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ⓘ Nikos Zachariadīs



Nikos Zachariadīs
                                     

ⓘ Nikos Zachariadīs

Nikos Zachariadīs, allanagrafe Nikolaos Zachariadīs è stato un politico greco, segretario generale del Partito Comunista di Grecia dal 1931 al 1956.

                                     

1.1. Biografia Giovinezza

Zachariadīs nacque ad Adrianopoli, nella Tracia Orientale, al secolo parte dellImpero Ottomano, da una famiglia greca. Il padre, Panagiotis Zachariadis, era un ufficiale del monopolio del tabacco. Dopo la sconfitta patita dalla Grecia nella guerra greco-turca, con il conseguente scambio di territori e popolazioni tra i due paesi, la famiglia Zachariadīs fu trasferita forzatamente in Grecia, dove decadde in povertà.

Nikos Zachariadīs cominciò quindi a lavorare come marinaio e in seguito come comandante in una compagnia di navigazione, viaggiò in Unione Sovietica e si interessò alla rivoluzione bolscevica. Studiò in vari istituti politici e militari sovietici e del Comintern, tra cui la Scuola Internazionale Lenin.

                                     

1.2. Biografia Attività politica in Grecia

Nel 1923 fu inviato in Grecia per organizzare la Lega Giovanile Comunista Greca OKNE. Imprigionato, riuscì a fuggire in Unione Sovietica. Nel 1931 fu rimandato in Grecia per riportare lordine nel Partito Comunista di Grecia KKE, al tempo lacerato in varie frazioni, e su indicazione diretta di Stalin fu nominato segretario del partito. Fino al 1936, Zachariadīs guidò il KKE con successo, arrivando a triplicare il numero di militanti, conseguendo diversi seggi al Parlamento ellenico ed acquisendo il controllo di alcune delle maggiori organizzazioni sindacali nazionali.

Nellaprile del 1936, Giorgio II di Grecia, preoccupato dalla crescita esponenziale del KKE sulla scena politica nazionale e dal diffondersi delle agitazioni sociali e temendo dunque per lo scoppio duna rivoluzione come quella bolscevica in Russia, nominò il generale Ioannis Metaxas, allora ricoprente già la carica di Ministro alla Difesa, Primo ministro ad interim che, nel maggio dello stesso anno, sciolse il Parlamento dichiarando lo stato demergenza nazionale ed instaurando de facto una dittatura.

Nellagosto dello stesso anno, nel pieno della seconda guerra mondiale, Zachariadis fu dunque tratto in arresto dalla polizia del regime di Metaxas e nuovamente imprigionato. Nel 1940, con linvasione italiana della Grecia e la contemporanea morte di Metaxas, dal carcere riuscì a diffondere una lettera che incitava i greci a prendere attivamente parte agli sforzi bellici, insorgendo con le armi contro gli invasori italiani, pe trasformarla così in una lotta ben più ampia contro il fascismo. La reazione del suo partito alla lettera che, in linea alla posizione ufficiale del Comintern, vedeva il conflitto in atto come uno scontro tra interessi imperialistici opposti, fu di sconcerto ed essa fu pertanto vista come un falso messo in giro dal regime per plagiare la popolazione ellenica alla propria causa. Ci fu pure chi lo accusò di aver fatto circolare la lettera per potersi guadagnare i favori di Konstantinos Maniadakis, nominato da Giorgio II nuovo Primo ministro del governo greco in esilio, ed essere dunque rimesso in libertà.

Dopo linvasione tedesca, Zachariadīs fu trasferito al campo di concentramento di Dachau, dal quale fu liberato nel maggio 1945. Tornato in Grecia, riassunse la guida del Partito Comunista.

                                     

1.3. Biografia Guerra civile

Durante la guerra civile greca, Zachariadīs guidò le operazioni dellEsercito Democratico Greco, una formazione comunista rivoluzionaria che aveva lobiettivo di instaurare in Grecia una repubblica popolare. La resistenza comunista fu sconfitta nel 1949, quando lesercito di Tito ritirò il suo appoggio in seguito alla rottura delle relazioni tra Jugoslavia e URSS, e i militanti del KKE vennero esiliati nei paesi filo-sovietici.

                                     

1.4. Biografia Dopo la guerra

I dirigenti del Partito Comunista trovarono rifugio a Taškent. Su indicazione del PCUS, Zachariadīs mantenne la carica di segretario del KKE anche in esilio. Dopo la morte di Stalin 1953 ebbe violenti contrasti ideologici con la nuova dirigenza di Nikita Chruščev e il programma di destalinizzazione in corso.

Nel maggio 1956, durante la sesta assemblea generale del Comitato Centrale del KKE, il PCUS intervenne direttamente per far rimuovere Zachariadīs dal ruolo di segretario generale. Nel febbraio 1957 fu espulso dal partito insieme a quasi tutti i membri contrari alla destalinizzazione. Nel 1964 una risoluzione del Partito Comunista Greco che aveva seguito il PCUS nella condanna di Stalin lo condannò come "nemico del popolo".

Zachariadīs passò il resto della sua vita in esilio in Siberia, prima nella regione della Jakuzia e poi a Surgut. Nel 1962 riuscì a tornare a Mosca, dove visitò lambasciata ellenica e chiese di parlare con lambasciatore. Venne arrestato subito dopo e riportato a Surgut, dove secondo il KGB si sarebbe suicidato nel 1973. Secondo altre fonte sarebbe stato giustiziato. I documenti ufficiali relativi alla sua morte sono a tuttoggi secretati. Nel dicembre 1991, pochi giorni dopo il crollo dellUnione Sovietica, i resti di Zachariadīs furono riportati in Grecia, dove un tardivo funerale diede finalmente ai suoi seguaci, tra i quali i rappresentanti del KKE, lopportunità di onorarlo.

Zachariadīs fu ufficialmente riabilitato dal Partito Comunista Greco nel 2011.

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