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ⓘ Libertà di manifestazione del pensiero



                                     

ⓘ Libertà di manifestazione del pensiero

La libertà di manifestazione del pensiero o libertà di coscienza è un diritto fondante riconosciuto negli ordinamenti democratici, in assenza del quale non può produrre democrazia.

Da un punto di vista filosofico le radici di questa libertà sono da ricercare nellantico stoicismo greco e romano, dove la coscienza è parente stretta dellidea stoica di un potere di scelta morale.

                                     

1.1. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Costituzione statunitense

Il Primo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti recita:

                                     

1.2. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Lart. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

La Costituzione italiana del 1948 supera la ristretta visione fornita un secolo prima dallo Statuto Albertino, che allart. 28 prevedeva che La Stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Durante il periodo fascista queste leggi dello Stato diventeranno delle censure, tipiche dei regimi totalitari.

Nella Costituzione allarticolo 21 invece si stabilisce che il diritto di manifestare il pensiero in ogni forma è libero, tranne nei casi di reati e nel caso di oltraggio al "buon costume" es. i cosiddetti atti osceni. Questi concetti cambiano spesso, dipendendo dalla situazione specifica e dalla morale corrente. Non sono applicabili per opere darte e scientifiche, le quali sono libere a norma dellarticolo 33. Lart. 21 della Costituzione recita:

  • In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dellautorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denuncia allautorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro sintende revocato e privo di ogni effetto.
  • Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
  • La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
  • Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dellautorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per lindicazione dei responsabili.
  • La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
  • Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Mentre lart. 33, comma 1, afferma che: "Larte e la scienza sono libere e libero ne è linsegnamento".

La Corte di cassazione italiana ha recentemente stabilito una serie di requisiti affinché una manifestazione del pensiero possa essere considerata rientrante nel diritto di critica e di cronaca:

  • interesse pubblico.
  • continenza
  • veridicità non è possibile accusare una persona sulla base di notizie false

Se si tratta di fatti personali, anche se veri e continenti, non dovrebbero essere pubblicati. Al riguardo operano i limiti previsti dai reati di diffamazione e ingiuria. In generale costituiscono un evidente limite al diritto di cronaca anche lonorabilità e la dignità della persona. Tutto ciò è diventato sempre più vero dopo la legge sulla privacy del 1996. Chi è coinvolto in procedimenti giudiziari non potrebbe essere fotografato in un momento in cui è sottoposto a carcerazione. Allo stesso modo il nome le immagini di minori sono oscurati dal 1996, salvo autorizzazione esplicita del genitore o del tutore del minore.

                                     

1.3. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Diritti e libertà

Linterpretazione dellart. 21 dà luogo ai seguenti principi:

  • i membri del Parlamento godono di una forma ampliata della libertà in esame; lart. 68 c. 1 Cost. stabilisce che essi non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nellesercizio delle loro funzioni istituto dell’ insindacabilità.
  • i soggetti titolari del diritto sono tutti ", cioè sia cittadini che stranieri, sia come singoli che in forma collettiva, poiché necessaria a dar corpo e voce ai movimenti di opinione concernenti interessi superindividuali.
  • libertà di informare, o libertà "attiva" di informazione, è il principio che esamina e garantisce la diffusione di informazioni e opinioni, e che include al suo interno
  • diritto di satira
  • il diritto include la manifestazione di opinioni in qualunque forma e senza limitazioni, salvo che si pregiudichino dei valori costituzionali.
  • diritto "negativo": è previsto il diritto a non manifestare pensieri e opinioni contro la propria volontà; i limiti a tale libertà negativa sussistono in caso essi si rendano necessari per garantire lordine pubblico.
  • diritto di critica
  • diritto di cronaca
  • diritto di accesso ai documenti amministrativi: un importante caso del diritto ad essere informati.
  • libertà di essere informati, o libertà "passiva" di informazione, non è esplicitata in Costituzione, ma è ravvisabile in diversi testi normativi come la Legge Mammì legge del 6 agosto 1990, n. 223 e il "Regolamento per laccesso al Servizio Radiotelevisivo Pubblico", approvato dalla Commissione parlamentare per lindirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi nel 2001. Questo principio si basa sul concetto di pluralismo informativo, ovvero garantire una pluralità di punti di vista e opinioni: in ambito mediatico più soggetti possono accedere al sistema dei media, dunque produrre e diffondere i propri contenuti, più il panorama espresso dai mezzi di comunicazione di massa sarà pluralistico. In verità "la questione porta con sè implicazioni molto più complesse e contraddittorie di quanto la linearità del sillogismo che procede da un numero si soggetti ad un numero di contenuti possa risolvere in quanto vi è sempre la possibilità che essi possano essere controllati da un numero ristretto di soggetti a monte, facendo decadere lstanza pluralistica stessa.". Le due declinazioni di questo concetto sono il pluralismo esterno, determinato dalla variegazione degli assetti proprietari dei mezzi di comunicazione, e interno, cioè riguardante laccesso ai media stessi da parte della popolazione.
  • per mezzo sintende non solo il mezzo di espressione, ma anche le modalità di divulgazione del pensiero a un certo numero di destinatari; non è la disponibilità dei mezzi ad essere garantita, bensì la loro libertà di utilizzo.

