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ⓘ Irene d'Atene




Irene dAtene
                                     

ⓘ Irene dAtene

Irene Sarantapechaina dAtene è stata unimperatrice bizantina, dal 797 all802.

Fu basilissa dei romei Imperatrice dOriente e ricevette lappellativo di Ateniana Εἰρήνη ἡ Ἀθηναία. Fin dalla sua incoronazione aspirò a regnare da sola sullImpero. Dopo la morte del marito Leone IV, divenne reggente per lerede Costantino VI, di appena nove anni, dal 780 al 790; in seguito governò assieme al figlio per poi detronizzarlo, farlo uccidere e ottenere così il potere assoluto sul trono di Bisanzio.

Si autoproclamò "Autocrate dei Romani" αὐτοκράτωρ Ῥωμαίων. Il fatto che il trono romano fosse occupato da una donna spinse il papa Leone III a considerare il trono romano vacante, nominando "Imperatore dei Romani" il re dei Franchi e dei Longobardi Carlo Magno, il giorno di natale dellanno 800. Irene fu declassata dallOccidente a "Imperatrice dei Greci", ella si rifiutò tuttavia sempre di cedere il titolo di imperatore a Carlo Magno, considerando lincoronazione ad opera del pontefice un atto di usurpazione di potere.

Di fatto regnò sullImpero dal 780 all802, anno in cui fu a sua volta deposta dal suo sovrintendente alle finanze logothetēs tou genikou, greco: λογοθέτης τοῦ γενικοῦ, Niceforo I il Logoteta. Fu la prima e lunica donna ad assumere anche il titolo imperiale maschile facendosi chiamare dai sudditi e citandosi in qualche documento ufficiale come basileus dei romei "imperatore dei romani": Zoe, Teodora ed Eudocia Macrembolitissa saranno "solo" imperatrici regnanti.

Nell864 fu canonizzata dal patriarca Fozio di Costantinopoli; è venerata dalle Chiesa ortodossa come una santa col nome di Santa Irene la Giovane il 7 agosto.

Non esistono ritratti coevi di Irene: le uniche sue effigi sono quelle impresse nelle monete coniate durante il suo regno.

                                     

1.1. Biografia Nozze e regno di Leone IV 768-780

Irene nacque in una nobile famiglia di Atene chiamata Saratanpechos. Suo zio, Costantino Sarantapechos, era un patrizio e probabilmente stratega di uno dei temi della Grecia. Rimasta poi orfana, fu portata a corte dallimperatore bizantino Costantino V; il primo novembre del 769, alcune navi andarono a prelevare Irene dal palazzo di Hiera sulla riva asiatica del Bosforo per portarla a Costantinopoli dove venne accolta solennemente.

Pare che fosse stata scelta da Leone IV il Cazaro durante la cosiddetta sfilata della sposa "; secondo lusanza bizantina, le giovani donne che potevano aspirare al titolo di imperatrice erano fatte sfilare, riccamente agghindate, davanti al futuro sposo affinché questi ne selezionasse una. Quel giorno si fidanzò con lerede al trono di Bisanzio Leone, figlio dellImperatore Costantino V. Un mese più tardi, il 18 dicembre, lei e Leone si sposarono nella basilica di Santa Sofia e Irene ricevette la corona imperiale. Nel 775, alla morte di Costantino V, Leone divenne imperatore con il nome di Leone IV e Irene di conseguenza divenne imperatrice. Fase conclusiva della cerimonia dinvestitura era lacclamazione dei nuovi sovrani da parte del popolo nellIppodromo di Costantinopoli.

Nel 776 il marito incoronò il figlio avuto da Irene, Costantino VI, coimperatore: ciò avvenne su istanza dellesercito, che avrebbe insistito parecchio per spingerlo a incoronare come coimperatore il figlio; si dice che Leone avesse obiettato sul rischio che in caso di rivolta dellesercito con conseguente nomina di un usurpatore, lo stesso esercito avrebbe potuto uccidergli il figlio, ma lesercito rispose giurando che non avrebbero accettato altro imperatore al di fuori di suo figlio; anche il popolo insistette parecchio, così, il venerdì Santo del 776, "tutto il popolo, ovvero quelli dei themata). Con poco meno di 100.000 uomini, Hārūn al-Rashīd marciò fino al Bosforo, giungendo ad occupare la riva opposta a Costantinopoli. Irene affidò lesercito al logoteta postale Stauracio e nel 782 lo mandò contro gli Arabi. Tuttavia, a causa del tradimento del generale Tatzates, che mal tollerava il governo di Irene, Stauracio venne fatto prigioniero dai Musulmani per poi essere riscattato da Irene, che non intendeva rinunciare a lui. Una tregua fu concordata dalle parti e Irene acconsentì al versamento dellequivalente di 90.000 dīnār aurei a Baghdad, ottenendo in cambio la liberazione dei prigionieri caduti in mano musulmana, mentre venivano liberati per converso quelli musulmani presi dai bizantini.

