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ⓘ Edgardo Sogno



Edgardo Sogno
                                     

ⓘ Edgardo Sogno

Il conte Edgardo Pietro Andrea Sogno Rata del Vallino di Ponzone è stato un diplomatico, partigiano, politico, scrittore, militare e agente segreto italiano.

Eroe della Resistenza con il nome di battaglia Franco Franchi diresse lOrganizzazione Franchi, un gruppo di partigiani badogliani, di fede politica monarchica, liberale e antifascista, Medaglia doro al Valor Militare nonché membro dellAssemblea Costituente della Repubblica Italiana, quella di Edgardo Sogno è una biografia singolare e controversa che tuttora suscita dibattito e valutazioni discordi. Descritto come uomo impulsivo e spericolato, avventuroso e coraggioso fino allincoscienza, il suo viscerale anticomunismo le sue iniziative politiche gli procurarono molti nemici e gli attirarono numerose accuse, mai giudizialmente accertate, di iniziative di cospirazione volte a sovvertire lordinamento democratico, come il cosiddetto golpe bianco assieme al repubblicano Randolfo Pacciardi. Malgrado ciò, Sogno si descrisse sempre come democratico, liberale, prima monarchico e poi presidenzialista.

                                     

1. Biografia

Discendente da una famiglia di antica nobiltà sabauda originaria di Camandona, Edgardo Sogno nasce da Adolfo Emanuele Sogno, aristocratico, filantropo e terziario francescano, e Laura Piatti. Sogno studia dai gesuiti, a cui riconobbe di avergli permesso di diventare un libero pensatore e "un liberale che non può non dirsi cristiano", usando lespressione di Benedetto Croce.

Dopo aver ottenuto la maturità classica, nel 1933 entrò nellesercito e venne nominato sottotenente nel Reggimento "Nizza Cavalleria". Laureatosi in giurisprudenza e in scienze politiche, nel 1938, per anticomunismo, prese parte alla Guerra civile spagnola. Benché servisse tra le file dei filo-franchisti Corpo Truppe Volontarie, inviate dallItalia non fu mai fascista, ma liberal-nazionale. Come disse parlando di lui il suo amico Gianni Agnelli, il compito di un militare, vincolato dal giuramento al Re dItalia, era combattere con il Regio Esercito e non con gli anarchici e i comunisti.

                                     

1.1. Biografia Contro le leggi razziali e il fascismo

Sempre nel 1938, a Torino, come gesto di protesta contro le leggi razziali fasciste, si appuntò una stella di David gialla sulla giacca il segno distintivo imposto agli ebrei nella Germania nazista e si mostrò così in pubblico. Quello fu lanno del complotto antifascista sollecitato dalla futura regina Maria José del Belgio, che prevedeva la deposizione e larresto di Mussolini, labdicazione forzata di Vittorio Emanuele III e la volontaria rinuncia del principe ereditario Umberto al trono in favore del piccolo Vittorio Emanuele, con Maria José stessa come reggente. Sogno partecipò a questo e altri falliti complotti, che prevedevano, nelle intenzioni di alcuni, anche leliminazione fisica del Duce, qualora non si riuscisse a deporlo pacificamente.

Nel 1940 entrò in diplomazia. A Roma frequentò alcuni circoli antifascisti, tra cui quelli di Benedetto Croce e Giaime Pintor. Contrario alla guerra al fianco dei tedeschi, dopo il discorso di Mussolini del 10 giugno 1940, mise in atto unaltra eclatante azione dimostrativa, aprendo le finestre della sua casa torinese per far ascoltare La Marsigliese, linno del Paese cui lItalia fascista aveva appena dichiarato guerra.

Nel 1942 venne richiamato alle armi e trasferito in Francia, ma un anno più tardi, nel maggio 1943, fu arrestato a Nizza con laccusa di alto tradimento, per aver auspicato pubblicamente la vittoria militare degli Stati Uniti dAmerica in segno di protesta dopo aver visto partire un convoglio di ebrei deportati, ma venne poi rilasciato dopo il 25 luglio e congedato.

