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ⓘ Percy Bysshe Shelley



Percy Bysshe Shelley
                                     

ⓘ Percy Bysshe Shelley

Percy Bysshe Shelley è stato un poeta britannico, uno dei più celebri lirici romantici.

È famoso per aver scritto opere da antologia quali Ozymandias, l Ode al vento occidentale Ode to the West Wind, A unallodola To a Skylark e La maschera dellanarchia The Masque of Anarchy, ma quelli che vengono considerati i suoi capolavori furono i poemi narrativi visionari come il Prometeo liberato Prometheus Unbound e l Adone Adonais. La vita anticonformista e lidealismo assoluto di Shelley ne fecero una figura notoria e oggetto di denigrazione per tutta la sua vita. Divenne però lidolo delle due-tre generazioni successive di poeti ; Shelley fu apprezzato anche da Karl Marx.

Appartenente alla seconda generazione romantica inglese, divenne inoltre famoso per la sua amicizia con i contemporanei John Keats e Lord Byron e, come loro, per la sua morte prematura, avvenuta in giovane età. Shelley, infatti, dopo una vita errabonda, tragica e avventurosa, annegò nel mare di fronte a Lerici, in Italia, alletà di circa trentanni. Il mare restituì il suo corpo sulla spiaggia di Viareggio il 18 luglio 1822, dieci giorni dopo il naufragio della sua goletta. Shelley è inoltre noto per essere stato il marito di Mary Wollstonecraft Shelley lautrice del romanzo Frankenstein, figlia di Mary Wollstonecraft e William Godwin, filosofo anarchico, il quale influì molto sulle idee politiche libertarie di Shelley.

                                     

1.1. Biografia Genealogia

Nato a Field Place, Horsham, West Sussex, Percy era un discendente di diciassettesima generazione di Richard Fitzalan, decimo Barone di Arundel e di Lancaster per tramite del figlio John Fitzalan. Era figlio di Sir Timothy Shelley e della moglie Elizabeth Pilfold, frutto del loro matrimonio avvenuto nellottobre del 1791. Il padre era figlio ed erede di Sir Bysshe Shelley, primo Baronetto del Castello di Goring 21 giugno 1731 - 6 gennaio, 1815 che questi ereditò dalla moglie Mary Catherine Michell morta il 7 novembre, 1760. La madre era figlia di Charles Pilfold di Effingham. Per tramite della nonna paterna Percy era il pronipote del reverendo Theobald Mitchell di Horsham, e il più grande di sei fratelli. I suoi fratelli più piccoli erano:

  • Margaret Shelley nata nel 1801, morta il 9 luglio 1887.
  • Mary Shelley nata nel 1797, omonima della moglie.
  • Hellen Shelley nata nel 1799, morta il 10 maggio 1885.
  • John Shelley di Avington House. Si sposò il 24 marzo 1827 con Elisabeth Bowen morta il 28 novembre 1889.
  • Elizabeth Shelley nata nel 1794, morta nel 1831.
                                     

1.2. Biografia Istruzione e prime opere

Essendo perciò nato in una famiglia molto influente dellaristocrazia rurale del Sussex, Percy divenne lunico erede del secondo baronetto di Castle Goring nel 1815. Ricevette la sua prima istruzione in famiglia dal reverendo Thomas Edwards di Horsham. Nel 1802 entrò nella Syon House Academy di Brentford. Nel 1804, Percy fu ammesso allo Eton College, qui fu soprannominato mad Shelley il folle a causa della sua eccentricità. Il 10 aprile 1810 Percy andò allUniversità di Oxford allo University College. Nonostante si distingua per la sua notevole capacità di apprendimento, questi anni rappresentano per lanimo del giovane poeta un vero e proprio inferno: insofferente ai programmi educativi, preferisce le solitarie passeggiate in campagna e gli studi sullelettricità, il magnetismo e la chimica. In quegli stessi anni legge Linchiesta concernente la giustizia politica dellanarchico William Godwin, la cui filosofia libertaria influenza subito la sua formazione culturale. La sua prima opera pubblicata fu un romanzo gotico, Zastrozzi 1810, in cui egli sfogò la sua visione atea del mondo per bocca del malvagio Zastrozzi. Nello stesso anno Shelley e la sorella Elizabeth pubblicarono Poesie originali di Victor e Cazire Original Poetry by Victor and Cazire. Nel 1811 pubblica il suo secondo romanzo, ossia SantIrvina o il Rosacroce, che narra di Wolfstein, che dopo la morte della sua amata, si avvicina alle teorie di un Rosacroce, il quale gli offre la vita eterna con una pozione alchemica se egli rinuncerà alla sua fede e dopo il suo rifiuto nellAbbazia di SantIrvina, i due incontrano la morte in quanto fulminati. Nello stesso anno Shelley, in collaborazione con lamico Thomas Jefferson Hogg, pubblicava un opuscolo, La necessità dellateismo The Necessity of Atheism, che provocò la loro espulsione da Oxford il 25 marzo del 1811. Avrebbe potuto essere riammesso grazie allintervento del padre, se avesse rinnegato il credo dichiarato nei suoi scritti, ma Shelley rifiutò, il che portò ad una rottura totale tra lui e il padre. Dopo essere stato espulso da Oxford, pubblicò una collezione di poesie apparentemente burlesche ma in realtà dai tratti rivoluzionari, i Frammenti postumi di Margaret Nicholson Posthumous Fragments of Margaret Nicholson, ai quali probabilmente collaborò Thomas Jefferson Hogg, amico e compagno di college, che ne diverrà poi il biografo principale.