Successivamente Irene inviò il suo esercito al comando del fido Logoteta contro gli Slavi, e ben presto Stauracio riuscì a conquistare alcuni territori nella Tracia che permise a Irene di creare un nuovo tema di Macedonia nei territori appena conquistati. Il trionfo fu sontuosamente celebrato nellIppodromo di Costantinopoli, nel gennaio del 784. Per celebrare questa vittoria, Irene fece erigere la Basilica di Santa Sofia a Salonicco.

Nel 784 Irene diede inizio al suo piano per abolire liconoclastia. Convinse il patriarca Paolo IV a dimettersi 31 agosto 784 e lo sostituì con uno fedele a lei, Tarasio 25 dicembre 784. Appena eletto, il nuovo patriarca iniziò subito a fare i preparativi per un nuovo concilio che avrebbe condannato liconoclastia, che si tenne il 31 luglio 786, a Costantinopoli. Tuttavia il Concilio fu sospeso per lirruzione, nella Chiesa dove si teneva il concilio, di truppe iconoclaste che dispersero lassemblea. Irene non si demoralizzò e, con il pretesto di una guerra contro gli Arabi, inviò le truppe iconoclaste in Asia Minore in modo che non potessero più rovinare i suoi piani, mentre trasferì nella capitale quelle iconodule.

Nel 785, lImperatrice reggente Irene decise di cessare di versare il tributo al Califfato abbaside le ostilità ripresero. Gli Arabi devastarono il Thema degli Armeniaci, ma agli inizi del 786 i Bizantini si vendicarono saccheggiando e radendo al suolo la fortezza di Hadath in Cilicia, che da cinque anni gli Abbasidi cercavano di rendere una base militare per le loro spedizioni contro Costantinopoli.

Nel 787 dunque si tenne il settimo Concilio Ecumenico a Nicea, che condannò liconoclastia, affermando che le icone potevano essere venerate ma non adorate, e scomunicò gli iconoclasti, ripristinando il culto delle immagini sacre. Alla base della tesi del Concilio stava lidea che limmagine è strumento che conduce chi ne fruisce dalla materia di cui essa è composta allidea che essa rappresenta. Si finiva, in definitiva, per riprendere lidea di una funzione didattica delle immagini che era stata già sviluppata dai Padri della Chiesa. Ciò nonostante il non aver invitato una delegazione franca pesò molto sui rapporti con Carlo Magno, che decise di non tener conto degli esiti del concilio, arrivando a chiedere la scomunica per Irene.

Sempre nel 787, per risolvere le discrepanze createsi, Irene stipulò unalleanza con Carlo Magno e progettò il matrimonio tra la figlia di questi, Rotrude, e suo figlio, ma successivamente Irene ruppe laccordo - si disse perché timorosa che Carlo Magno avrebbe spinto Costantino VI a svincolarsi dalla tutela materna - e costrinse Costantino a sposare la figlia di un piccolo nobile bizantino: Maria dAmnia, proveniente dalla Paflagonia. Irene offrì poi assistenza militare ad Adelchi, principe longobardo in esilio a Costantinopoli e desideroso di riacquisire il proprio regno, dopo che era stato conquistato dai Franchi. Un corpo di spedizione, posto sotto il comando del sacellario e logotheta Giovanni, rinforzato dalle truppe dalla Sicilia sotto il Patrikios Teodoro, sbarcò in Calabria verso la fine del 788, ma fu raggiunto dagli eserciti uniti dei duchi longobardi Ildebrando di Spoleto e Grimoaldo III di Benevento, alleati con i Franchi. Nella battaglia che ne seguì i Bizantini furono sconfitti e col tempo persero Benevento e lIstria.

