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ⓘ Marxismo



Marxismo
                                     

ⓘ Marxismo

Il marxismo è una scuola di pensiero sociale, economica e politica basata sulle teorizzazioni di Karl Marx e Friedrich Engels, filosofi tedeschi del XIX secolo, oltre che economisti, sociologi, giornalisti e rivoluzionari socialisti.

Muovendo criticamente dalla filosofia dialettica di Hegel, dalla battaglia teorica contro i suoi epigoni della cosiddetta sinistra hegeliana, dalla tradizione settecentesca del materialismo filosofico di matrice illuminista, dalleconomia politica di scuola classica e dagli originali contributi apportati dallo scienziato proto-informatico Charles Babbage nel campo dello sviluppo ed innovazione tecnologica e del conseguente tema della divisione del lavoro passati alla storia come i due principi di Babbage, dal cosiddetto socialismo utopico, francese e no, dallantropologia sociale di Lewis Henry Morgan e dalle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, Marx sviluppò una critica rivoluzionaria della società moderna, raccolta, in particolare, nella sua opera fondamentale benché rimasta incompiuta, ovvero Il Capitale.

Nato nella seconda metà dellOttocento nel contesto europeo della seconda rivoluzione industriale e della questione operaia, il marxismo ha poi ricevuto nel corso del tempo notevoli e svariati contributi ideologici, evolvendo in forme che a volte differiscono dalle formulazioni originarie.

                                     

1.1. Nozioni storiografiche Movimento socialista

Il movimento socialista nasce e si sviluppa parallelamente alla seconda rivoluzione industriale XIX secolo. Il socialismo è caratterizzato dalla messa in discussione del principio di proprietà, conseguentemente al rifiuto dellindividualismo liberale, ed è quindi portatore di un radicale mutamento della società; così il rapporto politico-sociale affermato dalla Rivoluzione francese viene a trovarsi ribaltato, nel senso che ora è il sociale larea di discussione. Lobiettivo socialista risulta perciò essere il conseguimento della giustizia sociale: questo concetto richiama a sé tre principali elementi, la riflessione settecentesca, grazie a cui era stato elaborato il principio duguaglianza, il clima romantico, che ebbe un importante ruolo nella sua elaborazione, le condizioni sociali della prima rivoluzione industriale, motivo decisivo ai fini delluscita della dottrina dallastrattezza. Così questo termine, "giustizia sociale", viene a indicare la ricerca di un possibile equilibrio della proprietà, della fine dello sfruttamento e dellegoismo individualista, di una morale di solidarietà tra gli uomini, ecc…

Il secolo liberale aveva creato la sua antitesi: mentre il liberalismo, spazzando via la società chiusa e rigida tipica del medioevo, era il regime della libertà politica e del potere economico della borghesia, il socialismo si rivolgeva alle classi sfruttate, proletariato e contadini, promettendo loro un mondo in cui fosse abolito il potere delluomo sulluomo; in questo senso la radice delle ingiustizie sociali era identificata appunto nel capitalismo.

Molteplici sono le correnti dimpronta socialista che si articolarono col tempo: lanarchismo Michail A. Bakunin, Petr Alekseevič Kropotkin, i vari esponenti nazionali, inglese Robert Owen, francese, italiano, tedesco, il socialismo scientifico di Karl Marx e Friedrich Engels. Tutte queste teorie politiche e movimenti sono accomunati dai fondamentali elementi sopra descritti. Le correnti possono essere incanalate almeno in due grandi gruppi: il socialismo riformista e il socialismo rivoluzionario. Il primo gruppo si caratterizza per la ricerca di una progressiva espansione sostanziale dei diritti umani come mezzo per superare gradualmente il capitalismo, il secondo nega la possibilità di una trasformazione endogena del metodo di produzione capitalista, proclamando linevitabilità di una rivoluzione violenta per abbattere la società borghese.