                                     

1.3. Biografia Gli anni del primo matrimonio

Quattro mesi dopo la sua espulsione, il diciannovenne Shelley fuggì segretamente in Scozia con una giovane studentessa, Harriet Westbrook, figlia di John Westbrook, il proprietario di un caffè di Londra, e la sposò il 28 agosto del 1811; da lei avrà due figli. Shelley invitò il suo amico Hogg a condividere la sua casa, inclusa la moglie, come volevano i suoi ideali di amore libero, ma in seguito al rifiuto da parte di Harriet dovette abbandonare il suo progetto di matrimonio aperto. Si recò nel Lake District con lintenzione di mettersi a scrivere, ma, distolto dagli eventi politici, si spostò poco dopo in Irlanda, interessandosi attivamente della condizione di miseria dei lavoratori dublinesi e dandosi allattività di propagandista politico. Queste sue attività gli valsero le attenzioni ostili del governo inglese. Dal matrimonio nacque poco dopo la figlia Ianthe.

                                     

1.4. Biografia Shelley e Mary

Nei due anni successivi, Shelley scrisse e pubblicò La regina Mab: un poema filosofico Queen Mab: A Philosophical Poem. Tale poema mostra linfluenza del filosofo inglese William Godwin, e in esso è espressa molta della filosofia radicale di questultimo. Sofferente fin dal 1812 di attacchi nervosi, placati con dosi di laudano, cominciò ad attraversare fasi caratterizzate da vere e proprie allucinazioni. Intraprese in questo periodo una serie di viaggi, fra i quali è significativo quello in Irlanda; dove Shelley iniziò propaganda sia contro il dominio inglese che contro il cattolicesimo. Tornato in Inghilterra, il matrimonio con Harriet iniziò a deteriorarsi: Shelley lasciava spesso soli la moglie e i suoi due figli trattenendosi a casa di Godwin e nella sua libreria di Londra. Fu qui che incontrò, innamorandosene sebbene ancora sposato con Harriet, Mary, la figlia colta e intelligente di Godwin e di Mary Wollstonecraft, un tempo nota come insegnante e scrittrice femminista morta alla nascita di Mary. Mary e Percy si incontrarono la prima volta nel periodo intercorso fra i due viaggi in Scozia della giovane. Il suo secondo rientro a casa avvenne il 30 marzo 1814: Percy Shelley era oramai, assieme a sua moglie Harriet Westbrook, ospite abituale di Godwin, che aiutava nel sanare i suoi debiti. Il radicalismo di Percy Shelley, e soprattutto le sue idee economiche apprese mediante la lettura del trattato Political Justice 1793 di Godwin, furono la causa dellallontanamento dalla sua famiglia aristocratica: essa voleva infatti che Percy continuasse a seguire il tradizionale modello dellaristocrazia terriera, mentre egli preferiva utilizzare la maggior parte del patrimonio familiare per aiutare i bisognosi. A causa di questo progetto di "Giustizia politica" Percy Shelley si ritrovava ad avere notevoli difficoltà ad accedere al patrimonio familiare; a causa di ciò, dopo diversi mesi di promesse, Shelley annunciò a Godwin, sempre in difficoltà economiche, che non poteva e non voleva risanare tutti i suoi debiti. A causa di ciò Godwin si arrabbiò e si sentì tradito dal discepolo.

Mary e Percy si incontrarono segretamente alcune volte presso la tomba di Mary Wollstonecraft, nel cimitero di Saint Pancras, dove si confidarono il loro amore Muriel Spark nella sua biografia di Mary Shelley ipotizza che fosse il 27 giugno. Con grande scoramento di Mary, Godwin disapprovò questa unione e provò a ostacolarla per salvare l"immacolata reputazione" di sua figlia. Allincirca nello stesso momento, Godwin ebbe notizia dellimpossibilità di Shelley di saldare i prestiti che gli aveva concesso. Mary, che più tardi scrisse del suo "eccessivo e romantico attaccamento" al padre, si sentì confusa. Vedeva Percy Shelley come unincarnazione delle idee riformistiche e liberali del 1790 dei suoi genitori, in particolare lidea di Godwin del matrimonio come un "repressivo monopolio", idea che aveva argomentato nella sua edizione del 1793 di Political Justice ma che avrebbe in seguito rivisto. Il 28 giugno 1814 la coppia fuggì in segreto in Francia, portando con sé la sorellastra di Mary, Claire Clairmont. Il commento di Godwin fu: "Entrambi mi hanno deluso". I tre si imbarcarono per lEuropa attraversando la Francia per poi andare ad abitare in Svizzera. Gli Shelley avrebbero pubblicato in seguito un resoconto dellavventura.

Dopo aver convinto Jane, nota da allora come Claire, che li aveva inseguiti fino a Calais, della loro intenzione di non ritornare a casa, il trio viaggiò verso Parigi e quindi, a dorso di mulo o di asino o su carrettini, attraversarono la Francia, recentemente dilaniata dalla guerra, fino a raggiungere la Svizzera. "Era come recitare un romanzo, divenire un romanzo vivente", scrisse Mary ricordandosene nel 1826. Viaggiando, Mary e Percy leggevano le opere di Mary Wollstonecraft e di altri autori come labate Barruel, tenevano un diario comune e continuavano le proprie scritture. A Lucerna a causa della penuria di denaro decisero tuttavia di tornare indietro. Costeggiarono il Reno raggiungendo via terra il porto di Maassluis dove Mary scrisse labbozzo di un racconto mai terminato intitolato Hate, arrivando poi a Gravesend, nella contea inglese del Kent, il 13 settembre 1814. Tre anni più tardi, nel 1817, il diario di questo loro viaggio fu riadattato per essere pubblicato come opera narrativa dal titolo Storia di un viaggio di sei settimane, a cui Percy diede un piccolo contributo.

