Топ-100
Indietro

ⓘ Travagliato




Travagliato
                                     

ⓘ Travagliato

Travagliato è un comune italiano di 13 998 abitanti della provincia di Brescia situato a sud-ovest del capoluogo, in Lombardia. Chiamata la Cittadella del cavallo, ospita annualmente alcune feste tra cui la fiera Travagliatocavalli, tra aprile e maggio.

                                     

1. Storia

Da Travalliatum, nome romano di Travagliato, passava la via Mediolanum-Brixia, che collegava Mediolanum Milano con Brixia Brescia passando anche da Cassianum Cassano dAdda. Il nome del comune segnala la presenza di tre strade, o più semplicemente come aggettivo Travagliato, di difficile realizzazione. Per i veneziani della Serenissima il comune era Travaleado poi Travajado e adesso Travagliato.

La città fu un vicus varius comprovato dai documenti del periodo medioevale anteriore al Mille, nei quali si leggono i nomi di Treviade e di Tiviado. La parte iniziale dei nomi Tre, Tri è una contaminazione dal latino tres = tre, o inter = fra, e può dimostrare che il paese è sorto alla confluenza di vie vicinali, o fra vie vicinali. La parte terminale ade = ado, nellalto medioevo si dava a tutti i paese di origine rurale. Il cambio del nome da Treviade in Travaleado è visibile dai documenti del XIV secolo.

                                     

2. Monumenti e luoghi dinteresse

Il Palacittà

Questa struttura eretta nel 2003 ospita ogni anno le gare di cavalli e alcuni concorsi ippici in occasione della rassegna Travagliatocavalli.

Il Palablù

La Piscina Comunale porta il nome di Palablù. Questo edificio nasce nel 2004.

                                     

2.1. Monumenti e luoghi dinteresse Duomo dei Santi Pietro e Paolo

Le origini della chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli si perdono nel tempo ma si possono collegare con lingresso dei monaci benedettini nel territorio di Travagliato. Infatti i monaci del monastero di San Faustino Maggiore di Brescia e quelli di San Pietro in Monte Ursino di Serle presero possesso delle terre in Travagliato rispettivamente nei secoli IX e XI. La chiesa fu costruita ove si trova tuttora. Ledificio attuale, pur trasformato dalle numerose ricostruzioni avvenute nel corso degli anni, è inserita in maniera impropria tra gli edifici circostanti e anche al grande spazio della piazza con la Torre Civica alla quale volge le spalle.

Non si tratta di un errore: più semplicemente levoluzione della chiesa e della piazza hanno seguito vie differenti. Nel 1053 la Chiese di Treviade, nome antico di Travagliato, porta il nome di San Pietro ed è citata per la prima volta nei documenti dellepoca. Per trovare altre citazioni della chiesa bisogna giungere nel periodo visconteo 1329-1426.

Solo in anni abbastanza recenti, nel corso del penultimo restauro del tetto, è finalmente uscito il nome dellautore dellarchitettura; infatti tra la volta e il tetto si legge:

Ledificio attuale fu riedificato nei primi anni del secolo XVIII ed era giunto alla fine dei lavori nel 1713 con il completamento del tetto. Larchitettura barocca della chiesa viene ripetuta sia allesterno che in particolare allinterno di essa. Tale sistema decorativo non viene rispettato per quanto riguarda la facciata in cotto. Essa è ben distinta dal resto della struttura ed è unopera non finita ma assai ricca di particolari.

Linterno, più che lesterno, rende onore allimmagine unitaria del tempio anche se nelle forme attuali degli altari si giunge fino al tardo Ottocento. La logica degli affreschi passa da una decorazione di tipo Settecentesca a una Neoclassica, ad una Ottocentesca fino a quella Barocca.

I sei altari laterali in marmo policromo, tre per parte, sono inseriti in altrettante brevi cappelle con arco dingresso altissimo che è lo stesso motivo che domina la struttura del presbiterio dominato da una finta cupola nella quale è affrescata la scena della Gloria dei Santi Pietro e Paolo in Paradiso. Il primo altare, di cui si conosce lorigine, venne eretto nel 1400 e dedicato a San Vincenzo Ferreri. Nel 1467 fu istituito laltare di San Bernardino. Laltare di SantAntonio fu eretto nella chiesa e dotato di cappellania nel 1529. Degli altari della SS. Croce e del SS. Corpo di Nostro Signore si hanno notizie dal 1540, di quello del Santo Rosario e di San Carlo dal 1648 e di quello dellImmacolata nel 1737.

Nel 2007 sono stati ristrutturati il tetto e la facciata.



                                     

2.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa della Vergine di Lourdes

Lintero edificio ha una storia assai complessa ed ha subito trasformazioni radicali nel corso dei secoli.

La sua fondazione risale al secolo XIV, come Disciplina, cioè come luogo di raccolta e devozione dei confratelli chiamati Disciplini Bianchi per labito e per il flagello penitenziale che si erano scelti.

