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ⓘ Humanae salutis




                                     

ⓘ Humanae salutis

La Humanae salutis è una lettera apostolica di papa Leone XIII pubblicata il 1º settembre 1886, con la quale il pontefice istituì la gerarchia episcopale nelle Indie orientali, ossia negli odierni stati dellIndia, del Pakistan, del Bangladesh, del Nepal e dello Sri Lanka.

                                     

1.1. Contesto storico La questione del padroado

La Humanae salutis è il punto finale di un lungo processo storico che vide lo scontro tra la Santa Sede e il Governo portoghese attorno ai diritti del padroado regio nelle Indie orientali, scontro le cui origini risalgono agli inizi del Seicento, ma che si acuì nel corso dellOttocento.

Con la scoperta delle nuove terre alla fine del XV secolo, la Santa Sede aveva affidato il compito di evangelizzare i territori conquistati alle Corone di Spagna e di Portogallo, dividendo di fatto il mondo in due parti. In base ad alcune concessioni fatte dai pontefici, a questi due Paesi spettava lonere di provvedere a tutte le spese del culto, al sostentamento ed ai viaggi dei missionari, e la cura, lerezione, il mantenimento, i restauri di tutti gli edifici di culto. In cambio i papi avevano concesso ai due sovrani il diritto di nomina a tutti i benefici ecclesiastici, il diritto di ammissione o esclusione dei missionari nelle rispettive terre di competenza, e il controllo su tutti gli affari ecclesiastici, con esclusione di qualsiasi altra autorità.

Quando, nel corso del XVII secolo, il Portogallo perse la maggior parte dei suoi possedimenti in Asia a favore di inglesi e olandesi, continuò tuttavia a rivendicare i diritti del padroado su quelle terre su cui ormai non aveva più il controllo politico, e anche sui territori che mai avevano realmente fatto parte del suo impero coloniale. Da parte sua la Santa Sede, per ovviare agli inconvenienti che tale sistema provocava alle missioni cattoliche, cercò di aggirare lostacolo del padroado istituendo in tutta lAsia, e in particolare in India, in Cina e nel Sud-Est asiatico, vicariati apostolici retti da vescovi dipendenti direttamente dai pontefici, in particolare dalla Congregazione di Propaganda Fide.

Durante il XIX secolo lo scontro tra Santa Sede e Portogallo si acuì in seguito alla decadenza delle diocesi portoghesi dellIndia, di Malacca e della Cina; allimpossibilità di giungere a un accordo sulle nomine dei vescovi, cosa che lasciò vacanti per anni quelle sedi; e agli ostacoli che il Governo portoghese metteva in atto per impedire ai vicari apostolici non solo di esercitare i loro compiti, ma anche di raggiungere le rispettive sedi. Con il breve Multa praeclare del 24 aprile 1838, papa Gregorio XVI soppresse tutte le diocesi che dipendevano dal padroado, annettendone i territori ai vicariati apostolici limitrofi. Ne seguì uno scisma, chiamato scisma goano.

Un primo tentativo di riavvicinamento tra le parti portò a un concordato sottoscritto il 21 febbraio 1857, il quale tuttavia fu ben presto sconfessato da entrambe le parti.

                                     

1.2. Contesto storico Il concordato del 1886

Il 23 giugno 1886 Santa Sede e Governo portoghese siglarono un nuovo concordato che regolò definitivamente la questione del padroado in India mettendo fine a cinquantanni di dispute e controversie.

Il concordato è costituito da 12 articoli.