Dopo sei settimane, nostalgici della madre patria e senza soldi, i tre giovani tornarono in Inghilterra. Lì constatarono che Godwin, che un tempo aveva caldeggiato lamore libero e vissuto secondo i suoi principi, si rifiutava di rivolgere la parola a Mary e a Shelley, e così fu per qualche anno. In realtà il filosofo temeva per le conseguenze sullimmagine famigliare, come dimostrerà in altre occasioni, in quanto i conservatori ne approfittavano sempre per denigrarlo, fino a portarlo sul lastrico, boicottando le sue attività letterarie ed editoriali. Nellautunno del 1815, stabilitosi a Londra con Mary ma eludendo i creditori, Shelley produsse lallegoria in versi intitolata Alastor, lo spirito della solitudine Alastor, or The Spirit of Solitude. Per quanto allora non attraesse molta attenzione, oggigiorno questopera è ritenuta il suo primo grande poema. La situazione in Inghilterra fu ricca di complicazioni, molte delle quali Mary non aveva previsto. Durante, o dopo, il loro viaggio, Mary era infatti rimasta incinta. Inoltre si ritrovarono di nuovo senza soldi e, con grande sorpresa da parte di Mary, suo padre si rifiutava di avere con loro il minimo contatto, sebbene poi accettasse senza troppi problemi del denaro da Percy. La coppia trovò alloggio assieme a Claire nei pressi di Somers Town e quindi a Nelson Square. Vissero questo periodo mantenendo il loro intenso programma di letture, leggendo il Caleb Williams di Godwin e di scrittura, ricevendo gli amici di Percy Shelley, come Thomas Jefferson Hogg e lo scrittore Thomas Love Peacock. A volte Percy si allontanava da casa per sfuggire ai numerosi creditori, rischiando a volte di finire in prigione. Le lettere scambiate dai due amanti in questo periodo rivelano la loro pena a causa della separazione forzata.

Incinta e spesso malata, Mary Godwin si trovò a far fronte alla gioia di Shelley per la nascita di Charles, figlio del poeta e di Harriet, e al rapporto sempre più difficile con Claire, la quale cominciò ad attirare lattenzione della coppia perché si sentiva trascurata. Mary trovò parziale conforto in Hogg, che allinizio non trovava molto simpatico ma che col tempo cominciò a considerare un amico. Percy spinse i due a diventare amanti in nome dellideale dellamore libero; si suppone che Mary non abbia disprezzato lidea, condividendo anche lei gli stessi ideali, ma non si hanno prove certe dellattuazione di tale relazione. Uniche testimonianze sono gli affettuosi scambi epistolari fra Mary ed Hogg, che comunque non chiariscono con esattezza la situazione. In pratica però Mary continuò ad amare Percy e non mise mai in dubbio il suo amore per lui, come del resto afferma chiaramente in una lettera diretta ad Hogg: "So quanto ami e con quale tenerezza, e mi piace pensare che posso costituire la tua felicità. ma la nostra ancora più grande felicità sarà in Shelley - che io amo così teneramente e interamente, la mia vita è nella luce dei suoi occhi e la mia intera anima è completamente assorbita da lui". Il 22 febbraio 1815 Mary diede alla luce una bimba prematura di due mesi, Clara, che morì circa due settimane dopo. A seguito della morte della piccola, Mary contattò Hogg mediante una lettera, che in quel frangente si rivelò un buon amico.

La perdita della figlia precipitò Mary in una profonda depressione, spesso ossessionata proprio dalla visione della bimba; presto tuttavia si riprese ed entro lestate si ristabilì. A seguito del risanamento delle finanze di Percy - seguito alla morte di suo nonno, sir Bysshe Shelley - la coppia trascorse un periodo di vacanza a Torquay e in seguito affittò una casa a due piani a Bishopsgate, vicino al parco di Windsor. Poco si sa di questo periodo, dato che il diario di Mary che va dal maggio 1815 al luglio 1816 è andato perduto; Percy scrisse il suo poema Alastor e il 24 gennaio 1816 nacque il secondo figlio di Mary e Percy, che fu chiamato William in onore di Godwin e soprannominato dalla coppia "Willmouse".



