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ⓘ Apparecchio ortodontico



Apparecchio ortodontico
                                     

ⓘ Apparecchio ortodontico

L apparecchio ortodontico è una protesi o dispositivo medico con il quale lortodontista riesce ad allineare i denti, al fine di ottenere una masticazione corretta, una migliore igiene orale e una migliore estetica del sorriso.

                                     

1.1. Storia Antichità

Secondo studiosi e storici, gli apparecchi ortodontici risalgono ai tempi antichi. Intorno al 400-300 a.C. Ippocrate e Aristotele contemplavano modi per rafforzare i denti e stabilire varie condizioni dentali. Gli archeologi hanno scoperto numerosi individui antichi mummificati con qualcosa che pare un nastro metallico avvolto intorno ai loro denti. Il catgut, un tipo di corda fatto di fibre naturali o dintestino di animali, giocava un ruolo analogo allattuale filo ortodontico nel chiudere gli spazi fra i denti e la bocca. Gli Etruschi seppellivano i loro morti con apparecchi dentali in posizione tale da mantenere spazio e prevenire il collasso dei denti nella vita ultraterrena. Una tomba romana venne rinvenuta con un numero di denti "legati" con un filo doro. Il filosofo e medico romano Aulo Cornelio Celso per primo scrisse sul trattamento dei denti con la pressione delle dita. Sfortunatamente, a causa dellassenza di prove, della scarsa conservazione dei corpi e della rudimentale tecnologia, furono effettuate poche ricerche sugli apparecchi ortodontici fino al XVII secolo, sebbene lodontoiatria come professione stesse allora facendo grandi progressi.

                                     

1.2. Storia XVIII secolo

Lortodonzia vera e propria nacque e iniziò a svilupparsi nei secoli XVIII e XIX. Nel 1728 il dentista francese Pierre Fauchard, cui si attribuisce spesso linvenzione della moderna ortodonzia, pubblicò un libro intitolato The Surgeon Dentist Il chirurgo dentista sui metodi per raddrizzare i denti. Fauchard, nella sua pratica, usava un apparecchio chiamato "Bandeau", un pezzo di ferro a forma di ferro di cavallo che aiutava lespansione dellarco dentale. Nel 1754 un altro dentista francese, Louis Bourdet, dentista del re di Francia, seguì lesempio di Fauchard con Larte del dentista, un libro che dedicava un capitolo allallineamento dei denti. Egli perfezionò il "Bandeau" e fu il primo dentista riconosciuto a raccomandare lestrazione dei premolari per alleviare laffollamento dentale e migliorare la crescita della mascella.

                                     

1.3. Storia XIX secolo

Sebbene il raddrizzamento del palato e/o stiramento fosse utilizzato per migliorare lallineamento dei rimanenti denti e sia stato praticato fin dai primi tempi, lortodonzia, come scienza a sé, non esistette fino a metà del XIX secolo. Molti importanti dentisti migliorarono gli apparecchi ortodontici con strumenti e attrezzi specifici. Nel 1819 Delabarre introdusse il sostegno a filo, che segnò la nascita della ortodonzia contemporanea, e gomma elastica fu impiegata per la prima volta nel 1843 da Maynard. Tucker fu il primo a tagliare nastri da tubi gomma nel 1850. Dentisti, scrittori, artisti e lo scultore Norman William Kingsley scrissero il primo articolo sullortodonzia nel 1858 e nel 1880 fu pubblicato il libro di Kingsley A Treatise on the Irregularities of the Teeth and Their Corrections.

                                     

1.4. Storia XX secolo

Allinizio del XX secolo Edward Angle definì il primo, semplice sistema di classificazione per la cattiva occlusione, che è ancora in vigore oggi presso i dentisti per descrivere come sono storti i denti, dove puntano i denti e come i denti si adattano reciprocamente. Angle contribuì grandemente ai progetti ortodontici ed alla realizzazione di apparecchi ortodontici, operando numerose semplificazioni. Nel 1907 fondò la prima rivista di ortodonzia. Altre innovazioni in ortodonzia nel tardo XIX secolo e agli inizi del novecento comprendono il primo testo di ortodonzia per bambini, pubblicato da by J.J. Guilford nel 1889, e luso della gomma elastica, di cui fu pioniere Calvin S. Case con Henry Albert Baker.

