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ⓘ Monachesimo



                                     

ⓘ Monachesimo

Il monachesimo è un fenomeno caratterizzato da alcune rinunce agli interessi mondani per dedicarsi in modo più completo allaspetto spirituale coinvolgendo la propria vita. Fonda le sue radici in oriente e in seguito in occidente. Molte religioni hanno creato elementi monastici: cristianesimo, ebraismo, induismo, buddhismo, giainismo, taoismo.

                                     

1. Monachesimo asiatico

NellOriente asiatico, vi è un vasto ed articolato fenomeno che comprende numerose religioni e numerose nazioni

NellInduismo il fenomeno è legato sia a determinati stadi della vita, quali il sannyāsa, durante il quale si pratica la rinuncia e la povertà, sia alla scelta di praticare la rinuncia per dedicare lintera vita alla spiritualità: è il caso dei sadhu. Tali pratiche, testimoniate nei Veda, risalirebbero al 2000 a.C.

Nel giainismo lesperienza monastica assume particolare importanza. Nel 79 d.C. uno scisma produsse le due scuole principali, attive ancora adesso: a partire da quella data si distingue tra monaci digambar "vestiti di cielo", che rinunciano a qualsiasi possesso, compreso cibo e vestiti, e shvetambar "vestiti di bianco".

                                     

2. Monachesimo Cristiano

Mentre le invasioni barbariche rendevano drammatiche le condizioni di vita delle popolazioni dellImpero Romano dOccidente, andarono costituendosi e prendendo vigore diverse istituzioni ecclesiastiche e religiose, che presto si sarebbero rivelate forze costruttive di una nuova civiltà. Tra esse il monachesimo, nei secoli che vanno dal IV allVIII, è forse la più importante.

Il monachesimo europeo proviene dal Medio Oriente; infatti lascetismo religioso e la vita monastica non sono peculiari del cristianesimo, ma rappresentano forme in cui lanima ha cercato in ogni tempo di tradurre la propria sete del divino. Nel IV secolo, in Egitto, in Palestina e in Siria, sulla scia di Antonio il Grande e di altri Padri del deserto, specialmente di san Paolo di Tebe, la vita del quale scrisse san Girolamo è il primo scritto monastico latino in assoluto, si fecero sempre più numerosi coloro che abbandonavano completamente il mondo per vivere nella solitudine oppure per associarsi insieme in comunità o cenobi dal termine greco coinobios, indicante vita in comune, onde ricercare una comunione più intensa con Dio ed innalzarsi verso la santità. In ambito cristiano, Antonio è considerato liniziatore della via eremitica e Pacomio di quella cenobitica.

La produzione letteraria del mondo monastico cristiano dOriente, in ambienti pervasi da una così fervida tensione religiosa, fu caratterizzata dallascetismo e da una spiritualità origeniana.

Il monachesimo viene preceduto dallanacoretismo: i fedeli più intransigenti, spinti da una forte vocazione si separavano dal resto delle comunità per meglio avvicinarsi a Dio, seguendo lo stile di vita di Cristo. Gli anacoreti o eremiti sono coloro che rinunciano completamente al mondo, scegliendo una vita fatta di silenzio e di preghiera, per tendere alla perfezione attraverso la penitenza. Esempi di vita eremitica sono, nellAntico Testamento, Elia, nel Nuovo, san Giovanni Battista. Lo stesso Gesù condusse vita eremitica nel deserto per quaranta giorni prima di iniziare la sua predicazione.

Il monachesimo degli albori si fonda sulla libertà individuale del monaco, che liberamente sceglie la vita solitaria. Ma ben presto si diffuse il sistema delle regole. La regola era posta dal maestro e aveva lo scopo di organizzare la vita comunitaria. Tra le regole più famose si ricorda quella di san Benedetto da Norcia, esemplificata nel motto: Ora et labora prega e lavora.

I monaci nellEuropa Orientale si davano con fervore, che talora rasentava la frenesia, ad intense pratiche ascetiche dal greco aschesis =esercizio, le quali univano alla preghiera ed alla meditazione ogni sorta di mortificazioni della carne, talora durissime o stravaganti addirittura, come lastensione dal cibo, dal sonno o dal lavarsi per periodi più o meno lunghi, oppure linfliggersi flagellazioni e torture. Tra questi, particolari furono gli stiliti e i dendriti che trascorrevano la loro vita rispettivamente su una colonna e su un albero.

