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ⓘ Alfa Romeo



                                               

Alfa Romeo Giulia

L Alfa Romeo Giulia è unautovettura prodotta dallAlfa Romeo dal 1962 al 1977. Nata come erede della "Giulietta", è stata proposta in numerose varianti di carrozzeria, nelle tipologie berlina, coupé, cabriolet e spider. Complessivamente, in 15 anni, ne sono stati prodotti circa 1 milione di esemplari. Ciò ha reso la Giulia una delle vetture più vendute della storia dellAlfa Romeo; di questi, 572.646 furono realizzati nella versione berlina tre volumi.

                                               

Alfa Romeo Giulietta (1955)

Al salone dellautomobile di Torino del 1955 lAlfa Romeo presenta la Giulietta, lautomobile che doveva rappresentare la definitiva riscossa. E il successo arrivò. Ne saranno costruite quasi 132.000 nello Stabilimento del Portello a Milano, numeri di produzione impressionanti per lepoca. Questa vettura compare sulla copertina del numero 1 della rivista Quattroruote. Mai prima dora si era vista una vettura tanto potente, ma anche parca nei consumi, con una frenata eccezionale e un grande bagagliaio offerta a un prezzo tutto sommato, abbordabile. La Giulietta "berlina" condivideva la meccanica ...

                                               

Alfa Romeo Alfetta

L Alfa Romeo Alfetta è una berlina sportiva di classe medio-alta prodotta tra il 1972 e il 1984 dalla casa milanese Alfa Romeo nello stabilimento di Arese.

                                               

Alfa Romeo MiTo

L Alfa Romeo MiTo è unautomobile del segmento B prodotta dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo dal 2008 al 2018 nello stabilimento di Mirafiori. Il nome MiTo deriva dallunione delle due sigle automobilistiche delle città italiane di Milano e Torino ed è stato assegnato dallazienda al progetto Junior, il cui codice di fabbrica è ZAR 955. Nel luglio 2018, dopo dieci anni di carriera, lautomobile cessa di essere prodotta nella fabbrica torinese di Mirafiori come stabilito alla fine di aprile dello stesso anno da un accordo tra il Gruppo FCA e i sindacati, ma rimane in vendita fino al ...

                                               

Alfa Romeo 145

L Alfa Romeo 145 è una autovettura compatta, prodotta dal 1994 al 2001 nello stabilimento di Pomigliano dArco, in Campania, come sostituta dellAlfa Romeo 33.

                                               

Alfa Romeo Stelvio

L Alfa Romeo Stelvio è il primo crossover SUV di segmento D presentato dalla casa automobilistica italiana Alfa Romeo alla fine del 2016 per entrare poi a listino allinizio dellanno successivo.

Alfa Romeo
                                     

ⓘ Alfa Romeo

L Alfa Romeo è unazienda italiana nota per la produzione di vetture dal carattere sportivo.

Fondata il 24 giugno 1910 a Milano come A.L.F.A. acronimo di "Anonima Lombarda Fabbrica Automobili", nel 1918 cambiò nome in "Alfa Romeo" in seguito allacquisizione del controllo della società da parte di Nicola Romeo. LAlfa Romeo appartenne allIstituto per la Ricostruzione Industriale dal 1933 al 1986, quando fu venduta al gruppo Fiat cui appartiene tuttoggi.

Durante la sua esistenza, la casa ha realizzato vetture da strada e concept car che hanno segnato la storia del design dellindustria automobilistica italiana. Dal punto di vista tecnologico lAlfa Romeo è considerata tra le case più allavanguardia del panorama automobilistico mondiale grazie alle innovazioni che hanno esordito sulle sue vetture.

Oltre alle autovetture, lAlfa Romeo ha anche prodotto veicoli commerciali, materiale rotabile, mezzi pubblici, motori marini e aeronautici. Allinizio degli anni settanta, al culmine della capacità manifatturiera, la forza lavoro sfiorava i 29 000 dipendenti distribuiti nei tre stabilimenti produttivi dellepoca Portello, Arese e Pomigliano dArco.

La casa del Biscione ha partecipato con successo a differenti categorie di competizioni automobilistiche. Nel 1925 ha vinto il primo campionato del mondo di automobilismo organizzato nella storia, mentre nel 1950 e nel 1951 ha conquistato le prime due edizioni del Campionato mondiale di Formula 1. Nel 1975 e nel 1977 si è invece aggiudicata il Campionato del mondo sportprototipi. La Scuderia Ferrari ha esordito nelle competizioni a bordo di vetture Alfa Romeo.

                                     

1.1. Storia LALFA e la nascita del marchio Alfa Romeo

Lorigine del marchio è collegata alla fondazione della Società Italiana Automobili Darracq, che nacque a Napoli il 6 aprile 1906. Questa azienda, che produceva su licenza alcuni modelli della casa madre francese, alla fine del 1906 fu trasferita a Milano con la realizzazione di uno stabilimento in zona Portello.

Le vendite si dimostrarono insufficienti ad assicurare la sopravvivenza dellattività produttiva; alla fine del 1909 la società fu posta in liquidazione e venne rilevata da un gruppo di imprenditori lombardi il 24 giugno 1910, quando lazienda mutò il nome in ALFA acronimo di "Anonima Lombarda Fabbrica Automobili". Già nel 1910 fu lanciato il primo modello di autovettura, lALFA 24 HP. Progettata da Giuseppe Merosi, la 24 HP ebbe buon successo e fu seguita da altri modelli.

Prima dellentrata dellItalia nella prima guerra mondiale, le vendite dellALFA aumentarono gradualmente, passando dagli 80 esemplari del 1911 ai 272 del 1914, per poi calare ai 207 del 1915. Con lentrata in guerra dellItalia 1915, la casa automobilistica entrò in crisi. poiché priva delle risorse necessarie per convertirsi alla produzione bellica.

La proprietà decise pertanto di vendere lALFA alla Banca Italiana di Sconto, che individuò lacquirente in Nicola Romeo, un ingegnere meccanico di SantAntimo. Il 4 agosto 1915 Nicola Romeo divenne direttore dello stabilimento del Portello e nel corso di due anni il suo gruppo industriale acquisì il controllo della società, che si concentrò sulla fabbricazione di munizioni, motori aeronautici e attrezzature per miniera, interrompendo temporaneamente la produzione di autovetture. Terminata la guerra Romeo ritornò alla produzione di autovetture ne modificò la denominazione in "Alfa Romeo". Latto ufficiale di nascita dellAlfa Romeo è datato 3 febbraio 1918. La commercializzazione della prebellica ALFA 15-20 HP ricominciò nel 1919. Nel 1920 venne lanciata lAlfa Romeo 20-30 HP, il primo modello da strada a essere commercializzato con la nuova denominazione della società, ma gli affari peggiorarono a causa delle basse vendite dovute allassenza quasi totale di una rete di concessionari e nella disorganizzazione della società, che iniziò a indebitarsi con le banche.

                                     

1.2. Storia Gli anni venti e trenta

La situazione finanziaria peggiorò con il fallimento nel 1921 della Banca Italiana di Sconto, che fu rilevata dalla Banca dItalia attraverso la Banca Nazionale di Credito. La conseguenza fu che lAlfa Romeo divenne di fatto controllata dallo Stato anche dal punto di vista amministrativo. Nel 1925 la Banca Nazionale di Credito estromise Romeo. Lappannamento del marchio fu mitigato dai successi nelle competizioni, e in particolare dal trionfo dellAlfa Romeo P2 nel primo campionato del mondo di automobilismo organizzato nella storia 1925. Con Vittorio Jano alla guida tecnica della società, per lAlfa Romeo iniziò un periodo di grandi successi sportivi e di avanzamenti tecnologici che avrebbero portato al rilancio dellazienda. e alla fama internazionale. La situazione finanziaria continuò però a peggiorare e venne ventilata lipotesi di chiusura. Intervenne però Benito Mussolini: poiché riteneva che le vittorie dellAlfa Romeo dessero prestigio allItalia decise di evitarne la chiusura.

Nonostante i successi sportivi, la situazione finanziaria dellAlfa Romeo continuò a essere critica, anche per la grande crisi economica del 1929. Nel 1933 il governo decise di rilevare le quote dellAlfa Romeo possedute dalle banche acquisendo ufficialmente il controllo dellazienda che diventò pertanto statale. Mussolini decise, attraverso lIRI, di andare contro lopinione di alcuni membri del governo che propendevano per la chiusura e diede a Ugo Gobbato lincarico di riorganizzare lAlfa Romeo da un punto di vista sia finanziario che produttivo.

