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ⓘ Classis Alexandrina



Classis Alexandrina
                                     

ⓘ Classis Alexandrina

La Classis Alexandrina fu una flotta provincialis, istituita da Augusto. Aveva il compito di sorvegliare il Mediterraneo sud-orientale e fornire appoggio ad eventuali spedizioni militari lungo il Mar Rosso, oltre ai commerci romani con lIndia e lestremo Oriente.

                                     

1. Storia

Nel 34 a.C., ad Alessandria dEgitto, Antonio proclamò pubblicamente che Cesarione il figlio che Cleopatra aveva avuto da Cesare era il legittimo erede di Cesare e gli diede il titolo di re dei re Cleopatra regina dei re. Madre e figlio poterono esercitare il potere su Egitto e Cipro, mentre i tre figli, che Antonio aveva avuto da Cleopatra, avrebbero regnato su diverse zone dellOriente. Tutto ciò scatenò lindignazione generale dei romani. Cavalcando questa situazione, Ottaviano riuscì a screditare definitivamente Antonio, ottenendo il consolato per lanno 31 e la dichiarazione di guerra contro Cleopatra, che intanto si era spostata in Grecia col suo esercito e con Antonio. Contro questultimo Roma non prese provvedimenti in maniera esplicita, ma ormai era considerato un mercenario al soldo della regina straniera. Lo scontro finale avvenne il 2 settembre del 31 a.C. nella baia di Azio, dove Antonio era riuscito a raccogliere 500 navi e Ottaviano 400. La battaglia che ne seguì, decretò la definitiva sconfitta e fuga di Cleopatra e Antonio in Egitto, dove Ottaviano li raggiunse nel 30 a.C., deciso a chiudere la partita. Sia Antonio sia Cleopatra si suicidarono. Ottaviano diveniva così il signore indiscusso di Roma. Tre anni dopo, con lassunzione del titolo di princeps, Ottaviano avrebbe posto definitivamente fine al regime repubblicano, dando così inizio alletà imperiale, che in questa prima fase è conosciuta col nome di Principato. Da qui la sua riforma militare di esercito e flotta. La Classis Alexandrina venne, quindi, formata da Augusto nel 30 a.C. e, per aver dimostrato il proprio appoggio ad Ottaviano nella guerra civile, ricevette il titolo di Augusta, divenendo così la Classis Augusta Alexandrina.

Negli anni successivi nel 25-24 a.C. il nuovo prefetto dEgitto, Elio Gallo esplorò lArabia Felix fino al regno di Saba, conducendo un esercito di 10.000 armati romani tra legionari ed ausiliari oltre a 1.500 alleati 500 inviati da Erode e 1.000 da Obodas II fino alla città di Mariaba lattuale Marib nello Yemen, lungo le rotte per lIndia. Egli infatti dopo aver allestita una flotta di 130 navi, partì dal porto di Myos Hormos o da quello di Berenice e giunse sulle coste arabe a Leukè Kome Haura, dove fu obbligato a fermarsi per circa un anno, ufficialmente per superare lo stato di debilitazione fisica delle truppe indotto dalle continue malattie che già ne falcidiavano i ranghi. Ricevette, quindi, lospitalità del "re dei Tamudeni", un certo Areta III, parente di Obodas II, signore dei Nabatei. Gli intrighi di Obodas II e del suo ministro Syllaeus portarono Elio Gallo a percorrere un itinerario non adatto allarmata romana, la quale giunse debilitata alloasi di Negrana, forse Najran. Elio Gallo simpadronì facilmente di questultima località, così come di Asca la Nasca di Plinio, nellattuale Omrân e di Athrula di difficile identificazione, e si spinse fino al paese dei Rhamaniti, o Rhadamiti, governato dal re Ilasar El Shara. Alla fine riuscì a raggiungere Marsiaba o Mariaba lattuale Marib. La città fu assediata per sei giorni, ma riuscì a resistere, favorita dal sorgere tra le file degli assedianti romani di unepidemia. Gallo fu così costretto al ritiro, portando in Egitto un esercito ampiamente decimato a causa dellambiente ostile e dalla malattia, e percorrendo la strada che da una non identificata località di Egracômé, raggiunse prima Myoshormos e poi Coptos attuale Qift, fino a raggiungere Alessandria dEgitto. Di questa campagna militare ne parla lo stesso Augusto nelle sue Res Gestae:

Durante la guerra civile del IV secolo tra Costantino I e Licinio, questultimo potì schierare 80 triremi provenienti dalla Classis Alexandrina.

