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ⓘ Nicola Calipari



                                     

ⓘ Nicola Calipari

Andrea Nicola Calipari è stato un poliziotto, funzionario e agente segreto italiano.

Fu ucciso da soldati statunitensi nel contesto della guerra dIraq il 4 marzo del 2005, mentre si recava in macchina allaeroporto di Baghdad, nelle fasi immediatamente successive alla liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, del quotidiano il manifesto.

                                     

1. Biografia

Nicola Calipari entra a far parte degli scout nel reparto "Aspromonte" del gruppo Reggio Calabria 1 dellAssociazione Scouts Cattolici Italiani ASCI. Dal 1965 segue tutto il percorso educativo fino a diventare, nel 1973, capo scout nei gruppi Reggio Calabria 1 e Reggio Calabria 3 AGESCI.

Laureato in giurisprudenza, nel 1979, si arruola in Polizia e diventa funzionario.

                                     

1.1. Biografia Il servizio in Polizia

Dal settembre 1979 al 1982 Commissario in prova, addetto alla Squadra Mobile prima e Dirigente della Squadra Volanti poi della Questura di Genova.

Nel 1980 viene collocato in aspettativa per svolgere il servizio militare.

Dal 1982 al maggio 1989 ricopre vari incarichi fino a Dirigente della Squadra Mobile prima e Vice Capo di Gabinetto poi della Questura di Cosenza.

Nel 1988 ha effettuato un periodo di missione di tre mesi per collaborare con la National Crime Authority australiana. Dal maggio 1989 al 1993 è in servizio alla Questura di Roma e dal 1993 al 1996 è Vice Dirigente della Squadra Mobile della Questura di Roma.

Nel 1996 è Primo Dirigente della Questura di Roma e dal marzo 1997 al 1999 Direttore del Centro Interprovinciale Criminalpol della Questura di Roma.

Dal 1999 al novembre 2000 diviene Direttore della 3ª e della 2ª Divisione del Servizio Centrale Operativo SCO della Direzione Centrale per la Polizia Criminale.

Dal novembre 2000 al marzo 2001 è Vice Consigliere ministeriale alla Direzione Centrale per la Polizia Stradale, Ferroviaria, di Frontiera e Postale del ministero dellInterno. Dal marzo 2001 allagosto 2002 Dirigente dellUfficio Stranieri della Questura di Roma. Lamministrazione della Polizia gli ha conferito molti riconoscimenti per le operazioni di polizia giudiziaria portate a termine con successo relative, in particolare, ad operazioni antidroga e di contrasto al traffico internazionale di armi.

                                     

1.2. Biografia Lattività al Sismi

Dopo oltre 20 anni di servizio in Polizia entra al SISMI nel 2002 e assegnato agli uffici operativi. Dallagosto 2002 viene collocato in posizione fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, passando così al Servizio per le informazioni e la sicurezza militare.

Successivamente diviene Capo della 2ª Divisione "Ricerca e Spionaggio allEstero" del SISMI: di fatto si trattava del numero due nellambito operativo per le operazioni estere del Servizio dintelligence secondo solo al Direttore generale Nicolò Pollari e viene assegnato alle operazioni in corso in Iraq.

Durante il suo incarico è responsabile del Sismi, nei territori iracheni, per le trattative felicemente concluse per la liberazione delle operatrici umanitarie Simona Pari e Simona Torretta e dei tre addetti alla sicurezza Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio. Non si riesce invece a riportare a casa Fabrizio Quattrocchi ed Enzo Baldoni. È inoltre mediatore per la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, alla conclusione della quale viene ucciso da soldati statunitensi.



                                     

1.3. Biografia La morte

La sera del 4 marzo 2005 unautovettura dei servizi segreti italiani con a bordo Giuliana Sgrena, lautista Andrea Carpani e Nicola Calipari, giunta nei pressi dellaeroporto di Baghdad, transita sulla Route Irish in direzione di un posto di blocco statunitense. La giornalista è stata appena rilasciata dai rapitori, a conclusione di una lunga trattativa condotta da Calipari, che aveva comunicato telefonicamente agli uffici del governo di Roma il felice esito delloperazione, informando anche lambasciata.

