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ⓘ Sigieri da Brabante



                                     

ⓘ Sigieri da Brabante

Sigieri di Brabante, in latino Sigerus de Brabantia, è stato un filosofo fiammingo. Docente alla Facoltà delle arti, fu filosofo aristotelico, spesso indicato come seguace delle teorie di Averroè.

                                     

1. Biografia

Poco si sa della vita di Sigeri. Nato nella regione del Brabante attorno allanno 1240, compì gli studi allUniversità di Parigi nella Facoltà delle Arti tra lanno 1255 e il 1257. In seguito fu professore presso la stessa università; la sua produzione scientifica è legata essenzialmente allambiente universitario, intorno gli anni difficili che vanno dalla condanna vescovile del 1270 a quella del 1277, ad opera di Etienne Tempier. Nel 1277 gli venne proibito linsegnamento alluniversità e venne convocato dallinquisitore di Francia Simon du Val. Per sfuggire allinquisizione parte per Orvieto, in quel tempo residenza del Papa, per appellarsi al pontefice Martino IV. Rimasto a Orvieto, in attesa della sentenza papale, venne pugnalato a morte dal suo segretario. La causa della morte è attribuita allimprovvisa pazzia del suo segretario, sebbene siano stati sollevati dubbi su quello che è a tutti gli effetti un topos storiografico. Fu canonico presso la cattedrale di Saint-Paul a Liegi.

                                     

2. Questioni storiografiche

Il ruolo dellopera di Sigieri nelle discussioni della seconda metà del Duecento e la sua figura sono stati oggetto di varie interpretazioni storiografiche. Nello studio Averroè e laverroismo, Renan lo indicava come un sovversivo, di tendenze eretiche e quasi libertine, così come poi Mandonnet nella prima monografia a lui dedicata. Van Steenberghen al contrario rifiuterà per lui letichetta di averroismo, indicando nella sua opera una progressiva evoluzione verso il tomismo. Questa pretesa evoluzione, già criticata da Nardi e Gilson, verrà poi rifiutata da buona parte degli studiosi successivi, che rinunceranno spesso anche alla definizione di Sigieri come averroista. Dagli anni 2000, grazie agli studi in particolare di Calma, Coccia e Brenet tuttavia è possibile recuperare il valore filosofico della categoria di averroismo, ormai libera dai pregiudizi di Renan e Mandonnet, sotto certi versi rimasti anche negli studi di fine Novecento, e linserimento di Sigieri nella versione latina di questa tradizione.

                                     

3. Opere

Lintera opera di Sigieri si sviluppa intorno allattività di insegnamento alla Facoltà delle Arti: non stupisce dunque che buona parte delle opere siano quaestiones, giunteci sotto forma di reportationes, alcune delle quali riviste dallautore. La cronologia di queste opere è dubbia, ma si può considerare attendibile la seguente:

  • Quaestiones naturales ms. Lisbona 1273;
  • Quaestio utrum haec sit vera: homo est animal, nullo homine existente dopo il 1268-1269, forse prima del 1270;
  • Quaestiones in Metaphysicam mss. Cambridge, Parigi, Monaco 1272-1273;
  • De necessitate et contingentia causarum 1272 ca.;
  • Quaestiones logicales 1272 ca.;
  • Quaestiones morales 1273 - 1274;
  • Impossibilia 1272 ca.;
  • Quaestiones de anima intellectiva 1273-1274;
  • Quaestiones naturales ms. Parigi 1272-1273;
  • Quaestiones in Metaphysicam ms. Vienna 1274-1275;
  • Tractatus de aeternitate mundi 1272 ca.;
  • Quaestiones super Librum de causis 1275-1276.
  • Quaestiones in III De anima 1265-1266;
  • Quaestiones in Physicam 1269-1270;
  • Sophisma: omnis homo de necessitate est animal 1266-1270;

Alcune opere restano ancora inedite; altre, delle quali si ha testimonianza da parte di contemporanei o più tardi, purtroppo sembrano perdute, come il Liber de felicitate, il De intellectu le reportationes di un corso sulla Politica di Aristotele.