La libertà di informare e la libertà di essere informati danno luogo al cosiddetto diritto allinformazione.

La libertà di pensiero è, tra laltro, considerata come corollario dellarticolo 13 della Costituzione della Repubblica Italiana, che prevede linviolabilità della libertà personale tanto fisica quanto psichica. Tale libertà è, poi, fondamentale anche nella concezione dellantico Stato liberale.



                                     

1.4. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Giurisprudenza

La giurisprudenza comunitaria ha affermato in più occasioni che la libertà di espressione è una delle condizioni di base per il progresso della società democratica e per lo sviluppo di ciascun individuo. Essa riguarda non solamente le informazioni le idee accolte come favorevoli o considerate come inoffensive o indifferenti, per le quali non si porrebbe alcuna esigenza di garantirne la tutela, quanto piuttosto quelle che urtano, scioccano, inquietano o offendono una parte qualunque della popolazione, così richiede il pluralismo, la tolleranza, lo spirito di apertura senza il quale non vi è una società democratica. Se si tratta di un uomo politico, che è un personaggio pubblico, i limiti alla protezione della reputazione si estendono ulteriormente, nel senso che il diritto alla tutela della reputazione deve essere ragionevolmente bilanciato con lutilità della libera discussione delle questioni politiche.

Circa le modalità di esternazione del pensiero, anche critico, la Cassazione ha affermato che esso può manifestarsi anche in maniera estemporanea, non essendo necessario che si esprima nelle sedi, ritenute più appropriate, istituzionali o mediatiche, ove si svolgano dibattiti fra i rappresentanti della politica ed i commentatori.

Diversamente, verrebbe indebitamente limitato, se non conculcato, il diritto di manifestazione del pensiero che spetta al comune cittadino.

Inoltre, sempre la Cassazione, ha affermato che la critica può esplicarsi in forma tanto più incisiva e penetrante, utilizzando anche espressioni suggestive, quanto più elevata è la posizione pubblica della persona che ne è destinataria.

                                     

1.5. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Limiti

Pur non esistendo dubbi riguardo al fatto che la libertà di manifestazione del pensiero faccia parte di quelle libertà fondamentali che la Costituzione italiana protegge, è corretto per la generalità dei cittadini, che questa libertà abbia dei limiti. Questi sono posti dalla legge e devono trovare fondamento in precetti e principi costituzionali o espressamente dichiarati o comunque riconducibili alla Carta costituzionale. Il diritto di manifestare il proprio pensiero, infatti, non è tutelato incondizionatamente e non garantisce secondo quanto previsto dalla Costituzione una libertà illimitata della sua manifestazione. Per questo motivo, davanti a questo diritto sono posti dei limiti che derivano dalla tutela del "buon costume" o dallesistenza di beni o interessi diversi che sono allo stesso modo protetti e garantiti dalla Costituzione, con lintento di limitare tutte quelle azioni che andrebbero a danneggiare la sicurezza pubblica, la cui tutela costituisce una delle finalità immanenti del sistema. Da notare che il concetto di diritto deve necessariamente coesistere con il concetto di "limite" nellambito dellordine pubblico. Le varie sfere giuridiche, limitandosi tra loro, cercano di mantenere quellequilibrio in grado di mantenere la convivenza civile ordinata. Quindi la Corte costituzionale esclude che enunciando il diritto di libera manifestazione del pensiero, voglia consentire quelle attività in grado di turbare la tranquillità e lordine pubblico, non sottraendo così alle forze dellordine la funzione di prevenzione dei reati Corte cost. 19/1962, 65/1970, 168/1971, 199/1972, 108/1974. Alcuni ritengono che un limite di ordine pubblico costituzionale sia giustificato dallart. 54, comma 1, Cost., che obbliga i cittadini ad essere fedeli alla repubblica e ad osservarne la Costituzione le leggi. Altri invece lo escludono, ritenendo che tale obbligo non comporti alcun limite ai diritti costituzionalmente garantiti.

