Топ-100
Indietro

ⓘ Torquato Tasso



Torquato Tasso
                                     

ⓘ Torquato Tasso

Torquato Tasso è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo italiano.

La sua opera più importante, conosciuta e tradotta in molte lingue, è la Gerusalemme liberata 1581, in cui vengono cantati gli scontri tra cristiani e musulmani durante la prima crociata, culminanti nella presa cristiana di Gerusalemme.

                                     

1.1. Biografia Infanzia e adolescenza

Torquato nacque a Sorrento l11 marzo 1544, ultimo dei tre figli di Bernardo Tasso, letterato e cortigiano nato a Venezia, ma di antica nobiltà bergamasca, poi al servizio del principe di Salerno Ferrante Sanseverino del regno di Napoli, compreso nella monarchia spagnola, e di Porzia de Rossi, nobildonna napoletana di origini toscane, pistoiesi da parte paterna e pisane da parte materna. La primogenita Cornelia era venuta alla luce nel 1537.

Di Sorrento e della "dolce terra natìa" il poeta conserverà sempre un magnifico ricordo, rimpiangendo

Quando Torquato era ancora bambino, il principe di Salerno fu bandito dal regno e Bernardo seguì il suo protettore. Alletà di 6 anni si recò in Sicilia e dalla fine del 1550 fu con la famiglia a Napoli, dove lo seguì il precettore privato Giovanni dAngeluzzo. Frequentò per due anni la scuola dei Gesuiti appena istituita e conobbe Ettore Thesorieri con il quale poi restò in corrispondenza epistolare.

Ebbe uneducazione cattolica e da giovane frequentò spesso il monastero benedettino di Cava de Tirreni dove si trovava la tomba di Urbano II, il papa che aveva indetto la prima crociata, e ricevette il sacramento dellEucaristia quando "non avea anco forse i novanni", come scrisse egli stesso. Due anni dopo la sorella Cornelia, che nel frattempo si era sposata con il nobile sorrentino Marzio Sersale, rischiò di essere rapita durante unincursione ottomana a Sorrento, e questo rimase impresso nella sua memoria.

Rimase a Napoli fino ai dieci anni, poi seguì il padre a Roma, abbandonando con grande dolore la madre che fu costretta a rimanere nella città partenopea perché i suoi fratelli "rifiutavano di sborsarle la dote". Nella città pontificia fu Bernardo a educare privatamente il figlio, ed entrambi subirono un grave trauma quando nel febbraio 1556 vennero a sapere della morte di Porzia, probabilmente avvelenata dai fratelli per motivi dinteresse.

La situazione politica a Roma subì però uno sviluppo che preoccupò Bernardo: era scoppiato un dissidio tra Filippo II e Paolo IV e gli spagnoli sembravano sul punto di attaccare lUrbe. Mandò allora Torquato a Bergamo presso Palazzo Tasso e la Villa dei Tasso da alcuni parenti e si rifugiò presso la corte urbinate di Guidobaldo II Della Rovere, dove fu raggiunto dal figlio pochi mesi dopo.

A Urbino Torquato studiò assieme a Francesco Maria II Della Rovere, figlio di Guidobaldo, e a Guidobaldo Del Monte, poi illustre matematico. In questo periodo ebbe maestri di assoluto livello quali il poligrafo Girolamo Muzio, il poeta locale Antonio Galli e il matematico Federico Commandino. Torquato passava a Urbino solo lestate, dal momento che la corte trascorreva linverno a Pesaro, dove Tasso entrò in contatto con il poeta Bernardo Cappello e con Dionigi Atanagi, e scrisse il primo componimento a noi noto: un sonetto in lode della corte.

Bernardo si spostò intanto a Venezia, indiscussa capitale delleditoria, per occuparsi della pubblicazione del suo Amadigi. Poco tempo dopo, quindi, anche il figlio cambiò una volta di più città, stabilendosi in laguna nella primavera del 1559. Sembra che proprio a Venezia, non ancora sedicenne, abbia cominciato a mettere mano al poema sulla prima crociata e al Rinaldo. Il Libro I del Gierusalemme conservato dal Codice vaticano-urbinate 413 fu scritto dietro consiglio di Giovanni Maria Verdizzotti e Danese Cataneo, due poeti mediocri che allora frequentava e che già avevano scorto nel Tasso un talento straordinario.