Tuttavia nel 788, dopo la distruzione della fortezza di Hadath in Cilicia da parte dei bizantini, vi fu una nuova invasione da parte del Califfato abbaside di Harun al-Rashid; le truppe bizantine di Irene diedero battaglia a Kopidnadon e furono nuovamente sconfitte. Secondo il breve resoconto di Teofane, la battaglia si risolse in una disastrosa sconfitta per i Bizantini, che persero molti uomini e ufficiali, compresi membri dei tagma degli Scholai che erano stati inviati nelle province da Irene nel 786 poiché continuavano a sostenere lIconoclastia. Teofane narra anche della perdita del capace ufficiale Diogene, un tourmarches comandante di divisione degli Anatolici. Irene fu costretta a versare nuovamente i tributi al Califfato.

                                     

1.2. Biografia Costantino VI e Irene co-imperatori 790-797

Nonostante Costantino VI avesse raggiunto la maggiore età, Irene continuava ad amministrare al suo posto gli affari di stato e si nominò Autocrate dei Romani, cosa che Costantino non accettava più. Lo Stratega degli Armeni, Alessio Muzalon, nella primavera del 790, assediò Costantinopoli, esigendo la legittimazione di Costantino che, già acclamato unico Imperatore, dando la colpa di ciò a Stauracio, ordì una congiura contro di lui, ma Irene riuscì a soffocare la congiura e fece arrestare il figlio, facendolo anche frustare. Irene tentò quindi di convincere lesercito a legittimarle il potere assoluto sullo Stato costringendolo a giurare "Finché tu vivrai, noi non riconosceremo tuo figlio come imperatore", ma pur ottenendo lappoggio delle truppe della capitale, lopposizione delle truppe anatoliche favorevoli alliconoclastia e dunque a Costantino VI le impedì la realizzazione dei suoi piani; infatti esse nominarono unico imperatore Costantino VI ottobre 790 costringendo lambiziosa imperatrice ad abbandonare il palazzo imperiale e a ritirarsi nel Palazzo di Eleuterio. Un anno dopo tuttavia, grazie allappoggio dei suoi partigiani, Irene riuscì di nuovo a ottenere il titolo di imperatrice, regnando insieme al figlio.

Irene cercò quindi di cospirare per rendere il figlio impopolare. Dapprima fece in modo che suo figlio sospettasse della fedeltà del generale Alessio Mosele, spingendolo con la sua influenza a farlo arrestare e accecare. Laccecamento di Mosele fece perdere a Costantino VI il favore delle truppe anatoliche, che insorsero. Costantino VI sedò questa rivolta con molta violenza, perdendo definitivamente il sostegno delle truppe anatoliche 793. Successivamente Irene spinse Costantino VI a ripudiare la moglie, da cui divorziò, e a sposarsi con Teodota 795. Tale decisione rese Costantino VI impopolare anche tra gli ortodossi, specialmente gli Zeloti, che lo accusavano di adulterio.

                                     

1.3. Biografia Il colpo di stato di Irene

Durante il soggiorno a Prusa, Costantino VI, saputo che la moglie aveva avuto un figlio, tornò a Costantinopoli per raggiungerla ottobre 796 e Irene approfittò dellassenza del figlio persuadendo molti degli ufficiali della guardia ad attuare un colpo di Stato che portasse alla detronizzazione di Costantino e allelevazione al trono di Irene. Per realizzare il loro piano dovevano però impedire che Costantino VI riguadagnasse popolarità trionfando contro gli Arabi: quindi con i loro intrighi fecero sì che la campagna contro i Musulmani risultasse un insuccesso.

In un momento in cui Costantino VI era estremamente impopolare, Irene ne approfittò per deporlo conscia che non avrebbe trovato opposizioni. Il 17 luglio 797 si tentò di tendere un agguato al basileus per assassinarlo, ma Costantino riuscì a sfuggire e trovò rifugio in Asia Minore, dove avrebbe potuto contare dellappoggio delle truppe anatoliche. Irene, disperata, vedendo che i suoi complici esitavano e la popolazione era favorevole a Costantino VI, pensò in un primo momento di implorare la grazia al figlio, poi decise di giocare la sua ultima carta minacciando molti dei cortigiani che si erano compromessi con lei a rivelare a Costantino VI la loro intenzione di tradirlo se non lavessero aiutata. Viste le minacce, i congiurati decisero di aiutare Irene: Costantino VI venne portato a forza a Costantinopoli, detronizzato e accecato nella stessa stanza dovera stato battezzato 15 agosto 797. e morì poco dopo per le conseguenze del trattamento subìto. Irene continuò a governare come unica imperatrice.

