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ⓘ Al-Quwwāt al-Barriyyat al-Miṣriyya




Al-Quwwāt al-Barriyyat al-Misriyya
                                     

ⓘ Al-Quwwāt al-Barriyyat al-Misriyya

L esercito egiziano è la più grande componente delle Forze armate egiziane, ed è il più grande esercito sia del Medio Oriente che dellAfrica. Si stima che abbia una forza di circa 468.500 militari ed oltre 1.000.000 di riservisti, per un totale di 1.468.500.

                                     

1. Storia

Lattuale esercito venne fondato durante il regno del wali in arabo: والي ‎, turco vali ; ossia governatore Muhammad Ali Pasha, capo della dinastia alawita, che è considerato il "fondatore dellEgitto moderno", in quanto, in seguito alla campagna dEgitto di Napoleone 1798-1799, lEgitto finì per cadere in potere di Mehmet Ali, che lo rese di fatto indipendente dal sultano di Istanbul, pur restando formalmente una Provincia dellImpero ottomano. Muhammad ʿAli Pascià in arabo: محمد علي باشا era un capo militare albanese, nato a Kavala il 4 marzo 1769 –) è stato un capo militare albanese che contribuì ad abbattere il regime neo-mamelucco, che agiva arbitrariamente, pur in stato di vassallaggio nei confronti dellImpero ottomano, governando poi lEgitto dal 1805 fino alla sua morte avvenuta ad Alessandria dEgitto il 2 agosto 1849. Muhammad ʿAli, giovane ufficiale arrivato in Egitto col contingente albanese che faceva parte delle forze di spedizione ottomane, intervenne per colmare il vuoto di potere che si era creato in seguito alloccupazione francese, creandosi una base di potere con i capi dei villaggi, con lelemento religioso musulmano e con i ricchi mercanti del Cairo, eliminando o espellendo i tre governatori consecutivamente inviati da Istanbul e poiché non vi era nessun altro in grado di assumere le funzioni di governo, il Sultano fu costretto a nominare Muhammad ʿAli suo wālī, ossia governatore in arabo: والي ‎, turco vali in Egitto nel 1805.

Il primo impiego in guerra dellesercito egiziano fu contro i wahhabiti nella penisola araba. Mehmet Ali nominò comandante Amīr il figlio Tūsūn Pascià. La guerra, conosciuta come guerra ottomano-saudita o anche come guerra ottomano-wahabita o guerra ottomano-salafita, venne combattuta dallinizio del 1811 al 1818, tra lesercito egiziano e lesercito dellEmirato di Dirʿiyya conosciuto anche come Primo Stato Saudita e portò alla dissoluzione di questultimo e alloccupacione egiziana dellHegiaz. A partire dal 1816 il comando dellesercito egiziano venne assunto da Ibrāhīm Pascià fratello di Tūsūn, morto per malattia. e lo stesso Ibrāhīm

A partire dal 1820 Mehmet Ali inviò un esercito agli ordini di suo figlio Ibrāhīm Pascià per occupare il Sudan orientale. La conquista sarebbe stata poi completata dal figlio di Ibrāhīm, Ismail Pascià poi Ismail I, con la sottomissione della regione meridionale del paese nel 1839 e nel 1861.

Lo stesso Ibrāhīm Pascià durante la guerra dindipendenza greca venne inviato nel Peloponneso nel 1824 in soccorso del sultano ottomano Mahmud II con una squadra navale e un esercito di 17.000 uomini. Ibrāhīm dopo avere sconfitto i greci nella battaglia di Sfacteria, combattuta tra il 29 aprile e l8 maggio 1825, pose fine nellaprile del 1826 allassedio di Missolungi ma lintervento delle potenze europee Francia, Regno Unito e Russia in favore dei ribelli greci cambiò gli esiti del conflitto e dopo la battaglia di Navarino dell 20 ottobre 1827 terminata con la sconfitta della flotta ottomana-egiziana, la successiva Spedizione di Morea, condotta dalla Francia, costrinse Ibrāhīm a capitolare e lasciare la Grecia il 1º ottobre 1828.

