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ⓘ Antonio Capizzi




Antonio Capizzi
                                     

ⓘ Antonio Capizzi

Antonio Capizzi è stato un filosofo e storico italiano.

Dal 1986 fu professore associato di filosofia teoretica allUniversità La Sapienza di Roma, succedendo a Guido Calogero nella cattedra che ha sede a Villa Mirafiori.

Capizzi si contraddistinse per laccurato studio storico e filologico dei presocratici e dei filosofi greci. Contestò radicalmente le ricostruzioni ottocentesche del pensiero occidentale del VI e V secolo a.C., che attribuiscono validità storica alle interpretazioni di Aristotele e alla dossografia dipendente da Teofrasto. A questo scopo collaborò con il circolo urbinate di Bruno Gentili nello sforzo di inserire i sapienti greci nelle tematiche concernenti le città, il pubblico, il committente, levoluzione delle strutture sociali, il trapasso dalla tradizione orale alla società della scrittura.

                                     

1. Biografia

Antonio Capizzi ha vissuto prevalentemente a Roma, formandosi alla scuola di Pantaleo Carabellese. Ben presto entrò nei circoli degli studenti e degli studiosi che gravitavano intorno ai filosofi Ugo Spirito e Guido Calogero. Giovane professore di storia e filosofia nei licei classici prima di Frosinone e poi di Roma, negli anni quaranta fu libero docente di storia della filosofia, di storia della filosofia antica e di filosofia teoretica presso lUniversità La Sapienza di Roma, evidenziandosi, fin dagli esordi, per loriginalità delle vedute e la radicalità del temperamento.

Coltivò due interessi paralleli.

Uno, da storico, per la sapienza greca arcaica, che lo portò a contestare la narrazione dei presocratici fatta da Aristotele. Questi, secondo Capizzi, scrisse "per esigenze di insegnamento del proprio pensiero" nellambito del Liceo, e non con lo scopo di ricostruire quanto realmente accaduto. Dopo di lui, per "un colossale equivoco", Teofrasto, i grammatici alessandrini, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, Eduard Zeller, Theodor Gomperz e John Burnet protrassero "una sistematica falsificazione". Capizzi riprese, per contro, la lezione di Hermann Diels, Karl Reinhardt, Harold Cherniss, John Baptist Mc Diarmid e Geoffrey Kirk, i quali dimostrarono che Aristotele ha avuto solo interessi speculativi: per Capizzi, Aristotele, come tutti i filosofi, "ha parlato sempre e soltanto del suo tempo, della cultura del suo tempo, dei problemi del suo tempo". Approfondendo gli studi di Guido Calogero sul prelogismo, di Marcel Detienne sul mito antropomorfico, di Eric Havelock sulla diffusione orale del pensiero e di Giorgio Colli sulla sapienza prefilosofica, Capizzi fu il primo storico di formazione filosofica a scoprire limportanza della dimensione politica negli enigmatici frammenti dei sapienti presocratici. Egli ritenne che, ogni volta che si studiano autori pre-periclei, occorra "privilegiare il rapporto tra ogni singolo autore e la sua singola città".

Laltro interesse, preminentemente teoretico, si svolse sui temi dellattualismo del pensiero di Giovanni Gentile, che Capizzi tentò di superare liberandolo dal presupposto interioristico e cogitativistico e proponendo di passare dal pensiero alla comunicazione, in particolare a quella comunicazione protesa verso una risposta futura che è il dialogo. Intransigente oppositore dei pensieri assoluti, nella sua opera di maggior rilievo filosofico, pubblicata dopo uno studio durato 35 anni, Capizzi distinse la filosofia in "comica" e "tragica". "Per "filosofia comica" - scrisse - intendo quella che presuppone una struttura unitaria a priori della realtà, che pertanto analizza cose come l"essere", l"uomo", la "conoscenza", la "ragione", che ignora i modi di essere delle singole società, i tipi di uomo, i modi di conoscere legati ai modi di vivere, le ragioni dei singoli gruppi esistenti in vari luoghi e in vari momenti"." Laltra filosofia, ampiamente minoritaria e controcorrente, è quella che presuppone la pluralità delle culture, dei costumi, dei pensieri, e che, avendo a che fare, nei vari momenti storici, con incontri e scontri di alcune culture, alcuni costumi e alcuni pensieri, entra nelletà adulta del dilemma tragico, della scelta tra due opzioni contrarie le quali, in assoluto, non rappresentano il bene o il male, ma ciascuna il bene in un determinato sentire che spesso coincide con il male di un sentire opposto.

