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ⓘ Suffragio femminile



Suffragio femminile
                                     

ⓘ Suffragio femminile

Con lespressione suffragio femminile si indica il diritto di voto esteso alle donne. Il movimento politico avente come obiettivo quello di estendere il suffragio alle donne è stato storicamente quello delle suffragette. Le origini moderne del movimento vanno ricercate nella Francia del XVIII secolo. Tra i primi Paesi a concedere tale diritto vi furono la Repubblica Corsa, le Isole Pitcairn, la Toscana, la Nuova Zelanda, il Territorio del Wyoming, già nel 1869, lIsola di Man nel 1881, Franceville nelle Nuove Ebridi. Alcuni di questi stati hanno avuto una breve esistenza e altri non hanno mai avuto lindipendenza. Un caso particolare riguarda la Svezia, dove ad alcune donne fu concesso il diritto di voto durante letà della libertà ma tale diritto non fu esteso a tutte.

Il primo stato europeo a riconoscere il suffragio universale fu il Granducato di Finlandia, con le prime donne elette in parlamento nel 1907. In Russia durante il governo provvisorio in piena rivoluzione nel novembre del 1917, si tennero lelezioni per lassemblea costituente a suffragio universale. Suffragio che poi venne confermato nella costituzione sovietica del 1918.

Il diritto di voto alle donne fu introdotto nella legislazione internazionale nel 1948 quando le Nazioni Unite adottarono la Dichiarazione universale dei diritti umani. Come stabilito dallarticolo 21:" 1) Chiunque ha il diritto di prendere parte al governo del proprio paese, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti. 3) La volontà del popolo dovrà costituire la base dellautorità di governo; questa sarà espressa mediante elezioni periodiche e genuine che si svolgeranno a suffragio universale e paritario e che saranno tenute mediante voto segreto o mediante procedure libere di voto equivalenti.”

Il suffragio femminile viene anche esplicitamente considerato un diritto sotto la Convenzione sulleliminazione di ogni forma di discriminazione della donna, adottata dalle Nazioni Unite nel 1979, sottoscritto da 189 nazioni.

                                     

1. Storia

Il suffragio femminile è stato concesso nei vari paesi del mondo in tempi diversi. In molti paesi il suffragio femminile fu riconosciuto prima del suffragio universale, così a donne di certe razze e classi sociali non fu concesso il diritto di voto.

Nella Francia medievale e altri paesi Europei, il voto per assemblee e riunioni di città e paesi era aperto ai capi delle famiglie, indipendentemente dal sesso. Il suffragio femminile fu concesso dalla Repubblica Corsa del 1755 la cui Costituzione prevedeva unassemblea rappresentativa nazionale eletta da tutti gli abitanti sopra i 25 anni detà, sia donne se nubili o vedove che uomini. Il suffragio femminile fu revocato quando la Francia annesse lisola nel 1769. Le origini del moderno movimento a favore del suffragio femminile vanno ricercate nella Francia degli anni tra il 1780 e il 1790 negli scritti di Antoine Condorcet e Olympe de Gouges, che lo sostennero come un diritto nelle elezioni nazionali.

Nel 1756, Lydia Chapin Taft, nota anche come Lydia Taft, divenne la prima donna votante legale in America. Ella votò in almeno tre occasioni in unassemblea cittadina del New England, ad Uxbridge Massachusetts, con il consenso dellelettorato. Ciò si verificava tra il 1756 e il 1768, durante il periodo coloniale americano. Il New Jersey concesse il voto alle donne. Nella Costituzione dello Stato del New Jersey del 1776 la parola abitanti fu usata senza distinzioni di sesso o razza. Le donne del New Jersey, insieme a persone di diverso colore, o neri, persero il diritto di voto nel 1807, quando la franchigia fu ristretta a maschi bianchi, e questo ufficialmente per combattere le frodi elettorali semplificando le condizioni di eleggibilità.

Le Isole Pitcairn concessero il suffragio alle donne nel 1838, cui fece seguito Norfolk nel 1856. Diversi paesi, colonie e stati concessero un suffragio limitato alle donne nella seconda metà del XIX secolo, iniziando con lAustralia Meridionale nel 1861. La Comune di Parigi del 1871 riconobbe il diritto di voto alle donne, ma esso venne ritirato con la caduta della Comune e sarebbe stato concesso nuovamente nel luglio del 1944 da Charles de Gaulle. Nel 1886 il piccolo regno di Tavolara divenne una repubblica ed introdusse il suffragio femminile. Tuttavia, nel 1899 la monarchia fu ristabilita, ed il regno fu qualche anno dopo annesso dallItalia. La colonia di Franceville, dichiarando lindipendenza nel 1889, divenne la prima nazione ad introdurre il suffragio universale senza distinzione di sesso o colore, tuttavia, essa tornò presto sotto il dominio coloniale di Francia e Regno Unito.

Il suffragio femminile illimitato in termini di diritti di voto alle donne inizialmente non fu permesso di presentarsi come candidate alle elezioni in una colonia autogovernantesi fu concesso dalla Nuova Zelanda nei primi anni novanta del XIX secolo. A seguito di un movimento condotto da Kate Sheppard, leditto per il suffragio femminile fu adottato appena qualche mese prima delle elezioni generali del 1893.

