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ⓘ Bernardo di Chiaravalle



Bernardo di Chiaravalle
                                     

ⓘ Bernardo di Chiaravalle

Bernard de Fontaine, in latino: Bernardus Claravallensis, italianizzato in Bernardo di Chiaravalle, è stato un monaco cristiano, abate e teologo francese dellordine cistercense, fondatore della celebre abbazia di Clairvaux, di cui fu abate, e di altri monasteri.

Viene venerato come santo da Chiesa cattolica, Chiesa anglicana e Chiesa luterana. Canonizzato nel 1174 da papa Alessandro III nella cattedrale di Anagni, fu dichiarato dottore della Chiesa da papa Pio VIII nel 1830. Nel 1953 papa Pio XII gli dedicò lenciclica Doctor Mellifluus.

                                     

1. Biografia

Terzo di sette fratelli, nacque da Tescelino il Sauro, vassallo di Oddone di Borgogna, e da Aletta, figlia di Bernardo di Montbard, anchegli vassallo del duca di Borgogna. Studiò solo grammatica e retorica non tutte le sette arti liberali, dunque nella scuola dei canonici di Nôtre Dame di Saint-Vorles, presso Châtillon-sur-Seine, dove la famiglia aveva dei possedimenti.

Ritornato nel castello paterno di Fontaines, nel 1111, insieme ai cinque fratelli e ad altri parenti e amici, si ritirò nella casa di Châtillon per condurvi una vita di ritiro e di preghiera finché, lanno seguente, con una trentina di compagni si fece monaco nel monastero cistercense di Cîteaux, fondato quindici anni prima da Roberto di Molesme e allora retto da Stefano Harding.

Nel 1115, insieme a dodici compagni, tra i quali vi erano quattro fratelli, uno zio e un cugino, si trasferì nella regione della Champagne, nella Valle dellassenzio, sulle rive del fiume Aube, nella diocesi di Langres, su un vasto terreno in una proprietà che un parente aveva donato ai monaci perché vi fosse costruito un nuovo monastero cistercense: essi rinominarono quella valle Clairvaux, Chiaravalle, 25 giugno 1115.

Ottenuta lapprovazione del vescovo Guglielmo di Champeaux e ricevute numerose donazioni, lAbbazia di Clairvaux divenne in breve tempo un centro di richiamo oltre che di irradiazione: già dal 1118 monaci di Clairvaux partirono per fondare altrove nuovi monasteri, come a Trois-Fontaines, a Fontenay, a Foigny, ad Autun, a Laon.

                                     

1.1. Biografia Rapporti con gli altri religiosi

Nella Lettera 1, spedita verso il 1124 al cugino Roberto, Bernardo mostra di considerare la vita monastica dei benedettini di Cluny, allora allapogeo del loro sviluppo, come un luogo che negava i valori della povertà, dellausterità e della santità; egli rifiuta la teoria della regola benedettina della stabilitas - ossia del legame permanente e definitivo che dovrebbe stabilirsi fra monaco e monastero - sostenendo la legittimità del passaggio da un monastero cluniacense a uno cistercense, essendovi in questultimo professata una regola più rigorosa e più aderente alla regola benedettina, pertanto una vita monastica perfetta. La polemica fu da lui ripresa nell Apologia allabate Guglielmo, sollecitata da Guglielmo, abate del monastero di Saint-Thierry, che ebbe una risposta dallabate di Cluny, Pietro il Venerabile, nella quale labate rivendicava la legittimità della discrezione nellinterpretazione della regola benedettina.

Nel 1130, alla morte di Onorio II, furono eletti due papi: uno, dalla fazione della famiglia romana dei Frangipane, col nome di Innocenzo II e un altro, appoggiato dalla famiglia dei Pierleoni, con il nome di Anacleto II; Bernardo appoggiò attivamente il primo che, nella storia della Chiesa, per quanto eletto da un minor numero di cardinali, sarà riconosciuto come autentico papa, grazie soprattutto allappoggio dei maggiori regni europei Anacleto II verrà considerato un antipapa.

