporti con la guardia o il personale che tuttavia può rivolgersi ai figli dello zar solo se interpellato. La zarina da parte sua educa le sue figlie in piena sintonia con la tradizione vittoriana ereditata dalla nonna, Regina Vittoria dInghilterra che voleva le nobildonne impegnate nel sociale. Le granduchesse organizzano pesche e vendite di beneficenza, e ricevono non più di due rubli alla settimana per le loro spese personali. Inoltre il forte isolamento nella residenza di Carskoe Selo, giustificato dal timore della madre che vengano in contatto con la precoce e depravata gioventù aristocratica russa, accentua molto il legame tra le sorelle e il piccolo zarevic. Le particolari attenzioni della famiglia per questultimo sono giustificate dal fatto che sia malato di emofilia, malattia ereditata dalla bisnonna inglese, che lo espone al pericolo di forte emorragia interna in seguito a ogni minimo trauma. La malattia è tenuta nascosta, e lerede costretto a una continua sorveglianza.

                                     

5.2. La famiglia imperiale e il legame con Rasputin Larrivo di Rasputin

Aleksandra Fedorovna chiede allora aiuto a un contadino e starec siberiano da poco giunto a San Pietroburgo con fama di taumaturgo, Grigorij Rasputin. Malgrado linutilità degli sforzi dei medici per capire come riesca a calmare le più acute crisi dello zarevic dovute anche a piccoli ematomi, Rasputin riesce più di una volta a salvare lerede da gravi crisi. La zarina, di indole mistica e attirata dalla retorica primitiva e schietta del siberiano, accorda subito a Rasputin la più completa fiducia, seguita anche da Nicola II in un primo tempo. Lingresso di un contadino nellesclusiva intimità della coppia imperiale deriva direttamente dal desiderio mai sopito, dello zar, di entrare in contatto diretto con il popolo. Mentre la zarina sarà da quel momento totalmente plagiata dal siberiano, lo zar in seguito si distaccherà gradualmente dalla figura di Rasputin. Questultimo nel tempo comincia a uscire frequentemente dal suo ruolo di consigliere spirituale, prodigandosi in giudizi su politici e ministri; Aleksandra Fedorovna si dimostra sempre più disponibile a condividere il parere dello starec siberiano, fino a diventare quasi completamente dipendente dalla sua opinione.

Rasputin condanna senza remore granduchi o politici collusi con il traffico di armi, le speculazioni su latifondi e la fuga di capitali allestero. La fitta rete che nella capitale si è creata attorno a lui gli permette di denunciare alla zarina qualsiasi traffico concernente i nuovi candidati a cariche pubbliche o statali; la sovrana riferisce quindi allo zar e nelle numerose lettere sono frequenti gli inviti a seguire i consigli di Rasputin. Il giudizio del contadino può diventare tanto determinante da causare la caduta istantanea del funzionario indicato, rendendo difficile persino il dialogo dei ministri con lo zar: Nicola II non sarà mai in grado di contenere lascendente di Rasputin sulla zarina e ciò provocherà nellopinione pubblica un ulteriore deterioramento della sua immagine, sia come regnante che come padre di famiglia. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Rasputin si oppone alacremente allentrata in guerra della Russia, profetizzando che sarà una catastrofe sia per i contadini che per i sovrani. Con la partenza di Nicola II per il Quartier Generale, Aleksandra Fedorovna sotto linfluenza di Rasputin mantiene il controllo politico nella capitale, inimicandosi gran parte della classe politica e aristocratica. È in questo periodo che nasce la diceria, alimentata dalla stampa scandalistica, che Rasputin sia lamante della sovrana e che Nicola II sottostia ai loro ordini. Tuttavia, nelle grandi città le dicerie sul rapporto di Rasputin con la coppia imperiale si diffondono, alimentando il discredito dei sovrani di fronte alla crisi portata dalla guerra. Rasputin viene quindi assassinato nel dicembre 1916 proprio da una congiura di giovani aristocratici, formata tra gli altri dal granduca Dmitrij Pavlovič e dal principe Feliks Jusopov, con un rocambolesco omicidio premeditato che entrerà nella storia e nel mito del personaggio Rasputin.