                                     

1.5. Biografia Conoscenza di Byron

Nellestate del 1816 gli Shelley fecero un secondo viaggio in Svizzera. Loccasione venne dalla sorellastra di Mary Shelley, Claire Clairmont, che si era legata a Lord Byron laprile precedente, poco prima che questi si esiliasse nel continente. Byron aveva perso linteresse verso Claire, ma lei utilizzò lopportunità di incontrare gli Shelley come esca per farlo venire a Ginevra. Byron e gli Shelley affittarono delle case adiacenti tra loro sulle rive del Lago di Ginevra, le frequenti conversazioni con Byron ebbero un effetto molto stimolante sulla poesia di Shelley. Un giro in barca intrapreso dai due spinse Shelley a scrivere l Inno alla bellezza dellintelletto Hymn to Intellectual Beauty, la sua prima opera di un certo rilievo dopo l Alastor. Un giro di Chamonix sulle Alpi francesi ispirò Monte Bianco Mont Blanc, una poesia complessa in cui Shelley riflette sullinevitabilità degli eventi della storia e sulla relazione tra la mente umana e la natura che ci circonda. A sua volta, Shelley influenzò la poesia di Byron. Tale influenza è visibile nella terza parte del Childe Harolds Pilgrimage, a cui Byron stava lavorando, e in Manfredi Manfred, da lui scritto nellautunno di quellanno. In quello stesso tempo Mary trovò lispirazione per iniziare a scrivere Frankenstein. Nella tarda estate di quellanno, Claire e gli Shelley fecero ritorno in Inghilterra. Claire era incinta della figlia di Byron, fatto, questo destinato ad avere conseguenze non trascurabili sul futuro di Shelley.

                                     

1.6. Biografia Tragedie personali e secondo matrimonio

Nel maggio 1816 Mary e Percy si diressero assieme al figlio verso Ginevra, accompagnati da Claire Clairmont. Avevano pianificato di trascorrere lestate con il poeta Lord Byron, che di recente aveva cominciato una relazione con Claire, la quale era rimasta incinta. Lo scopo di tale incontro era infatti quello di prendere decisioni sul da farsi nei confronti della creatura che stava venendo al mondo. Il gruppo raggiunse Ginevra il 14 maggio 1816, prendendo in affitto una casa chiamata Maison Chapuis nei pressi della villa in cui Byron risiedeva, Villa Diodati, vicino al villaggio di Cologny; Mary in quel periodo cominciò a definirsi "Signora Shelley". Byron, accompagnato dal medico John William Polidori, incontrò il gruppo il 25 maggio; trascorrevano le giornate scrivendo, andando in barca e parlando fino a notte fonda.

"Ma fu unestate piovosa e poco clemente", ricorda Mary nel 1831. "la pioggia incessante ci costrinse spesso in casa per giornate intere." In queste giornate vari furono gli argomenti affrontati dalla compagnia: gli esperimenti condotti nel XVIII secolo da Erasmus Darwin nonno di Charles, il quale affermò di esser riuscito a rianimare la materia morta, il galvanismo e la possibilità di ricomporre e ridare vita alle parti di un essere vivente, conoscenze che Shelley e Mary avevano approfondito discutendo con un loro amico, il medico italiano Andrea Vaccà Berlinghieri, che studiava i cadaveri e lelettricità, e forse anche assistendo ad alcuni dei suoi esperimenti. Sedendosi davanti al fuoco alla villa di Byron, la compagnia si divertiva leggendo storie tedesche di fantasmi come le Fantasmagoriana. Byron propose poi un gioco: ognuno avrebbe dovuto scrivere una storia di fantasmi e di paura; poco tempo dopo Mary nel dormiveglia ebbe lidea, che divenne il romanzo Frankenstein.

Mary cominciò a scrivere la storia dandole limpostazione di un racconto breve. Percy, dopo aver visto la prima bozza, la incoraggiò tuttavia a proseguire ed espandere il racconto in ciò che sarebbe divenuto il romanzo desordio di Mary: Frankenstein; ovvero il moderno Prometeo. In seguito Mary definì il periodo svizzero come "il momento in cui passai dalladolescenza alletà adulta."



                                     

1.7. Biografia Il suicidio di Fanny Godwin e di Harriet

Dopo il loro rientro a Londra a settembre Mary e Percy presero casa a Bath, sempre accompagnati da Claire, la quale prese dimora vicino a loro. Motivo principale di questo loro spostamento a Bath fu la speranza di riuscire a tenere nascosta la gravidanza, oramai evidente, di Claire. Quando erano ancora a Cologny, Mary aveva ricevuto lettere dalla sorella Fanny Imlay la quale si lamentava della propria "infelice vita"; il 9 ottobre Fanny scrisse poco dopo una "lettera allarmante", che spinse Percy a correre da lei, ma oramai era troppo tardi. Il 10 ottobre Fanny fu trovata morta in una camera a Swansea con una bottiglietta di laudano e una lettera di suicidio:

Vi aveva rimosso la firma, probabilmente per rispetto al nome Godwin. Il suicidio fu tenuto segreto; Godwin sparse la voce che Fanny era morta di malattia in Irlanda e impedì a Mary di andare a farle visita. La reputazione di Fanny era così salva. Shelley scrisse in sua memoria la poesia To Fanny Godwin. Poco tempo dopo a questa si aggiunse unaltra disgrazia: il 10 dicembre, infatti, Harriet, moglie di Percy, fu trovata affogata nel Serpentine, un laghetto di Hyde Park a Londra, secondo alcuni incinta.

                                     

1.8. Biografia Il matrimonio

Come accadde per quello di Fanny, anche questo suicidio fu tenuto nascosto, per evitare problemi legali alla famiglia e a Shelley. I familiari di Harriet contrastarono però il tentativo di Percy appoggiato anche da Mary di ottenere laffidamento dei due bambini avuti da lei. Gli avvocati di Percy, per favorire laffidamento, gli consigliarono di sposarsi; così lui e Mary, di nuovo incinta, si sposarono il 30 dicembre 1816 nella chiesa di San Mildred, a Bread Street Londra, alla presenza dei coniugi Godwin, William e la seconda moglie Mary Jane Clairmont, la madre di Claire, Charles e William jr.

