Топ-100
Indietro

ⓘ Publio Ventidio Basso




                                     

ⓘ Publio Ventidio Basso

Publio Ventidio Basso è stato un politico, e generale della Repubblica romana.

Originario del Piceno, divenne uno dei principali luogotenenti di Marco Antonio, dimostrando ottime qualità militari soprattutto durante la guerra di Modena e la campagna partica del 39-38 a.C. durante la quale inflisse ripetute e pesanti sconfitte ai Parti, vendicando la sconfitta di Crasso a Carre del 53 a.C.

                                     

1.1. Biografia Origini e difficoltà iniziali

Publio Ventidio Basso, originario del Piceno, era un cittadino ascolano come riferisce lo storico Sebastiano Andreantonelli, nel Libro IV della Historiae Asculane, testo in cui dedica una particolare attenzione alla sua figura. Lautore lo identifica come il figlio del comandante militare Publio Ventidio Basso Senior e cita un passo del "de pudicitia" di Antonio Bonfini in cui questi dice che Ventidio ebbe la cittadinanza ascolana. La tradizione antica ha spesso evidenziato le presunte oscure e modeste origini del futuro capo militare, ma Andreantonelli nella sua opera dichiara di voler correggere chi attribuì al generale "umili origini" poiché egli in realtà avrebbe avuto natali distinti quale figlio di un pretore dellesercito italico durante la guerra sociale.

Secondo Balena ha descritto il profilo del padre Publio Ventidio Basso Senior, definendolo come "originario di Osimo ed ascolano di elezione", luogotenente di Quinto Poppedio Silone e Gaio Papio Mutilo, i due comandanti in capo degli eserciti italici durante la guerra contro Roma. Il padre di Ventidio Basso avrebbe preso parte, sotto il comando di Tito Lafrenio e Gaio Judacilio ai combattimenti nel Piceno durante i quali venne inizialmente sconfitto nei pressi di Falerone nel 90 a.C. da Gneo Pompeo Strabone che fu costretto a ripiegare nella città di Fermo.

Giuseppe Marinelli riferisce di come nelle fonti latine sia raccontato che Ventidio, catturato ancora bambino dopo la distruzione di Ascoli Piceno, fu fatto sfilare insieme alla madre vedova durante il trionfo di Pompeo Strabone dell89 a.C. A Roma visse la sua infanzia nella povertà, condizione che non gli impedì lapprendimento di una buona educazione e dellerudizione. Durante il periodo adolescenziale la sua occupazione fu quella del modesto garzone addetto allo stallaggio, seguita da quella del mulattiere; commerciò muli, animali utili per gli equipaggi degli ufficiali dellesercito, e si dedicò allattività di trasporto. Queste nuove circostanze lavorative determinarono un progressivo miglioramento delle sue possibilità economiche. Fu in questo periodo che entrò in contatto con Giulio Cesare, che lo notò e lo arruolò fra gli uomini per la conquista della Gallia. Ventidio Basso si guadagnò la stima di Cesare e combatté al suo fianco anche durante la guerra civile; tale amicizia gli consentì laccesso al rango senatorio. In seguito, fu tribuno della plebe ed anche pretore, pontefice e console.

LAndreantonelli ricorda, inoltre, che il trionfo sui Parti di Ventidio fu celebrato da innumerevoli autori, tra cui Plutarco ed Appiano, ma che la sua figura fu anche criticata Cestio Pio e da Cicerone. Questultimo nelle Filippiche lo cita più volte come chi visse in uno stato dindigenza e fu" mulattiere militare addetto ai rifornimenti ”. Planco, a sua volta, criticò Cicerone per queste affermazioni ritenendo che egli lo considerasse suo nemico. Ventidio, infatti, fu lunico che pensò e tentò di arrestarlo durante la campagna denigratoria che questi ordì nella città di Roma contro Antonio, dopo la morte di Cesare. Di ciò riferisce solo Appiano.

Lo storico ascolano riporta, inoltre, che Ventidio era anche noto per le ricchezze accumulate durante la vita e di avere la fama della signorilità unita al fasto delle sue residenze di Roma e nellagro di Tivoli. Questultima villa appartenne anche al figlio Caio Basso.

