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ⓘ Cesate



Cesate
                                     

ⓘ Cesate

Cesate è un comune italiano di 14 508 abitanti, integrato nella conurbazione dellhinterland milanese, facente parte della Città metropolitana di Milano in Lombardia, situato a circa 18 chilometri a nord dal centro della città di Milano.

                                     

1.1. Storia Il nome

In "Cesate: abitanti, storia e arte, territorio - dallinvasione gallica ad oggi", volume edito dallAmministrazione comunale nel 1980, a cura di A. Deiana, S. Ettorre, Y. Panin, si legge: "il nome del paese compare, per la prima volta, in uniscrizione funeraria su un antico sarcofago in pietra, tuttora conservato in Cesate", presso la sede storica della biblioteca civica, sita in via Piave al n. 5. Liscrizione risalirebbe alletà carolingia secc. VIII-IX: Hoc. Est. Sepvl. Illorum. De. Cixate, che significa tagliare.

Lantico nome del paese era quindi Cixate, lo stesso compare tre volte anche nel manoscritto della fine del XIII secolo di Goffredo da Bussero 1220-1289, come sede di chiese. Il nome del paese compare anche più tardi, alla fine del secolo XIV, in un altro manoscritto, il Notizia cleri mediolanensis de anno 1398, quantunque scritto in modo diverso: Cixate, Cizate, Cyzate, Cyxate. Secondo alcuni, in realtà, il nome Cesate è composto dal radicale Caesa e dal suffisso -ate. Ablativo locativo, allusivo a proprietà di famiglie o di persone; in tal senso, quindi Cesate equivarrebbe a tenuta, proprietà, possedimento di Cesar. Talvolta però il suffisso -ate è inteso come una forma addolcita e attenuata di un suffisso di origine gallica, nel qual caso si dovrebbe pensare a Cesate come ad un insediamento di origine gallica poi romanizzato.

                                     

2. Stemma

La figura delle due zampe di aquila è stata tratta dallo stemma della famiglia de Cixate. Quanto allaspetto naturalistico, linserimento nello stemma della figura dellalbero indica quale sia la natura più vera del territorio comunale, che comprende boschi, brughiere e campi di cereali. Fino al 2013 nello stemma cera un campo rosso porpora con un cercine dulivo e di quercia che circondava una torre.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Affresco della madonna del latte

Affresco di anonimo luinesco, detto della Madonna del latte, in quanto in origine, la Madonna raffigurata allattava effettivamente il bambino. Le madri cesatesi pare offrissero i loro averi più preziosi, sete finemente ricamate, gioielli e ori, alla Madonna, affinché donasse latte ricco e nutriente. Gli oggetti venivano poi messi allasta lultima domenica di ottobre ed il ricavato serviva per la manutenzione della chiesetta dedicata a Santa Maria delle Grazie.

                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Affresco della Madonna e dei santi

Quasi certamente opera di bottega, laffresco appare assimilabile ad alcune opere contemporanee di Bernardino Luini. La schematicità delle figure, alcune rigidezze nel disegno e, a tratti, la pesantezza nei panneggi delle vesti della Madonna fanno attestare la datazione del dipinto intorno alla metà del Quattrocento. Volti assorti e fortemente rilevati, gesti ieratici e didascalici nei profili dei santi: S. Bernardino con il libro aperto e con le tre tiare a terra, simbolo della predicazione, e S. Rocco, protettore degli appestati, la cui mano vistosamente mostra la piaga aperta. Predominano i colori bruni, gli ocra caldi e terrosi, le terre bruciate, in una splendida osmosi cromatica.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Ambrogio da Cesate

Pittore, nel 1507 riceve dallAmadeo 3 Lire per le cornici di rame dorato da lui poste allo scudo reale posto allentrata del Lazzaretto di Milano; al termine dei lavori dorò nel 1519 la banderuola della statua posta alla sommità del gugliotto dellAmadeo sul Duomo di Milano.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse La Via crucis e Lultima cena di Nastasio

Nella chiesa di San Francesco, quattordici tavole di legno incise, suggestioni potenti di arte astratta, tratto forte e deciso a sottolineare con vigoroso figurativismo i momenti più struggenti della Via Crucis. Linee vibranti, stacchi netti, irregolari, definiscono le figure, dove è leggibile solo la tensione estrema. Unimpaginazione volutamente dimessa ne evidenzia lintensa drammaticità. Al centro della navata, dietro laltare, unimmensa opera di 20 m 2: "Lultima cena" interpretata da Nastasio. Come nelle incisioni lignee della via Crucis.

