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ⓘ Levi ben Gershon



                                     

ⓘ Levi ben Gershon

Levi ben Gershon, conosciuto nellEuropa medievale col nome latinizzato di Gersonide, noto tra gli ebrei anche con lacronimo di Ralbag, è stato un filosofo, astronomo e matematico francese, teologo e talmudista ebreo della Languedoc, figlio di Gerson ben Solomon Catalan, uno degli ultimi e più importanti Rishonim vissuti nel Medioevo.

Oltre alla sua attività scientifica negli studi matematico-astronomici, Gersonide è stato uno dei protagonisti del pensiero ebraico medievale, operando come esegeta dei testi sacri ebraici e unificatore del sistema filosofico di Maimonide con laristotelismo di Averroè.

                                     

1. Biografia

Come nel caso di altri filosofi medievali ebrei, scarseggiano dati certi sulla vita di ben Gershon. La sua famiglia si era distinta per la pietà e labilità esegetica nel Talmud, ma anche se conosciuto nella comunità ebraica per i suoi commentari di alcuni libri del Tanakh, Gersonide non sembra abbia mai assunto alcuna posizione rabbinica. È stato suggerito che lunicità delle sue opinioni potrebbe aver ostacolato il suo progredire nella carriera di rabbino. Si sa comunque che soggiornò ad Avignone e a Orange, e si ritiene sia morto nel 1344, sebbene il rabbino Abraham Zacuto affermi che morì a Perpignan nel 1370.

                                     

2.1. Opere Opere filosofiche e religiose

Alcuni suoi scritti sono commentari sulle porzioni di Aristotele allora conosciute, o piuttosto di commentari sui commentari di Averroè. Alcuni di questi sono stampati nelle prime edizioni in latino delle opere di Aristotele. Il trattato più importante di Ralbag, quello per cui ha un posto nella storia della filosofia, si intitola Sefer Milhamot Ha-Shem, "Le Guerre del Signore" e gli ci sono voluti dodici anni per comporlo 1317-1329. Una parte, contenente un elaborato di astronomia come allora conosciuta dagli arabi, è stata tradotta in latino nel 1342 su richiesta di Papa Clemente VI.

Le guerre del Signore è modellato sulla struttura della grande opera di filosofia ebraica, la Guida dei perplessi di Mosè Maimonide. Può essere considerata come una critica della presenza, in Maimonide, di alcuni elementi di sincretismo tra aristotelismo e pensiero rabbinico. Il trattato di Ralbag rispetta scrupolosamente il pensiero aristotelico. Lopera Guerre del Signore esamina:

1. La dottrina dellanima, in cui Gersonide difende la teoria della ragione impersonale come mediazione tra Dio e luomo, e spiega la formazione della ragione superiore o intelletto acquisito, come veniva chiamato nellumanità - la sua opinione essendo accuratamente realista e simile a quella di Avicebron; 2. La profezia; 3. e 4. La conoscenza che Dio ha dei fatti e la provvidenza, dove viene proposta la teoria che Dio non conosce fatti individuali. Mentre vi è generale provvidenza per tutti, la speciale provvidenza si estende solo a coloro la cui ragione è stata illuminata; 5. Le sostanze celesti, dove si tratta della strana gerarchia spirituale che i filosofi ebrei del Medioevo avevano accettato dai neoplatonici e da Pseudo-Dionigi lAreopagita, e dove si dà anche, insieme a dettagli astronomici, gran parte della teoria astrologica; e 6. La Creazione e i miracoli, rispetto ai quali Gersonide si discosta molto dalla posizione di Maimonide.

Gersonide è stato anche lautore di un commentario sul Pentateuco e di altre opere esegetiche e scientifiche.

                                     

2.2. Opere Opinioni su Dio e onniscienza

Il teologo ebreo Louis Jacobs sostiene che, in contrasto con la teologia affermata da altri pensatori ebrei, Gersonide ritiene che Dio non abbia prescienza completa degli atti umani. "Gersonide, disturbato dalla vecchia questione su come la prescienza di Dio sia compatibile con la libertà umana, sostiene che ciò che Dio sa in anticipo sono tutte le scelte aperte a ogni individuo. Dio non sa, tuttavia, quale scelta lindividuo, nella sua libertà, possa compiere."

