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ⓘ Libertarianismo



Libertarianismo
                                     

ⓘ Libertarianismo

Il libertarianismo è un insieme di filosofie politiche tra loro correlate che considerano la libertà come il più alto fine politico. Ciò include la libertà individuale, la libertà economica, la libertà politica e lassociazione volontaria. Le parole libertarianism e libertarism furono usate dalla seconda metà del XX secolo da filosofi e politici anglosassoni che provenivano da differenti formazioni culturali: ossia quelle del liberalismo, socialismo, comunismo e dellanarchismo.

Lidea politica del libertarianismo si rifà al sistema economico capitalista e al diritto alla proprietà privata, ma le sue numerose correnti divergono sul peso e sulla stessa figura dello Stato: gli anarco-capitalisti premono per una sua totale eliminazione, mentre i miniarchisti mirano a preservare unautorità pubblica che svolga compiti basilari di difesa e ordine pubblico, o anche una ridotta assistenza sociale.

In lingua inglese, i termini libertarism e libertarianism possono essere utilizzati come sinonimi nelluso politico; per la precisione libertarism indica quasi invariabilmente il movimento collettivista-egualitarista, o left libertarianism "di sinistra", mentre libertarianism può indicare sia il movimento anarchico quantomeno alcune componenti che partiti di stampo liberale. In senso più ristretto, quando un orientamento politico viene analiticamente scomposto nelle componenti "libertà economiche-libertà individuali", libertarism si limita al contraltare di authoritarianism. Nella maggior parte delle altre lingue ad esempio neolatine si distingue tra libertarismo, un concetto ampio sinonimo di anarchia, che in quanto tale si identifica con lanarchismo e il socialismo libertario, e libertarianismo, che trae le sue origini dal liberalismo classico, le cui correnti principali sono lanarco-capitalismo e il miniarchismo.

I libertariani si definiscono di solito come liberali coerenti, rigorosi e nemici della coercizione, propugnando in modo radicale le tesi tipiche del liberalismo.

                                     

1. Le idee e gli aspetti critici

Due sono i filoni più diffusi del libertarianismo:

  • lanarco-capitalismo, che costituisce la corrente radicale, avversa ai compromessi costituzionalisti del liberalismo classico, ha come obiettivo invece la totale eliminazione dello Stato.
  • il miniarchismo, che raccoglie maggiori consensi tra i libertarian, costituisce la corrente right, moderata, e mira a ridurre lo stato ad uno Stato Minimo

I miniarchisti prospettano uno Stato ridotto alla minima funzione di garante delle libertà individuali, ovvero lo stato di diritto; questa corrente costituzionalista si rifà evidentemente ai pensatori originali del liberalismo, per esempio John Locke, e in tempi più recenti a intellettuali del calibro di Friedrich Von Hayek e Robert Nozick. Per i sostenitori del miniarchismo lo Stato è tenuto a intervenire in economia, in linea di massima, solo per garantire un corretto svolgimento del libero mercato tramite la tutela dei contratti, abbattendo i monopoli e gli oligopoli qualora questi siano venuti in essere violando i diritti individuali e costruendo le necessarie e ovvie infrastrutture.

Gli anarco-capitalisti giudicano le proposte del miniarchismo incoerenti dal punto di vista teorico e irrealizzabili sul piano concreto, proponendo invece labolizione dello Stato e la realizzazione di un sistema di privatopie, entità territoriali auto-organizzate nei limiti delle libertà individuali in grado di fornire servizi di libero mercato, sviluppantisi secondo un sistema di adesione volontaria alle regole che ogni enclave stabilisce autonomamente. Il sistema delle privatopie esclude a priori lesistenza di nazioni e soprattutto entità sovranazionali, ammettendo unicamente la diffusione di una capillare e interattiva rete di piccole comunità private. Il principale punto di riferimento intellettuale della corrente anarco-capitalista è Murray Newton Rothbard.

Allinterno di questa visione radicale, i libertariani anarcocapitalisti intendono privatizzare, o meglio porre su un mercato libero, quei settori come lamministrazione della giustizia, la sicurezza e lordine pubblico che perfino i liberali classici considerano alla stregua di prerogative esclusive dello Stato; in questo senso va letta la loro idea di anarco-individualismo.

