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ⓘ Gino Giacomini



                                     

ⓘ Gino Giacomini

Nato a Borgo Maggiore nel 1878 da Giuditta Caimi, di origine marchigiana, e dal sammarinese Remo Giacomini, di una famiglia originaria di Poggio Berni in Romagna già dal XVIII secolo a San Marino. Suo nonno Remo combatté con Garibaldi nella battaglia di Mentana nel 1867. Frequentò fino alla terza elementare la scuola di Borgo Maggiore e la quarta e quinta a Città di San Marino. Poi frequentò la prima ginnasiale ma fu rimandato in due materie così il padre lo incominciò a far lavorare nel suo caffè.

Alletà di dieci anni incontrò per caso a Città di San Marino il socialista Andrea Costa. Poi diventò barbiere ma approfondì sempre di più le sue conoscenze su socialismo e anche sul marxismo. Nel 1897 superò lesame da privatista per entrare nella scuola normale. Si recò poi a studiare alle scuole magistrali di Urbino e si diplomò come maestro elementare. Nel 1898 stampò ad Urbino il quotidiano socialista "1º Maggio" da diffondere in repubblica, poi scrisse articoli sul "Risveglio" di Forlì e su LAvanti con cui collaborò dalla nascita nel 1896. Ritornò da Urbino nel 1900. Incominciò la sua carriera di insegnante a Morciano di Romagna dove sostituì un anziano insegnante. Poi insegnò a Montelabbate presso Pesaro dove entrò in contatto con i socialisti locali. Nel settembre 1902 partecipò per conto dei socialisti sammarinesi al VI congresso del Partito Socialista Italiano ad Imola dove votò la mozione riformista di Filippo Turati e Claudio Treves. Sempre nello stesso anno tornò a San Marino dove insegnò nella scuola elementare di Borgo Maggiore, poi venne promosso e insegnò alle scuole elementari di San Marino città.

Fondò un comitato per fare riforme istituzionali che portarono al famoso Arengo del 1906, a cui non poté partecipare perché non era un capofamiglia. Negli stessi anni frequentò un corso di perfezionamento per linsegnamento a Bologna e nel giugno 1910 ottenne un secondo diploma. Sempre nel 1910 sposò a Verucchio Anita Amati con rito civile dato che a San Marino vigeva solo quello religioso. Essendo stata istituita la carica di direttore didattico di San Marino, carica che non ottenne per le sue idee politiche che lo portarono a lavorare altrove, prima a Fiesso Umbertiano RO e poi ad Argenta FE. Nel 1913 venne ufficialmente istituita la carica di direttore didattico di San Marino e Giacomini venne richiamato a ricoprire la carica. Sempre nel 1913 venne nominato al Consiglio Grande e Generale. Nel 1918 grazie al suo impegno viene aperta una scuola di arti e mestieri.

Lascesa del Partito Fascista Sammarinese le squadracce fasciste lo portarono il 14 ottobre 1922 a fuggire a Roma con alcuni amici socialisti e la famiglia. Venne quindi licenziato da direttore didattico e poi trovò lavoro alla Cooperativa Marittima Garibaldi di Genova dove venne assunto il 2 giugno 1923. Malmenato da una squadraccia fascista il 2 gennaio 1924 decise il mese dopo di tornare a Roma. Nel 1926 diventò impiegato presso una società di tiro a volo e poi presso una ditta di polveri da sparo. Ma nonostante tutto rimase con molti debiti che lo costrinsero a vendere la casa a Borgo Maggiore.

Il 28 luglio 1943 con la caduta del Partito Fascista Sammarinese tornò in repubblica e riorganizzò i sindacati, fondando e diventando segretario della Confederazione Sammarinese del Lavoro, e rifondò il Partito Socialista Sammarinese di cui divenne segretario. L11 marzo 1945 venne eletto al Consiglio Grande e Generale per la sua seconda volta nelle prime elezioni libere dopo 20 anni di fascismo.

Venne nominato segretario di stato per gli Affari Esteri e Politici, ruolo che ricoprì fino ai fatti di Rovereta del 1957. A seguito dei Fatti di Rovereta venne condannato a sette anni di carcere e ad una ammenda pecuniaria. La sentenza non fu eseguita ma gli furono tolti tutti i diritti civili e politici. Così dal 1957 si ritirò a vita privata. Morì nel 1962.

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