Топ-100
Indietro

ⓘ Paolo Mattia Doria



Paolo Mattia Doria
                                     

ⓘ Paolo Mattia Doria

Dal 1694 Paolo Mattia cominciò a disgustarsi di questa sua vita fatua e falsa trasformandosi in "filosofo metafisico" ed entrando nella cerchia degli intellettuali cartesiani e gassendisti che caddero sotto lattacco della Chiesa preoccupata che il loro sensismo approdasse a un conclamato materialismo. La posizione della Chiesa fu esplicitata dal grande processo del 1694 contro gli "ateisti", quegli intellettuali che si erano illusi di poter modernizzare la dottrina cattolica.

Paolo Mattia si schierò con questi frequentando il salotto letterario di Nicolò Caravita che si era già battuto contro lInquisizione e che era divenuto il centro di diffusione della filosofia cartesiana. Qui il Doria ebbe modo di conoscere il protetto di Caravita, quel Giambattista Vico che scriverà del genovese che "fu il primo con cui poté cominciare a ragionar di metafisica" nella quale si intravedevano "lumi sfolgoranti di platonica divinità".

                                     

1.1. Gli scritti La politica

Per organizzarsi contro le polemiche dei tradizionalisti, sostenuti dalla Chiesa cattolica, il Caravita pensò di fondare unassociazione di intellettuali modernisti che, dopo diverse difficoltà, finalmente vide la luce nel 1698 col nome di Accademia Palatina e che annoverava fra i 18 soci fondatori anche Paolo Mattia Doria che pronunziò in quella sede lezioni concernenti la teoria politica Sopra la vita di Claudio imperadore dove sosteneva la superiorità della nobiltà per virtù e non per nascita, e dove contestava la base valoriale dellaristocrazia fondata sulluso delle armi. La guerra, scriveva Doria, non era un privilegio della "nobiltà di spada" ma unattività che richiedeva lapplicazione di tecniche scientifiche e il comando affidato a ufficiali competenti nel dirigere lanimo umano Il capitano filosofo - Napoli, 1739

Nel 1709 Doria pubblica la Vita civile e leducazione del principe, criticata da alcuni per alcuni fraintendimenti sul pensiero di Cartesio "non ha inteso il Cartesio, o. ad arte ne tronca o perverte il senso". Nellopera si criticava la politica di Tacito e Machiavelli sostenendo che questa va basata non "sopra lidea degli uomini quali sono" ma sulla "virtù, il giusto e lonesto". Secondo Doria perciò lo Stato andava guidato, come dettava linsegnamento platonico, dai filosofi facendosi così sostenitore, secondo le nuove idee riformatrici che cominciavano a circolare in Europa, di un assolutismo moderato nel Regno di Napoli.

                                     

1.2. Gli scritti La "mattematica" le donne

Nel 1711 Doria cominciò ad interessarsi a temi scientifici mandando alle stampe le sue Considerazioni sopra il moto e la meccanica de corpi sensibili de corpi insensibili Augusta 1711 e una Giunta di P. M. Doria al suo libro del Moto e della Meccanica ibid. 1712. Opere queste, dove si criticava il metodo galileiano e si metteva in discussione la distinzione cartesiana fra res extensa e res cogitans in nome del principio neoplatonico dellUno immateriale, che non ebbero il successo sperato e vennero anzi aspramente criticate da più parti.

Doria divenne un personaggio ambito da nobili e femmes savantes che lo invitavano nei loro circoli culturali dove riceveva numerosi attestati di stima. Per ricambiare le nobili dame, sue discepole, Doria pubblicò nel 1716 i Ragionamenti ne quali si dimostra la donna, in quasi tutte le virtù più grandi, non essere alluomo inferiore.

Le donne, sosteneva Doria, hanno gli stessi diritti naturali degli uomini e possono governare e fondare grandi imperi ma non sono adatte fisiologicamente a formulare leggi per le quali occorre una sapienza storica e filosofica. Cartesio infatti aveva errato nel credere che Dio avesse dato a tutti "eguale abilità per intender le scienze", mentre "Iddio non ha ugualmente a tutti gli uomini distribuito e perciò vediamo che molti non son capaci nelle scienze". Quindi le donne che egli ammirava moltissimo e che lo ricambiavano con tante lodi, devono tuttavia accontentarsi di poter dirigere lo Stato ma non possono essere legislatrici. Un rapporto questo con laltro sesso che rimase problematico per Doria che non volle mai sposarsi ritenendo il matrimonio una "legge dura" che non trovava precisa corrispondenza nella teologia.

Verso il 1718 Doria si considerava ormai un "filosofo metafisico e mattematico" che adottando il platonismo aveva pressoché "distrutto li saggi di filosofia del signor Giovanni Locke ed in parte ancora la filosofia di Renato Des-Cartes".

                                     

1.3. Gli scritti Un capovolgimento di fronte

Doria compiva un capovolgimento delle sue convinzioni moderniste passando nel campo degli "antichi" quando il suo Nuovo metodo geometrico Augusta 1714 e i Dialoghi. ne quali. sinsegna larte di esaminare una dimostrazione geometrica, e di dedurre dalla geometria sintetica la conoscenza del vero e del falso Amsterdam 1718, furono aspramente criticati da parte della rivista Acta eruditorum di Lipsia. Ancora più aspre le contestazioni ricevute a Napoli che gli costarono un sonetto denigratorio che così recitava: "Di rispondere a te nessun si sogna / de nostri, e strano è assai che Lipsia mandi / risposta a un uom che l matto ognun lo noma"

Nel 1733, fu rifondata lAccademia degli Oziosi, dove Doria profuse tutte le sue energie nel criticare i "moderni", seguaci del pensiero filosofico di John Locke, dellAccademia delle scienze di Celestino Galiani che aveva detto di lui "il Doria ha ristampato tutte in un corpo le sue coglionerie".