                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Chiese

Parrocchia dei Santissimi Alessandro e Martino XVII sec.: Chiesa eretta nel 1619 per ordine di San Carlo Borromeo che ne ordinò anche la posizione dove sarebbe stato eretto il campanile. La Parrocchia fu eretta come sostituzione alle due parrocchie di SantAlessandro Martire e di San Martino. La parrocchia si trova ancora oggi in via Carlo Romanò allincrocio con via Cesare Battisti ed è retta, dopo anni di sede vacante, dal parroco Don Lorenzo Stefan

Santuario della Madonna del Latte XVII: Eretta per motivi sconosciuti nel 1619. Dedicata alla Madonna del Latte e ricca di opere darte descritte sopra. La chiesa, inglobata nella parrocchia dei Ss. Alessandro e Martino, si trova in piazza IV Novembre

Parrocchia di San Francesco dAssisi 56: La parrocchia fu eretta nel 1956 per ordine di Giambattista Montini futuro Paolo VI, come parrocchia per il Villaggio in costruzione a quel tempo e come sostituzione della "baracca" piccola cappella in legno eretta nel 55 nei suoi pressi. La parrocchia sorge in via Venezia, nel quartiere del Villaggio.



                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Cascine

Sul territorio di Cesate sorgono 2 cascine/corti e 47 corti cittadine:

Cascina Biscia 1534: la Cascina, eretta al confine sud-ovest tra Garbagnate Milanese e Cassina Pertusella, situata tra Via Giacomo Leopardi e via Biscia

Cascina Selva via Cascina Selva

                                     

4.1. Geografia fisica Territorio

Il comune di Cesate è caratterizzato da un territorio pianeggiante le quote sono comprese fra i 200 e i 185 metri sul livello del mare ed ancora ricoperto per buona parte da boschi e brughiere che per la loro particolarità e peculiarità ecologica sono stati individuati dalla Comunità Europea quale Sito di Interesse Comunitario SIC. Il territorio, che ha unestensione pari a circa 6 km², si trova allestremo nord della città metropolitana di Milano, al confine con la provincia di Varese e con la provincia di Monza-Brianza, e rimane posizionato fra due grandi arterie stradali di collegamento con la metropoli milanese, la strada statale Varesina e la strada provinciale Saronno-Monza, mentre è collegato con Milano tramite la stazione delle Ferrovie Nord Milano. Il territorio comunale è caratterizzato da una prevalente destinazione residenziale circa il 40% e da una forte attenzione allambiente con circa il 40% del proprio territorio destinato a Parco delle Groane; il restante territorio è destinato per attività commerciali, artigianali, industriali ed agricole.



                                     

5. La pineta di Cesate

Larea in questione è compresa tra i comuni di Cesate, Solaro e Garbagnate Milanese ed è inserita completamente così come ladiacente Parco delle Groane allinterno del Parco Regionale delle Groane, istituito nel 1976. Pertanto larea è gestita congiuntamente dal consorzio dei comuni aderenti, dal Comune di Milano e dalla Città metropolitana di Milano. Inoltre, dal 1984 il Parco delle Groane è dotato di un piano di coordinamento territoriale, che disciplina luso delle aree ne gestisce i piani di intervento per la conservazione. Allinterno del sito in questione, come elemento di particolare pregio, è presente un biotopo sottoposto ad un maggior grado di tutela: si tratta dello stagno Manuè, incluso anche in un progetto Life Natura 1996.

Larea del SIC si trova in un tessuto paesaggistico di matrice agricola confine est e urbano-industriale. Il suolo della pineta di Cesate è di tipo ferrettizzato, impostato su un substrato fluvio-glaciale mindelliano, con un impasto mediamente pesante e un grado di lisciviazione accentuato Banfi, 1982, che causa da un lato un forte ristagno dacqua, dallaltro un impoverimento di sali minerali che consente la sopravvivenza solo di specie oligotrofe. Solo in rare zone il suolo è più arricchito, con un humus migliore.

Il clima appartiene al tipo C della sottoregione ipomesaxerica, secondo la classificazione di Tomaselli, Filipello e Balduzzi Banfi, 1982: vi sono picchi di piovosità primaverile e autunnale e moderata siccità invernale ed estiva.

Il sito è caratterizzato da cenosi boschive, con boschi misti di latifoglie, aree a brughiera basso arbustiva, prati igrofili, con crescita soprattutto di Molinia arundinacea, campi coltivati, soprattutto nella porzione sud del sito, una piccola zona umida lo stagno Manuè e aree in fase di rimboschimento. Allinterno della zona sono inoltre presenti numerose ville, soprattutto lungo la strada pedonale che taglia in senso est-ovest il bosco.