Nel 1798 la Disciplina fu sciolta ed i suoi beni vennero incamerati dalla Repubblica Cisalpina.

Oggi, a ricordare lantica Disciplina, resta solamente laffresco dell Annunciazione sul muro esterno dellabside della chiesetta dedicata alla Madonna di Lourdes.

La chiesa è certamente ancora Trecentesca, o al massimo dei primi decenni del Quattrocento, e presenta ancora oggi la bella finestra goticheggiante ad arco ogivale, in cotto, sopra la porta principale dentrata.

È sita in Via Andrea Maj allangolo con Piazza Cavour.

Sul campanile esterno cè una piccola insegna in marmo sulla quale è scolpita leffigie dei Flagellanti, ordine che probabilmente aveva in consegna la chiesa anni or sono.

Anticamente titolata "Disciplina dellAnnunciazione di Maria", fu trasformata in chiesa della Madonna di Lourdes agli inizi del Novecento dallarciprete don Eugenio Cassaghi che, devotissimo alla Vergine, volle qui riprodurre la grotta di Massabielle.

Lapice della sua torre campanaria presenta una fattura di tipo tardo Medioevale, in particolare i quattro merli che la coronano, anche se fu costruita in concomitanza a quella della Parrocchiale nel 1753 e alla base ne ripete lo stile.

Oggi la chiesa, essendo di nuovo fatiscente e pericolante, è in attesa di un complessivo restauro.

                                     

2.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di Santa Maria del Suffragio

La bella facciata Settecentesca non è priva di grazia, ne di carattere.

Ancora oggi non è noto lautore ma è stata progettata da un architetto di talento sicuro e di gusto aggiornato. Ledificio fu eretto tra il 1675 e il 1684 e i lasciti di costruzione erano pervenuti alla confraternita dei Suffraganti a partire dal 1663.

La facciata, rimasta intatta, è lemergenza più notevole delledificio sormontata da un classicissimo Timpano triangolare cui sono stati sovrapposti tre pinnacoli in pietra di Botticino, di cui il centrale ne sostiene la Croce.

Linterno a Navata unica centrale, indubbiamente, non presenta i sottili bassorilievi della facciata ma ha un suo carattere molto classicheggiante in tutte le sue profilature.

Il campanile è elegantissimo ed è formato da tre semplici ordini sovrapposti come in quello della "Disciplina" e della "Parrocchiale" e sembrerebbe essere eretto dal medesimo architetto; daltra parte non è documentata lepoca della realizzazione. Al suo apice presenta una sorta di cupola che richiama lo stile Seicentesco delle cupole Fiorentine.

Oggi non svolge più il suo ruolo originario ma è adibita a mostre e incontri.

                                     

2.4. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Carlo ai Finiletti

Il piccolo Oratorio, che sorge nella campagna nella quale prende la denominazione la cascina stessa, presenta dei caratteri di un Settecento classicheggiante sorto dopo lanno 1716.

Lo scopo della realizzazione di tale tempio era quello di offrire alla gente della campagna la messa domenicale poiché era assai disagevole recarsi in paese a quel tempo, stante che la strada era ad un livello inferiore rispetto allattuale e spesso impraticabile.

La pianta è assai ben delineata e lintera struttura fu ultimata verso la fine del Settecento avvalendosi di una sagrestia sul lato destro del presbiterio e di un piccolo campanile ad unarcata.

Essa è dedicata allArcivescovo di Milano, San Carlo Borromeo perché reputato straordinario pastore, zelante nellapplicare i Decreti del Concilio di Trento.

La forma architettonica delledificio è barocca, tipica dellepoca in cui era sorta. La facciata è rinchiusa fra due semplici lesene sovrastate da una trabeazione e da un timpano al cui vertice si erge una croce in ferro battuto.

Un elegante portale in marmo di Botticino dà accesso allinterno, costituito da una navata e da un piccolo presbiterio, tutto illuminato da quattro finestre che lasciano filtrare una luce piuttosto pacata.

La campana sulla quale è indicato; "Gaietanus Soletti fecit A.D. MDCCLXXIII", allepoca della requisizione dei bronzi da parte del governo fascista, fu prelevata dai Finiletti e posta sul campanile della Parrocchiale, ove tuttora è collocata.

Ora la chiesetta, patrimonio di fede, di arte e di storia travagliatese, risente della pesantezza della sua origine ed esige, per garantire ai posteri la sua sopravvivenza, un immediato restauro.



                                     

2.5. Monumenti e luoghi dinteresse La Chiesa-Oratorio di San Gaetano

Larchitettura di questo piccolo e delizioso edificio sacro appartenente al Palazzo già Rampinelli e mostra ben evidenti i caratteri del Settecento bresciano.

La cappella gentilizia è uno squisito esempio di architettura sacra del Settecento e più precisamente del 1731. Il palazzo dovrebbe essere un poco più antico risalente al 1675.