                                     

1.2. Biografia La Resistenza

Monarchico, prese parte alla Resistenza, venendo insignito della Medaglia doro al valor militare. Vicino al Partito Liberale Italiano, allepoca in clandestinità, lo rappresentò nel CLNAI.

Dopo l8 settembre, il tenente Edgardo Sogno attraversò il fronte, prendendo contatti con il Regio Esercito che presidiava le regioni del Mezzogiorno e qui, stabilito un contatto con il governo di Vittorio Emanuele III, prese parte attiva nellorganizzare una rete spionistica al fine di liberare le regioni settentrionali in mano ai tedeschi. Fece dunque ritorno al Nord grazie allappoggio dellesercito britannico e gli inglesi furono i suoi referenti immediati, attraverso Radio Londra; la sua formazione armata venne aiutata con numerosi lanci di armi e materiali. Assieme a due compagni, Sogno inizialmente fu paracadutato con unazione notturna nei pressi del lago di Viverone da un aereo inglese decollato dalla Tunisia, per creare e dirigere l Organizzazione Franchi, formazione militare badogliana legata allIntelligence Service, attiva dallinverno del 1944. Per un periodo si trovò presso la Tenuta La Mandria appoggiato dai proprietari i marchesi Medici del Vascello. Il 31 marzo 1944 fu arrestato la prima volta dai tedeschi, a Genova, assieme ad Aldo e Alberto Li Gobbi, ma - recluso nella Casa dello Studente - riuscì a fuggire.

Nel medesimo periodo, il tenente Sogno, nel tessere la sua rete spionistica, prese contatti anche con la Brigata Osoppo e, quando le sorti delle forze tedesche parevano oramai segnate, dallinizio del 1945 avrebbe tentato di avviare una trattativa con la Xª Flottiglia M.A.S. del principe Junio Valerio Borghese al fine di coordinare ed unire gli sforzi in un fronte comune per fermare lavanzata delle milizie jugoslave guidate da Tito nei territori orientali dellIstria e dellarea giuliana. Condusse le sue azioni fino al suo arresto rocambolesco e, secondo alcuni, siccome Sogno fu arrestato nel gennaio 1945, nel febbraio non tentò alcuna trattativa con il principe Borghese, che per altro non ha mai conosciuto.

Sogno fu tra coloro che, pur non essendo coinvolti nellorganizzazione, sostennero la opportunità dellattacco di via Rasella, in cui vennero uccisi 33 soldati nazisti a fronte della rappresaglia delle fosse Ardeatine: Sogno affermò che "la notizia di Via Rasella fu per noi i badogliani, ndr un momento di esultanza. E neanche la feroce repressione che seguì mi fece cambiare idea, anzi. Davo lo stesso giudizio dei comunisti: bisognava provocare i tedeschi, perché ogni loro reazione non farà che isolarli sempre più".

Tra le imprese più brillanti - anche se poi sfortunata, che appunto gli costò larresto - fu la tentata liberazione di Ferruccio Parri, allora detenuto nellalbergo Regina di via Santa Margherita, a Milano, dove le SS avevano stabilito il loro quartier generale. Sogno si presentò nellalbergo indossando ununiforme della milizia tedesca, fingendosi latore di messaggi speciali, con il piano di sparare poi direttamente contro i tedeschi, liberare Parri e scappare con lui: ma fu riconosciuto, catturato e torturato dai nazisti; non nascose le sue intenzioni, ma non rivelò informazioni, e sarebbe forse stato fucilato immediatamente, se non fosse stato che ormai la guerra era quasi finita e, in qualità di militare italiano prigioniero di guerra aveva lo status di Internato Militare Italiano e venne quindi mandato in un campo di prigionia in provincia di Bolzano, dove sopravvisse fino alla fine del conflitto. Assieme a lui finiscono nel campo di Bolzano altri partigiani "bianchi", come Mario Luino e Alfredo Rigodanzo "Catone", oltre a Teresa "Marisa" Scala e Margarethe de Colins de Tarsienne moglie di Indro Montanelli.

Limpresa della tentata liberazione di Parri gli fece poi assegnare la Medaglia doro al valor militare dal governo italiano e la Bronze Star Medal da quello statunitense.