Dagli scritti di Cassio Dione si apprende che il console visse nella città di Roma in un elegante palazzo che ristrutturò dopo la devastazione di un incendio. Ne arricchì il pregio sistemandovi molte statue avute in prestito da Cesare. Dione precisa che Ventidio non le rese indietro quando Cesare stesso ne chiese la restituzione adducendo di non avere schiavi sufficienti per il trasporto e lo invitò a provvedere con i suoi servitori. Cesare lasciò che Ventidio le trattenesse e rinunciò a riaverle per il timore di essere accusato di peculato.

                                     

1.2. Biografia Carriera politica

Entrò a far parte dellesercito di Gaio Giulio Cesare durante la conquista della Gallia. Fu in seguito favorito prima da Cesare diventando pretore nel 44 a.C., per essersi messo in mostra durante la guerra civile e poi da Marco Antonio dopo la morte del dittatore.

Divenne console suffetto per volere di Antonio, nel 43 a.C. Ma partito Antonio per lEgitto nel 41 a.C. fece poco per prestare aiuto al fratello, Lucio Antonio o alla moglie Fulvia contro Ottaviano durante la seconda guerra civile.

                                     

1.3. Biografia Campagne militari

Chiamato in Oriente da Antonio nel 39 a.C., condusse una campagna militare contro i Parti con notevole successo. Si racconta che Ventidio, percorsa lAsia romana, venne a contatto con le armate di Quinto Labieno e dei Parti, che riuscì a battere separatamente presso il monte Tauro: prima la cavalleria parta poi Labieno. Ottenuta questa importante vittoria, inviò la cavalleria romana, guidata da un certo Pompedio Silo, fino al passo del Mons Amanus lattuale Giaour Dagh, che separa la Cilicia dalla Siria dove si trovava unimportante guarnigione nemica, ma questi fu sorpreso dalle truppe dei Parti guidate da Franapate, luogotenente di Pacoro I, che per poco non ne avrebbero fatto strage se Ventidio non fosse intervenuto per tempo. Anche questa volta il generale romano riuscì a battere le truppe dei Parti ed a respingere il loro nuovo attacco. Ventidio riuscì poco dopo a riconquistare la Siria e la Palestina ed a trascorrervi linverno del 39-38 a.C., senza ricevere nessun riconoscimento ufficiale da parte del Senato.

Lanno successivo Ventidio continuò la campagna contro i Parti riuscendo a battere, in occasione dellanniversario della battaglia di Carre 9 giugno del 38 a.C., Pacoro I ed il suo luogotenente Franapate, presso Gindaro Cyrrhestica, a 50 km ad est di Antiochia. Così scrive Plutarco:

In seguito a questa nuova disfatta, i Parti furono costretti a riportare il confine al fiume Eufrate, rinunciando così alle sponde del mar Mediterraneo, mentre Ventidio fu mandato a Roma per celebrare il meritato trionfo.

Dopo la vittoria sui Parti, Ventidio si allontanò dalle cose pubbliche e si ritirò a vita privata. La sua morte fu accolta da tutti con dolore e fu onorato con un funerale pubblico, le dame romane, per laccaduto, vestirono il colore del lutto.

Del generale romano, come ricorda Sebastiano Andreantonelli, colpisce la particolare singolarità del destino, che lo volle trionfatore nella stessa Roma che da bambino lo vide prigioniero ed umiliato in catene davanti al carro di Strabone.



                                     

2. Effigi di Ventidio Basso nella città di Ascoli Piceno

Ad Ascoli Piceno la memoria di Ventidio Basso è stata ricordata da Antonio Migliori, uomo erudito ed antiquario, che commissionò la realizzazione di una statua di marmo dedicata al vincitore dei Parti. Alla base dellopera aggiunse il testo di questo epigramma:

"P. VENTIDIO. P. VENTIDII. F. BASSO. PRIMA. SVB. C. IVLIO CAESARE. IN GALLIIS. STI. PENDIA. MERITO. PONT. MAX. PRAETORI. SIMVL. ET. EODEM. ANNO. IN. OCTAVIANI. AVG. LOCVM. COS. SVFFECTO. M. ANTONII. IIIVIRI. LEGATO. M. LICINII. CRASSI. NECIS. VINDICI. PACORI. ORODIS. REGIS. F. INTERFECTORI. PRIMO. DE. PARTHIS. GLORIOSISSIMO. TRIVMPHATORI. ANTONIVS. MELIORIVS. ASCVLANVS. AD. TANTI. IMPERATORIS. MEMEORIAM. RENOVANDAM. CIVIVMQVE. ANIMOS. AD. AEMVLATIONEM. EXCITNDOS. STATVAM. HANC. MARMOREAM. EREXIT. ANNO. DOMMINI. MDCXV."

