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ⓘ Ecomafia



                                     

ⓘ Ecomafia

Il termine ecomafia, nella lingua italiana, è un neologismo coniato dallassociazione ambientalista Legambiente per indicare le attività illegali delle organizzazioni criminali, di tipo mafioso, che arrecano danni allambiente.

In particolare sono generalmente definite ecomafie le associazioni criminali dedite al traffico e allo smaltimento illegale dei rifiuti.

                                     

1. Storia

Notizie relative allattività di tali organizzazioni hanno cominciato ad avere un certo risalto a partire dal 1982, quando è entrata in vigore la normativa sul trattamento dei rifiuti speciali con lemanazione del D.P.R. DECRETO DEL PRESIDENTE 10 settembre 1982, n. 915 Attuazione delle direttive CEE n. 75/442 relativa ai rifiuti, n. 76/403 relativa allo smaltimento dei policlorodifenili e dei policlorotrifenili e n. 78/319 relativa ai rifiuti tossici e nocivi ").

Per la prima volta nel 1991 vennero accertati reati di questo tipo, commessi su larga scala. Sei imprenditori ed amministratori vennero condannati dalla Settima Sezione del Tribunale di Napoli per abuso di ufficio e corruzione; vennero assolti, invece, dal reato di associazione mafiosa.

Il termine ecomafia appare tuttavia, per la prima volta, nel 1994 in un documento pubblicato dallassociazione italiana Legambiente, intitolato Le ecomafie - il ruolo della criminalità organizzata nellillegalità ambientale, in collaborazione con Eurispes e con lArma dei Carabinieri. Grazie alla collaborazione dellassociazione con lArma dei Carabinieri, nel 1997 venne pubblicato il primo Rapporto Ecomafia dellassociazione ambientalista, che da allora ogni anno fa il punto sullargomento.

Nel 1995 è stata istituita la "Commissione parlamentare dinchiesta sul ciclo dei rifiuti". La Commissione dinchiesta è stata rinnovata in tutte le legislature successive, fino allattuale XVII Legislatura in cui è stata istituita con la legge n. 1 del 2014, ed è stata presieduta prima dal deputato Alessandro Bratti, poi dalla deputata Chiara Braga.

Secondo il rapporto Ecomafia 2015 di Legambiente, nel 2014 sono stati 29.293 i reati accertati, per un giro daffari pari a 22 miliardi di euro. Le regioni dove si registra il maggior numero di reati ambientali sono, nellordine, Campania, Sicilia, Calabria e Puglia, le stesse in cui sono presenti le principali organizzazioni mafiose italiane.

                                     

2. Attività

Attività spesso ascritte a tali organizzazioni, oltre quelle concernenti lo smaltimento dei rifiuti, sono anche lescavazione abusiva, il traffico di rifiuti, il traffico di animali esotici, il saccheggio di beni archeologici, labusivismo edilizio su larga scala e lallevamento di animali da combattimento.

                                     

3.1. Il traffico di rifiuti Aree di smaltimento abusivo

Il Sud dItalia è larea dove la maggior parte di questi rifiuti va a finire, in particolare lungo le cosiddette "rotta adriatica" e "rotta tirrenica", dal nord verso la Puglia e verso la Campania-Calabria. Parte dei rifiuti viene sotterrata in cave abusive, già oggetto di reati ambientali di escavazione. Nel Nord Italia in più casi è stato accertato lo smaltimento di fanghi tossici, come fertilizzanti in campi coltivati. Ma lItalia è anche crocevia di traffici internazionali di rifiuti, provenienti dai paesi europei e destinati a Nigeria, Mozambico, Somalia, Romania. Si ipotizza che lomicidio di Ilaria Alpi sia riconducibile a inchieste, che la giornalista stava conducendo su questo tema.

                                     

3.2. Il traffico di rifiuti Tipi di reati

I reati possono avvenire ad ogni livello del ciclo dei rifiuti: produzione, trasporto e smaltimento. Il produttore può dichiarare il falso sulla quantità o sulla tipologia di rifiuti da smaltire, oppure incaricare delloperazione imprese che lavorano sottocosto, essendo a conoscenza del fatto che utilizzeranno metodi illegali. A livello di trasporto, possono venire manomessi i documenti di classificazione della merce, in modo da dirottare il carico o farlo scomparire. Nelle operazioni di smaltimento, infine, si verifica la maggior possibilità che avvengano truffe: finte trasformazioni, bancarotte fraudolente degli impianti di trasformazione con il risultato di abbandonare sul posto i materiali, trattamenti inadeguati, abbandono di rifiuti in discariche abusive.