Altro ebreo neoclassico sostenitore dellonniscienza auto-limitata era Abraham ibn Daud. "Mentre i precedenti filosofi ebrei estendevano lonniscienza di Dio fino a includere i liberi atti delluomo, e avevano sostenuto che lumana libertà di decisione non era influenzata dalla divina prescienza dei suoi risultati, Ibn Daud, evidentemente seguendo Alessandro dAfrodisia, esclude lazione umana dalla prescienza divina. Afferma che Dio limitò la sua onniscienza, come ha anche limitato la sua onnipotenza nei confronti degli atti umani".

"Lidea che Dio non ha prescienza di decisioni morali, come è stata avanzata da Ibn Daud e da Gersonide, non è così isolata come indica il rabbino J. David Bleich, e gode del sostegno di due altamente rispettati Acharonim, Rabbi Isaia Horowitz Sela haKadosh e Rabbi Chaim ibn Attar Or haHayim haKadosh. Il primo asserisce il punto di vista che Dio non può sapere quale scelte morali le persone possano fare, ma ciò non compromette la Sua perfezione. Il secondo ritiene che Dio possa conoscere il futuro se lo desiderasse, ma si astiene deliberatamente dallusare questa abilità al fine di evitare il conflitto con il libero arbitrio."

Rabbi Isaia Horowitz spiega lapparente paradosso insito in questa posizione citando la lantco interrogativo: "Può Dio creare un masso così pesante da non poterlo sollevare?" Afferma che non possiamo accettare il libero arbitrio come creazione di Dio e contemporaneamente dubitarne la compatibilità logica con la Sua onnipotenza.



                                     

2.3. Opere Opinioni sullaldilà

Gersonide postula che le anime delle persone sono composte da due parti: un intelletto materiale, o umano, e un intelletto acquisito, o agente. Lintelletto materiale è insito in ogni persona, e dà alle persone la capacità di capire e imparare. Questo intelletto materiale è mortale, e muore con il corpo. Tuttavia, Ralbag afferma che lanima ha anche un intelletto acquisito. Questo sopravvive alla morte, e può contenere il sapere accumulato che la persona ha acquisito durante la propria vita. Il filosofo Seymour Feldman sottolinea che per Gersonide, "luomo è immortale se egli raggiunge la perfezione intellettuale che gli è permessa. Ciò significa che luomo diventa immortale solo se acquisisce la conoscenza di ciò che può conoscere in linea di principio, ad esempio la matematica le scienze naturali. Questa conoscenza sopravvive alla sua morte corporale e costituisce la sua immortalità."

                                     

2.4. Opere Opere di matematica e astronomia/astrologia

Gersonide ha scritto Maaseh Hoshev nel 1321, occupandosi di operazioni aritmetiche tra cui lestrazione della radice quadrata e di quella cubica, le diverse identità algebriche, determinate somme ivi comprese le somme di interi consecutivi, quadrati e cubi, coefficienti binomiali e semplici identità combinatorie. Il lavoro è notevole per luso anticipato delle dimostrazioni per induzione matematica, e il lavoro pionieristico in calcolo combinatorio. Il titolo Maaseh Hoshev significa letteralmente un"Opera di calcolo", ma è anche un gioco di parole su una frase biblica che significa "lavoro intelligente". Maaseh Hoshev viene talvolta erroneamente indicato come Sefer Hamispar "Il libro dei numeri", che è un lavoro precedente e meno sofisticato, scritto da Rabbi Meir ben Abraham Ibn Ezra 1090-1167. Nel 1342, Gersonide scrisse Su seni, corde e archi, che esamina la trigonometria, dimostrando in particolare il Teorema dei seni per i triangoli piani e presentando tavole trigonometriche di cinque cifre.

Un anno più tardi, su richiesta del vescovo di Meaux, Ralbag scrisse l Armonia dei numeri, in cui considera un problema di Philippe de Vitry che trattava dei cosiddetti numeri armonici, che hanno la forma 2 m 3 n. Il problema era quello di caratterizzare tutte le coppie di numeri armonici che differiscono di 1. Gersonide ha dimostrato che ci sono solo quattro coppie di questo tipo: 1.2, 2.3, 3.4 e 8.9.