Ledificio sacro, che si affaccia su Via Santa Caterina da Siena, presenta una notevolissima facciata barocchetta caratterizzata da lesene, da un piccolo frontone inflesso, da una finestra quadrilobata e da doppie volute svasate e sormontate da obelischi.

Presenta una pianta rettangolare molto semplice di unica navata e al di soprc dellunico altare è stata realizzata, probabilmente poco dopo ledificazione 1730-40, una magnifica cornice di gusto barocchetto a linee inflesse e spezzate.

Al centro di tale elegante incorniciatura, ma senza dubbio alcuni decenni più tardi, è stata collocata una raffigurazione della Madonna con San Gaetano, di gusto assai classicheggiante, che solo in parte si adatta al gusto barocchetto della chiesa.

                                     

2.6. Monumenti e luoghi dinteresse La Chiesa di Fatima

Questa chiesetta è collocata nella zona Est di Travagliato sita nel Piazzale di Via Paolo VI.

La sua nascita si può datare intorno alla metà degli anni ottanta più precisamente 1984-87 e voluta dai fedeli travagliatesi in onore della Madonna di Fátima a cui sono devoti. Lintera struttura è opera del Geometra Baldini e si presenta in modo del tutto moderno rispetto a quelle analizzate per il resto del paese.

Larchitettura e il suo progetto hanno conservato la caratteristica tipica delle chiese di arte romanica minore, con la prevalenza della navata unica e della facciata a timpano in cemento che si conclude con sei pilastri di scarico a terra. La pianta a base rettangolare si presenta in modo molto semplice ed elegante e il pavimento e alcune finiture apportate sono rigorosamente in marmo di Carrara.

Lunico altare presente, collocato in conclusione dellabside bombato, è stato ricavato da quello della vecchia cappella della Ex Casa di Riposo in via Don Angelo Colombo, anchesso interamente in marmo intarsiato.

Al centro della navata si erge uno splendido lampadario costituito da tubolari in vetro di Murano.

La sagrestia è stata edificata assieme allintera struttura ed è collocata alla sinistra di essa assieme al campanile.

Allapice di esso vi è collocata una campana forgiata in bronzo offerta dalla famiglia Tonelli in memoria del figlio scomparso e battezzata da Don Giuseppe Garzoni, allora Parroco della comunità dal 1970 al 1987.

La chiesetta viene ora utilizzata nel mese di maggio per la preghiera alla Madonna.

                                     

2.7. Monumenti e luoghi dinteresse Il Palacittà

Questa struttura eretta nel 2003 ospita ogni anno le gare di cavalli e alcuni concorsi ippici in occasione della rassegna Travagliatocavalli.

                                     

2.8. Monumenti e luoghi dinteresse Il Palablù

La Piscina Comunale porta il nome di Palablù. Questo edificio nasce nel 2004.

                                     

2.9. Monumenti e luoghi dinteresse Biblioteca Comunale Ex Ospedale Vantiniano

Il palazzo dellex Ospedale, progettato ed edificato dallArchitetto Rodolfo Vantini nel XIX secolo a imitazione delle innumerevoli Ville veronesi e vicentine di Andrea Palladio, ospita ora la Biblioteca Comunale, la sala studio "Vantini" e diverse associazioni. Lo si può trovare nel "Piazzale Ospedale" a nord del paese sulla strada che porta verso Ospitaletto.

Nel 1821 la signora Caterina Golini lasciò le sue sostanze per ledificazione di un ospedale per infermi; fu la prima di una lunga serie di benefattori dellospedale.

La commissione delegata alla fabbrica, presieduta dallarciprete Giacomo Bonomi, fece istanza al governo austriaco per il permesso e nel 1823 incaricò del progetto il già noto architetto Vantini, allora solo trentaduenne, ma in piena attività con la costruzione del cimitero monumentale di Brescia il Vantiniano.

Il Vantini sottopose alla commissione tre successivi progetti, adeguandoli alle richieste e alle osservazioni sia della commissione travagliatese che dei funzionari tecnici del governo austriaco.

Per quanto riguarda la facciata, la differenza progettuale era minima e sostanzialmente non ha subito ripensamenti, a dimostrazione della volontà di qualificare ledificio con una decisa monumentalità, accentuata dallimponente pronao colonnato di Ordine dorico greco.

Nella terza proposta il cortile diventa un importante elemento pratico ed architettonico: viene circondato da un imponente colonnato aperto verso linterno.

Nel progetto definitivo inoltre è sparita la cosiddetta "attica", muro posto a mascherare le falde del tetto, sostituita da un elegante cornicione sagomato a sbalzo.

Gli altri porticati sono stati chiusi quasi tutti per ricavare vani, lasciando però almeno in evidenza il disegno esterno del colonnato. Restano intatti il nicchione centrale ed un tratto del portico originale, per ora ancora aperto; cera una vetrata, ora caduta.

Linizio dei lavori di costruzione si conclusero dopo 13 anni e il collaudo avvenne il 26 marzo 1837 ad opera di due ingegneri: Francesco Corbolani e Luigi Donegani.