Il 13 gennaio 1817 nacque la figlia di Claire, Alba, ribattezzata poi da Byron Allegra nel 1818. Nel marzo dello stesso anno Percy fu dichiarato moralmente inadatto a ottenere la tutela dei figli, che furono così affidati alla famiglia di un ecclesiastico del Kent. Nello stesso periodo gli Shelley, con Claire e Alba, traslocarono in una casa ad Albion, presso Marlow, nel Buckinghamshire, sulle rive del Tamigi. Qui il 2 settembre nacque la terza figlia di Mary, Clara Everina. A Marlow incontrarono Marianne e Leigh Hunt, lavorarono alle loro opere e discussero spesso di politica. Nel maggio del 1817 Mary terminò di scrivere Frankenstein, che fu pubblicato anonimo nel 1818 con una prefazione scritta da Percy. Critici e lettori affermarono che Percy Shelley fosse il vero autore, probabilmente anche perché lopera era dedicata a William Godwin. Fu proprio a Marlow che Mary sistemò le carte del viaggio del 1814, aggiungendoci degli appunti scritti in Svizzera nel 1816 e il poema di Percy Mont Blanc, pubblicando così nel 1817 Storia di un viaggio di sei settimane. Quellautunno Percy si allontanò frequentemente da Londra per sfuggire ai creditori. La minaccia di prigione da parte dei creditori, la sua debole salute e la continua paura di perdere anche laffidamento dei figli avuti con Mary spinsero la coppia a lasciare per sempre lInghilterra per raggiungere lItalia. Il 12 marzo 1818 partirono, portando con loro anche Claire e Alba.

                                     

1.9. Biografia Il viaggio in Italia e morte

Dopo una serie di alti e bassi letterari e personali, nel 1818, rotti tutti i rapporti con la famiglia e in uno stato di salute pessimo, il poeta, con il suo seguito si spostò in Italia, dove, nel giro di quattro anni, soggiornò a Venezia, Livorno, Lucca, Este, Roma, Napoli, Firenze e Pisa. La sua ultima residenza fu a Villa Magni a San Terenzo, borgo marinaro nel comune di Lerici La Spezia.

Uno dei primi impegni che ebbe il gruppo una volta raggiunta lItalia fu di portare Alba da suo padre Byron, che viveva a Venezia. Byron accettò di crescere ed educare la figlia, a patto che però Claire ne stesse alla larga; non voleva avere più niente a che fare con lei. Cominciarono così il loro viaggio in Italia, visitando molte città senza mai fermarsi troppo a lungo in un posto. Lungo la via fecero nuove amicizie e conoscenze, spesso viaggiando insieme al nuovo gruppo di amici. La coppia dedicava il proprio tempo alla scrittura, alla lettura, visitando le città, imparando la lingua e socializzando. Lavventura italiana fu segnata dalla morte di entrambi i figli di Mary: Clara morì per dissenteria a Venezia nel febbraio 1818, William morì invece di malaria a Roma nel giugno del 1819. Queste perdite gettarono Mary in una profonda depressione che la allontanò da Percy, il quale scrisse:

Per un po di tempo Mary trovò come unico conforto la scrittura. La nascita a Firenze di un altro figlio, Percy Florence, il 12 novembre 1819, la aiutò a riprendersi, sebbene Mary abbia serbato il ricordo dei propri figli sino alla fine della propria vita.

LItalia consentiva agli Shelley, a Byron e agli altri esuli una libertà politica irrealizzabile in patria. Malgrado le perdite personali, diventò per Mary "un paese nel quale la memoria viene dipinta come il paradiso" Gli anni italiani furono intensi sia dal punto di vista intellettuale che creativo per entrambi i coniugi Shelley. Mentre Percy compose la maggior parte dei suoi poemi, Mary scrisse la novella semi autobiografica Matilda, il romanzo storico Valperga le opere teatrali Proserpina e Mida. Mary scrisse Valperga per aiutare la situazione finanziaria del padre, dato che Percy si rifiutò di assisterlo ulteriormente. In questo periodo era spesso malata e facilmente cadeva in depressione; inoltre fu costretta ad affrontare linteresse di Percy verso altre donne, come Sophia Stacey, Emilia Viviani e Jane Williams. Dato che Mary condivideva lidea di Percy della non esclusività del matrimonio, decise di riorientare le proprie emozioni, rafforzando i legami fra gli uomini le donne allinterno del loro circolo ed in particolare si affezionò al principe Alessandro Mavrocordato, un rivoluzionario greco, a Jane ed Edward Ellerker Williams.