                                     

1.3. Biografia La politica durante la repubblica

Tra il 1945 ed il 1946 fondò e diresse le testate Corriere Lombardo e Costume. Fu deputato alla Consulta Nazionale in rappresentanza del Partito Liberale Italiano, dal settembre 1945 al giugno 1946.

Dopo il referendum del 2 giugno 1946 che aveva visto laffermazione della Repubblica fece senza successo numerosi appelli alla Corte di cassazione, al fine di rovesciare il risultato delle urne, che, come molti monarchici, credeva fosse stato oggetto di brogli elettorali.

Allinizio degli anni cinquanta pubblicò un giornale anticomunista intitolato Pace e libertà ", che nel 1953 si trasformò, con finanziamenti USA, nellomonimo movimento, filiazione italiana del francese Paix et liberté ", direttamente collegato alla CIA e sostenuto finanziariamente dalla NATO, e presieduto dal deputato francese per il Partito Repubblicano, Radicale e Radical-Socialista Jean Paul David. I membri di Pace e Libertà vennero soprannominati "pretoriani", come quelli dellOrganizzazione Gladio erano i "gladiatori". Al gruppo aderirono anche Luigi Cavallo, ex partigiano ed ex corrispondente de LUnità da Parigi, il colonnello Ottorino Bonessa, ex partigiano monarchico, e altri. Del movimento faceva parte anche il commissario Dides, uomo dei servizi USA, responsabile della costruzione di una rete parallela alla polizia francese Rete Dides, di cui facevano parte i commissari e gli ispettori epurati dopo la caduta del regime di Vichy e reintegrati appositamente, alla quale si ispirò Mario Scelba per la riorganizzazione della Polizia italiana. I gruppi come Pace e Libertà, spesso privati ma finanziati dalla NATO e dal Ministero degli Esteri, che dovevano dedicarsi alla guerra non ortodossa, specialmente alla guerra psicologica e alla propaganda anticomunista, nacquero e furono appoggiati dal governo italiano, con lapprovazione di Alcide De Gasperi, in quanto essi rientravano negli accordi per poter entrare nel Patto Atlantico e godere di aiuti economici e della protezione statunitense contro eventuali invasioni sovietiche.

Quando gli ungheresi insorsero a Budapest nellautunno del 1956, Sogno mise in piedi unassociazione che operava da Vienna per accogliere i profughi in fuga dalla repressione sovietica, tra cui vi erano anche alcuni esponenti del deposto governo riformista di Imre Nagy.

                                     

1.4. Biografia La carriera diplomatica

In dissenso con i liberali, lasciò la politica per dedicarsi alla diplomazia. Nel 1938 aveva vinto il concorso per la carriera diplomatica, ma il posto gli era stato tolto allultimo momento, a causa di un cambiamento di graduatoria. Ricorse al Consiglio di Stato, ed ebbe il posto di cui era stato privato.

Grazie al suo passato militare, fu nominato nel 1951 membro del Planning Coordination Group della NATO, cosa che comportò il suo trasferimento a Londra alla segreteria dellAlleanza Atlantica. Lanno successivo frequentò i corsi al Defense College della NATO a Parigi, un organismo creato da Eisenhower per formare quadri destinati alla guerra psicologica contro il comunismo. Fu in questo periodo che venne insignito della Bronze Star americana, la più alta onorificenza a cui può ambire un non americano.

Prestò servizio a Buenos Aires, Parigi, Londra e negli Stati Uniti, quindi fu nominato ambasciatore dItalia in Birmania ma, non approvando il giudizio negativo del governo di centrosinistra sulla guerra del Vietnam, decise di dimettersi.

Nel frattempo cercò finanziamenti per la causa anticomunista sia dalla NATO sia dagli industriali italiani e tutti coloro che aderissero:

                                     

1.5. Biografia Il presunto progetto di colpo di Stato

Nel 1971 Sogno lasciò gli incarichi diplomatici e rientrò in Italia, dove diede vita ai Comitati di Resistenza Democratica, una serie di centri politici nati in funzione anticomunista, ai quali aderirono numerosi ex partigiani "bianchi" e "azzurri", come Enrico Martini comandante "Mauri". Sul giornale Resistenza Democratica scriverà anche Enzo Tortora. In questo periodo è anche vicepresidente dellassociazione resistenziale Federazione Italiana Volontari della Libertà FIVL.