                                     

6. Ultimo periodo di Regno

Nel 1913 si celebrano i trecento anni della dinastia Romanov al potere: nel 1613, infatti, il boiardo Michele Romanov era stato eletto, appena sedicenne, zar di tutte le Russie. In occasione del tricentenario, Nicola II e la famiglia presenziano a numerose cerimonie in loro onore in tutto il Paese; in quelloccasione inoltre posano per una serie di ritratti rimasta a tuttoggi come il più celebre documento fotografico dellultima famiglia imperiale russa, e contribuiscono a fornire unimmagine ufficiale dei suoi membri alla società che raramente è entrata in contatto con la zarina o le granduchesse proprio a causa dellatteggiamento riservato dei sovrani, restii ai contatti con lalta società.

In questo tempo di relativa calma, sono in molti a non presagire il disastro imminente che sopraggiungerà lanno seguente. Economisti e tecnici pronosticano un roseo avvenire per le finanze e lindustria russa e lo stesso Lenin, dal suo esilio a Ginevra, afferma che probabilmente i "rivoluzionari della vecchia guardia" come lui non vedranno la Rivoluzione, tanto sembra lontana.

                                     

6.1. Ultimo periodo di Regno Lentrata in guerra

La situazione politica interna della Russia tornerà a infiammarsi durante lo svolgimento della prima guerra mondiale. Nellestate 1914 il debole equilibrio internazionale tra le grandi potenze si rompe, con laggressione austriaca della Serbia dopo lattentato di Sarajevo. Nicola II osteggia fortemente lentrata in guerra della Russia contro la Germania del kaiser Guglielmo II, ritardando inizialmente la mobilitazione militare russa e nel frattempo proponendo a questultimo di operare da mediatore tra lAustria-Ungheria e la Serbia davanti alla Corte de LAia.

Il Kaiser non solo respinge il negoziato, ma estende alla Russia un ultimatum in cui si intima di sospendere i preventivi preparativi militari contro lAustria-Ungheria. Vista limpossibilità di sospendere ulteriormente la mobilitazione a tutela dellalleato Serbo, la Russia riceve la dichiarazione di guerra dalla Germania, cui segue linizio delle ostilità nel resto dEuropa. Lo zar, sotto le pressioni della Francia i tedeschi, nelle prime settimane di guerra giungono a pochi chilometri da Parigi viene spinto ad attaccare la Prussia orientale.

Lesercito dello zar conta un numero esorbitante di effettivi oltre 14 milioni, che gli vale, tra gli Alleati, la nomea di "Rullo compressore russo". Tuttavia gli armamenti russi, nonostante la superiorità numerica e la dotazione alla fanteria dellefficiente fucile M1891, si dimostreranno in seguito spaventosamente inadeguati per affrontare la macchina bellica tedesca. Dopo una rapida occupazione delle regioni orientali della Prussia, lesercito russo deve piegarsi alla controffensiva tedesca dopo la disastrosa battaglia di Tannenberg e al successivo stabilizzarsi del fronte orientale. Inoltre, a causa di numerosi errori strategici e per i mancati rifornimenti dovuti a speculazioni illecite di alti funzionari, la Russia subisce altre gravi sconfitte, come nello scontro dei Laghi Masuri; questo porta alla terribile perdita di sei milioni di effettivi tra il 1914 e il 1917.

                                     

6.2. Ultimo periodo di Regno Il trasferimento al Quartier Generale

Le perdite sempre più ingenti spingono lo zar, contro il parere dei ministri, a prendere il comando diretto dellesercito e a trasferirsi a Mogilev, sostituendo il comandante in capo, lo zio e granduca Nikolaj Nikolaevič Romanov. Nicola II si dimostra passivo e indolente anche durante la sua presenza al Quartier Generale, passando il tempo in scampagnate e partite a domino. Le operazioni offensive russe non mutano lesito della guerra e nonostante alcuni successi, come la presa della grande piazzaforte austriaca di Przemyśl il 19 marzo 1915 e la minaccia alla regione austriaca della Galizia da parte del generale Brusilov; le azioni militari non hanno ormai più il potere di arginare la pressione dei tedeschi sul fronte del nord. La crisi allinterno del paese dilaga.