Nel 1138 il papa Innocenzo II ordinò ai monaci di San Cesareo in Palatio di donare a Bernardo, abate di Chiaravalle, lintero capo di san Cesario, diacono e martire. Bernardo chiese di avere solo un dente del santo; i monaci si misero subito allopera per esaudire la sua richiesta, ma non riuscirono ad estrarlo dalla mandibola né con ferri né con coltelli. Bernardo, vedendo questo miracolo, disse: "Padri miei, bisogna fare orazione perché se san Cesario non dovesse acconsentire di darci il dente, noi non lavremmo mai; preghiamo dunque che ci conceda questa reliquia". Così fecero e, finita la preghiera, labate francese riuscì a estrarre il dente con solo due dita.

Numerosi furono i suoi interventi in questioni che riguardavano i comportamenti di ecclesiastici: accusò di scorrettezza Simone, vescovo di Noyon e di simonia Enrico, vescovo di Verdun; nel 1138 favorì lelezione a vescovo di Langres del proprio cugino Goffredo della Roche-Vanneau, malgrado lopposizione di Pietro il Venerabile e, nel 1141, ad arcivescovo di Bourges di Pietro de La Châtre, mentre lanno dopo ottenne la sostituzione di Guglielmo di Fitz-Herbert, vescovo di York, con lamico cistercense Enrico Murdac, abate di Fountaine.

                                     

1.2. Biografia I Templari

Nel 1119 alcuni cavalieri, sotto la guida di Ugo di Payns, feudatario della Champagne e parente di Bernardo, fondarono un nuovo ordine monastico-militare, lOrdine dei Cavalieri del Tempio, con sede in Gerusalemme, nella spianata ove sorgeva il Tempio ebraico; lo scopo dellOrdine, posto sotto lautorità del patriarca di Gerusalemme, era di vigilare sulle strade percorse dai pellegrini cristiani. LOrdine ottenne nel concilio di Troyes del 1128 lapprovazione di papa Onorio II e sembra che la sua regola sia stata ispirata da Bernardo, il quale scrisse, verso il 1135, l Elogio della nuova cavalleria De laude novae militiae ad Milites Templi.

Linteresse di Bernardo per le vicende politiche del suo tempo si manifestò anche in occasione dei conflitti che opposero il conte della Champagne, Tibaldo II, da lui sostenuto, al re Luigi VII e in occasione della repressione, nel 1140, del neonato Comune di Reims, operata dal suo pupillo cistercense, il vescovo Sansone di Mauvoisin.



                                     

1.3. Biografia Il conflitto con Pietro Abelardo

Grande fu la risonanza del conflitto che oppose Bernardo al filosofo Pietro Abelardo.

Nel 1140 Guglielmo di Saint-Thierry, cistercense del monastero di Signy, scriveva al vescovo di Chartres, Goffredo di Lèves e a Bernardo, denunciando che due opere di Abelardo, il Liber sententiarum e la Theologia scholarium, contenevano, a suo giudizio, affermazioni teologicamente erronee, elencandole in un proprio scritto, la Discussione contro Pietro Abelardo.

Bernardo, "senza però leggere direttamente i testi incriminati", scrisse a papa Innocenzo II la Lettera 190, sostenendo che Abelardo concepiva la fede come una semplice opinione; davanti agli studenti parigini pronunciò il sermone de La conversione, attaccando Abelardo e invitandoli ad abbandonare le sue lezioni.

Abelardo reagì chiedendo allarcivescovo di Sens di organizzare un pubblico confronto con Bernardo, da tenersi il 3 giugno 1140, ma questi, temendo labilità dialettica del suo oppositore, il giorno prima presentò 19 affermazioni chiaramente eretiche, attribuendole ad Abelardo seppur "non sempre con scrupolosa aderenza ai testi e al loro significato", chiamando i vescovi presenti a condannarle e invitando il giorno dopo lo stesso Abelardo a pronunciarsi in proposito.

Al rifiuto di Abelardo, che abbandonò il concilio, seguì la condanna dei vescovi, ribadita il 16 luglio successivo dal papa.

                                     

1.4. Biografia La lotta contro gli eretici

Nel 1144 il monaco Evervino di Steinfeld lo informò di uneresia, di tipo pauperistico, diffusa in quel di Colonia, alla quale rispose con i Sermoni 63, 64, 65 e 66 ; lanno successivo accolse linvito del cardinale di Ostia, Alberico, a combattere uneresia diffusa nella regione di Tolosa dal monaco Enrico di Losanna, seguace di Pietro di Bruys, critico nei confronti delle gerarchie ecclesiali e propositore di una vita improntata alla povertà e alla penitenza; in questa occasione, Bernardo ritenne necessario recarsi, insieme con il suo segretario Goffredo dAuxerre a Tolosa. Ottenuta, dopo molti contrasti, una professione di fede, tornò a Chiaravalle e indirizzò una lettera agli abitanti di Tolosa - la Lettera 242 - nella quale esprimeva la sua convinzione che quelle dottrine fossero state definitivamente confutate.

