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ⓘ Graziella De Palo



Graziella De Palo
                                     

ⓘ Graziella De Palo

Graziella De Palo è stata una giornalista italiana, rapita a Beirut il 2 settembre 1980, assieme al giornalista Italo Toni.

                                     

1. Biografia

Graziella è figlia di Vincenzo De Palo, capitano dei carabinieri e cofondatore dellallora Gabinetto Scientifico dellArma dei carabinieri, e di Renata Capotorti, insegnante di lettere. Dopo la maturità classica, si iscrive alla facoltà di lettere dellUniversità La Sapienza di Roma. Fin da piccola, insieme al fratello Giancarlo, si appassiona al giornalismo.

A ventanni comincia a lavorare allagenzia di stampa Notizie radicali e collabora alle testate ABC, Quotidiano donna, I Consigli, Quotidiano dei Consigli, LAstrolabio. Nel 1980 inizia a collaborare a Paese Sera, sul quale pubblica i suoi pezzi più importanti di politica internazionale, dedicati allanalisi dellimperialismo americano. In particolare, approfondisce le connessioni del traffico di armi tra Italia e vicino oriente, intervistando più volte in merito lonorevole Falco Accame e interessandosi alla figura del colonnello Stefano Giovannone, capocentro del Sismi a Beirut. In seguito alle interrogazioni parlamentari di Accame sui rapporti tra Giovannone e lOLP, oltre che sul traffico di armi e droga che dal Medio Oriente giungeva in Italia, Graziella scrive alcuni tra i suoi più interessanti articoli. Tra i pezzi più significativi della giornalista, larticolo uscito su Paese Sera il 21 marzo 1980, intitolato False vendite, spie e società fantasma: così diamo armi.

                                     

1.1. Biografia Missione in Libano e scomparsa

Il 22 agosto 1980 Graziella, in compagnia del collega Italo Toni, parte per Damasco, in Siria: destinazione Libano e i campi profughi palestinesi. A organizzare e pagare il viaggio dei due giornalisti è Nemer Hammad, rappresentante dellOLP in Italia. Il 24 agosto Graziella e Italo passano in macchina la frontiera tra Siria e Libano e arrivano a Beirut dove Al Fatah, la principale organizzazione dellOLP guidata da Yasser Arafat, offre loro una stanza presso lHotel Triumph e un interprete, il prete palestinese monsignor Ibram Ayad.

Il 1º settembre i due giornalisti si recano allambasciata italiana a Beirut dove comunicano di voler visitare il sud del Libano e il Castello di Beaufort, postazione dellOLP spesso attaccata dalle forze israeliane durante la guerra civile libanese. Avvisano che se entro tre giorni non dovessero fare ritorno allhotel Triumph, lambasciata dovrà provvedere a cercarli.

La mattina del 2 settembre Graziella e Italo sarebbero dovuti partire per il sud del Libano su una jeep del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina di Nayef Hawatameh. Sulla jeep avrebbe dovuto anche esserci Piera Redaelli, militante filo-palestinese italiana. Da quel momento non si hanno più tracce dei due giornalisti.

Lambasciata italiana si allerta solo il 15 settembre, in seguito alle richieste della famiglia di Graziella: la madre Renata Capotorti e il fratello Giancarlo De Palo. Agli inizi di ottobre il Ministero degli Esteri decide di aprire un fascicolo, affidando linchiesta al capo centro del Sismi a Beirut, il colonnello Stefano Giovannone e non allambasciatore italiano a Beirut, Stefano d’Andrea. Il 17 ottobre 1980 lambasciatore DAndrea scrive un telegramma indirizzato alla segreteria generale del ministero degli Esteri dichiarando che il rapimento di Graziella e di Italo è opera di Al Fatah e precisando di essere a conoscenza del nome dei rapitori. Il telegramma non viene reso noto: allepoca il segretario generale della Farnesina è Francesco Malfatti di Montretto, che si scoprirà in seguito essere affiliato alla P2.

Inizialmente Stefano Giovannone, allo scopo di scagionare lOlp, cerca di accreditare la tesi che i due giornalisti siano stati rapiti a Beirut Est, la zona della città controllata dai falangisti cristiano maroniti, sostenendo che Graziella sia ancora viva. I depistaggi messi in atto nel corso della vicenda sono numerosi, uno tra i quali la segnalazione fatta da una certa Edera Corrà allambasciata italiana di Beirut il 6 ottobre 1980 sulla presenza dei cadaveri dei due giornalisti italiani allospedale americano di Beirut ovest.

Il 18 aprile 1981, la famiglia De Palo viene ricevuta a Damasco da Arafat, il quale promette la liberazione di Graziella. Il 12 giugno 1981, la milizia cristiano maronita smentisce la paternità del rapimento, avvenuto a Beirut ovest, territorio sotto lo stretto controllo dellOLP. Il 14 gennaio 1982 il governo italiano apre unistruttoria, affidandola a Giancarlo Armati, sostituto procuratore della Procura di Roma. Il 24 gennaio 1983, la famiglia De Palo si reca nuovamente in Libano, portando con sé una delegazione di giornalisti italiani. A invitare la famiglia a recarsi nuovamente in Libano è stato Abu Ayad, capo dei servizi segreti dellOLP, che dichiara che Graziella è ancora viva e in mano ai falangisti cristiano maroniti. Anche questo viaggio non porta ad alcun risultato concreto nelle indagini.

Dei due giornalisti scomparsi non si sono più avute notizie.