Questa istituzione è stata poi custodita dalle Suore Ancelle della Carità, qui accompagnate di persona dalla loro fondatrice: Santa Maria Crocifissa Di Rosa. Sempre presenti anche durante le calamità che colpirono il paese, curarono i malati durante lepidemia di colera del 1867 e di vaiolo del 1905.

Il medico francese Alphons Bertérand durante la campagna del 1859 fece ricoverare qui i feriti e ammalati francesi reduci dalla Battaglia di Solferino e San Martino.



                                     

2.10. Monumenti e luoghi dinteresse Il Cimitero Vantiniano

Il cimitero si trova in Via San Francesco dAssisi ed è opera di Rodolfo Vantini.

La data della sua edificazione risale allo stesso periodo di quella dellEx Ospedale; pressappoco 1823-25.

La facciata è interamente in marmo bianco di Carrara ed in pianta si presenta simmetrico come del resto tutto il complesso del campo.

Lingresso principale è costituito da quattro colonne di ordine dorico che sostengono un frontone alla cui sommità vi è eretta la parola: RESURRECTIO, ovvero resurrezione.

Al centro del camposanto si erge una piccola chiesetta sempre dello stesso stile neoclassico.

La sua pianta rettangolare è molto semplice e in essa vi sono seppelliti più di trenta parroci travagliatesi.

                                     

2.11. Monumenti e luoghi dinteresse Villa Legrenzi

Questo edificio, anchesso edificato nella prima metà del Ottocento, è un altro esempio di struttura vantiniana. È notabile la facciata interna, non visibile dalla strada a causa della grossa muraglia, sempre con portico architravato con colonne doriche in marmo e galleria finestrata superiore.

È evidente anche la forte riquadratura della facciata con lesene proseguenti la linea delle colonne come nel Palazzo Gobbi di via Ziliani.

Da rimarcare anche il piccolo me elegante affaccio sulla via Solferino, con esedra e cancello sul lato opposto della strada a riscontro scenografico del portone, le eleganti anfore in pietra della cinta del giardino, con finto fogliame in ferro battuto.

                                     

2.12. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo delle Scuole Elementari

Il palazzo delle Scuole Elementari nasce nel 1932 grazie al lavoro dellingegner Giovanni Capitanio.

In quellepoca gli edifici pubblici fecero veramente un salto di qualità e segnarono di vistosa presenza, oltre che le grandi città, Roma per prima, anche i centri minori e addirittura i centri piccoli e minimi.

Limpronta del ventennio fascista è invece criticabile nei grandiosi interventi urbanistici, che col pretesto del risanamento igienico, aprirono squarci in numerosi centri storici, lasciando nuove vie e soprattutto nuove piazze per lo più fredde e prive di vita, anche se monumentali.

Lincarico delling. Giovanni Capitanio fu deliberato il 2 luglio 1927. Le varie e complicate fasi per lespletamento della pratica portarono più lontano nel tempo linizio dei lavori che infatti avvenne il 21 gennaio 1933. La mancanza di aree centrali nel paese per edificare il complesso portarono alla scelta di avviare i lavori nella zona Nord del paese che presentava una posizione ottimale e accessibile.

La zona, allora, si presentava totalmente aperta verso i campi. Sulla sinistra imperava possente la mole imponente dellospedale Vantiniano e sulla destra i campi che si prolungavano a perdita docchio fino ai monti.

Il progettista, coerentemente con la sua formazione tecnica soprattutto classica, studia un corpo di fabbricato a U, totalmente simmetrico: la facciata principale lunga 104 metri e orientata a Sud è completata a destra e a sinistra da due bracci simmetrici rivolti a nord, che chiudono il cortile posteriore.

Sempre a Sud, di fronte alla facciata, viene creato un grande giardino con tre ingressi pedonali rivolti verso il paese. La distribuzione interna è di grande e studiata semplicità: il piano rialzato è riservato ai maschi, con otto aule e ingresso alunni; al primo piano vi sono le aule femminili in simmetria con il fabbricato sottostante.

Atrio e scalone sono la parte più scenografica del complesso, secondo una concezione ancora ottocentesca degli edifici pubblici: i soffitti portano una discreta decorazione pittorica con motivi geometrici.

Dopo lospedale Vantiniano 1840, a distanza di quasi un secolo 1932, un grande edificio veniva a caratterizzare il paese di Travagliato.

Per lepoca la costruzione delle Scuole Elementari dovette davvero essere un avvenimento, oltre che una desiderata fonte di lavoro. Dal punto di vista urbanistico una massiccia barriera veniva posta a sbarrare tutto il lato Nord del paese caratterizzandolo definitivamente. Una facciata di 104 metri e alta 12 non è certo un piccolo problema: la soluzione di una simile massa è stata ottenuta con la suddivisione in cinque parti e laccentuazione delle fasce finestrate.

