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ⓘ Joan Bennett




Joan Bennett
                                     

ⓘ Joan Bennett

Joan Bennett, nata Joan Geraldine Bennett, è stata unattrice statunitense.

È stata attiva in teatro, cinema e televisione ed è apparsa in più di 70 pellicole cinematografiche dallera del cinema muto fino alla fine degli anni settanta.

                                     

1. Biografia

Il lungo percorso artistico di Joan Bennett può essere suddiviso in tre distinte fasi: durante gli anni trenta interpretò ruoli di accattivante ingenua bionda, mentre nel decennio successivo si rivelò quale bruna e sofisticata femme fatale; dagli anni cinquanta affrontò ruoli più maturi, interpretando figure di moglie/madre espansiva. La sua carriera cinematografica fu danneggiata da uno scandalo nei primi anni cinquanta, quando il suo terzo marito, il produttore Walter Wanger, ferì con due colpi darma da fuoco il suo agente Jennings Lang.

                                     

1.1. Biografia Origini

Terza delle tre figlie dellattore Richard Bennett e dellattrice/agente letterario Adrienne Morrison morta per un infarto nel 1940, sue sorelle maggiori erano lattrice Constance Bennett e lattrice e ballerina Barbara Bennett, madre di Morton Downey Jr.; il nonno materno della Bennett era lattore shakespeariano giamaicano Lewis Morrison, che intraprese la carriera teatrale alla fine degli anni sessanta dellOttocento; aveva retaggio inglese e spagnolo. Dalla parte della nonna materna invece, lattrice Rose Wood, la professione risale addirittura ai menestrelli itineranti nellInghilterra del XVIII secolo.

La Bennett apparve per la prima volta in un film muto nei panni di una bambina insieme ai suoi genitori e alle sue sorelle in un dramma interpretato dal padre, The Valley of Decision 1916, che egli aveva adattato per lo schermo. Frequentò la Miss Hopkins School for Girls di Manhattan, poi la St. Margaret, un collegio di Waterbury, quindi lHermitage, una scuola di comportamento a Versailles, in Francia. Il 15 settembre 1926, a soli sedici anni, si sposò a Londra con John Marion Fox. Ebbero una figlia, Adrienne Ralston Fox. La coppia divorziò il 30 giugno 1928 a Los Angeles.

                                     

1.2. Biografia Carriera

Il debutto della Bennett sulle scene teatrali avvenne alletà di 18 anni, quando recitò con suo padre in Jarnegan 1928, che venne replicato a Broadway per 136 volte e per il quale ottenne ottime critiche. A 19 anni, divenne una star cinematografica grazie a ruoli quali quello di Phyllis Benton nel thriller Cercasi avventura 1929, accanto a Ronald Colman, che fu il suo primo ruolo importante, e quello di Lady Clarissa Pevensey, partner di George Arliss nel biografico Disraeli 1929.

Allinizio degli anni trenta era già una star di prima grandezza e si specializzò in brillanti ruoli di vivace e bionda il suo colore di capelli naturale che avrebbe affrontato durante lintero decennio. Ricoprì il ruolo di Dolores Fenton in Puttin on the Ritz 1930, musical della United Artists al fianco di Harry Richman e di Faith Mapple, e fu partner di John Barrymore nella prima versione sonora di Moby Dick, il mostro bianco 1930, girato nei Warner Brothers Studios.

Sotto contratto con la Fox Film Corporation, il suo nome fu il primo in cartellone nel film She Wanted a Millionaire 1932, in cui interpretò il ruolo di Jane Miller al fianco di Spencer Tracy. Nello stesso anno recitò nuovamente accanto a Tracy, in Io e la mia ragazza 1932, nei panni della bella cameriera Helen Riley, ruolo che le consentì di prodursi in brillanti e ironici dialoghi. Il 16 marzo 1932 si risposò a Los Angeles con lo sceneggiatore/produttore Gene Markey, dal quale divorzierà il 3 giugno 1937. Ebbero una figlia, Melinda Markey nata il 27 febbraio 1934.

La Bennett lasciò la Fox per interpretare Amy, lirriverente sorellina minore in competizione con la Jo March interpretata da Katharine Hepburn in Piccole donne 1933, diretto da George Cukor per la RKO Pictures. Questultimo film pose la Bennett allattenzione del produttore indipendente Walter Wanger, che la mise sotto contratto ed iniziò a gestire la sua carriera. In Mondi privati 1935, lattrice interpretò il ruolo di Sally MacGregor, la giovane moglie di uno psichiatra che lentamente scivola nella pazzia, al fianco di Claudette Colbert, Charles Boyer e Joel McCrea. Successivamente, Wanger e il regista Tay Garnett la convinsero a tingere i capelli dal biondo al bruno per interpretare Kay Kerrigan in Crociera damore 1938, con Fredric March.