                                     

1.2. Biografia Periodo universitario

Nel novembre 1560 Torquato si iscrisse per volere paterno alla facoltà di legge dello Studio patavino, raccomandato a Sperone Speroni, la cui casa frequentò più delle aule universitarie, affascinato dalla vastissima cultura dellautore della Canace. Tasso non amava la giurisprudenza, tanto che attendeva più alla produzione poetica che allo studio del diritto. Così, dopo il primo anno ottenne dal padre il consenso per frequentare i corsi di filosofia ed eloquenza con illustri professori tra cui spicca il nome di Carlo Sigonio. Questultimo rimarrà un modello costante per le dissertazioni teoriche tassesche future - prime fra tutte quelle dei Discorsi dellarte poetica, in cui si nota anche linflusso dello Speroni - e lo avvicinò allo studio della Poetica aristotelica.

È in questepoca che si colloca il primo innamoramento del ragazzo, già molto sensibile e sognatore. Il padre era stato introdotto nella corte del cardinale Luigi dEste, e nel settembre 1561 si era recato col figlio a fare la conoscenza dei familiari del suo protettore. Torquato conobbe nelloccasione Lucrezia Bendidio, dama di Eleonora dEste, sorella di Luigi.

Lucrezia, quindicenne, era molto bella ed eccelleva nel canto, anche se era piuttosto frivola. Avendo notato un interessamento della fanciulla, Tasso cominciò a dedicarle rime petrarcheggianti, ma dovette presto essere ricondotto alla realtà, poiché nel febbraio 1562 scoprì che la ragazza era promessa sposa al conte Baldassarre Macchiavelli. Non si arrese, continuando a cantarla in poesia, ma dopo le nozze si lasciò andare al risentimento e alla delusione.

Intanto, l entourage cominciava ad avvedersi del talento del Tassino come veniva chiamato per essere distinto dal padre, e nel 1561 e 1562 gli furono commissionate delle rime per alcuni funerali. Confluendo in due raccolte, furono le prime poesie pubblicate da Torquato.

Ancora più notevoli erano gli sforzi prodigati per il Rinaldo, composto in soli dieci mesi e dedicato a Luigi dEste. Il poema epico cavalleresco, incentrato sulle avventure del cugino di Orlando, fu stampato a Venezia nel 1562 e contribuì a diffondere il nome di Tasso, che aveva ancora soltanto diciotto anni.

Il padre intanto lo aveva messo nel 1561 al servizio del nobile Annibale Di Capua, e il duca dUrbino gli aveva procurato una borsa di studio di cinquanta scudi annui per permettergli di continuare i corsi universitari. Dopo due anni a Padova, Tasso proseguì gli studi allUniversità di Bologna, ma durante il secondo anno di permanenza nella città felsinea, nel gennaio 1564, fu accusato di essere lautore di un testo che attaccava pesantemente, con una satira sferzante, alcuni studenti e professori dello Studio. Espulso e privato della borsa di studio, fu costretto a ritornare a Padova, dove poté beneficiare dellospitalità di Scipione Gonzaga, che gli fornì il necessario per continuare il percorso di formazione.

Ritrovò tra i maestri Francesco Piccolomini e seguì le lezioni di Federico Pendasio. In casa del principe Gonzaga era appena stata istituita lAccademia degli Eterei, ritrovo di seguaci dello Speroni che miravano alla perfezione della forma, non senza scadere nellartificiosità. Tasso vi entrò assumendo il nome di Pentito e leggendovi molti componimenti, tra cui quelli scritti per Lucrezia Bendidio e per una donna che la critica ha per lungo tempo identificato in Laura Peperara.

Secondo questa versione Torquato conobbe Laura nellestate del 1563, quando aveva raggiunto a Mantova Bernardo, nel frattempo messosi al servizio del duca Guglielmo Gonzaga. La delicatezza nei modi della giovane fece dimenticare presto al Nostro le ancor fresche pene amorose per Lucrezia Bendidio. Lo spirito del Petrarca rivisse allora nelle liriche del ragazzo nuovamente innamorato. Lanno dopo, rivedendola, fu però deluso, e pur continuando a cantarla dovette ben presto rassegnarsi al secondo scacco.

Ricerche recenti hanno tuttavia collocato la nascita della Peperara nel 1563, rendendo quindi impossibile che fosse lei la seconda musa del Tasso.

I due canzonieri amorosi andarono in parte a finire tra le Rime degli Accademici Eterei, stampate a Padova nel 1567, assieme ad alcune che scriverà nel primo anno ferrarese.

Si legò anche allAccademia degli Infiammati.