                                     

2. Opere principali

  • Dallateismo allumanismo. Correnti incredule del dopoguerra e loro prospettive dialogiche, 1967
  • Platone e il suo tempo, Roma, Edizioni dellAteneo, 1984
  • Alle radici ideologiche dei fascismi. Il mito della libertà individuale da Constant a Hitler, Roma, Savelli, 1977
  • Protagora. Le testimonianze e i frammenti, 1955
  • Socrate. Antologia di testi, Firenze, La Nuova Italia, 1977
  • Per un attualismo del dialogo, 1965
  • Forme del sapere nei presocratici, Roma, Edizioni dellAteneo, 1987, scritto con Giovanni Casertano
  • Socrate e i personaggi filosofi di Platone. Uno studio sulle strutture della testimonianza platonica e unedizione delle testimonianze contenute nei dialoghi, Roma, 1970
  • Impegno e disponibilità. La doppia morale degli intellettuali di oggi, 1971
  • Sinfonia patriarcale. Storia antologica del pensiero maschile sulla donna, Roma, Savelli editore, 1976, scritto con Viola Angelini
  • Luomo a due anime. Dallinfanzia mimica, dalla comicità adolescenziale, al tragico come scelta adulta, Firenze, La Nuova Italia, 1988
  • La porta di Parmenide. Due saggi per una nuova lettura del poema, 1975
  • I Sofisti. Antologia di testi, Firenze, La Nuova Italia, 1976
  • I Presocratici. Antologia di testi, Firenze, La Nuova Italia, 1972, ISBN 88-221-0263-0
  • Platone nel suo tempo. Linfanzia della filosofia e i suoi pedagoghi, 1997
  • Introduzione a Parmenide, Roma-Bari, Laterza, 1975
  • La difesa del libero arbitrio da Erasmo a Kant, 1963
  • La repubblica cosmica. Appunti per una storia non peripatetica della nascita della filosofia in Grecia, Roma, Edizioni dellAteneo, 1982
  • Paradigma, mito, scienza. Studi sul pensiero greco, Gruppo editoriale internazionale, 1995
  • Il tragico in filosofia, Roma, Edizioni dellAteneo, 1988
  • Eraclito e la sua leggenda. Proposta di una diversa lettura dei frammenti, 1979
  • I sofisti ad Atene. Luscita retorica dal dilemma tragico, Bari, Levante Editori, 1990
                                     

3. Articoli

  • "Appunti di un demistificatore", in Rivista critica di Storia della Filosofia, 32, 1977
  • "Tracce di una polemica sulla scrittura in Eraclito e Parmenide", in Giornale critico della filosofia italiana 1979
  • "A proposito di Parmenide e di Socrate demistificati", in Rivista critica di storia della filosofia, 32, 1977
  • "Eschilo e Parmenide", in Quaderni Urbinati di Cultura Classica, N. S. 10, 1982
  • "Mente elevata e mente profonda" in AA.VV., Il Sublime: contributi per la storia di unidea. Studi in onore di Giuseppe Martano, Napoli, 1983
  • "Il mito di Protagora e la polemica sulla democrazia, "La cultura", 8, 1970
  • "Introduzione", in Platone, Protagora, Firenze, La Nuova Italia, 1991, pagg. VII-XXIV
  • "Recenti studi sullEleatismo", in Rassegna di filosofia, 1955
  • "A proposito di un recente libro su Parmenide", in Quaderni Urbinati di Cultura Classica, 33, 1980
  • "Anima e corpo nel XIII secolo", in Giornale critico della filosofia italiana, fasc. 1-2, Firenze, Sansoni, 1951
  • "Cerchie e polemiche filosofiche del V secolo", in Storia e civiltà dei Greci, vol. III, Milano, 1979
  • Opsis akoé. The sources of the problem of sensations in Parmenides", in Museum Philologicum Londiniense, 6, 1984
  • "Eraclito e Parmenide, un tipico luogo comune", in Il Contributo, luglio-agosto 1979
  • "Eliadi Meleagridi Pandionidi. Osservazioni sulla metafora mitica in Parmenide", in Quaderni Urbinati di Cultura Classica, N. S. 3, 1979
  • "Quattro ipotesi eleatiche", in La Parola del Passato, 43, 1988
  • "Trasposizione del lessico omerico in Parmenide ed Empedocle", in Quaderni Urbinati di Cultura Classica, 54, 1987
  • "Oysia-physis, eimi-phyo, sum-fui. I due concetti di essere del pensiero antico", in "Discorsi" 3, 1983
  • "Di Pitodoro, di Omar, di Don Ferrante e anche degli aristotelici attuali", in "Il contributo", 12, 2, 1988, pagg. 69 e segg.
  • "I presocratici furono filosofi? Il circolo di Pericle le origini dello specifico filosofico", in Giornale critico della filosofia italiana 1978


                                     

4. Curiosità

  • Il 31 marzo 1977 partecipa con una delegazione di professori ad unassemblea indetta dagli studenti della Facoltà di Lettere dellUniversità La Sapienza. La discussione si fa animata soprattutto con Rosario Romeo, professore di Storia Moderna, che prima accusa Capizzi di fiancheggiare gli "squadristi rossi" e poi lo schiaffeggia. Gli Indiani metropolitani rincorrono Romeo al grido di "Compagno Capizzi, te lo giuriamo, ogni Romeo preso te lo schiaffeggiamo".