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ⓘ Otto per mille



                                     

ⓘ Otto per mille

L otto per mille è la quota di imposta sui redditi soggetti IRPEF, che lo Stato italiano distribuisce, in base alle scelte effettuate nelle dichiarazioni dei redditi, fra sé stesso le confessioni religiose che hanno stipulato unintesa. È stata introdotta dallart. 47 della legge n.222 il 20 maggio 1985, in attuazione dellAccordo di Villa Madama del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, nella qualità di rappresentante della Chiesa cattolica. La norma stabilisce gli ambiti nei quali i soggetti beneficiari dellotto per mille possono impiegare i fondi ricevuti, nonché il meccanismo di calcolo di tale quota.

I contribuenti non sono tenuti a esercitare obbligatoriamente lopzione per la destinazione dellotto per mille ma anche lotto per mille del gettito fiscale di chi non effettua tale scelta o di chi è esonerato dalla dichiarazione dei redditi, viene ripartito tra i soggetti beneficiari, in proporzione alle scelte espresse mediamente il 42.73% dei contribuenti hanno espresso una scelta tra il 1990 e il 2007 e salvo rinuncia unilaterale dei medesimi.

Nel 2014 la Corte dei Conti ha rilevato che i fondi destinati alle religioni sono" gli unici che, nellattuale contingenza di fortissima riduzione della spesa pubblica in ogni campo, si sono notevolmente e costantemente incrementati”." Nel corso del tempo, il flusso di denaro si è rivelato così consistente da garantire lutilizzo di ingenti somme per finalità diverse”, dando così vita" a un rafforzamento economico senza precedenti della Chiesa italiana”.

                                     

1. Storia

Il rapporto tra lo Stato italiano le diverse confessioni religiose presenti sul suo territorio può esser fatto risalire allo Statuto Albertino del 1848 prima in vigore nel solo Regno di Sardegna, poi esteso al nascente Regno dItalia. Larticolo 1 dello Statuto Albertino tollerava ogni culto conforme alle leggi e riconosceva il cattolicesimo come religione di Stato.

Con i Patti Lateranensi del 1929, che codificavano i rapporti tra Stato italiano e Chiesa cattolica, lo Stato si impegnava a pagare lo stipendio al clero cattolico mediante il meccanismo della Congrua. Tale meccanismo si fondava sul riconoscimento del pregiudizio economico subito dai cattolici a causa delle molteplici confische di beni ecclesiastici nel corso del secolo XIX, con lapplicazione delle leggi Siccardi del 1850, le leggi Rattazzi del 1854 e 1855, quelle che istituirono leversione dellasse ecclesiastico del periodo 1866-1867 e lannessione dello Stato Pontificio al Regno dItalia nel 1870 a seguito della breccia di Porta Pia.

Nel 1948 la Costituzione repubblicana sancì art. 3 luguaglianza degli individui a prescindere dalla religione. Labolizione ufficiale è del 1984 protocollo addizionale, punto 1 con la revisione dei Patti Lateranensi e con la sentenza n. 203/1989 della Corte costituzionale, che fissa la laicità come principio supremo dello Stato.

Con la firma del nuovo concordato 18 febbraio 1984 tra lallora presidente del consiglio italiano Bettino Craxi e il segretario di stato del Vaticano Agostino Casaroli si stabilì che il sostegno dello Stato alla Chiesa studiato dallallora ministro del Bilancio Paolo Cirino Pomicino avvenisse nel quadro della devoluzione di una frazione del gettito totale IRPEF lotto per mille, appunto da parte dello Stato alla Chiesa cattolica e alle altre confessioni per scopi religiosi o caritativi o allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali, in base alle opzioni espresse dai contribuenti sulla dichiarazione dei redditi. La materia fu poi regolamentata dalla legge n. 222 del 20 maggio 1985 e da successivi decreti legge e circolari.

Negli anni successivi lo Stato italiano firmò intese analoghe con:

  • la Chiesa evangelica luterana in Italia, nel 1995;
  • lUnione delle comunità ebraiche italiane, nel 1996.
  • la Chiesa cristiana avventista del settimo giorno, nel 1986;
  • le Assemblee di Dio in Italia, nel 1986;
  • lUnione delle chiese metodiste e valdesi, nel 1993;

Al 2013 erano nove le confessioni religiose che possono ricevere lotto per mille. Nel 2016 sono divenute dodici.

Ulteriori intese con altre confessioni sono state sottoscritte e restano in attesa di ratifica parlamentare.