                                     

1.3. Biografia A Ferrara

Nellottobre 1565 giunse a Ferrara in occasione del secondo matrimonio quello con Barbara dAustria del duca Alfonso II dEste, al servizio del cardinale Luigi dEste, fratello del duca, spesato di vitto e alloggio, mentre dal 1572 sarà al servizio del duca stesso. I primi dieci anni ferraresi furono il periodo più felice della vita di Tasso, in cui il poeta visse apprezzato dalle dame e dai gentiluomini per le sue doti poetiche e per leleganza mondana.

Il cardinale lasciò al Nostro la possibilità di attendere solamente allattività poetica, e Tasso poté così continuare il poema maggiore. Rapporti particolarmente intensi intercorsero con le due sorelle del duca, Lucrezia e Leonora. La prima era uno spirito libero e incarnava ideali di vivacità e vitalità, mentre la seconda, malata e fragile, fuggiva la vita mondana e conduceva unesistenza ritirata. Per quanto Tasso fosse attratto da entrambe e per quanto si sia avallata lipotesi di una relazione amorosa con Leonora, la critica tassesca ha concluso che non si andò al di là di forti simpatie.

La ricchezza culturale della corte estense costituì per lui un importante stimolo; ebbe infatti modo di conoscere Battista Guarini, Giovan Battista Pigna e altri intellettuali dellepoca. In questo periodo riprese il poema sulla prima crociata, dandogli il nome di Gottifredo. Nel 1566 i canti erano già sei, e aumenteranno negli anni appresso.

Nel 1568 diede alle stampe le Considerazioni sopra tre canzoni di M. G. B. Pigna, dove emerge la concezione platonica e stilnovistica che il Tasso aveva dellamore, con alcune note però affatto peculiari, che lo portavano a ravvisare il divino in tutto ciò che è bello, e a definire di matrice soprannaturale anche lamore puramente fisico. I concetti vennero ribaditi nelle cinquanta Conclusioni amorose pubblicate due anni più tardi.

Compose anche i quattro Discorsi dellarte poetica e in particolare sopra il poema eroico, anche se videro la luce solo nel 1587 a Venezia, per i tipi di Licino.

Nellottobre 1570 partì per la Francia al seguito del cardinale e, temendo gli potesse accadere qualche disgrazia nel lungo e pericoloso viaggio, volle dettare le proprie volontà allamico Ercole Rondinelli, richiedendo la pubblicazione dei sonetti amorosi e dei madrigali, mentre precisava che "gli altri, o amorosi o in altra materia, cho fatti per servizio di alcun amico, desidero che restino sepolti con esso meco", ad eccezione di Or che laura mia dolce altrove spira.

Per il Gottifredo afferma di voler far conoscere "i sei ultimi canti, de due primi quelle stanze che saranno giudicate men ree", il che prova che il numero dei canti era salito almeno a otto.

Intanto, sempre nel 1570, Lucrezia dEste sposò Francesco Maria II Della Rovere, compagno di studi di Torquato nel periodo urbinate.

Il soggiorno transalpino fu di sei mesi, ma, siccome Luigi aveva messo a disposizione del poeta poco denaro, questi trascorse il periodo francese sostanzialmente nellombra, con il solo onore di essere ricevuto da Caterina de Medici, la moglie di Enrico II. Di ritorno a Ferrara, il 12 aprile 1571 decise di lasciare il seguito del cardinale.

Credeva incorrere in miglior fortuna presso Ippolito II, e scese pertanto a Roma. Anche il cardinale di villa dEste però lo deluse, e Tasso decise di risalire la penisola, facendosi ospitare qualche tempo da Lucrezia e Francesco a Urbino, prima di entrare, nel maggio 1572, al servizio di Alfonso II.

In questo periodo continuò ad attendere al capolavoro, ma si diede anche al teatro, e scrisse l Aminta, celebre favola pastorale che rientrava nei gusti delle corti cinquecentesche. Rappresentata con ogni probabilità il 31 luglio 1573 allisola di Belvedere, dovera una delle "delizie" estensi, ebbe un grande successo e fu richiesta anche da Lucrezia dEste a Urbino lanno successivo. Nelleuforia del successo, nello stesso 1573 Tasso cominciò a scrivere una tragedia, Galealto re di Norvegia, ma la abbandonò allinizio del secondo atto, salvo rimettervi mano molto più tardi trasformandola nel Re Torrismondo.



                                     

1.4. Biografia Il capolavoro e la revisione

Limpegno principale rimaneva comunque il poema epico, per il quale lautore non aveva ancora stabilito un titolo. Nel novembre 74 lopera era quasi completa, visto che "io aveva comincio questagosto lultimo canto", ma si deve aspettare fino al 6 aprile 1575 per avere lannuncio del completamento del testo, quando in una lettera al cardinale Giovan Girolamo Albano leggiamo: "Sappia dunque Vostra Signoria illustrissima, che dopo una fastidiosa quartana sono ora per la Dio grazia assai sano, e dopo lunghe vigilie ho condotto finalmente al fine il poema di Goffredo".

