Топ-100
Indietro

ⓘ Alfred Rosenberg



Alfred Rosenberg
                                     

ⓘ Alfred Rosenberg

Alfred Rosenberg è stato un politico, saggista e criminale di guerra tedesco, ideologo del partito nazista, condannato a morte per crimini contro lumanità e crimini di guerra al processo di Norimberga.

                                     

1.1. Biografia Gli studi e lavvicinamento alla politica

Rosenberg nacque a Reval oggi Tallinn, in Estonia, il 12 gennaio 1893 da una famiglia di tedeschi baltici al tempo lEstonia faceva parte dellimpero zarista. Fu con molta probabilità lo scoppio della prima guerra mondiale ad accendere nel giovane Rosenberg un odio crescente verso le popolazioni autoctone dellEstonia e forse fu proprio per questo motivo che il giovane iniziò a interessarsi della questione delle radici del popolo tedesco. Nel 1911 si diplomò presso la Petri Realschule di Reval e siscrisse al Politecnico di Riga. Negli anni della prima guerra mondiale, la sede centrale del Politecnico venne temporaneamente trasferita a Mosca. Proprio durante il suo anno accademico svolto a Mosca, Rosenberg si trovò coinvolto nella rivoluzione russa e lanno successivo, il 1918, dopo essersi laureato e ricongiunto alla famiglia, fuggì dallEstonia trovando rifugio prima a Parigi e in seguito a Monaco di Baviera.

Fu nel capoluogo bavarese che Rosenberg cominciò a entrare in contatto con alcuni circoli di controrivoluzionari scappati come lui dalla Russia bolscevica. È controversa la sua adesione alla Società Thule, circolo che già si era connotato per il suo forte antisemitismo e dove avrebbe avuto modo di conoscere il giovane Adolf Hitler, entrato poco prima nella medesima società. È interessante notare come Rosenberg, già allepoca della sua ipotetica entrata nella società di Thule, aveva raggiunto ormai una considerevole notorietà fra i circoli antisemiti grazie ad alcune sue pubblicazioni, in particolar modo con i suoi due trattati antisemiti, Il cammino degli ebrei attraverso i secoli in tedesco Die Spur des Juden im Wandel der Zeiten e Limmoralità nel Talmud in tedesco Unmoral in Talmud, entrambi dati alle stampe nel 1919.

Dalla sua ipotetica entrata nella Società Thule avrebbe preso avvio la sua rapida ascesa ai vertici del nuovo Partito Nazionalsocialista hitleriano, che proprio dalla Società Thule avrebbe preso, almeno in parte se non altro per lapporto ideologico, le mosse. Rosenberg, grazie alla sua intensa attività nellideologia antisemita, venne immediatamente messo da Hitler a capo del nuovo giornale nazista, Völkischer Beobachter, nel 1921 del quale si servì astutamente per far circolare uno dei primi grandi falsi documenti antisemiti su una presunta volontà giudaica di dominare e colonizzare il mondo, attraverso speculazioni finanziarie Rosenberg non era nuovo a questo tipo di teorie antisemite, nel 1919 aveva concepito una teoria su un complotto mondiale giudaico-bolscevico-massonico.

                                     

1.2. Biografia Verso il Terzo Reich: lascesa e la fine

Nel 1923 prese parte al fallito Putsch di Monaco a seguito del quale Hitler fu arrestato, il partito sciolto e il giornale cessò le pubblicazioni. Dopo il rilascio del Führer riprese la sua attività, divenendo lintellettuale del partito. Nel 1930 venne eletto per la prima volta deputato al Parlamento tedesco. Da questa data sino alla fine della guerra mantenne sempre un ruolo di enorme rilevanza allinterno del partito ma soprattutto nei quadri del nuovo impero tedesco, come dimostrano gli incarichi che Hitler gli affidò nel corso degli anni. Come prima nomina, il nuovo Cancelliere assegnò a Rosenberg il ruolo di "Delegato del Führer per leducazione e la formazione intellettuale e filosofica del partito Nazionalsocialista" nel 1933, incarico che ben rispecchiava la sua figura di leader indiscusso, dopo Hitler, in quanto a dottrina del movimento.

Non solo, sempre dello stesso anno fu la nomina di Rosenberg a "Responsabile Esteri per il Partito" ruolo che ricoprì sino alla fine della guerra nel 1945 e grazie al quale ebbe modo di tessere stretti rapporti con pressoché tutti i partiti fascisti sparsi nel mondo ruolo che gli dette una notevole visibilità. Nel 1939, sempre per la sua forte conoscenza della questione ebraica, fondò su ordine di Hitler l"Istituto di studi sulla questione ebraica" Institut zur Erforschung der Judenfrage, il cui compito era sostanzialmente diretto a svuotare archivi, musei e gallerie darte ebraica europee a "fini di ricerca scientifica". Con il deflagrare della guerra Rosenberg fondò un suo proprio staff operativo, chiamato Einsatzstab Reichsleiter Rosenberg o Commando Rosenberg, che si occupò principalmente se non in via esclusiva di trafugare opere darte da tutti i territori occupati dellEuropa ma in modo particolare dalla Francia.