Essendo Costantino VI estremamente impopolare, pochissimi piansero la sua morte e i più videro il colpo di Stato attuato da Irene come un atto di liberazione da un tiranno. Solo Teofane nella sua Cronaca, pur lodando nel suo complesso la figura di Irene, sembrò aver realizzato la gravità del suo crimine.



                                     

2. Regno 797-802

Essendo la prima imperatrice bizantina ad essere imperatrice regnante e non imperatrice consorte, assunse il titolo di basileus imperatore/re al posto di quello di basilissa imperatrice/regina e si autoproclamò "Autocrate dei Romani" αὐτοκράτωρ Ῥωμαίων.

                                     

2.1. Regno 797-802 Politica interna

  • Nominò suo sovrintendente alle finanze logothetēs tou genikou, greco: λογοθέτης τοῦ γενικοῦ il capace Niceforo I il Logoteta che, alla fine dell802, deporrà la stessa Irene usurpandole il trono.

Per non perdere popolarità Irene mitigò limposizione fiscale.

  • Abolì la tassa cittadina a Costantinopoli che era molto alta.
  • Ridusse i dazi che i mercanti erano tenuti a pagare nei porti di Costantinopoli.
  • Favorì i monasteri, che appoggiavano la sua politica.

Questa politica fiscale, pur garantendole grandissima popolarità, danneggiò il sistema erariale bizantino.

Nel campo della arti e della cultura:

  • Arricchì con nuovi mosaici la Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli; uno di essi contiene il suo ritratto a grandezza naturale.
  • Fece erigere la Basilica di Santa Sofia a Salonicco.
  • Fece erigere la Piccola Cattedrale di Atene o Mikri Mitropoli "piccola chiesa metropolitana".

Per quanto riguarda la successione al trono:

  • Dovette poi affrontare il problema della successione al trono, che alla sua morte sarebbe rimasto vacante: dei figli di Costantino VI, lunico maschio ancora in vita era nato dopo laccecamento del sovrano e dunque era considerato bastardo e in quanto tale impossibilitato a succedere a Irene. I due eunuchi che consigliavano Irene, Stauracio ed Ezio, si contesero la successione, ambendo entrambi a porre sul trono di Bisanzio uno dei loro parenti. Ezio e Stauracio erano acerrimi nemici e ognuno cercava di provocare la caduta in disgrazia dellaltro, con intrighi vari.
                                     

2.2. Regno 797-802 Politica estera

  • Senza dubbio però la principale minaccia a cui Irene dovette far fronte fu lincoronazione di Carlo Magno come Imperatore dei Romani. Di questo titolo, fino ad allora, potevano fregiarsi solamente gli Imperatori di Costantinopoli, unici, legittimi e diretti discendenti degli Imperatori romani. Il fatto che il trono "romano" fosse occupato da una donna, spinse papa Leone III a considerare il trono "romano" vacante, nominando Imperatore dei Romani il re dei Franchi e dei Longobardi Carlo Magno, il giorno di Natale dellanno 800. Irene fu declassata dallOccidente a Imperatrice dei Greci ". La nascita di un nuovo Impero dOccidente non fu ben accolta dallImpero dOriente che tuttavia, nonostante le minacce di Irene, non aveva i mezzi sufficienti per intervenire militarmente. Limperatrice dovette così assistere impotente a ciò che stava avvenendo a Roma; ella si rifiutò sempre di riconoscere il titolo di imperatore a Carlo Magno, considerando la sua incoronazione, consacrata dal papa, un atto di usurpazione di potere.
  • Attuò una politica di ellenizzazione dei popoli slavi dei Balcani.
  • Ostile al Regno dei Franchi, che minacciavano gli interessi bizantini in Italia, appoggiò militarmente una campagna fallimentare guidata da Adelchi, che desiderava riprendersi il regno. Adelchi era un principe longobardo in esilio a Costantinopoli, figlio del re Desiderio che era stato deposto dai Franchi.
  • Riuscì a porre, anche se temporaneamente, fine alle lotte iconoclaste, convocando il Concilio di Nicea II assieme a papa Adriano I.
  • Dovette fronteggiare ben due invasioni del Califfato abbaside di Hārūn al-Rashīd. A causa del tradimento di uno dei suo generali, larmeno Tatzates, Irene fu costretta a pagare ingenti tributi allemiro in cambio del ritiro delle sue truppe.
  • Fece condurre una campagna contro i Serbi e i Bulgari ottenendo la vittoria, che le consentì di creare il Thema provincia di Makedonia.
  • Rioccupò la Sicilia dopo che il suo strategos, Elpidio, si era ribellato al governo di Costantinopoli.
  • Cercò poi una riappacificazione con lOccidente, avviando persino un tentativo di matrimonio fra lei e Carlo Magno; tuttavia fu deposta da Niceforo I, poco dopo lavvio delle trattative.


