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ⓘ Jan Hus



Jan Hus
                                     

ⓘ Jan Hus

Jan Hus è stato un teologo e un riformatore religioso boemo, nonché rettore allUniversità Carolina di Praga. Promosse un movimento religioso basato sulle idee di John Wycliffe e i suoi seguaci divennero noti come Hussiti. Scomunicato nel 1411 dalla Chiesa cattolica e condannato dal Concilio di Costanza, fu bruciato sul rogo.

Jan Hus viene considerato il primo anticipatore della Riforma protestante iniziata circa un secolo dopo la sua morte, essendo vissuto prima di Lutero, Calvino e Zwingli. Dopo la sua morte, gli Hussiti si schierarono in massa contro la corruzione ed i crimini della Chiesa cattolica, respingendo ben cinque crociate bandite contro di loro. Un secolo più tardi, il 90% degli abitanti delle Terre ceche continuò a rimanere anti-cattolico, aderendo alla Riforma protestante oppure entrando a far parte dellUnione dei Fratelli Boemi, questi ultimi diretti successori del movimento hussita.

                                     

1. Biografia

Giovane studente povero, giunse a Praga nel 1390 per studiare allUniversità, dove erano vivi i fermenti del movimento riformatore boemo - fondato ventanni prima fuori dellUniversità ma oggetto di una repressione che aveva portato alla chiusura della scuola dei predicatori aperta dallo stesso Milič nel 1372 - che si proponeva il rinnovamento della chiesa attraverso il ritorno a un pauperistico cristianesimo primitivo e allattesa del prossimo Nuovo Regno. Milič, che aveva individuato nelleccessiva ricchezza accumulata dalla chiesa avignonese e romana una delle cause più importanti del decadimento dei costumi ecclesiastici, aveva inutilmente cercato di premere sulle gerarchie; sospettato di eresia e convocato ad Avignone per essere esaminato, vi era morto nel 1374. La sua dottrina fece proseliti e nel maggio del 1391 fu fondata a Praga la Cappella di Betlemme, una nuova scuola ove si predicava in lingua boema e si ospitavano studenti universitari.

Nel 1393 Hus ottenne il baccellierato in filosofia, nel 1395 si laureò magister in artibus e nel 1398 iniziò a insegnare Filosofia nella stessa Università praghese; ordinato sacerdote nel 1400, continuò a studiare Teologia con Stanislao da Znojmo e dal marzo del 1402 predicò per la prima volta nella "Cappella di Betlemme". Fu un suo avversario, lagostiniano norimberghese Oswald Reinlein, a lasciare una testimonianza della sua attività: "Le sue prediche erano frequentate dalla quasi totalità della popolazione praghese; nella Cappella di Betlemme egli predicava due volte nei giorni festivi e ancora due volte nel periodo di Quaresima. In tutti gli altri giorni teneva due lezioni e tre discorsi la domenica. Per i poveri che gli venivano raccomandati Hus chiedeva elemosine ai suoi conoscenti; usava invitare a tavola i maestri e ricevere con amore e bontà ogni visitatore".

Nei primi anni Hus si limitò a riportare quanto contenuto nelle Sacre Scritture ma in breve cominciò, nelle sue prediche, a richiedere una riforma dei costumi ecclesiastici.

                                     

1.1. Biografia Erede di Wyclif

Hus conobbe le opere di Wyclif ca 1329 - 1384 verso il 1398. Il doctor evangelicus inglese considerava la gerarchia ecclesiastica romana profondamente corrotta e, non avendo alcuna fiducia nelle possibilità di autoriforma delle autorità ecclesiastiche, sperava che una riforma della Chiesa si potesse ottenere attraverso uniniziativa dei governi; condannato nel Concilio di Londra del 1382, i suoi scritti furono proibiti anche dallUniversità di Praga nel 1403.

Jan Hus concordava pressoché in tutto con Wycliff tranne che al riguardo della dottrina eucaristica, ove manteneva lopinione ortodossa della transustanziazione e, più ancora, vi concordavano i riformatori boemi, Stanislao da Znojmo e Stefano Páleč i quali infatti, convocati a Bologna per discolparsi del loro appoggio alleresia wyclifiana, furono incarcerati e percossi su ordine del cardinale Baldassarre Cossa, futuro papa, ma poi considerato antipapa, Giovanni XXIII. Dopo quellesperienza, il Páleč rientrò prontamente nei ranghi dellortodossia romana e divenne poi uno degli accusatori di Hus.

La Chiesa era allora divisa dallo Scisma dOccidente, con un papa, Benedetto XIII, ad Avignone e un altro, Gregorio XII, a Roma, eletto nel 1406. Per porre termine alla scissione, alcuni cardinali delle due fazioni avevano progettato dindire un concilio a Pisa che eleggesse di comune accordo un nuovo papa, ponendo termine alla divisione.