Negli anni settanta Sogno si convinse che lItalia necessitava di una repubblica presidenziale e quindi di una riforma costituzionale simile a quella che il generale Charles de Gaulle aveva ottenuto in Francia con linstaurazione della Quinta Repubblica. Strinse amicizia con Randolfo Pacciardi, ex partigiano e politico repubblicano, fautore della repubblica presidenziale, e si affiliò alla massoneria del Grande Oriente dItalia, associandosi alla loggia massonica P2.

Prese contatti con diversi generali e preparò un progetto di governo. Nelle sue intenzioni, doveva svolgersi "unoperazione largamente rappresentativa sul piano politico e della massima efficienza sul piano militare", come scrive lo stesso Sogno e lo scopo era spingere il presidente della Repubblica Giovanni Leone a nominare un nuovo governo capace di modificare la costituzione in senso presidenzialista, con a capo Pacciardi, il quale avrebbe dovuto essere "il de Gaulle italiano".

Al Ministro della difesa Giulio Andreotti si attribuisce il merito di aver fatto trasferire i vertici militari coinvolti, ostacolando il progetto golpista, che comunque non andò mai oltre la fase dellideazione. Paolo Emilio Taviani, allepoca Ministro degli Interni, scrisse, dopo la morte di Sogno, di averne avuto informazione e di aver dato disposizioni al Capo della Polizia di indagare; Taviani suppone che in tal modo tali informazioni siano giunte in possesso della Procura della Repubblica di Torino.

Nel 1974 il magistrato Luciano Violante lo accusò di aver pianificato insieme a Randolfo Pacciardi e a Luigi Cavallo il cosiddetto Golpe bianco "al fine di mutare la Costituzione dello Stato e la forma di governo con mezzi non consentiti dallordinamento costituzionale": finì per un mese e mezzo in carcere a Regina Coeli insieme a Luigi Cavallo, ritenuto dal giudice Violante il vero ideatore del Golpe bianco.

Randolfo Pacciardi e Luigi Cavallo smentirono in numerose rettifiche e in emissioni televisive qualsiasi tentativo di colpo di Stato. Contemporaneamente Violante prendeva atto del trasferimento a Roma delle istruttorie e si dichiarava territorialmente incompetente a proseguire lindagine. Sogno denunciò Violante per falso ideologico, in un processo che lo assolse perché il fatto non costituisce reato.

In Dalla Resistenza al golpe bianco. Testamento di un anticomunista, di Aldo Cazzullo, pubblicato per Mondadori, Sogno ha spiegato nel capitolo IV - redatto secondo Cazzullo dallo stesso Sogno - che poiché "sullItalia si allungava lombra cecoslovacca" e "un governo con ministri comunisti sarebbe stata la premessa della trasformazione dellItalia in una repubblica popolare", non si sarebbe più sentito vincolato dalla legalità di fronte allimpossibilità di formare un governo "espresso da una maggioranza autenticamente democratica". Di qui i contatti con chi avrebbe dovuto organizzare un intervento militare per indurre il presidente Leone a scegliere un governo capace di riformare la Costituzione in senso presidenzialista. Sogno sostenne che la violenza andasse utilizzata solo per difesa da unoffensiva comunista manovrata dallURSS, in quegli anni dominati dal terrorismo rosso e nero.

Il piano prevedeva anche di mettere fuori legge il Movimento Sociale Italiano, il principale partito neofascista, oltre al Partito Comunista Italiano. Sogno avrebbe avuto lincarico di Ministro degli affari esteri o Ministro della difesa e Pacciardi di Presidente del Consiglio. Oltre essere stati rettificati dei "passi" del libro di Cazzullo e Sogno nella seconda edizione, su richiesta di Luigi Cavallo, è stata anche diffusa una lunga smentita redatta da Cavallo stesso in merito a quanto contenuto nel testo.