interpretato come:

"Publio. VENTIDIO. Publii. VENTIDII. Ffilio. BASSO. PRIMA. SVB. Caio. IVLIO CAESARE. IN GALLIIS. STI. PENDIA. MERITO. PONTifici. MAXimo. PRAETORI. SIMVL. ET. EODEM. ANNO. IN. OCTAVIANI. AVGusti. LOCVM. COnSuli. SVFFECTO. Marci. ANTONII. IIIVIRI. LEGATO. Marci. LICINII. CRASSI. NECIS. VINDICI. PACORI. ORODIS. REGIS. Filii. INTERFECTORI. PRIMO. DE. PARTHIS. GLORIOSISSIMO. TRIVMPHATORI. ANTONIVS. MELIORIVS. ASCVLANVS. AD. TANTI. IMPERATORIS. MEMEORIAM. RENOVANDAM. CIVIVMQVE. ANIMOS. AD. AEMVLATIONEM. EXCITNDOS. STATVAM. HANC. MARMOREAM. EREXIT. ANNO. DOMMINI. MDCXV."

e tradotto:

"A Publio Ventidio Basso, figlio di Publio Ventidio, che iniziò la carriera militare sotto Giulio Cesare nelle Gallie, pontefice massimo, contemporaneamente pretore e nel medesimo anno console sostituto in luogo di Ottaviano Augusto, legato al triumviro Marco Antonio, vendicatore della morte di Licinio Crasso, uccisore di Pacoro, figlio di Erode, primo gloriosissimo trionfatore sui Parti, Antonio Migliori ascolano, per rinnovare la memoria di un così grande generale e per incitare gli animi dei cittadini allemulazione, eresse questa statua marmorea nellanno del Signore 1615.".

LAndreantonelli narra anche dellesistenza di un simulacro che aveva visto custodito presso la chiesa di SantIlario in cui erano ritratti i consoli Ventidio Basso e Lucio Tario Rufo, anchegli ascolano, con le mani unite. La pietra monumentale fu spezzata e distrutta da ignoti che credevano che al suo interno si celasse un tesoro. Lo storico riporta il testo delliscrizione che vi si leggeva: "P. VENTIDIVS. L. TARIVS" "Publio Ventidio, Lucio Tario".

Nella Pinacoteca civica di Ascoli è conservato ed esposto il busto del generale romano eseguito, in marmo bicolore, dallo scultore Serafino Tramezzini e donato alla galleria comunale nellanno 1883. Si tratta di unopera giovanile dellartista che volle celebrare la memoria di Ventidio Basso ritraendolo con la toga e connotando la sua espressione dei tratti che egli intuì con la sua immaginazione.

Al ricordo del tribuno che salì i gradi della gerarchia militare romana la città di Ascoli Piceno ha intitolato a suo nome una piazza del centro storico ed il teatro comunale.

                                     

3. Denario di Ventidio Basso

Di Ventidio Basso è noto un denario: al dritto è raffigurata la testa di Marco Antonio e cè la legenda M ANT IM III V R P VENTIDIVS PONT IMP è intorno a una figura giovanile che indossa una clamide: Nella mano sinistra tiene uno scettro e nella mano destra un ramo di ulivo. La figura al rovescio è interpretata da alcuni autori come Iuppiter Victor. Gaetano De Minicis, un autore che ha scritto nel XIX secolo un testo sulla Numismatica ascolana ipotizza che la figura raffigurata al rovescio sia Antonio stesso.

La coniazione dovrebbe aver avuto luogo in una zecca al seguito dellesercito al comando di Ventidio nelloriente, nel 39 a.C.

Questa moneta è stata oggetto di una monografia pubblicata nel 1960 da Theodore V. Buttrey, Jr., un numismatico statunitense, nella serie Museum Notes della American Numismatic Society.

Nel XVI e XVII secolo sono state anche attribuite a Ventidio Basso alcune medaglie di cui però non si hanno notizie posteriori.