  • Le diocesi suffraganee di Goa sono 3: Damão, a cui è unito il titolo della soppressa arcidiocesi di Cranganore, Cochin e São Tomé di Meliapore. Un documento annesso al concordato definisce i limiti geografici delle quattro diocesi.
  • Le comunità le parrocchie portoghesi di Malacca e Singapore saranno sottomesse ai vescovi di Macao.
  • Tuttavia, spetterà al papa nominare la prima volta i vescovi delle 4 sedi menzionate nellarticolo precedente.
  • È mantenuto e riconosciuto il diritto di patronato della Corona portoghese nelle Indie orientali, secondo i limiti le modifiche stabilite dal concordato.
  • Faranno parte di questa provincia ecclesiastica anche le comunità le parrocchie di origine portoghese presenti al di fuori dei limiti geografici delle 4 sedi di Goa, Damão, Cochin e São Tomé di Meliapore.
  • Su tutto il resto del territorio delle Indie orientali, "la Santa Sede godrà piena libertà di nominare i Vescovi e di prendere le determinazioni che crederà opportune a vantaggio dei fedeli".
  • Il diritto di patronato della Corona portoghese sarà esercitato solo nei limiti delle 4 sedi della provincia ecclesiastica di Goa.
  • Spetterà al Governo portoghese il mantenimento di tutte le strutture le persone di queste 4 diocesi.
  • Per le nomine dei vescovi di Bombay, Mangalore, Quilon e Madura, spetterà alla Corona portoghese presentare il nome del candidato allepiscopato su una terna di nomi proposta dalla base.
  • Il concordato dovrà essere ratificato dalle parti contraenti entro tre mesi dalla data delle sottoscrizioni.
  • Larcivescovo di Goa continuerà ad esercitare i diritti metropolitici sulle sue diocesi suffraganee ed inoltre sarà elevato al dignità di patriarca ad honorem delle Indie orientali con il privilegio di presiedere a tutti i concili nazionali che vi si celebreranno.
  • Rimangono validi e in vigore gli articoli 3-6 del concordato del 1857 riguardanti la diocesi di Macao.

Il concordato riconosce la validità del padroado portoghese, circoscritto tuttavia ai soli territori di competenza delle quattro sedi portoghesi dellIndia, ossia Goa, Damão, Cochin e São Tomé di Meliapore. Le stesse limitazioni territoriali vengono confermate per la diocesi di Macao in Cina, sottomessa anchessa al padroado, mentre di fatto viene soppressa lantica diocesi di Malacca, di cui erano rimaste due sole parrocchie. Larticolo 10 del concordato invece lasciò mano libera alla Santa Sede per disporre in piena autonomia di tutto il resto del territorio del subcontinente indiano.

                                     

2. Contenuto della Humanae salutis

In forza dellarticolo 10 del concordato, la Santa Sede procedette alla riorganizzazione di tutte le giurisdizioni ecclesiastiche presenti nel subcontinente indiano, con la pubblicazione, poco più di due mesi dopo il concordato, della lettera apostolica Humanae salutis.

Il documento consta di tre parti: una parte storica, una parte descrittiva e la parte dispositiva finale.

                                     

2.1. Contenuto della Humanae salutis Sezione storica

Il pontefice ricorda innanzitutto lorigini apostolica della Chiesa indiana, fondata secondo la tradizione e "gli antichi documenti" dallapostolo Tommaso. La fede cristiana mise piede in tutta lIndia e benché scismatica, la Chiesa indiana continuò a venerare e a ricordare nella liturgia il suo fondatore.

A partire dal XIV secolo, su iniziativa dei sommi pontefici, furono inviati missionari in quelle terre, soprattutto Francescani e Domenicani, che "simpegnarono soprattutto a correggere le opinioni degli eretici e a rimuovere le superstizioni locali". Quando si aprì per mare la via verso lIndia e lest asiatico, arrivarono i Gesuiti, tra cui si distinse "il grande apostolo delle Indie Francesco Saverio", che favorirono lopera di conversione al cattolicesimo di quelle popolazioni.

Leone XIII ricorda che, in questopera di evangelizzazione, ebbero un ruolo decisivo i re del Portogallo, "i quali meritatamente furono onorati e lodati dalla Sede Apostolica". La diffusione del cattolicesimo portò poi alla nascita di nuove diocesi, tra cui, come prima sede, quella di Goa, e poi quelle di Cochin e di Cranganore, e, sulla costa del Coromandel, la diocesi di Meliapore, "che Paolo V battezzò come Città di San Tommaso".