Mehmet ʿAli riconobbe che gli strumenti militari che aveva utilizzato da quando era entrato nei ranghi dellesercito ottomano non rappresentavano più una forza affidabile sul lungo periodo e soprattutto che erano ormai invalse tecniche di combattimento assai più fruttuose in campo aperto, basate in particolare sul modello di efficiente disciplina militare di cui aveva visto gli esempi in occasione dellintervento dellesercito francese in Egitto. Un simile criterio di addestramento e di combattimento aveva il vantaggio di surclassare facilmente le tecniche ormai superate messe in atto dai Mamelucchi e un punto di forza indubbio era luso dellartiglieria che aveva sgominato facilmente la cavalleria mamelucca quando essa, coraggiosamente ma insensatamente, aveva caricato le batterie francesi nella battaglia delle Piramidi.

Nel 1823, Muhammad ʿAli cominciò ad arruolare i contadini dallAlto Egitto, facendoli poi addestrare da un ufficiale francese che aveva assunto al suo servizio, il colonnello Joseph Anthelme Sève Suleyman Pascià, affinché le reclute adottassero lo stile di combattimento napoleonico. Muhammad ʿAli chiamò le sue nuove truppe Nizām jadīd. Queste truppe operarono positivamente nella battaglia, soffocando insurrezioni in vari parti dellEgitto e furono destinate allacquartieramento nelle vicinanze dei propri distretti di provenienza e ciò comportò un ottimo livello di affidabilità di queste nuove truppe.

Nella guerra dindipendenza greca, su richiesta del Sultano ottomano Mahmud II, Muhammad ʿAli dispiegò le sue truppe nizāmī contro i Greci, costituendo inoltre unarmata navale affrontando enormi costi. Lesito della guerra dindipendenza greca diede a Muhammad Ali ebbe la possibilità di sottoporre a un esame critico la forza e la debolezza delle sue truppe. Lartiglieria aveva eseguito bene il proprio dovere ma la campagna aveva dimostrato che molti degli ufficiali ottomani erano inadeguati alla missione di comando delle nuove fanterie e soprattutto che il Nizām jadīd non era stato esteso al settore della marina e di conseguenza si era dovuto affidare a personale di marina assai meno disciplinato. Muhammad Ali affrontò queste questioni in modo pragmatico. Per rimediare al problema delladdestramento degli ufficiali fondò un collegio militare e assunse ufficiali francesi come istruttori militari. Convinto dellefficacia del Nizām jadīd congedò tutti i suoi vecchi reggimenti albanesi e mamelucchi e cominciò a costruire un esercito composto esclusivamente da truppe nizāmī, per alimentare le quali dispose il reclutamento obbligatorio dei contadini egiziani.

Tra il 1831 e il 1833 lesercito egiziano venne impiegato nella prima guerra ottomano-egiziana conclusa con la pace di Kütahya con la quale lEgitto poté annettersi i Vilayet di Siria e di Aleppo, il dominio sullisola di Creta occupata nel 1832 e il riconoscimento del dominio dellEgitto sullHegiaz, che di fatto lEgitto esercitava sin dal 1818, al termine della guerra ottomano-saudita.

Le conquiste territoriali ottenute non durarono però a lungo e andarono perdute con la seconda guerra egizio-ottomana combattura tra il 1839 e il 1841. Nel 1839, lImpero Ottomano si mosse per occupare le terre perdute a favore di Muhammad Ali durante la Prima guerra egizio-ottomana, ma dopo la sconfitta nella Battaglia di Nezib, che portò lImpero ottomano quasi sul punto di collassare, Regno Unito, Impero austriaco e altre potenze europee decisero di intervenire per forzare lEgitto ad accettare le condizioni di un trattato di pace. Nel 1841 venne firmato un trattato finale ampiamente condizionato dalle potenze europee coinvolte nel conflitto. Il trattato impose che Muhammad ʿAli avrebbe rinunciato ai suoi territori della Grande Siria, a Creta e allHijāz, che avrebbe rinunciato alla sua flotta militare e avrebbe limitato gli effettivi dellesercito a 18.000 uomini e in cambio Muhammad ʿAli e i suoi discendenti avrebbero goduto della sovranità ereditaria solo per quanto riguardava la provincia dEgitto – con lo status di viceré chedivè ottomano, titolo che venne ufficialmente riconosciuto solo nel 1867 con la costituzione del Chedivato dEgitto in arabo: خديوية مصر ‎, Khudaywiyyat Misr ; turco: Hidiviyet-i Mısır, stato tributario dellImpero ottomano, de jure sotto sovranità dellImpero ottomano, ma di fatto pienamente autonomo.

