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ⓘ Martire



Martire
                                     

ⓘ Martire

Il martire è colui che ha testimoniato la propria fede o ideale nonostante la persecuzione, senza quindi abiurarla, anche a costo di eventuali pene corporali o morte.

È un concetto presente in più religioni. Il termine è utilizzato per estensione anche in forma laica "martire della patria", "martire del lavoro", per onorare atti di particolare eroismo compiuti a difesa della propria nazione o nello svolgimento della propria professione.

                                     

1. Storia

A parte le battaglie collettive di Israele contro i suoi nemici, il primo momento della storia biblica riferito a un tentativo di martirizzazione individuale riguarda Azaria, Anania e Misaele.

Il martirio, originariamente diffuso soprattutto in ambito giuridico, stava a indicare un testimone che garantiva la verità degli avvenimenti e che normalmente prendeva le difese dellaccusato. Col tempo il termine è stato usato anche in ambito filosofico soprattutto in ambito stoico di testimonianza della verità), per passare successivamente a un significato di testimonianza di un avvenimento religioso di cui il credente, con la sua vita e la sua predicazione era testimone.

Il termine non è mai stato usato in ambito biblico, né giudaico, né cristiano nel significato odierno: di testimonianza sino anche alla morte. Solo nel cristianesimo primitivo, con lavvento delle persecuzioni dei cristiani, il termine è stato riservato in modo praticamente esclusivo alla testimonianza estrema fino alla morte. In questa accezione è stata assunta nellIslam.

In ambito cristiano, soprattutto dopo il rinnovamento biblico post-Concilio Vaticano II, si va via recuperando il significato originario del termine biblicamente inteso.

Osserva Federico Chabod a proposito dellallargamento del significato di martire:

                                     

2. Cristianesimo

Il termine martire come testimone della fede è nato in ambito cristiano e indica i fedeli che hanno sacrificato la propria vita per testimoniare la religione cristiana. Si tratta in genere di cristiani vissuti in un contesto sociale ostile, che furono messi a morte in odio alla fede cristiana dalle autorità, dai tribunali, o uccisi da persone private. Il "martire" è il "santo" per eccellenza nella concezione della Chiesa antica e solo in seguito altre categorie di santi si sono aggiunte ai martiri. La lista dei martiri cattolici è riportata nel Martirologio.

Nei primi tempi, lappellativo di martire era usato per designare gli apostoli, ancora viventi, come testimoni delle opere e della risurrezione di Gesù. Poi il nome venne esteso a tutti quelli che con la propria condotta avessero dato dimostrazione di fede e infine fu riservato a coloro che fossero morti in seguito alle persecuzioni. Il nome corrispondente in latino era confessor.

Nel cattolicesimo vengono individuati tre tipi di martirio:

  • Martirio bianco, che consiste nellabbandono di tutto ciò che un uomo ama a causa di Dio
  • Martirio verde, che consiste nel liberarsi per mezzo del digiuno e della fatica dai propri desideri malvagi, o nel soffrire angustie di penitenza e conversione
  • Martirio rosso, che consiste nel sopportare la croce o la morte a causa di Gesù Cristo Omelia irlandese del VII secolo. È stato considerato in passato il vero battesimo, purificatore di ogni peccato: subendo il martirio la santità era assicurata, non potendo più peccare. Questa è la ragione per la quale il martirio nellantichità era non solo accettato, ma addirittura ricercato.

Da questa certezza della santità dei martiri ha ben presto avuto origine il loro culto.

Rimasto famoso in ambito di fede nel cristianesimo durante le persecuzioni iniziate da Nerone, il martirio era visto come una rinascita in Cristo piuttosto che come una morte. I martiri si rifiutavano di abiurare la propria religione: il fatto che cristiani ad esempio non partecipassero a feste pagane e non offrissero sacrifici, interrompendo questi rituali apotropaici, per limpero romano determinava la rottura della pax deorum e quindi una grave offesa agli dei.

I martiri conosciuti fra i cristiani furono a volte perseguitati da ebrei o da altri cristiani stessi.

                                     

3. Ebraismo

Il martire come inteso nel Cristianesimo non è tipico dellEbraismo. Per un israelita il mantenimento della vita è da privilegiare. Non cè nella tradizione ebraica la ricerca del martirio come tale. Vi si può ricorrere in caso di grave necessità, e si tratta comunque di sacrificio della propria vita e non di quella altrui: la vita anziché essere sacrificata, deve essere santificata. Pur tuttavia, nella Bibbia, almeno in quella dei Settanta, quindi non nel canone ebraico ma in quella scritta sotto influsso del pensiero greco, sono contenuti i Libri dei Maccabei. In questi, è esaltato il martirio di Eleazaro e quello dei sette fratelli Capitoli 6 e 7 del Secondo libro dei Maccabei, avvenuti durante la persecuzione di Antioco IV Epifane II secolo a.C. La loro storia è raccontata con accenti che ricordano quelli della passio cristiana, di cui ovviamente non poteva esserne influenzata in quanto anteriore, semmai non è da escludere il contrario.

                                     

4. Martiri del libero pensiero

Martiri sono anche considerate quelle persone che sono state condannate o uccise a causa delle loro idee. Fra queste vengono annoverate persone come Ipazia, Giordano Bruno, Pietro Giannone, Alberto Radicati di Passerano e Giulio Cesare Vanini.

                                     

5. Altre accezioni di martire

Il termine è usato anche al di fuori del contesto religioso in espressioni come:

  • Tredici Martiri di San Piero a Ponti
  • Martiri di Chicago
  • Martiri del Turchino
  • Martiri della Benedicta
  • Martiri di Belfiore
  • Martiri di Fiesole
                                     

5.1. Altre accezioni di martire La piazza dei Martiri a Chiaia

A Napoli, nella piazza dei Martirii a Chiaia, sorge limponente monumento ai martiri napoletani il cui lalto obelisco è circondato da quattro leoni. Ciascuno dei leoni ha un proprio significato simbolico: quello morente ricorda i caduti della rivoluzione napoletana del 1799, quello trafitto dalla spada i carbonari del 1820, mentre gli altri due, dallaspetto feroce, i caduti liberali del 1848 e garibaldini del 1860.

                                     

5.2. Altre accezioni di martire Le vittime dei regimi totalitari

Alcuni attribuiscono la qualifica di martire alle vittime dei regimi totalitari o a quelle della mafia. In questuso si sottolinea la persecuzione subita, più che la volontà di testimonianza delle vittime. Si tratta però di unaccezione controversa, perché si allontana dalletimologia del termine martire. Lo stesso si può dire per le vittime dei bombardamenti che non devono identificarsi con questo termine in quanto non hanno professato in vita nessuna idea o azione tale da contrastare lazione delittuosa dellaggressore ma semplicemente perché erano presenti incautamente in quel momento in un posto sbagliato.

                                     

5.3. Altre accezioni di martire Il suicidio come martirio

Recentemente presso alcune organizzazioni che utilizzano tattiche di guerriglia e terrorismo quali al-Qaida, la parola martire Shahīd è usata per indicare chi si suicida in nome dellIslam. La questione, ovviamente, è quanto mai controversa e dibattuta tra i dotti musulmani, in considerazione dellassoluto divieto del suicidio nella religione islamica.

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