Unottica lievemente mossa da piccoli pilastrini copre le falde del tetto e chiude come elemento unificante tutto il perimetro delle facciata, interrotta solo dal corpo centrale. Non mancano i fasci littorii a connotare lopera della costruzione. La totale simmetria è, come già detto, una caratteristica dellepoca, che pur accettando innovazioni tecniche e funzionali, non riesce a liberarsi di questo dogma ottocentesco.

                                     

2.13. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Rota-Mazzocchi

Questo grande edificio, che con i rustici annessi costituisce un intero isolato del paese racchiuso dalla Via 26 aprile, dal vicolo Ruscello e dalla Piazza Cavour, meriterebbe una notorietà certo maggiore.

La sua imponenza purtroppo è limitata visualmente dalla stretta strada che la fronteggia, la Via 26 aprile prima via Seriola, poi via 28 ottobre.

Questa limitazione impedisce di cogliere le grandi proporzioni del palazzo che risalirebbero in pieno se fosse fronteggiato da uno slargo o da una Piazza.

La data di edificazione si aggira intorno alla seconda metà del Settecento, più precisamente nel 1768.

La famiglia Rota, di origini bergamasche, faceva parte di quelle famiglie possidenti ed istruite che davano uomini al clero, alle armi e alle professioni. I Rota travagliatesi erano particolarmente benestanti per permettersi una simile grande costruzione.

Il palazzo vero e proprio, dalla classica forma a C, con ingrasso nella via suddetta, è costituito da un corpo principale elevato dal grande salone centrale e da due ali più basse simmetriche che si affacciano sul giardino, perché la fitta vegetazione piena di pini e magnolie, è miseramente scomparsa alla fine degli anni cinquanta.

Lelemento più notevole delledificio è il porticato dingresso, visibile dalla strada attraverso una semplice portale ad arco. Le numerose stanze, poste a vari livelli anche sfalsati, coperte con soffitti piani, non hanno particolari notevoli, ad eccezione del grande salone centrale del primo piano coperto a bote.

Di questo edificio, che immeritatamente è il meno noto dei palazzi travagliatesi, è doveroso auspicare una lunga durata nel tempo e il ripristino del giardino padronale per restituire una notevole immagine ad unintera porzione di abitato.

                                     

2.14. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Coradelli-Covi

Non è facile stabilire con certezza in quale momento sella storia il palazzo, in Via Vittorio Emanuele II, abbia preso il nome di Russia. È possibile ritenere che sia successo nellimmediato dopoguerra, come Corea, Stati Uniti, o Piccolo Giappone, altri nomi dati a quartieri di Travagliato sullonda delle definizioni popolari influenzate da avvenimenti storici.

È accertato che i primi proprietari del palazzo furono i Coradelli, antica famiglia derivata dal Ducco, feudatari di Trenzano. In documenti antichi i Coradelli vengono spesso chiamati de Coradelli de Duchis e molti membri della famiglia portano il nome di Gianducco. Sono nobili di campagna, sacerdoti, medici, militari, con discrete proprietà terriere fra Maclodio, Trenzano e Travagliato.

Sulla facciata del palazzo si vede inciso: A.D.MCLXXXIIII Anno del Signore 1584.

Dopo oltre centanni Camillo Coradelli lasciò i suoi beni a Vincenzo, Camillo e Lorenzo Covi, nel primo Settecento. Anche i Covi, di origine antica bergamasca, erano nobili terrieri di non alto livello se paragonate alle alte famiglie bresciane.

In una mappa del 1840, recentemente ritrovata, lattuale Via Vittorio Emanuele è chiamata ancora contrada Covi, anche se, a quellepoca, la Russia era già stata ceduta dagli eredi dei Covi, i marchesi Guerrieri di Mantova, alla famiglia Zucchetti di Travagliato.

I palazzi in realtà sono due, con caratteristiche molto diverse fra loro, uniti da un corpo rustico.

Il primo edificio ha la facciata sulla Via Vittorio Emanuele, caratterizzata da grande semplicità, con piccole finestre molto alte da terra senza contorni. Notevole invece il contorno del portone in marmo bugnato, con arco a tutto sesto, sovrastato da un balconcino con mensole in marmo di Botticino e ringhiera curvilinea. Molto più interessante il prospetto interno sul cortile il cui elemento predominante è il porticato a quattro archi, disuguali e ribassati, sostenuti da eleganti colonne tuscaniche in Botticino.

Il soffitto è a volta a crociera e al piano terra vi sono tre saloni a volta. Nel terzo salone è ancora presente un grande camino a cornice e i resti della forte cornice a mensoloni del tetto, di alcuni contorni marmorei veramente di buon livello e lo scalone ampio e scenografico, testimoniano la volontà di adeguarsi a tipologie importanti. Di interesse storico è anche il pozzo situato sotto il porticato.

                                     

2.15. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Verduri

È storicamente certo che il nome del costruttore del palazzo è sicuramente Gerolamo Verduro.