                                     

3.3. Il traffico di rifiuti Traffico di rifiuti

Il ruolo giocato dalle mafie "tradizionali" è generalmente molto importante nelle attività ecomafiose, ma spesso sono imprese private, amministratori locali e organi di controllo corrotti a costituire reti che compiono reati ambientali. Lo smaltimento illegale di rifiuti tossici o di scorie nucleari, da parte di aziende che hanno ricevuto lappalto per la loro depurazione, gestione e messa in sicurezza, è considerato da Legambiente il più lucroso e pericoloso campo di attività delle ecomafie.

In Italia lo smaltimento illegale di rifiuti tossici ha riguardato in particolar modo la Campania; alcune zone geografiche della regione sono state denominate con appellativi specifici, ad indicare la gravità delle conseguenze dello sversamento illegale Triangolo della morte Acerra-Nola-Marigliano, Terra dei fuochi.

Nonostante lattenzione e la repressione, secondo lagenzia governativa Apat in Italia nel 1999 sono stati prodotti 72.5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, di cui 23 milioni da industrie di costruzione e 4 milioni considerati rifiuti pericolosi. Legambiente ha stimato che nello stesso anno siano stati smaltiti illegalmente 11.2 milioni di tonnellate di questi rifiuti.



                                     

3.4. Il traffico di rifiuti Metodi illegali di smaltimento

  • Abbandono di rifiuti nel territorio o nelle acque ;
  • Occultamento dei rifiuti in fondamenta di edifici in costruzione, in terrapieni di infrastrutture stradali, in scavi vari.;
  • Smaltimento di rifiuti pericolosi classificandoli fraudolentemente come non pericolosi, risparmiando sui costi;
  • Miscelazione di rifiuti pericolosi con materiali ritenuti innocui da rivendere o riutilizzare, ad esempio terre e rocce per riempimenti, compost per uso agricolo.;
  • Combustione illegale dei rifiuti, che provoca emissioni di sostanze tossiche tra cui le diossine;
  • Accumulo di rifiuti in vecchie imbarcazioni, che vengono poi affondate in alto mare;
  • Esportazione di rifiuti pericolosi nei paesi in via di sviluppo, in cui non esistono impianti di smaltimento o recupero adeguati.
                                     

4. Reati

La prima proposta legislativa per linserimento nel codice penale dei delitti contro lambiente recante la definizione giuridica di ecomafia risale al 1998 e si deve al senatore, Giovanni Lubrano di Ricco.

Il 19 maggio 2015 viene approvato, con i soli voti contrari di Forza Italia e lastensione della Lega Nord, il disegno di legge Ddl 1345 B promosso da Ermete Realacci Pd, Salvatore Micillo M5S e Serena Pellegrino Sel che introduce nel codice penale cinque nuovi delitti contro lambiente. La Legge n.68/2015 viene pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 28 maggio ed entra in vigore dal 13 giugno 2015. In questo modo la Magistratura si dota di strumenti di indagine più ampi e adeguati ad arginare il fenomeno delle ecomafie, a cominciare dallintroduzione nel codice penale dei delitti contro lambiente, detti ecoreati, fino a quel momento di natura contravvenzionale.

I reati introdotti sono:

  • omessa bonifica.
  • inquinamento ambientale;
  • traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività;
  • disastro ambientale;
  • impedimento del controllo;

Inoltre vengono introdotti una serie di altri provvedimenti che riguardano la prescrizione, lobbligo di ripristino dei luoghi contaminati, la confisca dei beni, la diminuzione di pena per ravvedimento operoso.



                                     

5. Operazioni di polizia

Decine di azioni di polizia sono state condotte contro traffici di rifiuti:

  • Operazione Greenland, Umbria, febbraio 2002
  • Operazione Banda Bassotti, Lombardia, 2002
  • Operazioni Madre Terra e Madre Terra 2, Campania, 2005-2006
  • Operazione Humus, Abruzzo, 1996
  • Operazione Murgia violata, Puglia, aprile 2002
  • Operazione Dry Cleaner, Campania, 2006
  • Operazione Falso Cdr, Lombardia, aprile 2001
  • Operazione Ecoscalo, Abruzzo, 1999-2002
  • Operazione Terra Mia, Campania, giugno 2004
  • Operazione Sinba, Toscana, ottobre 2005
  • Operazione Eco, Campania, 1994-1996
  • Operazione Fenice, Puglia e Campania, agosto 2008
  • "Rifiutopoli", Forlì, 2004
  • Operazione Cassiopea, Campania, 1999-2002
  • Operazione Econox, Calabria, aprile 2002
  • Operazione Re Mida, Campania, aprile 2003
  • Operazione Black River, Puglia, gennaio 2008
  • Il caso "Pitelli", La Spezia, 1996
  • Operazione Ebano, Abruzzo, 1996
  • Operazione Mar rosso, Sicilia, gennaio 2003
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