Sogno ammise poi il suo progetto di un "golpe liberale" contro la "coalizione moderata, gli intellettuali, le maggiori forze economiche-finanziarie e la Chiesa di Sinistra" che avrebbe previsto la formazione di un governo di emergenza. Nel 1997 ha rivelato lelenco del governo che avrebbe dovuto nascere e dei generali che aderirono al progetto, tra essi Giuseppe Santovito, allora a capo della Divisione meccanizzata "Folgore", poi del SISMI.

Sogno non fu mai membro dellOrganizzazione Gladio, la stay-behind paramilitare governativa creata dalla NATO nellambito dellOperazione Gladio, in funzione anticomunista e antisovietica e che avrebbe dovuto contraccare segretamente le forze del Patto di Varsavia, se avessero invaso i paesi occidentali, però venne nominato socio onorario di unassociazione reducistica di volontari stay-behind.

Convinto di giovare alla causa anticomunista, testimoniò, con Licio Gelli il maestro venerabile della P2 e Luigi Cavallo, in favore del faccendiere Michele Sindona che riteneva un perseguitato politico dalla "magistratura filocomunista" in uninchiesta svizzera per truffa bancaria e bancarotta, per evitare che gli Stati Uniti lo estradassero in Italia; in seguito si scopriranno le connivenze di Sindona con la mafia italoamericana. Sogno, come Gelli, pensava che Sindona non avrebbe ricevuto un equo processo per il reato di bancarotta e rischiasse di venire ucciso in carcere morirà per un caffè avvelenato nel supercarcere di Voghera.

Sogno affermò che

La causa della decisione di forzare la mano di Leone, fu lavvicinamento di ampi settori della sinistra democristiana e del PCI allarea di governo, convinzione nutrita da settori chiave dellesercito e da numerosi ex partigiani liberali, repubblicani, monarchici ed anche ex comunisti pentiti, dopo i fatti dUngheria.

Il progetto consisteva nel creare le basi per un governo di alternativa al rischio dellarrivo dei comunisti al governo. Secondo le parole dello stesso Sogno bisognava "riportare il Paese alla visione risorgimentale", per mezzo di unalleanza fra laici occidentali, cattolici liberali e socialisti antimarxisti, contro i comunisti del PCI ancora legati a doppio filo con il blocco sovietico e quelli della sinistra extraparlamentare, oltre che contro i neofascisti.

Secondo Indro Montanelli, laccusa di golpismo "era una delle tante "bufale" inventate in quegli anni caldi dalle Sinistre contro chi le avversava". Egli non volle mai una dittatura militare e pur non prendendo posizione ma sostanzialmente giustificando il golpe cileno di Pinochet, il suo modello rimase sempre de Gaulle, il generale che aveva garantito le libertà costituzionali in Francia pur dando una decisa svolta presidenziale con il suo carisma, e non i golpisti sudamericani. Lo stesso aggettivo "bianco" indicava principalmente il fatto che - nelle intenzioni di Sogno - sarebbe stata una svolta pacifica e incruenta, e lesercito avrebbe agito solo a scopo difensivo, come la citata riforma gollista francese o la rivoluzione dei garofani in Portogallo. Sogno ribadisce nel testamento che Violante sbagliò completamente bersaglio collegando il golpe bianco allo stragismo neofascista: il progetto esisteva, ma si trattava di "spingere Leone alla svolta gollista, non di mettere bombe", secondo lui molto poco rispetto allatmosfera degli anni di piombo e della strategia della tensione, con cui il golpe bianco non aveva nulla a che fare.

Sogno negherà anche sempre che il progetto degli ex appartenenti a Pace e Libertà prevedesse leliminazione fisica dei comunisti, come sostenne invece Norberto Bobbio, ma solo una guerra psicologica e segreta molto dura, paventando anche un rischio di licenziamento per gli operai FIAT che si candidassero in liste sindacali comuniste vicine alla CGIL e favorendo dagli anni 50 agli anni 70 quelli che si organizzavano in sindacati "democratici", come CISL e UIL. Dal momento della costituzione di Pace e Libertà fino a quello dei Comitati, i proclami anticomunisti erano assai simili a quelli del cattolico Luigi Gedda, più che a quelli dei gruppi di estrema destra.