La colonia autogovernantesi dellAustralia Meridionale concesse sia il suffragio universale e concesse alle donne di presentarsi come candidate al parlamento coloniale nel 1895. Il Commonwealth dAustralia garantì questo stato di cose per le donne nelle elezioni Federali dal 1902 tranne le donne Aborigene. Il primo paese europeo ad introdurre il suffragio femminile fu il Granducato di Finlandia. Le riforme amministrative successive allinsurrezione del 1905 concessero alle donne finniche il diritto di votare suffragio universale e egualitario e di presentarsi come candidate alle elezioni del 1906. I primi membri femminili di un parlamento furono anchesse finniche, quando nel 1907, 19 donne presero il loro posto al parlamento finlandese come risultato delle elezioni parlamentari del 1907.

Negli anni precedenti la Prima guerra mondiale, la Norvegia 1913 e la Danimarca diedero anchesse il voto alle donne, ed esso venne esteso a tutti gli altri stati dellAustralia. La Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa concesse il diritto nel 1918 così come il Canada tranne il Québec, dove esso venne posposto al 1940. Le donne britanniche di oltre 30 anni detà e tutte le donne tedesche e polacche ebbero il voto nel 1918, le donne olandesi nel 1919, e alle donne statunitensi, negli stati che precedentemente si erano visto rifiutare il suffragio, esso fu concesso nel 1920. Le donne in Turchia ebbero il diritto di voto nel 1926. Nel 1928, il suffragio fu esteso a tutte le donne britanniche con gli stessi diritti degli uomini, cioè, a tutte le persone con almeno 21 anni detà, senza distinzione di sesso. Una delle più recenti giurisdizioni a concedere alle donne uguali diritti è stato il Bhutan nel 2008.

In Italia il suffragio universale venne istituito dalleffimera Repubblica Romana del 1849: non venne escluso il voto alle donne, che però ne restarono fuori per consuetudine. Furono fatti diversi tentativi di introduzione tra il 1861 e il 1919. Il voto femminile fu altresì legittimato nel 1920, durante la Reggenza italiana del Carnaro, la città stato di breve durata fondata da Gabriele DAnnunzio a Fiume. Nel 1925 una legge fascista concesse il suffragio femminile nelle sole elezioni amministrative, che verranno però abolite nel 1926, senza che la norma avesse applicazione. Nel 1945 il Regno dItalia istituì il suffragio femminile le donne votarono alle amministrative. Nel 1946 avvenne il primo voto su scala nazionale, al referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica italiana e alle contemporanee elezioni politiche dellAssemblea costituente.

                                     

2. Movimenti pro-suffragio

Nessun movimento pro-suffragio fu così ampio da comprendere uomini e donne. Una grossa suddivisione, specialmente in Gran Bretagna, fu tra suffragisti, che cercavano una via costituzionale al mutamento, le suffragette, che erano invece più militanti. Esisteva anche una diversità di vedute sul "posto della donna". Alcuni che portavano avanti campagne a favore del suffragio femminile, ritenevano che le donne fossero naturalmente più buone, gentili e più comprensive verso i membri più deboli della società, specialmente i bambini. si riteneva spesso che le donne votanti potessero esercitare un potere civilizzante sulla politica e tendessero a sostenere il controllo sullalcool, per esempio. Si riteneva che benché il posto della donna fosse in casa, ella potesse influenzare le leggi che avevano effetto su quella casa. Altri fautori di queste campagne ritenevano che uomini e donne dovessero essere uguali sotto ogni aspetto e che non esistesse il cosiddetto "ruolo naturale" delle donne.

Esistevano altresì differenze dopinione circa gli altri votanti. Alcuni propugnatori di campagne sociali ritenevano che tutti gli adulti avessero diritto al voto, ricchi e poveri, maschi e femmine, e indipendentemente dalla razza. Altri vedevano il suffragio femminile come un modo di cancellare i voti delle classi basse e dei non-bianchi. Il più attuale movimento attivo a favore del suffragio femminile opera in Arabia Saudita. Largomento si intreccia con il complesso ruolo delle donne saudite moderne. Vedi Diritti delle donne in Arabia Saudita

                                     

3. Quadro sinottico del suffragio femminile

Note: a Dati non disponibili b Il voto è limitato ai Cardinali; le donne non possono diventare Cardinali. c La data indicata riporta lanno in cui per la prima volta, in Italia, le donne votarono, non quello in cui fu loro concesso il diritto di voto, il 1945.

                                     

4. Paesi in cui il suffragio femminile è negato o limitato

  • Città del Vaticano - Non cè suffragio femminile e il diritto di voto è limitato anche per gli uomini. Nel conclave gli elettori sono cardinali e dunque maschi.
  • Libano - Suffragio parziale. Ci deve essere prova di istruzione di base per le donne, ma non per gli uomini. Il voto è obbligatorio per gli uomini, ma opzionale per le donne.
  • Brunei - Alle donne e anche agli uomini è negato il diritto di voto attivo e passivo dal 1962.
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