Di fronte alla scissione, Hus era favorevole a mantenere una posizione di neutralità, in attesa che il futuro concilio dirimesse lo scisma. Analogo atteggiamento fu deciso dal re boemo Venceslao IV, diversamente dallarcivescovo di Praga Zajíc Zbynek, che insisteva sulla necessità di obbedire al papa di Roma. Sospettando in Hus un seguace di Wyclif, larcivescovo costituì una commissione, presieduta dallinquisitore Maurizio Rvačka, incaricata di valutarne lortodossia.

Intanto, una riforma dellamministrazione dellUniversità di Praga, decisa da re Venceslao, rovesciava la norma vigente fino ad allora, in cui fra gli elementi nazionali lì rappresentati, quello tedesco aveva diritto a tre voti e ogni altro ad uno, attribuendo ora tre voti allelemento nazionale boemo e uno a ciascun altro. In seguito a questa riforma, nel maggio 1409 i docenti e gli studenti tedeschi abbandonarono Praga per stabilirsi soprattutto a Lipsia, dove fu fondata una nuova Università, mentre a ottobre, grazie ai nuovi statuti, il boemo Hus poté essere eletto rettore dellUniversità di Praga.

Il concilio di Pisa si era intanto concluso il 26 giugno 1409 con lelezione di un nuovo papa, Alessandro V, non riconosciuto però da tutta la cristianità, cosicché ora risultavano in carica ben tre papi. A dicembre, Alessandro V firmava la bolla che, dopo aver nuovamente condannato gli scritti di Wyclif, autorizzò larcivescovo praghese a vietare a Hus di predicare, notifica comunicatagli solo nel giugno 1410, quando Alessandro V era già morto e gli era succeduto Giovanni XXIII

Hus decise di non obbedire e di appellarsi al papa; si rivolse ai fedeli nella Cappella di Betlemme: "Il defunto papa, di cui non saprei dirvi se si trova in paradiso o allinferno, scriveva nelle sue pergamene contro gli scritti di Wyclif in cui vi sono pure molte cose buone. Io ho presentato appello e mi appellerò nuovamente sono pronto a morire lietamente".

Allora si accese il rogo. Hus cominciò a cantare, uno dopo laltro, due inni "ma come egli cominciò a cantare il terzo inno, una folata di vento gli coperse il volto di fiamme. E così, pregando nellintimo, muovendo appena le labbra e scuotendo il capo, spirò nel Signore. Prima di morire, mentre pregava in silenzio, sembrò balbettare giusto il tempo sufficiente a recitare due o tre volte il "Padre nostro".

Consumata la legna le funi dal fuoco, "i resti di quel corpo rimasero in catene appesi per il collo; allora i boia tirarono giù le membra abbrustolite e il palo. Le bruciarono ulteriormente, portando altra legna al fuoco da un terzo carico. Poi, camminando torno torno, spezzarono le ossa a bastonate per farle bruciare più presto. Quando trovarono la testa, la fecero a pezzi con i randelli e la gettarono sul fuoco. Quando trovarono il cuore in mezzo alle interiora, dopo aver appuntito un bastone come uno spiedo, lo infilzarono sulla punta e fecero particolare attenzione a farlo arrostire e consumare, punzecchiandolo con le lance, finché non fu ridotto in cenere".

Bruciati anche scarpe e vestiti perché non potessero servire da reliquie, "caricarono tutte le ceneri su di un carro le buttarono nel Reno che scorreva lì vicino".

Prima della sua esecuzione Hus avrebbe dichiarato: "Oggi voi bruciate unoca, ma dalle ceneri sorgerà un cigno". Più tardi gli agiografi intesero questa frase come una premonizione della venuta di Lutero e quindi assegnarono a questultimo il cigno come simbolo. Johannes Bugenhagen citò questo riferimento nel suo discorso funebre che tenne in onore di Lutero il 22 febbraio 1546 nella chiesa del castello di Wittenberg.

                                     

2.1. Il pensiero di Hus La verità

Lelemento centrale del pensiero di Hus risiede nella nozione di verità. Realista nel senso della filosofia scolastica - la verità non è unopinione, un concetto esistente unicamente nellintelletto umano, ma ha una realtà indipendente dalluomo, è la realtà delle cose - come cristiano, per Hus la verità è la testimonianza di Cristo il quale, in quanto Dio incarnato, in quanto uomo, è conoscibile dalluomo. Dunque la verità è la testimonianza di Cristo, registrata nelle Scritture; ma Hus precisava che il cristiano deve rimanere costante nella fede e "nella conoscenza di questa triplice verità: prima, quella contenuta evidentemente nella Scrittura, poi quella che fu toccata dalla ragione infallibile e infine quella che il cristiano fece sua partendo dalla propria esperienza personale. Fuori di tale verità nulla deve essere affermato o riconosciuto come vero".