Verduro apparteneva ad una famiglia possidente di Travagliato, della quale esistono tracce antiche nelle vicende del paese. Dopo il soggiorno romano in Città del Vaticano, Gerolamo era ritornato a Travagliato dove ai primi del Seicento aveva intrapreso la costruzione della propria casa, appunto il palazzo Verduro.

Vi è una data certa, scoperta nel recente restauro, della conclusione dei lavori di costruzione: sulla facciata sud, verso il cortile, sotto un intonaco recentemente eliminato, è apparsa una targa che riporta questa scritta:

Data probabilmente di un restauro eseguito da un successore, dato che il Canonico era già deceduto.

Con ogni probabilità il palazzo Verduro, con i suoi grandi rustici annessi, era lultimo edificio del paese sulla via di Chiari. Da ogni lato solo i campi coltivati: a Nord le "Gabbiane", a Ovest sola Santa Maria dei Campi le Cascine "Ca Brusada" e "Tre Camini", a Sud il grande prato in seguito Breda, Ziliani, poi Gobbi.

Vi è unipotesi molto attraente; sul luogo sulla quale sorge il palazzo, e poi inglobata in esso, sorgesse una grossa torre anni 1300-1400 di sorveglianza sulla importante via che univa Chiari a Brescia, passando da Travagliato.

Colpisce, a prima vista, limpressione di forza e imponenza del blocco principale: un alto rettangolo massiccio diviso in due dalla linea della torre leggermente sporgente sulla facciata.

La parte finale della torre emerge con decisione dalla copertura del palazzo ed è chiusa da una forte cornice a mensoloni di mattoni.

Le facciate principale hanno finestre strette ed alte e piuttosto rade: le parti piene prevalgono sui vuoti, con un effetto più di fortezza che di abitazione civile.

Colpisce lassenza di porticato ad archi sul cortile, elemento che è tanto comune nei contemporanei palazzi nel Bresciano: è possibile che il soggiorno romano di Verduro abbia influenzato il progetto.

Al piano terra vi sono sei stanze, tre a sinistra e altrettante a destra della torre-scalone che le divide. Le stanze di destra sono basse e massicce, parte di un edificio più antico 1500, e fra esse vi è quella che si può definire "garibaldiana": infatti il dott. Francesco Ziliani reduce dei Mille, fece decorare il soffitto con simboli militari e nomi delle tappe vittoriose della famosa spedizione.

Nella sala più importante del palazzo tutto questo diventa quasi secondario a paragone del grandioso camino cinquecentesco, del tipo zappa di leone, sovrastato da una cappa in stucco di altissimo livello plastico e decorativo, che arriva fino al soffitto, e dunque alta oltre cinque metri. Vi è rappresentata tutta la carriera del canonico Verduro e la glorificazione dei due papi che lo ebbero a servizio.

Il Palazzo Verduro è un ottimo, anche se abbastanza atipico, esempio di dimora cinquecentesca: il restauro effettuato ha avuto in ogni caso il merito di conservare quanto esisteva e di salvarlo per i secoli futuri senza stravolgerlo.

                                     

2.16. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Gobbi Ex Ziliani

Questo notevole complesso, il più scenografico di tutto il centro storico travagliatese, meriterebbe uno studio più approfondito. Lanno di costruzione è con certezza il 1820, ma le caratteristiche stilistiche e planimetriche richiamano ancora il Settecento. È un caso di cortile padronale completo, con ali scenografiche e porticate e con ingresso monumentale dalla strada.

Ledificio principale ha al piano terra un portico di ben otto arcate su colonne marmoree e la facciata riporta un delicato gioco di riquadrature con lesene verticali e fasce orizzontali.

A tanta ricchezza esterna fa riscontro una notevole semplicità interna, data da un monotono susseguirsi di grandi stanze comunicanti con la galleria, apparentemente prive di elementi decorativi.

Notevole il portale dingrasso dalla strada, stilisticamente molto ricco anche se eseguito con materiali poveri. La famiglia Ziliani, che possedeva anche lex Palazzo Verduro, edificò qui questa dimora e quella ora Bignotti, sempre in Via Francesco Ziliani.

                                     

2.17. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Rampinelli

Lo si può trovare in Via Santa Caterina da Siena.

Qui nacque e abitò Ludovico Rampinelli, amico di Tito Speri e con lui volontario durante la prima campagna per lindipendenza nel 1848-49.

Dalla data trovata incisa su un mattone si ricava lepoca di costruzione: 18 gennaio 1675. Ora il mattone è stato murato in una parete sita sotto il porticato della facciata Sud.

Ledificio, dalla classica forma a C, presenta la facciata Nord, sulla Via Santa Caterina, piuttosto severa e compatta senza particolari segni architettonici ad eccezione del portale dingrasso a tutto sesto in marmo di Botticino. Sempre sulla strada si nota il grande finestrone della cinta del parco con inferriata curvilinea. Il grande portone in legno è ancora quello originale con inserita una piccola porta pedonale.