La Route Irish è presidiata a causa delle frequenti azioni ostili nella zona 135 da novembre a marzo, per la maggior parte fra le 19 le 21: ora in cui transitava lauto del SISMI, e anche per il previsto passaggio dellallora ambasciatore statunitense in Iraq John Negroponte. Approssimandosi alla zona vigilata, il veicolo è oggetto di numerosi colpi darma da fuoco; Calipari si protende per fare scudo col suo corpo alla giornalista e rimane ucciso da una pallottola alla testa. Anche la giornalista e lautista del mezzo rimangono feriti. A sparare è Mario Lozano, addetto alla mitragliatrice al posto di blocco, appartenente alla 42ª divisione della New York Army National Guard. Altri soldati sono stati sospettati di aver partecipato alla sparatoria.

                                     

2. Ricostruzioni

Sono state prodotte due versioni dellaccaduto, una italiana ed una americana, fra loro contrastanti in molti punti.

La vicenda ha creato forti attriti diplomatici fra Italia e Stati Uniti dAmerica, tanto che molti hanno subito richiamato la strage del Cermis, che pure portò ad attriti tra i due paesi, e la magistratura italiana ha aperto uninchiesta sulla vicenda, incriminando il soldato Mario Lozano per lomicidio di Calipari e il tentato omicidio di Giuliana Sgrena, dellautista, Andrea Carpani, maggiore dei Carabinieri e del funzionario Farinelli Guido U. in forza al SISMI, entrambi rimasti feriti.

                                     

2.1. Ricostruzioni Versione italiana

Dei sopravvissuti allepisodio le testimonianze sono principalmente quelle di Giuliana Sgrena, giacché lautista, anchegli appartenente al SISMI, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, sebbene abbia riferito dellaccaduto per via gerarchica. Tuttavia, in Diario di una spia a Baghdad, un agente del SISMI presente nella capitale irachena ha raccolto e pubblicato la testimonianza dellagente Corsaro, nome in codice usato da Andrea Carpani durante loperazione.

Come riferito da autorità governative, Sgrena ha sostenuto di aver visto, dopo una curva, che li avrebbe fatti rallentare fino ad una velocità massima di circa 50 km/h, una luce accecante e poi di aver udito subito dopo lesplosione di numerosi colpi darma da fuoco: diverse centinaia, secondo la giornalista, protrattisi per 10-15 secondi a dire dellautista.

Giuliana Sgrena ha aggiunto che non si trattava di un posto di blocco e che la pattuglia dei soldati americani non aveva fatto alcun segnale per identificarsi o per intimare l"alt", come era invece regolarmente accaduto negli altri posti di controllo precedentemente attraversati, iniziando decisamente a sparare contro la loro automobile.

La giornalista dichiarò inoltre che i sequestratori, poco prima della liberazione, le avevano detto che gli statunitensi non volevano che tornasse viva in patria.



                                     

2.2. Ricostruzioni Versione statunitense

Secondo il governo statunitense, la cui versione è stata diffusa il 1º maggio 2005, lauto viaggiava ad una velocità prossima ai 100 km/h. I militari del check-point 541 avrebbero seguito la cosiddetta procedura delle quattro S.

Nel corso della sparatoria, alcuni dei proiettili sarebbero stati accidentalmente deviati ed uno avrebbe centrato alla testa Calipari, protesosi in avanti per proteggere con il suo corpo la giornalista.

I funzionari statunitensi hanno inoltre asserito che nessuno era a conoscenza delloperazione condotta dal SISMI, né dellidentità delle persone a bordo di quellauto, regolarmente presa a nolo allaeroporto di Baghdad.

Il rapporto americano era inizialmente uscito con numerose censure, per circa un terzo dellelaborato, che mascheravano sotto strisce nere i nomi dei soldati implicati ed altri dettagli; pubblicato ufficialmente su Internet in formato pdf, il documento fu decifrato in pochi istanti tramite copia-incolla.

Linchiesta effettuata dai militari statunitensi ha concluso che la sparatoria avvenuta il 4 marzo 2005 al posto di blocco presso laeroporto di Baghdad è stata "un tragico incidente".