Completato quindi nel 1575 il poema maggiore, si aprì per Tasso il periodo della nevrosi e del terrore di aver portato a termine un lavoro non gradito allInquisizione, allora in una fase di rigidità estrema il concilio di Trento si era concluso da soli dodici anni. Da una lettera emerge linquietudine del poeta: "Qui va pur intorno questo benedetto romore de la proibizione dinfiniti poeti: vorrei sapere se ve nè cosa alcuna di vero".

Tasso sottopose il testo al giudizio di cinque autorevoli personaggi romani - garanzia di validi consigli concernenti lestetica e la morale - nevroticamente insoddisfatto delle proprie scelte estetiche ma principalmente preoccupato, come sè visto, dalle questioni religiose.

I cinque erano il maestro ed erudito Sperone Speroni, il principe e cardinale Scipione Gonzaga, il cardinale Silvio Antoniano, il poeta Pier Angelio Bargeo e il grecista Flaminio de Nobili.

Torquato condivise in parte i consigli degli illustri letterati, che gli avevano rivolto critiche di stampo moralistico, ma talvolta li respinse bruscamente. Ne nacquero missive quasi quotidiane che mettono in luce un autore intimamente travagliato e continuamente bisognoso di dimostrare forse soprattutto a sé stesso di non trasgredire principi di poetica né tanto meno di fede.

Ossessivo nellapportare modifiche al testo, era continuamente combattuto e incerto sul da farsi, al punto che nellottobre arrivò a scrivere al Gonzaga: "Forse a questa particolare istoria di Goffredo si conveniva altra trattazione; e forse anco io non ho avuto tutto quel riguardo che si doveva al rigor de tempi presenti Non è più tempo chio parli de la mia ostinata fortuna, per non dire de lingratitudine del mondo". Tutto perdeva importanza, a fronte della dolcezza della "conversazione di questi divoti padri", che cominciava "la mia conversazione in cielo".

Il 25 aprile, all "undecima ora", Torquato Tasso moriva alletà di 51 anni. Era una morte serena, ricevuta con tutti i conforti dei sacramenti: "La morte del Tasso è stata accompagnata da una particolar grazia di Dio benedetto, perché in questi ultimi giorni le duplicate confessioni, le lagrime e insegnamenti spirituali pieni di pietà e di giudizio, mostrarono che fosse affatto guarito dallumor malinconico, e che quasi uno spirito gli avesse accostato al naso lampolle del suo cervello". Venne sepolto nella Chiesa di SantOnofrio al Gianicolo.

Presso il monastero, accanto alla strada è ancora visibile la rampa della quercia, dove si trova il tronco nero di una quercia secolare sostenuto da un sopporto metallico. Secondo la tradizione locale si tratta della cosiddetta quercia del Tasso, lalbero alla cui ombra il poeta spesso sedeva per riposarsi.

                                     

2.1. Opere Gerusalemme

Scritto quando egli aveva solo 15 anni il Gierusalemme rappresenta il primissimo tentativo di Tasso di maneggiare il genere epico nonché il suo primo impegno letterario di rilievo. Se ne possiedono soltanto centosedici stanze del canto I. Oltre a condividere con la Liberata largomento la prima Crociata, si notano pure alcune somiglianze tra il proemio di questo esordio poetico giovanile e quello del capolavoro della maturità.

                                     

2.2. Opere Rinaldo

Alletà di diciotto anni Tasso riprese la materia del romanzo cavalleresco e nel 1562 pubblicò il Rinaldo, poema in ottave che narra in dodici canti circa 8000 versi la giovinezza del paladino della tradizione carolingia le sue imprese di armi e di amori. Nella prefazione al poema Tasso dichiara di voler imitare in parte gli "antichi" Omero e Virgilio, in parte i "moderni" Ariosto. Si concentra però su un unico protagonista, secondo le esigenze di unità proposte dallaristotelismo. Si tratta di unopera tipicamente giovanile, ancora priva di originalità, ma compaiono già alcuni temi e toni fondamentali che caratterizzeranno il Tasso maturo e formato culturalmente.