Richiesto ancora di pronunciarsi sulle tesi trinitarie del vescovo di Poitiers e maestro di teologia a Parigi, Gilberto Porretano, nel 1148, nuovamente Bernardo tentò di far approvare da vescovi da lui riuniti a parte, una preventiva condanna che il sinodo, da tenersi il giorno successivo a Reims, avrebbe dovuto semplicemente ratificare; questa volta, tuttavia, i vescovi non appoggiarono la sua iniziativa, tanto che Bernardo dovette cercare appoggio presso papa Eugenio III. La difesa di Gilberto - che affermò di non aver mai sostenuto le tesi a lui contestate, frutto, a suo dire, di interpretazioni erronee dei suoi studenti - fece cadere ogni accusa.

                                     

1.5. Biografia La seconda crociata

Il 15 febbraio 1145, a Roma, nel monastero di san Cesario, sul Palatino, il conclave eleggeva papa Eugenio III, abate del monastero romano dei Santi Vincenzo e Anastasio; il nuovo papa, Bernardo Paganelli, conosceva bene Bernardo, per averlo incontrato nel concilio di Pisa del 1135 e per essere stato ordinato cistercense proprio a Chiaravalle nel 1138. Bernardo, felicitandosi per lelezione, gli ricordava curiosamente che si diceva "che non siete voi a essere papa, ma io e ovunque, chi ha qualche problema si rivolge a me" e che era stato proprio lui, Bernardo, ad "averlo generato per mezzo del Vangelo".

Eugenio III incaricò Bernardo di predicare a favore della nuova crociata che si stava preparando e che avrebbe dovuto essere composta soprattutto da francesi, ma Bernardo riuscì a coinvolgere anche i tedeschi. La crociata - improvvida perché progettava di conquistare Damasco, governata dai musulmani Buridi, che avevano sostanziali buone relazioni col Regno di Gerusalemme - fu un completo fallimento che Bernardo giustificò, nel suo trattato La considerazione, con i peccati dei crociati, che Dio aveva messo alla prova.

Questo trattato, finito di comporre nel 1152, si occupava anche dei compiti del papato e Bernardo lo mandò a papa Eugenio che si dibatteva con le difficoltà procurategli dallopposizione dei repubblicani romani, guidati da Arnaldo da Brescia.

Le sue condizioni di salute cominciano a peggiorare alla fine del 1152: ebbe ancora la forza dintraprendere un viaggio fino a Metz, in Lorena, per mettere fine ai disordini che travagliavano quella città. Tornato a Chiaravalle, apprese la notizia della morte di papa Eugenio, avvenuta l8 luglio 1153 e morì il mese dopo, probabilmente per un tumore dello stomaco.

Rivestito con un abito appartenuto al vescovo Malachia, del quale aveva appena finito di scrivere una biografia, venne sepolto davanti allaltare della sua abbazia, presso Ville-sous-la-Ferté; con lo scoppio della Rivoluzione francese, le spoglie del santo andarono distrutte dai rivoluzionari, fatta eccezione della testa ancora oggi conservata nella Cattedrale di Troyes.



                                     

1.6. Biografia Il rogo del Diavolo

Secondo una leggenda, durante un suo soggiorno a Milano, San Bernardo decise di raggiungere Vigevano per predicare la seconda crociata al fine dincitare la popolazione ad arruolarsi e scontrarsi con gli infedeli. Durante il viaggio verso la Lomellina, un diavolo ostacolò il santo tentando di staccare una delle ruote del suo carro; catturato il demonio, che cercò di divincolarsi, Bernardo lo legò forzatamente alla ruota rotta, proseguendo così il suo viaggio. I vigevanesi, venuti a conoscenza dellimprevisto, prepararono una pila di legna in modo da condannare al rogo lessere maligno, il quale venne legato e posizionato sulla pila dallo stesso santo per poter essere così arso. Spentesi le fiamme, Bernardo raccolse le ceneri del demone ribattezzato dai vigevanesi dellepoca col nome di "Barlic"; queste, per volontà del santo, vennero amalgamate con calce fabbricando così un mattone.