                                     

2. Soggetti beneficiari

Partecipano alla ripartizione dellotto per mille del gettito IRPEF:

  • lUnione delle chiese cristiane avventiste del settimo giorno concorre alla ripartizione anche per le quote non espresse.
  • la Chiesa evangelica luterana in Italia concorre alla ripartizione anche per le quote non espresse.
  • Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, concorre alla ripartizione, anche per le quote non espresse, a seguito dellentrata in vigore della legge 28 giugno 2016, n. 130, dal 2017.
  • la Sacra arcidiocesi ortodossa dItalia ed esarcato per lEuropa meridionale concorre alla ripartizione dal 2013 anche per le quote non espresse.
  • le Assemblee di Dio in Italia Pentecostali concorre alla ripartizione soltanto per le quote espresse, mentre rinuncia a favore dello stato per la parte di quote non espresse.
  • lo Stato
  • lUnione induista italiana concorre alla ripartizione, anche per le quote non espresse, a seguito dellentrata in vigore della legge 31 dicembre 2012, n. 246 dal 2014.
  • la Chiesa valdese, Unione delle Chiese metodiste e valdesi Con la Legge 8 giugno 2009, n. 68 concorre alla ripartizione anche per le quote non espresse dal 2010
  • lUnione cristiana evangelica battista dItalia, che pur avendo stipulato unintesa con lo Stato, ha rifiutato di ricevere fondi per lotto per mille fino al 2012. Con la legge 12 marzo 2012 n. 34 concorre alla ripartizione anche per le quote non espresse dal 2013.
  • la Chiesa apostolica in Italia pentecostali concorre alla ripartizione dal 2013 soltanto per le quote espresse, mentre rinuncia a favore dello stato per la parte di quote non espresse.
  • la Chiesa cattolica, in virtù dellaccordo di revisione del Concordato lateranense del 1984 concorre alla ripartizione anche per le quote non espresse.
  • lUnione delle comunità ebraiche italiane concorre alla ripartizione anche per le quote non espresse.
  • lUnione buddhista italiana concorre alla ripartizione, anche per le quote non espresse, a seguito dellentrata in vigore della legge 31 dicembre 2012, n. 245 dal 2014.

Le confessioni religiose suddette e diverse dalla cattolica hanno stipulato intese con lo Stato ai sensi dellart. 8 della Costituzione.

La Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova, ha stipulato unintesa. Lintesa entrerà in vigore a seguito della ratifica parlamentare. Nella XVI legislatura, la I Commissione Affari Costituzionali della Camera ha esaminato il disegno di legge di recepimento dellintesa con la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova in Italia, senza pervenire alla sua approvazione.

La Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni mormoni ha rinunciato a partecipare alla ripartizione.

                                     

3. Impieghi

Le finalità per le quali le singole Chiese possono impiegare i fondi loro assegnati sono concordati nellintesa in base alla quale esse sono state ammesse al finanziamento.

Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

Per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

Unione Buddhista Italiana

Per interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto.

Chiesa apostolica in Italia

Per interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri.

                                     

3.1. Impieghi Stato

Il Governo dedica alla gestione dei fondi di pertinenza statale una sezione del suo sito Internet, dove è possibile sia consultare lelenco delle attività finanziate negli anni precedenti, sia candidarsi per ricevere finanziamenti ad attività che rientrino nelle categorie previste.

Lart. 48 della legge n. 222/1985 stabilisce che le quote sono utilizzate dallo Stato per tre distinte finalità: interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e ai minori stranieri non accompagnati; conservazione di beni culturali; ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico ed efficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti allistruzione scolastica.

Con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che della quota devoluta allo Stato 80 milioni di euro vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato polemiche, perché nel 2004 con parte dei fondi è stata finanziata la missione militare in Iraq Missione Antica Babilonia. La decurtazione è stata aumentata a € 86.624.731 con la Finanziaria 2005, per le erogazioni dellanno 2009, di cui alle dichiarazioni del 2006.

Ulteriori polemiche sono nate con la finanziaria del 2008. La restituzione di 60 milioni di euro alla finalità originaria era prevista nella legge finanziaria del governo Prodi, ma è stata cancellata dalla manovra di luglio del governo Berlusconi allo scopo di esentare tutti i cittadini dallICI sullabitazione principale.

Nel 2010 per le somme destinate allo Stato nelle dichiarazioni dei redditi del 2007, la decurtazione è stata ridotta a € 7.461.241.

Nel 2011 per le somme destinate allo Stato nelle dichiarazioni dei redditi del 2008, il Governo, per mancanza di disponibilità finanziaria, ha deciso di destinare lintera somma, circa € 145.000.000, a scopi estranei a quelli di cui alla legge n. 222/1985. Infatti con D.L. n. 211/2011 è stata sottratta dalla quota riservata allo Stato per il 2011 la somma di € 57.277.063 per ladeguamento, il potenziamento e la messa a norma delle infrastrutture penitenziarie, mentre altri 64 milioni di euro sono stati destinati alla Protezione civile per le esigenze della flotta aerea antincendi.

Lo Stato non fa pubblicità per lotto per mille e secondo alcuni ciò spiega il crollo delle preferenze per lo Stato: la sua percentuale è scesa dal 23% del 1990 all8.3% del 2006. Gli enti senza fini di lucro che vogliono accedere ai fondi devono presentare apposita proposta entro il 15 marzo di ogni anno. Per il 2008 sono state seguite le modalità di cui al D.P.C.M. 23 novembre 2007.