                                     

2.1. Tipi di apparecchi ortodontici Apparecchi ortodontici fissi

Vengono usati per curare i disallineamenti, in quanto riescono a spostare i denti nella direzione voluta dallortodonzia. Vengono spesso usati nellultima fase o finishing. Complicano però ligiene orale, perché sono formati da vari fili in materiale metallico, elastici, attacchi bracket, tubi o bande sui molari, che aumentano la difficoltà a rimuovere correttamente dai denti la placca batterica e rendono problematico luso del filo interdentale. Spesso è consigliato luso di altri strumenti quale lidropulsore, grazie a cui, spruzzando sottili getti dacqua fra i denti, si riesce a togliere buona parte dei residui di cibo. È talvolta raccomandato inoltre luso del collutorio dopo lo spazzolino, perché, oltre a migliorare lalito, si aumenta la protezione dalla carie. Quando si ha lapparecchio bisognerebbe cercare di evitare cibi come gomme americane, caramelle dure o appiccicose, cibi gommosi o impegnativi da masticare.

Lapparecchio fisso è costituito da placchette dette anche piastrine, piastrelle o bracket che tengono fermo il filo o arco ortodontico, metallico, il mezzo principale nel raddrizzamento dei denti. Oggi esistono, per ragioni estetiche, bracket in ceramica o in composito che si avvicinano al colore naturale dei denti, oppure esistono bracket che vengono applicati sulla superficie interna dei denti, risultando quasi invisibili dallesterno. Sui molari normalmente i bracket non vengono applicati direttamente sullo smalto dei denti, ma ad anelli metallici detti bande che abbracciano la corona dentaria. In alcuni casi leffetto ortodontico non si può ottenere solo con luso dellarco ortodontico, ma è necessaria lapplicazione di elastici che servono ad ottenere lo spostamento degli elementi dentari. Altra componente dellapparecchio sono i ganci, situati presso le placchette dei canini, dei premolari e dei molari, sui quali si agganciano gli elastici. Il filo è tenuto in sede nei bracket da legature metalliche o elastiche, che ne permettono più o meno lo scorrimento a seconda della tecnica ortodontica utilizzata. Esiste infine un tipo di bracket, detto autolegante o di bassa frizione, nel quale non si usano legature poiché è studiato per incastrare larco e trattenerlo in sede con una sorta di sportellino.



                                     

2.2. Tipi di apparecchi ortodontici Apparecchi mobili

Vengono invece usati per la correzione di malocclusioni più gravi e per le disformosi dento-facciali; permettono movimenti limitati dei denti, generati da viti, molle e archi, ma permettono un riequilibrio armonico del terzo inferiore del volto dal punto di vista funzionale ed estetico, in quanto ottengono non solo un effetto ortodontico, cioè legato al movimento dei denti, ma anche ortopedico, in quanto correggono e guidano la crescita delle basi ossee.

Gli apparecchi mobili sono principalmente utilizzati in ortodonzia intercettiva per modificare abitudini errate e comportamenti scorretti ad esempio il succhiamento del dito durante letà evolutiva.

Gli apparecchi mobili funzionali e ortopedici, influiscono positivamente sulle crescita e sullo sviluppo delle arcate e dei mascellari, agendo sia sulla componente ossea che quella muscolare, cosa che lapparecchio fisso non può fare. Hanno un costo generalmente inferiore rispetto agli apparecchi fissi, vengono preparati direttamente in laboratorio, e, al contrario di quelli fissi, non richiedono una particolare attrezzatura per essere regolati, esigendo invece una conoscenza più approfondita dellapparato stomatognatico. Un grande vantaggio è che non creano difficoltà nelligiene orale, poiché quando si mangia debbono essere tolti.