I limiti alla libertà di manifestazione del pensiero sono:

1) il buon costume, lunico limite espressamente previsto dalla Costituzione per tutte le manifestazioni di pensiero anche quelle riguardanti spettacoli come le attività teatrali e cinematografiche è il limite del buon costume, enunciato nellultimo comma dellart. 21 della Costituzione. In realtà il concetto di buon costume non deve essere inteso in senso ampio e generico come sinonimo di pubblica moralità ma con uninterpretazione più restrittiva, va riferito esclusivamente a ciò che riguarda il pudore sessuale, con speciale interesse alla tutela dei minori e si accoglie la definizione di "Atti e oggetti osceni" data dallart. 529 del Codice Penale:

si considerano "osceni" gli atti e gli oggetti, che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore esclusa lopera darte e scientifica, in richiamo allart. 33 Cost. Dal momento che il concetto di pudore deve essere necessariamente adeguato nel corso del tempo, la Corte Costituzionale si è pronunciata in proposito con la sent. n. 368/1992, secondo la quale. il "buon costume" non è diretto ad esprimere semplicemente un valore di libertà individuale. ma è, piuttosto, diretto a significare un valore riferibile alla collettività in generale.

Si legge al comma 6 dellart.21 della Costituzione: Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e reprimere le violazioni."

Quindi, gli atti osceni non sono offensivi se si esauriscono nella sfera privata, ma lo sono quando la travalicano, recando pericolo di offesa al sentimento del pudore dei terzi non consenzienti o della collettività in generale.

Per quanto riguarda il contenuto vario del concetto di buon costume ", sin dalla sentenza nº9 del 1965, la corte ha chiaramente affermato che: il buon costume risulta da un insieme di precetti che impongono un determinato comportamento nella vita sociale di relazione, linosservanza dei quali comporta in particolare la violazione del pudore sessuale, sia fuori sia soprattutto nellambito della famiglia, della dignità personale che con esso si congiunge, e del sentimento morale dei giovani, ed apre la via al contrario del buon costume, mal costume e, come è stato anche detto, può comportare la perversione dei costumi, il prevalere, cioè, di regole e di comportamenti contrari ed opposti ". In seguito, la stessa Corte ha affermato che, rientrando tra i concetti non "suscettibili di una categorica definizione", il buon costume è dotato anche di relatività storica, dato che "varia notevolmente, secondo le condizioni storiche di ambiente e di cultura". La Corte precisa, infine, che tale relatività non impedisce di dare un significato sufficientemente determinato al termine, essendo questo un concetto così diffuso e utilizzato ed aggiungendo che in un determinato periodo storico, si sia "in grado di valutare quali comportamenti debbano considerarsi osceni secondo il comune senso del pudore, nel tempo e nelle circostanze in cui si realizzano" sentenza nº191 del 1970. Bisogna tener conto che linterprete della Costituzione, insieme con il legislatore in sede di attenuazione del bilanciamento dei valori costituzionali attraverso le proprie scelte discrezionali, deve attenersi allimprescindibile criterio secondo cui, poiché "la Carta fondamentale accoglie e sottolinea il principio.per il quale il di più di libertà soppressa costituisce abuso", ne consegue che si può "limitare la libertà solo per quel tanto strettamente necessario a garantirla"v.sent. nº 487 del 1989.

2) il diritto alla riservatezza da applicarsi indistintamente su quei mezzi di informazione che oggi vengono definiti social network o su forum privati dove laccesso è consentito solo ad utenti registrati che accettano in toto le regole di comportamento del forum stesso e non usano informazioni estrapolate da uno dei suddetti per denigrare altri soggetti in altri siti, ove non siano in contrasto con i punti precedenti.