                                     

6.3. Ultimo periodo di Regno I disordini dellinverno 1917

Nel gennaio 1917 le prime proteste in seno alla Duma e ai movimenti operai si intensificano nella capitale; escono i primi opuscoli bolscevichi che invitano lesercito a rovesciare il governo: diventa chiaro a San Pietroburgo che uniniziativa a favore della Duma da parte del sovrano è indispensabile per evitare il tracollo della corona.

Al quartier generale, Nicola II, a colloquio con laddetto militare britannico Hanbury-Williams, si esprime riguardo alle riforme:

Nonostante il pensiero del sovrano si sia evoluto rispetto al 1905, Nicola II non ha compreso che la situazione corrente esige riforme tempestive e un cambiamento dei vertici: lunico modo di scongiurare la crisi interna in tempo di guerra. I rifornimenti alle città sono infatti dimezzati, lunghe file per i viveri si formano nelle strade, i primi soviet di operai e soldati si riuniscono sotto la pressione dei bolscevichi e i repubblicani premono sulla Duma affinché si effettui un cambio ai vertici in grado di salvare il Paese dal crollo totale.

                                     

6.4. Ultimo periodo di Regno Abdicazione

Il 23 febbraio 1917 a Pietrogrado il popolo insorge per la mancanza di rifornimenti alimentari, e la polizia zarista si schiera questa volta dalla sua parte. Dal diario di Nicola II al quartier generale, il 10 marzo:

Il blocco delle ferrovie e dei telegrafi isola il sovrano, che viene informato solo a fatti avvenuti che la Duma ha preso il potere nella capitale. Dopo aver consultato alcuni ufficiali, deputati e generali, sfinito dalla stanchezza e dallimpossibilità di reagire, il 14 marzo decide di abdicare. Il 15 marzo, nel vagone privato dello zar e in presenza di due deputati della Duma, viene firmato il manifesto dellabdicazione. Le intenzioni iniziali di Nicola II sono di trasmettere il trono al figlio Aleksej, tuttavia prima di firmare chiede di cambiare il successore al trono nella persona di suo fratello Michail; questo perché, spiegherà in seguito, teme che il figlio malato possa essere separato dalla famiglia per la quale è possibile sia previsto lesilio. Durante latto fa inoltre richiesta, per lui e per la famiglia, di essere trasferiti nella sua residenza vicino a Jalta, in Crimea, confessando il desiderio di dedicarsi allagricoltura.

I testimoni dellabdicazione lo descrivono come apatico e quasi indifferente al momento della firma del manifesto; tuttavia, nel diario quella sera scrive:

Dopo labdicazione, mentre il fratello viene informato della sua decisione e trasferisce il potere nelle mani del Governo Provvisorio, il treno dellex-zar, impossibilitato a proseguire per Carskoe Selo, ritorna a Mogilev. Lì, il 17 marzo Nicola Romanov, che ha mantenuto solo il titolo di colonnello e si trova in stato di arresto, ottiene il permesso di incontrare la madre, lex-imperatrice vedova Marija Fedorovna.

Il 21 marzo il colonnello Romanov parte dal quartier generale per raggiungere finalmente Carskoe Selo da prigioniero politico. Prima di partire dirama un messaggio alle truppe in qualità di ex-comandante in capo:

Il messaggio non ottiene però il permesso di essere pubblicato.