                                     

2.3. Ricostruzioni Differenze tra le ricostruzioni

La differenza principale fra le due versioni è costituita dalla velocità alla quale il veicolo italiano procedeva, che secondo gli statunitensi era di circa 100 km/h, mentre secondo gli italiani era di circa la metà. Limportanza di questo fattore risiede nella motivazione dellazione dei soldati, che in caso dalta velocità avrebbero potuto confondere lauto con uno dei frequenti attacchi mediante auto-bomba.

Unaltra divergenza riguarda la richiesta di arresto del mezzo per controllo, che secondo gli statunitensi sarebbe stata operata correttamente, mentre secondo Giuliana Sgrena non vi sarebbe stata affatto, mancando la segnaletica e non essendovi stati cenni o altre indicazioni in questo senso.

Secondo gli italiani le forze americane erano state correttamente avvertite; dallaltra parte si è ribattuto che gli italiani non avevano invece dato avviso alcuno delle loro attività nella zona.

                                     

2.4. Ricostruzioni Video

L8 maggio 2007, durante il notiziario serale del TG5, è stato trasmesso in esclusiva un video contenente alcune immagini dei primi momenti successivi alla sparatoria. Il video è stato girato dallo stesso Mario Lozano e mai consegnato alla commissione dinchiesta statunitense.

Dalla visione del video emergono due punti chiave:

  • I fari della Toyota Corolla su cui viaggiava il funzionario del SISMI erano accesi, mentre i soldati americani hanno testimoniato fossero spenti. Questo è considerato un punto chiave: il fatto che i fari fossero spenti avrebbe potuto far immaginare che gli occupanti dellautomobile stessero attuando un attentato.
  • Lauto è ferma ad almeno 50 metri dal carro armato americano, da ciò si deduce che lauto al momento dei primi spari si trovasse ad una distanza superiore ai 50 metri, tenendo conto dello spazio percorso dal veicolo durante la frenata, in funzione della sua velocità iniziale. Se, come afferma la versione statunitense, lauto procedeva a 100 km orari, al momento degli spari lauto avrebbe dovuto trovarsi a più di 150 metri di distanza. I soldati coinvolti invece hanno sempre sostenuto di aver sparato perché lauto era molto vicina e di non avere altra scelta.
                                     

3. Sospetti

Il governo statunitense si era espresso in senso fortemente critico nei confronti dei servizi segreti italiani, che secondo la parte statunitense non avevano esitato a pagare ingenti riscatti per la liberazione di altri sequestrati in Iraq. Tale condotta, sostengono gli Stati Uniti, costituirebbe un pericoloso incentivo per le bande criminali a compiere altri sequestri di persona. Lo stesso Calipari, nel caso, sarebbe stato diretto destinatario di tali critiche, vista la centralità del suo ruolo in trattative tenute per precedenti rapimenti.

Alla luce anche di successive intercettazioni, si è perciò sospettato un atto premeditato, anche in virtù delle affermazioni di Giuliana Sgrena, cui i rapitori, liberandola, avrebbero segnalato che gli Stati Uniti non avrebbero gradito un suo ritorno a casa.

Anche escludendo una premeditazione, alla luce dei fatti e delle menzogne dimostrate dal video successivamente emerso, laccaduto ha sollevato cocenti critiche verso lorganizzazione statunitense e la disinvolutura sulluso delle armi. Unanalisi oggettiva sulle tempistiche verificabili coi reperti a disposizione, infatti, conduce alla conclusione che anche se vi fosse stato lavviso di fermarsi, non si sarebbe lasciato ai malcapitati il tempo di arrestarsi prima che venisse aperto il fuoco.



                                     

4. Inchieste

Al fine di stabilire cosa sia veramente accaduto, negli Stati Uniti è stata istituita una commissione dinchiesta, ai cui lavori sono stati ammessi osservatori italiani nellintento di produrre una relazione conclusiva comune, che potesse fugare qualsiasi dubbio circa la correttezza nei rapporti fra le due nazioni.