                                     

1.2. Nozioni storiografiche Socialismo marxista

Il termine "comunismo" comparve attorno agli anni trenta del XIX secolo inizialmente come sinonimo di "socialismo", in seguito per indicare maggiore radicalità e lo specifico carattere collettivistico delle teorie proposte. Perse nuovamente significato specifico nella seconda metà dellOttocento, per essere poi ripreso, in particolare da Lenin, per distinguere il socialismo rivoluzionario da quello riformista. Venne e viene tuttora ugualmente usato per indicare altre componenti politiche rivoluzionarie radicate nel filone socialista e libertario, come lanarco-comunismo. Oggi spesso si indicano con questo termine sia le teorie socialiste del filosofo tedesco Karl Marx, sia quelle da lui derivate, incentrate su unanalisi del capitalismo e sulla descrizione "scientifica" del suo superamento.

Marx nacque a Treviri, in Renania, il 5 maggio del 1818; tra i suoi testi fondamentali troviamo i Manoscritti economico-filosofici del 1844, La sacra famiglia 1845, le Tesi su Feuerbach 1845, Lideologia tedesca 1845, Miseria della filosofia 1847, il Manifesto del Partito Comunista 1848, Lavoro salariato e capitale 1849, Il 18 brumaio di Luigi Napoleone 1852, il Grundrisse 1857-1858, Per la critica delleconomia politica 1859, lincompiuto magnum opus de Il Capitale 1867, La guerra civile in Francia 1871 e la Critica del Programma di Gotha 1875. In tutte queste opere è fondamentale la collaborazione dellamico e filosofo Friedrich Engels. Marx svolse inoltre un ruolo attivo nellorganizzazione del movimento operaio, partecipando alla Prima Internazionale del 1864, scontrandosi in particolar modo con gli anarchici e proponendo una collaborazione internazionale del proletariato che portasse al superamento della nazionalità e del settarismo.

                                     

1.3. Nozioni storiografiche Materialismo storico

Come tanti altri filosofi dellOttocento, Karl Marx si interessò di storiografia, delineando una personale concezione della storia che per la sua originalità prende il nome specifico di materialismo storico ". Esso è la scienza della storia che, ponendo fine a ogni tipo di filosofia finalista, ne ricerca le oggettive caratteristiche materiali. Vediamolo nel dettaglio.

                                     

1.4. Nozioni storiografiche Processo storico

Il filosofo tedesco incomincia con il considerare la produzione dei mezzi di sussistenza attività fondamentale delluomo, nonché prima azione storica specificamente umana. Sulla base di questa attività ne individua altre tre: la creazione e la soddisfazione di nuovi bisogni, la riproduzione quindi la famiglia e infine la cooperazione fra più individui. Sorge solo ora la coscienza: al contrario di tanti altri, Marx non delinea la coscienza come presupposto delluomo, seppur riconoscendole un ruolo fondamentale nella vita, ma come prodotto sociale che si sviluppa in relazione allevoluzione dei mezzi di produzione e a tutto quello che esse comportano, in una parola alle forze produttive. La coscienza si manifesta quindi in diverse forme a seconda del processo storico. Ma solo con la successiva divisione tra lavoro manuale e mentale la coscienza può automatizzarsi dal mondo, dando luogo alle forme culturali conosciute. La totalità dellessere sociale va dunque indagata dalla sfera produttiva.

Questa separazione fra coscienza e condizioni materiali dà luogo all"ideologia", lideologia svolge un ruolo essenziale, siccome corrisponde allesigenza delle classi dominanti in un dato periodo storico di presentarsi come classe universale, portatrice quindi di valori universali espressi appunto nellideologia. Essa è ogni forma di rappresentazione teorica inconsapevole della propria condizione storico-materiale; le idee sono quindi separate dalle proprie radici storiche e universalizzate. Il materialismo storico si presenta come fortemente anti-ideologico; tutta la dottrina socialista marxista è definita dal suo autore non ideologica, poiché vuole mantenere le proprie radici realistiche e storiche.



                                     

1.5. Nozioni storiografiche Dialettica storica

In chiave marxista la storia procede quindi a partire dalla sfera economica-sociale. Essa è mossa da un processo dialettico, noto come materialismo dialettico, da una contraddizione che genera un conflitto tra forze produttive e rapporti di produzione. Questi ultimi sono linsieme dei rapporti in cui gli uomini entrano durante lattività della produzione ; linsieme di questi rapporti costituisce la struttura, base reale sulla quale si eleva una sovrastruttura, ovvero tutte le altre espressioni umane, culturali, istituzionali.

