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ⓘ Guerra santa




Guerra santa
                                     

ⓘ Guerra santa

La guerra santa è unazione o un complesso di manovre strategiche militari, ed in genere una vera e propria guerra alla quale siano attribuite finalità di salvaguardia di valori religiosi. Nonostante la prevalenza delluso che se ne fa per iperbole nel comune conversare, lespressione ha nella storia ben precisi significati e riferimenti.

                                     

1. La santità della guerra

In tutte le epoche luomo ha dordinario manifestato spontanea riluttanza a partecipare in prima persona a conflitti bellici, anche ovviamente per la palese consapevolezza dei gravi rischi connessi, ed è pertanto sempre stata cura dei promotori delle guerre il fornire motivazioni di forte rilievo morale per poter conseguire consenso intorno alle azioni proposte, al fine di poter contare su forze armate efficacemente determinate a conseguire la vittoria.

Oltre ai motivi ideali, si è verificata più volte nel corso della storia la necessità di ricorrere a suggestioni più profonde anche per eliminare le resistenze etiche che minavano il consenso.

Con lo sviluppo delle religioni rivelate, che, proponendo modelli comportamentali universalistici, vedono nel proselitismo una sicura via di salvezza per ogni uomo e ogni comunità, il richiamo morale si è fatto più facile da inoltrare. Se esiste una via e soltanto una per la salvezza, quella rivelata ad Abramo, Mosè e poi da Gesù Cristo oppure a Maometto la diffusione della via per la salvezza diventa un dovere.

Laffermazione della "santità", anche solo della "liceità" di una guerra, assolve dunque alla funzione di nobilitare la motivazione guerresca e di garantire preventivamente al soldato la liceità di quanto sta per compiere. Analoga alla non imputabilità giuridica del soldato che uccide, sorge dunque la discriminante religiosa, per la quale nemmeno la Legge di Dio è stata violata se la guerra risponde allinteresse della religione. Questa attribuzione viene appunto rilasciata dallautorità religiosa, a volte con enfatica determinazione, ma più spesso con implicito avallo, a seguito di specifiche interpretazioni dei rispettivi riferimenti teologici della sistematizzazione interpretativa posteriore ma anche scritturali, cioè quelli esplicitamente rintracciabili nel libro sacro, ove possibile. In genere, lesegesi a ciò finalizzata produce il risultato che "a talune condizioni" la guerra sarebbe un "male minore", un "necessario sacrificio" e un doveroso intervento comunque ben gradito al Signore; coloro che si rivolgono con approccio critico verso simili sinergie fra autorità religiose e politiche, non mancano però di sottolineare la variabile elasticità interpretativa delle rispettive Scritture.

Gli Ebrei, che inaugurano la prima religione monoteista rivelata, fra i primi sperimentarono anche tutto ciò che ad esso si accompagnava: il diritto divino, lesaltazione del popolo eletto, la sconfitta dellateismo, delle religioni avversarie e di chi le professava, invocando anche laiuto divino per le azioni armate necessarie ad ottenere tali obiettivi.

NellAntico testamento il ritorno degli ebrei dalla schiavitù in Egitto coincide con una guerra per fruire del territorio promesso da Dio ad Abramo, anche a spese dei popoli insediatisi nella Terra di Canaan.

Anche nellantica Roma monarchica si sviluppò il concetto di "guerra santa", con il complesso di operazioni rituali eseguite dai feziali. Tito Livio ci testimonia nelle sue Historiae le formule in uso allepoca allorché il Senato decideva lavvio delle operazioni di guerra contro il proprio vicino:

Non diversamente stanno le cose nel Cristianesimo, anche se diverso ne è il fondamento ideologico. Gesù Cristo, che espressamente introdusse la missione e la diffusione della "buona novella", non fornì mai un esplicito consenso alla violenza come mezzo di diffusione della sua parola. Tuttavia, linvito a restituire "a Cesare quel che è di Cesare" Mt 22.21 e laffermazione categorica dellapostolo Paolo secondo cui "Non cè autorità se non da Dio" Rm 13.1 rientrano tra i molti passi della Scrittura utilizzati per affermare che i detentori del potere sono innanzi tutto ministri di Dio, per legittimare "sante alleanze" tra potere temporale e potere spirituale, perfino per giustificare luccisione di milioni di persone in nome di Dio.