Ancora oggi, questa leggenda viene ricordata dalla popolazione locale di Vigevano con lincendio di un fantoccio rappresentante il demonio, davanti alla chiesa di San Bernardo; in passato, sempre in base alla tradizione, come prendeva fuoco il fantoccio rappresentante il Diavolo, si poteva capire se lanno in questione avrebbe portato a un buon raccolto o meno; altri, invece, sostennero che se il pupazzo non bruciava, per la città di Vigevano sarebbe stato un anno negativo.

                                     

2.1. Il pensiero di Bernardo La restaurazione della natura umana

Riguardo al suo pensiero teologico e filosofico, Bernardo esprime sul piano morale un orientamento ispirato, apparentemente, al pessimismo:

San Bernardo, dunque, combatte alcune tesi del suo tempo, come la teoria secondo la quale i discendenti di Adamo ed Eva non abbiano in sé un "peccato originale" sin dalla nascita, ma solo un malum poenae, un "male di pena". Bernardo dice anche:

Ciò, evidentemente non è una giustificazione al peccato stesso, ma una spiegazione della miseria umana che nei nostri peccati si rivela, ma che è originata dal peccato originale che in ciascuno è impresso come un marchio. Dunque, la questione fondamentale è restaurare la natura umana, per riportare luomo al suo stato di "figlio di Dio", e dunque "essere eterno" nella beatitudine del Padre. Poiché ognuno porta in sé il peccato originale, però, nessuno può restaurare la propria natura da solo, ma può farlo solamente attraverso la "mediazione" di Cristo, che è Σωτὴρ Sotèr, cioè "Salvatore", proprio in quanto per noi è morto, espiando al nostro posto quel peccato originale che nessun altro poteva espiare, essendone sottoposto. Nella sua opera De gradibus humilitatis et superbiae, tuttavia, dice che, per avere la "mediazione" di Cristo, luomo deve superare l "io di carne", deve limitare e poi annullare la superbia e lamore di sé, attraverso lumiltà. Contro di sé, dunque, deve porre lamore di Dio, poiché solo col Suo amore si ottiene anche la Sua vera intelligenza, e solo con esso

                                     

2.2. Il pensiero di Bernardo I quattro gradi dellamore

Nel De diligendo Deo, San Bernardo continua la spiegazione di come si possa raggiungere lamore di Dio, attraverso la via dellumiltà. La sua dottrina cristiana dellamore è originale, indipendente dunque da ogni influenza platonica e neoplatonica. Secondo Bernardo esistono quattro gradi sostanziali dellamore, che presenta come un itinerario, che dal sé esce, cerca Dio, ed infine torna al sé, ma solo per Dio. I gradi sono:

  • 1) Lamore di se stessi per sé
  • 2) Lamore di Dio per sé
  • 3) Lamore di Dio per Dio
  • 4) Lamore di sé per Dio

Nel De diligendo Deo, dunque, San Bernardo presenta lamore come una forza finalizzata alla più alta e totale fusione in Dio col Suo Spirito, che, oltre a essere sorgente dogni amore, ne è anche "foce", in quanto il peccato non sta nell "odiare", ma nel disperdere lamore di Dio verso il sé la carne, non offrendolo così a Dio stesso, Amore damore.

                                     

2.3. Il pensiero di Bernardo Mariologia di San Bernardo

Il 24 maggio 1953 papa Pio XII scrisse la sua venticinquesima enciclica, dal titolo Doctor Mellifluus, dedicata a San Bernardo di Chiaravalle.

"Il dottore mellifluo ultimo dei padri, ma non certo inferiore ai primi, si segnalò per tali doti di mente e di animo, cui Dio aggiunse abbondanza di doni celesti, da apparire dominatore sovrano nelle molteplici e troppo spesso turbolente vicende della sua epoca, per santità, saggezza e somma prudenza, consiglio nellagire." Questo è lincipit dellenciclica, i cui punti chiave sono il ruolo del papato e la mariologia.

Nei suoi tempi confusi, San Bernardo pregava per lintercessione di Maria, alla stessa maniera, sostiene il Papa, è necessario nei tempi moderni tornare a pregare Maria per la pace e la libertà della Chiesa e delle nazioni.

