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ⓘ Emanuele Annoni



Emanuele Annoni
                                     

ⓘ Emanuele Annoni

Emanuele Annoni è stato un generale e aviatore italiano. Asso pluridecorato della Regia Aeronautica partecipò alla seconda guerra mondiale conseguendo 9 vittorie aeree individuali e 10 in collaborazione.

                                     

1. Biografia

Nacque a Milano il 19 aprile 1916, figlio di Vittorio, entrò allAccademia Aeronautica di Caserta, corso Rex, nel 1936. Nel febbraio 1939 consegue il brevetto di pilota militare, venendo assegnato alla 96ª Squadriglia, 9º Gruppo, del 4º Stormo Caccia Terrestre, equipaggiata con i caccia Fiat C.R.42 Falco, di stanza sullaeroporto di Gorizia. Con lentrata in guerra dellItalia, avvenuta il 10 giugno 1940, il suo reparto iniziò ad operare sul fronte occidentale, contro la Francia. Dal luglio dello stesso anno il reparto fu trasferito a sud, eseguendo missioni su Malta e in Africa settentrionale. Nel mese di dicembre, stante le gravissime perdite subite, il 9º Gruppo rientrò in Italia per riequipaggiarsi a Gorizia sui nuovi monoplani Aermacchi C.200 Saetta. Nellaprile 1941 partecipò al breve ciclo di operazioni contro la Jugoslavia. Gli aerei del 9º Gruppo operarono dalla base aerea di Pola Istria, eseguendo missioni di scorta bombardieri e mitragliamento sulle basi dellaviazione jugoslava. Poco tempo dopo il 9º Gruppo fu il primo reparto a eseguire la transizione sul caccia Aermacchi C.202 Folgore sullaeroporto di Gorizia, iniziando, verso la fine del mese di settembre, le operazioni nei cieli del Mediterraneo centrale e di Malta, operando dalla base di Comiso. Durante unazione di mitragliamento sullaeroporto di Luqa, Malta, eseguita il 14 ottobre, il suo aereo venne gravemente danneggiato da un caccia Hawker Hurricane, e solo lintervento di un altro C.202, che abbatté il velivolo avversario, gli consentì di ritornare alla base. Il 22 novembre rivendicò la sua prima vittoria in un combattimento aereo, un Hawker Hurricane colpito nei pressi di Malta. Il giorno dopo il suo reparto venne trasferito in Africa settentrionale, iniziando immediatamente le operazioni belliche. Il 26 novembre ottenne la sua prima vittoria certa abbattendo un Hurricane tra Sidi Rezegh e Gambut. Il 1º dicembre abbatté un Curtiss P-40 del No.250 Squadron nella zona di Bir el Gobi, mentre il 10 maggio 1942 rivendicò labbattimento di un Supermarine Spitfire nei cieli di Malta. Il 31 maggio nuova vittoria a spese di uno Spitfire del No.112 Squadron. Il 6 giugno sostituì il capitano Ezio Viglione al comando della 96ª Squadriglia.

Nel mese di settembre il suo reparto ricevette la visita, sullaeroporto di Fuka, dellasso tedesco Hans Joachim Marseille che volle provare a pilotare un C.202. Annoni gli cedette il suo, ma Marseille glielo danneggiò gravemente durante latterraggio. Il 9 ottobre abbatte due aerei, un P-40 della South African Air Force nella zona di Qutefiya e uno Spitfire del No.92 Squadron. Il 24 ottobre, in collaborazione con altri piloti, abbatte un caccia P-40 del No.5 SAAF Squadron e un bombardiere Martin Baltimore del No.223 Squadron. Dopo la sconfitta di El Alamein il 4º Stormo effettuò numerosissime missioni di copertura alle truppe italo-tedesche in fase di ritirata. Durante queste operazioni, il 13 novembre, distrusse un P-40 del No.2 SAAF Squadron. Il 15 gennaio 1943 fu promosso capitano, e in quello stesso mese il 4º Stormo rientrò in Italia per riequipaggiarsi con i nuovi Aermacchi C.205 Veltro, suddividendosi tra gli aeroporti di Furbara, Cerveteri e Ciampino. In vista della probabile invasione dellItalia, alla fine del mese di giugno lo Stormo si riposizionò in Sicilia, sugli aeroporti di Sigonella, Finocchiara e San Salvatore Scordia. Nel mese di luglio gli anglo-americani effettuarono lSbarco in Sicilia, dando il via allinvasione del continente europeo, con lobiettivo dichiarato di costringere lItalia alla resa. Durante i furiosi combattimenti che seguirono allo sbarco, abbatté uno Spitfire in collaborazione e probabilmente due P-40. Impossibilitato a contrapporsi efficacemente al nemico, stante la netta superiorità numerica di questultimo, lo Stormo venne arretrato a Crotone, per opporsi al previsto sbarco alleato in Calabria.

Allatto dellarmistizio di Cassibile, l8 settembre 1943, il 4º Stormo si trasferì sullaeroporto di Gioia del Colle, in Puglia, da dove ben presto iniziò ad operare contro i tedeschi nellambito dellItalian Co-Belligerent Air Force. Il 25 settembre egli abbatté un caccia Messerschmitt Bf.109G appartenente alla III Gruppe dello Jagdgeschwader 27. Nel 1944 fu promosso maggiore, assumendo il comando del 9º Gruppo. In quello stesso periodo gli anglo-americani riequipaggiarono il 4º Stormo con i caccia Bell P-39Q Airacobra, e con questo aereo, potentemente armato, lo Stormo operò in azioni di attacco al suolo e bombardamento. Tra il settembre 1944 e laprile 1945 i gruppi di volo del 4º Stormo attaccarono i reparti della Wehrmacht che si travano ritirando dalla Grecia, attraverso lAlbania, per raggiungere la Croazia e la Bosnia centrosettentrionale.

Dopo la fine della guerra ricoprì diversi, importanti incarichi per lo Stato Maggiore dellAeronautica Militare. Fu Capo Ufficio Operazioni del 4º Stormo basato a Napoli-Capodichino, e poi comandante del 6º Gruppo della 4ª Aerobrigata, equipaggiato con i cacciabombardieri De Havilland DH.100 Vampire, e poi della stessa Aerobrigata. Il 1º febbraio 1972 sostituì il generale di squadra aerea Oreste Genta al comando della 3ª Regione Aerea. Dal 25 marzo 1975 al 17 giugno 1976 fu direttore del Centro alti studi per la difesa CASD. Il 23 novembre 1988 fu nominato membro della Commissione di Inchiesta sullincidente di Ustica instituita dalla Presidenza del Consiglio. Presidente della Commissione fu nominato il dottor Carlo Maria Pratis, mentre gli altri membri furono il generale Alessandro DAlessandro, lambasciatore Egidio Ortona, il professor Luigi Pascale, lammiraglio Ugo Pizzarelli e il professor Carlo Buongiorno. Fino al 20 gennaio 2002 rivestì un ruolo di rilievo, vicepresidente, dellUnione Nazionale Ufficiali in Congedo dItalia con sede a Roma. Si spense nella capitale nel dicembre 2004.

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