Come lavvocato Vittorino Chiusano dichiarò ai magistrati, inizialmente Edgardo Sogno, alle soglie della pensione, desiderava rientrare in politica presentandosi nelle liste del Partito Liberale Italiano con lintenzione di recuperare i voti congelati a destra nel MSI-DN, per una possibile coalizione governativa di centro. Un legittimo quadro di discussione politica fu condotta da Luigi Cavallo sulle riforme del potere giudiziario, della difesa, delle Forze armate e dei Servizi segreti, contro la corruzione dilagante e gli sperperi e sugli illeciti finanziamenti ai partiti.

Sogno chiarirà più tardi anche i rapporti con lex comunista Roberto Dotti, accusato di essere stato membro attivo delle Brigate Rosse:

Il processo contro Sogno, Cavallo e Pacciardi si concluse qualche anno dopo con un proscioglimento pieno "per non aver commesso il fatto".



                                     

1.6. Biografia Gli ultimi anni

Uomo scomodo e ingombrante, era detestato da una larga parte della sinistra, ma poco amato anche dalla destra. Entrambi gli schieramenti non gli perdonavano lavversione per entrambe le ideologie dei totalitarismi novecenteschi, comunismo e fascismo, i cui eredi italiani sedevano su entrambe le sponde parlamentari in gran numero, oltre che per il sospetto di golpe e la sua amicizia con la famiglia Agnelli in particolare con lavvocato Gianni Agnelli e i vertici della FIAT.

Riottenne una certa notorietà negli ultimi anni della sua vita. Negli anni 80 si avvicinò a Bettino Craxi e al nuovo corso di "terza via" attuato dal Partito Socialista Italiano dopo il distacco dal marxismo avvenuto nel 1976. Scriverà anche sullAvanti! e su Mondoperaio.

Negli anni novanta, con Tangentopoli e il collasso del vecchio sistema politico, ebbe la sensazione che la sua speranza di unItalia gollista avrebbe potuto finalmente avverarsi. Si rimise perciò a scrivere con grande entusiasmo, pubblicò alcuni libri e fece altre battaglie politiche; scrisse su Il Giornale e su LIndipendente durante la direzione di Vittorio Feltri.

Tornò infine sulla scena politica nel 1996, candidandosi al Senato con Alleanza Nazionale a Cuneo ma, non eletto, si ritirò a vita privata, polemizzando con la presenza nelle istituzioni di ex appartenenti al PCI rimasti in politica, come Massimo DAlema, mentre la Commissione Mitrokhin indagava sui documenti resi pubblici riguardanti la collaborazione tra agenti segreti sovietici e alcuni rappresentanti politici italiani durante la guerra fredda.

Cardiopatico, morì nel 2000 dopo avere scritto una Lettera agli amici, che fu il suo testamento politico. Per decisione del governo di centrosinistra di Giuliano Amato, gli furono decretati funerali di Stato, che si svolsero a Torino, a cui parteciparono anche esponenti del governo, della cui maggioranza parlamentare era membro il Presidente della Camera Violante, il magistrato che lo aveva accusato di golpismo, e numerosi suoi vecchi nemici della sinistra postcomunista; al termine della cerimonia, la salma fu tumulata a Camandona.

Tra le dichiarazioni di ammirazione e ricordo dei politici, vi fu quella dellallora Presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, che lo descrisse, tra laltro, come una "figura di grande patriota, un liberale che ha onorato le tradizioni risorgimentali" ; venne ricordato anche da Furio Colombo, mentre lo scrittore Umberto Eco lo paragonò al personaggio di Sandokan e scrisse che "nel 43 aveva seguito il re a Brindisi, ma poi si era fatto paracadutare nel nord per organizzare la resistenza. Se Umberto avesse fatto come lui, avrebbe riscattato la monarchia dal tradimento del suo padre imbelle. Il coraggio di questa "Primula Azzurra" non è bastato. Nei decenni del dopoguerra Sogno è diventato il "prototipo del reazionario". Che importa? Così è stata la storia del nostro paese, piena di contraddizioni".