                                     

7.1. Prigionia e morte Detenzione sotto il Governo Provvisorio

Il prigioniero colonnello Romanov il 22 marzo arriva a Carskoe Selo, dove si ricongiunge con la sua famiglia e una piccola parte del seguito, anchessi prigionieri. Dal diario:

Durante gli arresti domiciliari, la famiglia Romanov passa molto tempo in lavori di giardinaggio e orticoltura, sebbene subiscano costantemente gli improperi e gli scherni delle guardie addette alla loro sorveglianza; quando un giorno lex zar tende la mano a un fuciliere, questi rifiuta sdegnosamente voltandogli le spalle. Nicola Romanov riceve inoltre la visita del capo del Governo Provvisorio, Aleksandr Kerenskij, dal quale ottiene il permesso di rivedere il fratello Michail e di prolungare il tempo passato allaria aperta per sé e per i figli. Kerenskij, in seguito allaggravarsi della situazione politica per il governo, decide per ragioni di sicurezza di trasferire i membri della famiglia Romanov in Siberia. Oltre a Nicola e alla sua famiglia, che vengono trasferiti a Tobolsk, altri aristocratici tra cui il fratello dello zar Michail e la sorella della zarina, Elisabetta Fedorovna, verranno trasferiti in varie località siberiane.

Nei progetti di Kerenskij è previsto – qualora la situazione si dovesse calmare – lespatrio almeno per la moglie e i cinque figli dellex-sovrano, ma gli eventi precipitano.

                                     

7.2. Prigionia e morte Detenzione sotto i bolscevichi

In seguito alla Rivoluzione dottobre e alla salita al potere di Lenin, il Soviet degli Urali reclama i prigionieri; nellestate del 1918 in seno al partito bolscevico si consuma una prima lacerazione: da una parte Trotsky vorrebbe trasferire Nicola a Mosca per giudicarlo in un plateale processo, trasferendo al contempo la famiglia allestero; dallaltra Sverdlov suggerisce una soluzione immediata e intransigente nei confronti di tutti i rappresentanti dei Romanov. In particolare, il radicale Soviet di Ekaterinburg si fa portatore principale di questa corrente: più volte invia distaccamenti di guardie rosse a Tobolsk nel tentativo di rapire i prigionieri, ma senza successo. Tuttavia quando, nellestate del 1918, Mosca manda un plenipotenziario a discutere per un prelevamento dellex zar e dei suoi, il Soviet di Ekaterinburg intercetta il convoglio e costringe gli uomini di Mosca a riconsegnare i prigionieri poiché il trasferimento non risulta autorizzato.

A Ekaterinburg è già stato deciso di trasferire i Romanov nella palazzina del mercante Ipatev, confiscata per loccasione e rinominata "Casa a destinazione speciale". Lì i prigionieri condividono labitazione con le guardie addette alla loro sorveglianza e sono sottoposti da queste ultime a numerose angherie. Vista lavanzata della "Legione cecoslovacca" appartenente allArmata Bianca controrivoluzionaria, il soviet locale dà ordine di accelerare i tempi dellesecuzione. Loperazione viene affidata a un commissario della Čeka, Jakov Jurovskij, il quale subito si occupa di organizzare la fucilazione e il successivo occultamento dei corpi. Di fronte al diniego di numerosi čekisti che si rifiutano di sparare sullintera famiglia, è creato un commando composto da ex prigionieri di guerra austriaci e ungheresi.

                                     

7.3. Prigionia e morte Morte

Nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 Jurovskij sveglia lex imperatore e la famiglia, dando lordine di preparare i bagagli per una partenza. Sgomberate le stanze che occupano, i Romanov e gli altri prigionieri sono condotti nello scantinato della casa e Jurovskij ordina di disporsi per una fotografia di notifica, dopodiché chiama il commando.

Secondo quanto testimoniarono Jurovskij e altri membri del commando, quando venne letta la sentenza lex imperatore si rivolse al commissario con una frase confusa: "Cosa? Cosa?" ; ripetuta frettolosamente la sentenza Jurovskij diede lordine di far fuoco. Jurovskij dovette chiamare ex-prigionieri di guerra austro-ungarici che avevano aderito alla Rivoluzione e ai quali spiegò tutto in tedesco la lingua madre della zarina, nipote della regina Vittoria. Lesecuzione durò venti minuti. Nella confusione che seguì, il primo a cadere è Nicola II; poi la moglie Aleksandra Fedorovna; i membri del séguito, il medico dottor Botkin, linserviente Trupp, il cuoco Charitonov; i cinque figli, Olga, Tatjana, Marija, Anastasija, Aleksej, e la dama di compagnia Anna Demidova, tre figlie non identificate, rannicchiate in un angolo, non morirono allistante e fu necessario finirle con le baionette. Durante il trasporto dei cadaveri, furono rinvenuti anche i corpi di Jimmy il cane di Anastasija e Ortino il bulldog di Tatjana. Jurovskij dichiarerà: "I gioielli e i diamanti cuciti negli abiti facevano rimbalzare i proiettili sui corpi delle donne che, ferite e spaventate, non smettevano di dibattersi in preda al dolore e al terrore. Il mio aiutante dovette consumare un intero caricatore e poi finirle a colpi di baionetta".