Durante il regno di Ismail Pascià, lEgitto cercò di estendere il suo ruolo in Africa. Ismāʿīl sognava di espandere il suo regno su tutto il bacino del Nilo, incluse le sue varie sorgenti, e sullintera costa africana del Mar Rosso, avviando una politica di espansione ai danni dellEtiopia. Nel 1865 la Sublime Porta aveva ceduto a Ismāʿīl la provincia ottomana di Habesh Eyalet, con Massaua e Sawakin sul mar Rosso le principali città di quella provincia confinante con lEtiopia, che essenzialmente consisteva soltanto in una striscia costiera, ma che aveva il suo retroterra naturale nel territorio controllato dal governo etiopico. Lesercito egiziano occupò le regioni originariamente reclamate dagli Ottomani nel momento in cui serano insediati nella provincia eyalet di Habesh nel XVI secolo. Nel 1872 il territorio dei Bogos, con la città di Cheren) venne annesso alla nuova "Provincia del Sudan orientale e della Costa del mar Rosso", nel 1874 venne annesso il Darfur e nellottobre del 1875 lesercito egiziano occupò ladiacente altopiano di Amasien, che era allepoca tributario dellImperatore dEtiopia, ma lespansione in Etiopia venne bloccata dopo che lesercito egiziano fu ripetutamente sconfitto dallImperatore Giovanni IV Yohannes IV, prima a Gundat il 16 novembre 1875, e ancora una volta a Gura, nel marzo dellanno seguente.

La costosa guerra contro lEtiopia lasciò lEgitto in una pesante situazione debitoria nei confronti delle Potenze europee, che approfittarono di tale situazione per strappare concessioni a Ismāʿīl. Linevitabile crisi finanziaria che ne seguì costrinse il chedivè, non potendo ottenere più alcun prestito, a cedere le sue quote di proprietà della Compagnia del Canale di Suez nel 1875 al governo britannico che ebbe come conseguenza lavvio delle pesanti ingerenze della Corona britannica e della Francia. Nel 1879, sfruttando lestrema debolezza del dominio turco e la situazione finanziaria del Chedivè Ismail Pascià, giustificando il tutto con la necessità di proteggere gli investimenti europei nella zona del Canale di Suez, che era stato aperto nel 1871, il Regno Unito e la Francia obbligarono lEgitto a nominare due loro esperti alla guida dei dicasteri delle Finanze e dei Lavori Pubblici. Un simile controllo del Paese fu avvertito come inaccettabile da molti Egiziani, che si unirono al Colonnello ʿOrābī Pascià. La cosiddetta "Rivoluzione di ʿUrābī" incendiò lEgitto. Sperando che la rivolta potesse liberarlo dal controllo europeo, Ismāʿīl fece poco per contrastare ʿUrābī e cedette alle sue richieste di sciogliere il governo. La Gran Bretagna e la Francia insistettero nel maggio 1879 perché fossero nuovamente insediati i ministri britannici e francese., ma con lEgitto ampiamente sotto controllo di ʿUrābī, Ismāʿīl non poté acconsentire. Gli europei effettuarono pressioni sul Sultano ottomano perché revocasse dal suo posto Ismāʿīl, e così avvenne. Ismāʿīl abbandonò la sua carica il 26 giugno 1879 e al suo posto venne insediato il figlio Tawfīq. Il seguito di cui godeva Ahmad ʿOrābī, era diventato ormai un pericolo anche per lo stesso chedivè, allarmò particolare i britannici, preoccupati che ʿOrābī volesse disconoscere il massiccio debito contratto dallEgitto e che conseguentemente tentasse di riprendere il controllo del Canale di Suez e quando lattrito tra egiziani e cittadini stranieri raggiunse il culmine ad Alessandria, il 12 giugno 1882 con lesplosione, in seguito a una rissa, di una rivolta anti-europea che vide gruppi di egiziani attaccare le proprietà degli europei e incendiare le loro case e i loro negozi e che si concluse con quasi 200 morti e centinaia di feriti, gli inglesi, il 12 luglio, scaduto lultimatum lanciato il giorno precedente, che ingiungeva di smantellare le difese costiere, aprirono il fuoco con le loro navi sulle fortificazione del porto di Alessandria e, il giorno successivo, i primi reparti britannici sbarcano sul suolo egiziano, prendendo possesso della città.