Al 1941 risale invece la sua ultima nomina politica, quella a Ministro dei territori occupati, ruolo grazie al quale ebbe modo di impegnarsi in prima persona alla realizzazione del piano sullo sterminio di massa della popolazione ebraica. Durante la prigionia a Norimberga, in attesa del giudizio che lo condurrà alla pena di morte, Rosenberg fu autore di una serie di appunti autobiografici che erano tesi a sminuire la sua figura allinterno del partito forse un ultimo tentativo di difesa contro la pena di morte, accusando dello sterminio soprattutto Göbbels, Himmler e Bormann, sottolineando di essersi occupato essenzialmente di cultura e di ricerca, tendendo a passare le giornate "isolato nelle biblioteche a leggere mentre gli altri gerarchi erano intenti a tessere fitte reti di rapporti ed estendere la loro influenza".

                                     

2. Pensiero di Rosenberg

Rosenberg, come esplicò nelle sue pubblicazioni, considerava gli africani una razza inferiore al pari degli ebrei e delle altre popolazioni semitiche, esprimendo disprezzo anche per gli slavi. Al vertice della "gerarchia delle razze" individuava, in conformità allideologia razziale nazionalsocialista, gli ariani, discendenti dalle antiche popolazioni indoeuropee.

Per le sue teorie sulla razza prese spunto da quelle del marchese Joseph Arthur de Gobineau, di Houston Stewart Chamberlain e di Madison Grant, indicando gli ariani come fondatori di tutte le grandi civiltà del passato, da quella persiana ed egizia a quella dorica e romana, e sostenendo che il decadimento di tali civiltà, a cui appartiene anche quella tedesca, fosse da ricercarsi nella commistione razziale.

Rosenberg sostiene inoltre con forza la teoria del complotto giudeo-massonico-bolscevico favorendo la diffusione dei Protocolli dei Savi di Sion, lanticomunismo con particolare enfasi contro il bolscevismo, il rifiuto della cosiddetta "arte degenerata", le teorie razziste e socialdarwiniste, e la visione messianica di Hitler. Assieme a Hess è il maggior integratore nella dottrina nazionalsocialista del concetto di Lebensraum Spazio vitale, che porterà allinvasione dellEuropa Orientale.

Durante loccupazione, egli, allora capo del Ministero del Reich per i Territori occupati dellEst, decise di mettere in pratica loperazione Heuaktion "operazione fieno", volta al rapimento di bambini polacchi per renderli schiavi in Germania.



                                     

2.1. Pensiero di Rosenberg Il Mito del XX secolo e il Cristianesimo Positivo

Il mito del XX secolo, il libro più celebre di Rosenberg, si rifà alla teoria del pangermanismo e soprattutto allideologia razzista propagata da Chamberlain il titolo stesso è un omaggio a I fondamenti del XIX secolo. Nel testo, Rosenberg esamina, tra le altre cose, il cosiddetto Cristianesimo positivo, quella che sperava sarebbe divenuta la religione ufficiale del Terzo Reich.

"Oggi Gesù appare a noi come Signore nel tempio, luomo che trascinava i suoi seguaci, è lideale che oggi scaturisce risplendente dai Vangeli, non lagnello sacrificale dei profeti ebraici, non il crocifisso."

Rosenberg ergeva Gesù a superuomo, simbolo della razza ariana. In particolare ne esaltava gli aspetti della vita nei quali, secondo i Vangeli, aveva manifestato opposizione nei confronti delle istituzioni ebraiche. Non va tuttavia dimenticato che, nel pensiero di Rosenberg, Gesù non era figlio di Dio, né risorse dai morti Rosenberg le definisce "leggende". In pratica, la figura di Gesù viene privata di ogni attributo divino e messianico e viene accostata alle figure di grandi pensatori come Confucio o Meister Eckhart. A Gesù si riconosce il merito di aver superato la frattura "siriaco-etrusco-giudaica" tra umano e divino, in ciò mostrando perfetta sintonia con il panteismo propagandato dal nazionalsocialismo, ostile allidea di un Dio personale il concetto di "Provvidenza" per il nazismo è infatti completamente diverso da quello del monoteismo giudaico, cristiano ed islamico.