La moglie Anna 1923-2005, pittrice, le figlie Sofia n. 1951, moglie di Edoardo Rignon e Laura detta Nanina, costituirono con lex senatore del PSI Francesco Forte, una fondazione in suo onore, il Comitato per le Libertà "Edgardo Sogno" che svolse per un certo periodo alcune iniziative culturali.

                                     

2. Intitolazioni

Gli sono intitolate alcune vie, tra cui una a Varese e una a Milano; a Torino una lapide ne ricorda lopera. Una via è stata intitolata anche ad Alassio SV nel 2010, nellambito del ricordo delle vittime degli errori giudiziari accanto a una via dedicata ad Enzo Tortora, con una cerimonia alla presenza dei famigliari. Anche il Comune di Luino VA gli ha dedicato una piazzetta nel 2014.

                                     

3. Opere

  • La pietra e la polvere, Milano, Mursia, 1971.
  • Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al golpe bianco con Aldo Cazzullo, Milano, Mondadori, 2000, ISBN 88-04-48824-7. Ripubblicato nel 2010 per Sperling e Kupfer, con il titolo leggermente diverso Testamento di un anticomunista. Dalla Resistenza al golpe bianco: storia di un Italiano.
  • Due fronti. La grande polemica sulla guerra di Spagna, con Nino Isaia, Firenze, Liberal Libri, 1998. ISBN 88-8270-004-6.
  • La missione del CLNAI al Sud e gli accordi di Roma, in La cobelligeranza italiana nella lotta di liberazione dellEuropa. Atti del Convegno internazionale. Milano, 17-19 maggio 1984, Roma, FUSA, 1986.
  • Fuga da Brindisi e altri saggi. Uninterpretazione del secolo XX, Cuneo, LArciere, 1990.
  • La seconda repubblica, Firenze, Sansoni, 1974; 1975; 1977.
  • La storia, la politica, la istituzioni. Scritti sullantifascismo, sulla storiografia contemporanea e sulle riforme costituzionali, Soveria Mannelli, Rubbettino, 1999. ISBN 88-7284-788-5.
  • Il falso storico dellantifascismo comunista. Sulla revisione critica della storiografia resistenziale in Italia, Bologna, Analisi, 1994.
  • La grande svolta, Torino, Analisi, 1996.
  • De Gaulle. La spada appesa al filo, Milano, Bietti, 1997. ISBN 88-8248-005-4.
  • La minaccia comunista in Italia, Milano, Pace e libertà, 1953.
  • Lesperimento italiano di democrazia protetta. Conferenza tenuta il 6 aprile 1956 al Circolo dellUnione di Milano, Milano, Pace e libertà, 1956.
  • Guerra senza bandiera, Milano, Rizzoli, 1950; Milano, Mursia, 1970; Bologna, il Mulino, 1995. ISBN 88-15-04838-3.
  • Il golpe bianco, Milano, Edizioni dello Scorpione, 1978; Il Golpe bianco di Edgardo Sogno, a cura di Pietro di Muccio Macerata, Liberilibri, 2012. ISBN 978-88-95481-84-5.
  • La Ricostruzione dellesecutivo, Torino, Analisi, 1995.
  • Linsidia comunista della coesistenza. Discorso pronunciato a Reggio Emilia l8 dicembre 1955, Milano, Pace e libertà, 1956.
  • Per la libertà. Il contributo militare italiano al servizio informazioni alleato 8 settembre 1943-25 aprile 1945, con Luigi Marchesi e Carlo Milan, Milano, Mursia, 1995. ISBN 88-425-1822-0.
  • La croce e il rogo. Storia di fra Dolcino e Margherita, Milano, Mursia, 1974.
  • La grande utopia. I confini delleconomia, della natura, della morale, Milano, SugarCo, 1982.
  • La Franchi. Storia di unorganizzazione partigiana Bologna, il Mulino, 1996. ISBN 88-15-05177-5.
  • Controffensiva liberale per salvare la democrazia, Torino, Italia libera, 1975.
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