                                     

2.3. Opere Rime

Torquato Tasso compose un gran numero di poesie liriche, lungo larco di tutta la sua vita. Le prime furono pubblicate nel 1567 col titolo di Rime degli Accademici Eterei. Nel 1581 uscirono Rime e prose. Tasso lavorò fino al 1593 ad un riordino complessivo dei testi, distinguendo rime amorose e rime encomiastiche. Previde poi una terza sezione, dedicata alle rime religiose e una quarta di rime per musica, ma non realizzò il progetto.

Nelle Rime amorose è ben riconoscibile linfluenza della poesia petrarchesca e della vasta produzione petrarchistica del Quattrocento e Cinquecento; contemporaneamente, però, il gusto per le preziosità linguistiche e lintensa sensualità rivelano levoluzione verso un linguaggio nuovo che maturerà nel Seicento. Luso frequente di forme metriche poco usate dai poeti precedenti, come il madrigale, e la raffinata musicalità dei versi fecero sì che molti di essi fossero musicati da grandi autori come Claudio Monteverdi e Gesualdo da Venosa.

Più solenni e classicheggianti le Rime encomiastiche, dedicate alle figure e alle famiglie signorili che ebbero rilievo nella vita del poeta. Per la loro creazione si ispira a Pindaro, Orazio e al celebre Monsignor della Casa. Fra tutte, la più famosa è la Canzone al Metauro, intessuta di elementi autobiografici.

Le Rime religiose sono caratterizzate dal tono cupo e plumbeo, forse dovuto al fatto che le scrisse negli ultimi anni di vita. Qui il poeta manifesta il desiderio di sconfiggere lansia esistenziale e il tormentoso senso del peccato attraverso la fede e lespiazione.



                                     

2.4. Opere Discorsi dellarte poetica

Attorno alla metà degli Anni Sessanta scrisse i quattro libri dei Discorsi dellarte poetica ed in particolare sopra il poema eroico, letti allAccademia Ferrarese e pubblicati molto più tardi, nel 1587, dal Licino. Il testo fornisce una chiara visione della concezione tassesca del poema eroico, piuttosto distante da quella ariostesca, che dava la prevalenza allinvenzione e allintrattenimento del pubblico.

Perché possa essere giudicato di buon livello, deve basarsi su un evento storico, da rielaborare in modo inedito. Infatti, "la novità del poema non consiste principalmente in questo, cioè che la materia sia finta, e non più udita; ma consiste nella novità del nodo e dello scioglimento della favola".

Al verosimile deve essere unito il meraviglioso, e Tasso trova lunione perfetta di queste due componenti nella religione cristiana. Intiera, lopera deve essere una, ossia prevedere lunità dazione, ma senza schemi rigidi: ci può essere largo spazio per la varietà, e per la creazione di numerosi racconti nel racconto, e in questo senso la Gerusalemme liberata costituisce una piena realizzazione delle idee dellautore. Lo stile, infine, deve adeguarsi alla materia, e variare tra il sublime e il mediocre a seconda dei casi.

                                     

2.5. Opere Aminta

L Aminta è una favola pastorale composta nel 1573 e pubblicata nel 1580 ca. Presenta un prologo, 5 atti, un coro. Ogni canto si conclude a lieto fine.

Ha ispirato la composizione della favola pastorale Flori di Maddalena Campiglia lodata dallo stesso Torquato Tasso.

                                     

2.6. Opere Re Torrismondo

Intorno al 1573-1574, sulle ali dellentusiasmo per il successo dell Aminta Tasso incominciò una tragedia, Galealto re di Norvegia, che però interruppe alla seconda scena del secondo atto. Il poeta la riprese e la completò a Mantova, subito dopo la liberazione dallOspedale di SantAnna cambiando però il titolo, diventato Re Torrismondo, e il nome del protagonista. Lambientazione è nordica: in essa sono frequenti le immagini di distese boschive. In questo, il Tasso mostra la sua forte curiosità per le leggende nordiche, come ad esempio mostra la lettura dell Historia de gentibus septentrionalibus di Olao Magno.

L editio princeps è quella bergamasca del 1587; seguirono a ruota le edizioni di Mantova, Ferrara, Venezia e Torino, ma poi ci fu un lungo silenzio. Lopera fu rappresentata per la prima volta soltanto nel 1618 al Teatro Olimpico di Vicenza.

