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ⓘ DICO (disegno di legge)



DICO (disegno di legge)
                                     

ⓘ DICO (disegno di legge)

DICO è una sigla che significa DI ritti e doveri delle persone stabilmente CO nviventi" e viene riferita comunemente al disegno di legge, presentato dal Governo Prodi II l8 febbraio 2007, finalizzato al riconoscimento nellordinamento giuridico italiano di taluni diritti e doveri discendenti dai rapporti di "convivenza" registrati allanagrafe: liter legislativo si è di fatto concluso con la caduta del Governo Prodi II nel 2008.

                                     

1. Linquadramento storico-politico

Durante la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane del 2006, nel corso della redazione del programma della coalizione di Romano Prodi cosiddetta Unione, che comprendeva tutti i partiti di centrosinistra fu sollevato da esponenti della sinistra il problema dei diritti civili e in particolare del riconoscimento delle coppie di fatto anche omosessuali.

Si aprì dunque un forte dibattito che vedeva contrapposti, da un lato, La Margherita guidata da Francesco Rutelli e diversi esponenti del centro cattolico, contrari a tale riconoscimento e, dallaltro, la Rosa nel Pugno rappresentata da Emma Bonino e varie personalità della sinistra laica, invece favorevoli.

Laspra dialettica si concluse, con labbandono del tavolo da parte dei radicali e socialisti rappresentati da Emma Bonino e la seguente formulazione definitiva del programma: "LUnione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle unioni di fatto". Tale formulazione prendeva le mosse da uno studio approfondito dapprima in seno al think tank del Laboratorio per la polis e presentato in un incontro pubblico con Piero Fassino, Lucia Fronza Crepaz e i giuristi Alberto Gambino e Filippo Vari: questultimo si espresse in senso contrario a ogni forma di riconoscimento pubblico delle convivenze more uxorio e delle unioni omosessuali.

Successivamente lo studio è stato poi presentato in seno alla Commissione "Unioni di fatto" incaricata dalla Margherita.

                                     

2. Il percorso legislativo

Il testo del disegno di legge è poi stato varato dal Consiglio dei ministri l8 febbraio 2007, dopo essere stato redatto dagli staff legislativi dei due ministri Barbara Pollastrini Pari Opportunità e Rosy Bindi Famiglia.

È stato quindi presentato allesame del Senato della Repubblica, in quanto in quellAula erano già stati presentati provvedimenti simili.

In commissione Giustizia del Senato, il 10 luglio, il relatore e presidente della commissione Cesare Salvi presentò un suo testo, che prevedeva pure la modifica del nome con il quale indicare la futura legge, da Di.Co. diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi, che era il nome scaturito dal ddl Pollastrini-Bindi, in quello di Contratto di Unione Solidale CUS, proposto dallo stesso Salvi. La commissione, nella seduta del 23 ottobre, ha deciso di riprendere lesame del testo base del relatore, fissando i tempi del suo iter: gli emendamenti debbono essere presentati entro il 12 novembre. In quella data, cioè appena votata la finanziaria e chiusa la "sessione di bilancio", inizierà la fase finale del cammino, con votazioni previste per la fine dello stesso novembre 2007.

                                     

3. Stesura

Lallora ministro Bindi, in unintervista ha tenuto a precisare, a seguito delle numerose critiche provenienti dagli ambienti cattolici, che alla stesura del testo del decreto "hanno collaborato molti giuristi cattolici", guidati dai proff. Renato Balduzzi, consigliere giuridico del ministro Bindi e presidente del MEIC Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale e Stefano Ceccanti, ex presidente FUCI e capo legislativo del ministro Pollastrini. Tuttavia, da altri ambienti cattolici parlamentari del centrosinistra venivano sollevate critiche di incoerenza del disegno di legge rispetto allimpostazione originaria definita nel programma dellUnione ed in effetti lo stesso prof. Alberto Gambino, consigliere politico del vicepremier Rutelli e principale ispiratore della formula di mediazione raggiunta nel programma dellUnione, in un comunicato stampa ne avrebbe preso le distanze.

                                     

4.1. Normativa Chi avrebbe potuto utilizzare i DICO

Avrebbero potuto beneficiare degli effetti del disegno di legge, qualora approvato dalle Camere, i conviventi ovvero "due persone maggiorenni, anche dello stesso sesso, unite da reciproci vincoli affettivi, che convivono stabilmente e si prestano assistenza e solidarietà materiale e morale, non legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, affiliazione, tutela.".

                                     

4.2. Normativa Il riconoscimento

Il disegno di legge era finalizzato al riconoscimento giuridico alle "convivenze" che risultano iscritte nei registri anagrafici di ogni comune, con il conseguente riconoscimento di taluni diritti e doveri a seconda della rispettiva durata della convivenza:

  • dopo nove anni, sono riconosciuti i diritti di successione.
  • dopo tre anni, vengono riconosciuti i diritti le tutele del lavoro;
                                     

4.3. Normativa Diritti previsti e loro fruibilità

I diritti immediatamente fruibili sarebbero:

  • Decisioni in materia di salute e in caso di morte - ciascun convivente può designare laltro quale suo rappresentante: a) in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e volere, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti, per quanto attiene alle decisioni in materia di salute; b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di trattamento del corpo le celebrazioni funerarie, nei limiti previsti dalle disposizioni vigenti. E la designazione è effettuata mediante atto scritto e autografo; in caso di impossibilità a redigerlo, viene formato un processo verbale alla presenza di tre testimoni, che lo sottoscrivono. Inoltre, in caso di assistenza o visite riservate ai soli familiari, come avviene di consueto in casi particolari negli ospedali, tali soggetti potranno superare questa barriera burocratica ed avere il diritto di farlo, questo perché nei peggiori dei casi si è visto negare la sua presenza al convivente da parte dei familiari e non è stato potuto evitare da parte dellaltro convivente ricoverato in quanto in stato di coma.
  • Utili di impresa - il convivente partecipa agli utili dellimpresa dellaltro convivente, come avevano riconosciuto i giudici, ma solo recentemente.
  • Tassa di successione - oggi per il convivente è fissata all8%, scende al 5%.
  • Permesso di soggiorno - si consente al convivente straniero comunitario e extracomunitario che è già legalmente in Italia per altri motivi ad es. turistici di ottenere il permesso di soggiorno per ragioni affettive.
  • Alloggi di edilizia pubblica - la materia rientra nelle competenze regionali; varie regioni stanno già introducendo punteggi aggiuntivi per i conviventi. La norma di principio introduce un vincolo per tutte le Regioni, un livello essenziale dei diritti, le modalità sono scelte dalle Regioni.

I diritti fruibili dopo un determinato periodo di tempo sarebbero:

  • Contratto di locazione - in caso di morte di uno dei conviventi, che sia conduttore nel contratto di locazione della comune abitazione, laltro convivente può succedergli nel contratto, purché la convivenza perduri da almeno tre anni ovvero vi siano figli comuni. La disposizione si applica anche nel caso di cessazione della convivenza nei confronti del convivente che intenda subentrare nel rapporto di locazione.
  • Trattamenti previdenziali e pensionistici - questo diritto verrà regolamentato dalla prossima riforma delle pensioni, con lintenzione del legislatore di garantire diritti soprattutto a favore dei conviventi più deboli.
  • Agevolazioni in materia di lavoro con tre anni di convivenza sono facilitati trasferimenti e assegnazioni di sede dei conviventi.
  • Diritti di successione - con nove anni di convivenza, fatti salvi i diritti dei cosiddetti legittimari quelli i cui diritti sono comunque intangibili al convivente spettano i diritti di abitazione nella casa adibita a residenza della convivenza e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Quando si fa testamento non cambia nulla rispetto ad oggi; si può disporre liberamente, salvi i diritti intangibili dei riservatari la cosiddetta riserva, dove invece il convivente non è ricompreso. Quando manca il testamento, il convivente ha dei diritti ereditari significativi ma non del tutto equivalenti al coniuge. Sicché accade che il convivente ha diritto a
  • un quarto delleredità, se concorrono due o più figli;
  • un terzo delleredità, se concorre un solo figlio;
  • metà in caso di concorso con ascendenti legittimi genitori o nonni o con fratelli e sorelle;
  • tutta leredità in mancanza di figli, di ascendenti genitori o nonni, di fratelli o sorelle e, in assenza di altri parenti entro il terzo grado.


                                     

4.4. Normativa Effetto retroattivo

La legge avrebbe avuto effetto retroattivo e i conviventi avrebbero avuto nove mesi per mettersi in regola.

                                     

5. Le critiche

Il percorso del disegno di legge è stato caratterizzato così come lo è liter parlamentare in corso da accese polemiche, sia in ambito politico da parte dellopposizione di governo e allinterno della stessa maggioranza che in alcuni settori della società italiana. In estrema sintesi, le critiche espresse nel dibattito in corso possono essere così schematizzate:

  • su un versante: contrarietà alla istituzione di "una specie di matrimonio", espressa dalla gerarchia della Chiesa cattolica ed in sostanza fatta propria, seppure in diverse misure e sfumature, da alcuni partiti, politici, associazioni di ispirazione cattolica;
  • sul versante opposto: insoddisfazione per leccessiva "prudenza" del testo, soprattutto in riferimento ai diritti previsti, da parte di alcuni partiti, politici, associazioni laiche.

Queste le principali contestazioni sul primo versante:

  • costituirebbero un legame valido anche se la dichiarazione di convivenza non è stata resa contestualmente da entrambi i conviventi;
  • gli stessi diritti si potrebbero ottenere, senza attese e senza una legge apposita, attraverso il diritto privato ed il codice civile;
  • i figli sarebbero meno tutelati in una forma di unione che è vista meno stabile del matrimonio;
  • i registri civili non avrebbero avuto adesioni significative.
  • il disegno non terrebbe conto della volontà delle parti, come invece accade nel PACS;
  • non sarebbero richiesti dalle persone conviventi;
  • istituirebbero un "piccolo matrimonio" o "un matrimonio di serie B" in concorrenza con quello tradizionale, in cui si reclamano dei diritti senza adeguati doveri;

Queste le principali contestazioni sul secondo versante:

  • vi sarebbe impossibilità di adesione nel caso in cui uno dei partner sia extracomunitario e privo di permesso di soggiorno, il che per le coppie omosessuali rappresenterebbe un rischio di "separazione forzata" in quanto non sussiste la possibilità di congiungersi contraendo matrimonio;
  • sarebbe impossibile recedere senza continuare a condividere il domicilio, incertezze sulle modalità di annullamento.
  • il periodo di attesa per il diritto alleredità sarebbe eccessivo;

Si aggiungono preoccupazioni sui rischi di abuso, nel caso di una persona che dichiari la convivenza allinsaputa dellaltra persona coinvolta. Molti editorialisti e politici hanno infatti evidenziato come nellultima versione del testo del disegno di legge sia stato rimosso lobbligo, precedentemente presente, di dichiarazione congiunta allanagrafe del Comune di residenza. Allo stato attuale delle cose quindi, la dichiarazione potrebbe essere fatta da una sola persona, con effetto retroattivo, dietro comunicazione tramite raccomandata allaltro convivente. Raccomandata che però potrebbe essere materialmente intercettata e siglata dallo stesso primo dichiarante allinsaputa dellaltro, se effettivamente coabitante.

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