La filosofia politica ed economica contemporanea stenta a riconoscere la validità delle teorie libertariane, non tanto per lopposizione alla gestione privatizzata e concorrenziale di settori fondamentali dello stato sociale come la giurisdizione, quanto per il fondato timore che in un assetto socio-economico così definito, privo di qualsivoglia governo centrale, una congrega ristretta di individui molto potenti sia tentata di imporre coercitivamente la propria autorità al resto della comunità; in pratica, il sistema anarco-capitalista sarebbe non auspicabile perché tenderebbe a favorire, nel momento stesso in cui venisse implementato, quei pochissimi soggetti che già dispongono di un notevole potere finanziario. Lo stato di diritto invece, essendo, quanto meno nelle sue forme più avanzate, basato sul sistema democratico della decisione politica, tenderebbe invece a contrastare la concentrazione del potere nelle mani di esigui gruppi privilegiati, dal momento che, qualunque sia la politica economica di una comunità, la maggior parte degli individui di quella stessa comunità ha interesse a difendere le già ristrette risorse e proprietà di cui dispone a fronte della soverchiante ricchezza di pochi soggetti. Uno degli oppositori più spietati dellanarco-capitalismo è Noam Chomsky, il quale, da socialista libertario come egli stesso si è definito, ha affermato che le idee libertariane, qualora applicate al mondo reale della politica, produrrebbero "tali forme di tirannia e oppressione come se ne sono viste poche nella storia dellumanità".

I libertariani, daltro canto, rigettano totalmente le accuse che vengono loro rivolte indistintamente dagli altri schieramenti politici, sia conservatori che progressisti, argomentando che in tutta la storia della civiltà umana, se proprio vi è un colpevole di violazione dei diritti umani, questi è soprattutto lo Stato. E infatti proprio il potere astratto e non vincolante dellautorità statale è stato il principale mezzo con cui piccoli gruppi di potere o addirittura singoli individui hanno potuto, in tutti i tempi e in tutti i luoghi, realizzare forme di governo tiranniche, soverchianti e contrarie alle più elementari regole di pacifica convivenza civile, o reiterare arbitrariamente la violazione del diritto di autodeterminazione di ogni essere umano, tra cui, al netto dellevidenza, vi sono gli interventi armati contro altre popolazioni, minoranze o addirittura nazioni, sistematicamente portate avanti in nome di uno specifico ordine sociale da raggiungere e da imporre a tutti, o in nome di una generica sicurezza e stabilità nazionale.

Laddove quindi i tradizionali sostenitori dello Stato, inclusi i liberali classici, vedono in questo unalta e possibilmente equa autorità garante dei diritti individuali, senza il quale sarebbe impossibile contenere lo spirito egoistico umano, che in un contesto anarchico non avrebbe freni né argini per manifestarsi, invece i libertariani pongono maggior fiducia nello spirito filiale dellumanità, rammentando che le stesse idee di libertà e uguaglianza sono nate dal basso, ovvero sono sorte spontaneamente dalla creatività mentale dei singoli, e non certo imposte dallalto per "decreto intellettuale" da una presunta autorità garante della ragione. Il libero mercato, dunque, essendo per lappunto una manifestazione spontanea e originale dello spirito di cooperazione umano, da intendere come la volontà organica e orizzontale di una comunità di individui di determinare, ognuno per sé stesso, il corso della propria vita, vivrebbe per necessità di autoregolazione, che nella visione libertariana viene chiamata anche "proprietà di se stessi" o principio di non aggressione.

                                     

2.1. Storia del termine e disambigua Origine storica e partiti contemporanei

Gli anarchici di tradizione socialista usano il termine libertario per descrivere se stessi le loro idee sin dal 1857. "Le Libertaire, Journal du Mouvement sociale", fu ad esempio pubblicato a New York dal 1858 al 1861 dal rivoluzionario anarcocomunista Joseph Déjacque. Nella seconda metà del 1900, negli Stati Uniti dAmerica, fece ingresso laccezione liberal-libertaria, in genere indicata come libertarianism, ma, a volte libertarism. Il termine libertarianism, specificamente, nel 1970 rientrerà in Europa per le traduzioni delleconomista francese Henri Lepage, con lintenzione devitare evidenti fraintendimenti.

Le parole libertarismo e libertario furono quindi usate dalla seconda metà del XX secolo da filosofi e politici anglosassoni che provenivano da differenti contrapposte formazioni culturali, e quindi, principalmente in lingua inglese, tali termini attualmente indicano movimenti culturali e politici che pur definendosi in traduzione italiana libertari sono assolutamente in antitesi tra loro. Filosofi e politici definiti libertari sono quindi in diverse tradizioni culturali ossia quelle del liberalismo, socialismo, comunismo e anarchismo: questultimo movimento politico-sociale ha poi adottato il termine libertarismo appunto per autodefinirsi.

Negli anni settanta del XX secolo nasce negli Usa un partito politico che raccoglie una lunga storia di antistatalismo di taglio liberale e che si autodefinisce libertarian, il Libertarian Party, quindi utilizzando il termine in senso proprio, senza rispettare né i crismi anarchici della tradizione socialista, né, dunque, quelli libertari intesi nel senso europeo del termine.

Il Partito Libertariano degli Stati Uniti dAmerica, LP dall11 dicembre 1971, data della sua fondazione, è costantemente cresciuto, venendo a ricadere tra i terzi partiti ovvero tra i partiti minori che, distaccati dai primi due, sono comunque presenti. Alle presidenziali 2016 ha raccolto il 3.28% delle preferenze.