                                     

2. Porti

Sua base principale si trovava ad Alessandria dEgitto oltre a secondarie lungo il Nilo, come a Thebis.

Il porto di Alessandria dEgitto, era uno dei più grandi di tutto lImpero con un bacino di 60 ettari. La diga dellEptastadio, il cui nome deriva dalla sua lunghezza di sette stadi, collegava lisola di Faro alla terraferma, nel punto in cui oggi si apre la "Grande piazza" con la "Porta della Luna". Il molo, che divideva i due porti occidentale e orientale, è oggi coperto dal moderno quartiere di Ras al-Tin, che occupa un istmo considerevolmente allargato.

  • Il porto occidentale "di Eunostos" era ampio, ma affiancato da scogliere situate sullasse dellisoletta di Faro, come ci racconta Strabone. Racchiudeva un porto più interno artificiale, il Kibôtos "scatola rettangolare". Oggi è stato obliterato dallallargamento per la realizzazione del porto moderno.
  • Il porto orientale "Gran Porto" era protetto dallo sperone di Lochias a Est e dalla punta dellisola di Faro a Ovest. Lentrata nel porto era pericolosa per la ristrettezza dellimbocco e numerose navi greco romane naufragate tra il IV secolo a.C. e il VII secolo d.C. sono state scoperte in questa zona. Al suo interno, lisola di Antirodi delineava una piccola baia detta "porto reale". Qui erano posizionati i navalia fin dalla guerra civile tra Cesare e Pompeo. I palazzi reali occupavano langolo nord-orientale della città, sul promontorio di Lochias che dominava il porto occidentale nella moderna zona di Pharillon. La località è attualmente sotto il livello del mare, così come il "porto privato" e lisola di Antirrhodus.
                                     

3. Tipologia di imbarcazioni

Di questa grande flotta ci sono pervenuti, grazie ad alcune epigrafi i nomi di alcune imbarcazioni:

  • 1 nave di altro tipo: Taurus.
  • 7 liburne: Draco, Fides, Lupa, Mercurius, Neptunus, Nilus, Sol.
                                     

4. Il corpo di truppa

Anche per la flotta provinciale egiziana il numero degli effettivi si aggirava intorno a qualche migliaia tra legionari e ausiliari. Erano acquartierati ad Alessandria dEgitto.

Il comandante della flotta era il Praefectus classis ovvero il comandante di parte del mar Mediterraneo sud-orientale, proveniente dallordine equestre. A sua volta il diretto subordinato del praefectus era un sub praefectus, a sua volta affiancato da una serie di praepositi, ufficiali posti a capo di ogni pattuglia per singola località.

Altri ufficiali erano poi il Navarchus princeps, che corrisponderebbe al grado di contrammiraglio di oggi. Nel III secolo fu poi creato il Tribunus classis con le funzioni del Navarchus princeps, più tardi tribunus liburnarum.

La singola imbarcazione era poi comandata da un trierarchus ufficiale, dai rematori e da una centuria di marinai-combattenti manipulares / milites liburnarii. Il personale della flotta Classiari o Classici era perciò diviso in due gruppi: gli addetti alla navigazione ed i soldati. Il servizio durava 26 anni contro i 20 dei legionari ed i 25 degli auxilia. Dal III secolo fu aumentato fino a 28 anni di ferma. Al momento del congedo Honesta missio ai marinai era data una liquidazione, dei terreni e di solito anche la cittadinanza concessa, essendo gli stessi nella condizione di peregrini al momento dellarruolamento. Il matrimonio era invece permesso loro, solo al termine del servizio attivo permanente. Ricordiamo alcuni suoi praefecti classis:

  • Marco Apuleio, in epoca dellImperatore Traiano;
  • Lucio Valerio Proculo, prima della riforma di Diocleziano;
  • Tenagino Probo, attorno agli anni 269-270;
  • Caio Vibio Quarto, in periodo sconosciuto;
  • Quinto Marzio Ermogene, nel 134 sotto Adriano nel pieno della terza guerra giudaica;
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