Il salvataggio dellAlfa Romeo fu ottenuto grazie al lavoro compiuto da Jano e Gobbato e gli anni precedenti la seconda guerra mondiale furono caratterizzati da modelli potenti, contraddistinti da una linea elegante. In particolare, i tre modelli che negli anni trenta fecero dellAlfa Romeo un marchio famoso in tutto il mondo anche per le auto da strada furono la 6C 1500, l8C 2300 e la 8C 2900. Questa fama mondiale si consolidò grazie anche alle gare e ai piloti che ottennero successi rilevanti. Nel 1933 Gobbato ritirò lAlfa Romeo dalla partecipazione diretta alle competizioni, cedendo le sue vetture alla Scuderia Ferrari.

                                     

1.3. Storia Gli anni quaranta e cinquanta

Con lavvicinarsi della seconda guerra mondiale, la produzione dellAlfa Romeo fu orientata verso lassemblaggio di motori aeronautici e autocarri, che sarebbero stati più utili allItalia in caso di conflitto armato. La produzione aeronautica negli anni precedenti alla guerra arrivò a generare quasi l80% del fatturato dellAlfa Romeo. Durante il conflitto, gli stabilimenti dellAlfa Romeo furono bombardati più volte fino a causarne la chiusura: nel 1943 Pomigliano dArco aperto nel 1938 e nel 1944 il Portello.

Nel 1945 lAlfa Romeo ritornò alla tradizionale attività di produzione di automobili con lassemblaggio della prebellica 6C 2500. Nel 1946 fu nominato responsabile tecnico Orazio Satta Puliga, il cui contributo in sinergia con Giuseppe Luraghi presidente di Finmeccanica, la finanziaria dellIRI proprietaria dellAlfa Romeo si sarebbe rivelato decisivo per la trasformazione dellAlfa Romeo in una casa automobilistica produttrice di autovetture di ampia diffusione.

La nuova 1900 debuttò nel 1950 e fu decisiva per risollevare le sorti dellazienda. I costi di produzione vennero ridotti grazie allintroduzione anche al Portello, nel 1952, della catena di montaggio. Con la 1900, lAlfa Romeo passò da casa automobilistica che assemblava modelli di lusso, a livello quasi artigianale, a marchio che produceva industrialmente, con labbattimento dei costi di produzione. Dallo stabilimento del Portello uscirono migliaia di veicoli lanno mentre in precedenza la produzione si attestava al massimo a mille vetture annue. La crescita fu costante: dalle 6.104 vetture assemblate nel 1955, la capacità produttiva dello stabilimento raggiunse, nel 1960, le 57.870 unità.

La nuova vettura destinata alla media borghesia, in un mercato automobilistico italiano che nella seconda parte degli anni cinquanta si era pienamente ripreso dalla crisi postbellica, fu la Giulietta, cioè un modello di minori dimensioni, meno costoso e costruttivamente più semplice della 1900. La vettura ebbe un successo senza precedenti e si guadagnò il soprannome di "fidanzata dItalia". Grazie al lancio della 1900 e della Giulietta, le vendite dellAlfa Romeo ebbero un cospicuo incremento, e ciò consentì la salvezza del marchio.



                                     

1.4. Storia Gli anni sessanta e settanta

Nel 1960 Luraghi diventò presidente e tornò così a occuparsi della casa automobilistica del Biscione dopo unesperienza alla Lanerossi. Il modello che sostituì la Giulietta, la Giulia, venne introdotta sui mercati nel giugno del 1962, e negli anni seguenti furono lanciate sul mercato molte varianti che completarono la gamma del modello anche con versioni spiccatamente sportive come la Giulia GT.

Per completare la gamma, lAlfa Romeo decise poi di lanciare sui mercati anche un modello spider: il Duetto, che debuttò nel marzo del 1966. La vettura ebbe un notevole successo che oltrepassò i confini nazionali arrivando fino agli Stati Uniti. In questi anni lAlfa Romeo, allapogeo della fama, introdusse unaltra vettura che passò alla storia e che fu prodotta in un numero ristretto di esemplari, la 33 Stradale. Di questi anni fu anche linaugurazione del Centro Sperimentale, una pista di collaudo a Balocco.

Nel 1972 fece il suo esordio lAlfasud, cioè un modello medio-piccolo che segnò lingresso della casa del Biscione in questo segmento; fu la prima Alfa Romeo a trazione anteriore e fu il primo modello della casa del Biscione a installare il motore boxer Alfa Romeo.

AllAlfasud, che ebbe un buon successo commerciale, sempre nel 1972 fu affiancata lAlfetta, una berlina di fascia medio-alta. con una meccanica completamente nuova. Tuttavia gli anni settanta non continuarono a essere fortunati riguardo alla produzione di serie, soprattutto a causa della crisi petrolifera del 1973 che colpì pesantemente il comparto dellauto. Le vendite di autovetture registrarono infatti un calo a causa del rapido e vertiginoso aumento del prezzo dei carburanti. Per quanto riguarda i nuovi modelli, la Giulia fu sostituita nel 1977 dalla nuova Giulietta e, poco più tardi, venne introdotta la nuova ammiraglia, lAlfa 6 1979, che si rivelò un flop commerciale.

                                     

1.5. Storia Gli anni ottanta e novanta

Il periodo compreso tra la fine degli anni settanta e linizio degli anni ottanta fu caratterizzato dalla presenza, nella gamma Alfa Romeo, di modelli obsoleti che non vennero sostituiti da vetture nuove allaltezza del prestigio del marchio. Era lacunosa anche la fattura dei modelli, per lassemblaggio poco curato e per la scarsa qualità dei materiali. Un temporaneo miglioramento si ebbe con il lancio, nel 1983, del modello che sostituiva lAlfasud, la 33, che ebbe un ottimo riscontro commerciale. Al contrario lArna, sempre del 1983 e frutto di una joint venture con la Nissan, fu un clamoroso fallimento commerciale. Con questo modello, il prestigio dellAlfa Romeo raggiunse probabilmente il punto più basso nella sua storia.

A questo punto lAlfa Romeo, priva della liquidità necessaria per rinnovare la gamma, lanciò sul mercato una nuova ammiraglia basata sui modelli precedenti, la 90 1984. Anche la 75 1985 fu lennesimo frutto della strategia di derivare i nuovi modelli da vetture precedenti; ebbe un buon successo e fu il primo modello a montare il nuovo motore Twin Spark. I conti tuttavia rimasero in rosso per gli alti costi di produzione; ad esempio, allinizio degli anni ottanta, lAlfa Romeo per assemblare unAlfetta spendeva una cifra tripla rispetto al prezzo a cui il modello era poi venduto al pubblico. Così il presidente dellIRI, Romano Prodi, decise di vendere la casa automobilistica a un gruppo privato. Nel 1986, dopo unaccesa battaglia con la Ford, il gruppo Fiat acquisì lAlfa Romeo grazie allintervento dello stesso Prodi. Nel 1987 venne introdotta la 164, unammiraglia sviluppata sulla stessa base della Lancia Thema che rappresentò una pietra miliare nella storia della casa, dato che fu il primo modello Alfa Romeo di questo segmento a trazione anteriore. La coupé in serie limitata SZ e la roadster RZ furono i primi modelli interamente concepiti sotto la guida del gruppo Fiat, pur mantenendo architetture meccaniche derivanti dalla base Alfetta.

Con la 155 1992 la nuova proprietà unificò progressivamente la meccanica dei modelli Alfa Romeo e di quelli FIAT con lobiettivo di contenere i costi. Poco dopo furono lanciati i due modelli che sostituirono la 33, la 145 e la 146, che debuttarono, rispettivamente, nel 1994 e nel 1995. Lanno di svolta fu il 1997, grazie al lancio della 156 che segnò, con la sua linea sportiva e innovativa, il design automobilistico ed ebbe subito un successo notevole, tantè che vinse, nel 1998, il prestigioso premio di Auto dellanno. Nel 1998 terminò la produzione della 164, che cedette il posto alla nuova ammiraglia 166.

                                     

1.6. Storia Gli anni duemila e duemiladieci

Il nuovo millennio iniziò per la casa del Biscione sotto ottime prospettive. Il modello introdotto nel 2000, la compatta 147, ebbe infatti un grande successo tra il pubblico e ottenne il premio Volante dOro nel 2000 e il titolo di Auto dellanno nel 2001. Nel 2003 avvenne la presentazione del modello GT, che lanno successivo vinse il premio di "Automobile più bella del mondo".

Nel 2005 debuttò la 159, ovvero il modello di gamma medio-alta che sostituì la 156. La vettura venne realizzata in collaborazione con il gruppo General Motors; il pianale, infatti, era frutto di cooperazione con il marchio Opel. Il 2007 vide il debutto della supersportiva 8C Competizione, le cui forme vennero suggerite dalla 33 Stradale. Venne commercializzata in serie limitata e i 500 esemplari previsti furono tutti venduti appena introdotti sul mercato. Era dotata di un motore V8 Maserati Squadra Corse da 4.7 l e 450 CV, che era assemblato dalla Ferrari e derivava dal propulsore montato sulla Maserati 4200 GT. L8C Competizione segnò il ritorno della casa del Biscione alla trazione posteriore. La vettura ebbe un ottimo successo e per tale motivo il gruppo Fiat decise di realizzarne anche una versione spider, che entrò in produzione nel 2009.