Il pontefice ricorda poi la nascita dei vicariati apostolici per quelle terre non sottomesse al governo portoghese, ma che accolsero la fede cristiana, ad opera di nuovi istituti missionari, tra i quali Leone XIII ricorda i Carmelitani, i Capulatori, i Barnabiti e gli Oratoriani. E ricorda ancora come, grazie al sollecito impegno dei pontefici romani, venne risolta la controversia dei riti malabarici in contrasto con la fede cristiana.

Infine Leone XIII ricorda le difficoltà sorte in India nella prima metà dellOttocento, loperato di papa Gregorio XVI e quello del suo predecessore Pio IX.



                                     

2.2. Contenuto della Humanae salutis Sezione descrittiva

In questa seconda sezione il papa enumera tutte le circoscrizioni ecclesiastiche cattoliche presenti nel subcontinente indiano.

  • Il territorio settentrionale è costituito da tre vicariati apostolici: il vicariato apostolico di Agra; il vicariato apostolico di Patna, con giurisdizione sul Nepal, il Sikkim, lantico regno di Ayadhya, il Bundelkand e altri principati confinanti; e il vicariato apostolico del Punjab, a cui è stato aggiunto il Kashmir.
  • Infine lisola di Ceylon è suddivisa in tre vicariati apostolici: Colombo, Jaffna e Kandy.
  • La parte nord-occidentale è costituita in due vicariati apostolici: quello di Bombay, che comprende le province e i regni di Broak, Ahmedabad, Baroda, Guzerate, Marwar, Catch, Sindhi, Beluchistan, fino a Kabul e al Punjab esclusi; e il vicariato apostolico di Poona, che riunisce i regni le province di Konkàn, Kandeish e Dekkan.
  • Nella parte orientale dellIndia ci sono 10 missioni cattoliche. A nord, i vicariati apostolici del Bengala occidentale, con sede a Calcutta, e del Bengala orientale, con sede a Dacca, a cui si deve aggiungere la prefettura apostolica del Bengala centrale. Seguono due vicariati apostolici vastissimi, quello di Vizagapatam e quello di Hyderabad, che comprendono tutta la parte centrale dellIndia. Lungo la costa del Coromandel ci sono i vicariati apostolici di Madras, Pondicherry, Mysore e Coimbatore. La parte meridionale della penisola indiana è occupata dal vicariato apostolico di Madura.
  • Lungo le coste occidentali di Kanarak e Malabar, ci sono tre vicariati apostolici: Mangalore, Verapoly e Quilon.

In totale, la Humanae salutis menziona 20 vicariati apostolici e 1 prefettura apostolica. In questo elenco, il papa menziona solo le circoscrizioni ecclesiastiche dipendenti dalla Santa Sede, mentre non sono prese in considerazione le sedi dipendenti dal padroado portoghese.

                                     

2.3. Contenuto della Humanae salutis Sezione dispositiva

Infine, papa Leone XIII prende le seguenti decisioni:

  • tra queste nuove diocesi, 7 vengono elevate al rango di arcidiocesi, ossia le sedi di Agra, Bombay, Verapoly, Calcutta, Madras, Pondicherry e Colombo;
  • è istituita "in tutte le missioni delle Indie orientali la gerarchia episcopale, secondo quanto fissato dalle leggi canoniche" ;
  • tutti i vicariati apostolici e la prefettura apostolica menzionati nella Humanae salutis vengono elevati al rango di Chiese episcopali;
  • tutte le nuove diocesi e arcidiocesi dipenderanno dalla Congregazione di Propaganda Fide, mentre le sedi portoghesi della provincia ecclesiastica di Goa saranno sottomesse alla Congregazione per gli affari ecclesiastici straordinari.
  • viene confermata la provincia ecclesiastica dellarcidiocesi di Goa, con le diocesi suffraganee di Cochin, Meliapore e Damão a cui è unito il titolo di Cranganore;


                                     

3. Documenti successivi

La Humanae salutis affermò il principio, ossia listituzione della gerarchia ecclesiastica cattolica, ma non affrontò tutte le questioni, tra cui la nomina dei vescovi, listituzione delle province ecclesiastiche, il nome della sede di alcune diocesi.