In Italia, la magistratura ha incontrato difficoltà ed impedimenti nello svolgimento della funzione inquirente a causa del particolare status della zona in cui si sono svolti i fatti, che risultava essere territorio iracheno sottoposto a controllo militare e sovranità di fatto statunitense; negato dagli Stati Uniti il permesso di far analizzare a tecnici della polizia scientifica italiana il veicolo su cui viaggiava Calipari, i giudici hanno dovuto attendere la conclusione dei rilievi statunitensi per poter avere a disposizione il mezzo. Il diniego, motivato con ragioni militari, ha di fatto provocato lo scadimento del valore probatorio del reperto, rendendone lesame sostanzialmente inattendibile.

Nel 2005 la Procura di Roma ha avviato uninchiesta in merito alle dichiarazioni e alle vicende di Gianluca Preite, ingegnere informatico che, lavorando per il Sismi, avrebbe intercettato una comunicazione satellitare la sera del 4 marzo 2005. Da questa intercettazione si evincerebbe come la morte di Nicola Calipari non sia stata causata da un incidente, ma da un disegno criminoso ben preciso al quale avrebbero partecipato anche alti ufficiali militari italiani. Nel corso della conversazione, uno dei rapitori della Sgrena avrebbe riferito che la vettura su cui viaggiavano Calipari e la Sgrena in realtà era unautobomba diretta allaeroporto, proprio per accertarsi che gli americani aprissero il fuoco sugli italiani. La versione dellingegner Preite sembrerebbe essere stata confermata dal fatto che nel corso di un interrogatorio dei servizi segreti giordani a un detenuto, Sheik Husain, che viene definito come un ex leader della cellula di Bagdad di al Qaeda, è emerso che per il riscatto della Sgrena sarebbero stati pagati 500.000 dollari e che lo stesso Husain, una volta incassata la somma, avrebbe denunciato con una telefonata anonima la presenza di esplosivo nella macchina su cui si trovavano i tre italiani, pronta a saltare in aria allarrivo allaeroporto, circostanza che convinse i soldati americani ad aprire il fuoco al suo passaggio. Sullintercettazione telefonica sono state affettuate varie perizie, una ordinata dai Magistrati del Pool Antiterrorismo della Procura della Repubblica di Roma Franco Ionta, Pietro Saviotti ed Erminio Amelio, laltra effettuata per conto della difesa del Preite, impegnato nel processo che lo vede posto a giudizio per accesso abusivo ad un sistema informatico e altri reati connessi, nonostante in sede processuale sia stato già accertato il suo lavoro per il SISMI. Il processo è in corso presso il Tribunale Penale di Roma, nel quale Gianluca Preite è difeso dal penalista Carlo Taormina.

                                     

5. Colloqui diplomatici e pressioni

  • Lincontro di Palazzo Chigi del 2 maggio 2005

Il 2 maggio 2005, in un colloquio presso Palazzo Chigi, la presidenza del Consiglio dei Ministri discusse assieme allambasciatore americano a Roma, Mel Sembler, del rapporto italiano in via di pubblicazione. Erano presenti Gianfranco Fini ministro degli esteri, Gianni Letta sottosegretario alla presidenza, Gianni Castellaneta ambasciatore italiano a Washington, Nicolò Pollari capo del Sismi, il diplomatico Cesare Maria Ragaglini e il generale del Sismi Pierluigi Campregher.

In base alle comunicazioni di Mel Sembler a Washington, rivelate a fine 2010 da Wikileaks e dal Guardian, appare come il rapporto italiano, almeno nella parte in cui definiva lomicidio Calipari come non intenzionale ", fosse stato appositamente costruito per impedire ulteriori inchieste della magistratura, ed evitare che la vicenda danneggiasse i rapporti bilaterali Italia-USA e limpegno militare italiano in Iraq. Il governo Berlusconi III si sarebbe impegnato a bloccare i tentativi di ulteriori indagini da parte delle commissioni parlamentari, così come già richiesto dallopposizione di centrosinistra, sostenendo la tesi del "tragico incidente".

Allambasciata americana viene comunicato come trasmesso per nota da Mel Sembler a Washington che il rapporto italiano indica che:

Nel colloquio si fa inoltre cenno allopportunità che il presidente George W. Bush chiami Berlusconi il giorno successivo, prima che il 5 maggio Berlusconi si presenti in Parlamento per discutere il rapporto.