                                     

5.1. La pineta di Cesate Vegetazione, flora ed ecosistemi

Nonostante il contesto territoriale complessivo presenti forti elementi di degrado dal punto di vista ecosistemico, la pineta conserva, almeno parzialmente, alcune interessanti caratteristiche di seminaturalità. Di seguito vengono riportate le tipologie vegetazionali: in primis quelle inserite come Habitat della Direttiva 92/43, poi le altre tipologie escluse dalla direttiva, ma comunque ritenute significative.

Sono state riscontrate due tipologie principali:

  • Brughiera HABITAT 4030
  • Bosco meso-acidofilo HABITAT 9190

HABITAT 9190: vecchi querceti acidofili delle pianure sabbiose con Quercus robur. Il bosco misto di aghifoglie e latifoglie è costituito principalmente da querce, betulle e pini silvestri. Tale vegetazione è tipica dei suoli ferrettizzati impostati su substrato fluvio-glaciale mindelliano. Dal punto di vista fitosociologico si può quindi attribuire tale cenosi boschiva allordine Quercetalia roboris Tux.31, tipica di questi suoli. Il bosco è caratterizzato, soprattutto nella parte nord e centrale, da consorzi misti di farnia più raramente rovere o ibridi tra le due, betulla, pino silvestre nello strato arboreo e da Frangula alnus, Cornus sanguinea in quello arbustivo. Alcune aree sono inoltre caratterizzate dalla presenza, in alcuni casi codominante, di Populus tremula, altra specie caratteristica dei pino-querceti acidofili di pianura. Lo strato erbaceo ha una presenza costante di Molinia arundinacea dominante, a cui si aggiungono Agrostis tenuis, Pteridium aquilinum e alcune esotiche, tra cui Phytolacca americana e Solidago canadensis. Come si può notare il corteggio floristico è piuttosto povero, proprio in seguito al tipo di suolo. Il bosco acidofilo rappresenta lo stadio evolutivo finale derivato dallabbandono della brughiera, vegetazione arbustiva con una ecologia molto delicata, illustrata più avanti. Per questo motivo alcuni elementi tipici della brughiera si ritrovano anche nel bosco: la stessa molinia, la frangola e, in alcuni casi, il brugo Calluna vulgaris. Allinterno della pineta si ha comunque alternanza di cenosi a livello fisionomico: in alcuni casi prevale il bosco misto di aghifoglie e latifoglie descritto sopra, in altri si hanno consorzi di farnia dominante nello strato arboreo e di aceri, frangole, noccioli nello strato arbustivo. Ciononostante si può ritenere che le due tipologie siano assimilabili o, più propriamente, che la cenosi in cui manca il pino silvestre sia una evoluzione naturale del bosco misto. Altra fisionomia che si alterna a quella prevalente è il bosco con dominanza di pino silvestre in cui il sottobosco è costituito in modo praticamente esclusivo da Molinia arundinacea: lestrema povertà floristica è da attribuirsi proprio alle condizioni poco favorevoli del substrato. Le zone in cui maggiormente si rinviene la tipologia più matura con prevalenza di farnie sono: la parte sud ovest e quella nord est. Piccole aree si rinvengono a macchia anche nella parte centrale.

HABITAT 4030: lande secche europee. La formazione della brughiera è dovuta alla naturale oligotrofia del suolo, ma è mantenuta dallintervento di disturbi naturali incendi e antropici tagli selettivi, pascolamento degli ovini. Tale cenosi si presenta fisionomicamente come una landa a dominanza di brugo Calluna vulgaris, in cui si stabiliscono anche le ginestre Genista tinctoria, G. germanica, la frangola Frangula alnus e, a livello erbaceo, Molinia arundinacea, Potentilla erecta, Carex pilulifera, C. flava, Festuca filiformis, Teucrium scorodonia. Si sottolinea inoltre la presenza delle rare Gentiana pneumonanthe erbacea e Salix rosmarinifolia arbustiva. In generale si può affermare che il corteggio floristico della brughiera rispecchia la posizione evolutiva che occupa a livello fitosociologico. Lintrusione di specie a livello arbustivo di Pinus sylvestris, Quercus robur, Populus tremula, Betula pendula, Frangula alnus rappresentano la tendenza della cenosi ad evolversi come bosco acidofilo, mentre la presenza di Molinia arundinacea, Teucrium scorodonia molto raro per la verità, Juncus spp., fa riferimento allo stadio precedente della brughiera: il prato igro-oligotrofo. In definitiva nella maggior parte dei casi la brughiera risulta ben conservata e la presenza di specie arboree è quasi inesistente porzione sud del sito. In altri si rinviene una brughiera arborata, in cui betulle, pioppi tremoli e pini silvestri occupano lo strato alto arbustivo con altezze che in media non superano i 5 metri e con coperture discrete porzione centrale del sito. In alcuni casi ancora non si riscontra una brughiera vera e propria, poiché manca quasi completamente il brugo che è lelemento caratterizzante, ma un prato igrofilo in cui si ha dominanza di molinia e di diverse specie di giunchi. La presenza sporadica di frangola, Potentilla erecta, Salix rosmarinifolia e ginestre permette tuttavia di considerare questa cenosi come una variante meno evoluta della brughiera stessa.