I dati qui riportati fanno riferimento ai fondi incassati nellanno 2004 relativi ai redditi denunciati nel 2001. Ove i dati non erano disponibili, sono state usate informazioni relative agli anni precedenti. Nel 2004 lo Stato ha ricevuto circa 100 milioni di euro. Di questi:

  • 20 milioni sono stati distribuiti per interventi straordinari negli ambiti stabiliti dalla legge, in questo modo
  • 80 milioni sono stati trasferiti al bilancio generale,
  • 4.44% fame nel mondo,
  • 3.16% assistenza rifugiati.
  • 44.64% conservazione dei beni culturali cattolici,
  • 24.73% calamità naturali,
  • 23.03% conservazione dei beni culturali civili,

Con la legge n. 147 del 27 dicembre 2013 Legge di Stabilità 2014 è stata deliberata la possibilità di spesa della quota dellotto per mille destinata allo Stato per interventi urgenti in materia di sicurezza delle strutture scolastiche. Nello specifico si è aggiunta come possibile destinazione della quota parte riservata allo Stato per "gli interventi relativi alla ristrutturazione, al miglioramento, alla messa in sicurezza, alladeguamento antisismico ed allefficientamento energetico degli immobili di proprietà pubblica adibiti allistruzione scolastica".

La destinazione dei finanziamenti statali è ricostruibile per gli ultimi anni, per settore, in queste tabelle fornite dal Governo

Per gli anni 2011 e 2012 non si è proceduto alla predisposizione del decreto di ripartizione della quota dellotto per mille dellIRPEF a diretta gestione statale per mancanza di disponibilità finanziaria cfr. i relativi Comunicati della presidenza del Consiglio dei Ministri del 13 gennaio 2012 e del 26 gennaio 2013. A copertura degli oneri derivanti dai maggiori interessi sul debito pubblico, connessi alla emissione di titoli di Stato per il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni, di 17.1 milioni di euro nel 2014 da 559.5 a 576.6 milioni e di 70.35 milioni a decorrere dallanno 2015 da 570.45 a 640.8 milioni lo Stato ha provveduto quanto a 2.1 milioni per il 2014 e a 20 milioni a decorrere dal 2015 mediante riduzione dellautorizzazione di spesa relativa all8 per mille IRPEF di competenza statale. È stata avanzata una proposta di legge per la destinazione della quota dellotto per mille del gettito dellimposta sul reddito delle persone fisiche alla promozione della lingua e della cultura italiane allestero, unaltra per la destinazione al finanziamento di progetti di ricerca ad alto contenuto scientifico miranti al miglioramento della qualità della vita ed unaltra per la destinazione ad a interventi di valorizzazione e ammodernamento del patrimonio immobiliare scolastico, nonché una circa lobbligo di informazione, divulgazione e propaganda da parte dello Stato in merito alla quota. Nellagosto 2013 la Camera ha impegnato il Governo a non prevedere di utilizzare nei prossimi decreti o disegni di legge i fondi di gestione statale dellotto per mille per le coperture di spesa. Allonere derivante dallesclusione dei libri scolastici dal provvedimento di abolizione parziale dellIVA agevolata, pari a 35 milioni di euro a decorrere dal 2014, il Governo ha provveduto, quanto a 20 milioni di euro per lanno 2014, mediante corrispondente riduzione dellautorizzazione di spesa relativamente alla quota destinata allo Stato dellotto per mille, e quanto a 15 milioni di euro per lanno 2014 e 35 milioni di euro a decorrere dallanno 2015; analogamente è stato deciso per le detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia e per lacquisto di mobili, per lassegno ai nuclei familiari di cittadini dellUE residenti in Italia con almeno tre figli minori, per finanziamenti per lacquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature da parte delle piccole e medie imprese, per la proroga del credito dimposta per la produzione, la distribuzione e lesercizio cinematografico, per misure per laumento della produttività nei porti, per la proroga del termine di versamento dellimposta sulle transazioni finanziarie e per disposizioni urgenti per il rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico. Misure urgenti per la promozione della musica di giovani artisti e compositori emergenti, nonché degli eventi di spettacolo dal vivo di portata minore sono state finanziate tramite l8x1000. Nel gennaio 2014 la Camera ha impegnato il Governo a prevedere la destinazione, se necessario anche prevedendo interventi di modifica della normativa vigente, di una quota parte dell8 per mille destinata allo Stato per il sostegno alle politiche sociali di contrasto alla povertà.



                                     

3.2. Impieghi Chiesa cattolica

La somma ricevuta dalla Chiesa cattolica deve essere impiegata "per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero, interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo", così come previsto dallart. 48 della L. 222/1985. Ogni anno la Conferenza Episcopale Italiana pubblica il resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali, senza elencare in dettaglio i progetti finanziati e la spesa corrispondente.