Nel settembre di quello stesso anno truppe britanniche vennero fatte sbarcare nella zona del Canale il 13 settembre 1882 e, alla guida del maresciallo Garnet Joseph Wolseley, sgominarono lesercito di ʿOrābī nella battaglia di Tell al-Kebir ristabilendo lautorità del chedivè e il 18 dicembre 1882 venne proclamata formalmente lautonomia dellEgitto dalla sublime porta, instaurando, peraltro, un "protettorato di fatto" britannico sullEgitto con lesercito egiziano ricostruito sotto il comando di ufficiali britannici e con il comandante in capo britannico che aveva il titolo di Sirdar.

Alla fine del XIX secolo lesercito egiziano venne impegnato nella guerra mahdista, un conflitto combattuto tra il 1881 e il 1899 tra le truppe di Muhammad Ahmad, detto il Mahdi e lesercito anglo-egiziano, che alla guida del maresciallo Horatio Herbert Kitchener, Sirdar dellesercito anglo-egiziano, sconfisse definitivamente i mahdisti nella battaglia di Omdurman del 1898, riconquistando il Sudan, che nel 1899 venne costituito come condominio anglo-egiziano con Kitchener che ne divenne il primo governatore generale e con le cariche di comandante in capo dellesercito egiziano Sirdar e di governatore del Sudan Anglo-Egiziano che venivano abbinate.

Nel 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, il Chedivè ʿAbbās II si schierò al fianco dellImpero Ottomano e fu prontamente deposto dai britannici che proclamarono Sultano dellEgitto e del Sudan suo zio, Husayn Kāmil, che decretò la fine della sovranità turca e la trasformazione del Paese in un protettorato britannico anche a livello giuridico. Alla morte di Husayn Kāmil il suo posto venne preso da Fuad I che nel 1922 divenne Re dEgitto quando il Paese ottenne lindipendenza dal Regno Unito nel 1922, oltre a divenire Re del Sudan, Sovrano di Nubia, Kordofan e Darfur ed è al 1922 che viene fatta risalire la costituzione del moderno esercito egiziano. Il protettorato britannico venne riconvertito in unalleanza bilaterale tra due Paesi sovrani, perdurando tuttavia di fatto loccupazione militare britannica per le basi militari che il Regno Unito mantenne nel Paese e il pieno controllo, assieme alla Francia, del Canale di Suez. Il comando dellesercito egiziano rimaneva affidato ad un ufficiale inglese. Il 19 November 1924 il Maggior generale Lee Stack, Sirdar e Governatore del Sudan Anglo-Egiziano venne assassinato il 19 November 1924 al Cairo insieme al suo autista e in seguito al suo assassinio le cariche di Sirdar e di Governatore del Sudan Anglo-Egiziano vennero separate.

Nel 1936 Fārūq I, diventato Re dEgitto alletà di 16 anni, in seguito alla morte del padre Fuad I, appena salito al trono siglò un trattato con i britannici, in base al quale fu stabilito che il Regno Unito avrebbe sgomberato tutte le sue forze armate presenti sul suolo egiziano, con la corposa eccezione di diecimila uomini posti a protezione del Canale di Suez e delle sue sponde ed inoltre il Regno Unito simpegnava a rifornire e ad addestrare le forze armate egiziane, e a soccorrere lEgitto in caso di guerra. Con tale trattato il comando dellesercito egiziano veniva affidato a ufficiali egiziani. Il trattato venne firmato il 26 agosto e ratificato il 22 dicembre e stabiliva che avrebbe avuto una durata ventennale.