Nel giugno 2008 è avvenuto invece il lancio commerciale della compatta MiTo, concepita per incrementare le vendite estendendo la gamma verso il basso. Nel 2010, in occasione del centenario di fondazione della casa, lAlfa Romeo ha presentato il modello che ha sostituito la 147, la Giulietta. Nel 2013 è entrata invece in produzione la 4C. Il 6 maggio 2014 è stato presentato da Sergio Marchionne il piano industriale del marchio fino al 2018. Il 24 giugno 2015, in occasione del 105º anniversario di fondazione della casa, è stata presentata la Giulia nella versione sportiva Quadrifoglio al museo storico Alfa Romeo. Questa vettura segna il ritorno delle berline Alfa Romeo alla trazione posteriore dai tempi della 75. Il 16 novembre 2016 è avvenuta la presentazione del primo SUV prodotto dalla casa, denominato Stelvio, che condivide pianale e motorizzazioni con la Giulia.



                                     

2. La storia del marchio di fabbrica

La casa automobilistica del Biscione non ha mai modificato radicalmente il proprio marchio. Sin dalla nascita lAlfa Romeo ha scelto come emblema un logo circolare suddiviso verticalmente in due parti. Sul settore sinistro è presente lo stemma di Milano, la croce rossa in campo bianco simbolo medievale del comune, mentre sul lato destro è raffigurato il serpente visconteo il "Biscione". Le uniche modifiche hanno riguardato il settore circolare esterno:

  • Nel 2015, in occasione del 105º anniversario della fondazione dellAlfa Romeo e della presentazione della nuova Giulia, il logo viene rinnovato. Scompare la bipartizione verticale: lo stemma di Milano e il Biscione ingollante si abbracciano ora su un unico sfondo con effetto fibra di carbonio bianco; i dettagli dorati diventano argentei, luomo che esce dalla bocca del Biscione è anchesso argenteo, la scritta Alfa Romeo è rinnovata nel carattere, la cornice blu è più scura. Il restyling è stato curato da Robilant & Associati, che aveva già ridisegnato i loghi di FIAT e Lancia, e aveva concepito il marchio di FCA.
  • Nel 1946, dopo la vittoria della Repubblica al referendum del 2 giugno, sono state inserite due linee ondulate in sostituzione dei nodi sabaudi, utilizzando come materiale di base una lamiera rossa.
  • Nel primo logo dellazienda, che fu abbozzato da Giuseppe Merosi nel 1910, erano presenti le scritte Alfa e Milano divise da due nodi sabaudi in omaggio alla Casa regnante italiana.
  • Nel 1919, dopo lacquisizione del controllo dellazienda da parte di Nicola Romeo, è stata inserita la dicitura Romeo.
  • Nel 1925 è stata aggiunta una corona dalloro in ricordo della vittoria dellAlfa Romeo P2 al primo campionato del mondo di automobilismo organizzato nella storia.
  • Nel 1950 il marchio è ritornato allottone smaltato.
  • Nel 1972, con la conversione dello stabilimento Alfasud di Pomigliano dArco alla produzione automobilistica, vengono eliminate dal marchio la scritta Milano, le linee ondulate e il trattino che separa Alfa e Romeo, dando quindi al marchio un aspetto più "moderno" restyling di Pino Tovaglia;. la scritta è ancora in bianco.
  • Nel 1982 è abbandonata la corona dalloro e il logo ha lo sfondo dorato smalto su ottone, compresa la scritta.
                                     

3.1. La produzione Gli stabilimenti in Italia

In Italia i siti produttivi strettamente legati al marchio Alfa Romeo sono stati quattro. Il primo, che venne aperto a Milano nel quartiere del Portello, nacque agli albori della storia della casa del Biscione. Tale fabbrica fu impiantata nel 1906, in occasione del trasferimento della Darracq da Napoli a Milano e fu chiusa nel 1986, quando lultimo dipendente dellimpianto venne trasferito ad Arese. Le ultime strutture dello stabilimento sono state demolite nel 2004.

Il secondo sito produttivo ad essere attivato fu quello di Pomigliano dArco. I lavori di costruzione iniziarono nel 1938 con lobiettivo di destinare il nuovo sito produttivo alla progettazione e allassemblaggio di motori aeronautici. Con la finalità di favorire loccupazione delle regioni del Sud Italia, negli anni sessanta Giuseppe Luraghi decise di convertire lo stabilimento in un sito produttivo di automobili. La prima vettura Alfa Romeo prodotta a Pomigliano dArco fu lAlfasud, il cui assemblaggio iniziò nel 1972. Lultima è stata invece la 159, che è stata prodotta fino al 2011. A partire dal dicembre dello stesso anno nello stabilimento è iniziato lassemblaggio della Fiat Panda. Nel 2008 tale stabilimento è stato intitolato a Giambattista Vico.

Il terzo sito produttivo costruito in ordine di tempo dallAlfa Romeo fu quello di Arese, inaugurato nel 1963. La fabbrica di Arese toccò lapice della produzione negli anni settanta e ottanta, poi venne progressivamente ridimensionata per poi essere chiusa nel 2005.

Lultimo stabilimento aperto dallAlfa Romeo in Italia è stato quello di Pratola Serra, Inaugurato nel 1981 per lassemblaggio dellArna e dal 1996 destinato alla produzione di motori del gruppo FCA.

I modelli Alfa Romeo commercializzati in seguito alla uscita di produzione della 159 non sono stati più assemblati in fabbriche collegate specificamente al marchio del Biscione. Infatti la 8C Competizione è stata prodotta a Modena negli stabilimenti della Maserati, ovvero nello stesso sito produttivo dovè assemblata la 4C, mentre la MiTo e Giulietta sono fabbricate, rispettivamente, negli stabilimenti Fiat di Mirafiori Torino. e di Cassino.

                                     

3.2. La produzione Loccupazione in Italia

Nei primi anni di attività lALFA poteva contare su circa 300 dipendenti, che crebbero a 2.200 durante la fase di ricostruzione che seguì il primo conflitto mondiale 1919. I lavoratori si ridussero a 1.200 allinizio degli anni venti a causa della crisi economica del primo dopoguerra. Con lampliamento delle capacità produttive e la diversificazione dellattività, il numero dei dipendenti continuò poi a crescere fino a superare i 6.000 dipendenti nel 1937 ed a toccare le 14.000 unità allinizio della seconda guerra mondiale 1940.

A conflitto terminato, poco prima dellinaugurazione delle prime catene di montaggio, la forza lavoro totale impiegata tra il Portello e Pomigliano dArco ammontava a circa 8.500 persone 1949. Da questo momento il numero dei lavoratori continuò a crescere. Allinizio degli anni settanta, al culmine della capacità produttiva, la forza lavoro impiegata allAlfa Romeo sfiorava i 29.000 dipendenti. La profonda crisi iniziata alla fine degli anni settanta e la strategia perseguita dal gruppo Fiat portarono, a partire dalla metà degli anni ottanta, a un ridimensionamento del numero degli impiegati. Lo stabilimento di Arese, per esempio, passa dai 22.400 dipendenti del 1974, ai 19.000 del 1982, ai 16.000 del 1986. e ai 9.500 lavoratori nel 1993, per poi arrivare allazzeramento delle maestranze con la chiusura della fabbrica. A febbraio 2013, nello stabilimento di Pomigliano dArco, lavoravano circa 2.400 persone.

In seguito alla chiusura dei siti produttivi del Portello e di Arese e dopo la messa in produzione di modelli non appartenenti al marchio del Biscione a Pomigliano dArco, i lavoratori impiegati per la realizzazione di vetture Alfa Romeo fanno parte delle maestranze dei vari stabilimenti del gruppo FCA.

                                     

3.3. La produzione La produzione fuori dallItalia

Nel 1952 la casa del Biscione siglò un accordo con lazienda automobilistica brasiliana FNM per la costruzione in loco di autocarri pesanti. Nel 1961 iniziò la produzione automobilistica con il modello FNM JK in seguito ribattezzato "FNM 2000" che era, in sostanza, la versione brasiliana dellAlfa Romeo 2000. Nel 1968 lAlfa Romeo acquisì il controllo della FNM e lanno seguente la 2000 fu sostituita dalla 2150. Nel 1974 la 2150 venne rimpiazzata dallAlfa Romeo 2300, che fu pertanto il primo modello prodotto dalla FNM a portare il marchio della casa automobilistica del Biscione. Nellestetica la 2300 ricalcava lAlfetta anche se erano presenti delle sostanziali differenze nelle dimensioni. Nel 1978, alla 2300 "base", venne affiancata la versione Ti. La 2300 restò in produzione fino al 1988.