A seguito del cambio di look, la Bennett avviò una nuova fase della propria carriera, mentre la sua personalità cinematografica si evolveva in quella di affascinante e seducente femme fatale. Interpretò la principessa Maria Teresa in La maschera di ferro 1939 con Louis Hayward, e la gran duchessa Zona di Lichtenburg in Il figlio di Montecristo 1940, sempre con Hayward.

Durante i test per lassegnazione del ruolo di Rossella OHara in Via col vento 1939, la Bennett fece un provino che impressionò il produttore David O. Selznick. Per un breve periodo venne considerata la favorita per quel ruolo, ma Selznick cambiò poi idea, rivolgendo la sua attenzione prima su Paulette Goddard, e infine verso Vivien Leigh, che fu linterprete prescelta.

Nel 1939 divenne nonna per la prima volta a 39 anni di Amanda, figlia di Diana.

Il 12 gennaio 1940 la Bennett sposò il produttore Walter Wanger a Phoenix. Dal matrimonio nacquero due figlie, Stephanie nata il 26 giugno 1943 e Shelley nata il 4 luglio 1948. La coppia divorzierà in Messico nel settembre del 1965. Il nuovo look bruno della Bennett, unitamente alla sensualità dello sguardo e alla voce roca, contribuì a delinearne una personalità meno angelica e più accattivante. Fu lodata per la sua interpretazione di Brenda Bentley nel giallo drammatico Lisola degli uomini perduti 1940, con George Raft, e per quella di Carol Hoffman in The Man I Married 1939, un dramma dai forti toni antinazisti in cui recitò con Francis Lederer.

Durante gli anni 1940 lattrice ottenne grande successo in una serie di film noir acclamati anche dalla critica e diretti dal regista Fritz Lang, con il quale lei e Wanger formarono una propria casa di produzione. Le quattro pellicole girate sotto la direzione di Lang consacrarono la Bennett tra le maggiori star hollywoodiane dellepoca: fu la prostituta londinese Jerry Stokes in Duello mortale 1941 con Walter Pidgeon; la misteriosa modella Alice Reed in La donna del ritratto 1944 con Edward G. Robinson; la volgare ricattatrice Katherine" Kitty” March in Strada scarlatta 1945 sempre insieme a Robinson. Fu infine Celia Lamphere in Dietro la porta chiusa 1948, accanto a Michael Redgrave, che secondo molti fu il miglior film hollywoodiano di Lang.

La Bennett venne acclamata anche nei ruoli di Margaret Macomber nel melodramma Passione selvaggia 1947 di Zoltán Korda, con Gregory Peck; di Peggy, la moglie fraudolenta in La donna della spiaggia 1947 di Jean Renoir, con Robert Ryan e Charles Bickford; di Lucia Harper, tormentata vittima di un ricatto in Sgomento 1949 di Max Ophüls, con James Mason.

Quindi, cambiando nuovamente immagine, mutò la sua veste cinematografica in quella di una elegante e spiritosa moglie e madre in due commedie classiche dirette da Vincente Minnelli. Nel ruolo di Ellie Banks, moglie di Spencer Tracy e madre di Elizabeth Taylor, la Bennett recitò sia in Il padre della sposa 1950 che nel sequel Papà diventa nonno 1951.

Fece parecchie apparizioni radiofoniche fra gli anni trenta e cinquanta, partecipando a programmi quali The Edgar Bergen and Charlie McCarthy Show, Duffys Tavern e la serie Lux Radio Theater. Con laccrescere di popolarità della televisione, nel 1951 la Bennett comparve per cinque volte come guest star, incluso un episodio del Your Show of Shows di Sid Caesar e Imogene Coca.