Durante la Seconda guerra mondiale, le truppe britanniche utilizzarono lEgitto come base per le operazioni alleate in tutta la regione araba e nel Mediterraneo, le truppe di stanza in Egitto furono usate per bloccare lavanzata italo-tedesca in Nordafrica

Nel corso del XX secolo gli impegni più significativi per lesercito egiziano furono le cinque guerre contro lo Stato di Israele nel 1948, 1956, 1967, 1967-1970, e 1973, una delle quali, la Crisi di Suez del 1956, vide affrontare anche gli eserciti di Gran Bretagna e Francia. Lesercito egiziano venne anche fortemente impegnato nella lunga guerra civile dello Yemen del Nord, e nella breve guerra libico-egiziana del luglio 1977. Partecipò alloperazione Desert Storm per la liberazione del Kuwait dalloccupazione irachena nel 1991, in cui lesercito egiziano costituì il secondo più grande contingente delle forze alleate.

Lesercito egiziano nel corso della sua storia è stato più volte protagonista delle vicende politiche dellEgitto.

La constatazione della manifesta impreparazione dellesercito emersa nella guerra arabo-israeliana del 1948 aprirono una serie di dibattiti allinterno dellesercito, che sfociarono nella costituzione dellorganizzazione segreta dei" Liberi Ufficiali” al-Dubbāt al-Ahrār e nella notte fra il 22 e il 23 luglio 1952 un colpo di Stato promosso dal movimento Liberi ufficiali costrinse Re Fārūq I ad abdicare in favore del figlio neonato Fuʾād II e a partire in esilio con la sua famiglia il 26 luglio a bordo dello yacht reale "El-Mahrūsa". Venne formato un governo provvisorio e a guidarlo fu chiamato il generale Muhammad Naǧīb, capo del Consiglio del Comando della Rivoluzione egiziano. Naǧīb il 18 giugno 1953, a seguito dellabrogazione della monarchia e della proclamazione della Repubblica, ne divenne il primo Presidente. Il protagonosta del colpo di stato fu il colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāser che nel novembre 1954 divenne Presidente dellEgitto Raʾīs, carica che manterrà fino alla morte avvenuta nel settembre 1970.

Durante la sua presidenza Gamāl ʿAbd al-Nāser nazionalizzò il 26 luglio 1956 la Compagnia del Canale di Suez, di proprietà franco-britannica, ma Francia e Regno Unito organizzarono unoperazione militare congiunta contro lEgitto, cui sunì Israele che riuscì a condurre una brillante operazione militare, in risposta alla minaccia di Gamāl ʿAbd al-Nāser dimpedire allo Stato ebraico il transito attraverso il Canale di Suez, che si concluse con la rapida conquista dellintero Sinai, da Rafah ad al-Arīsh. il 31 ottobre truppe anglo-francesi bombardano Il Cairo, e il 5 novembre occupano Port Saʿīd. Loperazione per prendere il canale ebbe molto successo dal punto di vista militare, ma si risolse in un totale disastro politico per inglesi, francesi e israeliani. La guerra del 1956 fu interrotta dallintervento congiunto sovietico-statunitense, con lordine dellONU di un cessate il fuoco fra le parti, anche se nonostante lordine nulla venne fatto per impedire che lesercito israeliano guidato dal generale Moshe Dayan, proseguisse nella sua rapida avanzata dopo lordine dellONU di cessate il fuoco fra le parti. Il "cessate-il-fuoco" entrò in vigore l8 novembre, ed il 15 dello stesso mese, truppe di pace dellONU giunsero nella zona di guerra; le forze dinvasione si ritirarono nel marzo 1957.

Tra il 1962 e il 1967 lesercito egiziano venne anche impegnato nella lunga guerra civile dello Yemen del Nord, impegno che avrebbe pagato duramente nella guerra arabo-israeliana del 1967, detta anche guerra dei sei giorni, in quanto le forze armate egiziane vennero pesantemente sconfitte nel giro di una settimana dagli israeliani.

Se la guerra Arabo-Israeliana del 1956 fu per Nasser un successo politico, la "guerra dei sei giorni" del 1967 fu devastante per lEgitto e per le sorti del nasserismo e nonostante Nasser fosse riuscito in qualche misura a raddrizzare la situazione grazie ad imponenti rifornimenti di armi sovietiche e allavvio nel luglio del 1969 di una "guerra dattrito" con Israele che mantenne vivo lo spirito patriottico e nazionalistico egiziano lesperienza nasseriana era ormai segnata dalla catastrofe militare e politica del 1967.