Il monachesimo rappresentò in sostanza una grande rivolta dello spirito autenticamente cristiano contro il pericolo di mondanizzazione della Chiesa. Come tale, esso costituì per secoli la grande riserva di forze spirituali della Chiesa ed ebbe importanza storica decisiva nello sviluppo della civiltà cristiana nel mondo mediterraneo.

Dopo il IV secolo il monachesimo cominciò a diffondersi in Occidente: Girolamo a Roma, Agostino in Africa, Severino nel Norico, Paolino a Nola, Martino e Giovanni Cassiano nella Gallia si fecero promotori dellideale monastico sullesempio di quello orientale e monasteri famosi sorsero nel V secolo a Tours e ad Arles ad opera dei vescovi Cesario e Aureliano autori dimportanti Regole.

Cassiodoro, il ministro di Teodorico, fallita la sua politica di fusione tra Romani e Goti, abbandonò la corte gotica, si rifugiò nei suoi possedimenti nella natia Calabria e verso il 554 fondò un monastero a Vivarium, in cui trascorse gli ultimi anni della sua vita.

A dare al monachesimo del cristianesimo cattolico la sua particolare fisionomia operosa, in confronto a quello del cristianesimo ortodosso, più portata alla contemplazione e allascetismo, fu però un giovane, discendente da una famiglia della piccola nobiltà provinciale dellUmbria: Benedetto da Norcia, vissuto a cavallo tra il V e il VI secolo. Ritiratosi a vita eremitica a Subiaco, Benedetto aveva visto crescere attorno a sé un gruppo di seguaci, insieme ai quali, trasferitosi successivamente nelle vicinanze di Cassino, aveva fondato il monastero di Montecassino, il più importante centro monastico dellOccidente. Allincirca negli stessi anni in cui i giuristi bizantini, per ordine di Giustiniano, lavoravano alla sistemazione del diritto civile romano nel Corpus iuris civilis, San Benedetto gettava le fondamenta della nuova società monastica, con la compilazione della sua Regola. La regola benedettina è informata tutta allo spirito pratico dellantica Roma, fondendolo armonicamente con la spiritualità cristiana. Per Benedetto i monaci non debbono essere soltanto dei contemplanti: il loro motto dovrà essere ora et labora. La regola fu scritta originariamente per il solo monastero di Montecassino, dopo la dominazione longobarda riprenderà la diffusione in Italia e poi nel IX secolo sarà via esportata in tutta Europa grazie allappoggio dellimperatore Carlo Magno e dopo di lui limperatore Ludovico il Pio incaricò Benedetto dAniane 750-821 di introdurre, riformare ed uniformare alla Regola benedettina tutti i monasteri europei che la adottarono come regola per eccellenza del monachesimo cattolico.

Mentre il mondo occidentale è sconvolto dalle invasioni barbariche, i monasteri creano un nuovo tipo di società basata, anziché sul concetto romano della proprietà privata, su quello cristiano della solidarietà collettiva. Limpulso in tutta Europa ed in Italia viene dato dallabate irlandese San Colombano fra il VI ed il VII secolo fondò assieme ai suoi monaci centinaia di monasteri e decine di abbazie nel mondo cristiano europeo secondo la regola colombaniana di derivazione dalla regola irlandese, secondo il motto ora et labora et studia. I monaci coltivano le terre circostanti al monastero, o almeno le fanno coltivare dai propri coloni, difendendole dallabbandono e dallinselvatichimento. Attorno a loro si raggruppano in cerca di protezione famiglie coloniche, che trovano rifugio allombra del monastero. Il monastero diventa così il centro di un piccolo mondo economico auto-sufficiente; anche i prodotti artigianali o industriali necessari alla sua esistenza vengono prodotti al suo interno da monaci o da servi ministeriales, dipendenti dal monastero. Il sovrappiù della produzione viene posto in vendita; così, non di rado, attorno al monastero sorge anche un centro di scambi commerciali, un mercato, una fiera.