LAlfa Romeo esordì sul mercato sudafricano nel 1958. Grazie al successo riscosso dalle proprie vetture, la casa del Biscione decise di costituire nel 1962 l Alfa Romeo South Africa ltd A.R.S.A., ovvero una struttura finalizzata alla vendita e allassistenza di autovetture Alfa Romeo in Sudafrica. Dal 1973 al 1984 lAlfa Romeo produsse la Giulia, lAlfetta, lAlfasud berlina e Sprint, la Giulietta, la GTV6 e lAlfa 6 in uno stabilimento costruito a Brits, dove vennero assemblate poi anche la Fiat 132, la Fiat 128 Pick up e la Daihatsu Charade grazie a un accordo stipulato tra lAlfa Romeo le due case automobilistiche concorrenti. Lo stabilimento di Britts fu chiuso nel 1984 a causa di una contrazione dei volumi di vendita delle vetture Alfa Romeo su questo mercato.

Dal 2002 al 2004 le 156 destinate ai mercati asiatici furono assemblate in Thailandia nello stabilimento General Motors di Rayong. Tale produzione fu il risultato di una joint venture tra la Fiat e il gruppo automobilistico statunitense citato.



                                     

4. La tecnologia

Nel corso della sua storia la casa del Biscione ha introdotto parecchie innovazioni tecnologiche. In altri casi lAlfa Romeo è stata tra le prime case automobilistiche ad averle impiegate sulle proprie vetture. Tutto ciò ha portato alla nascita di una tradizione che si è rinnovata fino al XXI secolo e che colloca lAlfa Romeo tra le case più allavanguardia nel panorama mondiale.

Una delle prime applicazioni della distribuzione bialbero fu quella del 1914 sulla Grand Prix, che segnò lesordio di questa tecnologia su un modello Alfa Romeo. Lo stesso sistema di distribuzione, questa volta applicato a un modello stradale, venne utilizzato per la prima volta dalla casa del Biscione nel 1928 sulla 6C 1500 Sport. Nel 1940 lAlfa Romeo provò uno dei primi sistemi a iniezione su una 6C 2500. Tale modello, che era caratterizzato da un corpo vettura denominato "Ala spessa", esordì su un circuito che si snodava tra le strade del bresciano. Questo sistema dalimentazione venne realizzato dalla Caproni e prevedeva degli iniettori azionati elettricamente.

La 1900 fu uno tra i primi esempi di autovettura con struttura a monoscocca. Un altro modello tecnologicamente avanzato fu la Giulia, in grado di erogare prestazioni di alto livello grazie alla presenza di sospensioni indipendenti e di una nuova versione del motore bialbero Alfa Romeo. La tradizione delluso di una meccanica avanzata continuò con lAlfetta, che aveva una perfetta distribuzione dei pesi grazie alla presenza di una trasmissione transaxle. Questo sistema prevedeva il cambio e la frizione montati in blocco nel retrotreno e ciò equilibrava il peso del motore, che era anteriore.

Il variatore di fase è stato montato per la prima volta nella storia nel 1980 sulla Spider "Duetto". In seguito questa tecnologia ideata dallAlfa Romeo è stata applicata da quasi tutti i costruttori automobilistici. Uninnovazione più recente è stato il cambio robotizzato Selespeed. Tale componente, utilizzato per la prima volta sulla 156, ha rappresentato il primo cambio manuale automatizzato mai montato su una vettura di serie. La 156 è stata anche la prima autovettura al mondo a montare un motore turbo Diesel common rail. Anche questa tecnologia si è poi diffusa sui modelli Diesel di quasi tutte le altre case automobilistiche. Sulla MiTo hanno esordito il sistema di monitoraggio Alfa Romeo DNA e il nuovo tipo di cambio a doppia frizione "TCT" ideato dal gruppo Fiat.

                                     

5. Il design

La prima divisione aziendale dellAlfa Romeo che si è occupata della progettazione di automobili è stato l"Ufficio Progettazione Carrozzeria", che è stato costituito negli anni quaranta. Il Centro Stile Alfa Romeo è stato invece fondato nel 1990 e aveva originariamente sede nellarea dove sorgeva lo stabilimento di Arese. Nel 2011 questo dipartimento è stato spostato a Torino.

Oltre che dalla divisione interna allazienda, la linea dei modelli Alfa Romeo è stata anche disegnata da professionisti esterni, come Nuccio Bertone, Carlo Felice Bianchi Anderloni, Mario Boano, Marcello Gandini, Giorgio Giugiaro, Franco Martinengo, Battista Pininfarina, Franco Scaglione, Ercole Spada e Ugo Zagato.

Due stilemi che caratterizzano il frontale dei modelli Alfa Romeo da decenni e che distinguono i modelli della casa del Biscione dalle altre vetture sono lo scudetto e il trilobo.

                                     

5.1. Il design Le vetture di serie

LAlfa Romeo ha prodotto alcune vetture da strada che hanno segnato la storia del design dellindustria automobilistica italiana. I primi modelli Alfa Romeo che si distinsero per la loro estetica furono quelli commercializzati negli anni trenta. La loro linea elegante e raffinata contribuì a far diventare famoso in tutto il mondo il marchio Alfa Romeo. Per quanto riguarda le vetture successive, la 1900 ebbe un design allavanguardia che derivava da quello delle vetture prebelliche. Questa linea fu poi confermata sul modello successore della 1900, la Giulietta.

Negli anni sessanta fu commercializzata la Giulia, che era caratterizzata da una forma particolarmente aerodinamica frutto delluso della galleria del vento. Grazie al suo bassissimo C x venne coniato lo slogan "lauto disegnata dal vento". Nello stesso periodo fu anche lanciato sui mercati lultimo lavoro di Pininfarina prima di morire, la spider Duetto. La sua linea ebbe un grande successo e segnò una pietra miliare nella storia del design delle vetture Alfa Romeo. In questi anni lAlfa Romeo introdusse un altro modello che passò alla storia, la 33 Stradale. Derivata dal modello da competizione Tipo 33, la 33 Stradale venne dotata di una carrozzeria tra le più belle della sua epoca.

Nel 1970 venne introdotta la Montreal. Secondo i piani iniziali lo sviluppo del modello doveva fermarsi allo stadio di concept car ma in seguito, grazie al grande successo che registrò anche per sua linea così innovativa e differente da quella delle Alfa Romeo precedenti, fu deciso di produrla in serie. Nel 1972 venne introdotta lAlfetta, ovvero un modello che in seguito diventò uno degli emblemi dellindustria automobilistica italiana di questo decennio e che era caratterizzato da una linea a cuneo allavanguardia per i tempi.

Il modello che segnò uno spartiacque con le vetture del passato fu la 33, con la quale lAlfa Romeo ruppe una tradizione consolidata da qualche decennio passando da modelli caratterizzati da un design decisamente sportivo a vetture aventi linee più ricercate ed eleganti. Anche lequipaggiamento fu reso più ricco, tantè che venne introdotto, proprio sulla 33, lallestimento "Quadrifoglio Oro".

Negli anni novanta la linea innovativa della 156 marcò linizio di un nuovo concetto di stile che fu poi applicato anche sui modelli seguenti, pur con gli aggiornamenti del caso, e che coniugava le linee caratteristiche di famosi modelli Alfa Romeo del passato con nuovi stilemi.

Nel 2000 è stata lanciata sui mercati la 147. Dotata di un frontale dalle linee più decise e definite che ricordava quello della 1900, la 147 possedeva uno stilema che ha poi contraddistinto le parti anteriori dei modelli successivi e i facelift delle vetture in listino. Un altro modello prodotto nel primo decennio del nuovo millennio, la MiTo, presenta un C x decisamente basso 0.29 che è la conseguenza di un approfondito studio sullaerodinamica.

                                     

5.2. Il design Le concept car

Anche la produzione di concept car Alfa Romeo è stata importante per la storia del design dellindustria automobilistica italiana. Molte concept car del marchio del Biscione sono state dei semplici esercizi di stile ma altre, nelle intenzioni della casa, dovevano essere seguite da modelli prodotti in serie.

La prima concept car prodotta dallAlfa Romeo è stata la 40-60 HP Aerodinamica 1914. Questo modello venne dotato di una linea che ricordava quella di un dirigibile ed è considerata - da parte degli addetti ai lavori - la prima monovolume della storia. Negli anni cinquanta la casa automobilistica del Biscione ha realizzato una serie di modelli che sono diventati in seguito pietre miliari per il design automobilistico mondiale. Le BAT BAT, questo il loro nome, derivavano dalla 1900 Sprint e furono progettate da Franco Scaglione per conto di Bertone come esercizio stilistico atto a rendere massimo leffetto aerodinamico. Dalla 1900 è derivata anche la Disco Volante. Grazie alla linea molto particolare e alla popolarità scaturita dalla sua partecipazione alla Mille Miglia, la Disco Volante diventò famosa in breve tempo facendo piovere allAlfa Romeo decine di prenotazioni "sulla fiducia". Tuttavia la casa del Biscione decise di non produrla in serie nonostante le pressioni di personaggi famosi come lastronauta Charles Conrad e lattore Tyrone Power.