Sembra che le tre fonti di verità così elencate non siano concepite in contraddizione da Hus, per il quale la fede in Cristo dovrebbe trovare conferma nella ragione e questa nellesperienza di ciascuno; la verità resta unica ma può essere comprensibile a chiunque: non ci sono uomini che ne siano i depositari e non può essere in contraddizione con la condotta di vita di ciascuno. Così la vita di Cristo è esemplare perché è espressione della verità da lui testimoniata e morì per averla espressa, così per difendere la verità ciascuno può sacrificare la propria vita.

La mancanza di verità non è semplice errore ma per Hus è menzogna e la lotta contro la menzogna è affermazione tanto del vero quanto del giusto, perché la verità non può che essere giustizia; è qui la radice rivoluzionaria che sarà colta dai suoi seguaci: si deve dare la vita per difendere la verità e affermare così la giustizia; tale elemento va unito alla concezione della Chiesa, ripresa da Wyclif, come insieme di tutti gli eletti, i predestinati, i quali, fatto salvo da Hus il libero arbitrio, sono tali in quanto guadagnano da Cristo, e non dagli uomini che pretendono di rappresentarlo, la propria salvezza.



                                     

2.2. Il pensiero di Hus Linflusso di Wyclif

Ladesione di Hus alle teorie di Wyclif appare nel suo Commento alle Sentenze, ove accettava il realismo filosofico dellinglese in contrasto con lorientamento nominalista dei teologi praghesi. Ma si differenziava nella dottrina eucaristica dove, nonostante le accuse mossegli dagli inquisitori, la sua interpretazione era ortodossa, mentre Wyclif negava la transustanziazione e affermava che il pane resta tale nella consacrazione se linglese sosteneva lassoluta illegittimità delle indulgenze, Hus si limitò a denunciarne gli abusi.

Di Wyclif condivideva invece la denuncia dello stato in cui versava la Chiesa, la corruzione degli ecclesiastici e la loro pretesa di essere insindacabili dai fedeli laici. Nel suo trattato De ecclesia mostrò la separazione esistente tra la chiesa gerarchica e istituzionale e la comunità dei cristiani uniti dalla fede e dallosservanza dei precetti divini: questultima, chiamata universitas praedestinatorum, era per Hus la vera chiesa santa e cattolica.

                                     

2.3. Il pensiero di Hus Il De ecclesia

Iniziato a scrivere a Praga nel 1412, fu terminato verso il maggio 1413 nel periodo della sua lontananza da Praga: inviato nella capitale per ricavarne diverse copie, il trattato fu diffuso l8 giugno 1413 dalla Cappella di Betlemme.

Cristo è il capo della chiesa e a lui solo spetta il titolo di "sommo Pontefice". La chiesa universale è lassemblea dei predestinati, che possiamo distinguere solo dal loro modo di vivere e dalle loro azioni: solo costoro possono essere considerati vescovi o pontefici. Chi non ha una condotta conforme a quella degli apostoli, non può essere legittimo detentore di una carica ecclesiastica e può e deve essere deposto; a costoro è lecito disubbidire e resistere.

Vi sono segni che mostrano lindegnità della carica rivestita dagli ecclesiastici: "Il primo segno dellindegnità del papa è quando, dimenticando la legge di Dio e i devoti testimoni dellEvangelo, si dà tutto alle umane tradizioni è chiaro che coloro che uccidono le anime sono ministri dellAnticristo e di Satana.

Da ciò si deduce che ribellarsi al papa che travia è obbedire al Cristo Signore: cosa che frequentemente avviene, quando si tratta di provvedimenti che risentono di interessi personali. Perciò chiamo a testimone tutto il mondo che la distribuzione dei benefici da parte del papa semina dappertutto mercenari nella chiesa, gli dà occasione di gonfiare esageratamente la sua potestà vicaria, di dar troppo valore alla dignità mondana, di voler ostentare una falsa santità".

                                     

3. Opere

  • Polemica, Praga, 1966
  • Postilla adumbrata, ed. G. Silagi Corpus Christianorum. Continuatio Mediaevalis 261, Turnhout: Brepols Publishers ISBN 978-2-503-55275-0
  • Super IV Sententiarum, Praga, 1905
  • Expositio Decalogi, De corpore Christi, De sanguine Christi, Praga, 1903
  • Sermones de sacntis, Praga, 1908
  • Sermones de tempore qui Collecta dicuntur, Praga, 1959
  • Passio Christi, Praga, 1973
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