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ⓘ Lega dei Macedoni




                                     

ⓘ Lega dei Macedoni

La lega dei Macedoni, nota anche con la semplice denominazione di i Macedoni, designava, nella Macedonia antica dellepoca reale, lassemblea dei cittadini-soldato, detentrice ultima della sovranità. Allepoca romana, era una istituzione molto differente, un consiglio provinciale le cui attribuzioni erano soprattutto religiose.

                                     

1. Controversia sulle fonti

Lesistenza di unassemblea congiunta dei Macedoni e lestensione dei suoi poteri sono questioni controverse. Molte fonti letterarie Tito Livio, Polibio, ma soprattutto epigrafiche, attestano lesistenza, separata dal re, dei macedoni o meglio della Comunità macedone. Due dediche di questo Koinon al re dei Macedoni Filippo V, una a Delo e laltra a Samotracia, mostrano che si trattava di unistituzione politica a sé stante, di un corpo che aveva una propria organizzazione e accesso alle risorse finanziarie. Ciò è confermato anche dalla presenza di una serie di monete coniate in nome dei macedoni e non del re.

Dallesame di queste fonti risulta che lassemblea dei macedoni non era normalmente un gruppo di militari, ma unassemblea popolare, che poteva, come altre assemblee greche di questo tipo, riunirsi in armi o senza armi, a seconda delle circostanze.

                                     

2. Un organismo istituito con le riforme di Filippo II

Lo sviluppo di questa istituzione, se non la sua creazione, fu dovuto quasi certamente a Filippo II di Macedonia, in quanto si trattava di una conseguenza diretta della sua riforma dellesercito macedone: con la creazione della falange macedone che venne portata a 30 000 oplita, grazie allalleggerimento dellarmamento difensivo che era più economico, Filippo II permise a molti macedoni di partecipare alla vita politica del regno: erano membri dellassemblea dei soldati cittadini.

Questa riforma permise a Filippo II di creare un istituto di contrapposizione ai Compagni hetairoi, membri di famiglie aristocratiche che erano una minaccia costante per la dinastia regnante: completò questa riforma ampliando il corpo dei Compagni, aumentandolo a 800, grazie a dotazioni generosi nelle nuove terre conquistate durante il suo regno, e creando un corpo corrispondente di Compagni a piedi pezhetairoi. Alessandro continuò questa politica estendendo lattributo di Compagno e Compagno a piedi rispettivamente a tutti i cavalieri e ai componenti della fanteria pesante macedone. i macedoni acquisirono così diritti politici che in precedenza erano riservati ai Compagni appartenenti alla cerchia del re.

Questa riforma spiega lattaccamento che i macedoni di umili origini dimostrarono a Filippo e ai suoi discendenti fino al 323 a.C. e oltre. Lassemblea del popolo aveva riequilibrato il peso dei Compagni. Essa si riuniva almeno due volte lanno, in occasione dellapertura della stagione militare in marzo festa di Xandika e alla sua chiusura nel mese di ottobre a Dion, oltre che in sessioni straordinarie richieste dal re.

                                     

3. Competenze dellassemblea

Altre competenze

Lassemblea era chiamata anche a votare le onorificenze, concedeva i decreti di prossenia e di asilo e inviava gli ambasciatori, nel corso delle due riunioni annuali.

                                     

3.1. Competenze dellassemblea Successione e reggenza

La prima importante area di intervento dellassemblea era la successione reale: erano i macedoni in assemblea che proclamavano il nuovo re, sia riconoscevano un erede designato in precedenza, che procedendo ad una vera e propria elezione. Così Alessandro fu acclamato re dallassemblea macedone riunita a Vergina subito dopo lassassinio di Filippo II nel 336 a.C.; Filippo III e Alessandro IV il figlio in utero di Rossane vennero proclamati re dallesercito dellAsia secondo il compromesso accettato dal Consiglio e la cavalleria da un lato e la fanteria dallaltro. La sovranità ultima sembra dunque appartenesse al popolo e protagonisti non lo dimenticavano: in 323 a.C. Filippo III minacciò di rinunciare al regno e sfidò la falange ad eleggere un uomo migliore di lui.