Trama Torrismondo è intimamente segnato dal conflitto tra amore e amicizia: il sovrano duna ignota regione nordica, non di Norvegia ama Alvida, che a causa di un debito passato Germondo aveva salvato la vita a Torrismondo deve sposarsi con lamico Germondo, re di Svezia, regno nemico a quello di Alvida poiché Germondo stesso era stato accusato di omicidio del fratello di Alvida. Germondo dunque non può sposarsi con la donna amata poiché il padre di questultima lo odia. Germondo decide allora che Torrismondo per sdebitarsi avrebbe dovuto chiedere la mano di Alvida e al momento delle nozze avrebbe dovuto scambiare la sposa. Ottenuta da Torrismondo la mano di Alvida i due consumano lamore. La storia prenderà unaltra china quando Torrismondo scoprirà che la donna amata non è altri che la sorella, la situazione culminerà nel suicidio dei due.

Il Re Torrismondo è molto importante perché anticipa le tragedie barocche, nelle quali si riprendono alcune caratteristiche fondamentali delle tragedie senecane: la meditatio mortis il Memento mori e il gusto dellorrido. Nel Tasso, però, ciò che compare fortemente e caratterizza le sue tragedie è il conflitto intimo che dilania lanimo dei personaggi: luomo si sente intrappolato dal fato, poiché impossibilitato allagire, a modificare il corso degli eventi ormai già predisposti.

Tuttavia, la critica non si è espressa positivamente in merito allopera: Angelo Solerti e Francesco DOvidio si sono mostrati ostili verso il Torrismondo come lo erano stati nei confronti degli Intrichi damore, e severo si è dimostrato anche Umberto Renda, che alla tragedia ha dedicato una monografia. Ancora più duro il giudizio di Eugenio Donadoni, che arrivò a parlare di "opera di un ex-poeta, non più di un poeta", e nemmeno Giosuè Carducci, pur apprezzando lo sforzo di unire elementi pagani e religiosi, classici ed esotici, ha ritenuto il dramma degno dellingegno tassesco. Solo Luigi Tonelli, nel 1935, ha fatto presente che superava pur sempre "la maggior parte delle tragedie cinquecentesche e rivaleggiava con le migliori del tempo".



                                     

2.7. Opere Gerusalemme liberata

La Gerusalemme liberata è considerata il capolavoro di Tasso. Il poema tratta di un avvenimento realmente accaduto, ossia la prima crociata. Tasso iniziò a scrivere lopera con il titolo di Gierusalemme nel 1559 durante il soggiorno a Venezia e la concluse nel 1575. Lopera fu pubblicata integralmente nel 1581 con il titolo di Gerusalemme liberata. In seguito alla pubblicazione del poema il poeta rimise mano allopera e la riscrisse eliminando tutte le scene amorose e accentuando il tono religioso ed epico della trama. Cambiò anche il titolo in Gerusalemme conquistata. In realtà la Conquistata fu immediatamente dimenticata e la redazione che continuò ad avere grande successo e ad essere ristampata, in Italia e nei paesi stranieri, fu la Liberata.

Trama Goffredo di Buglione nel sesto anno di guerra raduna i crociati, viene eletto comandante supremo e stringe dassedio Gerusalemme. Uno dei guerrieri musulmani decide di sfidare a duello il crociato Tancredi. Chi vince il duello vince la guerra. Il duello però viene sospeso per il sopraggiungere della notte e rinviato. I diavoli decidono di aiutare i musulmani a vincere la guerra. Uno strumento di Satana è la maga Armida che con uno stratagemma riesce a rinchiudere tutti i migliori eroi cristiani, tra cui Tancredi, in un castello incantato. Leroe Rinaldo per aver ucciso un altro crociato che lo aveva offeso viene cacciato via dal campo. Il giorno del duello arriva e poiché Tancredi è scomparso viene sostituito da un altro crociato aiutato da un angelo. I diavoli aiutano il musulmano e trasformano il duello in battaglia generale. I crociati sembrano perdere la guerra quando arrivano gli eroi imprigionati liberati da Rinaldo che rovesciano la situazione e fanno vincere la battaglia ai cristiani. Goffredo ordina ai suoi di costruire una torre per dare lassalto a Gerusalemme ma Argante e Clorinda di cui Tancredi è innamorato la incendiano di notte. Clorinda non riesce a entrare nelle mura e viene uccisa in duello proprio da colui che lama, Tancredi, che non laveva riconosciuta. Tancredi è addolorato per aver ucciso la donna che amava e solo lapparizione in sogno di Clorinda gli impedisce di suicidarsi. Il mago Ismeno lancia un incantesimo sul bosco in modo che i crociati non possano ricostruire la torre. Lunico in grado di spezzare lincantesimo è Rinaldo, prigioniero della maga Armida. Due guerrieri vengono inviati da Goffredo per cercarlo e alla fine lo trovano e lo liberano. Rinaldo vince gli incantesimi della selva e permette ai crociati di assalire e conquistare Gerusalemme.
                                     

2.8. Opere I Dialoghi

La stesura di prose dialogiche impegnò Tasso fin dal 1578, anno della composizione del Forno overo de la Nobiltà.