                                     

2. Ipotesi sulla scomparsa

La scomparsa di Graziella De Palo e Italo Toni è stata spesso messa in relazione con il sequestro dei missili ad Ortona nella notte tra il 7 e l8 novembre 1979, un sequestro che portò allarresto di Abu Anzeh Saleh, palestinese con passaporto giordano, responsabile della struttura militare clandestina del FPLP in Italia. Pochi giorni dopo, il 13 novembre, venne incriminato anche George Habbash, leader del FPLP. In quelloccasione il FPLP accusò lItalia di non aver rispettato i patti, riferendosi al lodo Moro e annunciando pesanti ritorsioni. Il processo contro Habbash e Saleh iniziò proprio nellagosto del 1980, quando Graziella De Palo e Toni si stavano recando prima a Damasco e poi in Libano. Il giudice Armati in base agli atti processuali ha negato un collegamento tra la vicenda di Ortona, larresto di Habbash e il caso De Palo-Toni. Il giudice ha accertato che i due giornalisti italiani furono prelevati allhotel Triumph dai miliziani di Habbash, interrogati e uccisi pochi giorni o poche ore dopo. Armati chiese il rinvio a giudizio del colonnello Giovannone e del generale Santovito, direttore del Sismi, per favoreggiamento, ma, a causa della morte di questi ultimi, linchiesta si concluse con un nulla di fatto. Nel 1986, George Habbash fu assolto in tutti i gradi di giudizio per insufficienza di prove.

Graziella De Palo stava indagando anche sulla strage di Bologna, avvenuta il 2 agosto 1980, un mese esatto prima della sua scomparsa: secondo il fratello Giancarlo, la giornalista seguiva la "pista libanese", un depistaggio messo in atto dalla giornalista Rita Porena e volto a scaricare le responsabilità della strage sui falangisti cristiano maroniti.

Nel 1984 il presidente del consiglio Bettino Craxi appose il segreto di Stato sulla vicenda. I nomi stessi di Graziella e Italo vengono rimossi dagli elenchi degli appositi annali ufficiali internazionali, che nominano i giornalisti caduti nel mondo sul mestiere. Il segreto di Stato viene rimosso solo il 28 agosto 2014, per ciò che non riguarda i rapporti tra Italia e organizzazioni palestinesi lodo Moro.



                                     

3. Indagini giornalistiche

Marco Boato fu il solo politico vicino alla famiglia nei primi anni della tragedia.

Il caso Toni-De Palo ritorna allattenzione dei media e dellopinione pubblica nel venticinquesimo della scomparsa, tramite un sito web e una puntata del programme Chi lha visto del gennaio 2006. La loro scomparsa è stata oggetto di una memoria presso lUnione nazionale cronisti italiani. Inoltre, grazie a petizioni firmate su iniziativa dellOrdine dei giornalisti delle Marche, il segreto di Stato è stato rimosso da alcuni documenti riguardanti la sparizione di Toni e della De Palo.

Ferruccio Pinotti dedica alla scomparsa di Graziella De Palo e Italo Toni il principale capitolo "Segreto di Stato" del suo libro inchiesta sulla Massoneria italiana "Fratelli dItalia". Lanno successivo Amedeo Ricucci, coinvolto da Pinotti, realizza un documentario di unora per La Storia siamo noi di Giovanni Minoli, intitolato "Un mistero di Stato: il caso Toni-De Palo" 2008, replicato da RaiTre per vari anni.

Vicini alla famiglia De Palo si mostrerà il sindaco Gianni Alemanno. L11 settembre 2009 venne organizzato un convegno internazionale in Campidoglio intitolato "Graziella e Italo: una giornata per non dimenticare", integralmente registrato e trasmesso da Radio Radicale; lo stesso anno viene a loro dedicato il concerto inaugurale della Stagione sinfonica di Santa Cecilia. Dallanno successivo i due giornalisti sono ricordati anche con una messa annuale a suffragio il 2 settembre in Santa Maria in Ara Coeli, con lintitolazione ai loro nomi di due viali in Villa Gordiani.

In seguito alla risonanza suscitata dal Convegno del 2009, il senatore Francesco Rutelli convoca in audizione al COPASIR il fratello Giancarlo De Palo. I De Palo, infatti, nei mesi precedenti, avevano presentato unistanza formale al premier Silvio Berlusconi per ottenere labolizione del segreto di Stato apposto nel 1984. Rutelli, con una lettera sottoscritta allunanimità da tutti i membri del Comitato, chiede allora ed ottiene da Berlusconi la desecretazione di tutta quella documentazione in possesso dellAISE sulla tragica scomparsa che non fosse direttamente attinente agli accordi stipulati in segreto dal SISMI con lOrganizzazione per la Liberazione della Palestina e che costituiscono il cosiddetto Lodo Moro. Si tratta dellunico caso nella storia italiana che abbia visto lattuazione delle nuove norme sulla disciplina del segreto di Stato introdotte dallultimo governo di Romano Prodi con la legge 3 agosto 2007, n. 124, istitutiva dello stesso COPASIR.

Sul caso di Graziella De Palo viene pubblicato nel 2012 anche "Omicidio di Stato" Armando Curcio Editore, 2012, tratto dalla tesi di laurea del cugino Nicola De Palo, contenente documentazione fornita dal fratello Giancarlo.

                                     

4. Riconoscimenti

  • Premio Uomo/Donna del mio tempo 2012 - sezione "Giornalismo di frontiera": assegnato a Giancarlo e Nicola De Palo, alla memoria di Graziella De Palo assegnato dalla Festa del Libro in Mediterraneo di Amalfi
  • Premio Antonio Russo 2009 - premio speciale alla memoria: assegnato a Graziella De Palo e Italo Toni
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