La 71ª Assemblea Generale della Conferenza Episcopale Italiana tenutasi dal 21 al 24 maggio 2018 ha approvato la ripartizione e assegnazione delle somme derivanti dall’otto per mille dell’IRPEF per l’anno 2018.

Nel 2008 la Chiesa cattolica ha speso 22 milioni di euro in pubblicità, pari al 2.33% dei fondi per quellanno. Il cardinale Attilio Nicora, già presidente dellAmministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, in unintervista trasmessa dalla Rai il 30 maggio 2010 auspicava un incremento della percentuale di fondi per la carità allepoca da lui stesso stimati in una quota pari al 20%, in modo che la ripartizione rispecchi il messaggio trasmesso tramite la campagna pubblicitaria commissionata dalla Chiesa. Il 2 agosto 2012 lAssociazione per i diritti degli utenti e consumatori ha presentato un esposto allAutorità garante della concorrenza e del mercato ritenendo ingannevole la campagna pubblicitaria 2012, in quanto lascerebbe intendere che tutto il ricavato dell8 x 1000 destinato alla Chiesa cattolica venga destinato per scopi di carità.

                                     

3.3. Impieghi Chiesa evangelica luterana

La somma ricevuta dalla Chiesa evangelica luterana è destinata per legge al sostentamento dei ministri di culto, a specifiche esigenze di culto e di evangelizzazione e a interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e allestero, da condursi direttamente o attraverso le Comunità ad essa collegate.

Ogni anno viene pubblicato un resoconto delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali senza elencare gli specifici progetti finanziati o limporto corrispondente.

I fondi incassati nel 2012 ammontavano a 3.356 milioni di euro. Della somma complessivamente disponibile sono stati ripartiti nel modo seguente dati in milioni di euro:

  • ministri di culto 0.95 27.63%
  • missione allestero 0.36 10.4%
  • gestione e comunicazione 0.14 4.9%
  • cultura 0.2 5.91%
  • opere sociali 0.28 8.15%
  • evangelizzazione 1.538 44.75%


                                     

3.4. Impieghi Unione delle comunità ebraiche

In base allintesa del 1996, lUnione delle Comunità ebraiche italiane destina le somme devolute alle finalità istituzionali dellente indicate dallarticolo 19 della legge 8 marzo 1989, n. 101, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali ed umanitari volti in special modo alla tutela delle minoranze contro il razzismo e lantisemitismo.

In base al resoconto sulla distribuzione dei fondi relativa al 2011 la somma incassata era stata distribuita in questo modo:

                                     

3.5. Impieghi Unione chiese cristiane avventiste del settimo giorno

La somma ricevuta dallUnione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno deve essere impiegata per "interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e allestero, sia direttamente sia attraverso un ente alluopo costituito", così come previsto dallart. 30 della L. 516/1988.

Un apposito sito internet riporta un resoconto dettagliato per lanno 2011, suddiviso sia per tipo di attività sia per ripartizione regionale, e un archivio completo dei resoconti di tutti gli anni precedenti. Per il 2011 gli avventisti hanno dichiarato il 5% di spese in gestione e pubblicità, nel 2003 la percentuale ammontava al 7.5%.

                                     

3.6. Impieghi Assemblee di Dio

I fondi sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e allestero non sono finanziate le attività di culto.Il resoconto relativo al 2012 riporta i seguenti dati in Euro:

  • Riporto dal 31 dicembre 2011: 285.152.77
  • Rimanenza attiva al 31-12-2012: 689.377.26
  • Attivo Periodo: 404.724.49
  • Assistenza anziani: 413.790
  • Erogazioni per interventi umanitari a persone e associazioni effettuate in Italia: 764.320.67
  • ADI-Aid Adozione a distanza: 50.530
  • Assistenza tossicodipendenti: 250.000

TOTALE al netto del riporto 1.169.138.61

                                     

3.7. Impieghi Sacra Arcidiocesi ortodossa d’Italia ed Esarcato per l’Europa Meridionale

Per il mantenimento dei ministri di culto, la realizzazione e manutenzione degli edifici di culto e di monasteri, scopi filantropici, assistenziali, scientifici e culturali da realizzarsi anche in paesi esteri.

                                     

3.8. Impieghi Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia

Per interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all’estero.

                                     

3.9. Impieghi Unione Buddhista Italiana

Per interventi culturali, sociali ed umanitari anche a favore di altri paesi, nonché assistenziali e di sostegno al culto.

                                     

3.10. Impieghi Chiesa apostolica in Italia

Per interventi sociali, culturali ed umanitari, anche a favore di altri Paesi esteri.

                                     

3.11. Impieghi Unione Induista Italiana

Per sostentamento dei ministri di culto, esigenze di culto e attività di religione o di culto, nonché interventi culturali, sociali, umanitari ed assistenziali eventualmente pure a favore di altri paesi.

