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ⓘ Bagnolo del Salento



Bagnolo del Salento
                                     

ⓘ Bagnolo del Salento

Bagnolo del Salento è un comune italiano di 1 813 abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento orientale, dista 32 km dal capoluogo provinciale, 14 km da Otranto e circa 9 km da Maglie. Fa parte dellUnione dei comuni Entroterra Idruntino.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Il territorio del comune di Bagnolo del Salento, che si estende per 6.76 km² nel versante orientale della penisola salentina, presenta una morfologia omogenea ed è compreso tra gli 82 e i 104 m s.l.m., con unescursione altimetrica complessiva pari a 22 metri. È situato nellondulato altipiano a nord est di Maglie in prossimità del gradino occidentale della Serra di Montevergine.

Confina a nord con il comune di Castrignano de Greci, a est con il comune di Cannole, a sud con i comuni di Palmariggi e Maglie e a ovest con il comune di Cursi.

  • Classificazione sismica: zona 4 sismicità molto bassa, Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
                                     

1.2. Geografia fisica Clima

Dal punto di vista meteorologico Bagnolo del Salento rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +24.7 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 626 mm di pioggia/anno. La primavera e lestate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità. Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.

  • Gradi giorno: 1231
  • Zona climatica: C
  • Classificazione climatica di Bagnolo del Salento
                                     

2. Origini del nome

Il nome viene fatto derivare dal latino Balneum-Balneolum bagno in quanto tradizionalmente si ritiene che il centro sia sorto in epoca romana e avrebbe ospitato stabilimenti termali. Nel tempo, a partire dal periodo normanno, il casale è citato nei documenti con le diciture Banghiolo, Bagniulo, Balneolus. Recenti studi, in contrapposizione a tale teoria, individuano lorigine del toponimo nella parola greco-bizantina "Βαλανεῖον" "Balaneîon" in greco classico; "Valanìon" in grikò e greco moderno, stante a significare, più genericamente, "Vasca", a riprova di un antico insediamento formatosi contestualmente al fiorire dellantica e ormai desueta produzione del calcestruzzo. Le antiche vasche, di cui si attesta la presenza nel sentire popolare, in cui questo matierale sarebbe stato prodotto avrebbero conferito nei secoli al paese il nome attuale. Rimarrebbe, con tale teoria, fondamentale la presenza delle falde acquifere sotterranee, essendo lacqua elemento essenziale nella produzione del calcestruzzo.



                                     

3. Storia

La presenza umana nella zona risale alletà del bronzo come testimoniato dalla presenza di alcuni menhir. Secondo la tradizione, ripresa anche da molti studiosi locali, la fondazione del centro è da ricondurre allepoca romano-imperiale, al tempo dellimperatore Vespasiano, periodo in cui Otranto divenne una colonia romana. Sorse col nome di Bagneum e avrebbe ospitato siti termali.

Sicuramente fu centro bizantino e successivamente normanno. Nel 1190 lallora casale Balneoli venne assegnato da Tancredi dAltavilla al barone Ruggero Montefusco, in compenso per aver contribuito alla liberazione dei suoi familiari esiliati in Grecia da Ruggero II.

Nel 1332 il feudo era sotto la signoria della famiglia Castruccio, passò poi ai Costello. Nel 1400 divenne di proprietà di Maria dEnghien, moglie di Raimondello Orsini del Balzo, che il 12 agosto 1429 lo vendette allospedale di Santa Caterina in Galatina, fondato dal marito e guidato dai frati minori francescani. Da quella data le vicende di Bagnolo furono legate esclusivamente allIstituto Cateriniano fino alleversione della feudalità e alla soppressione, nel 1807, delle attività degli olivetani, subentrati ai francescani nel 1507.

Nel 1485 re Ferdinando di Napoli infeudo Giovanni Castriota, figlio di Giorgio, con le terre di San Pietro in Galatina e Soleto col titolo di duca e conte. Più tardi egli ebbe la giurisdizione criminale sulle terre di Torrepaduli, Bagnolo e Aradeo.

                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa madre di San Giorgio

Lattuale chiesa sorge sulle fondamenta dellantica parrocchiale risalente al XV secolo. Fu ricostruita tra la fine del 1848 e il 1851 e consacrata dal vescovo di Otranto Vincenzo Andrea Grande il 3 settembre dello stesso anno.

La facciata è in stile neoclassico a doppio ordine coronata da un timpano triangolare. Sullarchitrave del portale centrale è posizionata la statua equestre di san Giorgio, proveniente dal precedente edificio.

Linterno ha unaula divisa in tre navate da dieci colonne, di cui quattro inglobate nei muri, e possiede una copertura con volta a spigolo. Conserva alcune opere dellantica chiesa. Nel presbiterio, dominato dal settecentesco organo ligneo stuccato, accoglie laltare maggiore in marmo policromo. Lungo le navate vi sono gli altari minori dedicati a san Giuseppe, alla Vergine del Rosario con tela cinquecentesca, al Crocifisso con opera in legno di fine Cinquecento attribuibile al gallipolino Genuino Vespasiano, a san Giorgio con tela risalente al XVII secolo, alla Madre del Buon Consiglio e alla Madonna del Carmine con tela anteriore al 1750.

Proveniente dallantica chiesa è anche la statua processionale in legno veneziano di san Giorgio.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di Santa Maria dei Martiri

La chiesa fu edificata alla fine del XV secolo e conserva unimmagine bizantina della Madonna. Lintitolazione originaria a Santa Maria dei Martiri è in ricordo delleccidio di Otranto del 1480. Nel 1587 diviene cappella dei Padri Conventuali ed è per questo conosciuta anche come chiesa di san Francesco.