Ralbag è riconosciuto come inventore del Bastone di Giacobbe vedi immagine a destra, uno strumento per misurare la distanza angolare tra i corpi celesti. È descritto come composto da

Gersonide osservò uneclissi solare il 3 marzo 1337. Dopo averla osservata, propose una nuova teoria del Sole che poi verificò con ulteriori osservazioni. Unaltra eclisse osservata da Ralbag è stata leclisse di Luna del 3 ottobre 1335. In base a questa, descrisse un modello geometrico per il movimento della Luna e fece altre osservazioni astronomiche della Luna, Sole e pianeti utilizzando una camera oscura.

Alcune delle sue convinzioni erano alquanto lontane dalla verità, come la sua convinzione che la Via Lattea fosse sulla sfera delle stelle fisse e splendesse di luce riflessa del Sole. Gersonide è stato comunque il primo matematico noto per aver utilizzato la tecnica di induzione matematica in modo sistematico e cosciente, ed ha anticipato la teoria dellerrore di Galileo.

Il cratere lunare Rabbi Levi è intitolato a suo nome.

Gersonide riteneva che lastrologia fosse reale, e ha quindi sviluppato una spiegazione naturalistica, non-soprannaturale, di come possa funzionare. Il filosofo ebreo Julius Guttman ha spiegato che per Gersonide lastrologia era:

                                     

3. Stima delle distanze stellari e confutazione del modello tolemaico

Gersonide è lunico astronomo prima dei tempi moderni ad aver valutato correttamente le distanze stellari. Mentre tutti gli altri astronomi ponevano le stelle su una sfera rotante appena oltre i pianeti esterni, Gersonide stimò la distanza delle stelle come dieci miliardi di volte maggiore, nellordine di 100 anni luce in unità moderne.

Utilizzando dati raccolti dalle sue personali osservazioni, Gersonide ha confutato il modello di Tolomeo in quella che il noto fisico Yuval Neeman ha considerato come "una delle intuizioni più importanti nella storia della scienza, di solito dimenticata nel raccontare la storia della transizione dalle correzioni epicicloidali al modello geocentrico fino al modello eliocentrico copernicano". Neeman sostiene che dopo che Gersonide esaminò il modello di Tolomeo con i suoi epicicli, si rese conto che poteva essere verificato misurando i cambiamenti nella luminosità apparente di Marte e ricercando i cambiamenti ciclici lungo gli epicicli congetturati. Questo quindi cessò di essere un dogma, diventando invece una teoria da verificare sperimentalmente, "à la Popper".

I risultati delle sue osservazioni non si adattavano per niente al modello di Tolomeo. Gersonide concluse che il modello non era buono. Provò senza successo a migliorarlo. Questo problema fu finalmente risolto da Copernico tre secoli più tardi, ma Gersonide è stato il primo e unico a falsificare il dogma alessandrino - il primo esempio di falsificazione che si conosca nella filosofia moderna. Ralbag ha anche mostrato che il modello di Tolomeo per lorbita lunare, sebbene riproduca correttamente levoluzione della posizione lunare, fallisce completamente nel predire le dimensioni apparenti della Luna nel suo moto. Purtroppo, non vi è alcuna prova che tali risultati abbiano avuto un impatto sulle generazioni successive di astronomi, nonostante gli scritti di Gersonide fossero stati tradotti e disponibili.



                                     

4. Opere talmudiche

  • Shaarei Tsedek pubblicato a Livorno, 1800: commentario delle 13 regole halakhiche della Tanna, RYishmael;
  • Commentario del Trattato Berachos ;
  • Mechokek Safun, interpretazione di materiale aggadico nel V capitolo del Trattato Bava Basra ;
  • Due responsa.

Solo la prima opera esiste ancora.

                                     

5. Nella narrativa moderna

Gersonide è un importante personaggio nel romanzo Il sogno di Scipione di Iain Pears, dove è rappresentato come il mentore di Olivier de Noyen, un poeta e intellettuale non-ebreo. Un incontro fittizio tra Gersonide e Papa Clemente VI ad Avignone durante la Peste Nera, è uno degli episodi principali della storia narrata nel romanzo.

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