Il modello da competizione Tipo 33 e la sua derivata 33 Stradale sono diventate la base di molte concept car prodotte negli anni sessanta e settanta. Tra esse ci sono state la Carabo e la Cuneo. La Carabo, che è stata realizzata nel 1968, era dotata di soluzioni stilistiche in seguito utilizzate sulla Lamborghini Countach. La Cuneo, che è stata invece presentata nel 1971, ha stupito il pubblico per le sue linee squadrate in un periodo in cui le forme arrotondate andavano per la maggiore.

Negli anni novanta è stata realizzata la Proteo 1991, che era caratterizzata da quattro ruote sterzanti e da una carrozzeria coupé-cabriolet. Da questa concept car, che era basata sulla 164, è poi derivata la "GTV". La Proteo è stata la prima vettura a essere dotata di un particolare sistema automatico di ripiegamento del tettuccio che è stato poi utilizzato da molte altre case automobilistiche. Nel 2004 è stata realizzata la Visconti. Questo modello, se fosse entrato in produzione, avrebbe sostituito la 166. La Visconti era una berlina di grandi dimensioni che era caratterizzata da un tettuccio piuttosto spiovente simile a quello di una coupé. Questo tipo di linea è stato poi ripreso dalla Mercedes-Benz Classe CLS. e, soprattutto, dalla Porsche Panamera, nonostante le differenze meccaniche e la differente caratterizzazione del muso. In occasione del centenario della fondazione dellAlfa Romeo 2010, la Pininfarina e la Bertone hanno onorato la storia del marchio del Biscione presentando i prototipi Pininfarina Duettottanta e Bertone Pandion.

Il 5 Marzo 2019, durante il Salone Internazionale di Ginevra, viene presenta la Alfa Romeo Tonale, concept car che anticipa le linee del nuovo SUV di segmento C della Casa di Arese.

                                     

6.1. Altri prodotti Materiale rotabile

Le origini della produzione di materiale rotabile sono collegate allacquisizione dellALFA da parte di Nicola Romeo. Durante la prima guerra mondiale la Società Anonima Italiana Ing. Nicola Romeo riuscì ad accumulare una liquidità tale da essere in grado di assorbire, nel 1918, tre società che si occupavano di commesse ferroviarie: le Costruzioni Meccaniche di Saronno, le Officine Ferroviarie Meridionali di Napoli le Officine Ferroviarie Romane. Grazie agli stabilimenti acquisiti la società capitanata da Nicola Romeo, che nel frattempo aveva cambiato nome in Alfa Romeo, iniziò la produzione di questo tipo di manufatti. LAlfa Romeo fabbricò carrozze ferroviarie a Napoli e locomotive sia elettriche che a vapore a Saronno. A Roma venivano invece riparate le vetture ferroviarie. Le locomotive elettriche prodotte dallAlfa Romeo erano conosciute per lelevato livello tecnologico e vennero largamente impiegate nei convogli delle Ferrovie dello Stato italiane.

Allinizio degli anni venti la divisione aziendale dellAlfa Romeo che si occupava di materiale rotabile realizzava un cospicuo utile a fronte della perdita del comparto automobilistico. Con lavvento del fascismo in Italia il governo decise nel 1922 di ridurre gli investimenti destinati alle ferrovie. Le commesse ferroviarie diminuirono e ciò contribuì a peggiorare la già precaria situazione finanziaria della casa del Biscione. Nel 1925, con luscita di scena di Nicola Romeo, i tre stabilimenti che si occupavano di materiale rotabile furono venduti, ponendo fine a questo tipo di produzione.

                                     

6.2. Altri prodotti Veicoli commerciali

LAlfa Romeo ha prodotto veicoli commerciali dal 1914 al 1988 ed è stata, dopo la Fiat, lazienda italiana che ha costruito questa tipologia di mezzi di trasporto per più tempo.

Il primo autocarro realizzato dallAlfa Romeo, che venne prodotto nel 1914, fu ottenuto modificando una 24 HP. Il primo camion non derivante da unautovettura fu il Tipo 50, che venne lanciato sui mercati nel 1931. Lultimo modello di camion Alfa Romeo fu invece prodotto nel 1967. Grazie alla loro diffusione nelle colonie italiane durante gli anni trenta in Etiopia, ancora nel XXI secolo, il termine romeo indica genericamente l"autocarro". I camion Alfa Romeo più celebri, che vennero prodotti dagli anni quaranta agli anni sessanta, furono il 430, l800 ed il Mille. Alcuni di essi erano dotati di dimensioni così ampie da avere una capacità di carico corrispondente a quella massima concessa dal codice della strada. I camion della casa del Biscione sono stati anche prodotti su licenza in Spagna e Brasile.

Il primo furgone costruito dallAlfa Romeo fu il Romeo, che venne prodotto dal 1954 al 1967. Successivamente furono commercializzati lF11/A11, che fu realizzato dal 1967 al 1971, e lF12/A12, che venne invece prodotto dal 1967 al 1983. Gli ultimi veicoli commerciali leggeri realizzati dallAlfa Romeo furono lAR6 e lAR8. Traevano origine da un accordo con lIveco ed erano, rispettivamente, dei Fiat Ducato e Iveco Daily rimarchiati. Lultimo esemplare di furgone Alfa Romeo - un AR6 - uscì dalle catene di montaggio nel 1988.

                                     

6.3. Altri prodotti Mezzi pubblici

LAlfa Romeo è stata tra i maggiori produttori italiani di mezzi pubblici. Realizzò autobus e filobus dagli anni trenta agli anni sessanta, mentre continuò a costruire mezzi più leggeri come scuolabus e minibus fino agli anni ottanta.

Fino agli anni cinquanta gli autobus ed i filobus Alfa Romeo erano ottenuti dagli autocarri grazie al prolungamento e allabbassamento del telaio. In seguito i mezzi pubblici Alfa Romeo iniziarono a essere dotati di caratteristiche tecniche peculiari che li differenziarono dai veicoli commerciali. In particolare, il primo modello di autobus Alfa Romeo totalmente svincolato dagli autocarri fu il 902 A, che venne assemblato dal 1957 al 1959.

La denominazione dei autobus si differenziava da quella dei filobus per la dicitura che completava la sigla numerica. A questultima era aggiunta generalmente la sigla "A" o "AU" nel caso si trattasse di autobus e la sigla "AF" in caso di filobus. Furono utilizzati in molte città italiane e i filobus - in particolare - vennero prodotti anche per i mercati esteri. Lultimo modello di autobus prodotto dallAlfa Romeo fu il Mille, che venne assemblato fino al 1964. Analogamente, la produzione di filobus terminò nel medesimo anno con lomonimo Mille.

                                     

6.4. Altri prodotti Motori aeronautici

Il primo motore Alfa Romeo utilizzato su un aeroplano fu installato nel 1910 su un biplano Santoni-Franchini. Dopo questo propulsore seguì la produzione di altri motori aeronautici realizzati su licenza.

Nel 1932 venne fabbricato il primo motore aeronautico totalmente progettato dalla casa del Biscione, il D2, che fu poi montato sul Caproni Ca.101. I propulsori aeronautici dellAlfa Romeo, grazie soprattutto alluso su un numero ragguardevole di aeroplani della Regia Aeronautica, contribuirono a scrivere pagine importanti della storia dellaviazione italiana. La casa del Biscione aveva inoltre una propria linea di sviluppo e di produzione di eliche, sia a passo fisso sia a passo variabile, che erano realizzate in duralluminio. Per quanto concerne i materiali, lAlfa Romeo brevettò leghe metalliche che vennero in seguito abbondantemente utilizzate anche sulle autovetture. Una delle più famose leghe metalliche ideate e realizzate dallAlfa Romeo che derivavano dallambito aerodinamico fu la "Duralfa".

Durante la seconda guerra mondiale lAlfa Romeo continuò a costruire motori aeronautici. Tra i più famosi ci fu lRA 1000 RC.41, che venne prodotto su licenza della Daimler-Benz. Questo propulsore rese possibile la costruzione del Macchi M.C.202, ovvero il miglior aereo da caccia della Regia Aeronautica utilizzato durante il secondo conflitto mondiale. Dopo lo scoppio del conflitto Ugo Gobbato decise di dotare la casa automobilistica del Biscione di una divisione aziendale specifica che si sarebbe occupata esclusivamente della produzione aeronautica. Nacque così, nel 1941, lAlfa Romeo Avio.