                                     

3.12. Impieghi Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai

Per la realizzazione delle finalità istituzionali dellIstituto e delle attività indicate allarticolo 12, comma 1, lettera a) della legge 28 giugno 2016 n.130 nonché ad interventi sociali e umanitari in Italia e all’estero, ad iniziative per la promozione della pace, del rispetto e difesa della vita in tutte le forme esistenti e per la difesa dell’ambiente.

                                     

4. Ripartizione del gettito

Ogni cittadino contribuente può scegliere la destinazione dellottopermille del gettito IRPEF tra:

  • Chiesa cattolica
  • Unione delle Chiese metodiste e valdesi
  • Chiesa apostolica in Italia
  • Unione cristiana evangelica battista dItalia
  • Unione delle comunità ebraiche italiane
  • Chiesa cristiana avventista del settimo giorno
  • Stato
  • Unione buddhista italiana
  • Assemblee di Dio in Italia
  • Unione induista italiana
  • Chiesa evangelica luterana in Italia
  • Sacra arcidiocesi ortodossa ed Esarcato per lEuropa meridionale
  • Istituto buddista italiano Soka Gakkai

La scelta si compie mettendo la propria firma in corrispondenza dellistituzione prescelta.

La scelta non determina la destinazione della propria del contribuente quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini. Lo Stato adotta la procedura seguente:

  • ne determina l8 permille;
  • determina le entrate IRPEF;
  • ripartisce lotto per mille tra gli enti con la formula seguente: q i = G ∗ n i N {\displaystyle q_{i}=G*{\tfrac {n_{i}}{N}}}
  • conta il numero di firme dei dieci enti;
dove q i {\displaystyle q_{i}} quota i-esima n i {\displaystyle n_{i}} numero delle firme i-esime G {\displaystyle G} gettito N {\displaystyle N} numero totale delle firme i {\displaystyle i} che va da 1 a 10.

In questo modo le scelte dei contribuenti hanno tutte lo stesso peso, indipendentemente dal reddito del contribuente.



                                     

4.1. Ripartizione del gettito Otto per mille non espressamente destinato dai contribuenti

Lesonero a presentare la dichiarazione per alcune categorie di contribuenti quali, ad es., i pensionati privi di altri redditi e la facoltà degli altri a rinunciare allesercizio dellopzione implica che le scelte siano espresse da una minoranza. Il documento più recente diffuso dal Dipartimento delle Finanze indica che solo il 41.75% dei contribuenti ha effettuato una scelta ai fini della ripartizione del reddito 2017 dichiarato nel 2018.

Anche lotto per mille dellIRPEF di chi non esercita lopzione viene distribuito, salvo loro rinuncia, tra i beneficiari, in proporzione alle scelte espresse. Oggi 8 soggetti su 10 accedono alla ripartizione della quota non espressa: la rinuncia è esercitata dalla Chiesa Apostolica in Italia, che ha scelto di non partecipare alla ripartizione delle quote non espresse, e dalle Assemblee di Dio in Italia, che invece devolvono la loro quota allo Stato.

Gli ultimi dati ufficiali completi sono i seguenti:

Si può notare che solo nel caso delle Assemblee di Dio e della Chiesa Apostolica la percentuale degli importi corrisponde alla percentuale delle scelte sul numero contribuenti, negli altri casi corrisponde alla percentuale sul numero totale dei contribuenti.

                                     

4.2. Ripartizione del gettito Scelte dei contribuenti

Le informazioni sulle scelte dei contribuenti non sono aggiornate perché il Ministero delle Finanze fornisce i dati solo alle confessioni religiose, che di rado li rendono pubblici.

Il Governo ha pubblicato un quadro delle scelte espresse, che si riferisce ancora alle dichiarazioni del 2004. I dati degli anni 2005, 2006, 2007, 2008 e 2010 sono consultabili dalle comunicazioni che il Governo fornisce alla Camera dei deputati e dal sito delle Chiesa Evangelica Valdese. I dati delle dichiarazioni dal 2005 al 2016 riferiti ai redditi dal 2004 al 2015 sono forniti dal Dipartimento delle Finanze.

                                     

4.3. Ripartizione del gettito Variazione delle percentuali nel corso degli anni

Nel corso del primo quindicennio si è assistito ad un graduale incremento della percentuale di firme espresse a favore della Chiesa cattolica e a una corrispondente riduzione delle firme espresse a favore dello Stato. Tuttavia negli ultimi anni si assiste a uninversione di tendenza.

In particolare la percentuale della Chiesa cattolica, pari nel 1990 al 76.17% è salita nel 2004 all89.81%, per poi calare all86.05% nel 2006 e all80.22 nel 2012. Tuttavia, poiché i contribuenti che non esercitano lopzione sono più numerosi rispetto a quelli che lo fanno nelle dichiarazioni dei redditi del 2007 solamente il 43.50% ha espresso unopzione, la percentuale dei firmatari per la chiesa cattolica sul totale dei contribuenti è di meno del 37% dei contribuenti, molto meno degli italiani che si dichiarano cattolici.