I corpi vennero portati nel vicino bosco di Koptiakij e, dopo una previa divisione sono bruciati a metà strada i corpi di Aleksej e Marija, vennero denudati, fatti a pezzi e gettati nel pozzo di una vecchia miniera. Dai corsetti traforati dai proiettili uscirono strani bagliori: erano infatti diamanti. I soldati si affrettarono a svestire i corpi e rimuovere i preziosi; trovarono anche svariati fili delle leggendarie perle della zarina Alessandra cuciti nella stoffa della cintura. Jurovskij tornò in paese con nove chili di gioielli in borsa. Quindi i resti furono sciolti con acido solforico e infine dati alle fiamme: era necessario che i controrivoluzionari non trovassero alcuna traccia dellesecuzione avvenuta. Il giorno seguente allesecuzione, Sverdlov, interrompendo i lavori del comitato centrale di Mosca, mormorò qualcosa a Lenin; questultimo allora disse ad alta voce: "Il compagno Sverdlov ha da fare una dichiarazione". "Devo dire" continuò Sverdlov "che abbiamo ricevuto notizie da Ekaterinburg. Per decisione del Soviet regionale, è stato fucilato Nicola II in un tentativo di fuga mentre le truppe cecoslovacche si avvicinavano alla città. Il presidium del comitato esecutivo centrale panrusso approva tale decisione". Segue un "silenzio generale", fino a quando Lenin non propone di continuare il lavoro interrotto.

Il comunicato ufficiale alla popolazione fu diramato solo il 20 luglio. In quella data il quotidiano di Ekaterinburg Uralskij rabočij pubblicò la notizia assieme a un articolo del giornalista Safarov:

Il 30 luglio arrivò a Ekaterinburg lArmata Bianca e arrestò alcuni uomini dellArmata Rossa che avevano partecipato indirettamente al crimine, iniziando lindagine per scoprire il mistero della famiglia che porterà, anni dopo, alla definitiva certezza che quel giorno non fu risparmiato nessuno.

                                     

8. Ritrovamento dei corpi

Nel 1990 i corpi vengono ritrovati in una fossa poco profonda rinvenuta in un bosco di betulle alla periferia di Ekaterinburg un tempo Sverdlovsk e identificati con la tecnica forense convenzionale delle impronte genetiche; sono eseguite anche analisi del DNA mitocondriale, pubblicate nel 1994 e riportate nel libro del genetista inglese Bryan Sykes Le sette figlie di Eva stampato in Italia da Arnoldo Mondadori Editore nel 2003. Mancano però i resti dello zarevic Aleksej e di una delle due più giovani granduchesse, Marija o Anastasija, probabilmente bruciati dopo lesecuzione come attestano le note di Jurovskij.

Il 16 luglio 1998 la famiglia imperiale è inumata nella Cattedrale dei Santi Pietro e Paolo a San Pietroburgo in seguito a un funerale di Stato presenziato dal presidente Boris Elcin.

Il 23 agosto 2007 uno dei prosecutori dellinchiesta sui due corpi scomparsi, Sergeij Pogorelov, ha dichiarato da Ekaterinburg che "delle ossa trovate in unarea di terra bruciata presso Ekaterinburg appartengono a un ragazzo e a una ragazza allincirca della stessa età di Aleksej e di una delle sue due più giovani sorelle". Lo scienziato locale Nikolaj Nevolin dichiarò che un test sui resti sarebbe presto stato avviato. Il 28 settembre è stato annunciato dalle autorità regionali che la probabilità che le ossa appartengano ai due figli di Nicola II "è molto alta".