                                     

1.3. Biografia Lo scandalo

Per dodici anni la Bennett fu rappresentata dallagente Jennings Lang, già vice presidente della Sam Jaffe Agency e allinizio degli anni cinquanta a capo della MCA. Lattrice e Lang si incontrarono il pomeriggio del 13 dicembre 1951 per discutere di uno spettacolo televisivo in produzione. La Bennett posteggiò la sua Cadillac decappottabile nel parcheggio sul retro degli uffici della MCA, e andò via con Lang sullautomobile di lui. Nel frattempo, intorno alle 14:30, suo marito Walter Wanger passò con la macchina e notò la Cadillac di sua moglie parcheggiata presso gli studi. Mezzora dopo vide ancora la sua macchina lì e si fermò ad aspettare. La Bennett e Lang rientrarono nel parcheggio qualche ora dopo e lui la accompagnò alla macchina. Mentre lei avviava il motore, accendeva i fari e si accingeva ad allontanarsi, Lang si appoggiò alla macchina con entrambe le braccia alzate le parlò.

Fu a quel punto che Wanger si avvicinò e sparò due volte, ferendo lignaro agente. Un proiettile colpì Jennings alla coscia destra, vicino allanca, e laltro penetrò nella zona inguinale. La Bennett dichiarò di non aver notato Wanger inizialmente e di aver visto allimprovviso due lampi, poi Lang curvato al suolo. Non appena riconobbe chi aveva sparato, disse a Wanger" Vattene e lasciaci soli”. Lui gettò la pistola nella macchina di sua moglie. Con laiuto del gestore del parcheggio, Lang fu prima condotto dal suo medico e subito dopo trasportato allospedale, dove fortunatamente si riprese. La polizia, che aveva udito gli spari, giunse sulla scena, trovò la pistola nella macchina della Bennett, e prese in custodia Wanger. Il produttore fu schedato, gli vennero prese le impronte digitali e venne sottoposto a lunghi interrogatori.

"Gli ho sparato perché pensavo che stesse smembrando la mia famiglia," disse Wanger al capo della polizia di Beverly Hills. Fu accusato di assalto con intenti omicidi. La Bennett tuttavia negò qualunque relazione amorosa." Ma se Walter pensa che la relazione tra me e il signor Lang sia romantica o di qualunque altro tipo piuttosto che non una relazione daffari, ha torto”, dichiarò. Lei incolpò i contrattempi finanziari che riguardavano le produzioni cinematografiche in cui Wanger era coinvolto, e disse che lui era sullorlo di un esaurimento nervoso. Il giorno seguente Wanger ritornò alla loro casa di Holmby Hills, prese i suoi averi se ne andò. La Bennett, tuttavia, dichiarò che non ci sarebbe stato un divorzio.

Il successivo 14 dicembre, la Bennett convocò un gruppo di giornalisti nella sua residenza e rilasciò una dichiarazione in cui diceva che sperava che suo marito" non venisse biasimato troppo” per aver ferito il suo agente. Lesse la dichiarazione ai reporter nella sua camera da letto, mentre le telecamere televisive registravano la scena.

"Spero che Walter non venga troppo biasimato,” disse. "È stato molto infelice e turbato per tanti mesi, a causa di preoccupazioni finanziarie, e a causa dei suoi attuali processi di bancarotta che minacciano di spazzar via ogni centesimo che abbia mai guadagnato nel corso della sua lunga e affermata carriera di produttore. Abbiamo vissuto insieme nella mia casa di Holmby Hills per 11 anni, insieme alle nostre due figlie, che amano profondamente Walter. Jennings Lang è il mio agente ed un mio caro amico da lungo tempo. Io e Walter siamo stati molto amici di Jennings e di sua moglie Pam, con i quali ci incontravamo spesso. Sono fiduciosa che Walter non avrebbe mai dato voce ai sospetti da lui espressi sui giornali se non per il fatto che era così confuso mentalmente per le complessità del fardello finanziario che ha dovuto sostenere per lungo tempo. Non avevo mai sognato un matrimonio di successo durato 12 anni come il nostro, con una famiglia deliziosa come la nostra, che non dovrebbe mai essere coinvolta in una situazione così spiacevole. Conoscendo Hollywood, sapendo quanto buone, sane e sincere siano la gran parte delle persone del mondo cinematografico, voglio esprimere il mio profondo rammarico affinché questo incidente non si aggiunga alla già erronea opinione che in molti si sono fatti.”

Sulla stessa pagina del Los Angeles Times comparve la prima dichiarazione di Jennings Lang, rilasciata da sua moglie Pam

"Sono sconcertato dallo sfortunato ed immotivato evento avvenuto. Ho rappresentato Miss Bennett per tanti anni in qualità di suo agente, e posso solo dire che Walter Wanger ha frainteso quella che era unicamente una relazione daffari. Poiché sono coinvolte famiglie e bambini, spero che questo spiacevole incidente possa essere completamente dimenticato il prima possibile.”