Sembler, inoltre, raccomanda che lamministrazione USA non critichi approfonditamente il rapporto italiano, in quanto si produrrebbero "conseguenze asimmetriche": unimmagine troppo accondiscendente, o sleale, del governo italiano di fronte allopinione pubblica potrebbe causare "severe conseguenze" al governo Berlusconi e allimpegno militare italiano in Iraq.

Il governo Berlusconi IV si è dissociato dal contenuto delle comunicazioni di Sembler, definendole come "valutazioni personali" e "fuorvianti". Nonostante ciò il Comitato Parlamentare di controllo per la Sicurezza della Repubblica Copasir coordinato da Massimo DAlema ha richiesto per la stessa giornata del 21 dicembre 2010 le audizioni di quanti, a vario titolo, sono stati coinvolti nella vicenda, tra cui Nicolò Pollari, direttore del Sismi allepoca dei fatti, e Gianluca Preite, anchegli coinvolto nellinchiesta vedi sopra, e altri ufficiali militari dei servizi segreti.

  • Il cable di wikileaks

Nel 2011 Wikileaks ha pubblicato un cable risalente al 9 maggio 2005 redatto dopo che il premier aveva riferito del caso in parlamento in cui lambasciata americana a Roma conferma lamicizia fra Italia e Stati Uniti e, per evitare problemi, il presidente del consiglio fa capire agli americani che li "lascerà fare" nel mostrare la loro versione, senza fornire alcun contraddittorio. Lambasciatore inoltre fa notare che per gli investigatori americani era una cosa ovvia chiedersi come mai di 30 auto che avevano attraversato il posto di blocco solo una è stata presa a mitragliate

  • Il colloquio DAlema-Rice del giugno 2006

Del caso Calipari lallora ministro degli Esteri Massimo DAlema ha parlato con il segretario di Stato Condoleezza Rice, nel corso della sua visita a Washington del giugno 2006, lamentando una "collaborazione insufficiente fino a questo momento" da parte degli statunitensi sulla vicenda; il portavoce del Dipartimento di Stato Adam Ereli ha così commentato: "Se gli italiani hanno preoccupazioni, le affronteremo".

  • Lincontro Castellaneta-Negroponte del 30 marzo 2007

Il 30 marzo 2007 si incontrarono lambasciatore italiano negli Stati Uniti Giovanni Castellaneta e John Negroponte, allora vicesegretario di Stato americano, che esercitò pressioni affinché il processo in contumacia a Mario Lozano fosse fermato. Negroponte sottolineò come il processo a Lozano fosse "molto problematico", esortando il governo Prodi II a premere sul tribunale in quanto "le azioni sul campo di guerra esulano dalla sua giurisdizione" e "un processo in contumacia è un messaggio orribile e va fermato stopped". Castellaneta comunicò agli americani che "i crimini commessi allestero ricadono nella giurisdizione di Roma" e che la Corte ha "alzato il livello di gravità del crimine per poter procedere allestradizione". Nel resoconto dellambasciata, lambasciatore italiano "si è detto daccordo che il caso tra i nostri due governi è chiuso, ma non ha dato molta speranza sul fatto che il governo rallenti o blocchi il processo".

                                     

6. Sentenze

  • Primo grado

La Procura della Repubblica di Roma il 19 giugno 2006 ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per il militare americano Mario Lozano, imputato per lomicidio di Nicola Calipari e per il ferimento della giornalista Giuliana Sgrena: il processo contro Lozano sarebbe possibile, secondo la Procura di Roma, essendo stata ipotizzata a suo carico la responsabilità in un "delitto politico che lede le istituzioni dello Stato italiano", una fattispecie riconducibile allarticolo 8 del Codice di procedura penale che consente di procedere contro chi abbia arrecato offesa a interessi politici dello Stato. Limputazione è stata assunta in quanto Mario Lozano risulta irreperibile ed è mancata la collaborazione richiesta e non ottenuta dagli Stati Uniti, avendo le autorità americane respinto anche una rogatoria internazionale presentata dalla Procura di Roma.