Nonostante la diffusione del libro paragonabile a quella del Mein Kampf, le reazioni degli altri gerarchi furono per la maggior parte negative. Molti sottolinearono il conflitto che si sarebbe venuto a creare con gli ambienti cattolici e protestanti, in quanto Rosenberg si opponeva tenacemente a entrambe le religioni, mentre la maggior parte dei gerarchi era seguace di una o dellaltra. Goebbels si rivelò particolarmente critico nei confronti dellopera e del suo autore, per il quale coniò la locuzione fast Rosenberg quasi Rosenberg, al fine di indicare qualcuno "quasi in grado di diventare un filosofo, un giornalista o un politico, ma solo quasi". Hitler stesso, che intendeva apparire come lunico in grado di salvaguardare il cristianesimo dallateismo comunista, definì il libro "illogico e derivativo", ma allo stesso tempo assicurò a Rosenberg che si trattava di un libro "molto intelligente". Latteggiamento del partito nazista verso "Il mito del XX secolo" fu ambivalente: mentre da un lato le dottrine di Rosenberg erano state dichiarate unopera privata dal valore non ufficiale, dallaltro questultime venivano invece largamente propagandate dai giornali e dalle associazioni naziste.

Il Vaticano prese le distanze da Rosenberg. Il 7 febbraio 1934 l Osservatore Romano pubblicò un articolo in cui informava che il libro di Rosenberg era stato messo allIndice, in quanto "mostra disprezzo per tutti i dogmi della Chiesa cattolica, cioè i fondamenti stessi della religione cristiana e li respinge completamente. Sostiene la necessità di fondare una nuova religione o una chiesa germanica e proclama il principio: "Oggi si sta svegliando una nuova fede, il mito del sangue, la fede nel difendere con il sangue lessenza divina delluomo.". Rosenberg, tra laltro, si era già distaccato dalle Chiese tradizionali nel 1933 richiedendo, con un atto ufficiale Kirchenaustritt, che il suo nominativo venisse cancellato dagli elenchi dei battezzati nella chiesa cattolica. Nonostante le varie controversie inerenti al libro, lapporto ideologico di Rosenberg alla dottrina nazionalsocialista rimane comunque di primaria importanza.

                                     

3. Il processo di Norimberga

Rosenberg venne catturato dagli Alleati alla fine della guerra e sedette in prima fila al Processo di Norimberga. Durante il processo si isolò dal resto degli imputati, con i quali non era mai stato in buoni rapporti. Non espresse mai pentimento o rimorso per le sue azioni, continuando anzi a sostenere fino allultimo la propria fede nel nazismo, sostenendo che i crimini fossero dovuti ad unerrata interpretazione della filosofia nazionalsocialista. Dalle testimonianze degli altri gerarchi emerse inoltre che nessuno di loro aveva letto, se non per poche pagine, Il Mito del XX secolo.

Nel suo rapporto medico e psichiatrico sui detenuti, il tenente colonnello W.H. Dunn scrisse di Rosenberg:

Dava limpressione di aggrapparsi in modo fanatico e intransigente alle proprie teorie e di essere stato ben poco influenzato, durante il processo, dalla scoperta della crudeltà e dei crimini del partito.

Sempre Dunn riassunse in questi termini il conflitto fra il punto di vista di Rosenberg e il pragmatismo degli altri gerarchi:

Il crudele raggiungimento degli obiettivi del nazismo si rivelò essere non la permeazione della vita dei tedeschi con la nuova ideologia, come Rosenberg aveva sperato, ma la concentrazione delle risorse del partito e dello stato nella guerra totale.

Rosenberg fu riconosciuto colpevole di tutti e quattro i capi daccusa e condannato a morte per impiccagione. La sentenza fu emessa dal giudice sovietico Iona Nikitchenko il 1º ottobre 1946 e due settimane dopo, il mattino del 16, Rosenberg fu giustiziato. Fu il quarto a salire sul patibolo e lunico dei condannati a rispondere "No" quando gli venne chiesto se volesse dire qualcosa prima dellimpiccagione. La sua esecuzione fu lenta: Rosenberg impiegò un minuto e mezzo per morire. In seguito il corpo venne cremato le ceneri vennero disperse in un fiume tedesco.

                                     

4. Rosenberg nella finzione letteraria

La figura di Alfred Rosenberg è stata anche oggetto di trasposizioni nella finzione letteraria. Nel libro The Spinoza Problem del 2012, Irvin D. Yalom, partendo da un evento storico realmente accaduto - il sequestro dellintero contenuto del museo Spinoza di Rijnsburg da parte di unità dipendenti da Rosenberg - immagina una romanzesca vita parallela tra il filosofo ebreo e lideologo nazista.

Free and no ads
no need to download or install

Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

online intellectual game →