Le sottoscrizioni in favore dello Stato, che nel 1990 erano il 22.31%, hanno raggiunto il minimo storico nelle dichiarazioni del 2005 al 7.60%. Nelle ultime dichiarazioni hanno segnato una ripresa, con il 15.35% nelle dichiarazioni del 2012.

Le firme espresse a favore della chiesa valdese, che conta circa 20.000 membri, sono in continua crescita. Infatti nella dichiarazione dei redditi del 2008 erano 413.000 pari al 3.24% dei contribuenti, quai il triplo rispetto al primo anno in cui era possibile sottoscrivere per il valdesi, il 1994, dove le sottoscrizioni furono l1.10%. La regione con maggiori sottoscrizioni per la chiesa valdese è il Piemonte col 7.29%, seguito dalla Liguria col 3.69%, dal Lazio col 2.93%, dalla Toscana col 2.69% e dalla Lombardia col 2.43%.

Le erogazioni effettive a favore della Chiesa cattolica sono attualmente circa tre volte limporto speso per il sostentamento del clero. Questo fatto ha portato vari osservatori a chiedersi se vi siano stati errori od omissioni nella formulazione delle leggi di implementazione del nuovo concordato o nella loro applicazione. Tali critiche sono discusse in una sezione successiva di questa voce.

                                     

4.4. Ripartizione del gettito Spese pubblicitarie

Lo Stato decide di non investire nessuna somma in pubblicità. Per questa ragione liniziale consenso a favore dello Stato è calato sensibilmente. Viceversa la Chiesa cattolica investe somme consistenti nel 2008 € 21.628.882 pari al 2.33% dei fondi ricevuti in pubblicità, soprattutto in spot televisivi. Le chiese valdesi e metodiste nel 2008 hanno investito in pubblicità il 5.65%, pari a € 391.000, percentuale scesa al 5.60% nel 2009, con € 465.000.

Nellaprile 2005, la RAI rifiutò di trasmettere "per motivi di ordine deontologico" uno spot della Chiesa valdese dal titolo "Molte scuole, nessuna chiesa", con il quale i Valdesi intendevano sottolineare, in polemica con la Chiesa cattolica, come i fondi ottenuti dall8 per mille non sarebbero stati utilizzati a fini confessionali o pastorali, ma solo per progetti di solidarietà e assistenza.

                                     

5. Erogazione dei contributi

Lo Stato si riserva tre anni per provvedere allesatto conteggio e al versamento dei contributi alle rappresentanze delle confessioni religiose. Ogni anno, quindi, tutte le confessioni ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, ad eccezione della Chiesa cattolica che, secondo lart. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve invece un anticipo relativo allanno in corso pari allimporto definitivo, che ad essa compete in relazione alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima, oltre al conguaglio relativo al suddetto esercizio.

Dato che le somme erogate dallo Stato ogni anno e messe in bilancio dalle varie confessioni non coincidono con quelle che competono allanno stesso e che in particolare i versamenti alla Chiesa cattolica comprendono conguagli o ratei relativi ad anni precedenti, gli importi discussi nel successivo paragrafo sullutilizzo dei fondi, non devono essere confusi con gli importi di competenza dello stesso anno.

                                     

6. Rendiconti

Lart. 44 della legge 222/85 prescrive che la CEI fornisca annualmente un rendiconto sullimpiego delle somme erogate e stabilisce che: La Conferenza episcopale italiana provvede a diffondere adeguata informazione sul contenuto di tale rendiconto e sugli scopi ai quali ha destinato le somme di cui allarticolo 47. Prescrizioni analoghe sono contenute nelle intese con le altre confessioni.

Questo compito viene soddisfatto formalmente tramite i giornali. Ad esempio ogni anno oltre che sul proprio notiziario la CEI pubblica a pagamento sui principali quotidiani a diffusione nazionale unintera pagina relativa al rendiconto dellanno precedente.

La disponibilità sul Web di informazioni dettagliate sullutilizzo dei fondi dellotto per mille da parte dello Stato e delle confessioni religiose è indispensabile affinché il contribuente possa esercitare unopzione informata. Sintetici rendiconti annuali dal 2000 sono pubblicati on-line a partire dal 2005. La CEI ha inoltre prodotto anche un documento sintetico che abbraccia il periodo 1990-2007 che viene aggiornato annualmente ed uno di determinazione di spesa in base ai conguagli sulle aliquote di otto per mille Irpef degli anni precedenti e sugli anticipi delle quote per lanno finanziario corrente. Ciò nonostante il documento scaricabile di maggior dettaglio è il rendiconto sui 6.275 interventi finanziati in tutto il mondo dalla CEI tra il 1990 e il 2004.

