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ⓘ Terza via (fascismo)



Terza via (fascismo)
                                     

ⓘ Terza via (fascismo)

La terza via fascista, detta anche terza posizione o terza alternativa, è una definizione elaborata agli inizi del XX secolo negli ambienti del nascente movimento fascista, che si riferisce alla teorizzazione di un sistema politico, culturale, sociale ed economico alternativo a quelli capitalista e comunista.

                                     

1. Cenni storici

Il 23 marzo 1919 futuristi, nazionalisti, sindacalisti rivoluzionari, reduci della prima guerra mondiale ed altri fautori della nascita di un nuovo sistema politico alternativo ai vigenti, si riunirono a congresso a Milano in piazza San Sepolcro, elaborando un programma dal quale nacque il fascismo; dalla piazza in cui si tenne la riunione, il movimento prese il nome di sansepolcrismo.

La constatazione di partenza fu che le monarchie liberali, le socialdemocrazie le democrazie governanti in Europa fossero plutocrazie corrotte e decadenti, governate da sistemi colpiti da derive partitocratiche e massoniche. Obiettivo dei congressisti fu un sistema politico basato su principi di democrazia organica.

Il più rilevante difetto che riscontrarono nella democrazia sarebbe il paradosso insito in sé stessa, ovvero: se la maggioranza delle persone desiderasse un governo antidemocratico, la democrazia democraticamente cesserebbe di esistere. Tuttavia, se a tale estinzione la democrazia si opponesse, cesserebbe di essere democrazia in quanto andrebbe contro alla volontà della maggioranza. Quindi i sansepolcristi sostenevano che in pratica la democrazia non può esistere, e che è solo una teoria utopica. Per entrambi i casi dellesempio, si citarono come validi gli esempi dei colpi di stato di tipo sudamericano, anche allora esistenti.

In secondo luogo si puntualizzò un fattore semantico, nella loro visione troppo spesso volutamente frainteso: le parole "democrazia" e "libertà" non sono sinonimi. Molto spesso, sostennero, il travisamento della semantica porta a pensare che gli antidemocratici siano contrari alla libertà. In realtà si presume che nessuno si dica contrario alla libertà se non in ambito restrittivo giudiziario. In un sistema può del resto esserci democrazia senza libertà, come può esserci libertà senza democrazia. Quindi, secondo i sansepolcristi, le dittature di tipo sudamericano altro non sono che fasi in cui democraticamente la maggioranza della popolazione desidera che il sistema democratico venga sospeso nel suo aspetto partitico. Questo carattere viene ripristinato allorquando democraticamente la maggioranza pende nellaltro senso. Una simile prospettiva non avrebbe dovuto rendersi necessaria per la nascente "Terza via": questa si imposta sul superamento del sistema partitocratico nella consapevolezza che per i problemi di una nazione non esistano soluzioni valide luna quanto laltra a seconda dei punti di vista o meglio del punto di vista del partito a cui si appartiene, ma soltanto una migliore di tutte.

La terza via, secondo i suoi fondatori, avrebbe dovuto rappresentare una forma di governo al di sopra delle divergenti opinioni dei partiti. Questo certamente contrasta con la creazione di un partito, quale il congresso si propose alla fine. Ma essendo esso inserito in una nazione avente sistema partitico, un simile ente, un partito, era necessario onde poter ottenere il potere, salvo poi smantellarlo una volta assestato. Queste considerazioni vengono da un aspetto del sansepolcrismo, che è riassunto nel famoso discorso di Benito Mussolini nella frase:

In effetti, in uno Stato come lItalia, i poteri erano, allora come oggi, molti e diversificati, il che impediva un accentramento del potere in una sola persona.

Il fascismo scaturito dal congresso di piazza San Sepolcro non si considerava quindi una crociana esigenza temporanea, ma a tutti gli effetti un nuovo sistema politico a sé stante. Essi ritennero di aver finalmente creato la terza via, la soluzione ai problemi sociali creati dal capitalismo e a quelli di diritto e di ordine pubblico creati dal comunismo. Una via applicabile in ogni luogo e ogni tempo.

Come è noto tuttavia il modo in cui il Partito nazionale fascista governò lItalia nel ventennio poco coincise con gli ideali proposti nel congresso di San Sepolcro, ma questo viene addebitato proprio al freno posto da quei poteri verso i quali il fascismo aveva un debito di riconoscenza per averlo inizialmente favorito come scudo contro il bolscevismo. Dal ruolo che tali forze esercitavano, nel sistema sociale italiano, il successo del fascismo non poteva esulare: ciò avvenne nel 1924-1926 con il sostegno ricevuto per lomicidio Giacomo Matteotti, e ventanni dopo con labbandono subìto con lordine del giorno Grandi del 25 luglio 1943.

Solamente nella sua fase crepuscolare della Repubblica Sociale Italiana, una volta fuori gioco molti di quei poteri ostracisti, si poté proporre argomentazioni più ardite. I cardini su cui si rifondò la politica fascista riprendendo le posizioni del sansepolcrismo furono originati dal sincretismo tra teorici comunisti quali Nicola Bombacci, economisti eretici quali Giuseppe Spinelli e Giuseppe Solaro, politici quali Angelo Tarchi e Stanis Ruinas, e un poeta, Ezra Pound. Essi furono:

  • Socializzazione
  • Fiscalità monetaria
  • Corporativismo

Ma, a causa delle vicende della seconda guerra mondiale, quasi nulla fu possibile sperimentare. La Repubblica Sociale Italiana scomparve e con essa ogni velleità di terza via, il cui progetto fu portato avanti nel dopoguerra solo dal partito Movimento Sociale Italiano e altri gruppi minori ad esso collegati.

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