Nel dicembre 1818 gli Shelley si diressero verso Napoli, dove rimasero tre mesi, ricevendo come ospite soltanto un visitatore, un medico. Proprio a Napoli Mary trasse ispirazione per la realizzazione del romanzo apocalittico Lultimo uomo. Nel 1820 si trovarono a dover affrontare le accuse le minacce di Paolo e Elise Foggi, ex domestici che Percy aveva licenziato a Napoli dopo che la coppia Foggi si era sposata. I due avevano scoperto che il 27 febbraio 1819, a Napoli, Percy aveva registrato come figlio suo e di Mary una bambina di due mesi chiamata Elena Adelaide Shelley, affermando inoltre che la vera madre non fosse Mary, ma Claire. I biografi hanno offerto varie interpretazioni di questa vicenda: che Shelley avesse deciso di adottare una bambina del luogo per lenire il dolore di Mary dopo la perdita della figlia, che la figlia fosse sua e di Elise, oppure di Claire o di unaltra donna, o anche che la bambina fosse nata da una relazione di Elise con Byron. Mary Shelley affermò più volte che se Claire fosse stata incinta lei lo avrebbe certamente saputo, ma in realtà non è molto chiaro ciò che effettivamente Mary sapeva della situazione. Gli eventi di Napoli, città che Mary più tardi definì come un "paradiso abitato da demoni" ma a cui Shelley dedicò alcune liriche, rimangono avvolti dal mistero. Lunica cosa certa era che Mary non era la madre della bambina. Elena Adelaide Shelley morì a Napoli il 9 giugno 1820. Non è tuttora chiara la vicenda della bambina, nata e morta molto piccola, registrata come figlia naturale di Shelley e della presunta madre biologica, ma che in realtà pare che non avesse rapporti di parentela né con Mary né con Percy si disse anche che era figlia dei domestici di Shelley.

Nellestate del 1822 Percy e Mary nuovamente incinta si diressero, assieme a Claire e Williams, a Villa Magni, a San Terenzo, nella baia di Lerici, quello che sarà chiamato il "golfo dei poeti". Una volta sistematisi nella nuova dimora, il clima di tranquillità fu spezzato dallannuncio della morte di Allegra, figlia di Claire, deceduta di tifo nel convento di Bagnacavallo in cui Byron aveva voluto educarla. Questo evento gettò sia Claire che Mary in una profonda depressione. Mary Shelley era distratta e infelice nella ristretta e remota Villa Magni, nella quale si sentiva come in prigione. Il 16 giugno ebbe un aborto spontaneo e rischiò di morire. Percy intervenne prontamente, immergendo Mary in una vasca con ghiaccio per rallentare lemorragia prima dellarrivo del medico, salvandole così la vita. I rapporti fra Mary e Percy comunque non migliorarono durante lestate e Percy trascorse molto più tempo con Jane Williams che non con la moglie debilitata. La maggior parte delle poesie che Percy scrisse erano rivolte a Jane e non a Mary.

La vicinanza con il mare diede a Shelley ed a Edward E. Williams loccasione di divertirsi navigando con la loro nuova barca, la goletta "Ariel" chiamata anche "Don Juan", in omaggio ad unopera di Byron. La barca era stata progettata da Daniel Roberts e da Edward Trelawny, un ammiratore di Byron che aveva raggiunto il gruppo nel gennaio del 1822.

Il 1º giugno 1822 Percy, Edward E. Williams e il capitano Daniel Roberts salparono diretti verso la costa di Livorno. Là Percy doveva discutere con Byron e Leigh Hunt sulla possibilità di avviare una rivista radicale chiamata The Liberal. L8 luglio 1822, a poco meno di un mese dal suo trentesimo compleanno, Percy e Edward salparono nuovamente, accompagnati dal marinaio Charles Vivian, per fare ritorno a Villa Magni. Non giunsero mai a destinazione.

A Villa Magni arrivò una lettera di Hunt per Percy, datata 8 luglio, in cui Hunt chiedeva come fossero riusciti a tornare a casa dato il cattivo tempo il giorno della loro partenza. Mary e Jane Williams partirono subito verso Livorno e quindi alla volta di Pisa, con la speranza di trovare i mariti salvi. Dalla ricostruzione dei fatti si evinse che, subito dopo la partenza, Shelley era stato sorpreso da una improvvisa tempesta mentre, a bordo della sua nuova barca, stava navigando con gli amici verso San Terenzo, di ritorno da Pisa e Livorno. Aveva appena fondato The Liberal con Hunt, che aveva incontrato insieme a Byron. Limbarcazione, un vascello aperto costruito a Genova appositamente per Shelley su imitazione di un modello della marina inglese, non si capovolse, ma affondò nel mare di fronte a Viareggio; Mary Shelley dichiarò nella sua Nota alle poesie del 1822 1839 che vi era un difetto nel progetto e che la goletta non era adatta per navigare. Diverse le leggende romantiche sorte intorno allincidente, tra cui un attacco di pirati, o la volontà di morire suicida in mare di Percy di nuovo vittima di depressione in quel periodo, anche se probabilmente si trattò di un semplice naufragio.

Dieci giorni dopo la partenza i tre corpi furono rinvenuti presso la costa di Viareggio. Trelawny, Byron e Hunt cremarono il corpo di Shelley sulla spiaggia del ritrovamento, come disponeva la legge dellepoca. Dopo una sepoltura provvisoria nella sabbia, sempre sulla stessa spiaggia, la cerimonia di cremazione avvenne quindi nello stesso luogo, qualche settimana dopo. Per volontà di Mary, durante il rogo furono versati sul corpo di Percy profumi, incensi e oli aromatici procurati da Byron stesso, come avvenne durante il funerale di Miseno descritto nel sesto libro dell Eneide. Un aneddoto narra che Trelawny riuscì a sottrarre dalle fiamme il cuore di Percy che non bruciava e lo consegnò a Mary in una scatola di legno. Il cuore venne realmente estratto quasi intatto dalla pira, come si vedrà poi, e custodito da Mary Shelley fino al giorno della morte di lei, quando venne sepolto nello stesso luogo ; le ceneri vennero sepolte nel cimitero acattolico o cimitero degli inglesi di Roma, insieme al figlio William, dove tuttora è la tomba, poco lontano da quella di John Keats. Lepigrafe, con riferimento alla sua morte in mare, riprende tre versi del canto di Ariel in ricordo della goletta dalla Tempesta di Shakespeare: Nothing of him that doth fade / but doth suffer a sea change / into something rich and strange "Niente di lui si dissolve / ma subisce una metamorfosi marina / per divenire qualcosa di ricco e strano". Il popolo viareggino non gradì quello che ai suoi occhi era un "rito pagano" in quel tempo la Chiesa proibiva la cremazione, perdipiù per una persona straniera e non credente.