Il 30 aprile 2008, in seguito alla pubblicazione dei test del DNA da parte del laboratorio statunitense che aveva in esame i resti ritrovati nellestate, vengono definitivamente identificati i corpi della granduchessa Marija e dello zarevic Aleksej. Lo stesso giorno le autorità russe comunicano ufficialmente che lintera famiglia è stata identificata.

                                     

9. Canonizzazione

Nel 2000 la Chiesa Ortodossa russa, guidata dal Patriarca Aleksej II, ha canonizzato e dichiarato santi martiri Nicola II e la sua famiglia, considerato il contegno da loro tenuto durante la deportazione e la prigionia, il fatto di aver – come attestano diari e lettere ritrovati dopo la morte – concesso in nome della fede il perdono ai loro carcerieri e carnefici e di aver auspicato la fine della guerra civile anche davanti alla possibilità di venire salvati dallincipiente arrivo dellarmata bianca: Nicola II in prigionia rifiutò, infatti, lofferta di fuga propostagli da una lettera anonima inviata dallo stesso Soviet. Lex zar giustificò il diniego con unaltra lettera nella quale sosteneva che nellazione si sarebbe sparso troppo sangue. Unulteriore prova di tale rassegnazione, e che è stata determinante nei lavori del Clero ortodosso, è una lettera inviata a tutti i familiari dalla granduchessa Olga, dove ella scrive:

San Nicola II, imperatore martire e "grande portatore della Passione", unitamente a santa Aleksandra, santAleksej, santa Olga, santa Tatjana, santa Marija, santAnastasija e santa Elizaveta sono festeggiati il 17 luglio.

                                     

10. Riabilitazione

Lo zar e la sua famiglia sono stati ufficialmente riabilitati dal Presidium della corte suprema russa il 1º ottobre 2008, dopo una lunga battaglia legale. La corte ha riconosciuto come illegale lesecuzione dello zar e della famiglia. In questo caso sarebbe previsto il risarcimento danni, ma solo agli eredi di primo grado, in questo caso ormai già morti.

                                     

11. Nicola II nel cinema e nei media

La notizia della rivoluzione russa e della caduta dei Romanov colpisce lopinione pubblica mondiale. I primi film che riguardano Nicola II di Russia sono prodotti già nel 1917-18 quando lo zar è ancora in vita. Nicola II torna ad essere rappresentato con una certa frequenza sullo schermo negli anni venti e trenta, e quindi dagli anni cinquanta. A colpire limmaginazione degli spettatori continua soprattutto ad essere il misterioso ruolo esercitato nella vita di Nicola II e della famiglia reale da Grigori Rasputin. Con la fine del regime comunista si riaccende anche in Russia, a partire dagli anni novanta, linteresse sulla famiglia imperiale dei Romanov con una lunga serie di produzioni, specie televisive, sul soggetto. Con poche eccezioni, Nicola II ha nei film un ruolo di comprimario, rispetto ad altri membri della famiglia reale i figli Anastasia e Aleksei o alla figura di Grigori Rasputin. Tra gli attori più noti a essersi cimentati nel ruolo ci sono Paul Otto, Ralph Morgan, Omar Sharif, Ian McKellen e Vladimir Maškov.

                                     

11.1. Nicola II nel cinema e nei media In altri media

Un breve cammeo su Nicola II appare nel graphic novel Siberia di Attilio Micheluzzi.

Lultimo zar compare inoltre anche nel fumetto Saga di Paperon de Paperoni scritto e disegnato da Don Rosa negli anni 1990: in questa storia si immagina che nel 1910, essendo rimasto in bolletta "a causa dellimminente Rivoluzione" riceva in udienza Paperon de Paperoni per svendergli dei gioielli.

Il videogioco Shadow Hearts: Covenant è in parte ambientato in Russia durante limpero di Nicola II. In esso compaiono dei personaggi ispirati allo stesso zar e alla famiglia imperiale e un antagonista ispirato alla figura di Rasputin.

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