                                     

4. Il pensiero

Il pensiero di Sigieri risulta non ancora indagato a fondo; per di più, sono state prodotte molteplici interpretazioni, anche contraddittorie, del suo lavoro. Di forte impronta aristotelica, non manca tuttavia di influenze neoplatonizzanti, trasmesse attraverso il filtro dei commentatori tra i quali riveste un ruolo importante Averroè, di Alberto Magno e dalla lettura di testi come il Liber de Causis e l Elementatio Theologica di Proclo.

                                     

4.1. Il pensiero Metodologia

Lapproccio sigieriano alla filosofia si caratterizza in base a due aspetti principali: 1) coscienza del ruolo di docente universitario; 2) separazione degli ambiti filosofico e teologico. Per quanto riguarda il primo, fa fede la citazione del De anima intellectiva, in cui afferma di voler ricercare il pensiero di Aristotele piuttosto che la verità. Tuttavia questa citazione non può essere sopravvalutata: è chiaro che Sigieri avesse una gande considerazione della forza della razionalità, dunque il riferimento al pensiero di Aristotele serve soprattutto a controbattere allinterpretazione del pensiero dello Stagirita ad opera di Tommaso dAquino, e non giustifica lidea che Sigieri si concepisse come semplice ripetitore di Aristotele. Il secondo aspetto invece, espresso anchesso in una proposizione della stessa opera, è una ripresa della metodologia di Alberto Magno, che nelle opere di filosofia naturale corrispondente più alle odierne scienze della natura, dalla fisica alla biologia esprime lidea di non volersi curare, da filosofo, dei miracoli divini. Tuttavia una differenza è evidente: Alberto si è occupato anche di teologia, mentre Sigieri ha concepito tutta la sua opera come un progetto strettamente filosofico, pur non disconoscendo il valore della verità rivelata, per molti versi in maniera simile a quello che farà più tardi Galileo. è evidente dunque la distanza dal modello tomista.

                                     

4.2. Il pensiero Leternità del mondo

Sigieri fu sostenitore delleternità del mondo, seguendo i principi della fisica aristotelica, tuttavia considerata esclusivamente dal punto di vista della fisica. Non rifiutò per questo la creazione, che concepì non come un inizio del mondo nel tempo, ma come una concessione di essere da parte della Causa Prima. Come il mondo, anche lintelletto è per Sigieri eterno.

                                     

4.3. Il pensiero Lunità dellintelletto

Punto maggiormente controverso del pensiero sigieriano è la dottrina dellesistenza di un unico intelletto possibile per la specie umana. Questa dottrina, espressa nel Commento grande al De anima di Averroè e fatta propria da Sigieri come una sostanza separata, immateriale e dunque unica per tutta la specie umana. Questa dottrina, nelle letture dei contemporanei e dello stesso Sigieri, che non si nasconde il problema nel De anima intellectiva, rischia di compromettere la responsabilità individuale e il sistema di ricompense e pene concepito dall escatologia cristiana. Lintelletto si unisce alluomo come operante intrinseco, attraverso le immagini, ed è in continuità con le intelligenze astrali le Cause Seconde.

                                     

4.4. Il pensiero Letica

Il pensiero etico di Sigieri non è molto originale. Delle sei questioni morali pervenute in un unico manoscritto, si affrontano vari problemi, come quale sia lo stile di vita più adatto al filosofo tra celibato e matrimonio, o quale virtù sia preferibile tra la magnanimità e lumiltà, dove si evidenzia un contrasto tra letica aristotelica e quella cristiana. Purtroppo non si hanno tracce del Liber de felicitate a lui attributo da Agostino Nifo, nel quale, stando alla testimonianza del filosofo campano, Sigieri avrebbe espresso teorie molto interessanti riguardo alla possibilità di conoscere lessenza divina. Tuttavia gli storici sono discordi nel conferire validità a questo resoconto.

                                     

5. La fortuna letteraria di Sigieri

Motivo principale del mancato oblio della figura di Sigieri, di cui non si conoscevano testi almeno fino allopera di Renan, è stata la sua fortuna come personaggio. Nella Divina Commedia, Dante incontra il filosofo nel Paradiso, tra gli spiriti sapienti del Quarto Cielo, introdotto da Tommaso dAquino con queste parole:

Menzione del filosofo viene fatta anche in Fiore, testo di incerta paternità:

Ancora un legame con il poeta fiorentino viene stabilito nella novella I proscritti di Honoré de Balzac, che ne fornisce un ritratto molto infedele storicamente.

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