La documentazione prodotta da altre confessioni era molto incompleta ancora nel dicembre 2007 la Chiesa valdese pubblicava la serie completa di percentuali sino al 2003. La Chiesa luterana comunicava sul proprio sito soltanto la percentuale di scelte delle dichiarazioni presentate nel 2000, 2001, e 2003. Ancora più incompleti i dati delle altre confessioni, ma è migliorato nel 2008. Ad ottobre 2011 valdesi, avventisti e luterani pubblicano dati relativi alle proprie erogazioni nel 2007 verosimilmente legate alla denuncia IRPEF 2004. LUCEI, invece, fornisce i rendiconti del contributo statale nominalmente del 2005 cioè IRPEF 2002, ma che sarebbe stato erogato solo nel 2006. Il rendiconto sul WEB dei contributi erogati alle Assemblee di Dio sembra essere assente.

I rendiconti pubblicati normalmente contengono solo i titoli dei diversi progetti finanziati. Questi titoli non sono sufficienti perlopiù a consentire un controllo della "qualità della spesa" né della veridicità della classificazione delle spese stesse; un elemento indispensabile per chi volesse fare la propria scelta di contribuente in modo informato. Il problema si pone soprattutto quando beneficiario del contributo è un ente controllato o collegato alla confessione religiosa stessa. Ad esempio lerogazione di contributi alla propria società editrice rientra effettivamente fra i contributi a "cultura, pace e diritti umani" o piuttosto è un sostegno alla propaganda religiosa?

Al marzo 2020 questa informazione è relativamente recente e ancora scarsa. La Corte dei Conti nel 2014 definì il sistema dell8 per mille "opaco, senza controlli, senza informazione per i cittadini, discriminante dal punto di vista della pluralità religiosa", precisando che "non cè nessuna descrizione, nemmeno sintetica, delluso che viene fatto dei fondi" sia da parte della Chiesa e altri soggetti confessionali, sia da parte dello Stato sui fondi di propria competenza, talora destinati a finanziare capitoli di spesa differenti e antitetici con la finalità stessa del sostituto dimposta, quali gli interventi militari in Albania e nei Balcani. Oltre alle disfunzioni nella gestione dei fondi, a partire dal 2015 la Corte ha evidenziato errori e anomalie riguardo alla reale attribuzione delle risorse nel rispetto della volontà espressa dai contribuenti, anche a causa dellimpossibilità per i singoli di verificare la corrispondenza fra le scelte indicate e la successiva tramsissione allAgenzia delle Entrate da parte degli intermediari fiscali.

                                     

7.1. Controversie Ripartizione delle scelte inespresse

La ripartizione delle scelte inespresse è effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto a quelle espresse. Questo criterio, che secondo le principali critiche violerebbe di fatto il principio di equo sostegno alle confessioni religiose su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema, fu definito già nel 1984 "una mostruosità giuridica" dallo storico Piero Bellini in un suo articolo per Il Sole 24 Ore, e criticato da diverse personalità del mondo laico e dello stesso mondo cattolico, compreso lex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.

Con riferimento allIrpef sui redditi del 2000, fra chi ha presentato il modello 730 e il modello Unico coloro che hanno effettuato una scelta sono stati il 61.3% mentre riferendosi al totale complessivo dei contribuenti ivi compreso chi non è obbligato a presentare alcuna dichiarazione dei redditi, ma il solo CUD, tale percentuale scende al 39.62%, equivalente a 355.422.085 € su un ammontare totale dellotto per mille di 897.077.447 €. Il restante 60.38% ovvero 541.655.362 €, relativo alle scelte inespresse, è stato distribuito in modo proporzionale rispetto alle scelte espresse. In virtù di questo meccanismo si genera - a favore degli enti che accettano di partecipare alla ripartizione delle quote non espresse - un effetto moltiplicativo che, nel 2007, è stato pari a 2.3. In ragione di tale fattore moltiplicativo, il 5.20% di preferenze espresse per lo Stato e il 39.98% in favore della Chiesa cattolica hanno comportato, ad esempio, la ricezione da parte dei due enti rispettivamente dell11.95% e dell85.01% del gettito dellimposta. Il problema è stato portato allattenzione del Parlamento italiano nellambito di uninterpellanza promossa dal Coordinamento nazionale delle Consulte per la laicità delle istituzioni.

Si sostiene, da parte concordataria, che a tale scopo - consacrato nellarticolo 47 terzo comma della legge 20 maggio 1985 n. 222 - tendeva il tenore letterale delle intese intercorse tra Bettino Craxi e il cardinale Agostino Casaroli il 18 febbraio 1984, ratificate dal presidente Pertini previa autorizzazione parlamentare recata con legge 25 marzo 1985, n. 121: lattuale disciplina secondo cui la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse sarebbe coperta dallobbligo concordatario sulla previa intesa in ordine alla revisione degli impegni finanziari dello Stato italiano nei confronti della Chiesa cattolica. Ma la medesima legge 121/1985 recava anche il relativo ordine di esecuzione, per cui è da ritenere che con essa si sia esaurita tutta la vicenda formale delle relazioni tra i soggetti di diritto internazionale" Repubblica italiana” e" Santa Sede”. Tutto il resto, a partire dai contenuti della legge 20 maggio 1985 n. 222, appare di stretta pertinenza dellordinamento statale: è propriamente nellambito della sovranità nazionale decidere in ordine alla destinazione della quota dellotto per mille relativa alle scelte non espresse da parte dei contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi.