Dopo la guerra lAlfa Romeo continuò la sua attività nel campo aeronautico collaborando con varie aziende. Nel 1979 lAlfa Romeo stabilì un primato: fu la prima azienda italiana a progettare, sviluppare e costruire autonomamente un motore aeronautico a turbina, lAR318, che venne poi installato su un Beechcraft King Air. Nel 1981 Alfa Romeo Avio partecipò insieme alla Oto Melara e alla Fiat Avio alla realizzazione del vettore supersonico "Otomach 2". Nel 1986 lAlfa Romeo Avio è stata venduta alla Aeritalia, mentre nel 1996 è passata alla Fiat Avio. Nel 2005, allinterno della nuova società, lAlfa Romeo Avio è stata coinvolta nello sviluppo del motore T700-T6E1. Tale propulsore è stato poi montato sullelicottero NHI NH90.

                                     

6.5. Altri prodotti Motori marini

LAlfa Romeo è stata attiva nella produzione di motori marini. A volte vennero montati dei propulsori automobilistici, mentre in altre occasioni su questi ultimi vennero effettuate delle modifiche per renderli adatti allo scopo.

La prima affermazione dellAlfa Romeo nel campo delle competizioni nautiche è datata 1929 e venne ottenuta alledizione inaugurale del raid Pavia-Venezia. Nel 1938 un monoscafo tipo Passarin motorizzato da un propulsore Alfa Romeo da 12 cilindri e 4.5 L si aggiudicò i concorsi internazionali di Ginevra, di Venezia, di Monaco di Baviera e dellidroscalo di Milano. Nel 1939 un idroplano dotato di motore Alfa Romeo da 850 CV riuscì a infrangere, sul lago di Bracciano, il record di velocità per questo tipo di imbarcazioni raggiungendo i 121.710 km/h.

Gli anni successivi alla seconda guerra mondiale videro la conquista di tre titoli mondiali di motonautica. Mario Verga nel 1953 ed Ezio Selva 1956 e 1957 si laurearono difatti campioni del mondo nelle proprie categorie su imbarcazioni mosse dal motore Alfa Romeo 158. Negli anni cinquanta furono conquistati molti allori nazionali ed europei di durata, di fondo e di velocità grazie soprattutto a Giulio De Angelis, Franco e Guido Caimi, Leopoldo Casanova, Giuseppe Castaldi e Giancarlo Capecchio. Queste vittorie vennero conquistate da imbarcazioni che avevano installato dei motori di derivazione automobilistica. Tali propulsori marini erano legati a quelli montati sulla Giulietta, sulla Giulia GTA, sulla Giulia TZ e sulla 2600.

Nel 1970 Eugenio Molinari stabilì due record mondiali grazie ad unimbarcazione che aveva installato un motore già utilizzato sulla 1750, mentre nel 1972 Franco Giliberti infranse due record di velocità a bordo di imbarcazioni che avevano montato propulsori legati a quelli installati sulla Montreal e sulla Giulia. Nel 1972 Leopoldo Casanova, grazie ad un motore già montato sullAlfetta GTV, infranse i due più importanti record mondiali di velocità sul chilometro di fondo.

                                     

6.6. Altri prodotti Mezzi agricoli

Dal 1918 al 1921 la società guidata da Nicola Romeo produsse un modello di trattore agricolo su licenza dellInternational Harvester, il Romeo. Il Romeo ebbe uno scarso successo commerciale, soprattutto sulla scorta delle sue caratteristiche tecniche, che erano obsolete già da qualche anno. Un esemplare di Romeo è conservato al museo storico Alfa Romeo di Arese. Questo fu lunico modello di trattore agricolo commercializzato dalla casa del Portello.

                                     

7. Le competizioni automobilistiche

La prima divisione aziendale dellAlfa Romeo destinata esclusivamente alle competizioni automobilistiche fu lAlfa Corse, che venne fondata nel 1938. Questo reparto si occupava della progettazione, della realizzazione e della manutenzione delle vetture da competizione, e fu inizialmente gestito da Enzo Ferrari. Nel 1963, per volere di Giuseppe Luraghi e grazie allimpegno di Carlo Chiti, nacque invece lAutodelta, che lanno successivo si tramutò nella sezione corse della casa del Biscione. Questo reparto esterno fu realizzato per dotare lAlfa Romeo di una struttura snella e indipendente che sollevasse la casa madre dal cospicuo lavoro connesso alle competizioni. Nel 1966 lAlfa Romeo acquistò lAutodelta, che divenne quindi il nuovo reparto corse ufficiale della casa sostituendo quello interno allazienda. Nel 1985 lAutodelta fu liquidata e dallanno successivo le gare tornarono a essere gestite dalla storica sezione corse della casa del Biscione.

                                     

7.1. Le competizioni automobilistiche Dallesordio agli anni quaranta

LAlfa Romeo debuttò nelle competizioni automobilistiche nel 1911 con la 24 HP. Alcuni esemplari del modello furono iscritti alla Targa Florio senza fortuna e i risultati deludenti furono ripetuti anche lanno seguente. Il successo nelle gare arrivò però nel 1913 grazie a una versione da competizione della 40-60 HP. Il modello vinse la Parma-Poggio di Berceto classificandosi primo nella propria classe e secondo nella graduatoria assoluta. Questa vittoria diede allALFA limpulso a continuare la partecipazione alle competizioni.

Negli anni venti lAlfa Romeo ampliò lattività sportiva grazie a piloti del calibro di Antonio Ascari, Giuseppe Campari, Enzo Ferrari e Ugo Sivocci. Nel 1923 la casa del Biscione conquistò il primo grande successo imponendosi alla Targa Florio con una doppietta. Ugo Sivocci e Antonio Ascari tagliarono infatti il traguardo al primo e al secondo posto a bordo di due RL. In questa occasione apparve per la prima volta il simbolo del quadrifoglio Alfa Romeo che, da allora, sarebbe comparso in tutte le attività competitive della casa del Biscione e sulle versioni più sportive delle sue vetture. Nel 1925 lAlfa Romeo vinse il primo campionato del mondo di automobilismo organizzato nella storia imponendosi nel Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps e nel Gran Premio dItalia a Monza grazie alle vittorie ottenute, rispettivamente, da Antonio Ascari e da Gastone Brilli-Peri su delle P2.

Gli anni trenta furono caratterizzati da unassidua frequentazione delle gare destinate agli sport prototipi. I modelli di vetture più famosi e vincenti di questo furono la P3, la 6C 1750, la 8C 2300 e la 8C 2900. Con queste vetture lAlfa Romeo vinse sei edizioni consecutive della Targa Florio dal 1930 al 1935. e conquistò tutte le edizioni della Mille Miglia dal 1928 al 1938 a eccezione di quella del 1931, che fu appannaggio della Mercedes-Benz. Partecipò anche alla 24 Ore di Le Mans, vinta quattro volte consecutive dal 1931 al 1934 con la 8C 2300. La casa del Biscione vinse le prime due edizioni del campionato europeo con Ferdinando Minoia e Tazio Nuvolari 1931 e 1932 e due campionati europei della montagna 1932 e 1933 con Rudolf Caracciola, Carlo Felice Trossi e Mario Tadini. Nel complesso la vettura Alfa Romeo da competizione più vittoriosa di questo periodo fu la P3 anche conosciuta come "Tipo B". Progettata da Vittorio Jano, è considerata una delle migliori auto da competizione mai costruite grazie ai numerosi allori conquistati soprattutto da Tazio Nuvolari. Dopo queste vittorie lAlfa Romeo si ritirò momentaneamente dalle competizioni a causa dello scoppio della seconda guerra mondiale.

                                     

7.2. Le competizioni automobilistiche Gli anni cinquanta e sessanta

Linizio degli anni cinquanta fu caratterizzato dalle due vittorie al Mondiale di Formula 1. LAlfa Romeo conquistò infatti le prime due edizioni di questo campionato aggiudicandosi il titolo nelle stagioni 1950 e 1951 grazie, rispettivamente, a Nino Farina a bordo di una 158 soprannominata "Alfetta" per le dimensioni contenute. ed a Juan Manuel Fangio, che invece pilotava una 159. Dopo questi due allori lAlfa Romeo si ritirò momentaneamente da questo campionato. Tale decennio è stato anche caratterizzato dellesordio nelle competizioni rallistiche, anche se la maggior parte delle vetture Alfa Romeo impiegate in queste gare erano iscritte da scuderie private. Le prime vittorie rallistiche importanti furono ottenute al Tour de Corse del 1957 ed al Rally dei mille laghi del 1958 grazie a due esemplari di Giulietta.

