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ⓘ Federico Zandomeneghi



Federico Zandomeneghi
                                     

ⓘ Federico Zandomeneghi

Il padre Pietro ed il nonno Luigi, ai quali fu commissionato il monumento a Tiziano per la Chiesa dei Frari, erano entrambi scultori di stile neoclassico. Federico, figlio darte, manifestò però una precoce e personale propensione per la pittura, preferita ai rigidi e freddi modelli canoviani. Studiò prima presso lAccademia di Belle Arti di Venezia e poi in quella di Milano.

Nel 1860, dopo aver scritto ai genitori una lettera piena di sentimenti patriottici in cui comunicava lintenzione di unirsi alla causa risorgimentale, partì per raggiungere Garibaldi nellimpresa dei Mille.

Nel 1862 si trasferì a Firenze dove rimase quasi cinque anni, entrando in contatto con i Macchiaioli, con i più famosi Signorini, Fattori, Lega come con i meno noti Banti, Borrani e Cabianca. Il gruppo di artisti che si riuniva presso il Caffè Michelangiolo influenzò profondamente il giovane veneziano, che dimostrò tuttavia sin dallinizio una forte personalità e uno stile individuale. Nel 1866 combatté di nuovo con Garibaldi per la terza guerra dindipendenza.

Tra il 1866 e il 1874 viaggiò tra Firenze, Venezia e Roma. Le opere di questo periodo risentono dellintonazione realistica toscana, fondendo la tecnica della macchia con il senso cromatico veneto. In questi anni la critica nazionale cominciò ad accorgersi di lui: è il 1871 quando Pompeo Molmenti scrive per Larte in Italia un articolo in cui elogia tre giovani pittori veneziani di talento: Guglielmo Ciardi, Alessandro Zezzos e Federico Zandomeneghi. Di questultimo, cui si rimprovera un eccessivo gusto per le novità, viene apprezzata in particolare la spiccata individualità artistica, "una balda sicurezza che viene suggerita da una ferma convinzione in certi principii", nonché una certa aderenza ad una pittura realista, atta a riprodurre la vita quotidiana. In questo periodo di pittura "realista" dipinse nel 1872 Impressioni di Roma che suscitò lammirazione di Édouard Manet quando questultimo ebbe la possibilità di ammirarlo esposto alla Pinacoteca di Brera nel 1875.

Il 1º giugno 1874 partì improvvisamente e senza un programma per Parigi. Non avrebbe più fatto ritorno in Italia. È lanno della nascita dellImpressionismo, con lesposizione degli "indipendenti" rifiutati al Salon nello studio del fotografo Nadar. Quello di Zandomeneghi doveva essere un soggiorno di qualche settimane: in realtà vi rimase per il resto dei suoi giorni. Si legò presto al gruppo impressionista; al Nouvelle Athènes, uno dei locali in cui i ribelli della pittura si incontravano, Zandomeneghi era uno dei frequentatori più assidui, come ricorda Georges Rivière. Il pittore veneziano stringerà una forte amicizia con Renoir e Degas, i due autori con cui la propria opera mostrerà maggiori punti di contatto.

Nel 1878 iniziò lattività di disegnatore di moda, dopo i primi tentativi, infruttuosi, di entrare in contatto con i mercanti parigini. Lanno successivo espose per la prima volta assieme agli Impressionisti, e da quel momento le sue opere furono sempre presenti nelle esposizioni del movimento che, dopo un avvio turbolento e soggetto ad aspre critiche da parte dei fautori dellarte accademica e tradizionale, cominciava a dominare la scena parigina. Quando Diego Martelli fece conoscere la nuova poetica in Italia con una conferenza tenuta nel 1880 e poi pubblicata in opuscolo, nominò tra i membri del sodalizio artistico, assieme a grandi nomi come Renoir e Monet, anche Zandomeneghi, unico italiano citato in una lista che comprendeva, tra gli altri, anche Pissarro.

Durante lanno 1886 soggiornò con il pittore impressionista Guillaumin nella valle della Chevreuse, dipingendo paesaggi en plein air. Due anni più tardi, nel 1888, le sue opere entrarono a far parte della sezione italiana dellEsposizione Universale di Parigi.

Nel 1893 espose presso Durand-Ruel, il quale diventerà il suo mercante. Nel 1908, invece, partecipò alla mostra La comédie humaine alla galleria Georges Petit, insieme a Forain, Van Dongen, Raffaelli. La Biennale di Venezia nel 1914 gli allestì unesposizione che tuttavia non riscosse successo presso la critica dellepoca.

Il corpo senza vita del pittore veneziano, al numero 7 di rue Tourlaque, a Montmartre, venne rinvenuto ai piedi del suo letto nel 1917, anno di morte anche dellamico Edgar Degas. Lo studio venne smantellato, le opere sue e di altri artisti mandate allasta per pochi soldi.

                                     

1. Pittura e vicende artistiche cenni

Dei tre" italiani di Parigi” con De Nittis e Boldini, Zandomeneghi è quello che ha avuto i legami più duraturi e profondi con lambiente impressionista e post-impressionista, partecipando ininterrottamente dal 1879 a tutte le mostre del movimento.

La vicinanza dei temi, come le immagini della toilette femminile, i paesaggi parigini, le figure in interno, sono solo un tassello, importante ma non esclusivo, di quella trama di suggestioni tra impressionismo e post-impressionismo, nelle quali si considera necessario inserire la sua arte. La Parigi di Zandomeneghi non è la Parigi elegante, mondana e internazionale celebrata da De Nittis e Boldini, ma si racchiude nel quartiere bohèmien per eccellenza, Montmartre, dove lartista viveva a fianco di Toulouse-Lautrec e della sua modella Suzanne Valadon, che raffigurò nel dipinto Al Caffè Nouvelle Athènes seduta a un tavolino di fronte allo stesso Zandomeneghi.

I soggetti dipinti da Zandomeneghi non ricreano solo il suo ambiente quotidiano ma testimoniano anche il graduale avvicinamento alla poetica impressionista della pittura en plein air, reso più profondo dai vincoli damicizia con impressionisti come Pissarro e Guillaumin. Accanto alle vedute parigine, gli esterni si arricchiscono dei paesaggi aperti della campagna francese.

La figura femminile è il suo soggetto prediletto le sue immagini di donne, sia in interni sia in esterni, risentono notevolmente dellinflusso della moderna raffigurazione delleleganza diffusa attraverso le riviste di moda. La descrizione delle toilettes, degli elaborati cappelli, dei gesti tipici della moda, come lindossare i guanti, o muovere il ventaglio, occupa un posto di rilievo nella sua produzione, e a questo filone appartengono molte delle opere più celebri, come Nel palco o Il tè.

La vicinanza a Degas, con il quale Zandomeneghi condivideva lamore per il disegno, per i valori lineari e per il pastello, si esprime nelle scene di nudo che colgono giovani donne nei gesti quotidiani del risveglio e della toilette.

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