Nellenciclica sono riportati tre temi centrali della mariologia di San Bernardo: come egli spiega la verginità di Maria la "Stella del Mare", come pregare la Vergine e come confidare in Maria come mediatrice.

  • "Se tu la segui, non puoi deviare; se tu la preghi, non puoi disperare; se tu pensi a lei, non puoi sbagliare. Se ella ti sorregge, non cadi; se ella ti protegge, non hai da temere; se ella ti guida, non ti stanchi; se ella ti è propizia, giungerai alla meta."
  • "Se insorgono i venti delle tentazioni, se incappi negli scogli delle tribolazioni, guarda la stella, invoca Maria. Se sei sballottato dalle onde della superbia, della detrazione, dellinvidia: guarda la stella, invoca Maria."
  • "È detta Stella del mare e la denominazione ben si addice alla Vergine Madre. Ella con la massima convenienza è paragonata ad una stella; perché come la stella sprigiona il suo raggio senza corrompersi, così la Vergine partorisce il Figlio senza lesione della propria integrità."


                                     

2.4. Il pensiero di Bernardo La lotta contro gli infedeli

Questa opera fu composta tra il 1128, anno del concilio di Troyes ed il 1136, anno della morte di Ugo di Payns, Maestro dellOrdine dei Templari, cui fu dedicata lopera, come exhortatorius sermo ad Milites Templi, riprendendo lespressione del Santo nel Prologo dellopera. Esso nacque in risposta alle pressioni che vennero fatte dallo stesso Ugo di Payns, affinché venisse chiarito il ruolo del miles Christi e la sua sostanziale differenza con gli appartenenti saecularis militia, come la definisce San Bernardo, che serba parole dure nei suoi confronti: "Tra voi nullaltro provoca le guerre se non un irragionevole atto di collera, desiderio duna gloria vana, bramosia di qualche bene terreno. E certamente per tali motivi non è senza pericolo uccidere o morire" D.L., II, 3.

San Bernardo indica la figura del Cavaliere del Tempio, come un monaco-guerriero, che fa uso di due spade: una, da impiegarsi nella lotta contro il Male, una lotta prettamente interna alla persona e spirituale, e laltra da porre in difesa degli ultimi e oppressi, che erano i pellegrini sottoposti alle angherie dei saraceni, i quali ne attaccavano spesso i convogli. Il tema del "malicidio" in San Bernardo non è da trattarsi come sterminio dellinfedele, anzi, lo stesso Santo nel corso dellopera dice: "Vi è tuttavia chi uccide un uomo non per desiderio di vendetta né per brama di vittoria ma solo per salvare la propria vita. Ma neppure questa affermerò essere una buona vittoria: dei due mali il minore è morire nel corpo che nellanima" D.L., I, 2. E ancora: "Certo non si dovrebbero uccidere neppure gli infedeli se in qualche altro modo si potesse impedire la loro eccessiva molestia e loppressione di fedeli. Ma nella situazione attuale è meglio che essi vengano uccisi piuttosto che lasciare la verga dei peccatori sospesa sulla sorte dei giusti e affinché i giusti non spingano le loro azioni fino alliniquità".

Tutto il sermone procede per distinzioni ed indica la via che poi seguirà lOrdine dei Templari, adempiendo alla propria Regola. Un ordine di monaci-guerrieri, che deve prima recte scire, poi recte agere, in concordia con Cristo Re, per il quale il Cavaliere vince: "Affermo dunque che il Cavaliere di Cristo con sicurezza dà la morte ma con sicurezza ancora maggiore cade. Morendo vince per sé stesso, dando la morte vince per Cristo." D.L., 3

                                     

3. San Bernardo taumaturgo

"Le attestazioni di miracoli compiuti dallabate di Chiaravalle sono numerose, sia nelle Vitae sia in altre fonti; se ne contano più di ottocento.I segni posti da san Bernardo sono guarigioni, esorcismi, conoscenze soprannaturali e poteri sulla natura. La sua attività taumaturgica è quella più presente: guarisce disturbi della motilità, la cecità o disturbi della vista, il mutismo, la febbre, ma interviene anche in casi di malattie nervose.A volte, i segni mirano a ottenere unadesione, ad esempio durante la predicazione della crociata, o a ricondurre allortodossia della fede. Spesso, il loro unico scopo è quello di lenire la miseria e la sofferenza. Si può affermare che è la fede di un popolo sofferente nelluomo di Dio a stimolare il suo carisma.Tra i miracoli citati dai suoi biografi, figurano anche risurrezioni.