3) i segreti, come il segreto di stato, il segreto dufficio, il segreto istruttorio, il segreto professionale e industriale; essi non hanno un vero e proprio fondamento costituzionale, ma nascono da una serie di situazioni specifiche, ove ci sia necessità di tutelare interessi pubblici o privati

4) l’ onore, da intendersi sia come dignità la cui violazione dà luogo allingiuria sia come reputazione. In tal senso, in difetto dei requisiti della veridicità, continenza ed interesse pubblico dei fatti riferiti soprattutto attraverso un uso scrupoloso delle fonti, si concretizzerà una palese violazione dellonorabilità di una persona. Se, ad esempio, si pubblicano notizie aventi ad oggetto fatti strettamente personali, ancorché veri e continenti, si incorrerà in sanzioni, perché manca il terzo requisito dellinteresse pubblico questa fattispecie si intreccia con il diritto alla riservatezza.

Lonore ed il prestigio delle istituzioni costituzionali sono tutelati dallart. 290 c.p., che punisce il vilipendio della Repubblica, delle Assemblee legislative, del Governo, dellOrdine giudiziario, della Corte costituzionale, delle Forze Armate e delle Forze della Liberazione. La Corte costituzionale ha ritenuto legittima una tale disposizione, poiché il vilipendio sarebbe una manifestazione di disprezza che travalica i confini del diritto di critica e rischia di provocare ad ingiustificate disobbedienze verso le autorità C. cost. 20/1974. Invece la dottrina ritiene del tutto illegittima la repressione del vilipendio, in quanto mira a tutelare i detentori del potere dalle critiche più aspre e radicali. Gli artt. 291 e 292 c.p. puniscono, rispettivamente, il vilipendio della Nazione italiana ed il vilipendio della bandiera nazionale e degli altri simboli dello Stato.

Altri reati effettuati con la parola non sono considerati solitamente parte di queste eccezioni.

                                     

1.6. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Il caso del software libero

Il software libero ha per natura caratteristiche che lo rendono più compatibile con la costituzione italiana in confronto a quello di tipo proprietario in quanto mette in pratica i valori condivisi ed espressi dalla costituzione stessa:

                                     

1.7. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Libertà

1) Libertà di manifestazione del pensiero perché partecipa attivamente alla costruzione di uninfrastruttura di comunicazione libera, per esempio internet in quanto tutte le infrastrutture della rete globale si basano su software liberi, ciò implica che sia possibile diffondere liberamente informazioni e messaggi.

2) Libertà di iniziativa economica perché chiunque può partecipare attivamente alla creazione e alla diffusione del software libero in quanto tale.

3) Libertà di pluralismo informativo, diffondendo un software libero si rinuncia alla licenza che è fondata sullesercizio di un potere monopolistico di controllo.

4) Libertà di accesso alla cultura perché esso garantisce alla diffusione della cultura aperta a chiunque, compatibilmente con lart. 27 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 DUDDUU e della costituzione.

Art. 27:

"Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici"

"Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore"



                                     

1.8. Disciplina della libertà di manifestazione del pensiero Uguaglianza e Fraternità

Compatibilmente con lart. 3 della costituzione e lart. 1 della DUDDUU, contribuisce alla creazione di una società libera e solidale.

Art. 1 della DUDDUU:

"Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona"

Art. 3 della Costituzione Italiana:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali"

                                     

2.1. Diritto europeo dellinformazione e della comunicazione Carta dei diritti fondamentali dellUnione europea

I popoli europei nel creare tra loro ununione sempre più stretta hanno deciso di condividere un futuro di pace fondato su valori comuni.

Consapevole del suo patrimonio spirituale e morale, lUnione si fonda sui valori indivisibili e universali di dignità umana, di libertà, di uguaglianza e di solidarietà; lUnione si basa sui principi di democrazia e dello stato di diritto. Essa pone la persona al centro della sua azione istituendo la cittadinanza dellUnione e creando uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia. LUnione contribuisce al mantenimento e allo sviluppo di questi valori comuni, nel rispetto della diversità delle culture e delle tradizioni dei popoli europei, dellidentità nazionale degli Stati membri e dellordinamento dei loro pubblici poteri a livello nazionale, regionale e locale; essa cerca di promuovere uno sviluppo equilibrato e sostenibile e assicura la libera circolazione delle persone, dei beni, dei servizi e dei capitali nonché la libertà di stabilimento. A tal fine è necessario, rendendoli più visibili in una Carta, rafforzare la tutela dei diritti fondamentali alla luce dellevoluzione della società, del progresso sociale e degli sviluppi scientifici e tecnologici.