Da qualche anno vengono utilizzati altri apparecchi mobili trasparenti chiamati maschere o più genericamente bite in inglese morso. Vengono fabbricati per qualsiasi tipo di arcata dentale ed essendo trasparenti non alterano in maniera importante lestetica del sorriso durante il trattamento. Si tratta di bite abbastanza leggeri, temporanei, cambiati mediamente ogni 2-4 settimane durante la cura, che progressivamente consentono di far ritrovare ai denti la giusta posizione. Con questi tipi di apparecchi è possibile trattare anche casi funzionali attraverso movimenti radicolari.



                                     

2.3. Tipi di apparecchi ortodontici Apparecchi pre-trattamento

Di tipologia sia fissa che mobile, servono per eseguire lespansione del palato o il mantenimento in avanti della mandibola, cosa che gli apparecchi normali non sono in grado di fare.

  • L holding arch, sia superiore che inferiore, è un apparecchio per palato e lingua che non permette ai denti di spostarsi in avanti e li mantiene nella loro posizione, fornendo spazio sufficiente ai fini terapeutici. Viene applicato ai piccoli pazienti prima che spuntino i denti permanenti, in modo da ridurre la necessità di cure in età più adulta.
  • Il bionatore serve a raddrizzare gli incisivi a chiusura bassa, portandoli nella giusta posizione, ed è di tipo mobile: fa prendere ai denti la posizione voluta. È costituito da una grossa placca colorata in plastica che prende la forma dei denti, ma ha uno speciale rialzo in grado di mantenere rialzati gli incisivi.
  • Il baffo o maschera facciale in inglese Headgear, serve a distalizzare e stabilizzare i molari, e va tenuto per circa 14-16 ore al giorno in media. Esistono quattro tipi di Headgear: uno detto Baffo, il più usato, che agisce in orizzontale e passa dietro il collo; uno che agisce più verticalmente, e passa dietro alla parte superiore della nuca; uno composto da entrambe queste tipologie di baffo; e uno che agisce per mezzo di elastici che vengono attaccati alle protuberanze della maschera.
  • Le Molle a Spirale in inglese coil springs si inseriscono sul filo tra una placchetta e laltra. Sono delle speciali molle che allargano lo spazio tra i due denti.
  • L apparecchio di Herbst, detto a volte popolarmente ranocchia, è costituito da un apparecchio palatale e da uno linguale per stabilizzare i denti e da due sporgenze metalliche, simili alle zampe di una ranocchia. Si monta quando si ha un overbite denti superiori troppo in avanti le due sporgenze mantengono la mandibola in avanti. Si cerca di usarlo il meno possibile, in quanto le sporgenze tagliano facilmente la gengiva e trattengono il cibo. Va tenuto circa un anno, e si mette solo ai ragazzi che hanno dei problemi a portare gli elastici nellapparecchio ortodontico.
  • Lapparecchio del pendolo, pendulum è usato nei casi più complessi, quando i molari superiori hanno lampiezza dellarco minore di quelli inferiori e il palato è troppo piccolo. In una prima fase, viene espanso il palato col sistema della chiave dellespansore; in un secondo momento, vengono sganciate due alette che stanno affiancate ai denti, e vengono spinti indietro per garantire uno spazio maggiore.
  • Il principale è lapparecchio posto sul palato, chiamato espansore, che consiste in una placca palatale in metallo con al centro un forellino nel quale devessere inserita una chiavetta per ottenere lespansione, con una frequenza stabilita dallortodontista, che può variare dai 7 giorni al mese. Con lespansione dellapparecchio si ottiene unespansione palatale che permette spesso di ottenere lo spazio in più necessario al riallineamento dentario. Questapparecchio provoca difficoltà nel mangiare, in quanto parte del cibo consumato si può incastrare nello spazio tra il palato e lapparecchio, e ciò rende necessaria una pulizia accurata con uno scovolino.
  • Alcuni trattamenti ortodontici prevedono luso di impianti endoossei, utilizzati come ancoraggio fisso per ottenere più facilmente i movimenti dentari per mezzo di elastici. Sono chiamati miniscrew. In poche parole, piccole viti vengono posizionate nellosso alveolare del paziente, con la funzione di ancoraggi. Ad esse saranno ancorati degli elastici, che serviranno ad ottenere i movimenti dentari richiesti dalla terapia.
  • Il tongue crib è un apparecchio che si applica al palato e consiste in due bracci che passano internamente, affiancati ai denti, e terminano con una sporgenza metallica. Viene utilizzato solo sui pazienti in cui la pressione della lingua tende a spingere eccessivamente in avanti i denti inferiori.
  • Il quad helix si mette quando larcata dentaria superiore è di minore ampiezza di quella inferiore. Consiste in una struttura metallica relativamente poco ingombrante ai lati del palato e agisce come una molla, che lo espande.
  • Esistono inoltre delle molle, utilizzate in certi casi in sostituzione degli elastici. Al contrario di questi però esse non vengono applicate sui ganci, ma sul filo.
                                     