  • Secondo grado

Il 25 ottobre 2007 la Terza Corte dAssise di Roma ha prosciolto limputato Mario Lozano non potendo procedere per difetto di giurisdizione. Secondo il giudice italiano, difatti, le forze multinazionali in Iraq ricadono sotto la giurisdizione penale esclusiva dei rispettivi paesi dinvio. Ciò secondo una consuetudine internazionale, detta "legge dello zaino", che derogherebbe alla norma italiana sullesercizio dellazione penale.

  • Cassazione

La sentenza è stata successivamente impugnata dalla Procura di Roma avanti la Corte di Cassazione.

Con sentenza del 19 giugno 2008, la I Sezione penale della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Procura di Roma, confermando la mancanza di giurisdizione italiana sul caso. La Suprema Corte, ha però smontato le motivazioni addotte dalla Corte dAssise, valutando "davvero inadeguata" linterpretazione resa dal giudice di primo grado. Secondo la Cassazione, al momento dei fatti, la missione militare internazionale in Iraq non operava in regime di occupazione militare come invece sostenuto dalla Corte dAssise per giustificare lassenza di giurisdizione, e, in ogni caso, Calipari non faceva parte di detta missione.

Lassenza di giurisdizione viene invece motivata con lesistenza di unulteriore consuetudine che garantirebbe limmunità funzionale ratione materiae, dalla giurisdizione interna dello Stato straniero nel caso di specie, quello italiano del funzionario statale ossia il soldato Lozano che abbia agito iure imperii cioè sotto poteri autoritativi.

Secondo la Corte, limmunità verrebbe meno soltanto in presenza di una" grave violazione” del diritto internazionale umanitario ossia al verificarsi di un crimine di guerra o di un crimine contro lumanità, non riscontrata però nel caso di specie.

                                     

7. Onorificenze

Nicola Calipari è stato insignito il 19 marzo 2005 dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, della medaglia doro al valor militare alla memoria.

                                     

8. Riconoscimenti

Il 25 marzo gli fu dedicata lintestazione del nuovo teatro comunale di Cerchio, in Abruzzo.

Il 30 marzo 2005 gli fu dedicato lauditorium di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, in Via Portanova a Reggio di Calabria.

Il 3 marzo 2006 fu inaugurato un cippo commemorativo a Nicola Calipari nel Comprensorio di Forte Casal Braschi a Roma, sede storica del SISMI.

Il 4 marzo 2010 gli fu dedicata unaula presso la Palazzina Studi della Scuola Superiore di Polizia, in Via Pier della Francesca, 3 a Roma.

Il 5 marzo 2014 è stato a lui dedicato un bassorilievo presso il primo piano della Questura di Roma.

Almeno nei seguenti Comuni italiani esiste una "Via Nicola Calipari" elenco non esaustivo:

  • Casaletto Lodigiano LO
  • Castelguelfo BO
  • Cagliari CA
  • Pegognaga MN
  • Cordenons PN
  • Albignano dAdda MI
  • Truccazzano MI
  • Ragusa RG
  • Castellabate SA
  • Botrugno LE
  • Quattro Castella RE
  • Mantova MN
  • Bussolengo VR
  • Fiuggi FR
  • Parma PR
  • Avezzano AQ
  • Teramo TE
  • Palermo PA
  • Ancona AN
  • Crotone KR
  • Lugo RA
  • Roburent CN
  • Noceto PR
  • Bancole MN
  • Grottaglie TA
  • Avola SR
  • Porto Mantovano MN
  • Delianuova RC
  • Ficarazzi PA
  • Monterosi VT
  • Velletri RM
  • Catanzaro CZ
  • Ortona CH
  • Catania CT
  • Credera Rubbiano CR
  • Corbetta MI
                                     

9. Citazioni

Il cantautore Samuele Bersani, nella canzone Occhiali rotti, brano dellalbum Laldiquà 2006, fa un riferimento alla vicenda di Nicola Calipari:

Anche Caparezza,nella canzone Ti Giri,brano dellalbum Habemus Capa 2006 cita la vicenda

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