Lattuale fisionomia si deve ai lavori di restauro eseguiti nel 1707. Nel XIX secolo, soprattutto dopo la soppressione del monastero nel 1809 per le leggi napoleoniche, la chiesa divenne luogo di sepoltura del paese e vi rimane fino al collaudo del cimitero comunale nel 1885.

Linterno ha una pianta ad aula unica e presenta sei altari barocchi in pietra leccese dedicati al Santissimo Sacramento, a san Francesco dAssisi, a san Giuseppe da Copertino, a santAntonio da Padova, alla Madonna dei Martiri e al Crocifisso.

                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa Mater Domini

La chiesa di Mater Domini, di origine bizantina, fu ricostruita nel 1921 mantenendo dellantico edificio solo la parte absidale databile tra lXI e il XIII secolo.

Possiede una semplice facciata neoclassica e un interno ad aula unica rettangolare con volta piana. Labside bizantina conserva affreschi chiaramente rimaneggiati o del tutto rifatti come i dipinti raffiguranti le varie fasi della passione di Cristo.

Laffresco centrale è costituito dallimmagine della Vergine col Bambino affiancata sulla destra dalla figura di san Gregorio Nazianzeno e sul lato opposto dalla figura di san Giovanni Crisostomo, in seguito trasformata in quella di san Francesco di Sales.

                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Altre chiese

  • Cappella del Crocifisso, fu restaurata nelle forme attuali nel 1896.
                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Menhir Bagnolo

Si tratta di uno dei menhir più notevoli del Salento per dimensioni ed è realizzato in pietra leccese. Posto sulla strada provinciale che porta a Cursi, è alto 4.1 m e presenta dimensioni di base pari a cm 46x31. Le facce più larghe sono orientate sullasse est-ovest.

                                     

4.6. Monumenti e luoghi dinteresse Munumento a San Giorgio

Il monumento a san Giorgio martire venne eretto nel 1838 in segno di riconoscenza per aver salvato i bagnolesi da un fulmine abbattutosi sulla chiesa parrocchiale durante un violento temporale. Il monumento si compone di una colonna realizzata in pietra leccese poggiante su un basamento con balaustra traforata. Sulla sommità è posta una statua lapidea di san Giorgio raffigurato in tenuta guerriera nellatto di trafiggere il drago ai suoi piedi.

                                     

5. Società

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2017 a Bagnolo del Salento risultano residenti 18 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:

  • Romania - 6
  • Marocco - 6

Lingue e dialetti

Il dialetto parlato a Bagnolo del Salento è il dialetto salentino nella sua variante centrale che corrisponde al dialetto leccese. Il dialetto salentino, appartenente alla famiglia delle lingue romanze e classificato nel gruppo meridionale estremo, si presenta carico di influenze riconducibili alle dominazioni e ai popoli stabilitisi in questi territori nei secoli: messapi, greci, romani, bizantini, longobardi, normanni, albanesi, francesi, spagnoli.

                                     

6. Cultura

Scuole

Nel comune di Bagnolo del Salento hanno sede una Scuola dellinfanzia, una Scuola primaria e una scuola secondaria di primo grado, facenti parte dellIstituto Comprensivo Statale di Cursi.

Eventi

  • Festa di San Giorgio

Il culto per il santo fu sicuramente introdotto dai Basiliani tra il X e il XII secolo. Da rimarcare il fatto che, mentre la tradizione vuole che il Santo sia sempre rigorosamente raffigurato a cavallo mentre combatte il drago, a Bagnolo è raffigurato appiedato, con corazza, elmo e lancia, nellatto di trafiggere il mostro che è ai suoi piedi. San Giorgio si festeggia civilmente la prima domenica di agosto. La festività religiosa ricorre invece il 23 aprile.

  • Fiera di Mater Domini, prima domenica di novembre
                                     

7. Economia

Leconomia di Bagnolo del Salento è prevalentemente agricola. Negli ultimi decenni tuttavia, si è registrato un abbandono delle campagne, e si è sviluppato il settore terziario le piccole imprese familiari.

                                     

7.1. Economia I Cordai

In passato, la più importante attività artigianale del paese era la produzione di corde in dialetto salentino zuche, che venivano realizzate impiegando paglia di palude pilieddhi che vegetava soprattutto lungo le rive dei laghi Alimini. Questa veniva raccolta, ammassata e battuta con il mazzuolo grande martello di legno affinché assumesse lelasticità e la flessibilità necessarie ed indispensabili per favorire lintreccio. Lintreccio si eseguiva utilizzando un rudimentale arnese formato da una ruota fissata ad un supporto e munita di una manovella centrale che serviva per trasmettere il movimento di rotazione alla corda; lartigiano, uniformandosi al movimento e lavorando con i palmi delle mani, aggiungeva continuamente fili di paglia in modo da allungare sempre di più la corda; contemporaneamente, per tenere sempre in tensione la corda, era costretto a camminare allindietro. Questa attività, per le mutate condizioni di vita e per lavvento del nylon, smise di essere remunerativa e oggi è praticamente inesistente. Ancora oggi, gli abitanti di Bagnolo sono detti zucari cordai in riferimento alla loro specializzazione produttiva del passato.



                                     

8. Infrastrutture e trasporti

Strade

I collegamenti stradali che interessano il comune sono:

  • Strada Provinciale 38, Bagnolo del Salento-Cursi;
  • Strada statale 16 Adriatica, Lecce-Maglie-Otranto
  • Strada Provinciale 39, Bagnolo del Salento-Cannole-Carpignano Salentino;
  • Strada Provinciale 154, Bagnolo del Salento-Palmariggi.

Ferrovie

Il comune è servito da una stazione ferroviaria posta sulla linea locale Lecce-Otranto gestita dalle Ferrovie del Sud Est.

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