                                     

5.2. La pineta di Cesate Altre tipologie vegetazionali significative

Le aree boscate maggiormente degradate sono le fasce che bordano il sito: il perimetro corrisponde al termine esatto del bosco, tagliato da strade e dalla recinzione di fabbricati. In tale contesto è quindi plausibile lintrusione di esotiche arboree quali la robinia, la quercia rossa e il ciliegio tardivo. In generale questa tendenza si osserva anche lungo le fasce boscate parallele alle strade interne che tagliano in porzioni nette il sito stesso. Alcune abitazioni private allinterno della pineta contribuiscono alla circolazione di specie esotiche e al costante disturbo da parte delluomo. Nella porzione a sud sono presenti piccoli relitti boscati che bordano i campi coltivati, ma nella maggior parte dei casi si tratta di robinieti destrutturati di scarso valore naturalistico.

Sono state rinvenute in studi di campo precedenti AA.VV.,1995 alcune specie interessanti dal punto di vista conservazionistico: gli sfagni, tra cui Sphagnum auriculatum, altrove in pianura ormai scomparso, Utricularia vulgaris nella parte centrale dello stagno, Eleocharis carniolica e Salix rosmarinifolia. Accanto allo sfagneto che costituisce la fascia più esterna dello stagno, si ha un prato igrofilo caratterizzato da Molinia arundinacea, Juncus bulbosus, J. conglomeratus, mentre allinterno si ha un tifeto in cui domina Typha latifolia e si trovano Glyceria fluitans e Carex vesicaria. Queste ultime due specie non sono state osservate direttamente nel corso delle osservazioni di campo, dato lo stadio vegetativo estremamente avanzato agosto 2003.

                                     

6.1. Quartieri Foppone Fupun

Frazione posta a est di Piazza IV Novembre, edificata attorno a Via Dei Martiri. Prima degli anni 60 in questa frazione si trovava il vecchio municipio Via municipio vecchio.Il nome della sottodivisione deriva da una corte ancora esistente allinterno del quartiere: Curt dal Butasc chiamata anche Fupun, per via della pozza dacqua presente nel cortile.

                                     

6.2. Quartieri Villaggio

Quartiere posto a nord di Cascina Biscia, da cui è separata dalla ferrovia. Il Villaggio fu edificato nei primi anni 50, con il progetto INA Casa. Nel quartiere si può trovare la parrocchia di San Francesco, lasilo omonimo, la scuola elementare "Cesate-Villaggio", la scuola secondaria "Benedetto Croce". Fino al 1988 il Villaggio ospitava anche la stazione del paese, che fu spostata poi in quartiere Biscia.

                                     

6.3. Quartieri Poss

Quartiere storicamente edificato negli anni 40, anche se la parte nord fu edificata nei primi anni 90. Il quartiere è racchiuso tra Via Trieste, Via Sondrio, via Puccini e Via Roma. Il quartiere divenne famoso per il grande sciopero del 66, per il fallimento del cotonificio omonimo, che culminò in una grande manifestazione a Milano.

                                     

6.4. Quartieri Centro

Quartiere posto al centro del comune, unantica borgo edificato nei primi secoli dopo Cristo. Il paese è servito da due chiese: quella dei santissimi Alesssandro e Martino ed il Santuario alla Madonna del Latte. La piazza principale è Piazza IV novembre,da cui partono le vie principali del Paese

                                     

7. Infrastrutture e trasporti

Ferrovie

Sul territorio comunale è ubicata la stazione di Cesate di proprietà di FerrovieNord, posta sulla ferrovia Milano-Saronno e servita dalle linee S1 e S3 del Servizio ferroviario suburbano di Milano. Entrambe le linee sono gestite dalla società Trenord.

  • Linea Z114 Cesate - Garbagnate FN linee S1 e S3 - Garbagnate ospedale – Senago – Palazzolo Milanese FN linee S2 e S4 gestita da Airpullman.
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