Nel 1892, nel centenario della nascita, un comitato nato nel 1890 già costituito una prima volta nel 1874, a cui avevano aderito Algernon Swinburne, Domenico Menotti Garibaldi, Felice Cavallotti, Edmondo De Amicis, Mario Rapisardi e William Ewart Gladstone, ottenne di erigere un busto a Shelley, nei pressi del luogo dove il suo corpo venne cremato. Dopo diverse vicissitudini il monumento fu inaugurato, nel 1894, in piazza Paolina. Nel 1922, per celebrare il centenario della morte del poeta inglese e il suo legame con lItalia, Lorenzo Viani fu incaricato dal Comitato per le Onoranze di commemorare la ricorrenza a Viareggio. Viani, per loccasione, curò la pubblicazione del numero unico "P.B. Shelley", al quale collaborarono Alceste De Ambris e Gabriele DAnnunzio. Da allora sono state organizzate diverse intitolazioni e commemorazioni sia in Inghilterra che in Italia, soprattutto a Lerici, Viareggio e Bagni di Lucca.

                                     

1.10. Biografia Discendenti

Dalla prima moglie Harriet Westbrook ebbe:

  • Charles Bysshe Shelley Londra, 30 novembre 1814 - 14 settembre 1826
  • Ianthe Eliza Shelley

Dalla seconda moglie Mary Godwin ebbe:

  • William Shelley
  • Clara Shelley
  • Percy Florence Shelley
  • Claire Everina Shelley
  • Elena Adelaide Shelley

Gli sopravvissero solo tre figli su sette: Ianthe e Charles, rispettivamente la figlia e il figlio avuta da Harriet, e Percy Florence, il figlio avuto da Mary. Charles, già malato di tubercolosi, morì per le ferite riportate dopo essere stato colpito da un fulmine durante un temporale nel 1826. Percy Florence, che in seguito ereditò il titolo di baronetto nel 1844, morì senza figli adottò una figlia, ed ebbe alcuni nipoti; il titolo passò alla morte di Percy Florence 1889 a uno dei cugini di Shelley, Edward. Gli intimi discendenti diretti del poeta sono quindi i figli di Ianthe. Ianthe Shelley si sposò nel 1837 con Edward Jeffreis Esdailes. Dal matrimonio nacquero due figli maschi e una femmina. Ianthe morì nel 1876. I suoi discendenti sono tuttora in vita.



                                     

2. La poetica e il pensiero

Nonostante dichiari il suo aperto ateismo e il suo materialismo, Shelley è in realtà un panteista e un epicureo che sogna un Eden pagano dove non esiste il peccato ma solo gioia e piacere amori impetuosi, passioni brevi ma travolgenti segnarono il suo percorso di "genio nordico dal cuore latino"; secondo il suo pensiero Dio è tutta la natura e il mondo stesso, luno e il tutto riuniti nella memoria della specie, un Dio in marcia con lumanità: sta ai poeti riprendere là dove altri hanno finito nella stesura di quel poema universale che è la ricerca dellinvisibile attraverso il bello, lintuizione e lispirazione.

Dalla sua formazione classica, dallo studio del greco e del latino, deriva una passione per i miti, che nella sua poesia sono spesso ripresi e ampliati.

Nel Prometeo liberato e nel saggio In difesa della poesia Shelley esorta i poeti a ricercare la parola trasfigurante che può indovinare linvisibile e ad entrare nel mondo del mistero che può essere rivelato da una parola mai parlata: non è quindi un illuminista come il suo ispiratore Godwin, non è uno scienziato che sperimenta, ma un medium che col linguaggio scopre la verità più recondita.

Shelley è un poeta contraddittorio: nelle sue opere bisogna distinguere la poesia frutto di commozione eloquente da quella composta di versi ideologici e talvolta retorici, a partire da quelli condizionati dalle sue posizioni a favore dellamore libero e di ogni trasgressione dei principi correnti, contro il lavoro organizzato in fabbrica, contro listituzione di una società mercantile e colonialista.

Shelley non è impegnato a costruirsi unimmortalità postuma con la scrittura o le gesta come accadde per Byron o DAnnunzio, ma è afflitto dalla mortalità delluomo, temperata talvolta solo dallidea secondo la quale ci si può ricongiungere allAssoluto attraverso la contemplazione e con laiuto della filosofia si può tendere allUno.

                                     

2.1. La poetica e il pensiero Difesa del vegetarianismo

Sia Percy Bysshe Shelley sia Mary Shelley furono strenui difensori del vegetarianismo. Shelley scrisse diversi saggi in cui difendeva la dieta vegetariana, tra i quali la Rivendicazione della dieta naturale e Sul sistema della dieta vegetariana.