Lavvocato di Wanger, Jerry Geisler, predispose la difesa puntando allinfermità mentale temporanea. Egli quindi decise di rinunciare al suo diritto ad avere una giuria, e si rimise alla pietà della corte. Wanger scontò una condanna di quattro mesi alla County Honor Farm a Castaic, 63 chilometri a nord dalla Downtown di Los Angeles, per poi tornare rapidamente alla sua carriera, mettendo a segno una serie di film di successo. Nel frattempo, la Bennett si spostò a Chicago per recitare in teatro nel ruolo della giovane strega Gillian Holroyd in Bell, Book and Candle, e proseguì nel tour nazionale con la produzione.

Virtualmente inserita nella lista nera a causa dello scandalo, nel decennio successivo la Bennett riuscì a girare solo cinque film. La sparatoria che la coinvolse fu come una macchia indelebile che distrusse la sua carriera, tanto che lattrice dichiarò:" Potevo benissimo aver premuto il grilletto io stessa”. Anche se Humphrey Bogart, collega e amico di lunga data, fece pressioni sullo studio in suo favore, consentendole di ottenere il ruolo di Amelie Ducotel nella commedia Non siamo angeli 1955, questo film fu uno degli ultimi della carriera della Bennett.

Lattrice continuò ad andare in tournée con spettacoli teatrali di successo come Susan and God, Once More With Feeling, The Pleasure of His Company e Never Too Late. La sua successiva apparizione televisiva fu nel 1954 nel ruolo di Bettina Blane per un episodio di General Electric Theater. Altri ruoli furono quello di Honora in Climax! 1955 e quello di Vickie Maxwell in Playhouse 90 1957. Recitò anche a Broadway nella commedia Love Me Little 1958, che rimase però in scena solo per otto repliche.

                                     

1.4. Biografia Gli ultimi anni

Nonostante lo scandalo e il danno che aveva arrecato alla sua carriera, la Bennett rimase sposata a Wanger fino al 1965. In quel periodo si legò allattore John Emery, di cui si prese cura durante la sua malattia che lo portò alla morte nel 1964. Continuò costantemente a lavorare a teatro ed in televisione, entrando nel cast della soap opera gotica Dark Shadows, che attirò uno stuolo di fan e di successo per tutti e cinque i suoi anni di programmazione, dal 1966 al 1971, facendole ottenere una nomination agli Emmy Award nel 1968 per la sua interpretazione di Elizabeth Collins Stoddard, padrona della infestata Collinwood Mansion. Nel 1970 apparve come Elizabeth in La casa dei vampiri, film adattato dalla serie. Tuttavia, si rifiutò di apparire nel sequel La casa delle ombre maledette, e nel film il suo personaggio venne indicato come appena deceduto.

La sua autobiografia, The Bennett Playbill, scritta insieme a Lois Kibbee, venne pubblicata nel 1970. Unaltra apparizione televisiva in qualità di ospite vide la Bennett ricoprire il ruolo di Joan Darlene Delaney in un episodio di The Governor & J.J. 1970 ed il ruolo di Edith in un episodio di Love, American Style 1971. Tra il 1972 e il 1982 recitò in cinque film televisivi, ma apparve ancora in alcune occasioni sul grande schermo, come nel ruolo di Madame Blanc in Suspiria 1977, cult movie horror del regista italiano Dario Argento, per cui ottenne una nomination al Saturn Award come Miglior attrice non protagonista.

Il 14 febbraio 1978 si risposò con leditore e critico cinematografico ormai in pensione David Wilde più giovane di 7 anni. Il loro matrimonio durò fino alla sua morte. Famosa per non essersi mai presa troppo sul serio, in unintervista rilasciata nel 1986 la Bennett dichiarò:" Non penso molto alla gran parte dei film che ho fatto, ma essere una star cinematografica era qualcosa che mi piaceva un sacco”.

                                     

1.5. Biografia Morte

Joan Bennett morì alletà di 80 anni a causa di un attacco di cuore, nella sua residenza di Scarsdale. È sepolta al Pleasant View Cemetery, Lyme, accanto ai suoi genitori.

Ha una stella sullHollywood Walk of Fame al 6310 di Hollywood Boulevard, a Hollywood.