Il conflitto tra questi elementi porta al superamento dei vari momenti storici e lapprodo a nuove civiltà, caratterizzate da altri metodi di produzione e da unaltra opposizione dialettica. Questa si manifesta nella lotta di classe tra classe sfruttante e classe sfruttata, altro elemento imprescindibile dogni epoca, che porta alle svolte epocali, come la rivoluzione francese, o la caduta dellimpero romano. La storia procede quindi dialetticamente.

                                     

2. Analisi del capitalismo

Dopo aver analizzato la sfera storiografica del pensiero marxista, incominciamo ora a trattare argomenti più inerenti alla materia socialista. Con il testo Il capitale Marx concentra la propria ricerca sulleconomia politica, interessandosi al capitalismo e ai suoi meccanismi e convincendosi di come esso sia per definizione un sistema di sfruttamento. Vediamo come.

                                     

2.1. Analisi del capitalismo Merce e lavoro

Posta sotto analisi la merce si rivela dotata di un duplice valore: duso e di scambio. La merce ha infatti contemporaneamente unesistenza naturale, in quanto mezzo di soddisfazione di un bisogno, e unesistenza sociale, perché è scambiata sul mercato. Il valore duso è determinato dalle caratteristiche qualitative della merce o dallutilità che assume in determinate società, e si realizza nel consumo; al contrario il valore di scambio prescinde dalle caratteristiche qualitative e si rapporta ad altri valori di scambio in modo proporzionale. Per fare un esempio un vestito si può scambiare con un paio di stivali. Lo scambio presuppone dunque unastrazione dalle caratteristiche fisiche della merce e dalla sua utilità. Il denaro loro è la merce universale in cui tutte le merci si rispecchiano.

Il valore di scambio è fondamentale nellanalisi del capitalismo, poiché dipende dal lavoro sociale in esso oggettivato, che risulta anchesso sdoppiato come la merce: il lavoro si presenta infatti come azione concreta, ma dal punto di vista del valore di scambio quel che conta è il lavoro astratto, ovvero il tempo di lavoro astrattamente e mediamente necessario a produrre la merce. In tal modo il lavoro astratto è spogliato dogni caratteristica qualitativa e sidentifica unicamente come tempo di lavoro. Il valore della merce è dato dalla quantità di lavoro medio sociale necessaria per produrla.

Visto da questa prospettiva lo stesso processo di produzione si sdoppia, in quanto è insieme processo di lavorazione per produrre merci, e processo di valorizzazione attraverso cui il capitale si accresce. È questa duplicità una caratteristica insita della società capitalista, quindi non è universale. La borghesia unifica come una cosa sola questi due processi dichiarandone la loro universalità, mentre "il capitale non è una cosa, ma un rapporto sociale fra persone mediato da cose". Ciò significa che il capitale presuppone e crea una situazione in cui il nesso sociale fra gli individui si realizza attraverso il mercato e in cui i mezzi di produzione sono di proprietà di una singola classe, mentre la classe antagonista è in possesso solamente della propria forza lavoro.

Nel capitalismo il rapporto tra lavorazione e valorizzazione è di subordinazione della prima alla seconda e la funzione del lavoro concreto è di valorizzare il capitale, cioè "lavoro cristallizzato": "Non è loperaio che utilizza i mezzi di produzione, ma sono i mezzi di produzione che utilizzano loperaio". Nel capitalismo domina lalienazione, il feticismo delle merci che appaiono alla coscienza come cose di per sé valorizzate. Ma alla coscienza sono nascosti i processi e i rapporti sociali della valorizzazione cioè, lo sfruttamento della forza-lavoro. Avviene perciò una personificazione della cosa e una reificazione della persona.



                                     

2.2. Analisi del capitalismo Valorizzazione del capitale

Nei sistemi tradizionali il processo di scambio avviene secondo la successione M → D → M {\displaystyle M\rightarrow D\rightarrow M} dove M {\displaystyle M} è la merce e D {\displaystyle D} è il denaro, si ha che la merce prodotta è venduta per ottenerne altra tramite il denaro.

Nel moderno sistema la successione diventa D 1 → M → D 2 {\displaystyle D_{1}\rightarrow M\rightarrow D_{2}} con D 1 < D 2 {\displaystyle D_{1}

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