                                     

7.2. Controversie Altri aspetti controversi

Ulteriori critiche mosse nei confronti dell8 per mille tanto da organizzazioni religiose che da esponenti del mondo laico, si possono riassumere nei seguenti motivi:

  • Nel 2009 non poche polemiche sono state suscitate dalla deviazione dei fondi spettanti allo Stato verso la Chiesa cattolica. Con latto del governo n. 121, predisposto ai primi di settembre da un presidente Berlusconi reduce dallincidente diplomatico del 28 agosto con la Segreteria di Stato Vaticana, si è disposto che i 10 586 000 euro assegnati al capitolo "Beni culturali" siano finalizzati a restauri e interventi in favore di 26 immobili ecclesiastici. La maggioranza di centrodestra della commissione Bilancio di Montecitorio nel 2009 ha lamentato le finalità distorte e ha condizionato il parere finale a una serie di modifiche, contestando carenze e incongruenze del decreto.
  • Un eventuale utilizzo in favore di programmi per linfanzia dei fondi dell8 per mille del gettito Irpef, "sembra andare oltre la disposizione pattizia attualmente vigente", una cui modifica "non potrebbe derivare da iniziative unilaterali da parte dello Stato". Lo afferma il presidente della Cei per i problemi giuridici, monsignor Attilio Nicora.
  • Vengono finanziate a fondo perduto confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare e, soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non avrebbe alcuna utilità sociale.
  • Diverse proposte sono state presentate per abolire il meccanismo dellotto per mille o destinarlo ad altri fini ritenuti di maggiore utilità sociale, in particolare al finanziamento pubblico della ricerca scientifica, proposta verso cui stando a unindagine condotta nel 2002 il 78% degli italiani si dichiarerebbe favorevole.
  • Il giornalista Carlo Tecce de Il fatto quotidiano in un suo articolo del marzo 2012 sostiene che gli spot commissionati dalla Chiesa cattolica pubblicizzano la sola destinazione agli interventi caritativi dei fondi raccolti tramite lotto per mille ed evidenzia il fatto che leffettiva percentuale impiegata per tali interventi il 20% non è, diversamente da quanto avveniva in precedenza, dichiarata nel messaggio pubblicitario.
  • Lo Stato italiano, a differenza delle confessioni religiose inserite nella ripartizione, non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Secondo Curzio Maltese, come riportato in una inchiesta sul quotidiano "La Repubblica" svolta nel 2007, quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale allinfanzia svantaggiata, il" cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana monsignor Attilio Nicora reagì duramente, sostenendo che "lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa". Di tale dichiarazione, osserva il quotidiano ufficiale della Cei, non vi è traccia e lo stesso Maltese non ne ha mai fornito la fonte.
  • Sempre più in discussione non è tanto larticolo 7 del dl 504/92, quanto linterpretazione autentica che ne è stata fornita, con il Collegato alla Finanziaria 2006 e con il decreto legge Bersani-Visco.
  • Le entrate dellotto per mille sono devolute a organizzazioni religiose, solo se esse hanno concordato con lo Stato unapposita intesa e questa è stata ratificata dal Parlamento. Ciò esclude per ora alcuni movimenti religiosi numerosi come i musulmani, i cristiani ortodossi inseriti nel 2011, i testimoni di Geova, gli induisti ed i buddisti aggiunti nel 2014, non fornendo alternative ai contribuenti di tali confessioni se non la devoluzione del proprio contributo allo Stato. LUnione degli atei e degli agnostici razionalisti ritiene che linserimento di altre confessioni nella distribuzione dellotto per mille aumenterebbe la percentuale di chi esprime una scelta, farebbe diminuire il numero delle scelte inespresse e ridurrebbe il divario tra la percentuale di scelte per un determinato ente e la percentuale del gettito devoluto allente stesso vedi la precedente tabella. Sempre lUnione degli atei e degli agnostici razionalisti sostiene che per questo motivo la Chiesa cattolica, attraverso i parlamentari cattolici, ha di fatto bloccato la ratifica dellaccordo già sottoscritto con i testimoni di Geova e impedito lavvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie un contributo ben superiore alla loro percentuale reale, con un mancato apporto economico per la Chiesa cattolica valutabile in centinaia di milioni di euro.
  • Lex vescovo di Trapani è stato formalmente accusato di aver impiegato fondi provenienti dellotto per mille per lacquisto di immobili di lusso
  • Un ex abate di Montecassino è stato formalmente accusato di aver impiegato fondi provenienti dellotto per mille per lacquisto di droga e viaggi di piacere in hotel di lusso
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