                                     

2. Riconoscimenti

  • Nomination ai Saturn Awards 1978: Miglior attrice non protagonista per Suspiria
  • Per il suo contributo allindustria cinematografica, le venne assegnata una stella sulla Hollywood Walk of Fame al 6300 di Hollywood Blvd.
                                     

3.1. Filmografia Cinema

  • The Trial of Vivienne Ware, regia di William K. Howard 1932
  • La donna della spiaggia The Woman on the Beach, regia di Jean Renoir 1947
  • The Man Who Reclaimed His Head, regia di Edward Ludwig 1934
  • Inferno verde Green Hell, regia di James Whale 1939
  • Crociera damore Trade Winds, regia di Tay Garnett 1938
  • Vertigine Puttin on the Ritz, regia di Edward Sloman 1930
  • Maybe Its Love, regia di William A. Wellman 1930
  • Ho ritrovato il mio amore I Met My Love Again, regia di Joshua Logan e Arthur Ripley 1938
  • The Man I Married, regia di Irving Pichel 1940
  • Lisola degli uomini perduti The House Across the Bay, regia di Archie Mayo 1939
  • Show Folks, regia di Paul L. Stein 1928
  • Non siamo angeli Were No Angels, regia di Michael Curtiz 1955
  • The Son of Monte Cristo, regia di Rowland V. Lee 1940
  • Suspiria, regia di Dario Argento 1977
  • Due nella folla Two in a Crowd, regia di Alfred E. Green 1936
  • Volo nella bufera Thirteen Hours By Air, regia di Mitchell Leisen 1936
  • FBI operazione Las Vegas Highway Dragnet, regia di Nathan Juran 1954
  • Trafalgar The Divine Lady, regia di Frank Lloyd 1929 - non accreditata
  • Mondi privati Private Worlds, regia di Gregory La Cava 1935
  • Anime allo specchio She Knew All the Answers, regia di Richard Wallace 1941
  • Occhioni scuri Big Brown Eyes, regia di Raoul Walsh 1936
  • Quella che avrei dovuto sposare Theres Always Tomorrow, regia di Douglas Sirk 1956
  • Papà diventa nonno Fathers Little Dividend, regia di Vincente Minnelli 1951
  • The Texans, regia di James P. Hogan 1938
  • Duello mortale Man Hunt, regia di Fritz Lang 1941
  • Usanze dallora Pursuit of Happiness, regia di Alexander Hall 1934
  • Il domatore di donne She Couldnt Take It, regia di Tay Garnett 1935
  • Piccole donne Little Women, regia di George Cukor 1933
  • La maschera di ferro The Man in the Iron Mask, regia di James Whale 1939
  • Colonel Effinghams Raid, regia di Irving Pichel 1946
  • Margine derrore Margin for Error, regia di Otto Preminger 1943
  • La casa delle fanciulle The Housekeepers Daughter, regia di Hal Roach 1939
  • Girl Trouble, regia di Harold D. Schuster 1942
  • The Wife Takes a Flyer, regia di Richard Wallace 1942
  • Luomo che sbancò Montecarlo The Man Who Broke the Bank at Monte Carlo, regia di Stephen Roberts 1935
  • Ragazza selvaggia Wild Girl, regia di Raoul Walsh 1932
  • Many a Slip, regia di Vin Moore 1931
  • Desiderio nella polvere Desire in the Dust, regia di William F. Claxton 1960
  • Letti gemelli Twin Beds, regia di Tim Whelan 1942
  • La barriera doro Nob Hill, regia di Henry Hathaway 1945
  • Dietro la porta chiusa Secret Beyond the Door, regia di Fritz Lang 1948
  • Il richiamo del nord Wild Geese Calling, regia di John Brahm 1941
  • Mississippi, regia di A. Edward Sutherland 1935
  • Cercasi avventura Bulldog Drummond, regia di Richard Jones 1929
  • La donna del ritratto The Woman in the Window, regia di Fritz Lang 1944
  • Jim lo sfregiato Hollow Triumph, regia di Steve Sekely 1948
  • Sgomento The Reckless Moment, regia di Max Ophüls 1949
  • Navy Wife, regia di Edward Bernds 1956
  • Il padre della sposa Father of the Bride, regia di Vincente Minnelli 1950
  • La casa dei vampiri House of Dark Shadows, regia di Dan Curtis 1970
  • She Wanted a Millionaire, regia di John G. Blystone 1932
  • Passione selvaggia The Macomber Affair, regia di Zoltán Korda 1947
  • Power, regia di Howard Higgin 1928
  • The Guy Who Came Back, regia di Joseph M. Newman 1951
  • Disraeli Disraeli, regia di Alfred E. Green 1929
  • Confirm or Deny, regia di Archie Mayo 1941
  • Scotland Yard, regia di William K. Howard 1930
  • Moby Dick, il mostro bianco Moby Dick, regia di Lloyd Bacon 1930
  • Three Live Ghosts, regia di Thornton Freeland 1929
  • Io e la mia ragazza Me and My Gal, regia di Raoul Walsh 1932
  • Poker damore The Mississippi Gambler, regia di Reginald Barker 1929
  • Crazy That Way, regia di Hamilton MacFadden 1930
  • Week Ends Only, regia di Alan Crosland 1932
  • Doctors Wives, regia di Frank Borzage 1931
  • Si può entrare? For Heavens Sake, regia di George Seaton 1950
  • Wedding Present, regia di Richard Wallace 1936
  • The Valley of Decision, regia di Rae Berger 1916
  • Hush Money, regia di Sidney Lanfield 1931
  • Careless Lady, regia di Kenneth MacKenna 1932
  • Strada scarlatta Scarlet Street, regia di Fritz Lang 1945
  • Modella di lusso Vogues of 1938, regia di Irving Cummings 1937
  • The Eternal City, regia di George Fitzmaurice 1923 - non accreditata
  • Arizona to Broadway, regia di James Tinling 1933
  • Artists and Models Abroads, regia di Mitchell Leisen 1938
  • Two for Tonight, regia di Frank Tuttle 1935