3. Fase di mantenimento

Terminata la cura attiva, il mantenimento della posizione raggiunta con lortodonzia necessita, nel caso il paziente sia adulto e sia quindi alto il pericolo di recidive ritorno dei denti nella posizione originaria a causa dei legamenti che conservano un certo effetto memoria, una contenzione fissa interna solitamente tramite un filo di acciaio ortodontico intrecciato - così da resistere meglio alle forze in atto - che viene fissato con una goccia di resina sulla parete interna dei denti della stessa arcata, di solito tra i due canini. Se questo è comune per le arcate inferiori, per quelle superiori - dove vi sarebbe un maggior rischio di creare una contenzione toccata durante la masticazione dai denti dellarcata inferiore, logorandoli - si procede talvolta con una contenzione mobile che può essere mantenuta in posizione continuamente di giorno e di notte, togliendola solo per mangiare e per la necessaria pulizia orale. Su parere dellortodontista, dipendente da come il paziente risponde alla cura e dal rischio di recidive, il bite di contenzione mobile può talvolta essere indossato solo la notte e, dopo un certo tempo solitamente qualche anno, grazie alla stabilizzazione dei legamenti dei denti la cui posizione è stata così definitivamente corretta, non è più necessario il suo utilizzo. Il periodo di contenzione dei denti varia molto da caso a caso: lortodontista valuta in base alla gravità della malocclusione iniziale il tempo necessario per stabilizzare le arcate, ricordando sempre che i denti continueranno a muoversi per tutta la vita sotto linflusso delle forze muscolari o delle parafunzioni.

                                     

4. Limiti dellortodonzia negli adulti

Secondo alcune opinioni, eredi di un retaggio culturale e scientifico in via di aggiornamento, lortodonzia negli adulti non potrebbe cambiare di posto agli alveoli dei denti ma può unicamente agire sforzando lelasticità del legamento parodontale che collega ogni dente al suo alveolo; di modo che gli alveoli rimarrebbero sempre allo stesso posto nella mandibola anche alla fine del lavoro ortodontico; benché sia proprio la posizione degli alveoli a determinare la malposizione e lasimmetria dei denti e delle arcate. Questa notevole limitazione comporterebbe che i denti adulti su cui interviene lortodonzia potrebbero essere solo inclinati e ruotati rispetto ai loro alveoli nei limiti dello spazio disponibile nelle rispettive arcate e determinando spostamenti apprensibili soprattutto a livello delle corone dentali. Pertanto la terapia ortodontica delladulto risulterebbe essere principalmente un intervento estetico. La sperimentazione sta però facendo progressi sostanziali con grande rapidità ed è stato già dimostrato scientificamente che spostamenti radicolari di almeno 2.25mm dei denti molari mascellari sono possibili addirittura con allineatori trasparenti.

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