Si caratterizza per il forte antistatalismo, la volontà di escludere qualunque intervento statale in campo di Welfare State in particolare nel campo della salute pubblica abolizione di ogni forma di assistenza sanitaria universale garantita, e labolizione di ogni forma di tassazione generalista corrispondente allIVA italiana.

Da alcuni decenni, questo termine è usato soprattutto per definire, in senso più ampio, quelle teorie che danno preminenza alla scelta individuale davanti alle pretese di qualunque potere politico.

Il movimento mostra sensibilità verso la protezione della proprietà e della libertà di mercato ed è uso comune definire "libertarianism" e spesso anche "propertarianism", per distinguerlo maggiormente dal libertarismo di matrice anarchica tradizionale e socialista la corrente anarco-capitalista, cioè la versione più estrema del pensiero liberale, la quale ha trovato la propria espressione più significativa in Murray N. Rothbard.

Tale "libertarianism" affonda le sue radici nella tradizione dellindividualismo americano professando lidea di un mercato completamente sottratto ad ogni tutela statale, che lasci lindividuo padrone di sé in ogni aspetto della vita dellindividuo, inclusi i servizi di protezione, la giustizia e il diritto. La maggioranza dei suoi teorici sono fautori del giusnaturalismo lockiano, ma esiste anche una variante utilitarista David Friedman. In Europa i massimi esponenti di tale teoria politica sono Hans-Hermann Hoppe e Anthony de Jasay. Tra i partiti europei che rappresentano questideologia abbiamo il Partido Libertario P-LIB spagnolo, il Partei der Vernunft Partito della Ragione tedesco, il Libertarische Partij olandese e il Parti libéral démocrate francese che hanno formato nel 2013 il Partito Europeo per le Libertà Individuali, il Parti Libertarien in Belgio, il Dansk Libertarisk Parti danese, il Liberaalit finlandese, il Liberala Partiet svedese, i Liberisti ticinesi in Svizzera, il Libertarian Party UK inglese, KORWiN in Polonia, che ha ottenuto 5 seggi al Parlamento nazionale alle elezioni del 2019, Svobodní in Repubblica Ceca e i Liberalistene in Norvegia. In Italia, tra i principali movimenti ed associazioni riconducibili a questarea abbiamo il Movimento Libertario, lIstituto Liberale, lIstituto Bruno Leoni, Rete Liberale e la Fondazione Luigi Einaudi.

                                     

3. Correnti

Esistono in seno al movimento libertariano americano ed europeo una varietà di tendenze:

  • il paleolibertarianismo, o paleolibertarismo
  • lagorismo una forma danarco-capitalismo che propugna una completa deregolamentazione del mercato ma rifiuta di risolvere il problema della transizione da una società coercitiva a una individualista con lutilizzo dellattività politica
  • il liberismo di destra applicazione pratica dei principi liberisti in economia, ha varie sfaccettature per quanto riguarda laspetto delle libertà civili
  • il miniarchismo
  • lanarco-capitalismo
  • il panarchismo superamento del territorialismo statale e del monopolio nellemissione di moneta
  • il neolibertarismo
  • il nazional-libertarianismo verde corrente che si pone a difesa delle "unità nazionali" e allo stesso tempo di unica politica energetico-ambientale da imporre a tutte le comunità nazionali
  • lanarchismo di mercato di sinistra assimilabile ad un liberalismo sociale molto spinto e anti-statalista, come nel partito dei Radicali Italiani; talvolta fonde le idee libertariane con quelle di anarchici mutualisti come Pierre-Joseph Proudhon o individualisti come Max Stirner
  • il libertarianismo cristiano particolare corrente confessionale che integra principi religiosi e morali cristiani nella visione libertarian
  • lanarco-liberalismo

I libertariani, sia europei che americani, giudicano contraddittoria con le premesse antistataliste la tradizionale avversione degli anarchici di tradizione socialista ad ogni idea di un libero mercato basato sulla legittimità della proprietà privata, sullo scambio volontario e su interazioni umane liberamente scelte.

A causa dei problemi semantici sopra evidenziati, luso dei termini "libertario/libertarismo" per indicare lanarchismo classico, e dei termini "libertariano/libertarianismo" per indicare lanarco-capitalismo, è praticamente ovunque diffuso, tranne che nei paesi di lingua inglese. Laffinità dei due termini in ogni caso, rende frequente la necessità di disambiguazione.

Tra i movimenti che si rifanno alle ideologie libertariane ma che non viene da molti ritenuto propriamente libertarian si ritrova anche il movimento politico statunitense Libertarian National Socialist Green Party LNSGP della corrente nazional-libertariana verde, una organizzazione dalla dubbia reale esistenza non legata al Libertarian Party che coltiva elementi di libertarianismo in un retroterra culturale e ideologico nazional-conservatore e ambientalista, improntando il suo programma alla difesa dellidentità nazionale e delle "esigenze ambientali", considerando comunque una degenerazione le tendenze di supremazia razziale tipiche del white power.

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