Pochissimi furono i Padri della Chiesa che si espressero contro la guerra in ogni circostanza: Tertulliano, Origene e Lattanzio costituiscono delle eccezioni nel "mare" del giustificazionismo cristiano. È alla luce di questo insegnamento costante che vanno, ad esempio, lette la tolleranza di fatto della chiesa verso la famigerata quarta crociata veneziana contro la cristiana Costantinopoli o le campagne di conquista intraviste anche come azioni di evangelizzazione degli Spagnoli e dei Portoghesi nel continente americano.

NellIslam conta invece più la diffusione politico-territoriale della dār al-Islām casa dellIslam che la conversione in sé, secondo un passo del Corano, non facilmente interpretabile, secondo il quale "non cè costrizione nella fede" lā ikrāh fī al-dīn.

Nella Dār al-Islām ai musulmani spetta comunque la direzione politica, la piena espressione delle pratiche di culto e il possesso delle armi dellesercito. Ai dhimmi, privi della piena cittadinanza, è impedito di fare proselitismo, mentre è concesso lesercizio del culto, della proprietà e un accesso a cariche amministrative in teoria anche elevate con limpossibilità però di ricoprire lufficio di percettore delle imposte coraniche, ma nessuna funzione giudiziaria e militare. I dhimmi sono obbligati a pagare unapposita tassa supplementare, la jizya imposta personale ed eventualmente il kharāj imposta fondiaria per poter legittimamente usufruire delle loro limitate libertà civili e religiose.

                                     

2. Il jihad islamico

In tempi recenti, e per motivi legati allattualità, la locuzione è spesso utilizzata, secondo alcuni in maniera non del tutto appropriata, per giustificare la lotta politica e militare contro il predominio economico ma anche culturale dun Occidente ritenuto aggressivo e globalizzante. Da questo punto di vista si isolano alcuni aspetti del jihād e, nella fattispecie, quello che identifica lobbligo per i componenti della comunità islamica di difendere, in caso di aggressione, oppressione o persecuzione la comunità stessa cioè il jihād difensivo, oppure quello senza che in questo caso vi sia alcun obbligo connesso da parte dei singoli fedeli islamici ma solo della comunità nel suo insieme di espandere i domini musulmani jihād offensivo.

Sotto questo aspetto, al jihād viene attribuito anche un carattere difensivo e non puramente offensivo o espansivo, che non dovrebbe però prevedere atti di eccessiva efferatezza, infatti secondo un hadīth tradizione religiosa Maometto esortò così i credenti in Allāh: "non uccidete donne, bambini, neonati, vecchi".

Al contrario di quanto si crede non esiste alcuna differenza fra jihād e Crociata, dovuta alla diversa organizzazione della guerra santa. Se infatti è vero che nellIslam è lecita una individuale e spontanea lettura interpretativa del Corano laddove nel Cristianesimo è centrale il concetto di "Chiesa docente" è però vero che, per poter essere validamente proclamato, il jihād deve essere legittimato dal consenso della maggioranza dei più autorevoli giurisperiti ʿulamāʾ, sing. ʿālim e da una nutrita serie di fatawa, lasciando che nellIslam classico liniziativa incombesse poi per gli aspetti pratici e organizzativi sul califfo e nel mondo sciita sullimām, così come la Crociata è istituzionalmente promossa dal vertice della piramide teocratica, formalmente del tutto assente nellIslam.

Con la dissoluzione dellImpero ottomano è venuta a mancare però unautorità politica unica che governi la maggioranza del mondo musulmano, mentre con loccultamento ghayba dellimām dello Sciismo – destinato a manifestarsi solo alla fine dei tempi – anche la più cospicua minoranza dellIslam si trova formalmente nella quasi impossibilità di proclamare il Jihād. A causa della mancanza di organizzazione ecclesiastica allinterno della vasta maggioranza dei musulmani, nessun divieto giuridico tuttavia può sanzionare chi si autoproclami ʿālim e quindi, sia pur con grande sicumera, non mancano improvvisati ʿulamāʾ che non esitano a proclamare un jihād dopo essersi provvisti di una qualsivoglia compiacente fatwā, un parere legale che risponda a un quesito giuridico astratto, in grado di sostenere la loro proclamazione. Non bisogna però dimenticare che le fatāwa plurale di fatwā possono essere numerose e contrastanti, tanto che può accadere che qualcuno ritenga legittimo proclamare un jihād laddove un altro non ne ravvisi i requisiti legali minimi.