                                     

3. Detronizzazione ottobre 802 e morte agosto 803

Nell802 Carlo Magno tentò di risolvere il problema inviando dei messi a Costantinopoli per proporre a Irene di sposarlo in modo da "riunificare lOriente e lOccidente". Tuttavia le negoziazioni non andarono a buon fine perché nello stesso anno lImperatrice Irene fu detronizzata da una congiura che pose sul trono Niceforo I.

Mentre Irene si trovava in villeggiatura nel Palazzo di Eleuterio, i congiurati approfittarono della sua assenza per presentarsi al Sacro Palazzo con ordini contraffatti dellImperatrice che intimavano di nominare Imperatore Niceforo affinché le fosse di aiuto nel combattere Ezio. I soldati a guardia del palazzo non dubitarono dellautenticità dellordine e consegnarono il palazzo ai congiurati, che sparsero la voce della proclamazione a Imperatore di Niceforo I, mentre Irene veniva arrestata e segregata nel Sacro Palazzo. Il colpo di Stato tuttavia rischiò di fallire: il popolo e il clero erano favorevoli ad Irene e per questo, alla notizia della sua deposizione, insorsero. La folla si presentò davanti alle porte del Sacro Palazzo, pretendendo la restituzione del trono ad Irene.

Per evitare spargimento di sangue, limperatrice preferì allora ritirarsi dal governo e, nonostante le promesse di Niceforo, che le aveva garantito che lavrebbe trattata "come si addice a una basilissa", concedendole di vivere nel suo Palazzo di Costatinopoli, lEleuterio, proprio per paura che Irene potesse riprendersi nuovamente il trono, come già aveva fatto in passato, la esiliò prima in un monastero nelle Isole dei Principi e infine novembre 802 nellisola di Lesbo; qui per sopravvivere e per potersi mantenere dovette adattarsi a filare la lana. Morì il 9 agosto 803, senza suscitare rimpianti neppure nel Clero che aveva tanto favorito.

Il suo corpo fu inizialmente sepolto a Büyükada Πρίγκηπος sulle Isole dei Principi.

La sovrana dovette costantemente negoziare degli appoggi per garantire la legittimizzazione e la continuità del suo potere. Lasciava un impero nel caos sociale e politico e nella rovina amministrativa ed economica: tali da mai più consentire ai successori di fronteggiare le minacce esterne incombenti sul destino del trono dOriente.

                                     

4. Culto

Nell864, malgrado la pessima gestione di governo ed i crimini di cui si era macchiata, Irene fu canonizzata col nome di Santa Irene la Giovane da Fozio di Costantinopoli, proprio perché ella pose fine, sia pure temporaneamente, alliconoclastia e fu munifica protettrice del clero, che ne beneficò in ogni modo. La sua venerazione è limitata alle Chiese ortodosse orientali.

Irene favorì anche lo sviluppo delle arti e della letteratura; la tradizione narra che era bellissima e appassionata e come tale venne rappresentata dagli artisti e scrittori. Giovanni Boccaccio la cita nel suo libro sulle donne illustri, De mulieribus claris.

Nonostante fosse morta nellindigenza, il suo corpo fu traslato da Principo e sepolto solennemente, come si addice ad unimperatrice quale fu, nella chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli. Il suo sepolcro fu però poi violato dai crociati nel 1204, che ne saccheggiarono il ricco corredo, e ancora dai turchi ottomani nel 1462, quando demolirono la basilica ormai abbandonata. Resta, tuttavia, ancora oggi un sarcofago vuoto nella Santa Sofia a Istanbul attribuito ad Irene.

La Chiesa ortodossa la venera il 7 agosto.