LAlfa Romeo tornò in Formula 1 negli anni sessanta fornendo ad alcune squadre il propulsore senza però partecipare come costruttore. I motori destinati a questo campionato vennero installati su vetture LDS, Cooper De Tomaso. Gli anni sessanta furono costellati da successi. Le vittorie in questa categoria iniziarono con la Giulia GTA e proseguirono con le sue versioni successive. Con queste vetture lAlfa Romeo vinse autorevolmente sei campionati europei turismo 1966, 1967, 1969, 1970, 1971 e 1972. Nel 1964 lAlfa Romeo iniziò a partecipare ufficialmente alle corse rallistiche esordendo la Giulia TZ. Fu fatta tale scelta per contrastare la quasi contemporanea adesione della Fiat e della Lancia che decisero di partecipare alle gare con la Fiat 124 Sport Spider e la Lancia Fulvia Coupé HF. Negli anni seguenti la casa del Biscione prese parte ai rally anche con la Giulia TI e la Giulia GTA conquistando ripetutamente la Coupe des Alpes.

                                     

7.3. Le competizioni automobilistiche Gli anni settanta

Negli anni settanta lAlfa Romeo continuò a fornire motori a scuderie minori di Formula 1. Con lobiettivo di far esperienza nei Gran Premi preparandosi a una partecipazione diretta come costruttore, la casa del Biscione fornì dei motori V8 alla McLaren e alla March dal 1970 al 1971. In seguito lAlfa Romeo costruì dei propulsori V12 per la Brabham, che li utilizzò dal 1975 al 1979. La casa del Biscione tornò ufficialmente in Formula 1 nel 1979 con la 177 senza registrare risultati di rilievo.

Questo decennio fu soprattutto caratterizzato dalle vittorie della Tipo 33 e delle sue derivate nel campionato del mondo sportprototipi. Nelledizione del 1975 lAlfa Romeo si impose nella graduatoria assoluta, mentre in quella del 1977 vinse tutte le gare della propria categoria. I piloti artefici di questi successi furono Arturo Merzario, Jacques Laffite, Jochen Mass, Derek Bell, Nino Vaccarella, Jean-Pierre Jarier, Vittorio Brambilla e Henri Pescarolo.

Dal 1979 lAlfa Romeo è stata fornitrice di propulsori per monoposto March di Formula 3. Tali motori derivavano da quelli montati sui modelli prodotti in serie. Negli anni settanta continuò la partecipazione ai rally con lAlfetta GT, lAlfetta GTV6 e lAlfasud. Al campionato del mondo rally la casa automobilistica del Biscione si piazzò decima nel 1975, dodicesima nel 1976 e quattordicesima nel 1978.

                                     

7.4. Le competizioni automobilistiche Gli anni ottanta

Negli anni ottanta lAlfa Romeo continuò a partecipare al campionato di Formula 1 con le monoposto 182, 183T, 184T e 185T. Furono schierate dal 1982 al 1985 con scarse soddisfazioni e senza vincere neppure un Gran Premio. Il miglior risultato della casa del Biscione ottenuto nel suo ritorno in Formula 1 fu il sesto posto nel campionato costruttori del 1983. Per la stagione 1987 lAlfa Romeo firmò un contratto con la Ligier per la fornitura di propulsori. Questo accordo fu però annullato dopo lacquisizione della casa del Biscione da parte del gruppo Fiat. LAlfa Romeo costruì anche propulsori per lOsella dal 1983 al 1988, e questa fu la sua ultima apparizione in Formula 1.

Negli anni ottanta arrivarono i successi in Formula 3. In questo campionato lAlfa Romeo ha vinto complessivamente come fornitrice di motori dieci campionati europei, cinque Coppe Europa e una ventina di campionati nazionali organizzati in Italia, Francia, Germania, Svizzera e Scandinavia.

In questo decennio lAlfa Romeo continuò la partecipazione ai rally con la 75 e la 33. Nel campionato del mondo di rally le vetture della casa automobilistica del Biscione si piazzarono al decimo posto nel 1984 ed al quattordicesimo nel 1985.

Tra il 1982 e il 1985, con la GTV6, lAlfa Romeo conquistò altri quattro campionati europei turismo, questa volta consecutivi. Negli anni ottanta la casa del Biscione si aggiudicò anche diversi campionati nazionali turismo grazie alle vittorie conquistate dalla 75.

                                     

7.5. Le competizioni automobilistiche Gli anni novanta e duemila

Gli anni novanta sono stati il periodo di maggior successo della 155 nei campionati nazionali turismo. Nel 1993 esordì la 155 V6 TI DTM, ovvero una versione che disponeva della trazione integrale e di un motore V6 da 2500 cm³ capace di erogare 420 CV di potenza. Nellanno del debutto, la vettura vinse con Nicola Larini il Deutsche Tourenwagen Masters DTM interrompendo il dominio delle vetture tedesche.

Gli anni duemila furono invece il decennio delle vittorie della 156. Con essa la casa del Biscione si è aggiudicata, oltre alcuni campionati minori, quattro titoli europei turismo piloti dal 2000 al 2003 e tre campionati europei turismo marche dal 2000 al 2002.

                                     

7.6. Le competizioni automobilistiche Gli anni duemiladieci

Nel novembre 2017 è stato annunciato da Sergio Marchionne il ritorno del marchio Alfa Romeo in Formula 1 per la stagione 2018, come title sponsor del team Sauber, con il quale la casa italiana ha portato avanti anche una cooperazione tecnologica, tecnica e commerciale.

Ciò ha determinato un cambio del nome ufficiale del team svizzero, che è stato rinominato Alfa Romeo Sauber F1 Team ; dal punto di vista dellimmagine, la livrea delle vetture elvetiche è caratterizzata dallo storico Rosso Alfa qui abbinato al bianco, e dal marchio della casa del Biscione.

Nel Campionato mondiale di Formula 1 2019 la scuderia cambia nome in Alfa Romeo Racing, con la scomparsa del marchio Sauber, e la livrea della nuova vettura, la C38, presenta lo storico logo del Quadrifoglio Alfa Romeo.

                                     

8. Gli "alfisti"

Il termine "alfista", che nacque con la Giulietta negli anni cinquanta, definisce un pilota di una vettura Alfa Romeo oppure un appassionato del marchio del Biscione. Nel corso degli anni gli alfisti hanno costituito, sia in Italia che in altri Paesi, numerosi club. Ad Arese ha sede il RIAR acronimo di "Registro Italiano Alfa Romeo", che è il club ufficiale dellAlfa Romeo.

                                     

9. Le Alfa Romeo in dotazione alle forze dellordine

La tradizione dellAlfa Romeo di fornire autovetture alle forze dellordine italiane iniziò negli anni cinquanta con lacquisto di alcune vetture da parte della Polizia di Stato. Il primo modello utilizzato come auto di servizio fu la 1900, che venne soprannominata "Pantera" per via del colore nero prescelto, delle forme aggressive e delle prestazioni scattanti. Le Alfa Romeo utilizzate da tale corpo di polizia cambiarono però livrea già alla fine degli anni cinquanta diventando di colore verde chiaro. Nel 1975 mutarono nuovamente colorazione divenendo azzurre e bianche.

La prima vettura acquistata dallArma dei Carabinieri fu invece la Matta, che fu acquistata anche dalla Polizia di Stato. Poi fu la volta della Giulietta, che venne utilizzata anchessa da entrambi i corpi di polizia. I modelli in dotazione negli anni sessanta furono invece la Giulia e la 2600: la prima era fornita ad entrambi i corpi, mentre la seconda alla sola Polizia. Nel decennio citato si cominciò ad utilizzare il soprannome "Gazzella" per designare le vetture Alfa Romeo in dotazione allArma dei Carabinieri. Fu scelto il soprannome "Gazzella" per sottolineare, anche in questo caso, le prestazioni scattanti delle vetture impiegate. Per quanto riguarda la loro livrea, le auto in servizio allArma dei Carabinieri passarono, nel 1969, dalloriginale colore caki a una livrea blu scuro. I modelli Alfa Romeo che furono in dotazione ai due corpi di polizia nei decenni successivi furono lAlfasud, lAlfetta, la Nuova Giulietta, la 33, la 75, la 90, la 155, la 156 e la 159.

Autovetture Alfa Romeo sono fornite anche ad altri corpi di polizia e sicurezza italiani quali la Guardia di Finanza, la Polizia penitenziaria, il Corpo forestale dello Stato, la Polizia provinciale, la Polizia municipale e i vigili del fuoco.

Vetture della casa del Biscione sono state anche utilizzate da molte forze di polizia non italiane. In ambito europeo, modelli Alfa Romeo sono stati adoperati come auto di servizio da varie forze dellordine tra cui quelle sanmarinesi, maltesi, svizzere, tedesche, belghe, olandesi ed ucraine. La casa del Biscione ha venduto per decenni i suoi modelli alle polizie europee a partire dalla Giulia fino ad arrivare alla 156. Vetture Alfa Romeo sono state utilizzate anche in Oceania ed in Asia: la 156, la GT e la MiTo sono state ad esempio vendute alla polizia australiana, mentre la 164 a quella di Taiwan. Anche in Nordafrica sono stati adottati modelli Alfa Romeo: la 147, ad esempio, è stata auto di servizio della polizia tunisina.