La facciata Sud è la parte più ricercata e notevole, con un portico di cinque campate a colonne toscane in marmo, archi ribassati e soffitto a crociere.

La parte di facciata sovrastante gli archi è molto elaborata, caratterizzata da una spartizione con fasce e lesene in intonaco rilevato che arriva fino al sottotetto.

I due corpi avanzati ai lati del portico sono disuguali e piuttosto semplici.

Non vi è cornicione di coronamento a mensole come in molti edifici dellepoca, ma soltanto una semplice gronda in travetti in legno.

Questo edificio è ritenuto in sostanza una "dimora di campagna" più che un palazzo: infatti manca di ogni pretesa di grandiosità a beneficio però di una comoda abitabilità, con spazi larghi ma ancora a misura duomo.

                                     

2.18. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Donina Ex Corniani

Lo si può trovare in via Guglielmo Marconi. È uno dei numerosi palazzi ad essere stati edificati dal Vantini fra il 1820 e il 1850.

Questo è lesempio più imponente e forse lunico per il quale si può ragionevolmente ipotizzare lintervento del Vantini.

Il Vantini, al momento della progettazione dellOspedale, venne sicuramente in contatto ed in amicizia con il Dott. Corniani, membro del comitato dellOspedale stesso e rappresentante di una famiglia notabile, costruttrice anche del vicino Palazzo Corniani di Via Mandorle, anchesso con decise caratteristiche neoclassiche e in particolare vantiniane.

Si noti però che il primo edificio ha il portico interno ad archi con una loggia soprastante sempre ad archi, con pilastroni in muratura, mentre il secondo ha il porticato architravato e con belle colonne doriche, in marmo, con soprastante galleria finestrata. Da notare il fine disegno del portale e della porta piccola del Palazzo Donina, sulla Via Marconi, e lelegante contorno delle finestre, eseguito però in malta ad imitazione del marmo caso molto comune di risparmio senza perdita di eleganza.

                                     

2.19. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Averolda

La località chiamata Averolda, posta sulla strada per Brescia, nelle vicinanze dei Finiletti, fino a pochi anni fa si presentava come una proprietà completamente agricola: grandi campi, una rete di fossi dirrigazione e filari di alberi. Apparteneva totalmente allOspedale di Brescia come tante altre proprietà sparse nella provincia, soprattutto nella Bassa. Negli anni scorsi, con un processo che è tuttora in atto, il Comune ha individuato in questa zona la possibilità di espansione delle attività artigianali.

Il nome Averolda rimanda senzaltro al nome dei fondatori e antichi proprietari, gli Averolda.

Questa famiglia apparteneva da secoli alla più ricca e distinta aristocrazia cittadina, nei suoi vari rami proprietaria di grandi estensioni di terreni, di edifici agricoli e palazzi.

Questa palazzina è in una situazione un po particolare; sorge fuori dal centro storico e molto isolata nella grande distesa di campi visibile tuttora.

Il complesso è composto da due edifici; uno palazzo e laltro cascina.

È interessante notare che assomiglia in tutto e per tutto ad una vera e propria azienda agricola novecentesca, con la villa di piccole dimensioni nettamente distinta dalle attività agricole, probabilmente mai dotata di grande parco o giardino. Ledificio è stato edificato alla metà dellOttocento con notevoli richiami allo stile Neoclassico, in questo periodo già in via di superamento.

Effettivamente in alcuni particolari non manca il richiamo alle identiche finestre dell Ospedale Vantiniano.

La facciata, rivolta a Sud, è caratterizzata dal piccolo portico a tre arcate sostenute da pilastri in Marmo di Botticino di elegante disegno.

Tre delle quattro facciate sono completamente simmetriche e studiate nella regolarità delle finestrature. Nulla di notevole è presente allinterno: al piano terra vi sono quattro salette quadrate con al centro uno scaloncino con la presenza di gradini e al primo piano stanze da letto e infine il solaio.

Nonostante lattuale stato di decadenza della palazzina, è un bene che nessuno negli anni abbia posto mano ai "restauri" con più o meno buone intenzioni. Ci è rimasto così un edificio intatto nellaspetto e facile da recuperare anche nelle particolarità costruttive che si considerano non meno importanti dellaspetto estetico-architettonico.

                                     

2.20. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzo Martinengo-Cadeo

Palazzo Martinengo Cadeo, in Via Napoleone allangolo con Via San Rocco. Attualmente 2010 è di proprietà privata. Il 17 giugno 1859 Vittorio Emanuele II, futuro re dItalia, giunto da Castegnato incontrò limperatore francese Napoleone III proveniente da Calcio.