"Questi racconti sono troppo universalmente attestati dai testimoni del XII secolo per essere ridotti a semplici generi letterari: il problema fondamentale non è sapere se i miracoli sono "veri" o "falsi" secondo i criteri scientifici moderni, ma comprendere, con lausilio di categorie appropriate, la loro innegabile presenza nella coscienza dei testimoni del tempo."

                                     

4. San Bernardo tra misticismo e rivelazioni

È a San Bernardo che si deve la conoscenza di alcune devozioni popolarmente riconosciute dalla Chiesa Cattolica ancora oggi, ad esempio quelle sulle Piaghe di Gesù. Il dono mistico del Santo gli consentì, oltre che la Vergine, di ricevere rivelazioni anche da Gesù Cristo stesso. Tra tutte la più famosa è la rivelazione della Piaga incognita della Sacra Spalla di Gesù Cristo aperta dal peso della Croce. Nei suoi scritti, San Bernardo, racconta di aver chiesto nellorazione a Cristo quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione. Gli fu risposto:

San Bernardo ottenne anche la concessione dellindulgenza da Papa Eugenio III a chiunque avesse propagato e portato sempre con sé lorazione scritta alluopo dal Santo.

                                     

5. San Bernardo nella Divina Commedia

Nella Divina Commedia Dante trova san Bernardo in Paradiso, di fronte alla candida rosa dei beati, come guida per lultima parte del suo viaggio, in virtù del suo spirito contemplativo e della sua devozione mariana.

Bernardo compare nel Canto XXXI del Paradiso come allegoria dellestasi beatifica, situata al culmine dellascesi verso Dio. Dante è stato accompagnato da Beatrice, simbolo della fede, fin nellEmpireo e contempla la Mistica Rosa dei beati e degli angeli. Si volta per porre una domanda a Beatrice ma si accorge che questa è scomparsa e che al suo posto cè un sene, Bernardo. Egli invita il poeta a osservare la cima della Rosa, nella sede più luminosa di Maria Vergine.

Il Canto XXXIII del Paradiso si apre con la preghiera che il santo rivolge alla Vergine Maria vv. 1-45 perché Dante possa vedere Dio:

Dopo avere descritto il legame intimo della Madonna con il mistero dellIncarnazione, la supplica, con un ardor maggiore che per se stesso vv.28-29, perché il sommo piacer della visione divina si dispieghi per Dante; quando la Vergine dimostra di aver accolto la sua preghiera volgendosi Essa stessa verso letterno lume, Bernardo con un sorriso accenna al poeta di guardar suso.

                                     

6. Opere

  • De consideratione libri quinque ad Eugenium III Cinque libri sulla considerazione a Eugenio III
  • Sermones de tempore Sermoni sul tempo
  • Visione contemplativa
  • De laude novae militiae ad Milites Templi La lode della nuova milizia ai Soldati del Tempio
  • Expositio in Canticum Canticorum Commento al Cantico dei Cantici
  • De gradibus humilitatis et superbiae I gradi dellumiltà e della superbia
  • Tractatus de interiori domo seu de conscientia aedificanda Trattato sulla casa interiore o la coscienza che devessere edificata
  • Sermones Sermoni
  • Contemplazione della Passione secondo le ore canoniche
  • De laudibus Virginis Matris Le lodi della Vergine Madre
  • Meditazione sopra il pianto di Nostra Donna
  • Varia et brevia documenta pie seu religiose vivendi Vari e brevi documenti del vivere piamente o religiosamente
  • Epistola De cura rei familiaris Epistola sul buon governo della famiglia ; attr.
  • Sermo de miseria humana Sermone sulla miseria umana
  • De Gratia et libero arbitrio La Grazia e il libero arbitrio
  • Sermones super Cantica Canticorum Sermoni sul Cantico dei Cantici
  • De diligendo Deo Dio devessere amato
                                     

7. San Bernardo nellarte

San Bernardo ha solitamente come attributo il saio bianco dei Cistercensi. Una delle iconografie più praticate che lo riguardano è quella in cui riceve lapparizione della Vergine, su cui fornirono straordinarie prove artisti come Filippino Lippi, Perugino, Fra Bartolomeo.

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