La dialogistica tassiana è stata da sempre relegata al margine dalla critica: De Sanctis accenna soltanto al Minturo overo della Bellezza, limitandosi ad asserire che Tasso da giovane fu" infetto dalla peste filosofica”. Un giudizio a dir poco sminuente se si considera che il poeta compose venticinque dialoghi e vi pose il suo impegno fino alla morte.

Una valutazione più precisa è fornita da Donadoni: lo studioso dedica un intero capitolo della sua monografia ai Dialoghi indagandone trame, fonti e suggestioni. La prima edizione moderna del corpus dialogico tassiano è quella di Guasti 1858-1859, il quale, però, non riuscendo a reperire tutti i manoscritti dei Dialoghi si basa sui testimoni a stampa, dando vita ad un’edizione, che presenta corruttele da far rabbrividire i moderni filologi.

Un grande passo in avanti nella fortuna dei Dialoghi è rappresentato dall’edizione critica di Ezio Raimondi pubblicata nel 1958, di capitale importanza per gli studiosi tassiani i quali, ancora oggi, continuano a considerarla punto di riferimento. Raimondi considerò i Dialoghi tassiani come opere postume, scegliendo la versione più attendibile fra manoscritti e stampe in base alla loro storia individuale.

Questo criterio non è stato accettato da Stefano Prandi e Carlo Ossola, i quali hanno proposto un’edizione storica dei Dialoghi che tenesse conto dei testi effettivamente circolanti all’epoca dello scrittore. L’edizione in realtà non ha mai visto la luce e si è fermata al 1996 ad uno specimen che avrebbe dovuto anticipare una successiva edizione completa.

Negli ultimi anni gli studiosi della prosa tassiana sono aumentati: si è posta attenzione al Tasso politico, con due edizioni commentate della Risposta di Roma a Plutarco e al Tasso egittologo di cui si è occupato Bruno Basile. Non mancano letture dei singoli dialoghi: Basile e Arnaldo Di Benedetto si sono occupati del Padre di Famiglia ; Emilio Russo del Manso Amore e elezione nel "Manso" di Torquato Tasso, Massimo Rossi del Malpiglio Secondo e del Rangone Io come filosofo era stato dubbio. La retorica dei "Dialoghi" di Tasso; Maiko Favaro, dopo la monografia di Prandi/Ossola, ha offerto una puntuale lettura del Forno, premiata con il premio Tasso 2016 Le virtù del tiranno le passioni dell’eroe. Il" Forno overo de la Nobiltà” e la trattatistica sulla virtù eroica; Angelo Chiarelli si è, invece, occupato del Malpiglio overo de la corte Una "congregazione di uomini raccolti per onore". Tentativi di aggiornamento della teoria cortigiana nella dialogistica e nella prosa tassiana, preceduto dal contributo di Massimo Lucarelli sullo stesso argomento Il nuovo "Libro del Cortegiano": una lettura del "Malpiglio" di Tasso e del Costante "Questa concordia è sempre nelle cose vere". Note per una contestualizzazione de "Il Costante overo de la clemenza" di Tasso.

Ledizione critica di Raimondi fornisce il testo dei venticinque dialoghi tassiani, con unappendice che ci permette di conoscere i manoscritti superstiti le stampe. Questo il titolo dei vari dialoghi:

  • De la dignità ;
  • Il Conte overo de le imprese.
  • Il Costante overo de la clemenza ;
  • Il messaggiero ;
  • Il Minturno overo de la bellezza ;
  • Il Malpiglio secondo overo del fuggir la moltitudine ;
  • Il padre di famiglia ;
  • Il Malpiglio overo de la corte ;
  • Il Ficino overo de larte ;
  • Il Forestiero Napoletano overo de la gelosia ;
  • Il Forno overo de la Nobiltà ;
  • Il Manso overo de lamicizia ;
  • La Molza overo de lamore ;
  • Il Nifo overo del piacere ;
  • Il Gianluca overo de le maschere ;
  • Il Rangone overo de la pace ;
  • Il Cataneo overo de gli idoli ;
  • Dialogo ;
  • Il Ghirlinzone overo lepitaffio ;
  • Il Cataneo overo de le conclusioni amorose ;
  • Il Beltramo overo de la cortesia ;
  • Il Porzio overo de le virtù ;
  • La Cavalletta overo de la poesia toscana ;
  • Il N. overo de la pietà ;
  • Il Gonzaga secondo overo del giuoco ;
                                     

2.9. Opere Le sette giornate del mondo creato

È un poema in endecasillabi sciolti, composto tra il 1592 e il 1594, accanto ad altre opere di contenuto religioso di impronta chiaramente controriformistica. Il poema venne pubblicato postumo nel 1607. Si fonda sul racconto biblico della creazione ed è suddiviso in sette parti, corrispondenti come dice il titolo ai sette giorni nei quali Dio creò il mondo, e presenta una continua esaltazione della grandezza divina della quale la realtà terrena è un pallido riflesso.