                                     

3.1. Documenti successivi Nomine dei vescovi

Con il breve Apostolatus officium del 25 novembre 1886, papa Leone XIII nominò i vescovi delle nuove diocesi e arcidiocesi istituite nel subcontinente indiano, trasferendoli dalle Chiese titolari che i vescovi occupavano in quanto vicari apostolici:

  • Leonardo Mellano, carmelitano scalzo, dalla Chiesa arcivescovile titolare di Nicomedia allarcidiocesi di Verapoly
  • Nicola Pagani, gesuita, dalla Chiesa vescovile titolare di Tricomia alla diocesi di Mangalore
  • Joseph-Louis Bardou, missionario MEP, dalla Chiesa vescovile titolare di Telmisso alla diocesi di Coimbatore
  • Francesco Vincenzo Pesci, cappuccino, dalla Chiesa vescovile titolare di Marciana alla diocesi di Patna
  • Alexis Canoz, gesuita, dalla Chiesa vescovile titolare di Tamaso alla diocesi di Tiruchirapalli
  • Christophe-Etienne Bonjean, oblato di Maria Immacolata, dalla Chiesa vescovile titolare di Medea allarcidiocesi di Colombo
  • Michelangelo Jacobi, cappuccino, dalla Chiesa vescovile titolare di Pentacomia allarcidiocesi di Agra
  • Clemente Pagnani, della Congregazione Silvestrina, dalla Chiesa vescovile titolare di Efesto alla diocesi di Kandy
  • André-Théophile Mélizan, oblato di Maria Immacolata, dalla Chiesa vescovile titolare di Adrana alla diocesi di Jaffna
  • Pietro Caprotti, missionario del PIME, dalla Chiesa vescovile titolare di Abido alla diocesi di Hyderabad
  • Jean-Marie Tissot, missionario Fransaliano, dalla Chiesa vescovile titolare di Milevi alla diocesi di Vizagapatam
  • Paul Goethals, gesuita, dalla Chiesa vescovile titolare di Gerapoli allarcidiocesi di Calcutta
  • François-Jean-Marie Laouenan, missionario MEP, dalla Chiesa vescovile titolare di Flaviopoli allarcidiocesi di Pondicherry
  • Francesco Pozzi, missionario del PIME, nominato vescovo del Bengala centrale
  • Jean Coadou, missionario MEP, dalla Chiesa vescovile titolare di Crisopoli alla diocesi di Mysore
  • Joseph Colgan, dalla Chiesa vescovile titolare di Aureliopoli allarcidiocesi di Madras

Per i vescovi di Bombay, Punjab, Quilon, Bengala Orientale e Poona il papa si riservò di nominare i vescovi successivamente, come pure per i vescovi portoghesi della provincia ecclesiastica di Goa.

                                     

3.2. Documenti successivi Istituzione delle province ecclesiastiche

Con il breve Post initam del 7 giugno 1887, papa Leone XIII istituì le province ecclesiastiche indiane, assegnando a ciascuna delle arcidiocesi, il cui numero era già stato stabilito dalla Humanae salutis dellanno precedente, le diocesi suffraganee:

  • allarcidiocesi di Verapoly è assegnata una sola suffraganea, la diocesi di Quilon;
  • allarcidiocesi di Agra sono assegnate due suffraganee, le diocesi di Allahabad lex vicariato apostolico di Patna e Lahore lex vicariato apostolico del Punjab;
  • infine, allarcidiocesi di Calcutta sono assegnate due suffraganee, le diocesi di Krishnagar lex prefettura apostolica del Bengala centrale e Dacca lex vicariato apostolico del Bengala orientale.
  • allarcidiocesi di Madras sono assegnate due suffraganee, le diocesi di Hyderabad e di Vizagapatam;
  • allarcidiocesi di Bombay è assegnata una sola suffraganea, la diocesi di Poona;
  • allarcidiocesi di Pondicherry sono assegnate quattro suffraganee, le diocesi di Mangalore, Tiruchirapalli lex vicariato apostolico di Madura, Coimbatore e Mysore con sede in Bangalore;
  • allarcidiocesi di Colombo, sullisola di Ceylon, sono assegnate due suffraganee, le diocesi di Jaffna e di Kandy;