Alla morte di Nasser, alla Presidenza della Repubblica salì il vicepresidente Anwar al-Sādāt, che con lui aveva fatto parte del movimento dei "Liberi ufficiali", che nellottobre del 1973, guidò lEgitto al fianco della Siria di Hāfiz al-Asad nella guerra del Kippur. Malgrado lattacco che colse di sorpresa il suo esercito, Israele riuscì a riorganizzarsi e fermare lavanzata degli egiziani, che comunque riuscirono a recuperare parzialmente la penisola del Sinai, perduta dallEgitto durante la precedente guerra dei sei giorni. Con lattacco lEgitto poté rivendicare di aver "lavato lonta" della sconfitta del 1967. Al-Sādāt lutilizzò per imprimere un ritmo rapido al processo di pace con Israele, che culminò, grazie allintervento del presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter, negli accordi di Camp David del 1978, e nel trattato di pace israelo-egiziano del 1979, che ponevano fine a decenni di ostilità e che valsero a Begin e Sādāt il premio Nobel per la pace 1978. Nelle fasi successive Israele si ritirò dalla penisola del Sinai, restituendo allEgitto lintera area nel 1983. Nel 1977 truppe egiziane intervennero a sostegno del regime di Mobutu nello Zaire e Sādāt si schierò a fianco della Somalia nella guerra dellOgaden. Il processo di pace con Israele deteriorò irrimediabilmente i rapporti dellEgitto con gli altri Paesi della regione e culminarono nel breve ma intenso conflitto che vide contrapposta lEgitto e la Libia di Muammar Gheddafi nel luglio 1977. Il 6 ottobre del 1981, al-Sādāt venne assassinato al Cairo durante una parata militare che ricordava linizio della guerra del Kippur, da Khalid al-Islambuli facente parte dellorganizzazione terroristica di stampo fondamentalista della Jihad islamica egiziana, braccio armato dei Fratelli Musulmani che intendevano punirlo per la pace con Israele.

A succedere a Sadat fu il suo vicepresidente, il maresciallo dellaria Hosnī Mubārak che governò lEgitto per tre decenni, quando le sommosse popolari del 2011 portarono alle sue dimissioni. Luscita di scena di Mubārak lasciò il potere politico sotto il controllo del Consiglio supremo delle forze armate, composto da 18 militari e presieduto dal maresciallo Mohammed Hoseyn Tantāwī, uomo chiave della giunta e Presidente provvisorio dellEgitto in virtù dellassunzione de facto dei poteri presidenziali, in attesa delle elezioni legislative e presidenziali dalle quali sarebbero usciti vincitori nel 2012 il Partito Libertà e Giustizia islamista e il suo leader Muhammad Mursī che è rimasto in carica per circa un anno, fino al 3 luglio 2013, quando venne deposto da un colpo di Stato militare guidato dal maresciallo al-Sīsī.

                                     

2. Ordine di battaglia

Terzo Corpo darmata

  • 120ª Brigata di Artigliería
  • 36ª Brigata corazzata Indipendente
  • 121ª Brigata di Artigliería
  • Base: Asyūt
  • 3ª Divisione meccanizzata
  • 222ª Brigata Aviotrasportata

Primo Corpo darmata

  • 21ª Divisione corazzata
  • 117º Reggimento delle Forze speciali
  • 123ª Brigata di Artigliería
  • Base: Būr Saīd
  • 7ª Divisione meccanizzata
  • 122ª Brigata di Artigliería

Secondo Corpo darmata

  • 125ª Brigata di Artigliería
  • 4ª Divisione corazzata
  • Base: Ismāʿīliyya
  • 18ª Divisione meccanizzata
  • 123º Reggimento delle Forze speciali
  • 124ª Brigata di Artigliería
                                     

2.1. Ordine di battaglia Primo Corpo darmata

  • 135º Reggimento delle Forze speciali
  • Base: Heliopolis
  • 116ª Brigata di Artiglieria
  • 117ª Brigata di Artigliería
  • 24ª Brigata di fanteria meccanizzata Indipendente
  • 1ª Divisione della Guardia Repubblicana
                                     