                                     

3.2. Filmografia Televisione

  • Somerset Maugham TV Theatre - serie TV, episodi "Smith Serves", "The Dream" 1951
  • Too Young to Go Steady - serie TV, 7 episodi 1959
  • The Best of Broadway - serie TV, episodio "The Man Who Came to Dinner" 1954
  • Pursuit - serie TV, episodio "Epitaph for a Golden Girl" 1958
  • General Electric Theater - serie TV, episodio "You Are Young Only Once" 1954
  • This House Possessed - film TV 1981
  • Playhouse 90 - serie TV, episodio "The Thundering Wave" 1957
  • Your Show of Shows - serie TV, 1 episodio 1951 - sé stessa
  • The Governor & J.J. - serie TV, episodio "Check the Check" 1970
  • Dark Shadows - serie TV, 386 episodi 1966-1971
  • Causa di divorzio - film TV 1982
  • Suddenly, Love - film TV 1978
  • Gidget Gets Married - film TV 1972
  • Dottor Simon Locke - serie TV, episodio "The Cortessa Rose" 1972
  • Love, American Style - serie TV, segmento di episodio "Love and the Second Time" 1971
  • Mr. Broadway - serie TV, episodio: "Dont Mention My Name in Sheboygan" 1964
  • The DuPont Show of the Month - serie TV, episodio "Junior Miss" 1957
  • The Eyes of Charles Sand - film TV 1972
  • Climax! - serie TV, episodio "The Dark Fleece" 1955
  • Nash Airflyte Theatre - serie TV, episodio "Peggy" 1951
  • The Ford Television Theatre - serie TV, episodi "Letters Marked Personal", "Dear Diane" 1955-1956
  • La legge di Burke Burkes Law - serie TV, episodio "Who Killed Mr. Colby in Ladies Lingerie?" 1965
  • Danger - serie TV, episodio "A Clear Case of Suicide" 1951
                                     

3.3. Filmografia Cortometraggi

  • Screen Snapshots Series 19, No. 9: Sports in Hollywood 1940
  • The Fashion Side of Hollywood, regia di Josef von Sternberg 1935
  • Screen Actors 1950
  • Hollywood on Parade No. A-12 1933
  • Screen Snapshots 1932
  • Hollywood Party 1937
  • Hedda Hoppers Hollywood, No. 6 1942
                                     

4. Doppiatrici italiane

  • Renata Marini ne La donna del ritratto riedizione anni 50
  • Rosetta Calavetta in Suspiria
  • Lydia Simoneschi in La maschera di ferro, Il richiamo del nord, Passione selvaggia, La donna della spiaggia, Dietro la porta chiusa, Il padre della sposa, Papà diventa nonno, FBI operazione Las Vegas, Non siamo angeli, Desiderio nella polvere
  • Pinella Dragani in Grandi occhi scuri doppiaggio tardivo
  • Claudia Razzi in Piccole donne ridoppiaggio
  • Cristina Grado ne La donna della spiaggia ridoppiaggio
  • Gabriella Genta ne La casa dei vampiri
  • Lia Orlandini in Duello mortale, Letti gemelli
  • Clelia Bernacchi in Sgomento
  • Tina Lattanzi in Si può entrare?, Quella che avrei dovuto sposare