Con lavvento del re riformista Carlo III di Borbone nel Regno di Napoli, Doria si trovò completamente isolato col suo "platonismo pratticabile" che continuava a difendere scrivendo nel 1739 il Politico alla moda.

Doria si rendeva ormai conto di come fosse irrealizzabile il suo ideale di un governo ad opera di sovrani virtuosi e filosofi legislatori: "li magistrati, li capitani, li sacerdoti, e tutti gli ordini che governano hanno diviso la filosofia dalla politica per unire alla politica la sola prattica" ; ormai "i principi - scriveva - vogliono governare lo stato colla politica de mercadanti, e non con quella de filosofi". Egli constatava come vi fosse ormai una generale crisi dei valori "perché in questo nostro tempo si corre dietro solamente alla perniciosa filosofia di Locke e di Newton e si pratica solamente la politica mercantile"

Completamente ignorato dallambiente intellettuale, Doria malato e in difficoltà economiche moriva nel 1746 indicando nel suo testamento la volontà che fosse pubblicata a spese di un suo cugino, a saldo di un debito da questi contratto, lopera Idea di una perfetta repubblica.

Quando lo scritto fu infine edito nel 1753 fu condannato dai revisori ad essere bruciato per il suo contenuto contro "Dio, la religione e la monarchia". In realtà lautore contestava il celibato ecclesiastico, lindissolubilità del matrimonio, la castita, leternità delle pene inflitte ai dannati e lideologia etico-politica dei gesuiti.

Il governo perfetto, ribadiva Doria nellopera postuma, doveva essere a imitazione di quello di Sparta e della Roma repubblicana, "perché posto il governo in mano agli uomini, è forza che sia moderato da un magistrato ordinato alla difesa del popolo contro la tirannia"

Gli unici a esecrare il rogo dellopera furono proprio i giuristi napoletani difendendo "i libri di quel savio e cordato vecchio di Doria, di cui sinfama la venerata memoria".



                                     

1.4. Gli scritti Lo smantellamento delle reti fiduciarie nel Regno di Napoli

Lopera di Paolo Mattia Doria è al centro del saggio di Anthony Pagden dal titolo La distruzione della fiducia le sue conseguenze economiche a Napoli nel secolo XVIII. In estrema sintesi il Pagden argomenta, poggiando la propria analisi sugli scritti di Doria, che nel corso del secolo XVII, il governo spagnolo, nellazione di depredazione del Regno di Napoli aveva "spogliato i loro sudditi della virtù e della ricchezza, introducendo al posto loro ignoranza, infamia, divisione e infelicità".

Altra azione, che si rivelerà in seguito disastrosa per la società napoletana e in genere per il Mezzogiorno, fu lo smantellamento dei rapporti interpersonali di fiducia tra le diverse classi, necessari per lo sviluppo dei commerci e delliniziativa privata e lintroduzione della cultura dellonore attraverso linfoltimento dei ranghi nobiliari, il rafforzamento dellInquisizione, linasprimento della segretezza dellattività di governo, lincremento delle cerimonie religiose e di devozione ritualizzata, laumento della diseguaglianza davanti alla legge e infine lindebolimento apertamente perseguito del rapporto armonioso che si era creato in passato tra i diversi ordini del Regno: tutto ciò al fine di scoraggiare, minando la fede pubblica, lascesa di una classe imprenditoriale-commerciale che avanzasse i propri diritti e rompesse lequilibrio dei poteri tra la corte e il patriziato locale che gli spagnoli intendevano mantenere. Tutti questi fattori, lesivi di quel rapporto di fiducia tra le classi necessario per lavvio e il consolidamento dellattività di cooperazione e di intrapresa economica, non tarderanno a produrre effetti duraturi sulla società meridionale, non solo a livello mentale-culturale, e di converso a livello economico, costituendo uno dei fattori prodromici dellarretratezza socio-economico-culturale del Mezzogiorno dItalia.

                                     

2. Opere

  • Paolo Mattia Doria, Considerazioni sopra il moto e la meccanica de corpi sensibili, de corpi insensibili, In Augusta "i.e. Napoli?, Daniello Hopper, 1711. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • Paolo Mattia Doria, Considerazioni sopra il moto e la meccanica de corpi sensibili, de corpi insensibili. Giunta, In Augusta "i.e. Napoli?, Daniello Hopper, 1712. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • Paolo Mattia Doria, Dialoghi, Amsterdam, sn, 1718. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • Paolo Mattia Doria, Esercitazioni geometriche, In Pariggi, sn, 1719. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • LA Paolo Mattia Doria, Duplicationis cubi demonstratio, Venetiis, sn, 1730. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • Paolo Mattia Doria, Discorso apologetico, In Venezia, sn, 1735. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • Paolo Mattia Doria, Soluzione del problema della trisezione dellangolo, In Venezia, sn, 1735. URL consultato il 13 giugno 2015.
  • Paolo Mattia Doria, Vita civile, In Napoli, Angelo Vocola, 1753. URL consultato il 13 giugno 2015.
Free and no ads
no need to download or install

Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

online intellectual game →