                                     

2.10. Opere Le lacrime di Maria Vergine Le lacrime di Gesù Cristo

Si tratta, come nel caso de Le sette giornate del mondo creato, di due scritti facenti parte delle cosiddette "opere devote" del Tasso. Nello specifico, sono due poemetti in ottave che riprendono la tradizione della "poesia delle lacrime", in voga nella seconda metà del Cinquecento, scritti e pubblicati nel 1593, appena qualche anno prima della morte.

                                     

3. Influenze culturali

La figura del Tasso, anche per la sua pazzia, divenne subito popolare. La lucidità delle opere scritte durante il periodo di prigionia nellOspedale di SantAnna fece diffondere la leggenda secondo cui il poeta non era veramente pazzo ma fu fatto passare per tale dal duca Alfonso che voleva punirlo per aver avuto una relazione con sua sorella, imprigionandolo. Questa leggenda si diffuse rapidamente e rese particolarmente popolare la figura del Tasso, fino a ispirare a Goethe il dramma Torquato Tasso 1790.

In età romantica il poeta divenne il simbolo del conflitto individuo-società, del genio incompreso e perseguitato da tutti coloro che non sono in grado di comprendere il suo talento straordinario. In particolare Giacomo Leopardi, che quando si recò a Roma il giorno venerdì 15 febbraio del 1823 pianse sul sepolcro del Poeta in S. Onofrio commentando in una lettera che quella esperienza era stata per lui "il primo e lunico piacere che ho provato in Roma", considerava Torquato Tasso come un fratello spirituale, ricordandolo in numerosi passi dei propri scritti tra cui quello citato e nel Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare una delle Operette morali.

Molta parte della poesia recanatese è impregnata di stile tassesco: i notturni di alcuni canti, come La sera del dì di festa o Canto notturno di un pastore errante dellAsia, richiamano quelli della Gerusalemme, mentre nella canzone Ad Angelo Mai Leopardi crea una forte empatia con il "misero Torquato", spirito fraterno "concepito come un alter ego". I due nomi femminili più celebri presenti nei Canti, Silvia e Nerina, furono ripresi dall Aminta.

In generale, lattenzione si spostò dai personaggi della Liberata al dramma esistenziale vissuto dal suo autore. Pochi anni dopo, nel 1833, Jacopo Ferretti scrisse le parole del Torquato Tasso, melodramma in tre atti musicato da Gaetano Donizetti e rappresentato per la prima volta al Teatro Valle. Il "mito" conquistò anche Franz Liszt: era il 1849 quando l apostolo del Romanticismo metteva in musica lopera byroniana Il lamento del Tasso, dando vita al poema sinfonico Tasso. Lamento e Trionfo.

Il poeta vicentino ottocentesco Jacopo Cabianca ha dedicato al Tasso un poema in dodici canti intitolato appunto Il Torquato Tasso.

Nei primi anni del ventesimo secolo il compositore catanese Pietro Moro si concentrò sugli ultimi momenti di vita del poeta con Ultime ore di Torquato Tasso, carme in un atto sulle parole di Giovanni Prati riviste per loccasione da Rojobe Fogo.

                                     

4. Adattamenti cinematografici de La Gerusalemme liberata

Il primo regista a girare un film sullopera fu Enrico Guazzoni. Lo stesso nel 1913 e nel 1918 ne farà due remake;

  • La Gerusalemme liberata, di E. Guazzoni 1918;
  • I due crociati, parodia di Giuseppe Orlandini con Franco e Ciccio 1968.
  • La Gerusalemme liberata, di Carlo Ludovico Bragaglia 1957;
  • Gerusalemme liberata, di Enrico Guazzoni 1910;
Free and no ads
no need to download or install

Pino - logical board game which is based on tactics and strategy. In general this is a remix of chess, checkers and corners. The game develops imagination, concentration, teaches how to solve tasks, plan their own actions and of course to think logically. It does not matter how much pieces you have, the main thing is how they are placement!

online intellectual game →