2.2. Ordine di battaglia Terzo Corpo darmata

  • 120ª Brigata di Artigliería
  • 36ª Brigata corazzata Indipendente
  • 121ª Brigata di Artigliería
  • Base: Asyūt
  • 3ª Divisione meccanizzata
  • 222ª Brigata Aviotrasportata
                                     

2.3. Ordine di battaglia Primo Corpo darmata

  • 21ª Divisione corazzata
  • 117º Reggimento delle Forze speciali
  • 123ª Brigata di Artigliería
  • Base: Būr Saīd
  • 7ª Divisione meccanizzata
  • 122ª Brigata di Artigliería
                                     

2.4. Ordine di battaglia Secondo Corpo darmata

  • 125ª Brigata di Artigliería
  • 4ª Divisione corazzata
  • Base: Ismāʿīliyya
  • 18ª Divisione meccanizzata
  • 123º Reggimento delle Forze speciali
  • 124ª Brigata di Artigliería
                                     

2.5. Ordine di battaglia Terzo Corpo darmata

  • 6ª Divisione corazzata
  • 153º Reggimento delle Forze speciali
  • 19ª Divisione meccanizzata
  • Base: al-Mansūra
  • 219ª Brigata Indipendente di fantería
  • 126ª Brigata di Artigliería
  • 815ª Brigata mortai
                                     

2.6. Ordine di battaglia Primo Corpo darmata

  • 23ª Divisione fanteria meccanizzata
  • 94ª Brigata Indipendente meccanizzata
  • 9ª Divisione corazzata
  • 127ª Brigata di Artigliería
  • Base: Al Ghardaqah
  • 159º Reggimento delle Forze speciali
                                     

2.7. Ordine di battaglia Secondo Corpo darmata

  • 816ª Brigata mortai
  • 36ª Divisione fanteria meccanizzata
  • 141º Reggimento delle Forze speciali
  • Base: al-Suways
  • 128ª Brigata di Artigliería
  • 44ª Brigata blindata indipendente
  • 129ª Brigata di Artigliería
                                     

2.8. Ordine di battaglia Terzo Corpo darmata

  • 82ª Brigata corazzata indipendente
  • 111ª Brigata meccanizzata indipendente
  • Base: al-Qāhira
  • 110ª Brigata meccanizzata indipendente
  • 16ª Divisione fanteria meccanizzata
  • 130ª Brigata di Artigliería
  • 147º Reggimento delle Forze speciali
                                     

3. Gradi

I gradi dellesercito egiziano furono cambiati dopo la rivoluzione egiziana del 1952 che ha abolito la monarchia e trasformato lEgitto in una repubblica. Nel 1958 la corona venne sostituita dallAquila di Saladino e la denominazione dei gradi turco-egiziani sostituiti la denominazione araba.

I gradi Turco-Egiziani vennero usati dal Regno dEgitto dal 1922 fino al 1958. Le denominazioni turco-egiziane derivavano dal turco ottomano e dallarabo e derivavano almeno in parte dalle preesistenti strutture militari sviluppate con le riforme militari di Muhammad ʿAli Pascià. I gradi erano identici a quelli del British Army, essendo diventato di fatto lEgitto un protettorato britannico a partire dal 1882. Alcuni gradi, pur rimanendo invariati nella denominazione cambiarono significato gerarchico rispetto al periodo ottomano, assumendo il valore gerarchico di quelli britannici: Līwaā, omologo del grado di brigadier generale, divenne omologo al Maggior generale, Amiralay, che era omologo del colonnello divenne omologo del Brigadiere, Qāʾim maqām che era omologo al tenente colonnello, divenne omologo del colonnello, Bimbashi che era mologo del maggiore, divenne omologo al tenente colonnello, Sagh Kol Aghasi, che era omologo al primo capitano dellesercito ottomano, divenne omologo del maggiore dellesercito britannico.

I gradi più alti durante loccupazione britannica dellEgitto venivano conferiti solamente ad ufficiali britannici. Il grado di Sirdar veniva conferito solamente al comandante in capo britannico dellesercito egiziano.