Shelley scrisse, riprendendo il sensismo e il pre-animalismo di illuministi come Voltaire e Diderot, nella seconda di queste due opere: "Il macello dinnocui animali non può mancare di produrre molto di quello spirito dinsana e spaventevole esultanza per la vittoria acquistata a prezzo del massacro di centomila uomini. Se luso del cibo animale sovverte la quiete del consorzio umano, quanto è indesiderabile lingiustizia e la barbarie esercitata verso queste povere vittime! Esse sono chiamate a vivere dallartificio umano solo allo scopo di vivere una breve e infelice esistenza di malattia e schiavitù, perché il loro corpo sia mutilato e violati i loro affetti. Molto meglio che un essere capace di sentimenti non sia mai esistito, piuttosto che sia vissuto soltanto per sopportare una dolorosa esistenza senza sollievo alcuno."

                                     

2.2. La poetica e il pensiero Pacifismo e nonviolenza in Shelley

La disobbedienza civile di Henry David Thoreau e la resistenza nonviolenta del Mahatma Gandhi furono influenzate e ispirate anche dallattitudine nonviolenta di Shelley nelle proteste e nelle azioni politiche. Gandhi citò spesso brani de La maschera dellanarchia nel quale lanarchia è intesa nel tradizionale significato di caos, e non come libertà dai tiranni di Shelley, opera che venne definita "forse la prima formulazione moderna del principio di resistenza non violenta". Lispirazione pacifista, evidente anche in altre opere come La rivolta dellIslam, è considerata evidente, e porta Shelley a teorizzare una rivolta senza violenza alcuna.

                                     

3. Linfluenza di Shelley

Shelley non riscosse popolarità nella generazione che seguì immediatamente la sua morte, al contrario di Lord Byron, famoso tra le classi più alte durante la sua esistenza nonostante il suo pensiero radicale. Per decenni dopo la morte, Shelley fu solo apprezzato dai grandi poeti vittoriani come Alfred Tennyson, Robert Browning, Algernon Swinburne o William Butler Yeats o letto solo da personalità di cultura come Giacomo Leopardi e Giuseppe Mazzini conoscente di Mary Shelley durante il suo esilio a Londra; ma espressero interesse anche i preraffaelliti, i socialisti e il movimento laburista - egli contava Karl Marx tra i suoi ammiratori - e ovviamente gli anarchici, che lo consideravano il primo vero artista anarchico della storia. Solo nella seconda parte del XIX secolo lopera di Shelley, o piuttosto la parte per così dire più "innocente" e meno rivoluzionaria di essa, divenne celebre - grazie allopera divulgativa di studiosi come Henry Salt, la cui tanto acclamata biografia, Percy Bysshe Shelley: il poeta e il pioniere Percy Bysshe Shelley: Poet and Pioneer fu pubblicata per la prima volta nel 1896. Nello stesso periodo curarono opere su Shelley i poeti italiani Giosuè Carducci e Gabriele DAnnunzio. La morte di Shelley è ricordata da Virginia Woolf nel suo diario, in data 12 maggio 1933. La scrittrice si trovava a Pisa allalbergo Nettuno e scrive "La casa di Shelley che aspetta vicino al mare, e Shelley che non arriva, e Mary e la signora Williams che guardano dal terrazzo, e poi Trelawney che arriva da Pisa e il cadavere bruciato sulla spiaggia: a questo penso". Ammirazione per Shelley fu espressa anche da Bertrand Russell, Rabindranath Tagore, C. S. Lewis. Nel periodo tra la prima guerra mondiale e la metà del XX secolo, età dominata dalla critica di T. S. Eliot, la poesia di Shelley fu trattata con sussiego dallestablishment dei critici - anche a causa della reazione di Eliot che pure ne apprezzava la tecnica compositiva allateismo militante del poeta. Alla fine degli anni cinquanta, grazie alla spinta di Harold Bloom, Shelley cominciò a riacquistare una reputazione. Dopo i vittoriani, trassero ispirazione da Shelley come accaduto già con Coleridge e Blake, i poeti ribelli delle generazioni successive, dai decadenti agli intellettuali degli anni sessanta: Shelley fu un esempio per il movimento vegetariano, i libertari, la psichedelia e la beat generation ; lammirazione per Shelley spesso estesa anche a Mary, Keats e Byron, la sua poesia e la vita fuori dagli schemi, a volte rappresentata più eccessiva di quanto fu, lo fecero divenire uno dei simboli stessi del periodo romantico.

                                     

4. Lista delle opere

Edizioni in lingua inglese di opere di Shelley

  • EN Percy Bysshe Shelley. 3, London, Gibbings, 1894. URL consultato il 14 aprile 2015.

Edizioni in lingua italiana di opere di Shelley

  • Opere, edizione presentata, tradotta e annotata da Francesco Rognoni, Biblioteca della Pléiade, Torino, Einaudi-Gallimard, 1995, ISBN 978-88-446-0027-3.
  • La necessità dellateismo, a cura di Federica Turriziani Colonna, Edizioni Nessun Dogma-UAAR, 2012, ISBN 978-88-906527-2-1.
  • Opere poetiche, a cura di Francesco Rognoni, con la collaborazione di Valentina Varinelli, Collana I Meridiani, Milano, Mondadori, 2018, ISBN 978-88-046-87450.
  • Poesie, a cura di Giuseppe Conte, Milano, Rizzoli, 1989, ISBN 978-88-17-16698-0.
  • Poesie, a cura di Roberto Sanesi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1983, ISBN 978-88-04-40440-8.

Cinema

  • Mary Shelley - Un amore immortale Mary Shelley, regia di Haifaa al-Mansour 2017
  • Gothic, regia di Ken Russell 1986
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