                                     

10. I musei

Il museo storico dellAlfa Romeo, fortemente voluto da Giuseppe Luraghi, è stato aperto il 18 dicembre 1976 ed è situato allinterno dellarea dellex stabilimento di Arese nei pressi del Centro Direzionale. Si sviluppa su sei livelli e copre una superficie di 4.800 m³. Dopo essere stato chiuso al pubblico dal febbraio 2011, il museo è stato riaperto il 30 giugno 2015.

LAlfa Romeo è proprietaria di 250 vetture e 150 motori storici. Di questi, 110 modelli, 25 motori automobilistici e 15 propulsori aeronautici sono esposti al museo di Arese, che possiede almeno un esemplare di ogni vettura assemblata dalla casa del Biscione. Il parco auto del museo comprende auto prodotte in serie, modelli da competizione, prototipi e concept car, e il 60% di essi è ancora funzionante. Molte di queste vetture sono pezzi unici. Il museo di Arese ospita anche foto depoca e manifesti promozionali che sono stati raccolti dal "Centro Documentazione Storica".

Un altro spazio di rilievo che espone autovetture della casa del Biscione è il museo Alfa Romeo "Fratelli Cozzi" di Legnano, nella città metropolitana di Milano, ospitato nel piano interrato dellomonimo concessionario. Questultimo, che è stato aperto nel 1955, è il più antico concessionario Alfa Romeo del mondo ancora in attività. Il museo, fortemente voluto da Pietro Cozzi, fondatore del concessionario, è stato aperto nel 2015 e ospita una cinquantina di modelli Alfa Romeo, tra cui due esemplari con caratteristiche uniche: la 155 2.0 turbo 16v Q4 che nel 1992 conquistò il record mondiale di velocità - per la sua categoria - sul Bonneville Speedway e la sola Giulia TI Super realizzata con colorazione fumo di Londra, che è una gradazione di grigio particolarmente in voga allepoca.

                                     

11.1. Le Alfa Romeo nei media Cinema

Lapparizione più famosa di una vettura Alfa Romeo nel cinema è quella ne Il laureato titolo originale, The Graduate, film del 1967 con Dustin Hoffman, Katharine Ross e Anne Bancroft. La pellicola diede notorietà a livello mondiale al modello impiegato, una "Duetto", che negli Stati Uniti, da quel momento, sarà indicata come Graduate ". Nel film era lauto del protagonista, interpretato da Hoffman.

Vetture Alfa Romeo sono state utilizzate anche in alcuni film incentrati sul personaggio di James Bond. In alcune scene di Octopussy - Operazione piovra lagente segreto, interpretato da Roger Moore, guida unAlfetta GTV 2.5 V6. Alcune 159 appaiono invece nel film Quantum of Solace come inseguitrici di James Bond Daniel Craig, che è alla guida di una Aston Martin DBS V12.

Una 2000 spider compare nel film La voglia matta dovè guidata dal protagonista Ugo Tognazzi. In questa pellicola il modello Alfa Romeo riveste il ruolo di status symbol. Una Giulietta Spider appare in Giulietta degli spiriti di Federico Fellini. La protagonista Giulietta Masina è corteggiata da un uomo che guida questo modello. Vetture Alfa Romeo sono anche presenti nei film poliziotteschi prodotti in Italia negli anni settanta e ottanta dove vengono utilizzate nei lunghi inseguimenti sia dalle forze dellordine che dai delinquenti. UnAlfasud di colore rosso è utilizzata da Carlo Verdone nel film Bianco, rosso e Verdone.

Una Giulietta Spider appare anche nella pellicola Il giorno dello sciacallo dovè guidata dal protagonista, Edward Fox. Ne Il padrino, Michael Corleone, impersonato da Al Pacino, guida una 6C mentre è in esilio in Sicilia con sua moglie Apollonia, che muore proprio sul modello Alfa Romeo per un attentato dinamitardo. Ne Il gioco di Ripley lattore protagonista del film, John Malkovich, guida una 156 Sportwagon. Nel film Fast & Furious 6, tra le tante vetture proposte, cè anche una Giulietta QV. Una Giulia è protagonista del film Noi e la Giulia di Edoardo Leo.

                                     

11.2. Le Alfa Romeo nei media Televisione

Nella serie televisiva Un caso per due lattore Claus Theo Gärtner, che impersona il detective privato Josef Matula, se si esclude la breve presenza di unAudi 80, ha sempre guidato vetture Alfa Romeo. Il primo modello utilizzato è stata la Giulia, mentre lultima vettura guidata dal protagonista della serie è stata la 159. Vetture Alfa Romeo sono comparse regolarmente anche nella serie Il commissario Rex. Sono state guidate dai primi due attori che si sono avvicendati nel ruolo del protagonista della serie, Tobias Moretti e Gedeon Burkhard. Il primo ha avuto come auto di servizio una 155, mentre il secondo, dopo aver utilizzato una Rover 400, ha guidato una 166. Questultimo modello è anche lauto di servizio del commissario che lo ha sostituito. e che è stato interpretato da Alexander Pschill. Nella serie televisiva Lispettore Coliandro il protagonista, che è impersonato da Giampaolo Morelli, guida delle Alfa Romeo. Nella prima stagione tranne nella prima puntata utilizza una 145, dalla seconda alla quarta una 156 e dalla quinta ad oggi una Giulietta, tutte di colore rosso fiammante. Nella serie Camera Café, uno dei due protagonisti, Paolo Bitta interpretato da Paolo Kessisoglu, è un fanatico dellAlfa Romeo.

Arsène Lupin III, protagonista dellomonima serie manga e anime, ne Le nuove avventure di Lupin III, guida alternativamente una 6C 1700 e una 8C 2300.

                                     

11.3. Le Alfa Romeo nei media Letteratura

Nel romanzo Angeli e demoni di Dan Brown i membri delle Guardie Svizzere guidano delle Alfa Romeo. Nel romanzo Moonraker: il grande slam della morte di Ian Fleming, James Bond è coinvolto inaspettatamente in un inseguimento dove Hugo Drax è tallonato da un giovane uomo alla guida di unAlfa Romeo. La corsa si conclude con la morte di questultimo e la distruzione dellAlfa Romeo oltre che della vettura di Bond, una Bentley.

                                     

11.4. Le Alfa Romeo nei media Musica

LAlfa Romeo ed i suoi modelli sono menzionati anche in molti brani musicali. Tra i più famosi vi sono Nuvolari di Lucio Dalla, Buongiorno papà di Fabrizio Moro, Lemonade dei Planet Funk, Spendi spandi spendi effendi di Rino Gaetano e Gino e lAlfetta di Daniele Silvestri.

                                     

12. Le sponsorizzazioni

LAlfa Romeo ha sponsorizzato molti eventi sportivi. Nel 2010, per il centenario di fondazione, ha sponsorizzato la rievocazione storica della Mille Miglia con liscrizione di cinque modelli provenienti dal museo storico Alfa Romeo. Nellambito della stessa ricorrenza ha anche patrocinato il Goodwood Festival of Speed, evento che aveva già sostenuto in precedenza.

Dal 2007 lAlfa Romeo sponsorizza e fornisce le safety car al campionato mondiale Superbike. I modelli che si sono avvicendati in questo ruolo sono la 159 Sportwagon, la MiTo, la Giulietta e la 4C. Sempre nel mondo delle due ruote, per lunga parte degli anni duemila, lAlfa Romeo si è legata come sponsor e fornitore alla Ducati sia nelle derivate di serie che in MotoGP.

La casa del Biscione si è impegnata anche nella nautica sponsorizzando barche a vela. Nel 2002 è stata varata lomonima imbarcazione che ha conquistato 74 regate, inclusa la Sydney-Hobart del 2002. Levoluzione del natante, battezzata Alfa Romeo II, è stata commissionata nel 2005 e misurava 30 m di lunghezza: questa barca a vela nel 2009 ha infranto il record di traversata per monoscafi relativo alla regata Transpacific Yacht Race, compiendo lattraversamento in 5 giorni, 14 ore, 36 minuti e 20 secondi, e si è aggiudicata nuovamente la Sidney-Hobart. A metà del 2008 è stata varata l Alfa Romeo III. Tale imbarcazione misurava 21.4 m di lunghezza totale e i suoi interni si ispiravano all8C Competizione.

Dal 2013-2014 il marchio Alfa Romeo è presente anche nel mondo del calcio. Ha debuttato infatti come sponsor di maglia sulle divise dellEintracht Francoforte, club tedesco della Bundesliga. Dal 2017-2018 è diventata sponsor ufficiale della squadra di calcio spagnola del Valencia CF.

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