                                     

2.21. Monumenti e luoghi dinteresse Altri edifici ad uso civile

  • Teatro Comunale Pietro Luigi Micheletti, in Via Vittorio Emanuele II.
  • Palazzo Martinengo Cadeo, in Via Napoleone allangolo con Via San Rocco. Attualmente 2010 è di proprietà privata. Il 17 giugno 1859 Vittorio Emanuele II, futuro re dItalia, giunto da Castegnato incontrò limperatore francese Napoleone III proveniente da Calcio.
  • Palazzo Del Comune, in Piazza Libertà.
                                     

2.22. Monumenti e luoghi dinteresse Piazza Libertà

Presenta una pianta piuttosto rettangolare nella quale si affacciano in modo evidente monumenti di epoca Trecentesca, barocca, barocchetta e tardo Rinascimentale quali la Chiesa di Santa Maria del Suffragio, edificata dalla confraternita dei Suffraganti, la Chiesa di Lourdes, edificata dallordine dei Flagellanti ed è una delle più antiche della città assieme a quella di Santa Maria dei Campi, il duomo dei Santi Pietro e Paolo ed il Palazzo del Comune.

Un tempo la Piazza era circondata da giardini e aiuole colme di fiori, di verde e di pini secolari. Tra il 1999 e il 2001 viene riprogettata dal noto architetto svizzero Mario Botta. Al di là dei pareri contrastanti suscitati dalla sistemazione, la piazza rimane ancora oggi il luogo di maggiore interesse del paese.

Al centro di essa svetta imponente la Torre Campanaria. Lo stile e la sagoma sono semplici e non sembra richiamare epoche molto remote. Con la sua altezza di 36 metri è la torre principale del paese e per diversi anni ha dovuto sopportare le ferite che la seconda guerra mondiale le aveva inflitto. Oggi è ritornata al suo antico splendore con la sostituzione del vecchio orologio, ora collocato nel Museo delle Quattro Torri, e con laggiunta della meridiana solare; successivamente sono stati rimpiazzati i vecchi numeri che indicavano le ore con quelli romani.

Intorno agli anni settanta ottanta di fronte alla torre zampillava, in modo particolare nella bella stagione, una fontana ornata di aiuole ora sostituita dal monumento simbolo per eccellenza di Travagliato: il Cavallo.

                                     

2.23. Monumenti e luoghi dinteresse Monumento ai Caduti

Il monumenti ai caduti della prima guerra mondiale lo si può trovare in Piazza Cavour.

Eretto nel 1922 a ricordo dei Caduti e Dispersi. Fatto in bronzo, raffigura un cappellano militare che protende la croce sul soldato morente.

Nel 1925 i nomi dei caduti furono scolpiti nel marmo sulla facciata della cappella del Cimitero e sulla Torre civica in Piazza Libertà.

                                     

3.1. Società Il Corpo bandistico di Santa Cecilia

Il Corpo bandistico di Santa Cecilia è stato fondato nel lontano 1845 e ha sede nel Palazzo della Musica. Ledificio ospita lAccademia musicale e inoltre sono state adibite ampie aule recentemente messe a nuovo su tutta la parte del primo piano.

Il corpo bandistico ne detiene il possesso e successivamente è stata edificata una seconda ala nella zona retrostante che funge da sala prove e teatro.

Associazione Culturale "Giulio Bruno Nicolini".

Attiva dal 2011, nasce dallinsegnamento dellex Sindaco travagliatese che ha lasciato un segno tangibile nella sua Comunità. Gli scopi prefissi mirano ad aiutare e sostenere tutte quelle iniziative necessarie a fare in modo che le nuove generazioni travagliatesi possano avere un bagaglio adeguato di istruzione e coscienza civile perché Travagliato resti un "Paese" bello da viverci.

Gestisce un "Centro Studi" dove tutti i ragazzi in età scolare in difficoltà scolastica possono accedere per lezioni di recupero individuali. Il Progetto permette a oltre 20 "tutor" ragazzi laureati e laureandi del territorio di svolgere un regolare lavoro occasionale in attesa di trovare collocazione definitiva nel mondo del lavoro. LAssociazione opera presso "La Casa degli Alpini" di Travagliato in Via Lograto 3.

                                     

4.1. Cultura Film documentari e televisione

Parte del film Quando sei nato non puoi più nasconderti, diretto nel 2005 da Marco Tullio Giordana è stato girato a Travagliato.

                                     

4.2. Cultura Il Museo delle Quattro Torri

Nellanno 2002 il Comune diventa proprietario della raccolta di un appassionato collezionista di strumenti musicali meccanici, Adolfo Staffoni. La collezione include numerosi reperti, di cui alcuni risalenti agli ultimi decenni dellOttocento quali organetti, organi, organi da strada, piani, autoti, fino agli ultimi registratori degli anni cinquanta. La raccolta comprende inoltre numerosi Fonografi e Grammofoni noti con la fattura di: La Voce del Padrone o, in originale, His Masters Voice HMV, unimportante etichetta discografica del XX secolo nata nel 1899. Allestito nel salone posto allultimo piano dellex Ospedale, il Museo Musicale Quattro Torri è stato curato dalla Pro Loco di Travagliato per alcuni anni. In seguito alla destinazione ad altro uso dei locali, il museo è stato chiuso, ne è comunque prevista la riapertura in una nuova sede.

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...