Tali "nuovi dotti", spesso autodidatti e forti contestatori dellautorità degli ʿulamāʾ ufficiali, non si adeguano per lo più quindi al radicato portato della tradizione islamica assai rigida nel legittimare il ricorso al jihād, stratificatasi in 14 secoli di riflessione teologica e giuridico-religiosa. Non temono quindi di proclamare un jihād anche quando ne manchino in modo evidente i requisiti indispensabili arabo shurūt, sì da fare assumere alle loro bellicose dichiarazioni un valore eminentemente politico.

Ha provocato a questo proposito violente reazioni nel mondo islamico la citazione di una frase dellimperatore bizantino Manuele II Paleologo pronunciata da Benedetto XVI nellambito di una lectio magistralis presso lUniversità di Ratisbona, nel corso della quale a proposito della guerra santa il papa ha detto: "La fede è frutto dellanima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia.".

                                     

3. Le crociate

Nel Cristianesimo, il termine guerra santa è servito a indicare azioni di carattere militare nei confronti di nemici interni ed esterni. Per quanto riguarda i nemici interni, si ricordano le guerre di religione francesi, fra Cattolici e Protestanti; la crociata albigese contro leresia dei Catarismo; la crociata aragonese, lanciata da Papa Martino IV contro Pietro III il Grande.

Contro nemici esterni furono invece dirette le crociate del Nord, tese a eliminare la presenza pagana in Europa, le azioni di conversione o morte di Carlo Magno e quelle bandite contro la presenza islamica in Medio Oriente.

Lespressione "guerra santa" viene a volte approssimativamente utilizzata anche per indicare le crociate. Le crociate contro loriente rappresentarono di fatto la risposta del mondo cristiano alloffensiva militare islamica in atto da tempo. Erano lunica plausibile risposta alle aggressioni musulmane: un tentativo di arginare la conquista musulmana di terre cristiane.

Ciò che fece organizzare le crociate fu un appello delle Chiese orientali al pontefice di Roma affinché fosse messa fine allumiliazione di dover vivere in uno Stato non cristiano. Non furono il progetto di un papa ambizioso o i sogni di cavalieri rapaci, ma una risposta a più di quattro secoli di conquiste, con le quali i musulmani avevano già fatto propri i due terzi del vecchio mondo cristiano. A quel punto, il Cristianesimo, come fede e cultura voleva difendersi anche in chiave attiva, per non doversi far soggiogare dallIslam. Scriveva papa Innocenzo III, nel 1215: "Come può luomo che ama secondo il precetto divino il suo prossimo come se stesso, sapendo che i suoi fratelli di fede e di nome sono tenuti al confino più stretto dai perfidi musulmani e gravati della servitù più pesante, non dedicarsi al compito di liberarli?”".

Nella prospettiva cristiana medievale il compito dei crociati era sconfiggere i musulmani invasori e difendere la Chiesa contro di loro.



                                     
  • La guerra messicano - americana o guerra Messico - Stati Uniti fu combattuta tra gli Stati Uniti e il Messico tra il 1846 ed il 1848, durante la presidenza
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  • Una divinità della guerra è un dio o una dea della mitologia associata alla guerra ma pure al combattimento o agli spargimenti di sangue in senso lato
  • La guerra della Lega di Cambrai fu uno dei maggiori conflitti delle guerre d Italia del XVI secolo incominciato con l intento primario di arrestare l espansione
  • Antonio de Padua María Severino López de Santa Anna y Pérez de Lebrón chiamato più semplicemente Santa Anna o Santa Ana o Santana, conosciuto come il Generalísimo
  • per la morte di sua madre, Santa Monica. A Los Angeles, diverse battaglie furono combattute dai californiani. Dopo la guerra messicano - americana, il Messico
  • Santa Maria Capua Vetere Capua in latino, Santa Maria e Capua in napoletano, anche abbreviata come Santa Maria C. V. o S. Maria C.V. è un comune italiano
  • L indennità di guerra o riparazione di guerra è una compensazione monetaria destinata a coprire i danni o le perdite subite durante una guerra Roma impose
  • La Lega Santa promossa da papa Innocenzo XI fu la quarta di una serie di coalizioni di principi a difesa dell Europa cristiana. Nel 1683, gli ottomani

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