                                     

3.2. Competenze dellassemblea Pena capitale

La partecipazione allassemblea era obbligatoria: un re non poteva eseguire una condanna a morte di un macedone importante senza un processo davanti allassemblea. Le poche eccezioni registrate dalle fonti fanno notare gli scandali conseguenti. Dopo unindagine preliminare da parte del Consiglio, il processo si svolgeva davanti allassemblea con un procedimento in contraddittorio logo / antilogos e deliberazione libera dellassemblea, e la sentenza era poi votata per acclamazione come a Sparta. In qualsiasi momento, il re che presiedeva la riunione, poteva aggiornare il dibattito: è quello che ad esempio avvenne al processo di Cassandro ad Olimpia nel 316 a.C. Per reati minori, che non prevedevano la pena di morte, era competente il solo Consiglio. Il re o il reggente potevano, a loro volta, emettere una sentenza in materia di disciplina militare ad esempio, la sedizione di Òpis del 324 a.C. e di Babilonia del 323 a.C. Ma anche queste sentenze erano, a volte, considerate dai macedoni come abuso di potere.



                                     

3.3. Competenze dellassemblea Nomine

La nomina dei governatori épitropoi e grandi amministratori del regno épimeletai dovevano seguire la stessa procedura dellacclamazione dei re e richiedevano lo svolgimento di una riunione. Sappiamo che questo era anche il caso dei governi locali come a Babilonia nel 323 a.C. e per gli Accordi di Triparadiso nel 321 a.C., eventi ratificati dallassemblea. Ed era stata ancora lassemblea a nominare i comandanti della guerra contro i coloni greci che si ribellarono alle satrapie nel 323 a.C. e nel 321 contro Eumene.

                                     

3.4. Competenze dellassemblea Altre competenze

Lassemblea era chiamata anche a votare le onorificenze, concedeva i decreti di prossenia e di asilo e inviava gli ambasciatori, nel corso delle due riunioni annuali.

                                     

3.5. Competenze dellassemblea Relazioni con il Consiglio

Nella maggior parte delle occasioni, il Consiglio aveva un ruolo propositivo, faccia a faccia con lassemblea: ciò era vero per i processi capitali, ma anche per le "elezioni" reali, e per la scelta degli amministratori in capo del regno ad esempio per la scelta di Perdicca come épimélète nel 323 a.C. e quella di Antipatro nel 321 a.C. È anche possibile che la distribuzione delle satrapie nel 323 a.C. sia stata ratificata dallassemblea dopo essere stata approvata dal Consiglio presieduto da Perdicca.

                                     

4. La questione del quorum

Solo le riunioni per lelezione reale richiedevano la convocazione di unassemblea plenaria: dopo lannuncio, i membri dellassemblea dovevano infatti giurare fedeltà al nuovo re, e lui era in grado di evitare che fossero convocate altre riunioni, riunire gli assentii, che avrebbero potuto giurare fedeltà ad un rivale. Lacclamazione dallassemblea plenaria era tanto più necessaria dato che vi erano molti pretendenti al trono, una situazione ricorrente nella storia macedone.

Tuttavia, per le altre aree di intervento, questa partecipazione massiccia non è necessaria. La maggior parte dei processi citati dalle fonti si verificavano in tempo di guerra, in circostanze che non consentivano lo svolgimento di una seduta plenaria, ma solo di una parte dellesercito. Tuttavia non era visto come una distorsione del diritto consuetudinario macedone perché non era tanto la piena presenza del corpo civico, che si sostiene in un incontro con il pensiero politico greco, ma la capacità di esercitare il suo diritto di isegoria. La riunione di una sessione plenaria era altrettanto difficile in tempi di pace, quindi dobbiamo considerare che i casi di pena capitali venivano portati davanti alle assemblee regionali.

La consultazione dellassemblea per le dichiarazioni di guerra non sembra essere stata obbligatoria, ma fortemente consigliata: i macedoni si aspettavano che fosse chiesto il loro parere poiché era in gioco la loro vita.



                                     

5. Sotto la dominazione romana

Dopo la distruzione del regno di Macedonia diviso in quattro repubbliche indipendenti 167 a.C., lassemblea era listituzione federale principale, con la scomparsa della monarchia. Tito Livio affermava esplicitamente che la sua rimozione tendeva ad evitare che un demagogo potesse muovere contro di esse e realizzare nuova unità macedone.

Più tardi, in epoca imperiale, i koinon dei macedoni divennero un ente molto diverso che nulla aveva a che fare con il gruppo primario della monarchia temenide. Questo era davvero un consiglio provinciale, con sede a Beroia, le cui funzioni erano principalmente legate alla organizzazione del culto imperiale della provincia. La sua creazione risale probabilmente ad Augusto.