Proprio nel corso dellVIII secolo si ebbe nelleconomia dellItalia longobarda unaccentuata tendenza alla formazione di estese proprietà fondiarie, concentrate nelle mani dei grandi signori laici o delle chiese. Parte cospicua di questa concentrazione della proprietà andò a vantaggio dei grandi monasteri colombaniani, accrescendone limportanza. In linea di principio, almeno, i beni degli enti religiosi erano inalienabili e gli abati dei monasteri spesso amministratori capaci. Ciò condusse alla diffusione di nuovi sistemi di conduzione dei fondi, che molto giovarono alla graduale ricostruzione della ricchezza fondiaria. Tra questi da citare i "contratti di livello" così detto dal libellum - libretto - sul quale stavano scritti i patti del contratto, per cui un fondo veniva ceduto in uso ad un coltivatore, in cambio di un canone, per lo più in natura, o quelli di enfiteusi, per cui un fondo era ceduto per lunghissimo tempo ad un minimo canone annuale, a patto che il coltivatore vintroducesse delle migliorie. Così allo spopolamento dei secoli precedenti cominciò a subentrare una maggiore densità di coltivatori nelle campagne, unita ad una rinascita delle colture specializzate, come quella della vite e dellolivo, in luogo del pascolo e della cerealicoltura estensiva.

In mezzo ad unetà di sovrani analfabeti e di regresso della civiltà, nei monasteri colombaniani di derivazione irlandese gli amanuensi negli scriptoria, continuano a copiare su pergamena, come da antica tradizione irlandese, le opere degli scrittori antichi cristiani e pagani. Nei monasteri convivono quindi pacificamente insieme romani e barbari, affratellati dalla comune fede e dalla comune obbedienza alla Regola. I monasteri costituiscono, per tutto il Medioevo, importanti centri di diffusione culturale.

Accanto a quello di Montecassino, distrutto in epoca longobarda e poi ricostruito in seguito, sorsero numerosi monasteri di varia regola, fra cui emergono per importanza quelli di Bobbio, fondato nel 614, Nonantola e Pomposa nellEmilia Romagna, di Polirone Mantova, di Praglia Padova, di Farfa nella Sabina, di San Vincenzo al Volturno nellItalia meridionale, nel 726 della Novalesa in Val di Susa Piemonte dove sorse anche la Sacra di San Michele. Questi cenobi accolsero tra le loro mura tanti latini quanti barbari, favorendo la fusione dei due popoli, mantennero in vita le tradizioni culturali dellantichità e del cristianesimo, favorendo la diffusione della civiltà romana tra i Longobardi.

Molto importanti, nellambito del monachesimo, furono lAbbazia di San Gallo, lAbbazia di Melk, Heiligenkreuz e Klosterneuburg in Austria; lAbbazia di Fulda in Germania e il Mont Saint Michel in Francia.

                                     

2.1. Monachesimo Cristiano Monachesimo irlandese

Un grande centro di civiltà monastica sorse nel V secolo nellIrlanda e da lì si allargò nellInghilterra, con i cenobi di Armagh, di Iona, di York. I monaci irlandesi si diressero in seguito verso la Germania, le Gallie e lItalia, convertendo pagani ed ariani e fondando sempre nuovi monasteri. Tra questi ultimi da citare quelli di Luxeuil, fondato in Francia, e di Bobbio, fondato in Italia, entrambi dallabate San Colombano, lultimo delle centinaia di comunità monastiche secondo la regola colombaniana, operanti in tutta lEuropa evangelizzata per i monasteri irlandesi o iro-celtici, e inoltre quello del discepolo e compagno di Colombano, San Gallo, costruito dai suoi compagni nellodierna Svizzera ed operante nel vasto territorio alemanno. Anche i monaci irlandesi coltivarono attivamente studi letterari o religiosi, come testimonia la copia dei manoscritti di autori classici o cristiani lasciata dai loro amanuensi e la fantasiosa ricchezza delle miniature che li adornano. I monaci irlandesi contribuirono alla formazione della cultura europea delletà carolingia.

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