La presente Carta riafferma, nel rispetto delle competenze e dei compiti della Comunità e dellUnione e del principio di sussidiarietà, i diritti derivanti in particolare dalle tradizioni costituzionali e dagli obblighi internazionali comuni agli Stati membri, dal trattato sullUnione europea e dai trattati comunitari, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali, dalle carte sociali adottate dalla Comunità e dal Consiglio dEuropa, nonché i diritti riconosciuti dalla giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee e da quella della Corte europea dei diritti delluomo. Il godimento di questi diritti fa sorgere responsabilità e doveri nei confronti degli altri come pure della comunità umana e delle generazioni future. Pertanto, lUnione riconosce i diritti, le libertà ed i principi enunciati qui di seguito.

                                     

2.2. Diritto europeo dellinformazione e della comunicazione Articolo 19

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

  • b) alla salvaguardia della sicurezza nazionale, dellordine pubblico, della sanità o della morale pubbliche.
  • Ogni individuo ha il diritto alla libertà di espressione; tale diritto comprende la libertà di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee di ogni genere, senza riguardo a frontiere, oralmente, per iscritto, attraverso la stampa, in forma artistica o attraverso qualsiasi altro mezzo di sua scelta.
  • a) al rispetto dei diritti o della reputazione altrui;
  • Ogni individuo ha diritto a non essere molestato per le proprie opinioni.
  • Lesercizio delle libertà previste al paragrafo 2 del presente articolo comporta doveri e responsabilità speciali. Esso può essere pertanto sottoposto a talune restrizioni che però devono essere espressamente stabilite dalla legge ed essere necessarie


                                     

2.3. Diritto europeo dellinformazione e della comunicazione Articolo 29

  • Nellesercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dellordine pubblico, e del benessere generale in una società democratica.
  • Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.
                                     

2.4. Diritto europeo dellinformazione e della comunicazione Articolo 10 CEDU - Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali

  • Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche, e senza considerazione di frontiera.

Il presente articolo non impedisce che gli Stati sottopongano a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione.

  • Lesercizio di queste libertà, comportando doveri e responsabilità, può essere sottoposto a determinate formalità, condizioni, restrizioni o sanzioni previste dalla legge e costituenti misure necessarie in una società democratica, per la sicurezza nazionale, lintegrità territoriale o lordine pubblico, la prevenzione dei disordini e dei reati, la protezione della salute e della morale, la protezione della reputazione o dei diritti altrui, o per impedire la divulgazione di informazioni confidenziali o per garantire lautorità e la imparzialità del potere giudiziario.
                                     

2.5. Diritto europeo dellinformazione e della comunicazione Art. 6-7 TUE

Larticolo 6, paragrafo 1 del trattato sullUnione europea TUE elenca i principi comuni agli Stati membri: libertà, democrazia, rispetto dei diritti delluomo e delle libertà fondamentali, nonché dello stato di diritto. Tale lista pone la persona al centro della costruzione europea e qualsiasi persona può riconoscersi in essa, indipendentemente dalla propria origine nazionale o socioculturale. Il rispetto di detti principi comuni è una condizione di appartenenza allUnione, e gli articoli 7 TUE introdotto dal trattato di Amsterdam, modificato poi a Nizza e 309 TCE trattato che istituisce la Comunità europea danno alle istituzioni gli strumenti atti a garantire il rispetto dei valori comuni da parte di ogni Stato membro. A differenza del trattato di Amsterdam, che prevedeva una possibilità dintervento dellUnione soltanto a posteriori, nelleventualità di violazione grave e persistente dei valori comuni, il trattato di Nizza ha previsto allarticolo 7 TUE un meccanismo preventivo in caso di evidente rischio di violazione grave, rendendo in tal modo molto più operativi gli strumenti di cui lUnione già disponeva.

                                     

2.6. Diritto europeo dellinformazione e della comunicazione Articolo 11 – Carta di Nizza

  • La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
  • Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
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