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ⓘ Eric Weil



                                     

ⓘ Eric Weil

Eric Weil è stato un filosofo tedesco di origini ebraiche.

Allievo di Ernst Cassirer, ha fornito contributi rilevanti nel campo della filosofia teoretica e del pensiero morale e politico, attraverso unoriginale e sistematica rielaborazione delleredità kantiano-hegeliana.

                                     

1. La Logica della filosofia

da completare Weil comincia la sua opera Logica della filosofia dissertando sulla definizione di uomo "animale razionale": pur essendo questa definizione sbagliata da un punto di vista scientifico, a suo dire essa ha avuto più successo delle altre perché determina luomo per una caratteristica che non ha ma che potrebbe e dovrebbe avere al fine di realizzare effettivamente se stesso luomo quindi non è razionale ma razionabile, Kant. In base alluso della ragione Weil distingue le persone in due categorie: i filosofi e gli uomini comuni, o antifilosofi. Questi ultimi utilizzano la ragione come mezzo per soddisfare i loro desideri, che però non riusciranno mai a "saziare" del tutto e sono "semplicemente" ragionevoli; i filosofi invece utilizzano la ragione come scopo per eliminare il fastidio che è in loro e sono ragionevolmente ragionevoli.

Per luomo comune una cosa è illecita quando è prodotta male in questo senso è faber, egli è lunico animale che non solo trasformare le cose ma trasforma anche il modo di trasformare; il filosofo franco-tedesco lo paragona quindi più allartigiano che non alloperaio, per il filosofo invece quando genera la violenza, cioè un qualcosa di imprevedibile di cui ovviamente ha paura. Nel tentativo di eliminare la violenza, luomo si unisce con i suoi simili in comunità ed escogita dei sistemi per vivere senza problemi.

Il primo sistema escogitato consiste nella logica, ossia nel trovarsi daccordo allinterno del dialogo non nella parte contenutistica dello stesso ma in quella formale quindi sintattica. La logica serve a stabilire chi ha torto ossia chi si contraddice senza violenza e, nel parallelismo che Weil sottintende nella storia dellevoluzione sociale umana, rappresenta la polis greca dominata dallaristocrazia. Allinterno di questa polis la violenza non è bandita del tutto, ma solo tra gli inter pares è quindi legittima contro schiavi e barbari.

La logica però fallisce nel suo compito, cioè eliminare la violenza: essa infatti sacralizza così tanto la comunità da renderla vulnerabile di fronte agli attacchi interni. Basta che un solo individuo la metta in discussione, la critichi e la stigmatizzi per farle perdere la sua aura di sacralità: non cè bisogno di ucciderla per sopprimerla, basta dire che non è immortale. Allora luomo non punterà più sulla logica bensì sullontologia: a differenza di prima, adesso laccordo si deve trovare nella natura delle cose, sullo stabilire con certezza ciò che è e ciò che non è. Si passa di conseguenza dal piano sintattico a quello semantico, il dialogo si sostituisce col discorso e allaristocrazia subentra la democrazia, perché stavolta la violenza è bandita contro tutti dato che di fronte a essa siamo tutti uguali.

Lontologia, il discorso sullessere che ambisce a sconfiggere la natura ossia il mero dato, ha due limiti: intanto deve necessariamente occuparsi del non-essere questione della barba di Platone che però nel momento stesso in cui viene pensato diventa essere cè un modo di essere del non essere, come diceva Platone; inoltre quando la natura viene sconfitta la comunità perde il collante su cui si era cementata.

                                     

2. Opere tradotte in italiano

  • Educazione e istruzione. Scienza e discipline umanistiche oggi, Guerini, Milano 1992.
  • Problemi kantiani, Quattroventi, Urbino 1980.
  • Questioni tedesche, Quattroventi, Urbino 1982.
  • Masse e individui storici, Feltrinelli, Milano 1980.
  • Dellinteresse per la storia e altri saggi di filosofia e storia delle idee, Bibliopolis, Napoli 1983.
  • Aristotelica, Guerini, Milano 1990.
  • Logica della filosofia, Il Mulino, Bologna 1997.
  • Filosofia politica, Guida, Napoli 1973.
  • Hegel e lo Stato e altri scritti hegeliani, Guerini, Milano 1988.
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